giovedì, novembre 06, 2014

Tra sogno e realtà

Siccome vedo che molta gente vive in un mondo fatato, tutto arcobaleni e vogliamoci bene, ritengo sia utile ricordarsi il recente passato, che poi non è diverso dal presente. Un presente che i nostri simpatici governanti tengono opportunamente occultato in favore delle masse beote, vedi alla voce "cattocomunismo". La cosa divertente in retrospettiva è che lo stile cambia a seconda dei momenti e di chi è al governo. In certi momenti si fanno gli special patriottici sui bombardieri che decollano e in altri momenti non si dice assolutamente nulla di cosa stanno facendo le Forze Armate in giro per il mondo, tranne quando prestano soccorso.

Il passato:
- Bellini e Cocciolone: gli istanti prima dell'abbattimento su Kuwait City
- 1991, 21 gennaio - Interrogatorio di Maurizio Cocciolone prigioniero in Iraq

Conseguenze del cattocomunismo:
Bellini e Cocciolone furono gli unici prigionieri di guerra italiani di tutto il conflitto, e il loro status nei 47 giorni di prigionia, per un vuoto normativo delle Forze Armate, non fu mai completamente chiarito dalle autorità militari italiane: non essendo l'Italia formalmente in guerra con l'Iraq, nel loro stato di servizio non compare alcuna detenzione da parte del nemico, ma solo la generica distinzione "a disposizione del comandante di corpo", generalmente utilizzata per il personale in permesso temporaneo.

Tuttavia:
Gianmarco Bellini - Medaglia d'argento al valor militare.
«Comandante di "Tornado" impegnato nella sua prima, difficile operazione bellica notturna contro obiettivi militari fortemente difesi, riusciva ad effettuare, in presenza di condizioni meteorologiche avverse, il previsto rifornimento in volo e decideva, con chiaro sprezzo del pericolo e senza esitazione, di continuare da solo la missione che gli era stata affidata. Raggiungendo l'obiettivo, subito dopo aver sganciato il carico bellico a bassissima quota su un deposito di munizioni iracheno veniva fatto segno ad intenso fuoco contraereo. Sceso ulteriormente di quota sul deserto in piena oscurità, veniva colpito dalla violentissima reazione contraerea che rendeva ingovernabile l'aeromobile. Lanciandosi assieme al navigatore veniva fatto prigioniero. Manteneva, in mani nemiche, un contegno fermo ed esemplare, nonostante le violenze fisiche e morali subite. Chiaro esempio di professionalità, dedizione e coraggio, degno erede di una luminosa tradizione.»
— Cielo del Kuwait, 18 gennaio 1991

Il presente, che non è affatto diverso, inclusa la parte sullo "status":
- Medaglia d'oro all'alpino Andrea Adorno
Per la cronaca, L'Italia presta il quarto contingente in ordine numerico allo schieramento NATO impegnato in Afghanistan.

Il riassunto:
- Elenco missioni militari italiane all'estero
Scommetto che nelle scuole nessuno propone questo elenco. Scommetto che si parla solo di andare a cercare i cari "migranti" che sono tanto simili ai nostri nonni. Evviva la convivenza dei popoli. Evviva la pace.

Aggiunta:
Ecco cadere a fagiolo questo articolo di Repubblica, sempre alla voce "cattocomunismo": Riabilitare i disertori
In altre parole, non solo si domanda di levare il marchio di infamia dal nome dei disertori ma di equipararli ai caduti. Riflettere prego. Su quello che c'è sopra, sotto, davanti, dietro, su un lato e sull'altro. Mala tempora currunt.

16 commenti:

  1. se per questo dimentichi la storia di Cocciolone, a cui non fu data alcuna medaglia

    http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Cocciolone

    RispondiElimina
  2. Non l'ho dimenticato. La questione è nota ma non è pertinente lo scopo del post.
    Lo scopo del post era mettere in evidenza come l'Italia sia attualmente in guerra e lo sia da anni, come lo è stata ripetutamente in passato.

    Ma questa semplice evidenza, che è sotto gli occhi di tutti, viene occultata dal lavaggio del cervello che operano i "mezzi di informazione" e tutto l'apparato. Lo scopo è inculcare una idea del tutto artefatta del mondo e della "società", ridefinire tutta una serie di "valori", in modo che poi sia possibile realizzare il famoso Piano di annientamento etnico e culturale.

    Io non nutro particolare animosità ne verso gli immigrati ne verso i gay ne verso i disertori ma i miei nonni non erano affatto come gli immigrati, due uomini non sono lo stesso di un uomo e una donna, cosi come un povero cristo disertore non è lo stesso di un povero cristo che compie il suo dovere malgrado tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ad ogni modo io ho fatto il servizio civile

      Elimina
    2. E' una ammissione di colpa?
      Il Servizio Civile è uno dei tanti istituti cattocomunisti che si sono stratificati nei decenni e che hanno prodotto l'Italia che vediamo.
      E' un discorso che esula dalle specificità della naja.

      Elimina
    3. Una delle esperienze più utili nella mia vita

      Elimina
    4. Non ne dubito.

      Ma vorrei che tu riflettessi su questo punto: diciamo che per assurdo la Patria esiste, la Nazione esiste e il Popolo esiste. Ometto lo Stato che è una costruzione burocratica che non ha senso senza le cose sopra citate.
      Se esiste la Patria e la Patria chiede che tu spenda un certo periodo facendo prestando un determinato servizio, questa prestazione non deve necessariamente essere ne gradevole ne utile per te. In linea teorica potrebbe anche non essere facoltativa ma se lo fosse, ovviamente quando tu non ti presti ti metti automaticamente fuori dai diritti civili. Perché non può esistere diritto senza dovere.

