martedì, dicembre 29, 2015

Velocità e consumo di carburante

Non tutti sanno che la resistenza che si incontra quando ci si muove all'interno di un fluido (aria, acqua) aumenta in maniera geometrica rispetto alla velocità. La conseguenza è che per muoversi al doppio delle velocità attuale bisogna moltiplicare per quattro la spinta, cioè una auto che viaggia a 100km/h idealmente usa una spinta quattro volte maggiore rispetto a quando viaggia a 50 km/h.


La applicazione pratica viene dalle navi da trasporto per le quali navigare lentamente implica un consumo molto minore di carburante. Pare che una nave porta-container che navighi a meno di 18 nodi (33 km/h) invece della velocità massima di circa 27 nodi, possa risparmiare fino al 60% del carburante per le traversate oceaniche. L'inconveniente è che per compiere il viaggio ci mette qualche giorno in più e che l'insieme di eliche e motori sono progettati per un certo range ottimale di giri al minuto, se si scende sotto una certa soglia il rendimento del propulsore diminuisce e manda a monte tutto o parte del risparmio. Quindi si pone il problema di progettare navi apposta per il "slow steaming" (fino a 18 nodi) o il "super slow steaming" (sotto i 18 nodi).

La ragione per cui l'armatore di una nave preferisce navigare lentamente risparmiando carburante è ovviamente data dal rapporto tra il guadagno di una consegna celere messo in rapporto alla spesa del carburante. In aggiunta, oggi si propone il problema dell'inquinamento (tot tonnellate di combustibile producono tot quintali di inquinanti).

Esempio di "progresso" o di "crescita" che implica un decremento quantitativo a fronte di un incremento qualitativo.

Nota: in inglese esiste una parola per "navigare a vela" (sailing), equivalente a "veleggiare" e una parola per "navigare con un motore" (steaming) che si traduce letteralmente in "vaporeggiare".

Altra nota: le gare motoristiche sono sempre fondate sulla velocità. I ciclisti per andare più veloci si dopano, nelle auto cercano tutti i trucchi per cavare quanta più spinta possibile da un motore che ha il volume dei cilindri limitato dal regolamento. Cosa succederebbe invece se facessero delle gare tipo categoria A - "chi riesce a fare più strada tra 50 e 70 km/h", categoria B - "chi riesce a fare più strada tra 70 e 90 km/h"? Infatti è ovvio che se si facesse una gara basata solo sulla distanza percorsa con una certa quantità di carburante, tutti i concorrenti andrebbero a velocità minima, con sezione frontale minima e minima superficie di contatto a terra, puntando a ridurre il più possibile resistenze e attriti. Una gara basata sulla sola velocità necessariamente porta i concorrenti ad incrementare al massimo la spinta e indirettamente il consumo di carburante. Quindi l'ideale per perfezionare i veicoli nell'uso quotidiano mi pare una gara che invece fissi un range di velocità e che imponga di aumentare al massimo la distanza percorsa, quindi il rendimento del veicolo.

domenica, dicembre 27, 2015

Piccola recensione di uBlock

UBlock si propone come alternativa ad ADBlockPlus. La sua ragione di essere è quella di usare le medesime liste di regole predefinite che usa ADBlockPlus per filtrare gli oggetti contenuti nelle pagine Web ma di essere molto più efficiente nel confrontare le regole con ogni pagina, consumando quindi meno RAM e CPU.

Non entro nel merito dello assunto fondamentale, cioè se UBlock sia effettivamente più efficiente nel macinare le liste e le pagine rispetto ad ADBLockPlus. Non solo non ho modo di verificare ma non mi serve nemmeno, per quanto scriverò in seguito.

Invece voglio rilevare che esiste un difetto fondamentale nel concetto di entrambe le estensioni. Cioè la dicotomia insanabile tra gli utenti che vogliono installare l'estensione e poi dimenticarsi che esiste, senza metterci mano e quelli che invece installano l'estensione con l'idea opposta e cioè di decidere loro, di volta in volta, cosa bloccare e cosa no dentro i siti che visitano.

Per il primo gruppo le estensioni forniscono un certo numero di liste compilate da terzi che possono essere selezionate una per volta o tutte insieme. Queste liste sono generiche quindi se io visito 20 siti e mi servono cento regole, mi troverò comunque a caricare centinaia di migliaia di regole che non userò mai, che si applicano a siti che non visiterò mai.

Per il secondo gruppo le estensioni forniscono il modo di scrivere le proprie regole, sulla base delle pagine effettivamente visitate.

E' ovvio che le due modalità sono una in contraddizione con l'altra, un ostacolo, un difetto. Se io sono nel primo gruppo tutta le opzioni che l'estensione presenta sono superflue o controproducenti, si traducono in codice che l'autore deve mantenere e che appesantisce il programma. Se io sono nel secondo gruppo non voglio trovarmi liste di terzi predefinite che poi devo disabilitare e tutte gli automatismi predisposti per l'utente ignaro mi stanno tra i piedi, oltre ad essere ancora codice che l'autore deve mantenere e che appesantisce inutilmente il programma.

Idealmente, sia UBlock che AdBlockPlus dovrebbero secondo me essere scorporati in due estensioni ognuna. Una estensione praticamente senza opzioni, con una interfaccia ridotta al minimo, che si limita a caricare le liste precompilate, magari dando la scelta in un elenco di liste. Nel caso di ADBLockPlus, la versione per Chrome assomiglia abbastanza a questo ipotetico programma, dato che praticamente non consente di fare niente altro. L'altra una estensione che invece contiene una interfaccia il più flessibile possibile per ispezionare le pagine visitate e creare le regole di filtro per bloccare le diverse categorie di oggetti. Senza nessuna lista predefinita e nessun automatismo. L'unica cosa che le due estensioni hanno in comune è il "motore" che confronta le regole con il codice della pagina, tutto il resto è necessariamente diverso.

Ora, nel caso di UBlock l'estensione nella sua modalità normale pende molto verso il primo tipo, cioè contiene un elenco di liste, alcune sono pre-selezionate e poco altro. E' assolutamente pessima quando si tratta di scrivere le proprie regole, una interfaccia appena abbozzata e inutilizzabile. Inoltre ha una modalità secondaria "avanzata" che introduce sopra le liste una modalità che definisce "dinamica" e che in pratica invece di basarsi su liste di "stringhe/parole chiave" come "||mario." si basa su liste di "host", cioè di dominii e regole di rete, sul genere dei firewall, cioè qualcosa tipo "corriere.it - block" ma da impostare con una matrice di righe e colonne. Se questa modalità sovrapposta alle liste, col problema di capire cosa ha la priorità su cosa, alla fine incasina parecchio l'aggeggio, serve però ottimamente a dimostrar il punto di cui sopra e cioè che si tratta di due programmi concettualmente differenti, per due gruppi di utenti diversi, mescolati in un ircocervo che finisce per essere un compromesso che scontenta tutti.

A questo punto il pirlotto di turno chiederà "ma tu me la consigli"? Come odio questa faccenda del "consigliare". Io non posso usare uBlock perché non voglio usare le liste predefinite (che in uBlock sono addirittura "hardcoded") e non mi serve la modalità "avanzata - dinamica" sopra queste liste. Continuo ad usare ADBlockPlus perché, pur avendo le due sfighe di consumare abbastanza risorse e della manfrina delle "pubblciità accettabili" che sponsorizzano ADBlockPlus, purtuttavia ha una buona interfaccia per ispezionare le pagine e costruire la mia lista personale di regole, con solo quello che mi serve e niente di più o di meno.

Prossimamente ci saranno grandi cambiamenti in Firefox, la scomposizione del browser in (almeno due) processi separati e l'abbandono delle estensioni tradizionali per passare a estensioni basate su delle API molto simili se non uguali a quelle di Chrome. Staremo a vedere quante e quali estensioni sopravviveranno e come.

mercoledì, dicembre 23, 2015

Se io fossi - Episodio II

Ecco un articolo abbastanza demenziale e che si ricollega al mio post precedente, vi spiego poi il motivo: Internet ha bisogno di regole

La prima ragione della demenza è questa idea tipicamente decadente che si possa creare la "realtà" semplicemente affermando una cosa. Io scrivo una legge e oplà, l'universo si adegua. Non funziona cosi, Internet ha (fortunatamente) le regole che decidono le grandi aziende e in subordine le agenzie governative americane. La UE è un concetto vuoto, non solo perché non ha potere politico e militare ma sopratutto perché ha allegramente rinunciato ad avere una qualsiasi capacità tecnologica, pur avendo tradizionalmente la maggiore capacità tecnico-scientifica del pianeta. Politicanti parolai, impostazione vagamente "socialista", qui sembrano pensare che esistano i famosi "diritti" che è sufficiente invocare. Il risultato sono pose ridicole come quella dell'avvertimento sui "cookie", tanto fastidioso quanto inutile.

La seconda ragione è che l'estensore dell'articolo non si rende conto di quanto sia profonda la buca in cui ci siamo rintanati. Dice "le informazioni". Non prende in considerazione il fatto che non solo in Europa non produciamo fisicamente nessun oggetto elettronico di consumo, non abbiamo nessun controllo nemmeno sul suo funzionamento. Qui non intendo semplicemente dire che i PC funzionano con iOS o Windows, i furbofoni con Android, tutto software prodotto dalle grandi aziende americane Google, Microsoft, Apple, che decidono le funzionalità, i termini delle licenze d'uso, i prezzi, la configurazione dei dispositivi su cui deve funzionare il software, decidono anche quante "backdoor" nascondere per poi darle in gestione alle agenzie governative americane per accedere ai dispositivi di cui sopra. Parliamo di un mondo in cui esistono sottomarini a propulsione nucleare che vanno a posare degli aggeggi sui cavi negli abissi oceanici per intercettare le comunicazioni tra un continente e un altro. No, non basta. Tutti i microchip del mondo vengono costruiti in Asia, prevalentemente in Cina. Questi microchip sono ovunque, su qualsiasi dispositivo elettronico. Nella maggior parte dei casi questi chip hanno a bordo un software che ne controlla il funzionamento indipendentemente da tutto il resto e questo software è completamente inaccessibile all'utente e anche alla grande azienda che utilizza il chip dentro un proprio prodotto. Per esempio, una stampante non solo ha il suo software che ne pilota le funzioni, accessibile all'utente con la sua interfaccia, che viene fornito dal marchio che vende quel modello di stampante, diciamo Hewlett Packard, ha anche diversi software che operano autonomamente ad un livello inferiore che accompagnano i microchip usati per tutti i componenti della stampante e che sono forniti dal fabbricante anonimo del chip, completamente inaccessibili.

Ora, quando la signora Merlek usa un qualsiasi dispositivo elettronico, non solo si collega ad una o più reti il cui traffico può essere intercettato, non solo deve adoperare un software di aziende americane che rispondono solo a se stesse o al governo americano, non solo tutto quello che avviene sul dispositivo o su Internet viene memorizzato da qualche parte, fuori dal suo controllo, la signora Merkel non può sapere cosa fanno i microchip del dispositivo quando lei lo adopera e questi microchip rispondono a perfetti sconosciuti. Non si tratta solo del furbofono, abbiamo detto la stampante ma può essere un router che regola il traffico tra una rete e un'altra o nell'incubo futuribile della "Internet delle cose", la scheda elettronica del termostato di casa o gli aggeggi dell'automobile.

