domenica, novembre 23, 2014

Senza ritegno

Ormai la cosiddetta "informazione" in Italia è solo un collage di veline e di articoli scritti su commissione. L'ultimo esempio mi capita di leggerlo sul sito del Corriere ed è una raccolta di tutti i luoghi comuni che ho sentito ripetere fino alla nausea negli ultimi vent'anni, con l'aggiunta del solito paradosso involontario che comunque l'Italiano medio, a cui ormai è stato lavato e candeggiato il cervello, non presta attenzione.

I 3,9 miliardi che i migranti danno all’economia italiana

L'articolo si basa sul rapporto della ennesima "fondazione" secondo cui, tramite opportuni calcoli su come viene ripartita la Spesa Pubblica e mettendo in rapporto il risultato di questa ripartizione con il prelievo fiscale, risulta che gli immigrati contribuirebbero più di quanto consumino, quindi "ha ragione il Papa, gli immigrati sono una risorsa".

Peccato che nello stesso articolo si scriva:
Creano anche un mucchio di problemi? Sì. Portano a volte malattie che da noi erano ormai sconfitte? Sì. Affollano le nostre carceri soprattutto per alcuni tipi di reati? Sì. Vanno ad arroccarsi in fortini etnici facendo esplodere vere e proprie guerre di quartiere? Sì. E questi problemi vanno presi di petto. Con fermezza. C’è dell’altro, però . E non possiamo ignorarlo.
Ah le matte risate. Infatti "non possiamo ignorarlo" ma possiamo ignorare i costi economici e sociali delle voci precedenti, cioè il costo di dovere convivere con le malattie, il costo delle "banlieu", il costo della "mediazione culturale", il costo di dovere mantenere costantemente la sorveglianza contro gli attentati, il costo dei reati, della loro repressione e dell'affollamento delle carceri. Possiamo anche ignorare il fatto che la immigrazione viene organizzata e favorita in ogni modo, ignorare il fatto che tutti gli immigrati vengono "regolarizzati" col meccanismo della "sanatoria" perché entrano in Italia in violazione delle leggi vigenti, inclusi quelli che poi diventano Ministro, possiamo ignorare il fatto che nessun problema in Italia viene affrontato "di petto", meno che meno il problema che è stato creato ad arte.

Se poi volessimo andare ad esaminare la questione economica nel dettaglio, tutti sanno come funzionano le attività "legali" degli immigrati e cioè nella stragrande maggioranza dei casi da una parte sfruttando ogni minimo cavillo della ultra-barocca e para-comunista legislazione italiana e della burocrazia, quando conviene e aggirando o evadendo la medesima legislazione e burocrazia quando serve. Il parrucchiere cinese fa il vuoto attorno non perché taglia e piega i capelli meglio dei parrucchieri italiani ma perché lavora praticando dei prezzi che sono una frazione di quelli correnti. Ma nessuna "fondazione" si preoccupa di fare gli opportuni calcoli per verificare quante e quali violazioni sono imputabili al lavoro degli immigrati. Ben inteso, di quelli che lavorano.

Quanto alla solita sceneggiata trita e ritrita di mettere a paragone "i nostri nonni" con gli immigrati, prima cosa, ognuno parli dei nonni suoi. Qualcuno ha avuto un nonno mafioso, qualcuno ha avuto un nonno minatore, qualcuno ha avuto un nonno eroe. In secondo luogo gli Italiani che sono andati a vivere all'estero facevano ogni sforzo per integrarsi in società ostili, spesso in terre di frontiera, mentre gli immigrati attuali sfruttano il lassismo decadente della società italiana ed europea in genere e nello stesso tempo la disprezzano. Infatti nell'articolo si scrive "vanno ad arroccarsi in fortini etnici", non è esattamente cosi, piuttosto cercano di ricreare in Italia e in Europa le stesse condizioni delle loro terre d'origine, cosa che ci dovrebbe fare presagire cosa succederà quando la demografia cambierà i rapporti di forze.

