venerdì, novembre 20, 2015

I peggiori insegnano

Al peggio non c'è mai fine?
La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni

Andiamo a scomporre il delirio:
"... i terroristi che credono nello scontro di civiltà un po’ provinciali"

A parte la consecutio, questo deve essere un errore compiuto nella foga di scrivere minchiate e probabilmente dovrebbe essere "chiunque di noi creda nello scontro di civiltà". I terroristi si propongono di ricreare un califfato del primo medioevo e di unificare nella Sharia tutti i Musulmani, abolendo gli Stati nazionali del Medio Oriente e del Nord Africa. Dal loro punto di vista gli attacchi in Occidente sono delle rappresaglie che seguono la aggressione e la ingerenza dei "Crociati" nelle loro faccende. A sentire loro, se li lasciassimo indisturbati a leggere il Corano, saremmo in pace, almeno fino a quando non dovesse essere necessario riannettere al califfato la Spagna e la Sicilia.

"... dicendo che gli “Arabi” non potevano essere definiti “francesi” (il concetto di cittadinanza acquisibile gli deve essere oscuro), perché la Francia è solo dei Franchi."

A parte la semantica ovvia dei termini Arabi e Francesi, a parte le questioni etniche, culturali, somatiche, eccetera, il ragionamento andrebbe invertito. Si diventa Francesi quando un impiegato appone un timbro su un foglio? Cioè, il concetto di "cittadinanza" significa che chiunque ha la facoltà di decidere dove vuole vivere e quindi decidere la propria "cittadinanza", come uno che abita a Piacenza decide di cambiare residenza per abitare a Pozzuoli? Oppure la cittadinanza è quella della antica Atene dove eri ateniese solo se nascevi da genitori ateniesi?
Veniamo alla domanda "di chi è la Francia?". Ci sono due risposte, la Francia è dei Francesi, che sono i discendenti dei Francesi che seguivano la pulzella Giovanna D'arco, oppure la Francia è di tutti, il mondo tondo è arrotondato quindi un eschimese si alza la mattina e dice "voglio essere francese", prende il kayak, rema, rema, arriva in Francia, va nel più vicino ufficio carte bollate e acquisisce la cittadinanza ed è ipso-facto francese, non importa se è vestito di pelli di foca, ha gli occhi obliqui e si chiama Nanuk. La Francia è degli Eschimesi, degli Australiani, del Livornesi, di chiunque.
Epperò, se la Francia è di tutti, a parte la necessità di rottamare tutta la storia degli ultimi 500 anni almeno e la letteratura conseguente, inni, bandiere, leggi, retorica patriottica, si pone la solita ovvia questione che abolendo la Nazione si abolisce lo Stato (che esiste per via del patto fondativo), quindi io che abito in una regione chiamata per comodità Francia, non riconosco nessuna autorità allo Stato francese, alle sue leggi, non pago le tasse, non ho ne diritti ne doveri conseguenti la cittadinanza (che esprime solo la residenza), visto che il mondo tondo è arrotondato, ci può essere solo un qualche "governo mondiale" (tondo arrotondato) a cui rispondere. In un mondo tondo arrotondato il Presidente della Repubblica ha più o meno lo stesso peso del sindaco del comune di Grottacannuccia.

"... i Franchi non sono “francesi”, ma semmai germani, e in Francia ci arrivarono, pensa un po’, da immigrati, visto che prima là c’erano i Galli e i Romani."

Ah le matte risate. I Franchi non SONO francesi perché sono morti da secoli. I Franchi furono francesi perché la Francia è una regione della Europa che prende il nome da loro. Non ci arrivarono da "immigrati", ci arrivarono da "federati", cioè popolazione alleata dei Romani in virtù di un trattato. I "federati" normalmente erano popolazioni stanziate oltre il confine dell'Impero ma i Visigoti, che fuggivano le incursioni degli Unni, chiesero e ottennero per primi di stabilirsi all'interno. Due anni dopo essersi stabiliti dentro l'Impero i Visigoti insorsero contro i Romani e li sconfissero nella battaglia di Adrianopoli. Bla bla, tempo dopo tale Stilicone, costretto a richiamare le guarnigioni della Gallia per difendere l'Italia, affidò la difesa della frontiera del Reno proprio ai Franchi. I Franchi ottemperarono all'accordo cercando di impedire che Quadi, Vandali, Sarmati, Alani, Gepidi, Eruli, Sassoni, Burgundi, Alemanni si riversassero in Gallia (anche loro erano spinti alle spalle dagli Unni) ma furono travolti. La Gallia fu devastata. Mano a mano che le cose precipitavano i Romani cercarono di tamponare le falle stringendo alleanze con questo contro quello ma alla fine, come era ovvio, le cose gli sfuggirono di mano e le alleanze, i trattati non ebbero più significato, le terre erano di chi aveva la forza per reclamarle.

