mercoledì, novembre 18, 2015

Insegnanti o Agenti del Sistema

Lettore, va a Sparta... no, non è questo che volevo dire.

Invece ti rimando a questo mio post di un anno fa:
Correva l'anno 732 dopo Cristo

Domanda: secondo te, o lettore, quanti insegnanti della fantastica scuola pubblica italiana, libera e democratica, in questi giorni stanno raccontando quegli eventi? Quanti giornalisti? Quanti "ospiti" televisivi?

19 commenti:

  1. Il buonismo impone di tirare una riga anche sulla semplice idea di antagonismo che pure pervade la Storia fin dai tempi primitivi, e dipinge le nuvole di rosa e azzurro.
    Per cui è ''normale'' che l'altro giorno, alla tv, il vescovo di Venezia abbia detto : ''questa città è un luogo storico di incontro tra cristiani, ebrei e musulmani'' ... tirando una riga su SECOLI di battaglie nei mari tra le Repubbliche marinare e poi la dominante Serenissima, e gli Arabi ... poi i Turchi.

    Non è nemmeno un problema di Scontro di Civiltà, binario, è molto peggio e molto più intimo-soggettivo : accettazione di tutto, tutti, in qualsiasi misura, incondizionatamente ...
    piegarsi a 90° e prenderlo nel culo dovrebbe essere molto più civile del ribellarsi, per costoro.
    E' la forgiatura dei perfetti schiavi SUBUMANI, per un mondo futuro.

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    1. Il vescovo, falso come Giuda, si è dimenticato di dire che i Veneziani sono stati gli artefici del famoso Sacco di Costantinopoli e che le statue e le reliquie che abbelliscono San Marco vengono da quella razzia/strage. Strage che ha dato il colpo definitivo allo scisma tra la chiesa di rito greco e la chiesa di rito latino e che ha poi influito sulla caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi, i quali hanno prontamente trasformato la basilica in una moschea, il giorno stesso.

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    2. Da lombardo dico che i Veneti non sono particolarmente affidabili e che, anzi, ce li abbiamo avuti sempre sul groppone. La linea del fronte era dalle parti di Bergamo.

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  2. Vedi l'assordante silenzio propagandato da Mariangela Vaglio.
    Sono le mezze verità di questi inquinatori ideologici: se la mezza verità è scomoda, la si omette. Questi sono peggio dei preti.

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    1. Si tratta sempre di tale "Galatea". La cosa che dovrebbe fare pensare che la signora in questione non fa l'impiegata di banca.

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    2. Mah ...
      in questo caso, approvo il pezzo su L'Espresso on-line.
      Il post analizzato precedentemente da Lorenzo era da vomito : se ne trae che la colpa delle stragi sia da ascrivere a Salvini e ai leghisti.

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    3. Marco, partiamo da presupposto che se tu insegni matematica, devi insegnare matematica. Il compito dell'insegnante non è quello di assicurarsi la coerenza della "educazione politica" degli studenti rispetto a quella propria e di quelli che ti hanno garantito il posto pubblico. Oggi come oggi la scuola è uno dei maggiori problemi che abbiamo in Italia perché gli insegnanti non insegnano e dall'altra pretendono di educare. Prova a fare un discorso con uno studente e poi mi dici.

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    4. Con molta pacatezza, alcune cose per cercare di tenere la discussione entro limiti realisti.

      1. "Gli insegnanti" sono diverse centinaia di migliaia; nell'ambito di quel numero impressionante esiste una maggioranza che probabilmente è come la descrivi, ma esiste anche una cospicua quantità [1] di persone assai meno "allineate", ovvero assai più autonome nelle loro linee di pensiero e condotta [2].

      2. Sono assai pochi gli insegnanti che pretendono di educare; in effetti, la stragrande maggioranza degli insegnanti ne farebbe volentieri a meno, solo che la normativa impone di essere educatori, sempre sotto la spada di Damocle dei "provvedimenti disciplinari" incombenti. In queste condizioni, ognuno tenta di essere educatore nel modo che ritiene migliore [3] e fin dove è realisticamente possibile essere educatore con i miseri mezzi a disposizione [4].