Nota a margine, da Repubblica:
RAI - Ma la svolta vera, quella che interesserà gli utenti, starà nell'importo: 65 euro, che sarà possibile diluire per ciascuna delle bollette (mensile o bimestrale a seconda del gestore), fin quasi a sparire dunque nella percezione collettiva.
Lampo involontario di verità illuminante. Che vergogna essere italiani.

25 commenti:

  1. Io non so se l'immigrato sia una risorsa economica. Non so se lo siamo io e te, figuriamoci un marocchino o un congolese, un cinese o un cingalese.
    So che l'immigrazione non la fermi. Perché il povero da sempre va dove c'è ricchezza o immagina ci sia. Se veramente vuoi fermarli, vista la nostra morfologia, l'unica è spararsi o affondare le carrette del mare cosa che dubito avvenga. molti di loro fanno lavori che noi italiani non vogliamo più fare anche perché mal remunerati. E non per caso ma per scelta. Scelta di italiani come me e te, imprenditori, agricoltori, grande distribuzione. Il mio parrucchiere non teme la concorrenza dei cinesi. Prende dieci euro, sta aperto con orario continuato, fa persino la ricevuta fiscale. I negozi di elettronica cinese vendono i cavetti dell'i-phone a un quinto dei negozi Apple. Ma la Apple dove li produce i cavetti ?

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  2. Ancora insisti a dire "italiani come me e te" quando ti ho detto già una volta che puoi dire solo "Italiani come me" infatti io agli immigrati non solo non do lavoro ma non rivolgo nemmeno la parola.

    Riguardo al fatto "'l'immigrazione non la fermi" questo assunto è senz'altro vero dato che la immigrazione è organizzata e favorita sia dalle autorità italiane che dalle elite sovranazionali palesi e occulte a cui le autorità italiane rispondono.

    In linea teorica però la immigrazione si è sempre fermata in un modo molto semplice, chiedendo i documenti alle frontiere e respingendo chi non ha i documenti in regola. Tu poi sai benissimo che quando c'è un posto di blocco e ti viene intimato l'alt, se non ti fermi ti sparano. La Legge si fonda su due concetti, uno è la percezione di cosa è bene e di cosa è male da parte di una certa popolazione e l'altro è la capacità e la volontà di applicare tutta la forza militare necessaria per assicurare il rispetto della legge. Allo stato attuale non fermiamo l'immigrazione perché:
    1. agli Italiani viene lavato il cervello costantemente e quindi non hanno la percezione che introdursi in Italia senza documenti e permessi sia un crimine. Gli Italiani sono stati portati a pensare che l'Italia non è una Nazione, non esiste frontiera e non esiste legame tra chi ci vive a la terra su cui vive. Chiunque ha lo stesso diritto che ha un nativo di vivere in Italia.
    2. l'Italia non ha la capacità e la volontà di applicare la forza militare necessaria a garantire il rispetto delle sue stesse leggi. A riprova basta citare il fatto ovvio e noto a tutti che gli immigrati vengono in Italia con l'idea che qui è possibile delinquere con una ragionevole certezza di impunità. Considerato che l'80% dei reati rimane impunito, prego calcolare quanta gente dovrebbe essere rinchiusa in galere che sono già sovraffollate.

    In ultimo ma IMPORTANTE:
    Se anche fosse vero quello che scrivi e anche quello che ci viene propinato dal sistema cattocomunista e dal più vasto Piano di Annientamento, una cosa è dire le cose come stanno, una cosa completamente diversa è MENTIRE e/o propinare una INFORMAZIONE ARTEFATTA. Un conto è dire "non sappiamo come affrontare l'immigrazione" una cosa completamente diversa è dire "la immigrazione è una risorsa".

    Chiudo dicendo che non esiste nessuna relazione tra i negozi cinesi in Italia e le fabbriche di gadget elettronici in Cina che producono gli aggeggi a cui poi viene applicato il logo delle marche "famose". Esiste invece una relazione tra le aziende italiane che chiudono e le aziende cinesi che prosperano, la relazione è la semplice contiguità, cioè le aziende italiane e cinesi sono sullo stesso mercato ma operano in condizioni del tutto differenti, dato che Landini in Cina non esiste.

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    1. Anche una bella ucraina alta 1 e 80 è una immigrata. Anche a lei non rivolgi la parola ? Così come lo è la meno bella ucraina che un giorno farà la badante a mia mamma.