"... sul trono di Roma c’era già stato un imperatore che era romano, ma di nascita era arabo."

Come al solito si gioca con le parole affermando e subito dopo negando. Un po' come i musulmani francesi che a seconda di come fa comodo possono essere francesi (cattivi che ammazzano) o musulmani (buoni, vittime e salvatori). La definizione di "arabo" o si fa su base etnica, quindi l'abitante di una certa regione in un dato periodo storico, oppure su base culturale, che è come sono definiti attualmente gli Arabi, cioè genti non omogenee come etnia ma che si riconoscono in una comune matrice culturale che è fondamentalmente imperniata sull'Islam. Maometto nasce nel 596 D.C. quando l'Impero Romano d'Occidente aveva cessato di esistere da cento cinquanta anni. Se si chiede ad un Arabo odierno di sicuro egli non si riconoscerà in antenati pagani che vivevano magari in un altro continente (es Algeria contro Arabia Saudita). Ma è ovvio no? L'imperatore romano era arabo perché fa comodo e i Franchi non erano francesi perché non fa comodo. La prossima volta i Franchi saranno arabi e gli Arabi nativi americani. Tanto... Comunque Filippo l'arabo nacque in Siria in un'epoca molto antecedente l'espansione araba (VII secolo), in un posto dove si parlava il greco e l'aramaico, non l'arabo. Non si contano esempi, Cleopatra, regina d'Egitto e nata ad Alessandria in Egitto, in realtà era greca, discendente di Greci.

"... il concetto di cittadinanza acquisita ed acquisibile senza distinzioni etniche lo avevano perfettamente presente, e il loro impero era durato millenni."

Ancora, facciamo finta di non accorgerci della coniugazione dei verbi.
L'impero romano non è durato millenni, che questa è una sparata da "vai al posto con un quattro". E' durato dal I secolo A.C al V secolo D.C. Se vogliamo essere precisi 27 A.C. (Augusto) e 395 D.C. (Teodosio). Prego notare che questa persona ha il coraggio di fare il predicozzo.
Sul concetto di cittadinanza ho già scritto. Nell'Impero esisteva una unica autorità centrale che governava tutto il mondo conosciuto. Era l'equivalente del "governo mondiale" del mondo tondo arrotondato di oggi. Per dare un senso (ammesso che si possa dargli un senso) a questa idea bisogna abolire il concetto di Stato Nazione. Quindi eleggiamo un imperatore del mondo, arabo ovviamente e diciamo a Renzi che è diventato il sindaco dell'Italia. Poi diciamo agli Italiani che non sono più il "Popolo Sovrano" della Costituzione, sono semplicemente della gente che abita in una località che si chiama Italia.

"... dimostrate solo che non sapete un accidente di quello di cui parlate."

Oltre le cose già dette, ne aggiungo un'altra: "La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni" è il titolo del predicozzo. Peccato che i Franchi non abbiano fondato una Nazione, concetto allora sconosciuto, abbiano invece rifondato l'Impero Romano col loro Sacro Romano Impero (che altri secoli dopo divenne il "secondo reich" a cui fare seguire il terzo). La Francia Nazione emerge invece parecchi secoli dopo al termine della Guerra dei Cent'anni. L'Italia come nome esiste dai tempi della Guerra di Troia ma come Nazione ha solo cento cinquanta anni.

E questi sono gli insegnanti, caro il mio MrCoso. :)
Ultima nota: oltre al resto, questa gente non sa nulla e non capisce un fava del Web. Tutto molto triste.

