giovedì, gennaio 22, 2015

Persone pericolose parte seconda

Proseguo dal post precedente:
Gentiloni: Terrorismo, rischi di infiltrazione dagli immigrati
Il ministro, però, ha subito precisato che «Nessun Paese democratico può avallare alcuna confusione fra fenomeni migratori e terroristici». Perché, ha aggiunto, «diffondere l’idea che dietro i barconi di disperati che approdano sulle nostre coste si annidi il terrorista col kalashnikov sarebbe un errore culturale oltreché improbabile dal punto di vista tecnico».
Quando si leggono questi articoli e non si appartiene al gregge degli elettori del PD, ci sono due reazioni una dopo l'altra. La prima è del tipo "Ma cosa dice? Mi prende in giro?" e la seconda è "Se il destino dell'Italia è affidato a questi, siamo finiti".

Andiamo ad esaminare: un "paese democratico" oggi come oggi è un Paese dove gli abitanti votano per eleggere i rappresentanti che formano il Parlamento (cioè il luogo dove si fanno le leggi) ed eventualmente le istituzioni governative. Il concetto di "Paese" va insieme al concetto di "Stato" e, dato che lo Stato si fonda su un patto tra gli abitanti, la funzione dello Stato è tutelare la esistenza e gli interessi dei suoi abitanti. Questa funzione dello Stato precede, prescinde, è indipendente dalle istituzioni, cioè se sono democratiche oppure no. Uno Stato che non tutela l'esistenza e gli interessi dei suoi abitanti non esiste, quindi che le istituzioni dello Stato siano più o meno democratiche non ha importanza.

Gentiloni mente su più livelli.
Primo, gli immigrati non arrivano tutti sui barconi. Ho scritto tempo fa che centinaia o migliaia di persone spariscono subito dopo essere sbarcati dagli aerei negli aeroporti. Poi ci sono i treni e i camion alle frontiere terrestri, navi e traghetti via mare, eccetera. Infatti dopo il recente incendio del traghetto proveniente dalla Grecia ci si chiedeva quanti immigrati ci potessero essere tra i dispersi.

Secondo, i barconi non portano i disperati. Un "disperato" per sua natura non ha le risorse per affrontare il viaggio dal suo luogo di origine fino all'Italia. Ho già approfondito la questione in passato, per farla breve la logistica per trasportare, alloggiare, sfamare e provvedere a tutti i bisogni di milioni di persone esclude che si tratti di un fenomeno spontaneo e richiede ingenti finanziamenti. Delle due l'una, o gli immigrati sono ricchi nel loro paese d'origine e quindi si pagano tutto loro, oppure, come i "terroristi" che sono finanziati dagli emiri del petrolio, la logistica della immigrazione è finanziata da terzi.

Terzo, il kalashnikov non serve portarlo sul barcone, si trova in loco. Per fare una bomba bastano ingredienti che trovi al ferramenta.

Quarto e più importante, Gentiloni vende l'idea che "democrazia = libera immigrazione", anzi, vende l'idea che "democrazia" significhi abolizione del concetto di Nazione e quindi di Stato. L'Italia non esiste, quindi non esiste la funzione fondamentale propria dello Stato che ho descritto sopra. Questo è sempre lo stesso discorso che fa D'Alema in TV, cioè è un "ideale" proprio dei "cattocomunisti" contemporanei. Una cosa che Gentiloni però non dice è che se la Nazione non esiste e lo Stato non esiste allora lui non ha nessuna autorità, tranne quella che gli viene attribuita dagli elettori del PD. Prego riflettere su questo ultimo concetto.

20 commenti:

  1. E' lo stesso ministro che ha detto davanti al parlamento che non è stato pagato nessun riscatto per la liberazione delle due giovani cooperanti.

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  2. un viaggio della speranza costa 5000 dollari. madre, padre e due figli fa 20.000 dollari. chissà dove li trovano. e poi, ma con 20.000 dollari in quel paese non si è dei signoroni ?

    secondo me a volte girano cifre a cazzo.

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    1. Il "viaggio della speranza" è quello che intraprendono gli Italiani del Sud per andarsi a curare negli ospedali del Nord, nonostante che al Sud la sanità abbia dei costi astronomici. Una storia brutta ma un'altra storia.

      Per gli immigrati io dico sempre la stessa cosa, prendi un atlante e guarda la distanza da coprire dalla regione X all'Italia, guarda anche cosa c'è in mezzo, se sono deserti, montagne, fiumi, mari, zone di guerra, eccetera. Fatto questo considera che la gente deve essere trasportata, deve dormire, mangiare, bere, defecare, deve avere un minimo di assistenza medica (famiglie, bambini, donne incinte, ecc). Metti insieme le due cose e cioè quali mezzi e strutture servono per superare le distanze in gioco provvedendo i servizi minimi.