Io dico, fai in modo che quasi tutta la popolazione europea passi le giornate a spippolare un furbofono
- fabbricato in Cina, col firmware inaccessibile
- con sopra i driver e eventuali aggeggi del venditore coreano del furbofono
- il sistema operativo di Google e applicazioni eterogenee del "negozio" di Google
- che si collega a Facebook o PornHub
- attraverso una rete di nodi cui non sai nulla in nessun punto, nemmeno la parte controllata dalle compagnie telefoniche italiane
[escludendo eventuale spyware]
e poi beli come un agnello invocando le "regole"? Paradossale. Triste nella sua futilità imbelle.

lunedì, dicembre 21, 2015

Se io fossi

Stavo per scrivere "se fossi Renzi".

Poi ci ho ripensato, data l'enormità del Caro Leader. Diciamo, se fossi Ministro del Governo italiano, fintanto che l'Italia conserva una parvenza di sovranità nazionale, invece di seguire il flusso beota della propaganda e del marketing, da cui discorsi strampalati su "banda larga" e "digitalizzazione", invece dei "selfie", invece del "buono da 500 euro" da spendere in "cultura", prenderei contatto con questa gente: -- Purism -- e gli chiederei di mettere a punto una proposta per un PC "entry level" da produrre in circa tre milioni di pezzi ogni anno, annessa catena logistica di assistenza e riparazione. Questo PC lo darei poi in dotazione gratuita ad ogni studente delle scuole superiori.

Cosa ha di speciale il prodotto di questi tizi? Che è [quasi] completamente "aperto", cioè l'utente ha [quasi] il totale controllo su tutti si dispositivi che montano e sui programmi che li fanno funzionare. Se andiamo al nocciolo del problema, è la differenza tra POSSEDERE un oggetto contro avere il PERMESSO DI USARE un oggetto. Nel primo caso si ha la piena facoltà di decidere come, dove, quando e perché, nel secondo caso invece si può solo adeguarsi a quanto previsto da chi ci fornisce l'oggetto che usiamo, sia da un punto di vista "legale" tramite le licenze d'uso che da un punto di vista pratico, nella impossibilità di conoscere o modificare il funzionamento dell'oggetto.

Ci sono alcuni concetti fondamentali.
- Primo, la "digitalizzazione", pessimo termine per dire "uso di dispositivi elettronici e programmi", secondo me è controproducente se viene introdotta precocemente. I bimbi hanno bisogno di svilupparsi fisicamente e mentalmente nella maniera tradizionale. Quindi lavagna e gessetti, libri e matite, almeno fino alle Superiori.
- Secondo, è fondamentale fare capire alla gente che i dispositivi elettronici sono solo degli arnesi che servono per fare certi lavori, come il trapano o la chiave inglese.
- Terzo, è fondamentale che la gente si impadronisca della natura e del funzionamento dei dispositivi elettronici e per poterlo fare è necessario che questi aggeggi siano accessibili, cioè che si possano "smontare e rimontare" liberamente. Usare strumenti malefici, concepiti dal marketing delle multinazionali come i furbofoni o le tavolette, oppure i PC dei grandi marchi, è sbagliato perché condiziona le persone ad un ruolo meramente passivo. Purtroppo nessuna azienda può spezzare il "sigillo" che mantiene tutto il "mercato" chiuso e bloccato, gli utenti prigionieri delle scelte altrui, più o meno inconsapevoli. La prova provata è stato il recente fallimento di Mozilla nel proporre furbofoni con sopra il loro "sistema operativo" alternativo. Da cui la necessità di commesse pubbliche.

Una volta avviato questo processo, si potrebbe poi ripetere per la "digitalizzazione" di tutta la P.A. con gli stessi criteri.

Un'altra cosa che si dovrebbe fare è liberarsi dei quaranta canali della RAI, conservarne due o tre, volendo esagerare col "servizio pubblico" che per definizione non deve competere sul "mercato dell'intrattenimento" e coi soldi risparmiati fornire a tutti la connessione ad Internet gratuita, non serve che sia "larga". Ancora, si tratta di spezzare il monopolio/cartello truffaldino delle "telefoniche" sulle telecomunicazioni, infatti una volta che io sono collegato ad Internet, tramite una connessione "neutra", teoricamente non mi serve niente altro perché posso comunicare con chiunque e qualsiasi oggetto, ovunque nel mondo, a costo zero (tranne ovviamente il mantenimento della infrastruttura di rete).

Certo, il problema è il concetto di "libertà".

Aggiungo, non ci avevo pensato. A proposito della "digitalizzazione", invece delle "lavagne multimediali" una cosa intelligente, che va nella direzione opposta, è questo famoso progetto: -- Raspberry Pi --, che sicuramente il Caro Leader conosce a menadito.

Si tratta di una serie di piccole schede che hanno tutte le funzioni di un PC e con le quali si può fare ogni sorta di esperimento di informatica. Il sito è abbastanza auto-esplicativo. Ancora, il concetto delle persone che hanno concepito l'idea era l'esatto opposto di quello che propone la scuola italiana, cioè invece di imparare ad usare passivamente dei gadget e conformarsi alle mode predefinite, imparare a padroneggiare e costruire i propri strumenti. Qui siamo ad un livello "didattico" ancora migliore.

lunedì, dicembre 14, 2015

L'inferno esiste

Ecco la prova: Pape Satan Aleppe

Intanto a Metropolis:

sabato, dicembre 12, 2015

La connessione wireless si resetta su Debian

Ovvero, porca di quella...

Allora, quando si usa Linux capita di oscillare tra la meraviglia di potere mettere insieme le cose come ci pare e lo sgomento causato dalla complessità caotica che risulta mettendo insieme software eterogenei, sviluppati ognuno per conto suo, ognuno con le sue idiosincrasie peculiari.

Un giorno si presenta questo problema: la connessione wireless tramite adattatore USB si resetta di continuo, oppure l'adattatore si spegne e si riaccende, o si spegne e rimane morto, tutte queste cose in ordine sparso. Ci sono cento cose differenti coinvolte nella connessione, dal "kernel" che deve utilizzare il "firmware" appropriato per la periferica in uso, ai servizi di rete, al "wpa-supplicant" e il "networkmanager". Essendo l'adattatore un dispositivo USB ci sono poi tutti gli aggeggi che rilevano le periferiche in modalità plug&play.

Insomma, provo a pasticciare di qui e di la, gli stessi errori che vedo nel log hanno centomila cause diverse, non cavo un ragno dal buco. Reinstallo tutto passando dalla versione "stabile" alla versione "testing" di Debian per vedere se si risolve qualche bug con versioni più aggiornate di tutti gli aggeggi. Niente, non funziona.

Alla fine era il maledettissimo networkmanager.

Si tratta del "demone" con la sua bella interfaccia Gnome accessibile tramite icona, che permette di visualizzare le reti disponibili, configurare la connessione, passare da una connessione ad un'altra. A quanto pare questo software viene sviluppato all'interno di Gnome/Fedora/Redhat e ci investono abbastanza risorse. Secondo loro è un software fighissimo, che fa tutto nel modo migliore, eccetera. Peccato che NON FUNZIONI. I bug di questo aggeggio sono catastrofici perché sono una cosa che impedisce di usare il PC, quindi non mi capacito del fatto che in Debian sia usato di default sia su "stabile" che su "testing" in tutte le configurazioni disponibili.

Per risolvere l'inconveniente ho installato "wicd" al posto di "networkmanager", un aggeggio grossomodo analogo, il fratello povero sviluppato da qualche volenteroso senza dietro chissà quale organizzazione. E' un po' più spartano ma adesso la connessione non si resetta di continuo, l'adattatore non viene spento e scollegato, quindi funziona.

Esistono due alternative. Una è un altro aggeggio sviluppato credo da Intel per i furbofoni e che funziona anche sui PC, si chiama "connman", io però non sono riuscito a farlo funzionare, avendone anche un po' le scatole piene in questo momento. L'altra è configurare tutte le connessioni di rete a manina, editando i soliti file di testo, cosa che va bene se si usa una connessione ethernet, sempre quella ma è poco pratico per le connessioni wireless.

Comunque, riassumendo, se vi si resetta di continuo la connessione wireless, provate a sostituire "networkmanager" con "wicd".

Se qualcuno poi mi spiega come usare "connman" e "connman-ui" in Debian, ve ne sarei grato.

giovedì, dicembre 10, 2015

Tradimento

Gli articoli dal 241 al 274 sono delitti nel dettaglio contro l'internazionalizzazione dello Stato, visto come attentato alla sua integrità, indipendenza, e unità dello Stato (art. 241), ostilità nei confronti di uno Stato estero portando lo Stato italiano in pericolo di guerra (art. 244), la corruzione di un cittadino da parte di uno straniero contro gli interessi nazionali (art. 246), lo spionaggio politico o militare (art. 257) etc.

Gli articoli dal 276 al 292 si riferiscono nel dettaglio alla parte interna della Repubblica, che comprendono i reati contro il Presidente della Repubblica Italiana (artt. 276-278), l'attentato terroristico-eversivo (art. 280) o contro la Costituzione (art.283), l'insurrezione armata contro lo Stato (art. 284), la devastazione, il saccheggio e la strage per attentare alla sicurezza dello Stato (art. 285), la guerra civile (art. 286) etc.

Esistono anche altre reati riguardanti il tradimento, come la cospirazione politica mediante accordo (art. 304) o associazione (art. 305) o la banda armata (art. 306).

Prima del 1948 per questi reati c'era la pena di morte, ora la pena massima è l'ergastolo.


(cit. Wikipedia)
L’Ue ha ancora molte carte da giocare, ma deve muoversi rapidamente, riaffermando con passione e coraggio solidarietà sociale, giustizia, democrazia e accoglienza

Allons enfants de la Patrie...
E' sbagliato che la gente possa votare, è sbagliato che i Popoli godano di auto-determinazione. Togliamo ai Popoli la loro sovranità, aboliamo gli Stati nazionali e le loro Costituzioni, diamo ai Parlamenti la funzione dei Consigli Comunali e riaffermiamo con passione e coraggio la Unione delle Repubblice Socialiste Europee. Italiani, dormite sonni tranquilli mentre ci sono i vertici delle istituzioni democratiche che partecipano ad incontri dove si disegna il vostro futuro, un futuro dove le decisioni su di voi e la vostra terra saranno prese da altri. Quel tipo di democrazia dove il Popolo non ha voce e il cittadino è un servo inginocchiato a cui garantire la scodella di pappone.

