venerdì, novembre 27, 2015

Tic tac, aspettiamo la sveglia

Basta ascoltare sermoni online degli imam più radicali. Per tutti, Usama El Santawy che, da presidente della comunità islamica di Cinisello Balsamo, spiegò al Fatto Quotidiano che «essendo i musulmani umiliati, non bisogna stupirsi se in cinquanta partono per la Siria, vanno onorati». Sono stati tredici i piani d’attacco (falliti) contro l’Italia dal 2001: otto dei quali su Milano...

Chiedo a Khalid Chaouki, il volto giovane migliore messo in campo dal Pd contro il radicalismo, perché nemmeno lui scindesse l’appartenenza a una religione dalla sfera pubblica, che è esattamente la conquista di due secoli di pensiero occidentale e liberale (il suo primo libro, nel 2005, raccontava «la voce di un giovane musulmano italiano»). «Era pochi anni dopo l’11 settembre, sentivo il bisogno di impegnarmi sul fronte dell’identità islamica. Ma in Italia l’identità è la cittadinanza».

Allievi sostiene: «Una parte di islamici ha intrapreso un percorso in qualche modo simile al Pci con i terroristi Br: da provocatori a compagni che sbagliano e infine a maledetti assassini. Molti sono arrivati alla terza tappa». Imam «fai-da-te».
Il Corriere:
I musulmani sono 1 milione e mezzo In mille «sotto osservazione

Un italiano, nato a Milano:
Usama el Santawy

Esiste un famoso aforisma che recita qualcosa come "non dite a mia madre che faccio il giornalista, le ho raccontato che suono il piano in un bordello". Per inciso, la separazione tra Stato e religione non è una conquista di "due secoli", cioè non viene dalla "sinistra" ma appartiene alla tradizione romana, che è stata metabolizzata dal Cristianesimo cosi come il Natale era la festa romana del sole invitto. La manipolazione delle coscienze arriva a cancellare l'ovvia constatazione che in tutti i Comuni italiani c'era la cattedrale, una piazza e un palazzo del potere civile, a seconda dei casi, della signoria o della Repubblica. Cosi come è nota a tutti (o almeno dovrebbe, visto che gli insegnanti ormai hanno la funzione di commissario politico) la disputa sempiterna tra re e imperatori e i Papi.

Riguardo i "maledetti assassini" del PCI scusate se rido, visto che la gente come Erri Deluca o Adriano Sofri ha costituito la classe dei "maestri di pensiero". Sono poi gli stessi che vedono negli immigrati un nuovo proletariato e nei terroristi i nuovi "resistenti", non da ora.

martedì, novembre 24, 2015

Non sono scomparsi, sono sono andati via

Non sono spariti nel nulla. Corre l'obbligo di testimoniare.
In questa immagine io ne conto una trentina, circa un quarto del totale.
Quindi dovete moltiplicare quello che vedete per quattro.
Se troverò immagini più dettagliate le aggiungerò, segnalatemele.

I mandanti non sono in Siria.
Sono al Governo o in Parlamento in quasi tutti i Paesi europei, sono negli uffici pubblici, nelle scuole, nei tribunali, in fila al supermercato, sono quelle simpatiche teste di cazzo della "sinistra".

Gli esecutori non sono in Siria.
Sono nelle periferie di tutte le città. Sono i "nuovi europei", quelli a cui le simpatiche teste di cazzo della "sinistra" fanno cantare "Bella Ciao" e con questo pensano di averli battezzati.

domenica, novembre 22, 2015

Dare un contenuto a parole vuote

Una breve spiegazione di termini che tutti usano a sproposito, per primo il Caro Leader del Partito della Nazione.

Digitale - Da "digit" che in inglese significa "cifra", dal latino "digitus", dito. Come si capisce dalla parola, qualcosa che viene rappresentato con un numero dentro un certo intervallo finito, cioè "discreto". Per fare un esempio, un orologio digitale mostra due cifre per l'ora (in un intervallo da 1 a 24) e due cifre per i minuti (in un intervallo da 0 a 59), per esempio 2:00, 2:01, 2:02, eccetera.

