martedì, novembre 25, 2014

Il circo Barilla, ovvero come dare torto a Putin?

(Continua da post precedente...)
La holding di Parma ha annunciato la creazione di un Diversity and Inclusion Board (comitato per la diversità e l’inclusione) con in prima fila David Mixner: «Scrittore, esperto di strategie politiche, attivista per i diritti civili – annota il sito della Barilla -. Nominato dal Newsweek il gay più potente d’America, è un leader mondiale nel mondo della politica e dei diritti umani». Nell’organismo è stato chiamato anche Alex Zanardi e, fa sapere l’azienda, a breve vi entrerà una personalità femminile esperta in “gender balance”, quindi attenta alle tematiche della parità fra i sessi.
La svolta di Barilla: in azienda “il gay più potente d’America”

Per vendere la pasta devi avere in azienda una "D.I.B" con a capo il gay più potente d'Amernica", un ex-pilota privo delle gambe e una donna esperta di bilance, perché quelle col cappello di carta che stanno in fabbrica forse non sono abbastanza donne. Come il post precedente, la Storia sarebbe esilarante se non fossi costretto a viverci dentro. Se non avessi due nipoti bambini direi che siamo pronti per il prossimo asteroide. O forse, dopo avere preso in giro i capelloni coi ritratti di Lenin, mi toccherà sfilare col ritratto di Putin.


Nella foto, una riunione della D.I.B. negli headquarters di Barilla, si lavora alla piena integrazione dei molluschi cefalopodi.

30 commenti:

  1. mi hanno insegnato in 22 anni di lavoro serio che conta solo il risultato (vabbè Lorenzo, ho detto una minchiata.... allora, teoricamente per chi fa impresa gli utili vengono al primo posto, anche se non è sempre così, anzi quais mai), per cui se questa scelta di governance farà guadagnare all'azienda di parma un euro in più, allora sarà stata una scelta vincente. se non sarà così, non sarà stata vincente.

    ieri a la zanzara sentivo che Gasparri sta lanciando un boicottaggio contro la Barilla

    ps: mi sa niente canone rai in bolletta, ma che strano.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una delle caratteristiche che faccio più fatica a sopportare dei compagni di merende è l'incoerenza. Qualcuno qui sosteneva che gli imprenditori hanno "imperativi morali" o una "responsabilità sociale" e lo stesso qualcuno adesso sostiene che vale tutto purché questo porti un euro di guadagno in più. Che il significato di "vincente" è "un euro in più".

      Comunque, incoerenza a parte, a me di quanto guadagna Barilla importa sega.

      Faccio notare che tutta la sceneggiata non è solo ridicola, è oltre, siamo nel campo dell'esagerazione paradossale, dell'assurdo. Non basta semplicemente implementare una politica per la "neutralità" della azienda rispetto alle differenze che ci sono tra i dipendenti. Cosa per altro superflua viste le leggi vigenti. Bisogna fare un "super-comitato" e metterci dentro dei fenomeni da baraccone famosi. Se la gente avesse due neuroni in testa dovrebbe essere EVIDENTE l'effetto opposto e cioè che il circo Barnum esiste perché la diversità viene esaltata al massimo. Ma siccome la gente i due neuroni non ce li ha, battono le mani. Evviva evviva.

      A me poi interessa solo se la pasta è buona e se il prezzo è ragionevole. Certo a parità di condizioni non premierò una azienda di pagliacci.

      Finisco dicendo che questo post si aggancia al precedente. C'è un interessante intreccio di eventi e personaggi.

      Elimina
    2. Lorenzo, ma te di quello che scrivo devi però imparare a prendere tutto e non solo una parte !!!!!

      ho forse scritto che l'imprenditore non deve guardare al profitto ? ho forse scritto che il libero mercato mi fa schifo ?

      o forse hai letto parole che andavano contro il capitalismo che si basa sulle rendite di posizioni e sulle relazioni instaurate in barba al principio di libera concorrenza ?

      il vale tutto lo hai scritto tu, non io, perdonami.

      a parità di condizioni, che vinca il migliore, quello sì.

      Elimina
    3. E cosa significherebbe "a parità di condizioni" nel tuo universo incoerente?

      Elimina
    4. Lorenzo, ammazza come ti arrampichi sugli specchi ! :-)

      dicasi parità di condizioni quando si fa business senza competere con corrotti, concussi, introdotti, monopolisti, oligopolisti, amici degli amici e via discorrendo.

      quando puoi operare in regime di libera concorrenza. che non significa avere il prodotto migliore. come dicevi tu, la pasta Barilla deve essere buona con prezzo ragionevole, non necessariamente la pasta più buona o quella col prezzo più basso.