      3. L'ambizione più diffusa tra gli insegnanti sarebbe quella di potersi effettivamente dedicare all'insegnamento serio della propria disciplina [5]. L'ambizione più evidente delle dirigenze scolastiche d'alto livello è creare le condizioni affinché sia oggettivamente impossibile. In quello sì che sono efficienti!

      4. Insegnare la storia è un'impresa ardua, particolarmente se si considera il modo in cui sono strutturati i programmi ministeriali, quelli che se non li rispetti la mannaia, i provvedimenti disciplinari, bla, bla, bla... In effetti, insegnare la storia dovrebbe consistere in un attento lavoro d'equilibrismo tra insegnare i fondamenti oggettivi dell'etologia umana [6] e insegnare metodi efficienti e altrettanto oggettivi di reperimento e analisi delle fonti. Una linea d'insegnamento di questo genere ha senso solo in presenza di discenti adulti. Chiedersi perché si comincia a impartire l'insegnamento della "storia" in età infantile molto precoce è molto utile per capire, tenendo conto di chi decide a che età si deve cominciare a insegnare la "storia"... Ah, esattamente come si fa con l'insegnamento della religione, e non credo sia un caso.

      [1] in termini assoluti, se anche non percentuali
      [2] fin dove possibile, ché poi cala la mannaia dei "provvedimenti disciplinari"
      [3] sbagliando? chissà quante volte! del resto non è detta che un esperto di lettere sia anche un esperto di pedagogia, così come non è detto che chi ha un titolo in pedagogia disponga effettivamente di chissà quali esperienze: negli anni ho frequentato corsi d'aggiornamento su tematiche pedagogiche tenuti da relatori provenienti dall'ambiente accademico, professoroni con cataloghi di pubblicazioni lunghi come l'autostrada del Sole -- gente che non aveva idea, nella pragmatica concretezza del quotidiano, di cosa significasse rapportarsi con le persone vere, gente che sapeva quel che aveva letto su certi libri, e che aveva scritto altri libri ricombinando le conoscenze acquisite giusto leggendo. Sai che esperti!
      [4] non credere che siano così tanti ad accettare di dare ascolto a personaggi che sono stati intenzionalmente trasformati in entità socialmente insignificanti
      [5] poi, ovviamente, c'è chi è in grado di farlo benissimo, chi solo bene e chi, in effetti, in modo piuttosto fiacco
      [6] quella che analizzi le spinte prettamente animali che guidano in modo cogente i nostri comportamenti

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    5. Forse non sono stato chiaro.

      Il termine "educare" avrebbe una valenza positiva se vivessimo in un mondo ideale e gli insegnanti cercassero di dare agli studenti una formazione di individui dotati di capacità di pensiero indipendente, se vogliamo di filosofi e in ultimo di cittadini.

      Purtroppo, causa storia dell'Italia, il Pubblico Impiego è stato usato dai partiti per creare e mantenere il proprio bacino elettorale e segnatamente il Partito Comunista, anche in omaggio alla teoria di Gramsci, ha colonizzato la Scuola, in maniera che insegnanti prezzolati hanno formato generazioni di studenti condizionati nell'obbedienza, che a loro volta sono diventati insegnanti, in una spirale che si auto-alimenta.

      Io crederò alla faccenda della "cospicua quantità" quando vedrò rivolte e manifestazioni dei "non-conformi-al-sistema", quando vedrò video di insegnanti che fanno cantare "Monte Nero" ai bimbi invece di "Bella Ciao", eccetera.

      Veniamo alla questione della Storia. Non vedo nessuna difficoltà se non che l'insegnante e in primis l'autore del libro di testo, subordinano tutto ad una certa ideologia, per cui anche dei fatti si deve fare un uso strumentale per condurre lo studente a certe considerazioni e conclusioni.

      Concludo dicendo che se gli studenti sono ciucci, mediamente, la ragione è che gli insegnanti non insegnano. Non c'è modo di aggirare questo dato di fatto. Se non fare come proponeva uno dei blog nell'elenco di UomoCoso, cioè istituzionalizzare il mondo stupido, abolire i congiuntivi, limitare la matematica alle addizioni, eliminare la geografia, eccetera. Come beneficio ulteriore, diventa più facile "integrare" gli immigrati.