Analogico - una grandezza fisica viene rappresentata con un numero reale, cioè in un intervallo ci sono infiniti valori intermedi, si tratta di un "continuo". Per esempio un orologio analogico (ideale) le lancette si muovono coprendo la circonferenza del quadrante che si può dividere in un numero infinito di punti, quindi riprendendo l'esempio soprastante, tra i due valori "discreti" 2:00 e 2:01 dell'orologio digitale, quello analogico segna (idealmente) infiniti valori intermedi. In altre parole mentre l'orologio digitale non mostra nessun cambiamento tra 2:00 e 2:01 per un intervallo di tempo di un minuto, nell'orologio analogico (ideale) le lancette continuano a muoversi e in ogni momento vedo un valore diverso.

Nella storia sono esistiti computer analogici, cioè basati su valori continui. Ad esempio la Macchina di Anticitera (forse costruito attorno al 100 A.C.) era un computer analogico con ruote e quadranti che serviva per fare calcoli astronomici. Il regolo calcolatore (inventato nel '600 dopo la introduzione del concetto di logaritmo), che serve per fare moltiplicazioni e divisioni. Si usavano computer analogici per i calcoli balistici delle artiglierie nella II guerra mondiale. Sono esistiti anche computer analogici elettronici, che per effettuare i calcoli operano con i valori continui di volt o di ampere dentro un circuito. I computer analogici sono estremamente veloci ma hanno la caratteristica che ripetendo lo stesso procedimento si possono ottenere due risultati diversi (la precisione dipende dalla lettura del risultato).

Questa introduzione serve per dire che la espressione "il Digitale", come in "il Digitale nella Pubblica Amministrazione", voce grezza di "la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione", non significa niente. Equivale a dire "la automazione nella Pubblica Amministrazione", cioè tutto quello che serve ad affidare alle macchine il lavoro che oggi viene svolto manualmente dagli impiegati. In linea teorica la automazione della P.A. implica tra le altre cose la produzione e la archiviazione su supporti qualsiasi gestiti da computer e la comunicazione di questi documenti tramite reti di computer, però le informazioni generate ed archiviate in questo modo sono per loro natura volatili, quindi sarà sempre necessario trasferire una copia permanente su un foglio di carta o un foglio di platino o una lastra di granito.

Una conseguenza storica evidente della automazione è che parte del personale risulta superfluo, quindi più la P.A. dovesse essere automatizzata, tanto più evidente diventerà il fatto che esiste per garantire occupazione (e quindi spendere risorse), non per produrre servizi (e quindi produrre risorse).

Quando il Caro Leader usa espressioni come "Cyber Security" e dice "tagghiamo i terroristi" è abbastanza chiaro che i suoi riferimenti sono gli stessi della pubblicità delle automobili.

Invece per la faccenda di portare la "Banda Larga" in tutti i casolari sulle montagne e nelle campagne, mi sembra una bella cosa perché aumenta le opportunità dei villici di essere in contatto col mondo. Però, a parte che al villico non serve una banda poi cosi larga, non sono ancora riuscito a capire come questo possa rappresentare uno stimolo fondamentale alla economia italiana. Non vedo come mostrare i video porno ai villici li possa rendere più produttivi. Non vedo come la Banda Larga aiuti a portare container da Reggio Calabria a Bolzano. Mah.

venerdì, novembre 20, 2015

I peggiori insegnano

Al peggio non c'è mai fine?
La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni

Andiamo a scomporre il delirio:
"... i terroristi che credono nello scontro di civiltà un po’ provinciali"

A parte la consecutio, questo deve essere un errore compiuto nella foga di scrivere minchiate e probabilmente dovrebbe essere "chiunque di noi creda nello scontro di civiltà". I terroristi si propongono di ricreare un califfato del primo medioevo e di unificare nella Sharia tutti i Musulmani, abolendo gli Stati nazionali del Medio Oriente e del Nord Africa. Dal loro punto di vista gli attacchi in Occidente sono delle rappresaglie che seguono la aggressione e la ingerenza dei "Crociati" nelle loro faccende. A sentire loro, se li lasciassimo indisturbati a leggere il Corano, saremmo in pace, almeno fino a quando non dovesse essere necessario riannettere al califfato la Spagna e la Sicilia.

