sabato, maggio 09, 2015

I cosiddetti economisti e la crescita infinita


Stamattina ascoltavo Radio Radicale e intervistavano un professore di Economia.
Il professore citava un documento del Fondo Monetario Internazionale e, dopo una lunga premessa, sosteneva due assunti ovvi:
1. per ottenere una ripresa economica bisognerebbe che aumentassero gli "investimenti privati" ma non si possono avere "investimenti privati" se non aumenta la domanda. Quindi la questione degli "investimenti privati" è un punto morto.
2. per ottenere la ripresa economica, incentivare la domanda, sostenere gli "investimenti privati", occorre invece che ci siano "investimenti pubblici", che per loro natura sono incondizionati.

L'intervistatore a questo punto pone una domanda retorica, cioè una domanda a cui, secondo lui, tutti dovrebbero già conoscere la risposta: "professore ma come possiamo avere "investimenti pubblici" a fronte di "debito pubblico" cosi elevato?"

Ed ecco la solita risposta automatica: il "debito pubblico" non è un problema (che è come dire che il debito non esiste) fintanto che gli investitori hanno la percezione che lo Stato indebitato sia solvibile, cioè che possa fare fronte al "debito". Quindi l'idea sarebbe che lo Stato può "investire" aumentando il "debito" fino a quando "il mercato" non decide che non è più in grado di ripagare il "debito". Ma prima che si arrivi all'apocalisse della insolvibilità grazie agli "investimenti pubblici" l'economia nel frattempo è ripartita e lo Stato può attingere ad ulteriori risorse tramite il prelievo fiscale, quindi diventa "più solvibile" alzando l'asticella del "debito".

Io mi domando e chiedo, delle due l'una: o io sono imbecille e non ho capito niente oppure gli "economisti" non conoscono la logica. Infatti, se il meccanismo sopra descritto fosse possibile, sarebbe la descrizione del "moto perpetuo" applicato all'economia o una macchine che crea più energia di quella che consuma, cioè la "crescita infinita" o anche la generazione di ricchezza dal nulla. La cosa che trovo spassosa è l'idea che si possa alimentare la "crescita infinita" della economia basandosi sul "debito infinito", il cui unico limite è che sia appena sotto il livello di "solvibilità" di uno Stato in condizione di "crescita infinita". Crescita infinita significa solvibilità infinita quindi debito infinito.

Per la cronaca, c'era prima l'uovo della gallina.

Non finisce qui. Il commentatore, tutto contento di avere ribadito che la "crisi" è colpa delle politiche reganiane, aggiunge che la Cina sta investendo pesantemente in infrastrutture sia nei suoi confini che all'estero e lo stesso fa l'India e l'Asia in generale. Quindi se l'Europa non si decide a fare altrettanto, invece di continuare con il "rigore", rischiamo di trovarci in una posizione di inferiorità catastrofica.

Allora io mi chiedo ancora se sono io imbecille oppure i commentatori di Radio Radicale vivono a Paperopoli. Infatti esiste una ovvia differenza tra l'Europa e l'Asia: le risorse che lo Stato spende per ogni singolo cittadino. Più precisamente, le risorse che in Europa vengono spese per garantire i "diritti". Sarebbe interessante per esempio sapere quante TAC vengono fatte in Italia sulla media della popolazione e quante ne fanno in CINA. Si, certo che l'Europa potrebbe investire come fanno i Cinesi ma questo è possibile solo nella logica di cui sopra delle "quantità infinite".

Se invece le quantità fossero finite, per potere investire in ponti e strade devi disinvestire in sanità o in pensioni o in qualche altra cosa. Bisognerebbe dire agli Italiani che andare in vacanza alle Maldive non è un "diritto", bisognerebbe dire gli operai della FIOM che il sindacato è vietato per legge e che le condizioni di lavoro sono quelle degli stabilimenti cinesi.

Adesso finisco: provate ad immaginare se uno Stato partisse con la campagna della "crescita infinita" alimentata dal "debito infinito" ma gli "investimenti pubblici" non riuscissero a fare ripartire l'economia abbastanza da convincere "il mercato" che lo Stato è ancora in grado di ripagare il debito.

P.S. nella colonna di destra trovate il link verso alcuni dati sul PIL e sul Debito per l'Italia.

21 commenti:

  1. Poi ci sono i Paesi come 0039, che soffrono uno Stato cialtronesco, creato e poi espanso primariamente non per dare servizi, ma per accasare mogli, amanti, figli, amici ... e tamponare la disoccupazione di alcune aree del Paese.

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    1. Questo risponde alla domanda che chiude il post, cioè cosa succede se gli "investimenti pubblici" non rilanciano l'economia che non cresce abbastanza per assorbire l'aumento del debito e quindi gli investitori smettono di comprare i Titoli di Stato e tolgono i soldi dalle banche.