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    6. Lorenzo: "se gli studenti sono ciucci, mediamente, la ragione è che gli insegnanti non insegnano"

      Mah... bisognerebbe poter quantificare quel "mediamente". Da addetto ai lavori posso affermare che gli studenti ciucci (che non sono certo tutti, diciamo un 50-60%) sono ciucci è perché ci sono in giro tante cose più avvincenti da fare che stare a sentire quel tipo che i genitori t'han detto essere un rubastipendio incapace "e cosa pretende quello lì". In genere l'acqua scorre in discesa, non in salita. Per pomparla verso l'alto occorre spendere energia, così tanta energia da richiedere un lavoro di squadra.

      Poi ci sono tutti gli "agenti" che remano contro, e sono tanti, ma tanti tanti, a partire da quelli che stanno al vertice. Non so, vogliamo mettere in discussione le motivazioni vere che possono aver spinto le dirigenze a istituire le figure degli alunni BES e quelle degli alunni caratterizzati da DSA? Cosa c'entrano gli insegnanti, che non fanno altro che subire una situazione che va a loro danno e sulla istituzione della quale non hanno avuto alcuna voce? (a parte che ci sarebbe da discutere chi dovrebbe rappresentare quella voce e quanto la rappresenterebbe realmente)

      Se gli studenti sono ciucci, mediamente è perché ci sono un sacco di ragioni, una minima parte delle quali, in alcuni casi circoscritti anche se diffusi, può essere fatta risalire a qualche specifico insegnante "della mutua". Tra l'altro, non bisogna dimenticare chi e perché ha deciso di mettere lì degli insegnanti "della mutua" (strumenti a loro volta di un meccanismo che ha finalità non dichiarate che possiamo solo immaginare).

      Lorenzo: "Io crederò alla faccenda della 'cospicua quantità' quando vedrò rivolte e manifestazioni dei 'non-conformi-al-sistema'"

      Dal momento che stiamo parlando di un insieme di persone che s'avvicina al milione (considerando tutti gli ordini di scuola), anche solo il 2% sarebbe una cospicua quantità in termini assoluti, ovvero 20.000 persone circa. Certo, è ben vero che "cospicuo" è un aggettivo e non un numero, per cui è opinabile quanto sia "cospicuo".

      Considera anche che "non conforme al sistema" non significa necessariamente "vistosamente ribelle".

      (segue...)

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    7. (...continua dal commento precedente)

      Lorenzo: "Non vedo nessuna difficoltà se non che l'insegnante e in primis l'autore del libro di testo, subordinano tutto ad una certa ideologia, per cui anche dei fatti si deve fare un uso strumentale per condurre lo studente a certe considerazioni e conclusioni."

      Questo è innegabile. Potrei offrirne testimonianza diretta alquanto articolata. Io stesso considero vergognoso questo stato di cose, e son certo che hai letto come vorrei veder cambiare la situazione. Notizia bomba: né io né te vedremo cambiare un bel niente, anche se magari vedremo invertirsi la direzione dell'indottrinamento (meccanismo uguale anche se di segno inverso -- è già successo non so quante volte, come testimonia il vecchio libro di testo delle elementari di una mia defunta zia, che è stata bambina negli anni '30).

      Lorenzo: "fare come proponeva uno dei blog nell'elenco di UomoCoso, cioè istituzionalizzare il mondo stupido, abolire i congiuntivi"

      Ho letto (e commentato, con nome diverso) quelle pagine. Non sono minimamente d'accordo con chi le ha scritte. Deprivare le persone della capacità di gestire la ricchezza linguistica, visto l'uso "contundente" che le dirigenze fanno del linguaggio, fa il paio con il disarmare la gente che avrebbe necessità di difendersi in casa propria. Può sembrare un paragone azzardato, ma non credo proprio che lo sia.

      Ovvio che il mio sforzo di remare contro corrente, anche in questo campo, è destinato a soccombere di fronte a forze soverchianti di segno opposto. Per di più, sforzandomi tanto, passo per noioso rompipalle agli occhi tanto dei ragazzini quanto dei loro genitori ("Prof., certo che anche lei... dare un voto negativo DI MUSICA!!!" -- prego di voler riflettere sulle implicazioni di questa frase, che mi è stata apertamente rivolta, in diverse varianti più o meno educate formalmente, da una quantità decisamente rilevabile di genitori).