"... dicendo che gli “Arabi” non potevano essere definiti “francesi” (il concetto di cittadinanza acquisibile gli deve essere oscuro), perché la Francia è solo dei Franchi."

A parte la semantica ovvia dei termini Arabi e Francesi, a parte le questioni etniche, culturali, somatiche, eccetera, il ragionamento andrebbe invertito. Si diventa Francesi quando un impiegato appone un timbro su un foglio? Cioè, il concetto di "cittadinanza" significa che chiunque ha la facoltà di decidere dove vuole vivere e quindi decidere la propria "cittadinanza", come uno che abita a Piacenza decide di cambiare residenza per abitare a Pozzuoli? Oppure la cittadinanza è quella della antica Atene dove eri ateniese solo se nascevi da genitori ateniesi?
Veniamo alla domanda "di chi è la Francia?". Ci sono due risposte, la Francia è dei Francesi, che sono i discendenti dei Francesi che seguivano la pulzella Giovanna D'arco, oppure la Francia è di tutti, il mondo tondo è arrotondato quindi un eschimese si alza la mattina e dice "voglio essere francese", prende il kayak, rema, rema, arriva in Francia, va nel più vicino ufficio carte bollate e acquisisce la cittadinanza ed è ipso-facto francese, non importa se è vestito di pelli di foca, ha gli occhi obliqui e si chiama Nanuk. La Francia è degli Eschimesi, degli Australiani, del Livornesi, di chiunque.
Epperò, se la Francia è di tutti, a parte la necessità di rottamare tutta la storia degli ultimi 500 anni almeno e la letteratura conseguente, inni, bandiere, leggi, retorica patriottica, si pone la solita ovvia questione che abolendo la Nazione si abolisce lo Stato (che esiste per via del patto fondativo), quindi io che abito in una regione chiamata per comodità Francia, non riconosco nessuna autorità allo Stato francese, alle sue leggi, non pago le tasse, non ho ne diritti ne doveri conseguenti la cittadinanza (che esprime solo la residenza), visto che il mondo tondo è arrotondato, ci può essere solo un qualche "governo mondiale" (tondo arrotondato) a cui rispondere. In un mondo tondo arrotondato il Presidente della Repubblica ha più o meno lo stesso peso del sindaco del comune di Grottacannuccia.

"... i Franchi non sono “francesi”, ma semmai germani, e in Francia ci arrivarono, pensa un po’, da immigrati, visto che prima là c’erano i Galli e i Romani."

Ah le matte risate. I Franchi non SONO francesi perché sono morti da secoli. I Franchi furono francesi perché la Francia è una regione della Europa che prende il nome da loro. Non ci arrivarono da "immigrati", ci arrivarono da "federati", cioè popolazione alleata dei Romani in virtù di un trattato. I "federati" normalmente erano popolazioni stanziate oltre il confine dell'Impero ma i Visigoti, che fuggivano le incursioni degli Unni, chiesero e ottennero per primi di stabilirsi all'interno. Due anni dopo essersi stabiliti dentro l'Impero i Visigoti insorsero contro i Romani e li sconfissero nella battaglia di Adrianopoli. Bla bla, tempo dopo tale Stilicone, costretto a richiamare le guarnigioni della Gallia per difendere l'Italia, affidò la difesa della frontiera del Reno proprio ai Franchi. I Franchi ottemperarono all'accordo cercando di impedire che Quadi, Vandali, Sarmati, Alani, Gepidi, Eruli, Sassoni, Burgundi, Alemanni si riversassero in Gallia (anche loro erano spinti alle spalle dagli Unni) ma furono travolti. La Gallia fu devastata. Mano a mano che le cose precipitavano i Romani cercarono di tamponare le falle stringendo alleanze con questo contro quello ma alla fine, come era ovvio, le cose gli sfuggirono di mano e le alleanze, i trattati non ebbero più significato, le terre erano di chi aveva la forza per reclamarle.

"... sul trono di Roma c’era già stato un imperatore che era romano, ma di nascita era arabo."