Edit: oggi aggiungo questo link che spiega come gli immigrati creino le Nazioni:
Sassi, droga e terrore: nella trincea di Sens, città del coprifuoco
Non vedo l'ora che ci siano anche a Milano dei quartieri modello come questi, da cui usciranno i "Milanesi" col kalashnikov.

19 commenti:

  1. Non riesco a prendere questa tua più che legittima serie di precisazioni come una negazione, fosse ben minima, di quel che ho scritto nei miei commenti al post precedente. Se vuoi tiro fuori il testo sul quale ha dovuto studiare mia zia, da ragazzina degli anni '30, e comincio a trascrivere. Ne verrebbero fuori bojate e castronerie magari diverse, ma non di diversa levatura. Allora come oggi esisteva una "versione ufficiale" dalla quale non ci si poteva discostare. Son certo che spostare la questione sull'istruzione del XV secolo (secolo preso a caso) continuerebbe a non cambiare nulla, perché benché la scuola come istituzione in senso moderno ancora non esistesse, l'indottrinamento esisteva già eccome, potente e prepotente come o più di oggi. Volessimo ben provare ad andare in qualche "altrove" lontano nello spazio, oltre che nel tempo, continueremmo a non trovare sostanziali differenze, perché stiamo parlando di un tratto del comportamento stampato nel nostro hardware: "io comando, tu devi pensarla come me, e farò di tutto perché sia così".

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    1. Ma cosa hai bevuto? Qui non si parla ne di un libro di testo imposto dal Caro Leader ne del programma scolastico imposto dal Ministero della Cultura, ne di una lezione svolta sotto il controllo della Stasi.

      Si parla di un blog. Di quello che la gente fa e pensa quando non è "In servizio". Quindi la fandonia sullo stile "non è colpa mia, eseguivo gli ordini", qui non attacca. Non di coscritto obbligato a sparare sui civili si tratta ma di persone che con zelo fanatico si prestano all'incarico di commissario politico.

      Il repertorio dei trucchetti, dalla banale menzogna alla retorica sconclusionata, è solo una conseguenza.

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    2. Il nocciolo del post è descritto nel titolo, i peggiori sono reclutati per le posizioni in cui possono fare il massimo del danno. Io posso umanamente comprendere il tuo disagio ma questi sono i tuoi colleghi.

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    3. Ah, allora stavi parlando della stupidità degli individui. Quella è ampiamente ed equamente distribuita in ogni "categoria", stanne certo, non c'è bisogno di scomodarne una in particolare. Dai pizzaioli ai vescovi, dal metalmeccanico che avvita il bullone all'imprenditore che possiede una catena di stabilimenti per la produzione del balsamo per capelli, dal web designer al Segretario Comunale...

      I miei colleghi con ogni probabilità non sono molto dissimili dai tuoi (non ho ben capito qual è la tua occupazione) e anche il meccanismo di reclutamento, sempre con ogni probabilità, segue strade tutto sommato simili.

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    4. Una volta ti avrei dato ragione ma invecchiando ho capito che esistono dei meccanismi di selezione, impliciti ed espliciti, per cui certi tipi di persone si concentrano in certi ambiti, compresi gli ambiti lavorativi.
      La attitudine a fare il commissario politico nel Pubblico Impiego è molto più frequente che in altre professioni. Non so dire se poi ci siano più commissari politici tra gli insegnanti o tra i magistrati, per fare un esempio. Diciamo che gli insegnanti sono molto meno sottili.

      Ti rimando al solito video che ogni tanto riposto, intitolato "Incontro con le scuole medie ed elementari di Riace", il cui commento é:
      "Tantissimi immigrati vivono nel paesino di Riace che, ci insegnano, giorno per giorno, la semplicità della voglia di conoscere e di imparare una lingua ed una terra che gli appartiene a tutti gli effetti.
      Sguardi laceranti, che spezzano il cuore curato dai sorrisi gratificanti di questi piccoli uomini e piccole donne."

      https://www.youtube.com/watch?v=_AikPhS3mnA

      Dove trovi il quadruplo livello di assurdità inconsapevole, la Calabria che non ha altre rogne da grattare, la Calabria dove non c'è mai stata alcuna Resistenza, il testo della canzone sull'invasore e i bimbi stranieri ripresi come le scimmiette del circo.