      La giustizia in Italia funziona malissimo ma di certo è più favorevole a chi si può permettere un buon avvocato e difficilmente si tratta di un immigrato.

      Poi, mi ripeto, io non credo di avere ricette e non voglio neanche io ripetere la litania del popolo italiano fatto da immigrati. Di certo però non credo di avere certezze assolute

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    2. Esattamente, nemmeno alla ucraina rivolgo la parola.

      Se tu assumi la badante ucraina fai la stessa cosa del padrone della ferriera che assume operai neri con esattamente la stessa logica, cioè quella che la ucraina e il nero hanno meno pretese degli equivalenti italiani. Però poi vieni qui a raccontarmi che lo "imprenditore" ha la "responsabilità sociale" che gli viene dallo "imperativo morale".

      Grazie Dio per avermi evitato di diventare come loro.

      La "giustizia"? Ma quale giustizia, perché ci sia un processo devono verificarsi tutta una serie di condizioni che non si verificano quasi mai. Mi fai ridere, scusa ma è come parlare con un generatore di frasi a capocchia. Il punto non è la "giustizia" ma che la Polizia non fa irruzione in un campo Rom ben sapendo che è imbottito di refurtiva. E non lo fa perché le "condizioni politiche" al contorno lo sconsigliano, un po' come le tue "tensioni sindacali".

      Puoi ripetere.
      L'importante però è non ripetere una cazzata. Cerca di ripetere qualcosa che ha senso. il "popolo italiano" non è "fatto da immigrati", casomai è fatto da invasori. Invasori erano i Greci del meridione, Invasori erano i Celti del settentrione, invasori erano gli Etruschi, i Romani, i Germani, i Bizantini, gli Arabi, i Normanni, gli Spagnoli, i Francesi, gli Austriaci.

      « La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle. »
      (Klemens von Metternich)

      Se invece intendi che gli Italiani sono emigrati in massa tra la fine dell'800 e i primi del '900, questo è vero. Ma le condizioni, sia alla partenza che all'arrivo, erano completamente diverse.

      La affermazione "non credo di avere certezze assolute" è una certezza assoluta?

      Signore signore, perdonali che non sanno quello che scrivono.

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    3. E quando dico loro intendo la gente di cui alla immagine del post sottostante. Falsi come i soldi del monopoli.

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  3. In tema di immigrazione ed emigrazione sarebbe bello anche conoscere qualche dettaglio in più circa la fuga disordinata dei figli degli italiani. Stiamo facendo loro la guerra, li sostituiamo con i figli degli stranieri. Il nostro non è solo un problema di arrivi: è anche un problema di partenze.

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    1. Per come la vedo io il problema delle partenze è duplice.

      Da una parte è una conseguenza del declino dell'Italia e della de-industrializzazione. Oggi come oggi ad un Italiano si presentano due scelte, una è quella di assicurarsi una "paghetta" statale, in una forma o in un'altra oppure, dato che intraprendere qualsiasi iniziativa è improponibile, trasferirsi all'estero.

      Dall'altra parte l'emigrazione dei giovani è l'ovvia conseguenza del fatto che il benessere delle generazioni precedenti, a partire dagli anni '70, è stato garantito dallo Stato tramite l'indebitamento e questo indebitamento viene fatto pesare in maniera sempre maggiore sulle generazioni seguenti. Banalmente un giovane che lavora oggi in Italia paga con le sue imposte i "diritti" dei vecchi, sapendo poi che quando toccherà a lui non gli saranno garantiti gli stessi "diritti" in quanto sarà meccanicamente impossibile.

      Dato che l'Italia è governata dalla "sinistra", non vedo speranze di invertire il processo.

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    2. Uno spettro si aggira per l'Italia, lo spettro del comunismo..... eddai Lorenzo. ...

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    3. Mi fai ridere.
      Quale spettro? E' più vivo che mai.
      Se credi che basti chiamare le merda "cioccolata finissima" per cambiarne la natura e se credi che io ci caschi, stai fresco.

