sabato, gennaio 31, 2015

Hardware software e fratello maggiore


Ogni tanto mi imbatto in persone che non hanno idea di come funzioni il mondo dei gadget elettronici che ormai sono tutti attorno a noi o anche sulla nostra persona. Quello di cui non si rendono conto è che nessuno sa cosa ci sia dentro il gadget e cosa faccia esattamente il gadget fuori dal nostro controllo. La ragione è che il fabbricante e il venditore hanno la facoltà di includere qualsiasi microchip e sopra questo microchip mettere un firmware con una funzione qualsiasi. La combinazione di microchip e firmware consentono al fabbricante e al venditore di avere il controllo totale sul gadget e noi non possiamo farci nulla.

Vi riporto un esempio macroscopico che riguarda i PC che montano hardware Intel:
"Active Management Technology": The obscure remote control in some Intel hardware
Qui un quadro generale della situazione, sempre riguardo i chipset Intel:
Purism - BIOS Freedom Status

Considerate però che qualsiasi oggetto che ha un suo firmware può utilizzare soluzioni analoghe, per esempio il navigatore GPS, il modem/router con cui vi connettete ad una rete, lo smartphone, l'hard disk, la scheda grafica e quasi tutte le periferiche del PC, la stampante, la chiavetta USB. Non si parla di Intel, si parla di aziende anonime con sede a Taiwan che progettano, costruiscono e montano i microchip, più la rete di relazioni che queste aziende hanno con i colossi dell'informatica che commercializzano i prodotti di massa, quindi i governi ed eventuali poteri palesi ed occulti.

Sopra questo aggiungete ovviamente la possibilità che esistano delle backdoor nel sistema operativo e in uno qualsiasi dei programmi che avete installato.

Una ulteriore considerazione è che una volta, coi PC, si poteva scegliere di montare un pezzo hardware del venditore X insieme al pezzo hardware del venditore Y e si poteva scegliere il software, quindi entro certi limiti c'era la possibilità di sfuggire al "fratello maggiore" grazie alla varietà dell'ecosistema. Oggi si va verso una situazione in cui i gadget elettronici vengono venduti cosi come sono, con l'hardware sigillato e tutto il software preinstallato e distribuito solo dal venditore tramite un canale obbligato. Quindi non si scappa.

Questo problema dovrebbe essere una delle priorità della Comunità Europea. Invece niente, come se non ci fosse.

domenica, gennaio 25, 2015

Ipse Dixit

A chi mi dice 'ma sei matto a dire questa cose? non hai paura delle vendette?' rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati.
Matteo Renzi.

Questo andrebbe aggiunto nei dizionari alla voce "ironia involontaria".

giovedì, gennaio 22, 2015

Persone pericolose parte seconda

Proseguo dal post precedente:
Gentiloni: Terrorismo, rischi di infiltrazione dagli immigrati
Il ministro, però, ha subito precisato che «Nessun Paese democratico può avallare alcuna confusione fra fenomeni migratori e terroristici». Perché, ha aggiunto, «diffondere l’idea che dietro i barconi di disperati che approdano sulle nostre coste si annidi il terrorista col kalashnikov sarebbe un errore culturale oltreché improbabile dal punto di vista tecnico».
Quando si leggono questi articoli e non si appartiene al gregge degli elettori del PD, ci sono due reazioni una dopo l'altra. La prima è del tipo "Ma cosa dice? Mi prende in giro?" e la seconda è "Se il destino dell'Italia è affidato a questi, siamo finiti".

Andiamo ad esaminare: un "paese democratico" oggi come oggi è un Paese dove gli abitanti votano per eleggere i rappresentanti che formano il Parlamento (cioè il luogo dove si fanno le leggi) ed eventualmente le istituzioni governative. Il concetto di "Paese" va insieme al concetto di "Stato" e, dato che lo Stato si fonda su un patto tra gli abitanti, la funzione dello Stato è tutelare la esistenza e gli interessi dei suoi abitanti. Questa funzione dello Stato precede, prescinde, è indipendente dalle istituzioni, cioè se sono democratiche oppure no. Uno Stato che non tutela l'esistenza e gli interessi dei suoi abitanti non esiste, quindi che le istituzioni dello Stato siano più o meno democratiche non ha importanza.

Gentiloni mente su più livelli.
Primo, gli immigrati non arrivano tutti sui barconi. Ho scritto tempo fa che centinaia o migliaia di persone spariscono subito dopo essere sbarcati dagli aerei negli aeroporti. Poi ci sono i treni e i camion alle frontiere terrestri, navi e traghetti via mare, eccetera. Infatti dopo il recente incendio del traghetto proveniente dalla Grecia ci si chiedeva quanti immigrati ci potessero essere tra i dispersi.