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    5. Dicendo "Calabria" hai detto tutto. Se ne salva giusto qualcuno, di Calabrese, probabilmente mutante. Comunque sia, Calabria o non Calabria, il detto "la madre degli imbecilli è sempre incinta" non l'ho inventato io, nè tu, né i Calabresi. E' innegabile che siano molti, più dell'opportuno, gli insegnanti che cadono in quelle trappole retoriche e ne fanno una bandiera, magari senza neppure ben capire cosa stanno facendo e con quali probabili conseguenze. Potremmo poi discutere di quanti sono i preti che fanno lo stesso, per dire. O interrogarci su quali forme di autopunizione spingano coloro che si dedicano al "sociale" in attività più o meno di volontariato come la donazione del sangue, o la guida di autoambulanze (sarebbe interessante un sondaggio che mostri qual è la percentuale di coloro che, tra quelle persone, hanno atteggiamenti in linea con quelli del filmato). O potremmo aprire una discussione per capire quanto, come e perché sarebbero più elevati i tipetti alla Marchionne (giusto per citarne uno a caso, avrei potuto parlare di un Berlusconi, o di un Briatore, o di un Bulgari, o... vedi tu), personaggi "privatissimi" per i quali tu ed io siamo men che niente.

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    6. ...e comunque non sarei poi così convinto che quel "sentimento" sia davvero tanto diffuso tra i Calabresi (che non mi sembrano particolarmente "accoglienti", e fanno bene).

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    7. Pensi storto per due ragioni.
      La prima è facilmente dimostrabile:
      https://www.youtube.com/watch?v=9yM8x1mIHos
      A parità di bambino triste obbligato a fare la scimmietta dal commissario politico, la mio opinione è che in Calabria dovrebbero preoccuparsi di avere l'acqua nei rubinetti invece che degli immigrati ma anche li, franza o spagna basta che se magna, altro che mamma degli imbecilli.

      La seconda invece è mettere tutto in un mucchio, cose che non sono tra di loro omologhe. Uno che fa volontariato può semplicemente decidere che è più utile spendere il SUO tempo in quella maniera piuttosto che guardando il calcio in TV. Che è un ragionamento perfettamente logico ed anche egoistico entro un certo limite perché quando avrà bisogno lui ci sarà un altro a fare il volontario. L'insegnante invece è una persona selezionata e assunta dalla P.A. per un preciso incarico, sulla carta per insegnare una o più materie scolastiche ai ragazzi. Il ruolo dell'insegnante come commissario politico, che sia svolto a detrimento o in sostituzione dell'insegnamento, è qualcosa che è estraneo e anche illogico rispetto alla prestazione lavorativa e all'incarico del "datore di lavoro".

      Briatore, Marchionne eccetera non hanno niente a che fare con questo discorso ed andare ad esaminare le loro figure apre un Vaso di Pandora completamente fuori tema. Invece facciamo l'esempio di un imbianchino, magari cercherà di lavorare meno in cambio di più soldi, magari lavorerà male ma non ho mai visto un imbianchino che dipinge una stanza di rosso con decorazioni di falci e martelli perché convinto di avere una missione. Anche perché se lo facesse, non verrebbe pagato. Invece nel caso degli insegnanti ( e della P.A. in generale ) succede il contrario, sono scelti apposta.

      Sui preti è ancora un altro discorso, fare il prete non è un lavoro. Folle o meno possa sembrare, quella è dichiaratamente una missione suicida, che implica un certo grado di martirio per testimoniare la Fede. Quindi solo il fatto che tu mi metta nello stesso discorso il prete e l'insegnante dimostra quanto siamo dentro la tana del Bianconiglio.

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    8. A proposito dei preti, negli USA ci sono scuole dove si insegna il "creazionismo", cioè che la teoria della evoluzione è una balla e che gli animali sono stati creati da Dio come scritto nella Bibbia.
      In Italia non ho mai sentito un prete, una suora o un insegnante di scuole cattoliche private proporre una idea del genere. Tu sai bene che vige il Concordato quindi la presenza della Chiesa nella Scuola è garantita, eppure non esiste lo stesso livello di fanatismo che vedi con Bella Ciao.