      L'apocalisse.

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  2. Mi hai fatto venire in mente un signore ultrasessantene che mi ha confessato di essere andato in pensione a 45 anni.

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    1. Nel condominio in cui vivono i miei, ce n'è uno ch'è andato in pensione a 42 ...
      Ma ci furono casi spottati anche in prima pagina ( su il Resto del Carlino, ad esempio ) come l'impiegata marchigiana che andava in Posta a ritirare la sua prima pensione.
      Età anagrafica : 34 anni.
      E tanti, tanti casi limite.
      D'altronde :

      14 anni ( età minima per il lavoro ) + 17 anni e 6 mesi ( periodo contributivo minimo per i dipendenti PA ) =

      31 anni e 6 mesi anagrafici.

      Parliamo, in generale, di MILIONI di italici miracolati in vari modi.
      Provenienti, soprattutto, dalle regioni meridionali prime beneficiarie dei posti statali e pubblici in genere.

      A me, fin da quando, in tenera età, ho imparato le addizioni e le sottrazioni, questa delle pensioni baby è sempre sembrata un'idiozia di proporzioni ENORMI.
      Ma la reazione generale, attorno a me, era sempre :

      ''Ma cosa te ne importa, dai ! L'importante, è che stiamo tutti bene ...
      poi, domani, ci penseremo !''.
      =
      La beona 051.

      Ecco, quel ''domani'' è arrivato.

      E tra poco il Governo inizierà prelievi forzosi sui conti correnti e sulle pensioni, ma non solo su quelle di chi, INFAME E LADRO, ha contribuito la metà degli anni contribuiti dai lavoratori onesti ...
      su tutte.

      Sarà bello.
      Prima di morire, voglio ammazzare qualche laido.

      +++

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    2. E' peggio di cosi.
      Le pensioni non sono superiori ai "contributi", sono superiori all'ammontare calcolato col metodo contributivo.

      Il metodo contributivo è un calcolo più o meno arbitrario che serve a dare una parvenza di relazione tra i contributi e il vitalizio ma non c'è una correlazione reale e diretta tra le due cose. Non ci può essere perché i contributi non sono stati accumulati e non sono stati fatti fruttare come sarebbe il caso di un ipotetico "fondo pensione". Sono stati semplicemente incamerati nelle Finanze e spesi come le imposte, generando tra l'altro il Debito (cioè abbiamo comunque speso più di quanto incassato).

      Sempre ipoteticamente, se i contributi invece di essere semplici imposte fossero quote di un fondo pensione, al pensionato non solo spetterebbe il capitale conferito ma gli interessi maturati, per esempio simili a quelli di una polizza normale che paga il 2 o il 3%.

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  3. i pensionati votano. molto più degli altri.

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    1. Abbe allora dovremmo istituzionalizzare qualsiasi cosa, avere un partito dei pedofili, un partito della mafia, un partito dei cacciatori di frodo, che ne so. Tutti votano, quindi tutti hanno "diritto" a tutto.

      Giusto ieri ho avuto una discussione con dei familiari e me ne pento. Me ne pento perché è inutile, come predicare nel deserto. Io non mi capacito che al giorno d'oggi ci sia ancora qualcuno che pensa che la pensione sia un "diritto" o peggio un interesse maturato, invece che una "graziosa concessione" che lo Stato fa per diversi motivi e secondo criteri più o meno sensati. Eppure...

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  4. Io ritengo che gran parte dell'umanità passerà un cinquantennio di brutale e fuori controllo riduzione numerica della specie, in tempi brevi, diciamo due o tre lustri, o quattro, dipende un po' dai posti.
    (v. qui osservazioni di Paul Chefurka qui, ad esempio).

    Dal punto di vista evolutivo anche il genere homo tende ad occupare tutta la portanza fino a superarla e quindi a collassare.
    Siamo evoluti per decine di migliaia di generazioni vivendo così lontani dai limiti di portanza del pianeta che, semplicemente, non solo non abbiamo una psicologia ed una etologia della sostenibilità ma abbiamo una psicologia ed un'etologia ecocide, biocide e dell'insostenibilità.

    Solo che la specie così ridicolmente definitasi Sapiens dovrebbe anche essere dotata di una qualche capacità di discernimento.
    Invece la ripetizione psicotica, salmodiante di dogmi e scelleratezza crescitiste non solo non è irrisa come demenza in sé ma il fatto che sia collettiva porta i più assumerla come fondamento di ragionevolezza, di giustezza.

    Esiste una parte principale dei radicali che sono iberisti e crescitisti.
    Una parte minoritaria, quella di rientrodolce.org, ad esempio, è decrescitista.