Secondo, i barconi non portano i disperati. Un "disperato" per sua natura non ha le risorse per affrontare il viaggio dal suo luogo di origine fino all'Italia. Ho già approfondito la questione in passato, per farla breve la logistica per trasportare, alloggiare, sfamare e provvedere a tutti i bisogni di milioni di persone esclude che si tratti di un fenomeno spontaneo e richiede ingenti finanziamenti. Delle due l'una, o gli immigrati sono ricchi nel loro paese d'origine e quindi si pagano tutto loro, oppure, come i "terroristi" che sono finanziati dagli emiri del petrolio, la logistica della immigrazione è finanziata da terzi.

Terzo, il kalashnikov non serve portarlo sul barcone, si trova in loco. Per fare una bomba bastano ingredienti che trovi al ferramenta.

Quarto e più importante, Gentiloni vende l'idea che "democrazia = libera immigrazione", anzi, vende l'idea che "democrazia" significhi abolizione del concetto di Nazione e quindi di Stato. L'Italia non esiste, quindi non esiste la funzione fondamentale propria dello Stato che ho descritto sopra. Questo è sempre lo stesso discorso che fa D'Alema in TV, cioè è un "ideale" proprio dei "cattocomunisti" contemporanei. Una cosa che Gentiloni però non dice è che se la Nazione non esiste e lo Stato non esiste allora lui non ha nessuna autorità, tranne quella che gli viene attribuita dagli elettori del PD. Prego riflettere su questo ultimo concetto.

mercoledì, gennaio 21, 2015

Persone pericolose

Il futuro dell’Italia è oggi - Non saremo più solo un bel museo

Il Segretario del PD ci da l'ennesimo esempio di discorso fatto per giochi di parole privi di senso. A parte gli analfabeti, tutti gli altri dovrebbero vagamente conoscere l'antico concetto del "panta rei", tutto scorre, cioè l'idea che noi stessi e il mondo che vediamo cambiamo di continuo, siamo diversi istante per istante. Quindi il "futuro" è già passato nel momento in cui ci pensiamo. La luce delle stelle che vediamo in realtà è partita milioni di anni fa e la stella che l'ha emessa potrebbe anche non esistere più quando la sua luce ci raggiunge (questo gli antichi non lo sapevano ma conferma la giustezza dell'idea).

Nello stesso tempo il successo evolutivo degli esseri umani si fonda sulla immaginazione. Noi non siamo in grado di vedere il futuro, ovviamente, per quanto detto sopra, quando lo vediamo è già passato. Ma siamo capaci di inventare il futuro. Per esempio un nostro antenato, dopo avere osservato che un certo animale si recava a bere in uno stagno tutti i giorni, cioè il passato, immaginava che tre giorni dopo nel futuro l'animale sarebbe tornato nello stesso luogo e quindi predisponeva una trappola nel punto dove immaginava che l'animale sarebbe passato, cioè predisponeva una serie di azioni nel presente che avrebbero proiettato i loro effetti nel futuro immaginario.

Quindi Renzi dice insieme una ovvietà e una scemenza. Ovvietà perché il futuro che vediamo è il passato e il futuro-futuro è solo immaginario. Una scemenza perché, come il nostro antenato, se vogliamo ottenere un risultato non possiamo limitarci a reagire al "presente", che per quanto detto sopra è già "passato", quello è la funzione delle macchine, dobbiamo invece immaginare il futuro e pianificare le azioni proiettandone gli effetti nel nostro futuro immaginario. Altro non è che la definizione di progetto.

Il "carpe diem" di Orazio si può leggere in due modi. Una scemenza oppure un precetto edonistico, cioè la solita vecchia storia del "godiamo adesso perché del futuro non esiste certezza". Il "godiamo adesso" va bene quando si è nobili e si vive di rendita, l'unica preoccupazione è l'infermità e allora ha senso assaporare l'attimo fuggente, il resto non ci tocca. Ma quando si è con le pezze al culo il "godiamo adesso" è un suicidio, come insegna la famosa storiella della cicala e della formica.

Ora io mi chiedo e mi domando, un tedesco cosa può pensare quando Renzi gli dice "carpe diem". Bisogna proprio essere scemi. O farlo apposta.