      A riprova riporto anche qui una citazione da Wikipedia:
      Correva l'anno 1948 - "Durante il IV Governo De Gasperi, la tensione tra la CGIL e il governo si accentuò, in particolare con la presentazione, da parte del sindacato ormai filo-marxista, del cosiddetto "Programma Minimo", un piano di massiccio intervento statale nell'economia che avrebbe dovuto condurre a ingenti distribuzioni di beni a tutta la popolazione. "

      Ricorda niente?

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    4. E poi, il caro sindaco di Milano, tale Pisapia, è l'ennesimo esempio di milionario comunista, visto che:
      "Nel 1996 è eletto deputato in Parlamento come indipendente, nelle liste di Rifondazione Comunista. [...] È rieletto deputato nel 2001, ancora per Rifondazione Comunista."

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    5. Ha ragione Lorenzo, magari il comunismo fosse soltanto un "spettro", in Italia è vivo e vegeto, siamo tra gli stati più socialisti d'Europa.

      Francesco ma tu le tasse non le paghi ? non ti sei ancora stufato di pagare, pagare e ancora pagare ? mah...

      Dissento invece per l'alta bionda ucrania, non offendiamo la violinista.

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    6. Francesco non si deve sforzare per trovare una risposta, gli basta riciclare quella di Landini e cioè che il problema dei problemi in Italia è la "questione morale", che i "lavoratori" (intesi in senso marxista-leninista, cioè gli operai) sono "onesti" e tutti gli altri invece sono truffatori, manigoldi, evasori fiscali, e chi più ne ha più ne metta.

      La risposta classica da comunista sarebbe "se tutti pagassero le tasse ne pagheremmo tutti di meno". Il fatto poi che il Debito pubblico si avvii ad essere il 140% del PIL e che le tasse ce le nascondano, come scritto sopra a proposito della RAI, al comunista sembra irrilevante. E poi va bene qualsiasi cosa pur che sia "sociale".

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    7. ragazzi (lo sto dicendo alla Crozza-Bersani), non sono d'accordo con voi ma va bin parei come direbbero a Torino.

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    8. Su cosa non sei d'accordo?
      Sul fatto che Pisapia sia stato per due mandati un parlamentare di Rifodnazione Comunista?
      O non sei d'accordo sul fatto che ci stanno ammazzando di tasse, in buona parte occulte?

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    9. su quasi tutto quello che dite. ci sono possono essere anche alcune ragioni "singole" (sul fatto che Pisapia sia stato parlamentare c'è poco da obiettare, ma i rifondaroli poco hanno inciso sulla realtà italiana se non nulla), ma le cose vanno sempre viste in un contesto più ampio.

      alcuni fatti sono certi, seppur singoli. tanto per dirne una, che i lavoratori autonomi siano più evasori dei dipendenti lo dice il buon senso, la prassi, il concetto di sostituto di imposta e via discorrendo. il dipendente è onesto di natura e ama pagare le tasse ? ma manco per il cazzo. come tu mi insegni, ognuno risponda per sè. io l'ho fatto il lavoratore autonomo, seppur 20 anni. non ho evaso una lira. ma magari sono stato un fesso, un sempliciotto o che altro. che Landini non ti piaccia, poi io sai che francamente faccio fatica a capire il perchè....se ci pensi la FIOM piace pure alla lega....

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    10. Non ho detto che Landini non mi piace, ho detto che Landini è il Male.
      La ragione credo di averla spiegata nel post dove Landini propone la nazionalizzazione delle acciarierie di Terni e la ricostituzione dell'IRI.

      Riguardo il resto, io invece non capisco come mai tu non riesca a unire i puntini e capire il disegno complessivo, visto che straparli di "contesto più ampio". Infatti Landini è solo l'ultimo sassolino che rotola di una frana che comincia agli inizi del novecento.