      Se uno non è minorato capisce subito che i costi di una operazione del genere su larga scala sono impossibili da sostenere per popoli di "disperati" o di "profughi". Cioè gente che fugge con poco o nulla. Non solo, non può nemmeno essere una logistica affidata alla improvvisazione, deve esistere una qualche organizzazione che provvede mezzi, personale e quindi denaro.

      Che poi è esattamente lo stesso discorso dei fondamentalisti islamici, i quali hanno le stesse identiche necessità solo applicate al contesto bellico. Se i militari che hanno (ri)preso il potere in Egitto dicono che i Fratelli Musulmani sono finanziati dal Qatar, non ci vuole un genio a fare due più due e capire chi in generale finanzia il fondamentalismo. Sono quelli che "ufficialmente" sono partner commerciali, amici e anche alleati.

      Se poi ci domandiamo perché facciamo affari e trattiamo da amici gente che finanzia milizie fondamentaliste che hanno tra i loro scopi quelli di tagliarci la gola, questa si che sarebbe una bella domanda.

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    2. Comunque questi sono tecnicismi.
      La questione qui è un'altra e cioè che Gentiloni è il Ministro di una Nazione di cui lui stesso nega l'esistenza mentre svolge la sua funzione di Ministro. E' sempre un paradosso tipico del "cattocomunismo", esisteva già nel dopoguerra quando il PCI era contemporaneamente rivoluzionario e garante delle istituzioni.

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  3. Signor Lorenzo, lei forse non sa che l'Italia in primis è un paese di migranti, ci sono italiani in ogni parte del mondo, dall'Australia all'Argentina passano dagli Stati Uniti.
    I siriani arrivano direttamente dal mare con le navi che abbiamo visto ultimamente, sui costi non saprei, scappano da una sanguinosa guerra, come vorrebbe definirli se non disperati ? non mi sembrano allegre famigliole in gita al lago. Se lei avesse avuto la sfortuna di nascere in Siria e vivere una situazione di guerra non esiterebbe un secondo a scappare.
    Ama il prossimo tuo come te stesso diceva un tale.

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    1. Oh ecco una selezione dei luoghi comuni della "sinistra". Il fatto è che la persona che fa una lista di luoghi comuni, se fosse un attimo sveglio, potrebbe immaginare che esiste anche una lista di risposte a questi luoghi comuni e che giocoforza anche le risposte, visto che tocca ripetersi di continuo, sono diventate luoghi comuni. Io sono scemo, lo riconosco ma non scemo abbastanza da fare un giro demenziale del genere.

      Ma una cosa vale la pena di ripeterla. La persona a cui si attribuisce l'aforisma "ama il prossimo tuo" è morta sul patibolo che gli occupanti del suo Paese riservavano agli schiavi ribelli e ai peggiori criminali. E' una prospettiva che può allettare un masochista o uno che è convinto che il martirio garantisca una ricompensa nell'aldilà. Io invece preferisco vivere. Non solo, come i Romani, preferisco essere quello che inchioda gli altri piuttosto che quello che viene inchiodato.

      Quindi no, io NON amo il prossimo. Homo homini lupus invece.

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    2. però cosa farebbe Lorenzo se si trovasse in una situazione di guerra?

      tanti anni fa ero in vacanza in Messico con la donna e conoscemmo una coppia di torinesi benestanti. talmente nazionalisti che mi dissero: "in caso di guerra o invasione che riguardi l'Italia noi prendiamo i soldi e ce ne andiamo il più lontano possibile. se possiamo prendiamo i nostri vecchi se non ci riusciamo pazienza".

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    3. Scommetto che Francesco ha fatto il servizio civile. Solo un imboscato fa certi ragionamenti falso-cinici che in realtà sono auto-assolutori.

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    4. assolutamente ho fatto il servizio civile. e ho servito la collettività molto meglio di più chi ha indossato la divisa, sia esso di leva o meno. poi ti ricorderei prima di fare osservazioni gratuite per non dire del cazzo come spesso ti capita quando digiti la tastiera, che quella che tu chiami attività da imboscato è regolamentata da legge dello stato. peraltro, per decenni questa attività ha comportato un periodo di leva superiore di 8 mesi (che non è stato il mio caso)

      però non mi hai risposto caro Lorenzo. quindi ti chiederei la gentilezza di rispondermi: "in caso di guerra cosa faresti ?"

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    5. Una cosa non mi spiego: perché vuoi essere insultato?
      Già sai che non sono la persona più accomodante di questa terra, adesso gli insulti me li tiri fuori con le pinze. Sia per quanto riguarda il "servizio civile" sia per quanto riguarda la domanda, a cui non ho risposto perché è ben sotto la soglia minima di intelligenza ammissibile.

      Facciamo cosi, ti rispondo nello stesso modo in cui rispondo a mia nipote: "non lo so". Lei è piccola, tu sei adulto, fermati due secondi a pensare.