      Lorenzo: "insegnanti prezzolati hanno formato generazioni di studenti condizionati nell'obbedienza"

      Be', se vuoi una chicca, pochi giorni fa siamo stati forzati a partecipare al classico quanto inutile "minuto di silenzio". Ai ragazzi, il Sindaco della città e il Dirigente della scuola non hanno trovato di meglio da dire (tra mille banalità che non sto a riportare) che "questo è quel che ci si può aspettare quando non si rispettano le regole". Già. Le regole. Una roba da vergogna. Avrebbero avuto un solo modo per rivelarsi più ipocriti: aggiungere "condivise" (che è un tormentone molto ricorrente nella scuola), un falso nel falso.

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  3. A differenza di allora, oggi non ci sarà nessuno a fermare l'orda di criminali presuntuosi e arroganti, che vivono nel rancore e nell'invidia mista a insoddisfazione profonda, convinti che il nostro modus vivendi sia sbagliato ma che ambiscono a diventare come noi.
    Intanto, ieri a Varese .

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    1. Fermare? Ma se li facilitiamo in tutti i modi. Esiste una fazione in Italia e in Europa che vede nell'ingresso degli immigrati, di etnie estranee ed eterogenee, una "rivoluzione" che conduce ad un Mondo Nuovo, che nei loro sogni (per ragioni a me incomprensibili) sarebbe migliore di quello attuale. Questa fazione fa di tutto per fare entrare il maggior numero possibile di immigrati.

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  4. Comunque Islam verace e Islam moderato sono categorizzazioni semplificative e quindi inaccettabili.
    Conta lo stato evolutivo del Paese d'origine : tra un marocchino e un bengalese ci sono 100 di differenza ( ad esempio ).
    Il Maghreb mediterraneo non è molto distante dal Meridione italiano.

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    1. Guarda, ti racconto un episodio che illustra le cose:
      Molti anni fa feci un viaggio in macchina con amici attraverso la Jugoslavia per arrivare in Grecia. La Jugoslavia di allora era un altro mondo, pochi chilometri dopo la frontiera in Slovenia cominciava un paese di boschi e foreste senza anima viva, con una stradina che lo attraversava in lunghezza, paesi desolati di due case, nessun negozio, di notte non si vedeva una luce. Tanto che in tre giorni abbiamo faticato a trovare da mangiare e la benzina. Dopo questa traversata del deserto arriviamo finalmente alla frontiera con la Grecia (prego considerare la Grecia di allora) e vediamo in lontananza un piccolo supermercato. La Terra Promessa, paradiso di delizie, la civiltà.

      Ecco, quando leggo "il Magreb non è molto distante dal Meridione" non posso che ripensare a quanto grande può essere la distanza tra due posti che fisicamente sono contigui.

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    2. Lorenzo: "La Jugoslavia di allora era un altro mondo [...]"

      Da come lo descrivi mi dà l'idea di un bel posto.

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    3. Ebbe, hai i pensieri un po' deformati se pensi che un posto senza pane ma coi carri armati agli angoli delle strade sia un "bel posto". Poco dopo la mia traversata (che feci anche in senso inverso), scoppiò la guerra dei Balcani che frammentò la Jugoslavia in Stati indipendenti.

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  5. Lorenzo: "La Jugoslavia di allora era un altro mondo, pochi chilometri dopo la frontiera in Slovenia cominciava un paese di boschi e foreste senza anima viva, con una stradina che lo attraversava in lunghezza, paesi desolati di due case, nessun negozio, di notte non si vedeva una luce."

    Non vedo cenno ai carri armati.

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    1. Si, colpa mia, oltre a non avere menzionato gli aspetti tipici di un regime comunista prossimo al collasso, basti pensare che i ragazzi a scuola studiavano come pulire un fucile o costruire una bomba e la biografia del compagno Tito il solito "Caro Leader", mi sono dimenticato che certi hanno un riflesso condizionato per cui associano ai boschi senza traccia di presenza umana una valenza positiva invece che un chiaro segno di miseria e sottosviluppo.

      Comunque era pieno di militari ad ogni incrocio.

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