mercoledì, ottobre 21, 2015

Sulla legittima difesa

Un signore ha sparato ad un ladro romeno albanese con precedenti, già espulso nel 2013, introdottosi in casa sua e l'ha ucciso. Articoloni sui giornaloni, dibattiti televisivi.

Io faccio due domande:
a.
Se partiamo dal presupposto che l'uso delle armi è sempre illecito, perché si possono legalmente detenere? Viceversa, se si possono legalmente detenere armi, perché non si possono adoperare? Non mi rispondete con una scemenza come l'idea che le armi abbiano solo la funzione di deterrente, cioè che si debbano solo mostrare ma non usare per lo scopo per cui sono progettate, cioè fare a pezzi la gente.

b.
Tutte le discussioni del mondo non tengono conto di una constatazione elementare: lo stato mentale in cui si trova una persona che affronta un intruso in casa propria non è quello di un filosofo che specula sull'essere e sul divenire, è lo stato mentale di un animale minacciato nella sua tana, con le spalle al muro. Il tipo di lotta che si scatena in quelle condizioni non ha regole e mezze misure, non è un incontro sportivo, è una guerra, una lotta ancestrale per vivere o morire. Quindi, che senso ha andare ad esaminare gli eventi, cosa si sarebbe potuto fare o non fare? Eccesso di legittima difesa. Chi misura di quanto si è esagerato? E' chiaro che soppesare gli eventi con distacco, in un'altra sede, offre un quadro completamente diverso rispetto alla percezione che ha una persona che si sente minacciata. Possiamo discutere sul fatto che la percezione della minaccia sia più o meno adeguata o sul fatto che sia abnorme. Ma con che criterio lo possiamo stabilire? Guardavo prima le fotografie di un soldato israeliano che viene aggredito da un uomo con un coltello e un suo commilitone che interviene per difenderlo. Qualcuno pensa che quel soldato si sia fermato a valutare quanto letale avrebbe dovuto essere la sua reazione? O ha semplicemente puntato il fucile e abbattuto l'aggressore in modo convulso, istintivo? Su Internet ci sono non so quanti filmati in cui ufficiali di Polizia americani scaricano decine di proiettili sui "sospetti" e noi pretendiamo che un signore senza alcun addestramento, nella condizione di non potere fuggire di fronte ad un intruso potenzialmente pericoloso, segua la procedura dello "altolà chi va là"?

Per cui, va bene che chi di dovere indaghi su eventuali abusi ma secondo me è una di quelle situazioni totalmente irrazionali dove cercare una logica, una ragione, è solo un esercizio di stile. Io non voglio avere un'arma perché l'unica ragione per possedere un'arma è per usarla. Ma conosco qualcuno che dopo avere ricevuto delle visite notturne in giardino, ha dormito con un piccone di fianco al letto. Anche usando un piccone si fanno dei danni mica da ridere...

26 commenti:

  1. Ermes Mattielli, vicentino, l'8 ottobre è stato condannato a 5 anni e 4 mesi e a 135 mila euro di risarcimento perché sparo a due nomadi colti a rubare nel suo deposito.

    Antonio Monnella, bergamasco, è in carcere dal 2014 perché condannato, in via definitiva, a 6 anni e 2 mesi perché sparò e uccise un ladro d'auto albanese.


    ( dal Corriere )

    La ''Giustizia'' italiana sta dalla parte dei criminali.

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    1. Il punto che volevo sottolineare è che il concetto di "legittima difesa" è privo di senso.

      In sostanza si fonda sulla idea che tu devi reagire nella esatta proporzione del danno che ti viene arrecato. Se uno ruba in casa tua tu dovresti rubare in casa sua, se uno ti picchia con un bastone tu dovresti dargli col bastone, solo se uno ti spara tu gli puoi sparare a tua volta, ovviamente solo dopo che questi ha esploso il primo colpo.

