domenica, novembre 09, 2014

Investimento pubblico

Il mercato ha fallito.

«Per potenziare banda ultra larga è necessario intervento pubblico»
Per potenziare in Italia lo sviluppo delle reti fisse di nuova generazione, la cosiddetta banda ultra larga, è necessario un intervento pubblico visto che non è possibile contare sugli investimenti privati a causa degli alti costi «irrecuperabili» e della concorrenza che riduce ricavi e margini. Per di più «in presenza di una domanda ancora poco sviluppata». A sostenerlo sono le autorità indipendenti Antitrust (Agcm) e il Garante delle comunicazioni (Agcom).
Internet veloce, lo Stato dovrà investire sulla rete

IO CONTESTO!
Non è affatto vero che la "banda larga" sia una infrastruttura necessaria alla Nazione. Se Internet una volta non aveva un "business model" funzionante ma almeno esisteva l'idea di dare alla gente uno strumento di condivisione del sapere, adesso con la "post-PC era" e l'avvento dei "terminali mobili", come li chiama il marketing delle telefoniche, continua a non esserci un "business model" funzionante e in più la condivisione del sapere viene accantonata per il semplice intrattenimento e fruizione passiva. Internet è equiparata alla TV via cavo, come scritto chiaro nell'articolo. Contesto che si sia in presenza di un "fallimento del mercato", semplicemente non esiste questo mercato. Contesto l'idea che lo Stato debba spendere soldi per creare una infrastruttura non necessaria, che non ha un mercato e che comunque verrebbe poi "regalata" ad aziende private che ci faranno sopra un business truffaldino, vessatorio e arcaico come quello dei servizi a pagamento, in particolare l'intrattenimento televisivo. Contesto che abbiamo già pagato la conversione alla TV digitale con la stessa scusa, che era necessario mettere a disposizione della Nazione centomila canali televisivi, il risultato è che si sono moltiplicati i servizi a pagamento ma i contenuti disponibili sono sempre gli stessi.

Agenzie inutili che mentono o straparlano, marionette di gruppi di interesse.
E intanto l'Italia affonda e a noi succhiano il sangue.

A parte che la rete della telefonia fissa è già stata regalata ai privati con la cessione di Telecom tempo addietro, se domani lo Stato dovesse spendere i miei/nostri soldi per distribuire la connettività con "banda ultra larga" facendosi carico di costi che i privati non vogliono sostenere, io pretendo la connessione gratuita per tutti gli Italiani. E prego notare che una volta connessi ad Internet non si dovrebbe più pagare la telefonia. Questo spazzerebbe via le telefoniche truffaldine, che sono una lobby molto consistente e quindi non si farà mai.

14 commenti:

  1. Siamo già in tre, allora.
    Più banda per aumentare il traffico di pattume, pubblicità, idiozie.
    Principio di induzione del traffico.
    No grazie.

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    1. Invero è peggio di cosi. La banda non serve ma se servisse, c'è solo un contenuto che ne richiede cosi tanta e cioè la trasmissione di video in alta risoluzione. Lo scopo, insisto, è riadattare ad Internet il vecchio modello di business della TV via cavo. Con la differenza che adesso si punta ai dispositivi "mobili" e sempre connessi invece che alle sole utenze domestiche. Una famiglia di 5 persone, almeno 5 dispositivi (di solito di più).

      La fruizione della "Rete" in questa logica è solamente passiva, gli utenti sono come gli spettatori/abbonati della TV, non hanno la facoltà ne gli strumenti per essere soggetti attivi.

      Prego anche notare che tanto le piattaforme "social" che i dispositivi hardware sono "chiusi", le prime richiedono a tutti di registrare un account per potere accedere ai contenuti, i secondi sono fatti in modo tale che l'utente non può cambiare componenti ne il software preinstallato.

      Insomma, anche se la gente non lo capisce, le cose stanno prendendo una bruttissima piega. Ovviamente tragica se lo Stato buttasse via altri miliardi.

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    2. Era diventato un po' lungo come commento, alla fine è diventata pagina in cui ti ho citato.

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    3. Leggi il riquadro a destra.

      Il tuo blog ha quasi sempre argomenti interessanti, ha anche una audience abbastanza consistente, purtroppo la qualità umana della maggior parte degli astanti è quella che è, la tua volontà ecumenica comprensibile anche se non la condivido, il risultato è che secondo me manca qualcosa, anzi parecchio ma non mi va di partecipare.

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    4. Il discorso de "Network Neutrality" non ha il senso di "l'accesso ad Internet è un diritto" ma il senso di "una volta che sei connesso ad Internet devi potere decidere tu cosa fare, non ti deve essere imposto dai cartelli formati dai provider e dai rivenditori di hardware e software".

