venerdì, dicembre 05, 2014

Ecco, ci hanno ridotto il rating

Leggo sul Corriere che Standard & Poor's ha ridotto il rating dell'Italia a BBB-.
Le ragioni del declassamento sono spiegate con il forte aumento del debito, accompagnato da una crescita perennemente debole e bassa competitività. [...] L’aggravarsi delle condizioni economiche, si legge, sta minando la sostenibilità del debito pubblico.
In sostanza il rapporto tra l'ammontare del debito e la capacità dell'Italia di produrre ricchezza è tale per cui siamo dei debitori a rischio di insolvenza. In questo quadro continuano a dirmi che la soluzione alla "crisi" (che crisi non è) sarebbe riprendere una politica di sostegno pubblico all'economia con ulteriore incremento del deficit. Io davvero non capisco, il Debito ci sta schiacciando e la soluzione è aumentare il Debito, mantenendo al contempo gli stessi fattori negativi che rendono diseconomico produrre e fare impresa in Italia e cioè pressione fiscale sproporzionata, burocrazia asfissiante e inefficiente, legislazione incomprensibile. Ci vantavamo di essere una grande potenza economica, rivendicavamo un seggio nelle riunioni dei "grandi della Terra", adesso ci troviamo valutati al livello di un Paese sudamericano. Intanto dal 2011 si sono succeduti tre "governi d'emergenza" che hanno promesso misure draconiane e riforme ma a quanto pare all'estero pensano che stiamo bluffando.

26 commenti:

  1. pensa che ci sono fior di "destri" che richiedono a gran voce l'intervento dello stato nell'economia

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    1. E chissenefrega.
      Dato che io non prendo ordini dal Comitato Centrale non mi interessa chi dice cosa, mi interessano le spiegazioni e i progetti. Non vedo ne una cosa ne l'altra.

      Facciamo un esempio qualsiasi, se Landini dice "bisogna nazionalizzare l'industria dell'acciaio" io in teoria posso anche dire "va bene" se Landini mi spiega come pensa non solo di produrre utile a partire dalla situazione corrente in cui l'acciaio italiano non ha mercato ma anche come pensa di evitare il ripetersi di quanto è già successo e cioè che la industria di stato è servita scientemente a creare assistenzialismo clientelare e a produrre il Debito. A me non sembra una buona idea fare contenti operai e sindacato distruggendo quello che rimane dell'Italia.

      La valutazione di S&P potrebbe anche essere irrilevante ma la sostanza delle cose scritte sopra rimane. Non è solo l'ammontare astronomico del Debito, è anche la capacità o la possibilità dell'Italia di produrre ricchezza, stanti i limiti attuali.

      E quando parliamo di imposizione fiscale, burocrazia e legislazione, dobbiamo renderci conto che non sono cose capitate per caso ma sono state create cosi come sono apposta. Quindi le ragioni che hanno determinato lo status quo sono gli ostacoli da superare se si vuole cambiare lo status quo. Se e lo ripeto, se.

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  2. Sai che sono molto critico con l'italianita.
    Ma sono state ancora le agenzie di valutazione stelle e strisce?
    Quello sono la Grande Merda dello stato piu' indebitato del pianeta e del pattume finanziario definitivo.
    Insomma, bulli avanzi di galera che vorrebbero dare i voti al resto della classe.

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    1. Il fatto è che il rating di S&P ha delle conseguenze. E come scrivevo sopra, anche ammesso che il rating di S&P non avesse nessuna conseguenza, resta da vedere se esistono le ragioni della loro valutazioni oppure non esistono. Non è che facendo il gioco delle tre scimmiette risolviamo qualcosa.

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    2. Leggere questo articolo: Roma, salvataggio costoso e inutile
      E poi vienimi a dire "sono state le agenzie".

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    3. A leggere le cronache di questi giorni.... la spiegazione del buco capitolino è assai semplice

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    4. Si buon a sapersi. Peccato che non c'entri una fava.
      In questo post si parla del declassamento del rating e l'articolo linkato sopra si in questo brano:

      "Siamo sicuri che aver salvato Roma dal fallimento sia stata una scelta giusta? Il commissario al debito Massimo Varazzani argomenta che con il dissesto della capitale d’Italia si sarebbe rischiato il declassamento del debito sovrano, con relativa impennata della spesa per interessi e costi ancora maggiori. Pericolo che del resto, vista la nostra situazione economica, è perennemente incombente."

