sabato, settembre 26, 2015

L'errore di Eco

Umberto Eco: "Internet? Ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere"
Lo so, arrivo ultimo e la faccenda è trita e ritrita.

Però tengo a sottolineare l'errore del signor Eco: SUCCEDE ESATTAMENTE IL CONTRARIO, quelli che prima parlavano al bar non erano gli imbecilli, gli imbecilli erano quelli che li mettevano a tacere.

Sono loro che affollano Internet e che non fanno che ribadire, INCONSAPEVOLMENTE, i luoghi comuni. L'adagio secondo cui quando il popolo è concorde, quella è la verità, è sempre stato FALSO in tutta la storia dell'uomo e tanto più ora che il "comune sentire" è costruito dalla propaganda mediatica che ci martella notte e giorno, con cui evidentemente il signor Eco è in sintonia.

Hanno provato in tutti i modi ad introdurre la censura su Internet. Ricordo ancora un ministro (indovinate di quale governo) che suggeriva di chiedere consigli ai colleghi cinesi, che secondo lui sono un passo avanti sui metodi per controllare quello che il popolo può e non può fare con Internet.

Come dice il signor Eco, si tratta di fare in modo che i frequentatori del "bar" mettano a tacere gli "imbecilli", perché, si sa, voce del bar, voce di Dio, i frequentatori del "bar" sono persone illuminate che la pensano come il signor Eco, per forza e gli "imbecilli" sono quelli che non la pensano come lui.

Sulle prima si potrebbe pensare che si tratti di semplice conformismo nel "popolo" e di furbizia del "capo-popolo", la gente si sente rassicurata quando vede che altri fanno e dicono le stesse cose, seguendo le direttive che arrivano da "personaggi famosi", i "padri" o i "fratelli maggiori". Ma guardando meglio ci si accorge che è un condizionamento profondo, che comincia nell'infanzia, tanto che la gente non si rende nemmeno conto di adottare un comportamento stereotipato, robotico, è invece intimamente convinta di seguire dei grandi ideali e di farlo per scelta, per convinzione.

La vita è strana. Non nel senso buono.


P.S. il Ministro del controllo cinese su Internet era:
Giuseppe Fioroni. Esponente del Partito Democratico, membro della Camera dei deputati dal 1996 ad oggi, Ministro della pubblica istruzione dal 2006 al 2008, secondo governo Prodi.

4 commenti:

  1. Argomento difficile... Perchè è vero che adeguarsi alla massa non sempre è bene, però anche il fatto che persone senza alcun titolo di merito sparino cazzate con la stessa autorevolezza fornita dal megafono della rete di persone realmente competenti non è buona cosa. Se scienziati affermati dicono che i vaccini sono sicuri e servono a ridurre drasticamente la mortalità non mi va che un gruppo di coglioni senza alcun titolo di studio sparga il terrore che invece i vaccini provochino l'autismo. Allarme che spinge tanta gente a privare i propri figli di difese contro malattie che solo 50 anni fa mietevano tantissime vittime.
    Ovviamente sono contrario alla censura (anche perchè una volta che la applichi a qualcosa finisce che poi la applichi a tutto) quindi non ho alcuna ricetta da suggerire per la massa. Ho solo il consiglio per le persone intelligenti di valutare bene cosa leggono, cercare le fonti, informarsi. Però se la massa si muove seguendo idee di imbecilli, i danni che può fare sono davvero grossi...

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    1. Giulio, il tuo punto di vista è comprensibile ma non tiene conto di una cosa ovvia. Io e te possiamo scrivere le nostre scemenze sui rispettivi blog, non abbiamo accesso alle radio, alle televisioni, ai quotidiani e ai loro siti Web.

      Noi due siamo nella condizione dell'omino che sale su uno sgabello e comincia ad arringare la folla. Le "persone autorevoli" hanno due cose che noi non avremo mai, dietro hanno dei gruppi di interesse di cui sono i portavoce, i megafoni e davanti hanno tutti i mezzi di comunicazione che la tecnologia contemporanea mette a disposizione.

      Quindi, non solo la "massa" di solito viene manipolata in modo che creda ciecamente in fandonie catastrofiche, chi è in grado di manipolare le masse rappresenta un problema MOLTO più grande di qualsiasi pirletta come me che scrive nel suo blog.

      Il solo fatto che io sia qui a scrivere una cosa cosi palese dimostra la gravità del problema di cui non c'è nemmeno la percezione. Infatti, come scrivevo altrove, ogni volta che mi capita di discutere un argomento qualsiasi mi trovo ad ascoltare/leggere una ripetizione meccanica di "luoghi comuni" che sono quelli che trovi pari pari nei discorsi delle "persone autorevoli".

      Chiudo aggiungendo una cosa che si trova su un binario parallelo: è implicito nel metodo scientifico che esista una "teoria vigente", quella che tutti seguono e che esistano una o più "nuove teorie". Il fatto che la "teoria vigente" sia supportata da tutte le "persone autorevoli" non significa niente, potrebbe benissimo essere superata dalla "nuove teoria" e il nocciolo dle metodo sperimentale è proprio quello di rendere possibile alla "nuova teoria" di falsificare (cioè dimostrare falsa) quella "vigente".

      Il contrario, cioè negare la possibilità che la "teoria vigente" possa essere falsificata, è tipico dei sistemi di pensiero dogmatici, che si basano su "verità rivelate" che sono indiscutibili.

      Noterai che nel contesto della attualità, la gente ripete gli slogan a macchinetta anche contro ogni evidenza sperimentale.

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    2. Gli scienziati non sono essere castali moralmente superiori.
      Io ne ho conosciuti parecchie di baldracche prezzolate che scrivevano quello che era comodo per la lobby o il partito o la cordata di imprese di turno.
      Ultimamente Grillo è stato condannato perché avevo detto quello che sanno tutti, ovvero che un figuro professore alla UniMo che scriveva vaccate pazzesche era un lestofante prezzolato.

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    3. Giulio, se ci fosse la sincera intenzione di preoccuparsi per la salute degli Italini, quelle teste d'uovo urlerebbero nel megafono del quale dispongono che è decisamente folle iniettare individui malati o potenzialmente portatori di malattie potenzialmente letali (tipo la tubercolosi, per dire?) in un territorio nel quale si è riusciti a ottenere faticosamente, in decenni, una situazione sanitaria moderatamente sicura. Prima che ti scatti il riflesso dell'epiteto più di moda del momento ("Razzista!"), sottolineo che quelle teste d'uovo dovrebbero premurarsi di far presente che non sono solo gli immigrati intenzionati a stabilirsi in pianta più o meno permanente a costituire seria fonte di rischio, bensì anche i turisti e le merci, particolarmente ma non solo quelle di natura biologica. Non mi lancio lungo la china degli esempi, perché sarebbe una lunga trafila.

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