mercoledì, febbraio 25, 2015

Telecom Tutto

Ultima bolletta BIMESTRALE di mia mamma per la linea fissa: 6 euro di chiamate, 80 euro di canone e di ADSL.

Mi arriva simpatica missiva della Telecom che mi comunica che adesso è stato riunito tutto sotto il marchio TIM e come dal 1 Maggio il contratto per la linea fissa intestato per ragioni storiche (risale al 1983) alla vegliarda diventerà "Tutto", cioè comprenderà tutto il traffico telefonico della linea fissa, ADSL e canone per un totale di circa 45 euro al mese.

Mia mamma mi chiede "ma i vecchietti senza Internet come fanno"?

Leggendo sotto, nelle avvertenze scritte in piccolo illeggibile per lei, c'è scritto che si può richiedere il passaggio al contratto "Voce", che comprende un canone di circa 19 euro al mese più una tariffa a consumo di 10 centesimi al minuto.

Adesso si presentano queste alternative:
1. disdire.
Significa che mia mamma dovrebbe usare solo il suo cellulare. Infatti ne possiede uno con sim Bancoposta, però non lo sa usare e di solito non sente quando suona, quindi non risponde. Poi non sa usare la rubrica, eccetera. Ovviamente per Internet bisognerebbe stipulare un altro contratto.

2. passare alla offerta per i "vecchietti senza Internet", cioè come ora, canone più pagamento a consumo.
Mia mamma ha una sorella che sta a Roma che da molti anni chiama dicendo che ha un abbonamento tutto incluso quindi lo vuole anche lei. Fino ad ora la questione era economica ma come vedete sopra, ormai il costo dei canoni è diventato esorbitante rispetto alle chiamate. Inoltre, la linea ADSL che uso io a casa è attestata sulla sua linea fissa, da cui bisognerebbe poi fare un contratto separato con un altro operatore.

Edit: mi dice SilverCosa nei commenti sotto che esiste anche l'offerta "Tutto Voce" che costa 29 euro al mese e che include canone e chiamate sulla linea fissa, cioè non include la linea ADSL. Per confrontarla con l'offerta a consumo "vecchietti senza Internet" bisogna valutare se si fanno chiamate per i 10 euro di differenza (a 10 cent al minuto, 100 minuti), visto che il canone corrisponde a 19 euro al mese.

3. lasciare tutto cosi, col "Tutto".

4. chiamare Telecom e chiedere la attivazione del servizio "Tutto Fibra".
Costerebbe uguale e la differenza sarebbe che invece di avere la linea telefonica e la ADSL su sue apparati differenti, verrebbe nun tecnico per collegare il doppino di casa all'armadietto dove è attestato un cavo in fibra ottica (fiber to cabinet), poi sia le chiamate sulla linea fissa che Internet passerebbero dal medesimo router. Si guadagna in "velocità" della connessione ma diventa più macchinoso disdire il servizio ADSL perché bisogna richiamare il tecnico e fargli smontare tutta la faccenda. Inoltre un guasto nell'apparato quando io non sono presente (e sappiamo in partenza che succederà) lascerebbe mia mamma senza telefono.

5. chiedere l'attivazione del servizio "TIM Smart" che aggiunge una sim per il traffico mobile, con 2 giga di traffico più tot minuti di chiamate.
Non mi serve perché non ho ne smartphone ne tablet.

Boh, vedremo.

lunedì, febbraio 23, 2015

Caro lettore, ti prego, rileggi

Oggi su Repubblica: Grecia, la resa di Tsipras: restano i tagli agli statali e l'austerity

Adesso caro lettore, rileggi i miei post precedenti.