      Prego notare che la domanda "siamo sicuri che avere salvato [ente pubblico qualsiasi] dal fallimento sia stata la scelta giusta?"

      Seguito da minaccia di "declassamento debito sovrano".

      E chiude con peccato che il declassamento avvenga a prescindere se non a causa dei salvataggi.

      Qui non si tratta del "buco capitolino", si tratta dell'Italia che va in default, cosa che scatenerebbe l'apocalisse prima finanziaria e poi nei frigoriferi delle famiglie.

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    5. Too Big to fail

      Fino a quando anche la dimensione smetterà di essere fatto rilevante

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    6. Il concetto di "too big to fail" è ambiguo. Anche la Grecia tecnicamente non è andata in default ma nella pratica è stata costretta ad una sorta di amministrazione controllata o di commissariamento da parte dei creditori. Per esempio i creditori potrebbero imporre il licenziamento del 60% dei dipendenti pubblici con la minaccia di non fornire la liquidità per pagare il 100% degli stipendi e delle pensioni. Pronti via, ti voglio vedere.

      Il punto è che quando il governo italiano fa il ganassa e dice per bocca del ministro di turno "non accettiamo lezioni da nessuno", che è la classica dichiarazione del colonnello sudamericano, nello stesso tempo sa benissimo che il giorno dopo sarà da quelli che danno lezioni col cappello in mano a ricevere istruzioni.

      Nel caso specifico di questo post, un conto è raccontare frottole ali Italiani, un altro conto è raccontare frottole alla Merkel o alla S&P. Che poi come dice UomoCoso sono le "solite agenzie" ma queste "agenzie" determinano quanto e a che prezzo lo Stato (e in generale l'economia italiana) riesce a farsi prestare.

      Quindi la mia domanda è sempre e soltanto una, quanto vogliamo farci male nella caduta? Ha senso aprire tutti i freni aerodinamici possibile oppure ha più senso abbracciare una incudine? Quale mossa agisce da freno e quale mossa agisce da incudine?

      Salvare Roma dal fallimento o le acciaierie di Terni o la RAI o Pincopalla, è una cosa buona o una cosa cattiva? Assumere duecentomila precari della "scuola" è una cosa buona o una cosa cattiva? Organizzare le Olimpiadi a Roma è una buona idea? Requisire i risparmi delle famiglie italiane è una buona idea? Eccetera.

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    7. Esempio, da Repubblica:

      - azione:
      "Le riforme in Francia e in Italia sono insufficienti. Questo quanto sostiene la Cancelliera tedesca Angela Merkel in un'intervista al Die Welt, ad una settimana dalla tregua di Bruxelles ai due Paesi per migliorare le finanze. "La Commissione ha ribadito che quanto presentato non è sufficiente. Cosa che condivido", ha detto"

      - reazione:
      "Roberto Speranza del Pd si affida a Twitter: "Cara Merkel non serve impartire lezioni agli altri Paesi. La vera priorità è cambiare la politica economica dell'Europa"."

      Quindi la Merkel non può dire la sua sulle (ipotetiche) riforme italiane ma Speranza può dire la sua sulle (ipotetiche) riforme per tutta l'Europa.

      Ancora, manca completamente la percezione della auto-ironia involontaria, sia nel PD che in Repubblica.

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    8. Oggi è tutto un gareggiare contro la Merkel. Da grillo a del rio, da Salvini a berlusca. Gara a cui non partecipo

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    9. Meglio non sottovalutare le agenzie di valutazione stelle e strisce

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    10. Non so, a cena ascoltavo una rassegna stampa su Radio Radicale e anche li era un coro di "la Merkel non può permettersi di... il debito italiano è sostenibile, il surplus tedesco invece... pensi a casa sua..." eccetera.

      Ora, se l'Italia fosse veramente alla pari della Germania potrebbe anche avere un senso ma purtroppo le cose non stanno cosi. L'Italia è un Paese strutturalmente debole, fortissimamente indebitato, che sta perdendo pezzi della sua capacità produttiva ogni giorno. La Germania invece è la potenza (economica) egemone in Europa, da cui viene, come è normale che sia, il suo peso politico.