      Quindi, se una persona detiene un'arma da fuoco, sa che l'unico caso in cui è legittimato ad usarla è quando qualcuno gli spara addosso con un'arma analoga. Se per ipotesi ti venisse contro un tizio con un bastone e tu gli sparassi, sarebbe sempre "eccesso di legittima difesa".

      Per inciso questo modo di pensare non si applica solo alle regole della convivenza civile ma viene spesso usato anche per definire le cosiddette "regole di ingaggio" dei militari. Capita infatti che i soldati incaricati di "pacificare" un certo luogo siano autorizzati ad usare le armi solo se vengono attaccati direttamente con le armi. La conseguenza è che se vedono qualcuno che compie un qualsiasi crimine, di fatto non sono autorizzati ad intervenire se non con manganelli e lacrimogeni, strumenti poco adatti in certi contesti per dissuadere dei massacratori. Ci sono stati casi famosi in cui premesse illogiche hanno condotto ad esiti privi di senso, per esempio la disastrosa missione in Somalia.

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    2. La "giustizia" ha due caratteristiche:
      1. è discrezionale.
      Cioè a seconda di chi ti giudica e a seconda di chi conosci, chi sei, la giustizia segue un corso completamente differente.

      2. rispecchia la "morale" di un dato momento.
      Nel nostro specifico cattocomunista il criminale, a maggior ragione se straniero, è vittima delle circostanze che lo vedono emarginato da una società ingiusta ed egoista. La vittima invece è colpevole di essere ingiusto ed egoista perché non accoglie il criminale in un abbraccio, oltre ad essere colpevole a prescindere del crimine di possedere dei beni e in generale di razzismo imperialista.

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    3. Ecco un estratto da Repubblica:

      "Era armata solo di una torcia la vittima, il ragazzo di 28 anni ucciso da Francesco Sicignano - 64enne pensionato originario di Terracina, indagato da eroe della difesa fai-da-te tanto cara alle destre nazionalpopolari - e questo ha fatto escludere da subito l'ipotesi di legittima difesa agli investigatori."

      La condanna è già scritta.

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    4. RIbadisco: un ventottenne a mani nude è comunque armato nei confronti di un sessantaquatrenne. Il sessantaquatrenne, in caso di scontro, ha una sola speranza, colpire per primo, possibilmente alle spalle, colpire duro e insistere sull'abbattuto per tenerlo "giù" a qualsiasi costo, ché se si rialza è finita. Costringere il sessantaquattrenne ad attendere l'aggressione significa dirgli che deve risolversi a implorare pietà e nulla più. Questo al netto delle leggende di legge.

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    5. Ovvio. Il punto è proprio questo, qualsiasi reazione di fronte ad un aggressore sarebbe comunque "sbagliata" e l'unico comportamento ammissibile è quello di subire.

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    6. Chissà perchè se l'anziano fosse stato massacrato dal ladro a colpi di torcia in testa magari insieme alla sua famiglia, i giornali avrebbero parlato di una rapina finita male. Visto che invece è morto il povero ladro si parla di omicidio volontario... Che stronzo quel pensionato

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    7. Bah, guarda la differenza tra i titoloni di questi giorni per il povero ladro albanese e la storia già cancellata di quell'immigrato della Costa d'Avorio, uscito del centro di accoglienza di Mineo (budget da 200 milioni, corsi di finess inclusi) che ha ammazzato marito e moglie per rubare quattro cianfrusaglie.

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  2. Tengo un coltello professionale per disossamento appeso al montante del letto a fianco al cuscino, appeso con un sottile filo in cotone per facilitarne lo strappo. So bene che è più che altro un espediente per rassicurarmi (falsamente) a livello interiore, ma in caso di necessità un colpo di fortuna (improbabile) potrebbe renderlo efficace.