Come al solito si gioca con le parole affermando e subito dopo negando. Un po' come i musulmani francesi che a seconda di come fa comodo possono essere francesi (cattivi che ammazzano) o musulmani (buoni, vittime e salvatori). La definizione di "arabo" o si fa su base etnica, quindi l'abitante di una certa regione in un dato periodo storico, oppure su base culturale, che è come sono definiti attualmente gli Arabi, cioè genti non omogenee come etnia ma che si riconoscono in una comune matrice culturale che è fondamentalmente imperniata sull'Islam. Maometto nasce nel 596 D.C. quando l'Impero Romano d'Occidente aveva cessato di esistere da cento cinquanta anni. Se si chiede ad un Arabo odierno di sicuro egli non si riconoscerà in antenati pagani che vivevano magari in un altro continente (es Algeria contro Arabia Saudita). Ma è ovvio no? L'imperatore romano era arabo perché fa comodo e i Franchi non erano francesi perché non fa comodo. La prossima volta i Franchi saranno arabi e gli Arabi nativi americani. Tanto... Comunque Filippo l'arabo nacque in Siria in un'epoca molto antecedente l'espansione araba (VII secolo), in un posto dove si parlava il greco e l'aramaico, non l'arabo. Non si contano esempi, Cleopatra, regina d'Egitto e nata ad Alessandria in Egitto, in realtà era greca, discendente di Greci.

"... il concetto di cittadinanza acquisita ed acquisibile senza distinzioni etniche lo avevano perfettamente presente, e il loro impero era durato millenni."

Ancora, facciamo finta di non accorgerci della coniugazione dei verbi.
L'impero romano non è durato millenni, che questa è una sparata da "vai al posto con un quattro". E' durato dal I secolo A.C al V secolo D.C. Se vogliamo essere precisi 27 A.C. (Augusto) e 395 D.C. (Teodosio). Prego notare che questa persona ha il coraggio di fare il predicozzo.
Sul concetto di cittadinanza ho già scritto. Nell'Impero esisteva una unica autorità centrale che governava tutto il mondo conosciuto. Era l'equivalente del "governo mondiale" del mondo tondo arrotondato di oggi. Per dare un senso (ammesso che si possa dargli un senso) a questa idea bisogna abolire il concetto di Stato Nazione. Quindi eleggiamo un imperatore del mondo, arabo ovviamente e diciamo a Renzi che è diventato il sindaco dell'Italia. Poi diciamo agli Italiani che non sono più il "Popolo Sovrano" della Costituzione, sono semplicemente della gente che abita in una località che si chiama Italia.

"... dimostrate solo che non sapete un accidente di quello di cui parlate."

Oltre le cose già dette, ne aggiungo un'altra: "La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni" è il titolo del predicozzo. Peccato che i Franchi non abbiano fondato una Nazione, concetto allora sconosciuto, abbiano invece rifondato l'Impero Romano col loro Sacro Romano Impero (che altri secoli dopo divenne il "secondo reich" a cui fare seguire il terzo). La Francia Nazione emerge invece parecchi secoli dopo al termine della Guerra dei Cent'anni. L'Italia come nome esiste dai tempi della Guerra di Troia ma come Nazione ha solo cento cinquanta anni.

E questi sono gli insegnanti, caro il mio MrCoso. :)
Ultima nota: oltre al resto, questa gente non sa nulla e non capisce un fava del Web. Tutto molto triste.

Edit: oggi aggiungo questo link che spiega come gli immigrati creino le Nazioni:
Sassi, droga e terrore: nella trincea di Sens, città del coprifuoco
Non vedo l'ora che ci siano anche a Milano dei quartieri modello come questi, da cui usciranno i "Milanesi" col kalashnikov.

mercoledì, novembre 18, 2015

Insegnanti o Agenti del Sistema

Lettore, va a Sparta... no, non è questo che volevo dire.

Invece ti rimando a questo mio post di un anno fa:
Correva l'anno 732 dopo Cristo

Domanda: secondo te, o lettore, quanti insegnanti della fantastica scuola pubblica italiana, libera e democratica, in questi giorni stanno raccontando quegli eventi? Quanti giornalisti? Quanti "ospiti" televisivi?

lunedì, novembre 16, 2015

Un blog che la sa lunga

Ovvero, difficile capire se la contro-informazione è spontanea o professionale.