      Quindi questo gonfiare il petto e fingere di non sapere dello squilibrio di forza e di potere tra Italia e Germania è abbastanza patetico, sopratutto è tutto ad uso e consumo interno, non solo perché all'estero non ci crede nessuno ma sopratutto perché non abbiamo "amici", anche se poi Renzi ci fa le foto insieme. Se l'Italia è una bestia moribonda, le iene ne approfittano e infatti i nostri "asset" vengono acquisiti per due lire dagli stranieri.

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    11. Io cerco di imparare dai migliori.
      Non spreco tempo ed energie a cercare di metter i bastoni nelle loro ruote, fuori di me.
      Se uno è forte devi diventare forte tu e trattare da pari.
      Oppure puoi avere la scelta di voler che sia l'altro a indebolirsi, a diventare buono e altre stupidaggini del genere.
      Il surplus tedesco lo fanno gli stati importatori che ... si lamentano delle esportazioni crucche.
      Ahahaha, è veramente ridicolo questo.

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    12. Ammesso e non concesso che la Germania abbia delle debolezze, noi dovremmo comunque parare le nostre e sfruttare le loro. Invece, come sempre, facciamo tante belle sceneggiate per poi non fare concretamente nulla. Se ci trattano da pezzenti è perché ci percepiscono come tali. Noi glielo confermiamo. Sole, mare, pizza e mandolino.

      A margine, aspetto che in Grecia vinca la sinistra massimalista che vuole rinegoziare il debito. Voglio vedere cosa succede, a parte l'ovvio tracollo della Borsa.

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    13. Grecia?
      Ihihih
      Allora, tutto è possibile. Anche di mandare a scopare il mare i tuoi creditori.
      Hai le palle? Fallo!
      Da domani non vi restituiamo più niente.

      Vai verso una politica autarchica, rottami l'ideologia debito-credito, ai contro ma... ANCHE ai pro.
      La libertà che significa anche indipendenza economica, sovranità sulle risorse, specie quelle vitali (energia, cibo, acqua, materie prime e seconde, tecnologia per la salute) ha un costo.
      Si vuole il comodo bello e buono che ti spacciano coloro da cui si importa, coi quali ci si indebita e poi si dice brutticattivi che rivolete quanto datoci con interessi salati.

      La Corea del Nord che è forse l'unico stato che ha l'autarchia come valore è additato come la peste del pianeta.

      Sì sì, votate pure Tsipras.
      Ahahah, poi vediamo cosa succede. :)

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    14. Se chi pensa di rinegoziare il debito fosse disposto a pagare il prezzo della "autarchia" allora se non altro ci sarebbe della coerenza. Ma non è cosi. Quella è gente che vuole la botte piena e la moglie ubriaca, vuole fare debiti senza pagare i creditori, vuole il tenore di vita degli Americani con un centesimo delle loro risorse naturali pro capite.

      Ecologicamente, il concetto è semplice. In Italia ci sono sei volte più persone per chilometro quadrato che negli USA, l'Italia è fatta in gran parte di terreno collinare e montagnoso poco adatto alla agricoltura estensiva, non ha risorse energetiche o minerarie.

      Quindi, come dici tu, o togliamo di mezzo quattro quinti della popolazione attuale oppure ci adattiamo a vivere con molto meno. Dove per molto meno si intende appunto uno stile di vita di tipo nord-coreano.

      Vallo a dire ai simpaticoni del PD, per i quali è tutto un "diritto". Compreso quello che milioni di Africani vengano a vivere in Italia e si uniscano al bengodi (fasullo) per cui poi facciamo il confronto con la "media OCSE" e dibattiamo dei principi della Costituzione.

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    15. Botte piena e moglie ubriaca.
      Guarda, se finisce sempre lì in quel grande pattern della psicologia italiana (ma non solo).
      Ho citato il problema anche oggi.

      Il checksum della torta e del numero e dimensione delle sue fette è ciò che smonta sia i vaneggiamenti lucrativi a destra,sia i deliri filomassmigrazionisti a sinistra, li fa incazzare come bufali inferociti.

      Poiché tutti vogliono avere fette grandi è ovvio che esse debbano essere in numero ridotto.
      Questa banale verità da aritmetica elementare è indigesta proprio perché banalmente ed elementarmente aritmetica.

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  3. Che una agenzia di rating USA, che valuta tripla AAA il proprio paese superindebitato e con un indebitamento personale dei propri cittadini a livelli stratosferici, continui a declassare gli altri per il debito pubblico, mi pare quanto meno ipocrita...