Un'altra cosa, quando Renzi dice che l'Italia è "un bel museo" implicitamente dice che gli Italiani sono gli inservienti o i curatori di questo museo, oppure, peggio, sono opere esposte anche loro, pezzi da museo. E sarebbe una presa di coscienza salutare se non fosse che Renzi non dice cosa ce ne faremo di tutti gli Italiani quando l'Italia non sarà più "un bel museo". Chi popolerà l'Italia, i Venusiani? Renzi è la stessa persona che si è ricomprata l'acciaieria di Terni, tanto per dire, in omaggio a Landini, quello che nella parodia di Crozza vuole mettere il gettone nello smartphone.

Le persone pericolose non sono solo Renzi e il suo "think tank" di consiglieri e assistenti. Sono gli elettori del PD.


Edito: leggo ora, molte ore dopo il mio post che sul Corriere sono d'accordo con me, Renzi e i suoi straparlano: Renzi e il Carpe Diem

lunedì, gennaio 19, 2015

Mare nostrum mica tanto


Modello di una galea sottile maltese battente le insegne dei Cavalieri Ospitalieri
di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta.

Pescherecci fermati in Egitto- rilasciati gli equipaggi
Intanto, precisando che i fatti si sono verificati a circa 40 miglia dalle coste nordafricane, l’associazione di categoria ha lanciato l’allarme: «La situazione nel Mar Mediterraneo è diventata incontrollabile dall’Unione europea e dal Patto mondiale di difesa del diritto della navigazione in acque internazionali», ha detto Micalizzi, sostenendo che «la fascia costiera Nord Africana si estende a loro piacimento» e i Paesi che ne fanno parte «sono convinti che il mar Mediterraneo appartiene solo a loro». «La Libia dichiara che le loro acque territoriali - ricorda il presidente regionale - si estendono fino a 250 miglia, mentre per l’Egitto fino a 150 miglia, quasi a toccare la costa della Grecia, e così via. Mentre per gli altri i Paesi che rispettano il diritto internazionale le acque territoriali sono entro le 20 miglia dalla costa». Così, spiegano dalla Federazione armatori, «è diventato molto rischioso per i pescatori siciliani andare a pescare in acque internazionali del Mediterraneo per poter portare un pezzo di pane a casa». «Chiediamo al nostro Governo - chiosa Carmelo Micalizzi - di intervenire al fine di dare ai pescatori siciliani, unici a praticare la pesca del pesce spada in acque internazionali, la giusta serenità e sicurezza».
Easy, paghiamo un riscatto.

sabato, gennaio 17, 2015

Chi cerca trova il Presidente

Con viva e vibrante soddisfazione, noto che gli Italiani hanno cercato e hanno trovato quello che cercavano:
Corriere - Kyenge
L’ex ministro Kyenge: «Al Quirinale vorrei un presidente nero»
«Serve una persona aperta, consapevole dei valori della multiculturalità e che conosca bene i problemi dell’immigrazione»
Verissimo, l'Italia non ha altre necessità, ci serve proprio un presidente nero che conosca i problemi della immigrazione. Magari uno le cui iniziali siano C.K., una donna, che viene dal Congo.

Io non ce l'ho con la Dottoressa Kyenge, ovviamente. Infatti (Wikipedia):
Cessato il mandato da ministro nel febbraio 2014, si candida alle Elezioni europee con il PD nella circoscrizione del Nord-Est, dove è eletta con 92,898 preferenze (51.000 solo in Emilia-Romagna) è la terza nella Circoscrizione Nord Est per il Pd
Ce l'ho con il PD e con gli elettori del PD e specialmente con i fenomeni dell'Emilia Romagna, gente che ha superato il Comunismo per passare al Cretinismo.

Allora mi permetto di fare come la Dottoressa Kyenge e dico che al Quirinale vorrei un presidente modella di Sports Illustrated, una persona aperta, consapevole del mio bisogno di compagnia.

Come vedete nella fotografia il mio candidato sta studiando le problematiche della conservazione ambientale, con particolare riferimento alle conseguenze del riscaldamento globale sui ghiacciai e sull'ecosistema alpino. La Dottoressa Di Donato, essendo di chiare origini italiane, conosce anche i problemi della immigrazione e i valori della multiculturalità.