      Ora, tu mi risponderai che il Servizio Civile è tanto più utile della naja. Potrebbe anche essere vero ma non è questo il punto. Spero che tu capisca cosa intendo e perché sostengo che la/e ideologia/e che hanno prodotto la linea di pensiero anti-patriottica è/sono causa prima del declino della non-Nazione in cui viviamo. Niente a che vedere con la retorica di cartapesta dei fasci littori.

      Elimina
    5. Guarda che io non sono antimilitarista. Men che meno nonviolento. La mia fu una scelta di fare qualcosa di utile per me e per gli altri. E sul senso dello Stato o della patria penso di averne più io di tante persone in divisa

      Elimina
    6. Tante persone in divisa sono come tanti insegnanti o impiegati delle Poste. Trattasi di lavoro pubblico, che oltre a garantire tutte le tutele di questo mondo, garantisce anche un certo "status" sociale.

      Il senso dello Stato è un concetto deteriore per il motivo che dicevo, lo Stato non ha senso se non è fondato su Popolo e Nazione. Diventa come la famosa "Europa" e cioè una astrazione burocratica estranea a tutti noi, che finiamo per sentire come qualcosa di ostile.

      Io non ti conosco quindi non parlo di te. In generale però tu sai benissimo da che direzione arriva il "servizio civile" e per quali motivi si sceglieva nella maggioranza dei casi.

      Elimina
    7. Io feci il servizio civile.
      Di fatto cuoco e cambusiere in una casa famiglia.
      Un mazzo così ma anche molta soddisfazione.
      Oggi fare un buon servizio militare. Magari negli alpini, come mio fratello.
      In battaglioni motivati di gente in gamba.
      Forse arriverà un giorno che, se non sarò troppo vecchio, imbraccerò le armi in qualche brigata locale antiislamica, quando la guerra interetnica si paleserà.

      Elimina
    8. Io ho fatto l'alpino. Fare la naja era deprimente per diverse ragioni ma la principale era la chiara visione dal didentro di come funziona qualsiasi branca della Amministrazione Pubblica, che tipo di persone ci lavorano, che criteri di gestione ci sono e che scopo ha tutta la macchina.

      Come ho già detto, quando si paleserà la guerra tra gli ultimi Italiani e gli invasori, non ci dovremo confrontare con questi ultimi ma con gli Italiani rinnegati, quelli che auspicano la accoglienza e la integrazione.

      Elimina
  3. nonno enio08 novembre, 2014 11:41

    bellini e cocciolone furono in una guerra che a noi non ci riguardava, due [cancellato] che furono abbattuti per incapacità e inesperienza e a cui è andata molto ma molto bene...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nonno Enio, io trovo questo commento abbastanza fastidioso perché è assolutamente privo di senso e ancora, chiaramente figlio di quella sottocultura anti-nazionale che mina l'Italia dai primordi.

      Nella anglosfera si dice "right or wrong, my country". Noi Italiani invece abbiamo il "franza o spagna, basta che se magna". C'è da andarne fieri.

      Riguardo incapacità e inesperienza, facciamo che ci vai tu su un Tornado a sganciare bombe su un bersaglio in una azione di guerra. Quando torni ne riparliamo.

      Elimina
  4. va beh, sono tornati a casa, se fossero finiti nelle mani di certi gruppi odierni, chissà che fine facevano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I "gruppi" non sono "odierni", ci sono sempre stati. La differenza tra una "guerra convenzionale" e una "guerra asimmetrica" è che nella prima si confrontano due eserciti in uniforme, nella seconda si confronta un esercito in uniforme e una milizia eterogenea.

      L'Italia repubblicana si fonda sul mito (del tutto artefatto) della Resistenza. La Resistenza italiana si è comportata con i Tedeschi esattamente come "certi gruppi" che dici te.

      Faccio un esempio. leggevo un libro di Bocca sulla sua esperienza di partigiano. Una pattuglia volante ferma un treno e ci trova sopra un ufficiale tedesco che tornava a casa in licenza. Lo prendono e lo portano da Bocca per interrogarlo. Bocca lo interroga, questo è solo un ufficiale di secondo piano e non ha niente di particolare da dire, allora Bocca lo porta fuori e mentre camminano su una stradina gli spara nella schiena.

      Questo non era l'argomento del post ma è comunque un interessante spunto di riflessione.

      Elimina
  5. Noi lacchè degli USA stato canaglia andiamo a seminare vento andando a bombardare democrazia su persone nella loro terra, a casa loro.
    E' del tutto ovvio che questi si incazzino come delle bisce e cerchino di restituirci pan per focaccia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Inutile stare qui a dibattere sulle ragioni delle guerre. Da che mondo è mondo c'è una sola ragione, imporre la propria egemonia. A noi conviene essere alleati della potenza egemone.

      Detto questo, quando si fa una guerra si deve fare per vincere. Invece noi, in virtù di cattocomunismo, neghiamo addirittura di essere in guerra.

      Il problema non è "guerra si - guerra no", il problema è fare la guerra e negare di essere in guerra, il solito paradosso, la solita contraddizione, uno Stato fondato sulle menzogne.

      Elimina