    Le armi c'è gente che le ha a prescindere dal supporto meccanico che può essere una rivoltella o un bastone. Nei miei confronti, un ventenne atletico di 90 kg è a tutti gli effetti uno che va in giro armato, eppure pare che nessuno abbia da ridire. Gli ausili meccanici (volgarmente, le "armi") per l'autodifesa sono paragonabili a una sedia a rotelle: chi non può camminare perché impedito cerca con quel mezzo di equipararsi a chi è naturalmente munito di quel che a lui manca.

    Il fattore intenzionalità unito al fattore sorpresa enfatizzano l'aspetto, facendo sì che l'inerme sia ancor più inerme. Dove sta l'equità?

    A mio modo di vedere, la legge dovrebbe riconoscere almeno entro le mura di casa propria (la "tana", il "rifugio", l'ultimo surrogato di "territorio" che ci è concesso, come giustamente hai scritto) il diritto di reazione senza limiti nei confronti dell'intruso. Stanti le cose come stanno, la legge sancisce invece che l'inerme deve farsi agnello sacrificale e, al più, implorare l'aguzzino di turno affinché gli conceda il dono della vita in cambio dei propri averi. Quando bastano.
    Non ci siamo. "Legge" assai spesso non è sinonimo di "giustizia", e va "rispettata" (leggi: temuta, e il timore è ben altra cosa dal rispetto) solo perché imposta da chi ha a sua volta forza e violenza sufficienti per imporla. Raccontarsi altrimenti è andare in cerca di forme d'autoassoluzione, come facciamo un po' tutti per non sputare allo specchio ogni mattina.

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    1. Nel nostro caso la "giustizia" non viene imposta con le armi ma prima con i "media", gli strumenti del lavaggio del cervello.

      Lasciamo da parte il caso in questione.
      Citavo tempo fa la differenza illogica con cui viene "pesato" il comportamento di militanti di diversi movimenti politici. Specificamente, qualsiasi persona si riferisca vagamente alla "sinistra" (che in Italia è sinonimo di Comunismo) è di fatto autorizzata a compiere reati e a fare apologia di reato. La prova provata sono le devastazioni ogni volta che si presenta una manifestazione che coinvolga i "centri sociali" e la faccenda del signor Erri De Luca, per non parlare degli ex-leader della sinistra extraparlamentare che oggi sono ovunque a dettare legge.

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    2. Erri De Luca era palesemente colpevole, non c'era alcun dubbio su questo, ma è stato assolto.
      Avete letto di come lui stesso, il folgorato dall'Idea, abbia addirittura invocato il ''martirio'' ( = il massimo della pena ) prima del'enunciazione della sentenza.
      E questo per coerenza con i fatti che non danno adito a male interpretazioni ( secondo l'opinione dello stesso protagonista, peraltro ), senza entrare nel dettaglio dell'eticità, dell'economia e dell'ecologia dei lavori TAV nella valle.

      ...

      Raccontarsi altrimenti è andare in cerca di forme d'autoassoluzione, come facciamo un po' tutti per non sputare allo specchio ogni mattina.

      E' un comportamento diffusissimo.
      Una massa di allucinati - ognuno con la propria allucinazione - che si canta una realtà immaginata, non può che finire MALE.

      ===

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  3. Sono interamente d'accordo con te! Sopratutto il ragionamento all'inizio non fa una grinza. Purtroppo il nostro ordinamento legislativo è carente, in buona parte molto antiquato.
    stammi bene

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  4. A questo punto, è da scegliere, in caso di visite non gradite, se sia meglio ammazzare l'intruso per primi e farsi poi 5-6 anni di galera ed il resto della vita rovinata oppure subire la qualunque col rischio di rimanerci secchi. Voi cosa scegliereste? Io non lo so ....

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    1. Come dicevo al punto b del post, quanto ti ci trovi di persona non hai ne tempo ne modo di ragionare e di "scegliere", reagisci d'istinto.