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    6. io penso - ma lo dico senza alcun legame con i nostri frequenti scambi di opionioni e ti prego di credermi - che tu debba molto lavorare sulla tua persona. siamo più o meno coetanei e so benissimo che è difficilissimo cambiare, a cominciare dal NON voler essere accomodanti. ma la risultante è che tu, se nella vita sei come scrivi, sia una persona assai poco gradevole e priva della benchè minima capacità di stare in mezzo alla gente. spacci per intelligenza il tuo "fiero" (fiero ?) isolazionismo intellettuale. quando tu vai da una parte e tutto il resto dell'umanità va dall'altra, sei tu che devi fermarti due secondi a pensare. e forse anche dieci secondi. e forse qualche settimana dai.

      ovviamente tieni questo commento in moderazione

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    7. Non serve. La risposta dovrebbe essere ovvia: di quello che pensi non mi importa nulla. Che poi è la ragione per cui non replico scrivendo quello che penso io di te.

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    8. resta da capire se non ti importa nulla di quello che penso io o di quello che pensa l'umanità in genere.

      in entrambi i casi è legittimo, nel secondo però meno.

      diciamo che io sono abituato a tenere in considerazione l'opinione altrui

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    9. comunque nessun problema di sorta. stai come vuoi stare.

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    10. Non mi importa quello che pensa uno che crede di conoscere la signora "Umanità in Generale". Uno che crede di essere nella posizione di stabilire cosa sia "legittimo" per gli altri, uno che ha la mediocrità come abitudine e che graziosamente mi lascia vivere. Grazie.

      Abbiamo finito?

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  4. > democrazia = libera immigrazione

    Questo stupidame è in contraddizione con le leggi della fisica, della biologia o della ecologia.
    Sono frasi stupide come dire "tutti gli essere umani hanno diritto di stare in piazza Bra a Verona".
    E' del tutto ovvio che sono dichiarazioni non solo campate per aria ma anche nefaste, visto che molte persone che credono a questa cacca si danno da fare affinché nell'Europa scatola di sardine entrino e arrivino più altre sardine possibili.

    Ma questa robaccia è dentro nelle religioni vecchie e nuove.
    Ad esempio l'articolo 13 della dichiarazione europea dei diritti storti dell'uomo, che postula e l'esistenza di stati (ovvero di territori finiti con risorse finiti con dentro gruppi di homo con una certa cultura e quindi di uno stato definito proprio da confini e dalla possibilità di applicare la forza e la violenza entro quei confini) e il non stato del presunto diritto di qualsiasi homo ad entrare ed uscire da un qualsiasi stato in dipendenza da come gli va, da come gli tira il culo, da quanti problemi ha creato l*i nella terra d'origine che magari sta letteralmente scoppiando per la riproduzione conigliesca presunto diritto individuale.
    Poi una cittadinanza (art. 15) significa proprio una caratteristica che, per definizione, significa anche esclusione, altrimenti non avrebbe senso, sarebbe inesistente in quanto non discriminante,
    Insomma, robe scritte senza considerare in alcun modo la realtà e l'esistenza dei limiti.
    E' la stessa cacca della torre di babele, ma molto più grave per gravità ed estensione,

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    1. Si, possiamo fare infiniti esempi di nonsenso cattocomunista. Ci imbattiamo in due problemi: primo il nonsenso, secondo che i cattocomunisti non lo vedono. Il fatto che non siano capaci di vedere il nonsenso rende impossibile qualsiasi dialettica.

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  5. Mantenere un bambino in Africa costa circa 350 euro all'anno.

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    1. Può darsi. Il guaio è che poi diventa adulto e cerca un lavoro. Se non lo trova, viene a cercarlo qui. Non nel senso che viene lui a piedi, nel senso che viene reclutato dalla simpatica organizzazione che ce lo scodella sulle spiagge.

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    2. Infatti, è necessario spenderne la metà perché sua madre abbia maggior libertà nelle scelte riproduttive (significa anticoncezionali) e dignità (significa un po' di istruzione).

      NON mettere al mondo bambini che non hanno alcuna prospettiva che sia miseria, fame, ulteriore distruzione antropica delle terre in cui troveranno miseria, alienazione, degrado.

      Solo che i religiosi, cattolici e islamici, si oppongono con tutte le forze.
      Vedi caso Uganda, ad esempio.

      La stima sulle gravidanze indesiderate delle donne è di era, fino ad un paio di anni fa, di 70M circa.
      In questi anni la popolazione mondiale sta aumentando di tra i 70M e gli 80M di homo all'anno (una Germania in più all'anno da cacciare a forza nel mondo stipato).
      Solo eliminando le gravidanze (fortemente) indesiderate si raggiungerebbe la stabilità demografica, primo passo verso la decrescita demografica mondiale e del rientro dolce.

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