A riprova di quanto siano scemi, ignoranti e prezzolati tutti i "maestri del pensiero", eccovi una perla: andate a leggere il significato del termine Populismo.
Prende il nome dall'omonimo movimento sviluppatosi in Russia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento che proponeva un miglioramento delle condizioni di vita delle classi contadine e dei servi della gleba, attraverso la realizzazione di un socialismo basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale.
Ah ma la "scienza politica" (minuscolo) sentiva il bisogno di ridefinire il concetto, ognuno in base ai suoi scopi...

sabato, dicembre 05, 2015

Siamo in guerra

-- Questo è il nemico --
Purtroppo è una guerra persa, basta attaccare bottone con un italiano a caso, per strada.



Intonò un canto di stregoneria:
forare, violare, fellonia,
E svelare, scoprire, tradire.

Ma Felagund, senza basire,
Rispose, questo cercando di dire:
Resistere contro il potere,
E fedeltà e segretezza tenere
Come torre, e liberi stare:
Di cangiare e forma mutare;
Lacci elusi, trappole infrante,
Carceri aperte, catene schiante.

Avanti e indietro andavano i canti,
Girando, oscillando, via via più tonanti.

Saliva la voce, Felagund resisteva
E la magia e la potenza metteva
Di tutti gli Elfi in ciò che diceva.

Ed ecco dolci nel buio gli alati
Dal Nargothrond cantare beati
E più lontana la voce dell'onda
Di là, in Occidente, lungo la sponda,
La spiaggia di perle, degli Elfi la terra.

S'accrebbe il buio, infuriava la guerra
In Valinor. Rosso sangue scorreva
Accanto al Mare, e il Noldo uccideva
Il Marinaio, e rubava le navi,
Le navi bianche, leggere e soavi;
Dal porto salpava. E gemono i venti,
Urlano i lupi coi ladri fuggenti.

Mormora il ghiaccio del Mare alle foci.
Soffrono in Angband pene atroci
Gli schiavi. Tuono, fuoco ardente -
E Finrod crolla abbattuto, perdente.

giovedì, dicembre 03, 2015

Nessuna invasione, sono quattro gatti

La popolazione straniera in Italia ha raggiunto 5,8 milioni di presenze (regolari e non), con un aumento di 150mila persone (+2,7%) rispetto all'anno precedente. Gli stranieri rappresentano quindi il 10% della popolazione
Il Rapporto della Fondazione Ismu

Ma la cosa divertente è il link "repubblica.it/solidarieta/immigrazione". Vorrei chiedere alle simpatiche teste di cazzo perché siamo solidali solo con quelli che entrano e soggiornano in Italia illegalmente ma sarebbe tempo perso. La risposta io la conosco, eccola:
- Ci offrono uno stile di vita
- Insopportabile contraddizione
- Il cittadino temporaneo

Se pensate che quelle sullo "stile di vita" siano solo chiacchiere, ecco come si presentava il capolinea di San Donato due anni fa. Ora, immaginatevi che il mercatino di Natale nel mio Comune è esattamente uguale.


Gente che si sta rivoltando nella tomba


Giovane esule italiana in fuga dall'Istria.
Trasporta, insieme ai propri effetti personali, un tricolore.

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Nel frattempo, oggi la borsa è affondata un'altra volta ma non basta, vi ricordate il duo comico Renzi - Landini e la Operazione IRI-Nostalgia delle acciaierie di Taranto sequestrate dalla Santa Inquisizione? Eccovi un aggiornamento sulla vicenda:
Decreto salva-ILVA
ILVA fallita

martedì, dicembre 01, 2015

Più tempo passa più mi fate ribrezzo

La cosiddetta "sinistra" italiana, gente la cui esistenza dimostra la non esistenza di Dio:
Targa e bollo sulla bici, scoppia il caso

Intanto pare che il pensionato "assassino", processato e condannato dal Tribunale del Popolo per avere spietatamente teso una imboscata ed ucciso un povero migrante, avesse detto la verità:
Confermata la versione del pensionato

venerdì, novembre 27, 2015

Tic tac, aspettiamo la sveglia

Basta ascoltare sermoni online degli imam più radicali. Per tutti, Usama El Santawy che, da presidente della comunità islamica di Cinisello Balsamo, spiegò al Fatto Quotidiano che «essendo i musulmani umiliati, non bisogna stupirsi se in cinquanta partono per la Siria, vanno onorati». Sono stati tredici i piani d’attacco (falliti) contro l’Italia dal 2001: otto dei quali su Milano...

Chiedo a Khalid Chaouki, il volto giovane migliore messo in campo dal Pd contro il radicalismo, perché nemmeno lui scindesse l’appartenenza a una religione dalla sfera pubblica, che è esattamente la conquista di due secoli di pensiero occidentale e liberale (il suo primo libro, nel 2005, raccontava «la voce di un giovane musulmano italiano»). «Era pochi anni dopo l’11 settembre, sentivo il bisogno di impegnarmi sul fronte dell’identità islamica. Ma in Italia l’identità è la cittadinanza».

Allievi sostiene: «Una parte di islamici ha intrapreso un percorso in qualche modo simile al Pci con i terroristi Br: da provocatori a compagni che sbagliano e infine a maledetti assassini. Molti sono arrivati alla terza tappa». Imam «fai-da-te».
Il Corriere:
I musulmani sono 1 milione e mezzo In mille «sotto osservazione

Un italiano, nato a Milano:
Usama el Santawy

Esiste un famoso aforisma che recita qualcosa come "non dite a mia madre che faccio il giornalista, le ho raccontato che suono il piano in un bordello". Per inciso, la separazione tra Stato e religione non è una conquista di "due secoli", cioè non viene dalla "sinistra" ma appartiene alla tradizione romana, che è stata metabolizzata dal Cristianesimo cosi come il Natale era la festa romana del sole invitto. La manipolazione delle coscienze arriva a cancellare l'ovvia constatazione che in tutti i Comuni italiani c'era la cattedrale, una piazza e un palazzo del potere civile, a seconda dei casi, della signoria o della Repubblica. Cosi come è nota a tutti (o almeno dovrebbe, visto che gli insegnanti ormai hanno la funzione di commissario politico) la disputa sempiterna tra re e imperatori e i Papi.

Riguardo i "maledetti assassini" del PCI scusate se rido, visto che la gente come Erri Deluca o Adriano Sofri ha costituito la classe dei "maestri di pensiero". Sono poi gli stessi che vedono negli immigrati un nuovo proletariato e nei terroristi i nuovi "resistenti", non da ora.

martedì, novembre 24, 2015

Non sono scomparsi, sono sono andati via

Non sono spariti nel nulla. Corre l'obbligo di testimoniare.
In questa immagine io ne conto una trentina, circa un quarto del totale.
Quindi dovete moltiplicare quello che vedete per quattro.
Se troverò immagini più dettagliate le aggiungerò, segnalatemele.

I mandanti non sono in Siria.
Sono al Governo o in Parlamento in quasi tutti i Paesi europei, sono negli uffici pubblici, nelle scuole, nei tribunali, in fila al supermercato, sono quelle simpatiche teste di cazzo della "sinistra".

Gli esecutori non sono in Siria.
Sono nelle periferie di tutte le città. Sono i "nuovi europei", quelli a cui le simpatiche teste di cazzo della "sinistra" fanno cantare "Bella Ciao" e con questo pensano di averli battezzati.

domenica, novembre 22, 2015

Dare un contenuto a parole vuote

Una breve spiegazione di termini che tutti usano a sproposito, per primo il Caro Leader del Partito della Nazione.

Digitale - Da "digit" che in inglese significa "cifra", dal latino "digitus", dito. Come si capisce dalla parola, qualcosa che viene rappresentato con un numero dentro un certo intervallo finito, cioè "discreto". Per fare un esempio, un orologio digitale mostra due cifre per l'ora (in un intervallo da 1 a 24) e due cifre per i minuti (in un intervallo da 0 a 59), per esempio 2:00, 2:01, 2:02, eccetera.

Analogico - una grandezza fisica viene rappresentata con un numero reale, cioè in un intervallo ci sono infiniti valori intermedi, si tratta di un "continuo". Per esempio un orologio analogico (ideale) le lancette si muovono coprendo la circonferenza del quadrante che si può dividere in un numero infinito di punti, quindi riprendendo l'esempio soprastante, tra i due valori "discreti" 2:00 e 2:01 dell'orologio digitale, quello analogico segna (idealmente) infiniti valori intermedi. In altre parole mentre l'orologio digitale non mostra nessun cambiamento tra 2:00 e 2:01 per un intervallo di tempo di un minuto, nell'orologio analogico (ideale) le lancette continuano a muoversi e in ogni momento vedo un valore diverso.

Nella storia sono esistiti computer analogici, cioè basati su valori continui. Ad esempio la Macchina di Anticitera (forse costruito attorno al 100 A.C.) era un computer analogico con ruote e quadranti che serviva per fare calcoli astronomici. Il regolo calcolatore (inventato nel '600 dopo la introduzione del concetto di logaritmo), che serve per fare moltiplicazioni e divisioni. Si usavano computer analogici per i calcoli balistici delle artiglierie nella II guerra mondiale. Sono esistiti anche computer analogici elettronici, che per effettuare i calcoli operano con i valori continui di volt o di ampere dentro un circuito. I computer analogici sono estremamente veloci ma hanno la caratteristica che ripetendo lo stesso procedimento si possono ottenere due risultati diversi (la precisione dipende dalla lettura del risultato).

Questa introduzione serve per dire che la espressione "il Digitale", come in "il Digitale nella Pubblica Amministrazione", voce grezza di "la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione", non significa niente. Equivale a dire "la automazione nella Pubblica Amministrazione", cioè tutto quello che serve ad affidare alle macchine il lavoro che oggi viene svolto manualmente dagli impiegati. In linea teorica la automazione della P.A. implica tra le altre cose la produzione e la archiviazione su supporti qualsiasi gestiti da computer e la comunicazione di questi documenti tramite reti di computer, però le informazioni generate ed archiviate in questo modo sono per loro natura volatili, quindi sarà sempre necessario trasferire una copia permanente su un foglio di carta o un foglio di platino o una lastra di granito.

Una conseguenza storica evidente della automazione è che parte del personale risulta superfluo, quindi più la P.A. dovesse essere automatizzata, tanto più evidente diventerà il fatto che esiste per garantire occupazione (e quindi spendere risorse), non per produrre servizi (e quindi produrre risorse).

Quando il Caro Leader usa espressioni come "Cyber Security" e dice "tagghiamo i terroristi" è abbastanza chiaro che i suoi riferimenti sono gli stessi della pubblicità delle automobili.