Come si fa, dico io, a definirsi di "sinistra"?
Davanti alla semplice constatazione delle menzogne e dei paradossi tragicomici che la "sinistra" sforna a getto continuo? Solo un paio di giorni fa Tsipras esultava per la vittoria e ringraziava Renzi. L'articolista di Repubblica scriveva di "fine della austerità" e "istituzioni (ex-troika)". Oggi contrordine compagni:
La Grecia di Alexis Tsipras, con buona pace delle promesse elettorali, riparte dalla Troika. "É un'istituzione che non riconosciamo e non metterà più piede ad Atene", aveva garantito il leader di Syriza la sera del 25 gennaio, dopo la vittoria alle elezioni. La realpolitik e la drammatica fuga di capitali dalle banche hanno però avuto la meglio.
Sapete cosa c'è? Si conferma la composizione del 3+1 per la sinistra, idioti assistiti, eterni adolescenti ribelli, furbastri in carriera e i fenomeni da baraccone. Se io vivessi su un altro pianeta vi compatirei ma siccome mi tocca vivere in un Paese dove la "sinistra" è egemone, sono costretto a disprezzarvi (perché non valete niente) e ad odiarvi (perché tirate sotto anche me).

sabato, febbraio 21, 2015

Pravda - Verità

Ormai siamo a dei livelli che nemmeno gli organi del Partito Comunista Dell'Unione Sovietica si sognavano. Esempio, ecco le perle di Repubblica:

"Stop austerity", Tsipras esulta e chiama Renzi: grazie per l'aiuto
La Grecia ottiene lo sblocco del prestito europeo con un'estensione di quattro mesi, ma gli aiuti saranno vincolati alle misure che realizzerà e che, per una prima parte, dovrà presentare già lunedì. Le istituzioni (ex Troika, ndr.) valuteranno se sono sufficienti e solo dopo la verifica - si legge nel testo dell'accordo - ci sarà l'esborso del prestito.
Lascio al lettore giudicare se Tispras abbia ragione di esultare, personalmente il tocco che trovo veramente spassoso è "ex Troika, ndr". Confrontate con analogo articolo del Corriere, che tiene un profilo più basso anche se comunque sta convergendo sullo stesso stile e sugli stessi argomenti di Repubblica, cioè fandonie, cazzate e gossip:
Grecia, raggiunto l’accordo con l’Ue
La Bce non dovrà tirare il grilletto, almeno per il momento: l’accordo che scongiura il rischio «Grexit» (uscita della Grecia dall'Euro) e assicura la sopravvivenza economica del Paese che dal 28 febbraio si sarebbe trovato senza l’ombrello del programma di aiuti. Se l’accordo di principio si concretizzerà in misure ritenute sufficienti dall’Europa a completare il salvataggio, potrà tornare a finanziare normalmente le banche greche.
Sottolineo, finanziare "normalmente" le banche greche.

Aggiunta di Domenica:
L'eroe della Resistenza contro Tsipras
"L'accordo all'Eurogruppo è una vergogna - ha scritto il 91enne politico ellenico -. Avevamo fatto delle promesse e non le abbiamo mantenute. Chiedo scusa al popolo greco. Dobbiamo reagire e subito. E tra la libertà e l'oppressione, io scelgo la libertà"
Chi semina vento raccoglie "bella ciao". Comunque, esattamente come gli stalinisti italiani, almeno questo è coerente nella sua follia.

Subito sotto il titolo su Tsipras Repubblica mette questo altro titolo, come se fossero due cose collegate, visto che Tsipras e Renzi sono culo e camicia e "bella ciao":
Italia alla Ue: "Con riforme nostro pil +3,6%"
Nel testo c'è la stima del peso di questi provvedimenti sull'economia italiana: il governo ritiene che le riforme avviate potranno produrre un impatto complessivo sulla crescita del 3,6% nel 2020. Il Jobs Act da solo produrrà un effetto positivo sul Pil dello 0,9% nel 2020 mentre, nel lungo termine, l'impatto sul Pil sarà dell'1,6%.
Ora, a parte il fatto che Repubblica omette la data del 2020, guarda caso, lascio al lettore valutare queste ottimistiche previsioni.