      Esempio: si legge ogni tanto di progetti filantropici per consentire agli abitanti dei paesi emergenti di connettersi ad Internet. A nessuno viene in mente che questo ha un costo e che le soluzioni proposte mettono queste persone in condizioni di accedere solo in modalità passiva, vedi "terminale di servizi". Che è l'esatto contrario del principio fondamentale di Internet e cioè la connessione tra "peer", cioè tra pari.

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    5. > non mi va di partecipare
      Lorenzo, non era una richiesta di partecipare (anche se mi farebbe piacere) ma un'atttribuzione di merito.
      Mi piace citare le fonti, le pagine interessanti, le pagine che mi hanno ispirato.

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    6. > non ha il senso di "l'accesso ad Internet è un diritto"
      Ma quale è l'interpretazione su un piano politico (non so quello tecnico)?
      Riporto parte del papero del corriere.
      "Obama ha chiesto di riclassificare il Web come una qualsiasi altra utenza (al pari dell’acqua): «E’ arrivato il tempo che la Fcc riconosca che la banda larga abbia la stessa importanza e comporti gli stessi impegni che si prendono per altri servizi vitali»"

      Io avevo firmato i referendum sull'acqua pubblica.
      Non avevo né ho certamente in mente la più acqua per tutti che è una stupidata demagogica che non esiste, non è mai esistita e non esisterà mai, essendo l'acqua una risorsa finita, scarsa e preziosa e costosa.
      Lo avevo fatto avendo in mente gestioni locali dell'acqua, sostenibili, con gestione comunitaria, come si è sempre fatto nei nostri monti (vedi Picc e Pala, Villa Minozzo, Reggio Emilia) prima della globalizzazione, della mercificazione dell'acqua, dei tentativo di farci su il massimo dei bajocchi cercando di venderti acqua tua o di altri per spremerti come un limone.

      Per il resto, condivido. Rete libera per un uso degno tra pari.
      Beh, utopia, purtroppo.

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    7. Era chiaro.
      Io ho aggiunto che l'argomento mi interessa ma le regole non mi piacciono.

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    8. Ancora chiaro, ho omesso una cosa che pensavo fosse ovvia.
      Il Corriere è un "organo di informazione" quindi uno strumento di controllo delle masse. In quanto tale pubblica verità parziali, in parte o anche in tutto artefatte per fare gli interessi dei gruppi di potere che lo finanziano.
      Obama è il front man dei gruppi di potere che governano la potenza egemone di cui noi siamo vassalli, quindi fa la stessa cosa del Corriere ma su scala galattica.

      Quello che riporta il Corriere di quello che dice Obama per me è scontato che sia una doppia infinità di manipolazione.

      Ma non conta perché poi quello che viene detto deve essere tradotto in un cavo che va dal punto A al punto B e un certo software che ti permette o non ti permette di fare certe cose e in un gadget che trovi o non trovi sugli scaffali dei negozi.

      La Rete non è utopia, è stata costruito cosi dall'inizio.
      Siamo avvantaggiati proprio da questo elemento e cioè che per farla diventare quello che vuole il Corriere e Obama bisogna stravolgerla e mutilarla.

      Io posso solo cercare di fare opera di evangelizzazione.

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    9. Ripeto il concetto:

      Nonostante la gente non lo sappia perché, come per tutto il resto, viene artatamente tenuta all'oscuro e manipolata, Internet è un insieme di cose che è stato costruito in funzione della connessione tra "pari".

      Tutto quello che vediamo avvenire in questi giorni è IL CONTRARIO della natura intrinseca di Internet e dei suoi strumenti.

      Io contesto anche che l'utente dello smartphone compia una scelta consapevole tra essere soggetto attivo, proprietario di Internet (di chi è Internet? Di tutti quelli che si collegano!) ed essere invece soggetto passivo, utente pagante e registrato di un "terminale di servizi" (di chi è Internet? Di Fcebook, di Google, di Apple).

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  2. Risposte
    1. Però considera una cosa: queste pensate non vengono dai "governanti", quelli sono solo i rappresentanti di gruppi di interesse (negli USA le lobby). Sono questi gruppi di interesse a dirigere la "politica" in una direzione o l'altra. Il guaio è che la gente si focalizza sui "diritti" e non capisce che, come dicono gli Americani, non ci sono pasti gratis. Per cui le risorse vengono drenate e ridistribuite con determinati criteri. Nel caso nostro, non so se ne sei consapevole, abbiamo 40mila euro di debito a testa, più la spesa corrente.

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  3. Ti ho messo anch'io nel blog-roll, adesso verrai contattato da un'orda di giardinicoli!

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