Invece per la faccenda di portare la "Banda Larga" in tutti i casolari sulle montagne e nelle campagne, mi sembra una bella cosa perché aumenta le opportunità dei villici di essere in contatto col mondo. Però, a parte che al villico non serve una banda poi cosi larga, non sono ancora riuscito a capire come questo possa rappresentare uno stimolo fondamentale alla economia italiana. Non vedo come mostrare i video porno ai villici li possa rendere più produttivi. Non vedo come la Banda Larga aiuti a portare container da Reggio Calabria a Bolzano. Mah.

venerdì, novembre 20, 2015

I peggiori insegnano

Al peggio non c'è mai fine?
La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni

Andiamo a scomporre il delirio:
"... i terroristi che credono nello scontro di civiltà un po’ provinciali"

A parte la consecutio, questo deve essere un errore compiuto nella foga di scrivere minchiate e probabilmente dovrebbe essere "chiunque di noi creda nello scontro di civiltà". I terroristi si propongono di ricreare un califfato del primo medioevo e di unificare nella Sharia tutti i Musulmani, abolendo gli Stati nazionali del Medio Oriente e del Nord Africa. Dal loro punto di vista gli attacchi in Occidente sono delle rappresaglie che seguono la aggressione e la ingerenza dei "Crociati" nelle loro faccende. A sentire loro, se li lasciassimo indisturbati a leggere il Corano, saremmo in pace, almeno fino a quando non dovesse essere necessario riannettere al califfato la Spagna e la Sicilia.

"... dicendo che gli “Arabi” non potevano essere definiti “francesi” (il concetto di cittadinanza acquisibile gli deve essere oscuro), perché la Francia è solo dei Franchi."

A parte la semantica ovvia dei termini Arabi e Francesi, a parte le questioni etniche, culturali, somatiche, eccetera, il ragionamento andrebbe invertito. Si diventa Francesi quando un impiegato appone un timbro su un foglio? Cioè, il concetto di "cittadinanza" significa che chiunque ha la facoltà di decidere dove vuole vivere e quindi decidere la propria "cittadinanza", come uno che abita a Piacenza decide di cambiare residenza per abitare a Pozzuoli? Oppure la cittadinanza è quella della antica Atene dove eri ateniese solo se nascevi da genitori ateniesi?
Veniamo alla domanda "di chi è la Francia?". Ci sono due risposte, la Francia è dei Francesi, che sono i discendenti dei Francesi che seguivano la pulzella Giovanna D'arco, oppure la Francia è di tutti, il mondo tondo è arrotondato quindi un eschimese si alza la mattina e dice "voglio essere francese", prende il kayak, rema, rema, arriva in Francia, va nel più vicino ufficio carte bollate e acquisisce la cittadinanza ed è ipso-facto francese, non importa se è vestito di pelli di foca, ha gli occhi obliqui e si chiama Nanuk. La Francia è degli Eschimesi, degli Australiani, del Livornesi, di chiunque.
Epperò, se la Francia è di tutti, a parte la necessità di rottamare tutta la storia degli ultimi 500 anni almeno e la letteratura conseguente, inni, bandiere, leggi, retorica patriottica, si pone la solita ovvia questione che abolendo la Nazione si abolisce lo Stato (che esiste per via del patto fondativo), quindi io che abito in una regione chiamata per comodità Francia, non riconosco nessuna autorità allo Stato francese, alle sue leggi, non pago le tasse, non ho ne diritti ne doveri conseguenti la cittadinanza (che esprime solo la residenza), visto che il mondo tondo è arrotondato, ci può essere solo un qualche "governo mondiale" (tondo arrotondato) a cui rispondere. In un mondo tondo arrotondato il Presidente della Repubblica ha più o meno lo stesso peso del sindaco del comune di Grottacannuccia.

"... i Franchi non sono “francesi”, ma semmai germani, e in Francia ci arrivarono, pensa un po’, da immigrati, visto che prima là c’erano i Galli e i Romani."

Ah le matte risate. I Franchi non SONO francesi perché sono morti da secoli. I Franchi furono francesi perché la Francia è una regione della Europa che prende il nome da loro. Non ci arrivarono da "immigrati", ci arrivarono da "federati", cioè popolazione alleata dei Romani in virtù di un trattato. I "federati" normalmente erano popolazioni stanziate oltre il confine dell'Impero ma i Visigoti, che fuggivano le incursioni degli Unni, chiesero e ottennero per primi di stabilirsi all'interno. Due anni dopo essersi stabiliti dentro l'Impero i Visigoti insorsero contro i Romani e li sconfissero nella battaglia di Adrianopoli. Bla bla, tempo dopo tale Stilicone, costretto a richiamare le guarnigioni della Gallia per difendere l'Italia, affidò la difesa della frontiera del Reno proprio ai Franchi. I Franchi ottemperarono all'accordo cercando di impedire che Quadi, Vandali, Sarmati, Alani, Gepidi, Eruli, Sassoni, Burgundi, Alemanni si riversassero in Gallia (anche loro erano spinti alle spalle dagli Unni) ma furono travolti. La Gallia fu devastata. Mano a mano che le cose precipitavano i Romani cercarono di tamponare le falle stringendo alleanze con questo contro quello ma alla fine, come era ovvio, le cose gli sfuggirono di mano e le alleanze, i trattati non ebbero più significato, le terre erano di chi aveva la forza per reclamarle.

"... sul trono di Roma c’era già stato un imperatore che era romano, ma di nascita era arabo."

Come al solito si gioca con le parole affermando e subito dopo negando. Un po' come i musulmani francesi che a seconda di come fa comodo possono essere francesi (cattivi che ammazzano) o musulmani (buoni, vittime e salvatori). La definizione di "arabo" o si fa su base etnica, quindi l'abitante di una certa regione in un dato periodo storico, oppure su base culturale, che è come sono definiti attualmente gli Arabi, cioè genti non omogenee come etnia ma che si riconoscono in una comune matrice culturale che è fondamentalmente imperniata sull'Islam. Maometto nasce nel 596 D.C. quando l'Impero Romano d'Occidente aveva cessato di esistere da cento cinquanta anni. Se si chiede ad un Arabo odierno di sicuro egli non si riconoscerà in antenati pagani che vivevano magari in un altro continente (es Algeria contro Arabia Saudita). Ma è ovvio no? L'imperatore romano era arabo perché fa comodo e i Franchi non erano francesi perché non fa comodo. La prossima volta i Franchi saranno arabi e gli Arabi nativi americani. Tanto... Comunque Filippo l'arabo nacque in Siria in un'epoca molto antecedente l'espansione araba (VII secolo), in un posto dove si parlava il greco e l'aramaico, non l'arabo. Non si contano esempi, Cleopatra, regina d'Egitto e nata ad Alessandria in Egitto, in realtà era greca, discendente di Greci.

"... il concetto di cittadinanza acquisita ed acquisibile senza distinzioni etniche lo avevano perfettamente presente, e il loro impero era durato millenni."

Ancora, facciamo finta di non accorgerci della coniugazione dei verbi.
L'impero romano non è durato millenni, che questa è una sparata da "vai al posto con un quattro". E' durato dal I secolo A.C al V secolo D.C. Se vogliamo essere precisi 27 A.C. (Augusto) e 395 D.C. (Teodosio). Prego notare che questa persona ha il coraggio di fare il predicozzo.
Sul concetto di cittadinanza ho già scritto. Nell'Impero esisteva una unica autorità centrale che governava tutto il mondo conosciuto. Era l'equivalente del "governo mondiale" del mondo tondo arrotondato di oggi. Per dare un senso (ammesso che si possa dargli un senso) a questa idea bisogna abolire il concetto di Stato Nazione. Quindi eleggiamo un imperatore del mondo, arabo ovviamente e diciamo a Renzi che è diventato il sindaco dell'Italia. Poi diciamo agli Italiani che non sono più il "Popolo Sovrano" della Costituzione, sono semplicemente della gente che abita in una località che si chiama Italia.

"... dimostrate solo che non sapete un accidente di quello di cui parlate."

Oltre le cose già dette, ne aggiungo un'altra: "La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni" è il titolo del predicozzo. Peccato che i Franchi non abbiano fondato una Nazione, concetto allora sconosciuto, abbiano invece rifondato l'Impero Romano col loro Sacro Romano Impero (che altri secoli dopo divenne il "secondo reich" a cui fare seguire il terzo). La Francia Nazione emerge invece parecchi secoli dopo al termine della Guerra dei Cent'anni. L'Italia come nome esiste dai tempi della Guerra di Troia ma come Nazione ha solo cento cinquanta anni.

E questi sono gli insegnanti, caro il mio MrCoso. :)
Ultima nota: oltre al resto, questa gente non sa nulla e non capisce un fava del Web. Tutto molto triste.

Edit: oggi aggiungo questo link che spiega come gli immigrati creino le Nazioni:
Sassi, droga e terrore: nella trincea di Sens, città del coprifuoco
Non vedo l'ora che ci siano anche a Milano dei quartieri modello come questi, da cui usciranno i "Milanesi" col kalashnikov.

mercoledì, novembre 18, 2015

Insegnanti o Agenti del Sistema

Lettore, va a Sparta... no, non è questo che volevo dire.

Invece ti rimando a questo mio post di un anno fa:
Correva l'anno 732 dopo Cristo

Domanda: secondo te, o lettore, quanti insegnanti della fantastica scuola pubblica italiana, libera e democratica, in questi giorni stanno raccontando quegli eventi? Quanti giornalisti? Quanti "ospiti" televisivi?

lunedì, novembre 16, 2015

Un blog che la sa lunga

Ovvero, difficile capire se la contro-informazione è spontanea o professionale.


"I terroristi erano francesi e belgi"
No, erano immigrati e/o figli di immigrati, di etnia araba/magrebina e di fede islamica, come tale Abdeslam Salah, attualmente ricercato. La Francia è la terra dei Franchi, non degli Arabi. Quindi non esistono Arabi francesi, se non nella propaganda terzomondista. Qualora qualcuno non l'avesse capito, il problema è che in Europa si sono stanziati milioni di immigrati e di questi i Musulmani sono la parte prevalente. Tra questi immigrati una certa parte odia gli Europei e cova idee di "guerra santa". Ci vuole altro che un timbro su un pezzo di carta per definire qualcuno "francese" o "italiano".

Prego notare il passaggio successivo che inverte la logica, infatti gli stessi non vengono più1 definiti "francesi".

"Alcuni di quelli che hanno salvato i passanti e molte delle vittime, musulmani"
Ecco, qui non importa più che gli uccisi fossero francesi o italiani o messicani o qualsiasi cosa, conta invece che fossero musulmani. Perché? Ovvio, perché qui bisogna dimostrare che i Musulmani sono qualcosa di diverso dai "terroristi". I terroristi erano francesi e belgi, perché si sa che tutto il male viene dalla Francia e dal Belgio, non può venire dai Musulmani, che per definizione sono tanto buoni e bravi.

"La gente coinvolta di ogni parte del mondo."
Ovviamente falso. Lo scopo della carneficina era semplicemente uccidere quanti più Cristiani sul suolo francese possibile, altrimenti si poteva facilmente "coinvolgere gente di ogni parte del mondo" facendo una strage in uno dei tanti ghetti della immigrazione europea. Ma non si trattava affatto di "ogni parte del mondo", si trattava di fare strage solo di una certa parte. Il fatto che ci siano capitati in mezzo dei musulmani non è voluto, è incidentale e tutto sommato non dispiace ai tagliagole islamici perché era gente che indulgeva nei vizi europei e quindi meritava la morte tanto quanto i Cristiani. Qui ogni volta ci inventiamo un "evento" come se non fosse l'ultimo di una lunga catena. Quando hanno collocato delle bombe sul treno in Spagna mica sono andati a vedere chi fossero i passeggeri, se fossero tutti spagnoli o se ci fosse "gente di ogni parte del mondo" o se ci fossero dei Musulmani, nella fondata convinzione che comunque la maggior parte sarebbero state persone qualunque ma Cristiani ed Europei, cosi come quando hanno sparato sulle comitive di turisti.