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    1. Io non ho questa visione apocalittica.

      Quello che mi lascia basito è che una persona raziocinante possa veramente pensare che l'Italia o l'Europa possano generare "crescita economica" indefinitamente semplicemente aumentando il Debito Pubblico e che la crescita generata sia ciò che rende il Debito sostenibile.

      Una delle prime cose che si imparano da ragazzi è che nell'universo fisico non ci sono pasti gratis, cioè un esiste una ruota di bicicletta che giri producendo più energia di quella che serve per farla girare. Anzi, se non continui a pedalare, la ruota si ferma.

      Invece no, qui ci sono due ruote, la prima fa girare la seconda e la seconda fa girare la prima.

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    2. Su blogeko c'era una delle "perle" del crescitismo.
      Poiché i mari sono vuoti di pesce e c'è crisi nel settore, cosa farebbe un crescitista tecnoteista citrocapitalista?
      Un buon programma di sostegno statale al rinnovo e al miglioramento delle flotte.
      Non solo questo non potrà portare il pesce ormai inesistente ma contribuirà ulteriormente a quella che viene definita come dinamica economica dell'estinzione: il cibo di mare sempre più raro spunterà prezzi via via maggiori sui mercati e questo comporta un accanimento delle peggiori pratiche insostenibili e quindi un'ulteriore distruzione della già scarsa fauna residuale marina.

      I crescitisti non sanno che alla fine delle transazioni economiche, per quanto lunghe ed arzigogolate, devi trovare l'antibiotico per curarti la tubercolosi (importata con lo tsunami migratorio), qualche litro di carburante per il tuo motore e qualcosa nel piatto la sera quando torni affamato a casa.

      Spariti i boschi? Cosa c'è di meglio del rinnovo del parco delle motoseghe, più efficienti e più ecologiche euro dodicivirgolacinque?

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    3. In effetti ho scritto un po' di fretta...

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    4. Incomprensibile il mondo, non quello che scrivi. Incomprensibile perché sembra indifferente alle contraddizioni evidenti. Incomprensibile perché folle. Ma tutta questa gente da quale abisso infernale è uscita?

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    5. Ah ah ah !
      Vi quoto, ragazzi ... ma non sottovalutate il potere della tecno-narcosi per cortesia.
      =
      Una popolazione globale cablata e connessa 24/7 ... 4 pillole da buttare giù tutti i giorni, con un bicchiere d'acqua depurata.
      E' tutto quello di cui il 99% dell'umanità avrà bisogno.

      +++

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  5. in effetti anche a me pare un circolo vizioso, ma io non sono un economista, ma una persona normale

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    1. E secondo te un "economista" è un arcangelo oppure una persona che, quando ci propone un investimento, ci deve spiegare rischi e benefici in modo che noi si possa decidere consapevolmente cosa fare?

      Altra domanda, secondo te come mai la Costituzione (più bella del mondo) esclude espressamente che i trattati internazionali e le leggi di argomento fiscale possano essere soggetti a consultazione popolare?

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    2. le mie risposte, buon Lorenzo (quel posto fra le pannocchie non è brutto, ma tu hai un’aria davvero arrabbiata)

      - un economista non è un consulente finanziario, per cui studia i fenomeni al di là dei «consigli» su dove mettere le palanche

      - io penso che la proibizione sia abbastanza sensata perchè il parere del cosiddetto popolo è ovviamente spesso condizionato dai propri legittimi istinti, un po’ come se il dottore ti chiedesse «preferisci la purga amara o un gelato al pistacchio?»

      in fondo gran parte del disastro: pensioni baby, spesa sociale enorme e mal indirizzata, disastro previdenziale, cementificazione del territorio, ecc., son tutti dovuti alla ricerca del consenso della gggente

      non sono per la democrazia diretta, anche se purtroppo ci vuole una classe dirigente onesta e all’altezza, e so bene che non c’è

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    3. Un economista - balle. Sono capaci tutti di "studiare fenomeni" senza assumersi la responsabilità delle conseguenze.

      La proibizione - allora dichiariamo apertamente che la tanto sbandierata "democrazia" in realtà è una oligarchia. Il dottore infatti te lo chiede, anzi di dice che la scelta è tua e le conseguenze pure.

      Il consenso - certo, questo è connaturato alle democrazie rappresentative. Ma essendo gli Italiani un popolo senza spina dorsale e senza morale, si è tradotto in un "si salvi chi può".

      La classe dirigente - non può essere di natura diversa dal Popolo che la esprime. Una Nazione in cui l'assunto fondamentale è che se non c'è una guardia ogni metro e le cose non sono imbullonate a terra, il cittadino è ladro, che "classe dirigente" può avere?

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  6. Non sono "pannocchie", sono "spighe".

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