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Vi invito alla lettura di questa pagina:
Guerra civile greca
Direi che è illuminante perché sono ovvi i collegamenti con la storia d'Italia e sono anche ovvie le conseguenze sul lungo periodo, visto chi domina politica, informazione, scuola ed ogni altro aspetto della vita pubblica in entrambi i Paesi. Spero che il lettore sappia tirare le sue conclusioni.

mercoledì, febbraio 18, 2015

I pagliacci greci e il circo della sinistra

La Grecia «non firmerà un’estensione del programma di aiuti nemmeno con una pistola puntata alla tempia» ha spiegato il portavoce del governo greco. E Tsipras rincara la dose: «L’ultima dichiarazione dell’Eurogruppo è una provocazione, in ogni caso l’austerity è morta».
Il giorno dopo:

La Grecia inverà oggi una lettera al presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, con la richiesta di un'estensione di sei mesi del programma di aiuti. Lo ha annunciato il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis.

Spiegazione del perché andiamo a rotoli II

Alfano: il Web reagisca all’ISIS
Angelino Alfano ha convocato i vertici dei principali gruppi attivi in Italia nel mondo del digitale. L’obiettivo è trovare una base comune di lavoro contro quella che è stata eletta come minaccia urgente e di grave entità: l’ISIS.


Prima cosa, Alfano dovrebbe essere Ministro degli Interni. Cosa c'entra il Ministro degli Interni con l'attività di propaganda dell'ISIS via Internet lo sa solo il padreterno.

Seconda cosa, ignoranza totale su cosa sia Internet e come funzioni. Alfano è convinto che i "principali gruppi", cioè Google, Facebook, Twitter, Microsoft, Hp, Ibm, abbiano il controllo della "scatola magica". Alfano non capisce che un tizio qualunque, in qualsiasi posto del mondo, in qualunque momento, si collega e pubblica quello che vuole. L'unica cosa che deve fare l'ISIS è fare pervenire una chiavetta USB ad un tizio qualunque in un qualsiasi posto del mondo. Allora conviene convocare anche le Poste.

Terza cosa, se Alfano avesse un minimo di comprendonio si renderebbe conto che tutto il controllo possibile su Internet, sulla informatica e sulle comunicazioni in generale, è operato dalle agenzie governative americane le quali non solo hanno già in essere accordi con i "principali gruppi" per avere tutto l'accesso e il controllo fisicamente possibile ma hanno anche divisioni specializzate, ufficiali e segrete, che sviluppano metodi, software e hardware allo scopo. E naturalmente queste agenzie americane non vengono a dire ad Alfano quello che possono o non possono fare, quello che fanno o che non fanno. Se Alfano chiede a Google "ma voi avete in essere accordi con la NSA e la CIA per il monitoraggio dei contenuti all'interno dei vostri servizi?", se chiede a Microsoft "ma voi per caso fornite a NSA e CIA delle backdoor per infiltrare degli strumenti di monitoraggio e sabotaggio nei PC?", Google e Microsoft risponderanno "ma no, dottor Alfano, cosa dice mai, non facciamo queste cose..." Pare che nessuno si ricordi di cosette, anche storiche, come i dispositivi di intercettazione posati coi sottomarini sui cavi sul fondo dell'oceano o il vecchio caro Echelon.

Quarta cosa, l'Italia è il Paese dove i genitori mettono in mano ai figli lo smartphone con il suo simpatico abbonamento Internet e poi non hanno la minima idea di cosa i figli ci facciano col suddetto smartphone e con la connessione ad Internet. Che è sempre come sopra, un tizio qualunque, in qualsiasi posto, in qualsiasi momento, fa quello che vuole, moltiplicato per miliardi di persone e per tutte le possibili devianze. Più ovviamente tutto il discorso dell'hardware, del software e dei servizi connessi, operati da aziende che non sono esattamente filantropiche.

Quinta cosa, arrivano migliaia di immigrati ogni giorno dalle zone sotto il controllo degli estremisti islamici e dintorni, più tutti quelli che sono già qui, compresi i loro figli e nipoti, come dimostra la cronaca. Se io fossi Alfano, invece di preoccuparmi del "mondo digitale" mi preoccuperei del "mondo analogico".

sabato, febbraio 14, 2015

Spiegazione del perché andiamo a rotoli

Ecco i titoli che in Italia bisogna avere per diventare:
Ministro delle Comunicazioni e Ministro degli Affari Esteri

Studente al liceo Tasso a Roma, si è poi laureato in scienze politiche presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Giornalista professionista dal 1990, dal 1984 al 1993 ha diretto il mensile di Legambiente La Nuova ecologia.