      Poi si, il Papa fa ragionamenti abbastanza uguali a quelli della signora Boldrini, cosa che apre tutta un'altra discussione sul come e perché le due cose siano cosi convergenti.

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    9. Guarda che sei fuori strada. Gli insegnanti sono pagati proprio per fare quello che lamenti, è quando non lo fanno che vanno "fuori dai binari" e sono sgraditi alle dirigenze. Ricorda quel che t'ho detto in merito all'ultimo "corso di formazione" al quale ho, mio malgrado, dovuto partecipare.

      Il mio riferimento alla tipologia dei "volontari" era per dire che, dovessi verificare, con ogni probabilità scopriresti che tra chi fa volontariato sono molti a seguire linee di pensiero assai prossime a quelle che lamenti.

      Anche per quel che riguarda il prete (o, peggio, i suoi superiori gerarchici) sei fuori strada: il prete è pagato, dunque il suo è un mestiere. Il prete è soggetto a un controllo sull'operato per poter mantenere il suo stato, quindi il prete è un sottoposto. Il prete è pagato con soldi che a tutti gli effetti possiamo definire "soldi pubblici", per cui dovrebbe rispondere a chi lo paga mentre in effetti risponde a una fonte di potere praticamente extraterritoriale che si è più volte espressa (e, anzi, ha fatto attive pressioni) per un'accoglienza "senza se e senza ma".

      I vari Briatore & C. sono tra coloro che promuovono l'invasione e il meticciamento, perché l'iniezione di diseredati fa tanto comodo alle loro mire (ad esempio, con l'abbassamento feroce del "costo del lavoro" che, guarda caso, si è realizzato e sta peggiorando anno per anno).

      Il Bianconiglio è già un pezzo che se n'è andato da questi schermi: come sai, era in ritardo.

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    10. Forse non mi sono spiegato.
      Io ti stavo dicendo che gli insegnanti sono SELEZIONATI apposta perché fungano da commissario politico. Significa che arrivo io e mi dicono "devi insegnare cosi e cosa" io rispondo "signorsi" e faccio l'insegnante, arrivi tu e rispondi "signorno" e non fai l'insegnante. Se poi partiamo dal presupposto che i concorsi sono farlocchi, si sa già in partenza chi dice "signorsi" e quindi insegna facendo il commissario politico.

      Quello che però non funziona nel ragionamento è che se è chiaro che le direttive per la P.A. vengono da sopra, da sotto, dai lati, insomma vengono da fuori, nessuno è costretto a fare l'impiegato della P.A. ed eseguire gli ordini come le SS. Quelli che lo fanno perché sono convinti non cercano scuse, anzi, cercano di eliminare tutti i dissidenti. Quelli che lo fanno perché devono campare, ebbe, dovrebbero dire mea culpa mea maxima culpa.

      Io conosco compagni e compagnucci di tutte le fogge, taglie e dimensioni ma nessuno di loro fa il "volontario" gratis. SI prestano magari a qualche attività "sociale" che gli porta un ritorno o diretto o indiretto grazie alla mafiosità intrinseca della appartenenza. Conosco gente che frequenta i Centri Sociali parcheggiando il proverbiale Mercedes a due isolati per non farselo rovinare (e non farsi vedere).

      Il prete non viene assunto per fare il prete, deve prendere i voti.I voti sono sostanzialmente un impegno ad annullare se stessi per mettersi al servizio della Chiesa e della comunità de fedeli. Questo sul piano personale e la valutazione che si può fare è se prendere i voti è una cosa possibile per qualcuno sano di mente.

      Invece le altre cose che hai scritto riguardano la Chiesa come organizzazione e la Chiesa come dottrina. Non dici niente di nuovo nello specifico del post, basta dire che per fare l'Italia hanno dovuto prendere a cannonate il Vaticano (prima Napoleone e poi i Piemontesi).