Clicca qui per vedere la presentazione del mio candidato presidente!

martedì, gennaio 13, 2015

Non dimenticare

Fa ridere, lo so. Quando scrivo "non dimenticare" non intendo memorie storiche, intendo chi hai intorno in questo momento. Ecco un articolo del Corriere che dovrebbe integrare i due post precedenti:

Dieci, cento, mille Nassiriya. Indagati Diliberto e Rizzo
... venivano ostentati impunemente striscioni inneggianti al terrorismo iracheno nonché chiare ed evidenti esaltazioni con riferimento alla cosiddetta "guerra di oppressione in Iraq". Venivano, altresì, attraverso ripetuti ed ossessivi slogan, ricordati i 19 caduti appartenenti all' Arma dei carabinieri e all' Esercito italiano di stanza in Iraq - ha scritto l' avvocato Randazzo - non certamente come martiri del terrorismo omicida ma come degni depositari di un interesse imperialistico e colonialistico e, come tali, giusti obiettivi del terrorismo
Poi, guarda che strano, ci troviamo in casa personaggi come questo (Ilfattoquotidiano), ascoltate l'intervista:
L’imam milanese: “Europei che combattono dittatori? Da onorare”
Indovina chi governa il Comune dove questi simpatico imam svolge le sue funzioni. Ma le due cose sono del tutto scollegate, no?

Adesso, per introdurre eventuali commenti che mi diranno che mi sto inventando tutto, che il Comunismo non esiste, mille distinguo, non vedo non sento non parlo e devo produrre i video di Youtube come prova, cito l'incipit di un film celeberrimo:
Vi racconterò di William Wallace. Gli storici inglesi diranno che sono un bugiardo, ma a scrivere la storia sono gli stessi che hanno impiccato degli eroi.

venerdì, gennaio 09, 2015

Cosa c'è oltre l'imbecillità?

La Libertà vuol dire impedire alle teste rasate di riunirsi a Milano per inneggiare al Duce e nello stesso tempo garantire ai barbuti di riunirsi a Milano per inneggiare alla Jihad. Se le teste rasate accoltellano un "compagno", crimine disumano. Se i barbuti ammazzano venti persone, trattasi di incidente, caso isolato dovuto alla emarginazione sociale e alle politiche imperialiste. Anzi, probabilmente non è nemmeno mai accaduto, è tutto falso, un complotto organizzato dagli stessi Americani che hanno finto lo sbarco sulla Luna. Ammazzare un fascista non è reato, sorvegliare un barbuto con precedenti che va e viene dallo Yemen o dalla Siria invece è una barbarie razzista.

Fa abbastanza ridere. Ma occorre un minimo di consapevolezza.

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Spunto di riflessione, non cito Salvini ma Lucia Annunziata, vecchia compagna del Manifesto: Prendere atto della Terza Guerra Mondiale. Una cosa Annunziata non dice: se siamo in guerra, Vendola, Boldrini e compagnia, con chi stanno?

Edit: e cosa c'è ancora più oltre? Il giornale che ha preso il posto della Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci: La Francia celebra i suoi musulmani eroi. Fantastico, psichedelico, esempio della coincidenza degli opposti.

mercoledì, gennaio 07, 2015

Sulla imbecillità

Strage a Parigi, leggo sul Corriere:
«Sappiamo chi e dove sono». Si tratterebbe di due franco-algerini, due fratelli di 32 e 34 anni, tornati in Francia quest’estate dalla Siria. Secondo i media francesi, sarebbe stato localizzato anche un terzo uomo, un giovane di 18 anni «senza fissa dimora» che potrebbe averli aiutati.

I due fratelli, presunti killer, sono nati a Parigi, e hanno «un profilo di piccolo delinquenti che si sono radicalizzati». Il più giovane, Cherif, era stato arrestato nel 2008 e condannato a 3 anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale, in quanto componente di un gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basato nel 19/o arrondissement di Parigi. Nel quadro di quell’inchiesta, alcuni componenti del gruppo avevano ammesso di aver «fomentato dei progetti di attentato», ma senza metterli in atto. Scontata la pena, Cherif e il fratello, dicono i media francesi, «avevano fatto di tutto per farsi dimenticare», e si erano «messi a riposo» a Reims.
Tutto scontato, tutto previsto, tutto già detto e ridetto e documentato. Andiamo avanti cosi, va tutto bene. Attenti a non fare di tutta l'erba un fascio, i "moderati", il razzismo, bla bla.
In un mondo ideale i dirigenti dello Stato francese a partire dal Presidente dovrebbero dare le dimissioni come quando capita una tragedia che si poteva evitare e di cui sono ovvie le responsabilità. Ma non succederà mai perché avere i tagliatori di teste in casa è un prezzo che gli "intellettuali" sono disposti a pagare per la "libertà", dove per "libertà" si intende la famosa società multietnica e multiculturale. Siamo solo all'inizio, non può che peggiorare. Jus soli, cittadinanza, integrazione.