Militante vicino al Movimento Studentesco di Mario Capanna, dopo la confluenza di questo in Democrazia Proletaria, rimane nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS) sino alla sua unificazione con il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.

Negli anni novanta è designato portavoce dell'allora sindaco di Roma Francesco Rutelli. In seguito ha ricoperto anche l'incarico di assessore al Giubileo e al Turismo.

Segue elezione a Deputato, commissioni parlamentari e compagnia cantante.

Prego notare che in una democrazia rappresentativa a suffragio universale può succedere che anche un contadino semi analfabeta venga eletto Deputato. Entro certi limiti è comprensibile che nelle Camere siano rappresentate tutte le categorie sociali. Ma i Ministri non sono eletti, sono incaricati dal Presidente del Consiglio che a sua volta è incaricato dal Presidente della Repubblica. Quindi, a rigor di logica, uno normale penserebbe che sia il Presidente del Consiglio che i Ministri fossero accuratamente selezionati tra gli Italiani più competenti, capaci e meritevoli.

Infatti...

Spiegazione: se io fossi il Presidente del Consiglio chiederei al Ministro Gentiloni di dimettersi. Perché pare che il Presidente del Consiglio abbia la facoltà di nominare i Ministri ma non di rimuoverli una volta incaricati, forse perché c'è di mezzo la "fiducia" del Parlamento. Comunque, un principio fondamentale delle operazioni militari è quello di non annunciarle a tutto il mondo prima di averle eseguite. Sopratutto se poi chi le annuncia non ha effettivamente nessuna voce in capitolo. Dicevo del Presidente del Consiglio. Oh Signore aiutaci.

I grandi economisti - il principio della solidarietà

Io sono ignorante come Bertoldo. E come Bertoldo ragiono di cose semplici. Prego leggere questo articolo:
Cgia: dalle Regioni del Nord 100 miliardi all'anno al resto del Paese
La Lombardia ha un residuo fiscale positivo di 53,9 miliardi, +5.511 per cittadino...
In Calabria, invece, il residuo è pari a -4,7 miliardi di euro, -2.408 euro procapite...
Anche al Nord la qualità delle infrastrutture, della sanità, del trasporto pubblico locale e della scuola potrebbe venir meno, alimentando la rabbia e la disaffezione nei confronti della politica nazionale.
Messa cosi sembra una cosetta da niente. Il peggio che può capitare è la "disaffezione nei confronti della politica". Infatti in Grecia adesso che hanno eletto un demagogo e la gente ha rimediato alla disaffezione, puff, problema risolto. Non si rischia il fallimento dello Stato. La nostra Costituzione (Più Bella Del Mondo) vieta di sottoporre ai cittadini la domanda "sei d'accordo a versare ogni anno 5.500 euro a fondo perduto come contributo di solidarietà?". La ragione è ovvia, a parte che nessuno accetterebbe, qualcuno potrebbe anche chiedere di sapere come vengono spesi questi 5.500 euro a testa, che è la domanda - tabù che non si può nemmeno concepire. Infatti nessuno, nemmeno il Presidente del Consiglio, ha idea di come vengano spesi effettivamente quei soldi. Non basta. Nell'articolo si parla dei "tagli lineari" come se anche questi fossero una cosetta da nulla, incidentale. Invece no, significa che lo Stato non va a vedere dove esiste una cattiva gestione delle risorse, taglia i fondi in maniera indifferente anche a chi li spende oculatamente, anche a chi risparmia. Col risultato di incentivare ancora di più lo spreco perché se a te servono 10 e ne spendi 100, devono togliertene 90 prima di intaccare effettivamente la tua "pseudo-efficienza", se invece te ne servono 10 e ne spendi 10, se te ne tolgono 1 sei già sotto. Poi mi vengono a parlare del Debito pubblico/privato e dell'Avanzo Primario, perché il Principio di Solidarietà non si tocca.