"I terroristi erano francesi e belgi"
No, erano immigrati e/o figli di immigrati, di etnia araba/magrebina e di fede islamica, come tale Abdeslam Salah, attualmente ricercato. La Francia è la terra dei Franchi, non degli Arabi. Quindi non esistono Arabi francesi, se non nella propaganda terzomondista. Qualora qualcuno non l'avesse capito, il problema è che in Europa si sono stanziati milioni di immigrati e di questi i Musulmani sono la parte prevalente. Tra questi immigrati una certa parte odia gli Europei e cova idee di "guerra santa". Ci vuole altro che un timbro su un pezzo di carta per definire qualcuno "francese" o "italiano".

Prego notare il passaggio successivo che inverte la logica, infatti gli stessi non vengono più1 definiti "francesi".

"Alcuni di quelli che hanno salvato i passanti e molte delle vittime, musulmani"
Ecco, qui non importa più che gli uccisi fossero francesi o italiani o messicani o qualsiasi cosa, conta invece che fossero musulmani. Perché? Ovvio, perché qui bisogna dimostrare che i Musulmani sono qualcosa di diverso dai "terroristi". I terroristi erano francesi e belgi, perché si sa che tutto il male viene dalla Francia e dal Belgio, non può venire dai Musulmani, che per definizione sono tanto buoni e bravi.

"La gente coinvolta di ogni parte del mondo."
Ovviamente falso. Lo scopo della carneficina era semplicemente uccidere quanti più Cristiani sul suolo francese possibile, altrimenti si poteva facilmente "coinvolgere gente di ogni parte del mondo" facendo una strage in uno dei tanti ghetti della immigrazione europea. Ma non si trattava affatto di "ogni parte del mondo", si trattava di fare strage solo di una certa parte. Il fatto che ci siano capitati in mezzo dei musulmani non è voluto, è incidentale e tutto sommato non dispiace ai tagliagole islamici perché era gente che indulgeva nei vizi europei e quindi meritava la morte tanto quanto i Cristiani. Qui ogni volta ci inventiamo un "evento" come se non fosse l'ultimo di una lunga catena. Quando hanno collocato delle bombe sul treno in Spagna mica sono andati a vedere chi fossero i passeggeri, se fossero tutti spagnoli o se ci fosse "gente di ogni parte del mondo" o se ci fossero dei Musulmani, nella fondata convinzione che comunque la maggior parte sarebbero state persone qualunque ma Cristiani ed Europei, cosi come quando hanno sparato sulle comitive di turisti.

"È un mondo già globalizzato, il nostro, che vi piaccia o meno."
Come se a qualcuno fosse sfuggito l'espediente di fare entrare cani e porci in tutti i modi per poi mettere i cittadini europei davanti al fatto compiuto. Capirai che sottigliezza, che astuzia. La domanda invece è: "ma verso cosa o chi è diretto questo spiriti di rivalsa?", verso il Capitalismo? Verso la Borghesia? Queste donne che copulano con gli immigrati non fanno caso al fatto che il caso contrario, cioè che donne immigrate sposino dei locali, non esiste, mai? Le stesse donne tanto "aperte" e progressiste, come riescono a conciliare i loro "ideali" con quelli dei loro amichetti, che le considerano animali da cortile in quanto donne e puttane in quanto europee?

"Chi, da una parte e dall’altra, ancora tira fuori il ritornello dello scontro di civiltà si dimostra ciò che è: un povero cretino di provincia."
Poverina, non vedi che non ci può essere "scontro di civiltà" perché di civiltà ne esiste UNA SOLA?