"È un mondo già globalizzato, il nostro, che vi piaccia o meno."
Come se a qualcuno fosse sfuggito l'espediente di fare entrare cani e porci in tutti i modi per poi mettere i cittadini europei davanti al fatto compiuto. Capirai che sottigliezza, che astuzia. La domanda invece è: "ma verso cosa o chi è diretto questo spiriti di rivalsa?", verso il Capitalismo? Verso la Borghesia? Queste donne che copulano con gli immigrati non fanno caso al fatto che il caso contrario, cioè che donne immigrate sposino dei locali, non esiste, mai? Le stesse donne tanto "aperte" e progressiste, come riescono a conciliare i loro "ideali" con quelli dei loro amichetti, che le considerano animali da cortile in quanto donne e puttane in quanto europee?

"Chi, da una parte e dall’altra, ancora tira fuori il ritornello dello scontro di civiltà si dimostra ciò che è: un povero cretino di provincia."
Poverina, non vedi che non ci può essere "scontro di civiltà" perché di civiltà ne esiste UNA SOLA?

Originale qui: Compagni dai campi e dalle officine
La chiusura di questo post è che purtroppo questa gente viene selezionata apposta per occupare i posti da insegnante, da giornalista, da giudice, eccetera. Sono tutti militanti di questa "religione della rivalsa" che è solo masochismo autodistruttivo, tutta contenuta in quel "vi piaccia o meno".

sabato, novembre 14, 2015

Non vedo, non sento, non parlo

I giornaloni non pubblicheranno mai le fotografie degli oltre cento corpi devastati degli uomini e donne di Parigi, non si deve fare del "populismo", sarebbe "sciacallaggio", approfittarsi della carneficina. Non come la foto costruita del povero bimbo annegato in Turchia, quella andava senz'altro pubblicata urbi ed orbi per "sensibilizzare" i lettori sul tema della "accoglienza" e la vicenda del babbo profugo e del nonno rifugiato.

Ai morti di Parigi, svaniti nel nulla, dedico questo pezzo de "The Chieftains":
La battaglia di Aughrim

Consoliamoci con una risata del signor Renzi e aspettiamo il nostro turno.
Intanto:
Il passaggio è continuo, in un silenzio surreale. Sono quasi tutte coppie miste, quasi sempre lei bionda lui nero o maghrebino.
Corriere.it

Al terrorismo, alla guerra e all'odio rispondiamo con più libertà, più uguaglianza, più fraternità.
Cecilia Strada (figlia di Gino, presidente della ONG Emergency)

martedì, novembre 10, 2015

EXPO - grazie PD di avermi dato Renzi

L’Area Expo si compone di due grandi progetti: uno immobiliare che vede protagonisti gli enti locali, noi interveniamo se il nostro aiuto viene richiesto, l’altro di natura evocativa. Noi non pensiamo per quell’area a un federal building per uffici pubblici, noi pensiamo a un forte valore scientifico e culturale. Da questo punto di vista pensiamo che il Governo possa fare la propria parte, se richiesta. Siamo pronti dal consiglio di ministri di venerdì: vorremmo che Palazzo Italia non si fermasse neanche un secondo. [...] La proposta che fa il governo è quella di un grande centro di ricerca mondiale sulla genomica, il big data, la nutrizione, il cibo, l’eco-sostenibilità.
natura evocativa
grande centro di ricerca mondiale
genomica
big data
nutrizione
cibo
eco-sostenibilità

Niente federal building, uozamerica cansassiti, invece 150 milioni l’anno, 1.5 miliardi in dieci anni, per un bel progetto di "natura evocativa". Perché "Milano per il suo ruolo capitale culturale dovrà essere non solo la locomotiva d’Italia, ma d’Europa". Poi ci si lamentava delle sparate del signor Berlusconi e del suo "ottimismo". Se l'articolo del Corriere riporta fedelmente il discorso del signor Renzi, trattasi evidentemente di una supercazzola degna del Conte Mascetti ma senza alcuna ironia.
Da il Corriere.it

Siccome io sono un ignorantone, non come Matteo "genomico" Renzi, ecco una pillola di cultura: Qual è o qual'è? La grafia corretta nell’italiano contemporaneo è qual è, senza apostrofo.

lunedì, novembre 09, 2015

L'onestà dei compagni

Vale la pena di sottolineare una notizia che è su tutti i giornaloni, anche se scritta in piccolo, un un angolo:
Debiti DS saldati dallo Stato. Legge obbliga a coprire 107 milioni di passivi della vecchia Unità

Facce come il culo.

domenica, novembre 08, 2015

Le tristi conseguenze del passare del tempo

Se c'è una cosa che odio è quando le cose mi si sgretolano tra le mani per via della usura del tempo. L'elastico delle mutande che si smolla, le guarnizioni dello scooter che trafilano olio, la ruggine che si mangia la porta del box, eccetera.

Adesso sto confrontando il mio vecchio amico Firefox (più specificamente Iceweasel, la versione "debianizzata" di Firefox) con il nuovo arrivato Chrome (più precisamente Chromium, la versione "base" e open source di Chrome).

Noto alcune differenze. Firefox è più preciso nel rendering delle pagine, dei font, ha tante piccole sottigliezze che sono più adatte ad un utente esigente del Web, per esempio l'opzione di fare piazza pulita quando si chiude la sessione, la qualità delle estensioni molto migliore, interfaccia molto più flessibile, la migliore garanzia della "privacy". Ma Firefox soffre di diverse carenze tecniche rispetto a Chrome.

Lasciamo perdere il fatto che Chrome è multi-processo (cioè scompone le varie attività del browser in processi separati) e quindi utilizza meglio i processori multi-core, io qui ho un vecchio processore con un solo core quindi non cambia nulla. Non consideriamo l'eventuale "sandboxing" dei processi, cioè la maggiore sicurezza (teorica) delle cose contenute all'interno dei processi separati di Chrome. Lasciamo perdere il fatto che Firefox usa i plugin NPAPI quindi su Linux Flash è fermo alla versione 11 mentre Chrome usa i plugin PPAPI e Flash è alla stessa versione di Windows.

Le due cose devastanti invece sono:
Primo, anche con tutti questi processi contemporanei, Chrome consuma sensibilmente meno RAM di Firefox. Non tanto Firefox in se stesso ma la combinazione di Firefox e X11, cioè del server grafico. Male, malissimo.
Con le stesse quattro schede aperte (backoffice del blog, homepage del blog, Mozilla Planet, Corriere):
Chrome (più tutto il resto del sistema): 284MB
Firefox (idem): 347MB

Secondo, se non bastasse, mentre Firefox ha disabilitato completamente la accelerazione hardware per il rendering, cioè non scarica parte del lavoro della CPU sulla GPU, cioè il processore della scheda grafica, perché dice che ci sono problemi col driver, Chromium invece in qualche maniera ci riesce. Non per tutto, per esempio non per il decoding video, ma qualcosa si.

Il risultato di queste differenze è che usando Firefox mi trovo ogni tanto con il PC bloccato perché Firefox consuma tutte le risorse di CPU e RAM, cosa che non succede con Chrome. Firefox mi stai diludendo. Sono indeciso sul da farsi.

martedì, novembre 03, 2015

Firefox e Tracking Protection

Ne avevo già parlato un po' di tempo fa. Con la versione 42 rilasciata oggi Firefox aggiunge ufficialmente la funzione "tracking protection" (antitracciamento) e la spiegazione la trovate qui:
Si intende per tracciamento la raccolta dei dati relativi all'attività online di un utente durante la sua navigazione sul Web. Con la protezione antitracciamento, che si basa sugli elenchi forniti dal sito Disconnect, è possibile identificare e bloccare i siti traccianti.
Ora, attenzione, i cervelloni di Mozilla hanno deciso che questa funzione deve fare parte della modalità "Navigazione Anonima". In cosa consiste la "navigazione anonima"? Contrariamente a quello che uno potrebbe pensare, non significa affatto che si è "anonimi" mentre si è collegati ad Internet e/o mentre si usa Firefox, significa qualcosa di molto più semplice e limitato, cioè Firefox non salva nessun file sul disco, tiene tutto nella RAM e quando lo si chiude, tutti le informazioni vengono "cancellate", più o meno. Quindi se per esempio io visito un certo sito, quando chiudo Firefox non rimane traccia SUL PC CHE STO USANDO del fatto che ho visitato quel sito. Non significa però che non ne sia rimasta traccia su Internet presso tutti i nodi che ho attraversato e sul sito in questione. Vi rimando a questo mio articolo sulla faccenda: De anonimato su Internet

Siccome noi siamo utenti di Firefox della "vecchia scuola", quando ancora non voleva imitare Chrome, Mozilla non voleva fare il verso a Google e il browser era uno strumento per "power user", non ci sta bene essere costretti ad usare Firefox in modalità "pseudo-anonima" per avere la funzione "antitracciamento" attivata, quindi la vogliamo attiva anche durante l'uso normale. Fortunatamente qualcosa rimane del Firefox ribelle dei vecchi tempi in "about:config". Da cui andremo a settare la chiave "privacy.trackingprotection.enabled" su "true".

Caveat: la funzione "antitracciamento" blocca certi oggetti che arrivano da certi indirizzi Web. In qualche caso bloccare questi oggetti può comportare che certe funzioni del sito che state guardando siano disabilitate. Se avete letto la documentazione sapete che il blocco si può disattivare. Per vedere invece cosa viene bloccato, dovete andare nei "Developer Tools" di Firefox (nel menu) e aprire la "Web Console".

venerdì, ottobre 23, 2015

Linux Day - rispettiamo la tradizione con lo screenshot



Debian 8 "Jessie" con desktop Mate, su un Laptop Acer Travelmate 650 del 2004, PIV con 512 MB di RAM.

Linux Day

Domani si celebra un po' ovunque l'ennesimo "Linux Day".
Io sono agnostico, cioè anche per il software non aggiungo nessun "fine o disegno superiore", si tratta di uno strumento con cui puoi fare certe cose piuttosto che altre.

Ultimamente mi trovo a sostenere l'uso di Linux (tecnicamente GNU Linux) per due ragioni:
1. la deriva obbligata per cui il marketing ci vuole imporre di rottamare i nostri strumenti, in particolare i PC col loro ecosistema, per adottare nuovi dispositivi "mobili" col loro ecosistema. Ancora, non c'è niente di male nell'usare un furbofono o la tavoletta dove è più utile o comodo, viceversa essere obbligati ad usarlo anche quando non è utile o comodo è male.
2. la chiusura del binomio hardware-software che contraddistingue la deriva obbligata di cui sopra. Mentre i PC erano aggeggi che ti potevi montare da te, collegare gli aggeggi esterni qualsiasi e su cui potevi mettere il software che preferivi, i dispositivi "mobili" sono pensati per essere inaccessibili, si possono solo adoperare nelle modalità previste dal venditore. Il venditore non decide solo quale hardware devi usare ma anche quale software ci puoi mettere sopra e decide anche quali usi ne puoi fare.