Dimenticavo:
In questi giorni lo Stato, dopo essersi accollato le acciaierie di Terni, si sta accollando anche Monte dei Paschi. Sono sicuro che dietro entrambe le operazioni ci sono degli astutissimi piani che ci porteranno un utile. Oppure no, siamo solidali anche in quel caso.

Nota per Giuseppe: trattenute in busta.

giovedì, febbraio 05, 2015

Una nazione orgogliosa

Proprio a Berlino, Varoufakis ha lanciato un messaggio affilato ai tedeschi: "Credo che tra tutti i Paesi europei la Germania sia quello che possa capire meglio questa semplice notizia: quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa, senza far intravedere la luce alla fine del tunnel, questa nazione prima o poi va in ebollizione".
Mamma che paura ci fa l'ebollizione dell'orgoglio greco.

Tanto per capire di che cosa stiamo parlando, la Grecia, Nazione senza risorse con circa undici milioni di abitanti, di cui un terzo vive nell'area di Atene. In Lombardia vivono circa dieci milioni di abitanti. Nel 2012 il PIL della Grecia è di 218 milioni di euro, il PIL della Lomnbardia è di 337 milioni di euro, un terzo in più della Grecia. Il PIL dell'Italia è di 2.014 milioni di euro, dieci volte quello della Grecia. Il PIL della Germania è di 3.429 milioni di euro quindici volte quello della Grecia.

Quando si è trattato dei Tedeschi umiliati dalle condizioni imposte alla fine della Grande Guerra, hanno incaricato Hitler di stabilire il Terzo Reich. I Greci non so cosa faranno, incaricheranno Varoufakis di stabilire l'egemonia ateniese sul mare Egeo. Vorrà dire che andremo al mare da un'altra parte.

lunedì, febbraio 02, 2015

Altra presa in giro - Roma Capitale

Negli ultimi cinque anni l’Atac ha accumulato perdite per 997 milioni. L’azienda gestisce 330 linee di superficie contro le circa 100 di Milano, che ha però una robusta ed efficiente rete di metropolitane, incassando circa metà dei biglietti della milanese Atm. Gli autisti guidano mediamente 32 ore alla settimana, con un massimo giornaliero di 6 ore e 20, mentre nel comparto tram e metro le ore di guida annue procapite non superano le 736, contro 850 a Napoli e 1.200 a Milano. Il tutto grazie ad accordi sindacali negoziati direttamente con il livello politico. Le sigle sindacali sono 13 e gli iscritti 9.684, più dell’80%. Sulla base delle vecchie intese le ore annue di permesso sindacale erano 153 mila, corrispondenti a 90 persone sempre assenti dal lavoro. Quando Marino si è insediato, gli autisti temporaneamente inidonei alla guida erano poco meno del 10% dei circa 4.500 in forza all’azienda.
Il buco nero dei servizi pubblici - In rosso anche le farmacie

Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione.

Come scrivevo nel post precedente, Rodotà sta cercando lo Tsipras italiano in SEL, nella FIOM e nella CGIL, la crema della Nazione. Hasta la victoria.

domenica, febbraio 01, 2015

Di bene in meglio

Siccome il PD non è abbastanza "sinistro", siccome avere occupato tutte le cariche istituzionali non basta, bisogna combattere le politiche della "destra" e del "rigore", ecco a voi:
RODOTÀ CERCA LO TSIPRAS ITALIANO
Il giurista al lavoro con Sel, Fiom, Cgil e don Ciotti per la Cosa Rossa: "Diamoci una mossa a sinistra". Serve un leader, ma soprattutto "un legame solido fra politica e società"
huffingtonpost.it

Cosa dire, il meglio che la Nazione ha da offrire.
Colonna sonora: Hasta siempre comandante Tsipras
Scherzi a parte? No, tutto tragicamente vero.