      Briatore pensa solo al suo conto corrente e alla fica. Non è il migliore esempio che potevi fare. Sarebbe stato meglio citare le elite (per la maggior parte occulte) delle banche e della Finanza, che hanno come amichetti i dirigenti dei sindacati.

      Sono tutte cose che non hanno niente a che fare con gli insegnanti.

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    11. Ah, poi rimaniamo "in Topic", se Briatore o il Papa avessero un blog, andrei a fare le pulci anche a loro.

      Qui però mi devo limitare a fare le pulci alla persona in oggetto.

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    12. Lorenzo: "Io ti stavo dicendo che gli insegnanti sono SELEZIONATI apposta perché fungano da commissario politico. Significa che arrivo io e mi dicono "devi insegnare cosi e cosa" io rispondo "signorsi" e faccio l'insegnante, arrivi tu e rispondi "signorno" e non fai l'insegnante."

      Per questo, i controlli inefficienti tipici del pubblico impiego sono una benedizione, non un danno, perché permettono una "dissidenza silente", di sottobanco, che in caso contrario sarebbe stroncata. (Anche) per questo sostengo che i recenti interventi per stringere il cappio per rendere il pubblico impiego "più efficiente" (una bella barzelletta, gli scopi sono altri) sono una iattura. Non per niente quegli interventi sono stati preparati attentamente, inscenando una campagna di odio sociale contro coloro che sarebbero stati puniti pochi anni dopo (col plauso ovino della collettività). Pensaci bene, sotto sotto io sono uno tra i non troppi "dissidenti dal cuore di panna", ovvero uno che porta un modello di insegnamento e di approccio alla conoscenza non pienamente allineato con le direttive; posso fare quel che faccio perché il controllo è a maglie larghe, se il controllo si fa più serrato, smetto dall'oggi al domani di impegnarmi, mi allineo e cerco di stringere i denti fin dove necessario o fin dove sopportabile. Se sopporto per necessità, i ragazzini perdono un modello non allineato, se non sopporto e abbandono, i ragazzini perdono ugualmente un modello non allineato. Un bene o un male, nei termini della diffusione della propaganda?

      Il "mea culpa", credimi, lo sento più spesso di quel che potresti credere. Oggi come oggi non è che molli il lavoro e ne trovi un altro così, sui due piedi, nè! Del resto tra i miei conoscenti (tra i quali la maggior parte non insegnanti, alcuni neppure pubblici dipendenti, altri addirittura piccoli imprenditori), non sono mica pochi quelli che fanno il lavoro che fanno senza alcuna convinzione, bensì perché costretti. Potrei dire che sono quasi tutti? Anzi, potrei dire che sono tutti? Sì, posso dirlo.

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    13. Per qualche strana ragione tu vivi tutto il discorso come se si parlasse di te. Non è cosi. Tu e quelli come te non apparite sul mio radar, è come se non ci foste. Invece vado a sbattere contro i fenomeni come la signora del blog in oggetto e fortunatamente non sono costretto a fre buon viso a cattiva sorte perché non mangio grazie a lei o a quelli come lei. Tutto qui.

      La "campagna di odio sociale" non so cosa sia, io sopra ho citato le parole pari pari scritte da quella signora e quelle ho commentato. Certo, alla fine ricavo la conclusione che una persona del genere è deleteria se messa a contatto coi ragazzi e quindi mi propongo nel mio piccolissimo di contrastarla (lei e i suoi amichetti) come e dove posso.

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    14. Be', per cominciare io l'avrei intitolata "Giornata numerica italiana", ma fa così più figo dirlo in inglisc!! Uot cud ever bi smarter den det? Ora vado, che quella pagina mi ha provocato uno stimolo impellente.

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  2. Ho citato questa pagina (attenzione: immagine sessuale esplicita a corredo della pagina).

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  3. Ieri leggevo quella pagina e capivo come questo paese e il mondo siano in mano a dei dementi dissociati dalla realta'. Tornero' anche io sulla questione.
    In ogni caso le tue precisazioni son ofini e rigorose dal punto di vista logica. Galatea non ha argomenti e riesce solo ad insultare con dei patetici epiteti coloro che non si adeguano o confutano la sua catechesi.

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