Originale qui: Compagni dai campi e dalle officine
La chiusura di questo post è che purtroppo questa gente viene selezionata apposta per occupare i posti da insegnante, da giornalista, da giudice, eccetera. Sono tutti militanti di questa "religione della rivalsa" che è solo masochismo autodistruttivo, tutta contenuta in quel "vi piaccia o meno".

sabato, novembre 14, 2015

Non vedo, non sento, non parlo

I giornaloni non pubblicheranno mai le fotografie degli oltre cento corpi devastati degli uomini e donne di Parigi, non si deve fare del "populismo", sarebbe "sciacallaggio", approfittarsi della carneficina. Non come la foto costruita del povero bimbo annegato in Turchia, quella andava senz'altro pubblicata urbi ed orbi per "sensibilizzare" i lettori sul tema della "accoglienza" e la vicenda del babbo profugo e del nonno rifugiato.

Ai morti di Parigi, svaniti nel nulla, dedico questo pezzo de "The Chieftains":
La battaglia di Aughrim

Consoliamoci con una risata del signor Renzi e aspettiamo il nostro turno.
Intanto:
Il passaggio è continuo, in un silenzio surreale. Sono quasi tutte coppie miste, quasi sempre lei bionda lui nero o maghrebino.
Corriere.it

Al terrorismo, alla guerra e all'odio rispondiamo con più libertà, più uguaglianza, più fraternità.
Cecilia Strada (figlia di Gino, presidente della ONG Emergency)

martedì, novembre 10, 2015

EXPO - grazie PD di avermi dato Renzi

L’Area Expo si compone di due grandi progetti: uno immobiliare che vede protagonisti gli enti locali, noi interveniamo se il nostro aiuto viene richiesto, l’altro di natura evocativa. Noi non pensiamo per quell’area a un federal building per uffici pubblici, noi pensiamo a un forte valore scientifico e culturale. Da questo punto di vista pensiamo che il Governo possa fare la propria parte, se richiesta. Siamo pronti dal consiglio di ministri di venerdì: vorremmo che Palazzo Italia non si fermasse neanche un secondo. [...] La proposta che fa il governo è quella di un grande centro di ricerca mondiale sulla genomica, il big data, la nutrizione, il cibo, l’eco-sostenibilità.
natura evocativa
grande centro di ricerca mondiale
genomica
big data
nutrizione
cibo
eco-sostenibilità

Niente federal building, uozamerica cansassiti, invece 150 milioni l’anno, 1.5 miliardi in dieci anni, per un bel progetto di "natura evocativa". Perché "Milano per il suo ruolo capitale culturale dovrà essere non solo la locomotiva d’Italia, ma d’Europa". Poi ci si lamentava delle sparate del signor Berlusconi e del suo "ottimismo". Se l'articolo del Corriere riporta fedelmente il discorso del signor Renzi, trattasi evidentemente di una supercazzola degna del Conte Mascetti ma senza alcuna ironia.
Da il Corriere.it

Siccome io sono un ignorantone, non come Matteo "genomico" Renzi, ecco una pillola di cultura: Qual è o qual'è? La grafia corretta nell’italiano contemporaneo è qual è, senza apostrofo.

lunedì, novembre 09, 2015

L'onestà dei compagni

Vale la pena di sottolineare una notizia che è su tutti i giornaloni, anche se scritta in piccolo, un un angolo:
Debiti DS saldati dallo Stato. Legge obbliga a coprire 107 milioni di passivi della vecchia Unità

Facce come il culo.

domenica, novembre 08, 2015

Le tristi conseguenze del passare del tempo

Se c'è una cosa che odio è quando le cose mi si sgretolano tra le mani per via della usura del tempo. L'elastico delle mutande che si smolla, le guarnizioni dello scooter che trafilano olio, la ruggine che si mangia la porta del box, eccetera.

Adesso sto confrontando il mio vecchio amico Firefox (più specificamente Iceweasel, la versione "debianizzata" di Firefox) con il nuovo arrivato Chrome (più precisamente Chromium, la versione "base" e open source di Chrome).

Noto alcune differenze. Firefox è più preciso nel rendering delle pagine, dei font, ha tante piccole sottigliezze che sono più adatte ad un utente esigente del Web, per esempio l'opzione di fare piazza pulita quando si chiude la sessione, la qualità delle estensioni molto migliore, interfaccia molto più flessibile, la migliore garanzia della "privacy". Ma Firefox soffre di diverse carenze tecniche rispetto a Chrome.