      Elimina
    5. Tutto quello che hai scritto non ha alcun senso e sopratutto non c'entra nulla con l'espressione "parità di condizioni".

      Per il primo blocco che hai scritto risulterebbe impossibile "fare business" in una qualunque democrazia rappresentativa che per sua natura si basa sulla mediazione tra gli interessi di gruppi che concorrono per le stesse risorse.

      Nel secondo blocco si succedono dei concetti scollegati tra di loro. Libera concorrenza significa solo che nessuno degli "attori" è in grado di determinare il mercato. Il prodotto "migliore" necessariamente è un concetto relativo ad una griglia di valutazione dove si mettono a confronto altri prodotti concorrenti con diversi parametri come quantità, qualità, prezzo.

      Preso nota che hai una grande confusione in testa, ancora non hai risolto la contraddizione tra gli "imperativi morali" da te introdotti in precedenza e la considerazione che qualsiasi azione è "vincente" se produce un utile. Se te lo devo spiegare, lo spiego. La contraddizione consiste nel fatto che non avere "imperativi morali" o averne il meno possibile è una azione vincente. Viceversa, se un "imperativo morale" riduce l'utile, è una azione perdente.

      Esemio: Barlilla potrebbe avere lo "Imperativo morale" di sostenere la famiglia tradizionale ma siccome questo impedisce di accattivarsi il mercato dei mutanti, sceglie di fare avere lo '"imperativo morale" di assumere il "gay più potente del mondo" e in questo modo vendere più pasta.


      Elimina
    6. Lorenzo, pensala come vuoi, per giunta a casa tua. ma non pigliarmi per il culo e non offendere la mia intelligenza. cosa vuoi, un trattato sulla libera concorrenza e sul mercato ? non ti preoccupare, sono laureato col massimo dei voiti, quindi non ho difficoltà a farlo. se c'è da essere sintetici io faccio il sintetico. in quelle sette righe da me scritte si capiva benissimo (visto che non voglio offendere la tua intelligenza) cosa volevo intendere.

      sennò fai una bella cosa, scrivi per te stesso e per i tuoi compagni di merenda, che non penso siano numerosi.

      Elimina
    7. Sei laureato? Predindirindina, aspetta che mi genufletto. Tipico vizio italico quello di mettere davanti al nome un "dottore" come se questo significasse una patente di nobiltà.

      Duca conte, se chi ti legge deve indovinare cosa vuoi "intendere" significa che o non sai scrivere o non sai cosa stai scrivendo. O entrambe le cose.

      Visto che non hai dificoltà a farlo, fallo.
      Vediamo se ne esce fuori qualcosa che ha un senso.



      Elimina
    8. Che poi non si tratta di fare appello a teorie astruse, si tratta di mettere in fila verbo, soggetto, complementi con una logica tipo "se quello allora questo altrimenti quest'altro". Però bisogna sapere che si sta andando da A a B. E che B non è uguale a C.

      Elimina
    9. va bene, mi stai pigliando per il culo. quando mi capita di solito, nella vita di tutti i giorni, o mi incazzo o chiudo il confronto. se non ne vale la pena, faccio la seconda che ho scritto. discussione chiusa.

      Elimina
    10. Quindi hai difficolta a farlo.

      Elimina
    11. ma non penso proprio, ogni giorno parlo sicuramente con molta più gente di quanto non capiti a te. che non fa fatica a comprendermi. tranne quando appositamente non vuole comprendermi. credo che ci troviamo in quest'ultima casistica

      Elimina
    12. E poi te sei quello che non ha le certezze assolute.
      Sempre peggio, ti stai avvitando.

      Elimina
    13. Basterebbe riformulare quanto scritto in precedenza in una forma coerente. Oppure ammettere che ogni tanto si scrive qualche cavolata.

      Elimina
  2. Zanardi è un grandissimo!
    Io compro la pasta Libera.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non voglio fare un caso personale, non voglio mettere in dubbio la persona Zanardi. Fatto sta che Barlilla non lo assume per migliorare la produzione di pasta o di sughi, usa la sua immagine di "diverso" e, come dicevo sopra, è l'esatto opposto di quello che dovrebbe fare.

      Se tu sei "diverso" in linea teorica dovresti lavorare in un posto dove il motto è "non ci importa niente di come sei, ci importa solo cosa sai fare".

      Invece qui parliamo di un posto dove il motto è "non ci importa cosa sai fare, ci importa solo quanto sei diverso".

      Mi fa un po' strano doverlo spiegare.

      Elimina
    2. Io di solito compro la pasta Coop solo perché ho un negozietto Coop sotto casa. Se avessi una famiglia numerosa e dovessi ragionare su grandi quantità probabilmente studierei una strategia di consumo più furba.