Il vantaggio principale di usare Linux è che lo metti insieme come preferisci, sei ancora tu a decidere su quale hardware usarlo e come, sei tu a decidere che aspetto deve avere e quali funzioni.

Essendo io agnostico non vi propongo un pippone socio-politico sulla natura maligna delle corporation e sui benefici del software (e idealmente dell'hardware) libero. Invece vi dico più semplicemente che, SE NON SIETE FURBOFONISTI o se non volete essere obbligati a ballare come scimmiette sulla musica che suonano altri, vedi aggiornamenti di Windows, potete installare una distribuzione Linux al posto di Windows o MacOS su un PC, per non parlare dei server e vivere felici e contenti. Una distribuzione altro non è che la famosa "pappa pronta", cioè un ambiente Linux predefinito con certe caratteristiche invece che altre, per cui ognuno sceglie quella che gli fa più comodo.

Ampia scelta qui:
http://distrowatch.com/

mercoledì, ottobre 21, 2015

Sulla legittima difesa

Un signore ha sparato ad un ladro romeno albanese con precedenti, già espulso nel 2013, introdottosi in casa sua e l'ha ucciso. Articoloni sui giornaloni, dibattiti televisivi.

Io faccio due domande:
a.
Se partiamo dal presupposto che l'uso delle armi è sempre illecito, perché si possono legalmente detenere? Viceversa, se si possono legalmente detenere armi, perché non si possono adoperare? Non mi rispondete con una scemenza come l'idea che le armi abbiano solo la funzione di deterrente, cioè che si debbano solo mostrare ma non usare per lo scopo per cui sono progettate, cioè fare a pezzi la gente.

b.
Tutte le discussioni del mondo non tengono conto di una constatazione elementare: lo stato mentale in cui si trova una persona che affronta un intruso in casa propria non è quello di un filosofo che specula sull'essere e sul divenire, è lo stato mentale di un animale minacciato nella sua tana, con le spalle al muro. Il tipo di lotta che si scatena in quelle condizioni non ha regole e mezze misure, non è un incontro sportivo, è una guerra, una lotta ancestrale per vivere o morire. Quindi, che senso ha andare ad esaminare gli eventi, cosa si sarebbe potuto fare o non fare? Eccesso di legittima difesa. Chi misura di quanto si è esagerato? E' chiaro che soppesare gli eventi con distacco, in un'altra sede, offre un quadro completamente diverso rispetto alla percezione che ha una persona che si sente minacciata. Possiamo discutere sul fatto che la percezione della minaccia sia più o meno adeguata o sul fatto che sia abnorme. Ma con che criterio lo possiamo stabilire? Guardavo prima le fotografie di un soldato israeliano che viene aggredito da un uomo con un coltello e un suo commilitone che interviene per difenderlo. Qualcuno pensa che quel soldato si sia fermato a valutare quanto letale avrebbe dovuto essere la sua reazione? O ha semplicemente puntato il fucile e abbattuto l'aggressore in modo convulso, istintivo? Su Internet ci sono non so quanti filmati in cui ufficiali di Polizia americani scaricano decine di proiettili sui "sospetti" e noi pretendiamo che un signore senza alcun addestramento, nella condizione di non potere fuggire di fronte ad un intruso potenzialmente pericoloso, segua la procedura dello "altolà chi va là"?

Per cui, va bene che chi di dovere indaghi su eventuali abusi ma secondo me è una di quelle situazioni totalmente irrazionali dove cercare una logica, una ragione, è solo un esercizio di stile. Io non voglio avere un'arma perché l'unica ragione per possedere un'arma è per usarla. Ma conosco qualcuno che dopo avere ricevuto delle visite notturne in giardino, ha dormito con un piccone di fianco al letto. Anche usando un piccone si fanno dei danni mica da ridere...

venerdì, ottobre 16, 2015

Un'altra commedia

Capita che a Milano sia caduto dalla finestra dell'albergo un altro studente in gita.
Ecco un articolo di Repubblica: La situazione è paradossale, i docenti portano sulle loro spalle responsabilità enormi senza essere pagati

Prego notare, la preside intervistata non mette al primo posto la parte sugli studenti, cioè:
È saltato tutto. I ragazzi, da sempre protesi verso l'onnipotenza, oggi sono convinti di esserlo sul serio, d'altronde passano gran parte della loro vita in un mondo virtuale. Non solo non hanno il senso del limite, non hanno proprio il senso della realtà.
No no, la parte più importante è quella riguardante gli aspetti sindacali:
Gli insegnanti italiani sono stanchi, non più giovani, non ricevono nulla per le gite scolastiche quando dieci anni fa esisteva una diaria. In un viaggio portano sulle loro spalle responsabilità enormi
Non solo lo "italiano medio" non riconosce più i paradossi, anche gli insegnanti. Infatti, se la prima parte è vera, cioè se gli studenti sono dei pazzi incontrollabili, è evidente che anche assumendo legioni di insegnanti "giovani" e pagando fior di diaria, ne succederebbero comunque di tutti i colori, perché il concetto di "gita" è l'opposto di "camicia di forza".

A me fa ridere. Gli Italiani e gli insegnanti un po' ci sono e un po' ci fanno. Un po' il lavaggio del cervello ha ormai ottuso cosi tanto le menti che qualsiasi cosa, anche la più stramba, è "normale", un po' fanno tutti finta di non sapere e di non vedere cosa succede nelle famiglie, nelle scuole, ovunque e perché succede. La logica conclusione di "è saltato tutto", secondo la solita solfa che sono tutti "fenomeni spontanei", è la domanda "e quindi voi cosa ci state a fare?".

martedì, ottobre 06, 2015

Brainwashing

Voglio un profugo a casa mia
«Ha iniziato mia figlia», racconta Claudia: «Portava a casa ogni tanto qualche ragazzo del centro di accoglienza di Muzzano con cui facevamo lunghe chiacchierate.
Ebbe, chi non vorrebbe una figlia che porta a casa qualche ragazzo del centro di accoglienza.

lunedì, ottobre 05, 2015

De anonimato su Internet

Premessa: io non sono un "esperto", mi limiterò a descrivere le poche cose ovvie che conosco.

Definizione di "utente".
Se per utente intendiamo una persona che compra un aggeggio e lo adopera cercando di imparare il meno possibile sul suo funzionamento, allora lo "anonimato" per questo utente non esiste. Qualsiasi cosa faccia, ci sarà sempre qualcuno che ne segue i movimenti.
Se invece per utente intendiamo una persona disposta a darsi un po' da fare, allora lo "anonimato" esiste e ovviamente assume livelli differenti al crescere dell'impegno che l'utente ci mette.

Definizione di "entità ostile".
Se per entità ostile intendiamo un altro utente, la possibilità di tracciare una persona è nulla, zero.
Se invece intendiamo gli organismi di Polizia/Giustizia, questi sono essenzialmente limitati da due fattori, primo fattore, Internet è una rete delocalizzata, quindi siccome un computer si può trovare fisicamente ovunque nel mondo e gli organi di Polizia/Giustizia non hanno autorità fuori dal confine nazionale, nella maggior parte dei casi non fanno nulla. Deve essere una cosa veramente seria oppure ci deve essere una qualche ragione politica per spingerli a chiedere alle autorità di un altro Paese di compiere una azione di repressione e anche cosi spesso e volentieri non ottengono risultati (da cui alla prima parte). Secondo fattore, è tecnicamente difficile localizzare un utente che non vuole essere localizzato, andiamo ad esaminare le ragioni tecniche.

Primo punto, la connessione Internet.
Il provider che fornisce la connessione ha tre informazioni fondamentali. Conosce i dati anagrafici del titolare del contratto, conosce l'IP address assegnato dal proprio server quando la connessione viene stabilita, conosce l'ora. Inoltre, se non vengono messe in atto delle cautele, può leggere il contenuto di parte del traffico che passa sui suoi apparati e può registrare le richieste che l'utente fa verso indirizzi Internet.

Contromisure.
Se non vogliamo essere "identificati" dal provider, quindi da chi accede ai dati del provider, la prima cosa da fare è non collegarsi da una connessione che è registrata a nostro nome. Serve una connessione "aperta", per esempio un hotspot wireless che si trova in una piazza o in un locale pubblico. Chi gestisce la rete locale, per identificare i computer che ne fanno parte, ha solo un modo, il MAC address della scheda di rete di ogni computer. Quindi in teoria dovrebbe chiedere un documento, guardare il MAC address e assegnare un IP statico privato a quel MAC address. Se non viene fatto cosi e si consente l'accesso alla rete locale a qualsiasi computer ne faccia richiesta, anche tramite il log delle connessioni, considerato che il MAC address si può mascherare, è impossibile risalire a quale computer si è collegato alla rete.

La seconda cosa da fare è mascherare il traffico di rete tramite encription.

La terza cosa è mascherare il proprio IP alle estremità delle connessioni. Sarà visibile al provider ma se ci colleghiamo dall'interno di una rete locale "aperta", non saprà a quale computer corrispondeva. Sopratutto, ci presenteremo con un altro IP all'estremo delle connessioni, quindi nessuno potrà associare l'IP origine (che comunque non ci identifica) all'IP destinazione.

La quarta cosa è mascherare il MAC address della propria scheda di rete che ci identifica all'interno della rete locale.

I punti da due a quattro si ottengono tramite l'uso di software apposito e passando attraverso il network TOR. Vedi qui:
Privacy for anyone anywhere
Prego notare che Tails è solo una collezione di strumenti indipendenti, assemblata per comodità in una "suite". Volendo si può usare uno solo o tutti questi strumenti prendendoli dal loro sito, senza Tails.

Esempi pratici:
La cosa più banale: se io pubblico qualcosa come "anonimo" su un sito qualsiasi, per esempio questo blog, le autorità italiane non hanno gli strumenti per fare nulla tranne ingiungere al responsabile del sito di rimuovere il contenuto. Se il responsabile del sito, per esempio io, non si adegua, posto che non si potesse risalire alla mia identità dai contenuti del sito, le autorità dovrebbero chiedere a Google prima di disabilitare il sito e poi eventualmente di fornire i dati in loro possesso riguardo la mia identità (non quella dell'autore del documento originario). A quel punto Google può ottemperare oppure no, la richiesta deve essere molto circostanziata. Se ottempera, bisogna vedere che dati io ho fornito a Google, se io sono cittadino italiano e rispondo alle autorità italiane, eccetera. Per l'autore del documento originario invece tutto quello che possono avere da Google è lo IP address e l'ora (vedi sotto).

