domenica, luglio 05, 2015

Gita in montagna, ovvero non ho più vent'anni

Mai sudato tanto in vita mia. Alla prima uscita, senza alcuna preparazione atletica precedente, punto alle due ore e mezza del rifugio Bruzzoni a cui ero stato l'anno scorso. Ebbene, mi ritiro a una mezz'oretta dal traguardo, quando mi accorgo di ciondolare sui sassi come Dorando Petri, visto che mi aspettano ancora due ore per scendere e ho già bevuto tutto il litro e mezzo d'acqua che ho portato.
Ecco una galleria fotografica realizzata dall'amico Giuseppe con il suo furbofono.





24 commenti:

  1. Va beh, con un po'd' allenamento...mi pare che comunque la fatica valesse la pena!

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  2. ti capisco io ho fatto di peggio, quì in spiaggia ho rinunciato all'acqua-gim appena dopo 10 minuti col fiatone... fa troppo caldo anche con i piedi nell'acqua quì al mare... sto pensandocon terrore che giorno 15 rientrerò in città

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  3. Qualunque cosa si facesse oggi era impresa titanica

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  4. Uh, quanto verde! Deve proprio essere un bel posto!

    You-Know-Who

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  5. Penso che io e te si sia coetanei, per cui in merito al "non ho più vent'anni" possiamo condividere una condizione simile (compreso l'allenamento carente). Date le premesse, mi sento di darti un consiglio che ho verificato sulla mia pelle che dà risultati strepitosi -- non darti obiettivi.

    Esordisci con il descrivere la distanza come "un percorso da due ore e mezza". E chi l'ha detto? Perché non due ore, o quattro, o sei. Il passo assecondi la condizione, se oggi mi sento mozzarella, non punto a battere un record, me la prendo comoda, mi fermo ogni tre per due a guardare il panorama; non solo, ma chi l'ha detto che occorra darsi una destinazione quando si vaga per i boschi? Mettiamo ch'io trovi un posto che mi piace un sacco prima di raggiungere il rifugio, o che lungo il tragitto veda un percorso "laterale" che mi porta chissà dove ma che mi ispira e mi invita... La destinazione sia il posto in cui ti trovi in un dato momento; la destinazione successiva sia il posto che t'attrae a partire da lì, magari anche solo quel sasso dalla forma strana sul quale ti vedresti bene a schiacciare un pisolino dopo aver mangiato pane e pancetta.

    Condizione imprescindibile per un non-programma del genere è avere mano libera -- si cammina da soli o (al limite, ma meglio di no) in compagnia di persone affabili ed accomodanti che condividono lo stesso atteggiamento. In caso contrario, il meccanismo non funziona e tutto quello che se ne ricava sono tensioni su tensioni.

    Ti sembrerà impossibile, ma è affrontando le cose in questo modo che ho ottenuto i risultati migliori (anche in termini di distanze percorse) con la fatica minore e la soddisfazione massima. In più, è così che ho scoperto diversi posticini degni d'attenzione sicuramente non segnalati dalle guide e nei quali a volte manco passa un sentiero.

    L'aspetto atletico, quando si cammina "per diporto", è a mio avviso marginale.

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    1. Io presterei attenzione a quel: e ho già bevuto tutto il litro e mezzo d'acqua che ho portato.

      Si vede che Lorenzo ha ritenuto opportuno non rischiare, non essere avventato, in una giornata così calda, avendo finito l'acqua e con ancora tutto il ritorno da fare.

      Io avrei fatto lo stesso, anche pensando che se mi viene un malore poi sono cavoli non solo per me, ma per tutto l'insieme di persone che dipende da me.

      You-Know-Who

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    2. MrCoso, quando sarò pronto per fare la tessera del PD te lo farò sapere. :)

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    3. Non era cosa ieri, giornata troppo calda e percorso troppo lungo per due escursionisti della domenica.

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    4. Non l'ho capita... mi spieghi? Mica ho la tessera del PD! Ho a malapena quella sanitaria... :)

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    5. MrCoso, quando sarò pronto per fare la tessera del PD te lo farò sapere. :)

      Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah !

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    6. Oh, bella! Pure Marco si squarta dalle risate. Ma allora solo io non l'ho capita? Dov'è l'aspetto umoristico? (mi gratto la cocuzza)

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  6. Beppe, non prendertela ma eccoti spiegato perché non ci sono esploratori siciliani.

    MrCoso, te la spiego: la tua filosofia di cogliere l'attimo è una filosofia da cretini, per varie ragioni, te ne dico due. La prima ragione è che le opzioni sono limitate. Potresti scegliere un percorso più breve ma più ripido o non coperto da vegetazione. Potresti portare più acqua ma questo implica maggior peso. D'altra parte se non pianifichi nulla difficilmente diventi vecchio. La seconda ragione è che fatti non fummo a vivere come bruti.