      Elimina
  3. io compro la pasta barilla perchè nell'ipermercato vicino a casa mia me la danno con lo sconto e me ne frego della pasta relamizzata da zanardi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non hai capito. Zanardi non fa la reclame, a quanto pare sarà un membro del Comitato che all'interno della Barilla si occuperà di garantire i "diritti" delle "minoranze", presmumo che lui rappresenti i portatori di handicap.

      Elimina
  4. Ascoltavo ieri di 'sta storia a La Zanzara di Cruciani.

    C'era pure un invastato cattofondamentalista tale Amato presidente di un'assocazione tipo Avvocati per la Vita o qualcosa del genere che attaccava Barilla per il retrofront.

    A parte l'ano da cui uscivano le critiche, in effetti qui ci si compra e vende la dignità per... un piatto di pasta.
    Detto ciò, ritengo che, come nel medioevo frati e suore, ora le e gli omosessuali siano ecologici in quanto... non si possono riprodurre. :)

    RispondiElimina
  5. Cruciani gestisce anche lui un circo dei fenomeni da baraccone. Il fatto che non lo mascheri dietro nobili ideali ma che faccia aperto sfoggio di cinismo, non lo rende meno abbietto. Lo pagano, magari gli piace anche. Tutto li.

    Barilla conferma che negli affari non esiste nessuna "morale". Da questa considerazione derivo l'idea che in nessuna cosa esista una "morale", tuttalpiù esiste la finzione della "morale".

    Riguardo all'essere "diverso", ne ho già scritto altre volte, è una cosa che non riesco a capire. Se io fossi "diverso" o "più diverso di quello che sono", vorrei che a nessuno importasse quello che sono ma solo quello che faccio. Quindi non capisco che senso abbia quando la discriminazione si capovolge e la "diversità" diventa un merito. Una persona DEVE essere assunta per un certo lavoro non per quello che sa fare ma perché occorre esibire la conformità ad un certo standard, quindi nel commando che si paracaduta dietro le linee tedesche ci deve essere un nero, una donna, un omosessuale, un ebreo, un miope, un obeso, eccetera.

    Nel medioevo frati e suore si riproducevano eccome, infatti il celibato (che è uno stato distinto dal voto di castità) è stato introdotto proprio per evitare che i figli ereditassero i beni della Chiesa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. > la "diversità" diventa un merito

      Questa è una delle grandi stupidate del politicamente corretto.
      Esattamente come il pensiero antirazzista che è massimamente razzista in quanto pregiudica favorevolmente a priori una persona solo per la sua provenienza.

      Elimina
    2. E' una cosa palesemente irrazionale. Affrontare la discriminazione introducendo una discriminazione ancora maggiore.

      Altro esempio la questione del "femminicidio", come se "omicidio" significasse ammazzare una persona di genere maschile e come se ammazzare una persona di genere femminile fosse più grave.

      Ma io dico, se uno non deve essere licenziato perché omosessuale o donna o nero o ebreo o basso o largo, che senso ha che invece uno venga assunto proprio perché omosessuale, donna, nero, ebreo, basso o largo? E' una ovvia contraddizione.

      Poi non devo pensare che il "politicamente corretto" è per gli imbecilli.
      E tu sai chi.

      Elimina
    3. si ma non toccatemi Cruciani neh ! massimo rispetto, è un teatrante eccezionale.

      Elimina
    4. E' un "genere" dell'intrattenimento contemporaneo. Nei telefilm polizieschi ti fanno vedere i cadaveri putrefatti con i primi piani sulle ferite piene di vermi e le autopsie. Cruciani fa uno show di assoluto cinismo sulle piccole tragedie della attualità italiana. Lo capisco ma non mi piace. Non mi piace perché da una parte cade nel vuoto, perché gli Italiani non sono capaci di percepire niente altro che il "sensazionale", dall'altra l'eccesso di cinismo è una cosa controproducente.

      Elimina
  6. Io compro solo pasta Molisana: frega un cazzo gay/no gay, gender, politically correctness ed altre minchiate varie (che poi tutte queste campagne vanno ovviamente a pesare sul costo del prodotto). A me interessa solo che la pasta sia buona e la Molisana è anni-luce davanti alla Barilla.
    Ma si sa che la gente guarda molto più alla forma che alla sostanza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "operai e ingegneri Lancia acquistano la subarupeccchécostameno..." Eheheh
      Ci sono molte cose nel costo di un prodotto.
      Devo pubblicare 'na nuova pagina a proposito.

      Elimina
    2. Ho detto che la compro perchè è più buona, non perchè è meno cara... A dire il vero non so nemmeno se costi di più o di meno della Barilla.

      Elimina