Mettiamo che io voglia pubblicare un testo dentro un certo sito Web ma non voglio che si possa risalire all'autore. Usare tutte le cautele sopra descritte risolve il problema ma volendo si può anche accontentarsi di meno, basta arrivare al sito passando attraverso un "proxy anonimo", magari che sia fisicamente collocato in un Paese extra-europeo. Il proxy anonimo è un server che riceve le richieste di connessione e le rinvia a proprio nome, senza inoltrare le informazioni sul richiedente originario, allo stesso modo rinvia la risposta verso il richiedente. Se si passa attraverso il proxy, il sito su cui si pubblica il documento conosce lo IP del proxy ma non quello dell'utente. A questo punto la "entità ostile" deve chiedere al gestore del proxy i log delle richieste che ha ricevuto per trovare l'IP originario, ammesso che esistano. Siccome questo server si trova a Vattelapescalandia, siamo abbastanza sicuri che la cosa non avrà seguito. Vedi qui: Anonymizer

Mettiamo il caso che io voglia mandare una email confidenziale a Tizio, senza che nessun altro la possa leggere. Prima cosa, devo tenere presente che Tizio leggerà la email quindi chi accede ai documenti di Tizio accede anche a questa. Invece per chi si trovasse in mezzo tra me e Tizio, bisogna criptare la email con opportuno strumento a doppia chiave, come PGP. Vedi qui: Enigmail

Nota: come fanno a spiare gli utenti?
Contrariamente alla vulgata, per spiare la gente normalmente non si risale a quello che fa volontariamente su Internet ma si installa un software dentro il dispositivo che queste persone adoperano. Quindi non è una raccolta dati passiva, è una intromissione attiva, che funziona con queste premesse:
1. accesso fisico al dispositivo. Io lascio il mio PC incustodito, arriva qualcuno che infila una chiavetta USB, accede alla chiavetta e tanto basta per installare un software "malevolo" nel mio PC, sfruttando bachi e backdoor intenzionali nel software che gestisce le periferiche USB. Ovviamente funziona anche se mi danno una chiavetta USB e io la inserisco senza sapere che dentro c'è la sorpresina.
2. tramite accesso di rete. Sempre sfruttando bachi e backdoor intenzionali nel software che gestisce la scheda di rete o nei servizi di rete del sistema operativo, appena mi collego ad una certa rete si installa il software malevolo.
3. tramite file apparentemente innocui che apro/eseguo sul mio dispositivo, detti "cavalli di troia". Può essere qualsiasi cosa, per esempio io credo di installare un certo software e insieme installo il software malevolo, oppure apro il verbale della riunione condominiale e installo il software malevolo, eccetera.
4. tramite firmware presente su qualsiasi dispositivo e periferica dotati di memoria propria. La parola "firmware" significa "il software messo dal fabbricante". Oggi come oggi qualsiasi cosa ha a bordo una memoria che contiene un firmware, per esempio la scheda video di un computer ha la sua memoria e il suo firmware indipendente, a maggior ragione ce l'ha una macchina fotografia. L'utente non ha nessun modo di verificare il contenuto di questo firmware e nemmeno che operazioni compia, visto che tutto avviene al livello sottostante quello del sistema operativo. In linea teorica bisognerebbe avere un aggeggio in grado di scaricare una copia del firmware dal chip su cui è installato e poi fare il reverse engineering del codice.

Le risorse necessarie per fare quanto sopra descritto dipendono dal livello di sofisticazione voluto. Per esempio, installare un software qualsiasi tramite un "cavallo di troia" è facilissimo, lo può fare qualsiasi programmatore un po' sveglio, sfruttare bug e backdoor del sistema operativo o di qualche programma richiede competenze elevate di hacker oppure la collaborazione di chi sviluppa il software, manipolare il firmware richiede la collaborazione del produttore/venditore dei chip. Quindi la seconda e la terza cosa sono più che altro appannaggio di agenzie di spionaggio governative.

martedì, settembre 29, 2015

Sogno o son desto?

Sono sempre più indeciso, non so dire se i "giornaloni" nazionali, Corriere e Repubblica, sopratutto quest'ultima, sono un racconto di fantascienza, satira estremamente intelligente o il prodotto di una macchina micidiale e spietata che ha la funzione di incatenarci tutti come schiavi.

Prego leggere il discorsone memorabile con cui il nostro caro leader, quel po po di grande statista (citazione: "proprio lui che politicamente nasce anche sui social network"), ha "scosso" l'ONU.
Renzi scuote l'ONU su Libia e migranti



Renzi tenta di andare oltre Renzi e lancia l’Italia. Ovunque.
La morale della favola è sempre la stessa: se sei un elettore del PD sei un pazzo o un minorato.

Edit:
Da parecchio tempo è invalsa in Italia la moda di trasformare i funerali in una tragicommedia.
Esempio: Standing ovation con la mazurka
Tra pulcinella, la vecchia soffitta polverosa e il CDA.

lunedì, settembre 28, 2015

Godere contemplando l'apocalisse

Gli artefici di questa propaganda presentano alle menti deboli degli Italiani, massacrate da secoli di Cattolicesimo e decenni di Comunismo, i loro progetti, i loro scopi e le loro intenzioni come "dati di fatto", come "fenomeni epocali", come qualcosa di insieme inevitabile e tutto sommato auspicabile, giusto, facente parte dell'ordine delle cose o della volontà divina.

Esempio di propaganda vomitevole, che i dittatori del '900 potevano soltanto sognare: Senza un’iniezione di immigrati saremmo un popolo in via d’estinzione

E gli Italiani? Appecorati, come da antica tradizione.
Prego leggere commenti ai miei post precedenti.

sabato, settembre 26, 2015

L'errore di Eco

Umberto Eco: "Internet? Ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere"
Lo so, arrivo ultimo e la faccenda è trita e ritrita.

Però tengo a sottolineare l'errore del signor Eco: SUCCEDE ESATTAMENTE IL CONTRARIO, quelli che prima parlavano al bar non erano gli imbecilli, gli imbecilli erano quelli che li mettevano a tacere.

Sono loro che affollano Internet e che non fanno che ribadire, INCONSAPEVOLMENTE, i luoghi comuni. L'adagio secondo cui quando il popolo è concorde, quella è la verità, è sempre stato FALSO in tutta la storia dell'uomo e tanto più ora che il "comune sentire" è costruito dalla propaganda mediatica che ci martella notte e giorno, con cui evidentemente il signor Eco è in sintonia.

Hanno provato in tutti i modi ad introdurre la censura su Internet. Ricordo ancora un ministro (indovinate di quale governo) che suggeriva di chiedere consigli ai colleghi cinesi, che secondo lui sono un passo avanti sui metodi per controllare quello che il popolo può e non può fare con Internet.

Come dice il signor Eco, si tratta di fare in modo che i frequentatori del "bar" mettano a tacere gli "imbecilli", perché, si sa, voce del bar, voce di Dio, i frequentatori del "bar" sono persone illuminate che la pensano come il signor Eco, per forza e gli "imbecilli" sono quelli che non la pensano come lui.

Sulle prima si potrebbe pensare che si tratti di semplice conformismo nel "popolo" e di furbizia del "capo-popolo", la gente si sente rassicurata quando vede che altri fanno e dicono le stesse cose, seguendo le direttive che arrivano da "personaggi famosi", i "padri" o i "fratelli maggiori". Ma guardando meglio ci si accorge che è un condizionamento profondo, che comincia nell'infanzia, tanto che la gente non si rende nemmeno conto di adottare un comportamento stereotipato, robotico, è invece intimamente convinta di seguire dei grandi ideali e di farlo per scelta, per convinzione.

La vita è strana. Non nel senso buono.


P.S. il Ministro del controllo cinese su Internet era:
Giuseppe Fioroni. Esponente del Partito Democratico, membro della Camera dei deputati dal 1996 ad oggi, Ministro della pubblica istruzione dal 2006 al 2008, secondo governo Prodi.

giovedì, settembre 24, 2015

Seguito al post precedente

Intanto, nel disinteresse generale:
Italia, primo via libera allo "Ius soli"
Soddisfatta la maggioranza. Per il parlamentare Pd, Khalid Chaouki, si tratta di " una riforma importante per il futuro dell'Italia, che andava condivisa con il numero più ampio di forze politiche". Critiche, invece, da parte di Sel: " Un compromesso al ribasso - sostiene la deputata Celeste Costantino - che renderà più complicato richiedere la cittadinanza"

domenica, settembre 13, 2015

Renzi non sogna abbastanza

In un certo senso il nostro presidente del Consiglio ha preceduto la Merkel ed ora l'Italia è il Paese più vicino alla Germania e ovviamente il più lontano dai populismi antieuropei alla Salvini nonché alla "politica dei muri" dei quattro Paesi dell'Est europeo, della Danimarca e dei conservatori inglesi. Sono segnali - quelli di Renzi nella lettera a noi diretta - che finalmente, almeno sul tema dell'immigrazione, mettono in atto concretamente una politica nuova, moderna, positiva, che accomuna i partiti moderati e quelli di una sinistra riformatrice, dando voce all'Europa come noi la vorremmo e la vogliamo. Perciò: bene Renzi se continua così.
L'Europa deve saper dire addio agli Stati nazionali e farsi struttura globale, aperta, democratica, moderna. Lo Stato nazionale di oggi ben presto apparirà anacronistico folclore. Oggi servono su tutti i temi e problemi soluzioni europee e valori globali. Il passo finale di questa politica deve essere la Costituzione, la carta fondamentale che ancora manca all'Europa. L'America fece questo, oltre ad aprirsi ai migranti di tutte le provenienze ed oggi, non a caso, è il Paese numero uno del mondo intero".
[...] così dice anche la nostra presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha mobilitato su questo stesso tema i presidenti delle Camere di Francia, Germania e Lussemburgo che comunicheranno lunedì prossimo al presidente Mattarella questa loro risoluzione.

Sui migranti il premier c'è, ma non sogna un'Europa federale

Io non ho una formazione giuridica ma mi sembra che dall'Articolo 1 della Costituzione italiana discenda che non può esistere nessuna Legge sopra la Costituzione e che la sovranità del popolo emani da essa. Mi sembra incompatibile con l'idea di sottomettere la Costituzione italiana ad un'altra Costituzione qualsiasi, oltre il fatto che evidentemente un atto del genere sottrae al popolo la sua sovranità.

Inoltre, direi che le persone che occupano cariche istituzionali e che operino per la dissoluzione dello Stato italiano, siano ovviamente colpevoli del reato di Alto Tradimento.

E gli Italiani?
Anestetizzati dalla propaganda, condizionati dall'infanzia ai "valori" della "democrazia moderna", continuano indifferenti con le loro vite fatte di piccoli imbrogli.

Aggiornamento:
Patto per l’integrazione europea
Uno si potrebbe chiedere a che titolo la signora Boldrini, deputato eletto come "indipendente" in un partito con circa il 4% dei voti, sottoscrive dei "patti" in nome degli Italiani, che senso ha che il Presidente (!) di un Parlamento nazionale si impegni ad esautorare lo stesso Parlamento ma siamo sempre li, gli Italiani o sono troppo occupati a farsi gli affari loro oppure cantano "Bella Ciao", niente vogliono sapere, niente vogliono pensare, gli va bene cosi.