    Detto questo, il prerequisito per la tessera del PD è essere cretini. Mi sto attrezzando, mi manca poco.

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    1. Infatti prego notare che in una fotografia sto guadando un torrente nonostante che ci fosse il ponticello sulla destra. Poco prima avevo indetto un referendum tra io e me per decidere sulle politiche del rigore e aveva vinto l'idea di ribellarsi alla costrizione pontistica.

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    2. OT: è ore che mi prude la tastiera per scrivere di Grecia, ma correrei il rischio di dire cose di cui potermi pentire.

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    3. Io invece non scrivo perché le cose che potrei dire le ho già dette e ripetute allo sfinimento.

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    4. Ah! Da solo non ci sarei mai arrivato a capire la questione della tessera del PD, credimi.

      Sul fatto che il mio modo di frequentare certi ambienti sia "da cretini" non sono ovviamente d'accordo. Le "avventure" più gustose le ho vissute con quel tipo d'approccio. Tra l'altro, in Italia è un approccio che non è per nulla pericoloso, visto che tra un paese e l'altro raramente ci sono più di due o tre km. In effetti m'è capitato di non sapere più dove fossi, ma scegliendo una direzione e tirando dritto non ci ho mai messo più d'un paio d'ore a incrociare una strada e, da lì, un paese. Il caso più "estremo" (capirai...) fu quella volta che una piena improvvisa dovuta a una serie di temporali estivi mi precluse la via del ritorno -- una scrollata di spalle, non feci altro che sedermi sotto la pioggia e attendere; scomodità a parte, mezza giornata dopo ero già all'auto senza rischiare assolutamente nulla. Non siamo in Amazzonia, né in Tibet, né nel Kalahari o in Antartide.

      Aggiungo una cosa: l'unica preoccupazione, nelle mie "gite" aleatorie finite con un bivacco notturno di fortuna, sono stati gli animali. Sì, gli unici pericolosi dalle nostre parti, ovvero quelli che camminano su due gambe e di notte girano con la pila.

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    5. Si si, quelli come te forniscono materia per i trafiletti dei giornali, quelli che riempono gli spazi vuoti con le "vittime della montagna".

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    6. > le "vittime della montagna".

      Girare per certi ambienti artificali, antropici, per le banlieue, per Scampia, i treni del amor esuberante, andare in bici in città, è molto più pericoloso che la maggior parte dei luoghi non artificiali, rurali, collinari o anche montani.
      In ambienti con un certo rischio, fiumi in piena, vento forte in mare, temporale in montagna, aspettare è, non di rado, la scelta migliore.

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    7. Si ma quando il fesso si schianta con la moto a cento all'ora nella maggior parte dei casi non c'è nessun trafiletto in cronaca, come invece capita quando qualcuno si perde in montagna.

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    8. Paradossalmente ci sono accidenti che, proprio per il fatto che sono rari ed improbabili, acquistano massima diffusione e risonanza.
      Il fatto che in Italia ci siano alune migliaia di morti all'anno in incidenti automobilistici non è una notizia in quanto la frequenza di tali incidenti è elevata.
      Se nelle ferrovie, magari ogni dieci o quindici anni, ci sia un incidente con dieci o venti morti, è un fatto sconvolgente che attrae l'attenzione della cronaca.
      Poi uno va a vedere il rischio per viaggiatore e chilometro e si accorge che i treni, dopo gli autobus urbani, sono i mezzi più sicuri.
      Un po' come un corridore attaccatto da un orso.
      Notizie, strepito, casino, abbattiamo gli orsi.
      L'altro giorno due donne falciate da un furgone,una morta.Chi l'ha cacata 'sta notizia, rispetto al can can che è stato fatto per il trentino (ancora vivo) attaccato da un orso mentre correva!?

      Lo scalpore di una notizia è strettamente correlato alla rarità di quell'evento.

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  7. Con le temperature di questi giorni devi mangiare molta frutta, bere tanta acqua e stare a casuccia col condizionatore. Non hai ascoltato i consigli di Studio Aperto? :-P :-D

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    1. Non ho la televisione quindi non ascolto i consigli.

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  8. In situazioni meteorologiche come quelle in corso la media montagna diventa proibitiva. La bassa alta montagna pure.
    Sabato lo zero termico era a 4600m, oggi pure.
    In montagna la fatica peggiore è quella termica, l'energia e l'impegno che il corpo impegna per raffreddare se stesso.
    Pure io ho penato, domenica, anche se su quote superiori (1600 - 2200).

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