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    1. Giulio, anche te... Capisci che è irrilevante?
      Le questioni, come scrivevo sopra, sono due, primo, se questo rating ha conseguenze su di noi (nello specifico sull'interesse che dovremo pagare per i Titoli di Stato), secondo, se le ragioni addotte al declassamento sono concrete oppure no.

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    2. Secondo me le ragioni si riducono semplicemente a: gli italiani personalmente detengono ancora abbastanza soldi che le banche potrebbero spremere. Tutti i rating o gli altri ammonimenti della BCE sono rivolti a questo fine...

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  4. Giulio, forse mi sono perso qualcosa.
    Il rating è qualcosa che dice ai potenziali investitori che esiste un rischio più o meno elevato nell'investimento, cioè il rischio che quando l'investitore consegna i suoi soldi allo oggetto del dato rating, questo potrebbe non restituire più il denaro investito o restituirlo solo in parte.

    Il rating si fonda sulla valutazione di "solidità" di un debitore.
    Se io chiedo soldi in prestito alla banca, questa mi valuta come debitore, mi chiede delle garanzie, cioè dei beni in mio possesso che coprano il valore del prestito.
    Se abbiamo in rating negativo significa che qualcuno valuta l'Italia un debitore poco solido, potenzialmente insolvente.

    Se qualcuno mi dice che l'Italia è potenzialmente insolvente io ho due opzioni o concludo che questa valutazione non è realistica, perché l'Italia produce abbastanza ricchezza o possiede abbastanza garanzie da coprire il debito, oppure concludo che questa valutazione è realistica e quindi l'Italia si sta indebitando oltre la ricchezza che produce e/o le garanzie che possiede.

    L'ipotesi che l'Italia si indebiti oltre il punto di non ritorno significa l'apocalisse. Forse non è ben chiaro cosa succederebbe se un giorno il Governo dovesse annunciare l'impossibilità dello Stato di fare fronte al Debito.

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    1. Il rating, come tutti gli altri giudizi, serve anche a muovere gli investimenti e, soprattutto quando è deciso praticamente da un unico paese, è uno strumento molto efficace per far star a galla qualcuno ed affondare qualcun altro. Il fatto che tu (ed altri investitori) giudichi il giudizio realistico o meno ha un peso relativo. Dopotutto Lehmans aveva la tripla A prima di fallire 2 giorni dopo trascinando nel fallimento un sacco di investitori: questo significa che il giudizio era palesemente manipolato e che gli investitori comunque lo ritenevano affidabile.

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    2. Quindi il tuo commento significa che messo di fronte alla questione del rating tu reagisci dicendo che la valutazione espressa da questa agenzia non è realistica. Il primo caso che ho scritto sopra.

      Potrebbe essere vero.
      Io guardando da fuori non so dire se come dici tu il rating è stabilito a capocchia solo a fini speculativi o se è una misura realistica della solidità di un Paese. Però nel secondo caso quello che il rating ci dovrebbe dire è che siamo ad un passo dalla apocalisse finanziaria, con tutto quello che ne consegue nella vita reale.

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  5. Due problemi.
    Uno è al non sostenibilità che, dal punto di vista sociale, statuale, finanziario, monetario, consiste in deficit che si accumulano in debito sempre più grande.
    La questione della formica e della cicala, insomma. Sono passati quasi 2600 anni e nonècambiatouncazz.
    L' insipienza del passo più lungo della gamba è stata ideologicamente peggiorata dal becero dirittismo di destra e sinistra "Più tutto e diritti per tutti" e dal tumore crescitista.

    I problemi del paese sono oggettivamente problemi di deficit e di debito e la cosa ridicola è che la maggior parte de Il_bobbolo a tutti i livelli, fino a il_bobbolo che governa il_bobbolo, pensa di curare i problemi di deficit e di debito tornando a ... fare debiti e... stampando carta.
    Ahahha, sarebbe spassoso se non fosse che... è un filino drammatico.
    Debitismo e la sua rappresentazione concreta, deficit e debito sono tra i massimi problemi e massimi in Italia.

    Poi c'è una delle espressioni dello Stato Canaglia dei quali siamo servi utili idioti che manipola gli stati per la sua geopolitica anche con le valutazioni a tre letterine.
    Come osserva Giulio, il bullo 'gnorante della classe che dà i voti a quelli che non sono messi male come lui. Ihihih

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