Aggiornamento:
Nove ragazzi su dieci sono convinti che andarsene sia una necessità
Negli ultimi decenni l'Italia è diventata un paese di immigrazione con una continua crescita della popolazione di cittadinanza straniera. Al contempo è diventato, però, anche sempre più evidente un flusso di uscita, soprattutto di giovani italiani in cerca di un miglior futuro all'estero.

mercoledì, settembre 09, 2015

Juventus e Moggi

La Corte di Cassazione ha espresso il suo giudizio su Moggi e di riflesso per l'azienda che lo stipendiava:
Per i supremi giudici, Moggi ha commesso sia il reato di associazione per delinquere, sia la frode sportiva «in favore della società di appartenenza (la Juventus)», ed ha anche ottenuto «vantaggi personali in termini di accrescimento del potere (già di per sé davvero ragguardevole senza alcuna apparente giustificazione)».
Cassazione, Moggi
Eppure è stata costruita tutta una retorica della invidia, della cospirazione, della persecuzione e del martirio...

martedì, settembre 01, 2015

La Resistenza e il Partigiano di Quartiere nel 2015

Lasciamo perdere il fatto che l'epopea della Resistenza è un racconto artefatto scritto e riscritto nel dopoguerra allo scopo da una parte di reinventare gli Italiani e dall'altra di creare il mito dell'Italia fondata dal Partito Comunista.

Lasciamo perdere il fatto che Milano è la città dove Vendola è venuto a fare il suo celeberrimo discorso e che ha eletto Giuliano Pisapia, due volte deputato per Rifondazione Comunista, alla carica di sindaco.

Io mi domando e chiedo, perché (secondo Repubblica) si scatena la "rivolta dei cittadini" e vengono "coinvolti comitato per l'ordine e la sicurezza, Prefettura e Questura" per una manifestazione di Casa Pound mentre nessuno si rivolta quando la manifestazione la fanno sedicenti "No-Expo", con la partecipazione straordinaria dei Centri Sociali e dei Black Block, col risultato che il centro di Milano viene messo a ferro e fuoco?

Perché la "manifestazione dai connotati neofascisti" è "intollerabile" mentre la guerriglia scatenata dai soliti noti è una simpatica nota di esuberanza giovanile da guardare con riprovazione istituzionale ma nostalgica comprensione?

Domande retoriche ovviamente.
I Milanesi sono imbecilli.

P.S. pare che a Milano ci sia un assessore alla "coesione sociale".
Prego riflettere sul concetto.

venerdì, agosto 28, 2015

la Campania è invasa dai Marziani

Scendono di notte coi dischi volanti, scaricano rifiuti e gli danno fuoco.
Essendo marziani, nessuno li vede, nessuno li ferma, nessuno li conosce.
Serve l'intervento dello Stato!
Qualcuno deve aiutare i poveri cittadini della Campania che sono tormentati dai Marziani e dai loro rifiuti incendiati.
Protestiamo tutti perché la Campania è abbandonata dalle Istituzioni.

I fuochi dei Marziani nella Terra dei Fuochi

lunedì, agosto 24, 2015

La difficoltà di vivere come Cassandra

Ecco, stamattina ero in giro in bicicletta con mia nipote e sento in lontananza grida e sirene, vedo un sacco di lampeggianti presso un incrocio molto trafficato nella zona.

Fulvio Testi, protesta dei migranti Bloccata la strada, traffico in tilt
Un centinaio di profughi del campo della Croce Rossa di Bresso si è riversato nell’arteria che collega Sesto San Giovanni a Milano. Sul posto carabinieri, vigili urbani e 118.
[...]
Si tratta di immigrati provenienti da Afghanistan, Bangladesh e da vari Paesi africani come Mali e Senegal. Una manifestazione improvvisata, per protestare contro il mancato ottenimento del permesso di soggiorno.
Siamo solo all'inizio. Grazie a queste amministrazioni infami cattocomuniste, a Bresso c'è un "campo profughi" di tende come quelli nei pressi delle zone di guerra ma nessuno lo sa. Considerato che a Bresso ci sono un centinaio di immigrati e che ne arrivano migliaia ogni giorno, chissà quanti di questi "campi" nascondono, mimetizzati, nelle città italiane, ognuno che ticchetta come una bomba ad orologeria e quando va bene finisce per "regolarizzare" e sversare gente senza arte ne parte dentro in qualche ghetto urbano. Come dice Boldrini, è tutta "avanguardia" (leggi promessa) del nostro stile di vita futuro, cioè stato di guerra ovunque. Che poi profughi, profughi, profughi un cazzo, per dirla alla "Amici Miei", questo sono immigrati in cerca di vita più comoda e vengono chiamati "profughi" per innescare il meccanismo della "accoglienza obbligata, che non si può rifiutare".

Mettere tutto al centro, a trecentosessantagradi

Ripasso di fine estate:
Insegnanti
Le scuole medie ed elementari
Parlare di Primavera Araba
I nostri fratelli musulmani sono benvenuti
Migranti sono avanguardia del nostro futuro stile di vita

Con la partecipazione straordinaria di ONU e NATO:
Intervento militare in Libia

Un misconosciuto profeta in patria (patria si fa per dire) e i suoi "traghetti civili":
Aaccompagnare in sicurezza i migranti

Da cui inevitabilmente e per la gioia di tutti:
In arrivo 4.400 migranti salvati davanti alle coste libiche

lunedì, agosto 17, 2015

Il mondo della tecnologia va a rotoli e nessuno se ne accorge

Premesso che in Europa i geni che ci rappresentano a quanto pare hanno deciso che dobbiamo importare tutta la tecnologia e, cosa peggiore, subirla. Premesso che la cacarella deve colpire a giorni alterni la persona inutile che ha concepito l'avviso per i cookie.

Punto primo, banale: Microsoft ha capito che i propri clienti "storici" non hanno abboccato alla frottola della "post-PC era" e di conseguenza non sono interessati ad usare un tablet, uno smartphone o un ibrido tra questi dispositivi e un PC. Tutta la strategia attuale di Microsoft va contro l'interesse dei suoi clienti, quindi se lasciati liberi di decidere, questi non aggiorneranno mai i prodotti Microsoft precedenti con quelli nuovi e non gli potrebbe importare di meno dalla compatibilità del PC con lo ecosistema delle "app" per "dispositivi mobili".

Brillante pensata: facciamo un aggiornamento "gratuito" e "invitiamo caldamente" tutti a migrare. Pronti via, un aggiornamento silenzioso tramite Windows Update installa un simpatico programmino che serve sia per scaricare l'aggiornamento che (sopratutto) ad aprire una finestrella ogni cinque secondi che ti martella gli zebedei con la necessità impellente di passare a Windows 10.

Si può disattivare ma la procedura non è esattamente elementare, perché quella più innocua e reversibile richiede di cambiare i permessi ad una directory (C:\Windows\System32\Tasks\Microsoft\Windows\Setup\GWXTriggers) e disattivare le attività pianificate alle relative voci (GWX e GWXTriggers). A quel punto scoprirete che ne avete decine di queste enigmatiche attività pianificate, nel mio caso adesso sono 38 e non ho la più pallida idea di quale sia la loro origine e scopo.

Prego notare un trend generale: il gadget elettronico che l'utente finale ha in uso viene in realtà gestito da una o più entità esterne che decidono che software ci deve essere sopra, come, quando e perché deve essere usato, possono prelevare qualsiasi informazione dal dispositivo, possono attivare o disattivare funzioni a loro discrezione, possono determinare con precisione l'obsolescenza del dispositivo e del software relativo, eccetera.

Ma non pensiate che il problema sia limitato al sistema operativo ed eventualmente alle applicazioni.

Ogni gadget è un insieme eterogeneo di componenti hardware. Diversi di questi componenti contengono un software (il "firmware") che viene attivato quando accendente il dispositivo e lo prepara per il caricamento del sistema operativo.

La parola "firmware" dice chiaramente che questo software viene scritto a cura del fabbricante del componente in questione. Che, fate attenzione, non è il marchio da cui acquistate il dispositivo ma è un sub-fornitore che può produrre o tutto il dispositivo mettendo insieme i componenti o fornire solo una parte, come sub-sub-fornitore del sub-fornitore, eccetera.

Ci sono tre problemi catastrofici:
1. la qualità del firmware, scritto non si sa da chi, quando, dove, come e perché, è solitamente scadente o pessima, questo comporta che le prestazioni dell'hardware del dispositivo, che di suo è il più economico possibile, sono spesso menomate, poco o tanto.

2. il sistema operativo e le applicazioni si "appoggiano" sul firmware per cui o il dispositivo è "compatibile" solo col software con cui viene venduto, oppure serve uno strato intermedio di software che garantiscano il funzionamento di diversi sistemi operativi e applicazioni. Il risultato è che l'utente finale non ha la possibilità di modificare nulla, se non tramite software fornito dal venditore del dispositivo e il grande marchio che vende il dispositivo a sua volta dipende dalla catena di sub-fornitori.

3. nessuno sa cosa faccia in realtà questo firmware. E' un software inaccessibile che è contenuto dentro i diversi chip con cui si costruisce un dispositivo e che viene eseguito come prima cosa all'avvio, quindi può fare letteralmente qualsiasi cosa indipendentemente dal controllo dell'utente finale. Può inviare alla mamma informazioni prese dal dispositivo, può aggiungere o togliere software dal dispositivo, può attivare o disattivare funzioni, può autenticare o rifiutare un software o un altro. Qualsiasi cosa, dalla più innocua alla più infame. Si, con tempo e risorse si può fare il "reverse engineering" del firmware, in teoria. Cosi si capisce più o meno cosa fa. Con altro tempo e altre risorse si potrebbe provare a sostituirlo con un altro. Moltiplicato per tutti i chip a bordo del nostro dispositivo.

Poi tutto quello che fate su Internet è registrato. :)

lunedì, agosto 10, 2015

Casa mia, per piccina che tu sia

«Lo so - ammette Galantino - che l’accoglienza è faticosa; lo so che è difficile aprire le proprie case, aprire il proprio cuore, aprire le proprie realtà all’accoglienza». Il segretario della Cei indica dunque all’Italia e all’Europa l’esempio di Paesi che sanno accogliere di più.
Monsignore, per me non è faticoso quando lei apre casa sua e ci ospita chi gli pare, è faticoso quando qualcun altro apre la porta di casa mia senza chiedere la mia opinione, ci mette dentro degli intrusi e quando io protesto mi insulta. Io sono uno schiavo o sono un uomo libero di decidere del suo destino? L'Italia è una Nazione che appartiene agli Italiani, oppure è terra "di tutti e di nessuno"? Pensare che gli Italiani sono morti a centinaia di migliaia per pochi metri di terra e adesso la cediamo il primo che ci mette un piede sopra.