      Il discorso delle tasse è funzione della Spesa e del Debito. Quando Renzi dice che la "sua sinistra" sta dalla parte dei "deboli" intende che lo Stato proseguirà con le politiche di assistenzialismo improduttivo che hanno fatto la fortuna del cattocomunismo italiano e nel comtempo hanno garantito ai vecchi un tenore di vita molto sopra i loro mezzi reali. Peccato che i debiti prima o poi bisogna saldarli.
      Quando Landini e Camusso propongono la famosa "patrimoniale" come soluzione alla mancanza di fondi e poi gli "investimenti pubblici" come stimolo per l'economia, altro non stanno proponendo che la solita ricetta della requisizione della proprietà privata, nello specifico del risparmio detenuto dalla famiglie italiane.
      E' una di quelle soluzioni geniali che devono essere abbinate alla costruzione di un muro col filo spinato e le mitragliatrici per tenere i "lavoratori" dentro il loro "paradiso", altrimenti scappano.

      Ho diversi amici e conoscenti come te. Ma mi state un po' sul cazzo.

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    11. e vabbè, non lo trovo così grave, se addirittura hai amici e conoscenti vuol dire che hai una certa abitudine alle cattive frequentazion....

      #lorenzostaisereno!

      Francesco non loggato

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    12. Stai sereno è quello che ha detto Renzi a Letta subito prima di fargli le scarpe. Deve essere un vostro modo di dire.

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    13. Lo sai che Renzi mi sta sugli zebedei

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  4. L'apologia della presunto bilancio positivo è tutto da dimostrare.
    Ma io confuto pure un giudizio economicistico.
    Ci son molte cose della vita che NON hanno né devono avere un prezzo.
    Una di queste è un minimo di stabilità sociale che è semplicemente impossibile in società multietniche in crisi.

    A parte lo stravolgimento del mercato del lavoro.
    Perché se si limitasse l'offerta di manodopera è ovvio che i lavoro meno... "glamour" (ecco, questo termine rende bene) diventerebbero, proprio per legge della domanda e dell'offerta, assai meglio remunerati e quindi più appetibili.

    Dal punto di vista pragmatico esistono differenze rilevanti tra le varie comunità di migranti: alcune sono aggressive e destabilizzanti (africane, arabe, islamiche), altre invece sono pacifiche (filippine), altre sono, per dirla alla tua maniera, nella koinè europea e non provocano problemi particolari che non siano la normale criminalità (non ci sono mire egemoniche dei polacchi o delle badanti ucraine, propagandate in qualche moschea, ad esempio, in base a qualche legge religiosa presunta sacra).

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    1. Vedi, quando un Francesco mi chiede se io rivolgo la parola alla bionda ucraina sottoindente l'accusa di "razzismo". Io vorrei tanto potere dire come la penso sulla questione ma putroppo non posso perché la libertà di opinione e di espressione in Italia non esiste.

      Immaginiamoci se un gruppo di neonazisti avessero assalito la macchina della Boldrini mentre si recava in visita ad un "centro di accoglienza". Apocalisse.
      Invece se dei compagni assaltano la macchina di Salvini che si reca presso un campo Rom è una azione dei partigiani, ora e sempre resistenza, quindi sacrosanta.

      Sul fenomeno migratorio, sul fatto che non sia affatto spontaneo e sulle ragioni mi sono già espresso in passato. Chi ha occhi per vedere, come nel caso di questo articolo su commissione, vede.

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  5. Io apprezzo molto l'approccio australiano all'immigrazione: se dimostri di avere denaro sufficiente a mantenerti, che sai l'inglese o ti stai impegnando ad impararlo, che vuoi lavorare regolarmente, puoi entrare nel paese. Ovviamente per i canali regolari.
    Se cerchi di entrare da clandestino, se non sai una parola della loro lingua, se arrivi lì senza arte nè parte, ti rispediscono da dove sei venuto.
    E consideriamo che l'Australia è enorme ed ha parecchie risorse, non come la sovraffollata Europa.

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    1. Gli aborigeni lo apprezzano un po' meno.

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    2. Gli aborigeni lo apprezzano perché di stranieri ne hanno visti arrivare anche troppi. Più ne arrivano, meno spazio c'è per loro.

      L'Australia è stata popolata dagli Inglesi deportando popolazioni europee, volenti o nolenti. Il genocidio sia degli indigeni che dei deportati, in tutti i continenti colonizzati, è una di quelle cose che nessuno celebra con una "Giornata della Memoria", chissa come mai.

      La storia la scrivono i vincitori.

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