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  5. Cominciamo con il dire che per me la casa è un territorio sacro: chiunque entra con intenti criminali (che siano il furto o che siano l'omicidio) deve sapere che rischia la vita e che io in casa mia ho il diritto di difendermi in qualsiasi modo. Tutte le speculazioni sul fatto che non si può colpire un malvivente in casa propria se questo non è armato sono cazzate partorite da qualche demente che non si è mai nemmeno posto il dubbio su come possa sentirsi e reagire una persona che di notte si sveglia con uno sconosciuto in casa che rappresenta una potenziale minaccia per la sua vita e per quella dei propri familiari.
    E comunque se le forze dell'ordine fossero messe in grado di arrestare l'80% dei criminali e non il 20% come è la situazione attuale e se la magistratura mettesse in carcere (e lì li lasciasse per un periodo congruo) tutti i delinquenti, non ci sarebbe bisogno che i cittadini siano costretti a difendersi da soli, dovendo spesso scegliere tra un brutto processo od un bel funerale.

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    1. La maggior parte dei ladri sono pluripregiudicati e gli stranieri spesso rimangono sul territorio nazionale anche dopo il decreto di espulsione, oppure ritornano. E' risaputo che molti di questi vengono in Italia perché sanno che possono beneficiare di una legislazione e di una prassi giudiziaria particolarmente favorevole.

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  6. Gioielliere uccide due rapinatori armati.
    La vedova di uno dei due urla: "ci vergogniamo di essere italiani"

    Peccato che sti balordi non emigreranno mai.

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  7. La giustizia arriva a sovvertire il senso di giustizia e pure lo scopo della giustizia: questo è uno dei segni della demenza degenerativa primaria di una società marcia, corrotta.
    La cosa è che la roba cattocomunista e le sue buffe pretese di una qualche intellighenzia è talmente preso dal proprio zelo che, da tempo, ha perso il senso della realtà.
    Uno stato che lavora contro paesani e cittadini e che sostiene il crimine contro di essi in molte delle sue forme.
    Del resto da menti inquinate da morali campate per aria e sadiche, masochistiche, cosa si puo' ottenere in fine?

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    1. Io non lo so. Non lo capisco, non ci vedo nessuna logica ma solo contraddizioni e paradossi.

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    2. Per accettare le porcherie alte, quella della classe dirigente ( burattinai e burattini ), hanno insaponato le teste dei popolani con l'accettazione ideologica supina delle porcherie basse.
      Mai reagire.
      Così, passa tutto, sopra e sotto.
      ( una delle risposte più dementi che mi tocca leggere su FB, è : ''ma cosa stai a dare addosso al ladruncolo, quando i nostri politici rubano miliardi ...'' ... è lo sbando, la fine di tutto, le barbarie, allora tutti dobbiamo rubare a tutti ... no ? ).
      Guai, se la gente cominciasse a imporre una qualche forma di Giustizia ( vera ) in qualunque posizione della società, anche quella bassa ... potrebbe dilagare.

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  8. Se i ladri stessero in prigione!
    Questa storia pero'non mi convince.

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    1. Sara, qui siamo davanti ad un doppio errore, primo un pregiudicato recidivo a piede libero, secondo uno straniero che si trovava in Italia illegalmente.

      Diciamo pure che QUESTA storia non ti convince. Mio fratello abita al piano terreno con moglie e due figli piccoli, una notte sua moglie ha trovato dei tizi fuori dalla finestra e ha dormito dai genitori per una settimana. Adesso hanno mille antifurti, non vivono isolati ma in mezzo ad altre case, tuttavia non è comunque un bel vivere.

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  9. sono d'accordo con te. detto questo, io un'arma non voglio (e non posso peraltro) possederla.

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    1. L'ho scritto sopra, anche io non la voglio. Perché logica vuole che se hai un'arma la usi e l'uso di un'arma è solo quello di fare a pezzi la gente. Quindi devi essere pronto e disposto a prenderti le conseguenti responsabilità.

      Detto questo, se mi trovassi in una situazione simile userei qualsiasi cosa mi capiti a tiro.

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