Lasciamo perdere il fatto che Chrome è multi-processo (cioè scompone le varie attività del browser in processi separati) e quindi utilizza meglio i processori multi-core, io qui ho un vecchio processore con un solo core quindi non cambia nulla. Non consideriamo l'eventuale "sandboxing" dei processi, cioè la maggiore sicurezza (teorica) delle cose contenute all'interno dei processi separati di Chrome. Lasciamo perdere il fatto che Firefox usa i plugin NPAPI quindi su Linux Flash è fermo alla versione 11 mentre Chrome usa i plugin PPAPI e Flash è alla stessa versione di Windows.

Le due cose devastanti invece sono:
Primo, anche con tutti questi processi contemporanei, Chrome consuma sensibilmente meno RAM di Firefox. Non tanto Firefox in se stesso ma la combinazione di Firefox e X11, cioè del server grafico. Male, malissimo.
Con le stesse quattro schede aperte (backoffice del blog, homepage del blog, Mozilla Planet, Corriere):
Chrome (più tutto il resto del sistema): 284MB
Firefox (idem): 347MB

Secondo, se non bastasse, mentre Firefox ha disabilitato completamente la accelerazione hardware per il rendering, cioè non scarica parte del lavoro della CPU sulla GPU, cioè il processore della scheda grafica, perché dice che ci sono problemi col driver, Chromium invece in qualche maniera ci riesce. Non per tutto, per esempio non per il decoding video, ma qualcosa si.

Il risultato di queste differenze è che usando Firefox mi trovo ogni tanto con il PC bloccato perché Firefox consuma tutte le risorse di CPU e RAM, cosa che non succede con Chrome. Firefox mi stai diludendo. Sono indeciso sul da farsi.

martedì, novembre 03, 2015

Firefox e Tracking Protection

Ne avevo già parlato un po' di tempo fa. Con la versione 42 rilasciata oggi Firefox aggiunge ufficialmente la funzione "tracking protection" (antitracciamento) e la spiegazione la trovate qui:
Si intende per tracciamento la raccolta dei dati relativi all'attività online di un utente durante la sua navigazione sul Web. Con la protezione antitracciamento, che si basa sugli elenchi forniti dal sito Disconnect, è possibile identificare e bloccare i siti traccianti.
Ora, attenzione, i cervelloni di Mozilla hanno deciso che questa funzione deve fare parte della modalità "Navigazione Anonima". In cosa consiste la "navigazione anonima"? Contrariamente a quello che uno potrebbe pensare, non significa affatto che si è "anonimi" mentre si è collegati ad Internet e/o mentre si usa Firefox, significa qualcosa di molto più semplice e limitato, cioè Firefox non salva nessun file sul disco, tiene tutto nella RAM e quando lo si chiude, tutti le informazioni vengono "cancellate", più o meno. Quindi se per esempio io visito un certo sito, quando chiudo Firefox non rimane traccia SUL PC CHE STO USANDO del fatto che ho visitato quel sito. Non significa però che non ne sia rimasta traccia su Internet presso tutti i nodi che ho attraversato e sul sito in questione. Vi rimando a questo mio articolo sulla faccenda: De anonimato su Internet

Siccome noi siamo utenti di Firefox della "vecchia scuola", quando ancora non voleva imitare Chrome, Mozilla non voleva fare il verso a Google e il browser era uno strumento per "power user", non ci sta bene essere costretti ad usare Firefox in modalità "pseudo-anonima" per avere la funzione "antitracciamento" attivata, quindi la vogliamo attiva anche durante l'uso normale. Fortunatamente qualcosa rimane del Firefox ribelle dei vecchi tempi in "about:config". Da cui andremo a settare la chiave "privacy.trackingprotection.enabled" su "true".

Caveat: la funzione "antitracciamento" blocca certi oggetti che arrivano da certi indirizzi Web. In qualche caso bloccare questi oggetti può comportare che certe funzioni del sito che state guardando siano disabilitate. Se avete letto la documentazione sapete che il blocco si può disattivare. Per vedere invece cosa viene bloccato, dovete andare nei "Developer Tools" di Firefox (nel menu) e aprire la "Web Console".