martedì, dicembre 29, 2015

Velocità e consumo di carburante

Non tutti sanno che la resistenza che si incontra quando ci si muove all'interno di un fluido (aria, acqua) aumenta in maniera geometrica rispetto alla velocità. La conseguenza è che per muoversi al doppio delle velocità attuale bisogna moltiplicare per quattro la spinta, cioè una auto che viaggia a 100km/h idealmente usa una spinta quattro volte maggiore rispetto a quando viaggia a 50 km/h.


La applicazione pratica viene dalle navi da trasporto per le quali navigare lentamente implica un consumo molto minore di carburante. Pare che una nave porta-container che navighi a meno di 18 nodi (33 km/h) invece della velocità massima di circa 27 nodi, possa risparmiare fino al 60% del carburante per le traversate oceaniche. L'inconveniente è che per compiere il viaggio ci mette qualche giorno in più e che l'insieme di eliche e motori sono progettati per un certo range ottimale di giri al minuto, se si scende sotto una certa soglia il rendimento del propulsore diminuisce e manda a monte tutto o parte del risparmio. Quindi si pone il problema di progettare navi apposta per il "slow steaming" (fino a 18 nodi) o il "super slow steaming" (sotto i 18 nodi).

La ragione per cui l'armatore di una nave preferisce navigare lentamente risparmiando carburante è ovviamente data dal rapporto tra il guadagno di una consegna celere messo in rapporto alla spesa del carburante. In aggiunta, oggi si propone il problema dell'inquinamento (tot tonnellate di combustibile producono tot quintali di inquinanti).

Esempio di "progresso" o di "crescita" che implica un decremento quantitativo a fronte di un incremento qualitativo.

Nota: in inglese esiste una parola per "navigare a vela" (sailing), equivalente a "veleggiare" e una parola per "navigare con un motore" (steaming) che si traduce letteralmente in "vaporeggiare".

Altra nota: le gare motoristiche sono sempre fondate sulla velocità. I ciclisti per andare più veloci si dopano, nelle auto cercano tutti i trucchi per cavare quanta più spinta possibile da un motore che ha il volume dei cilindri limitato dal regolamento. Cosa succederebbe invece se facessero delle gare tipo categoria A - "chi riesce a fare più strada tra 50 e 70 km/h", categoria B - "chi riesce a fare più strada tra 70 e 90 km/h"? Infatti è ovvio che se si facesse una gara basata solo sulla distanza percorsa con una certa quantità di carburante, tutti i concorrenti andrebbero a velocità minima, con sezione frontale minima e minima superficie di contatto a terra, puntando a ridurre il più possibile resistenze e attriti. Una gara basata sulla sola velocità necessariamente porta i concorrenti ad incrementare al massimo la spinta e indirettamente il consumo di carburante. Quindi l'ideale per perfezionare i veicoli nell'uso quotidiano mi pare una gara che invece fissi un range di velocità e che imponga di aumentare al massimo la distanza percorsa, quindi il rendimento del veicolo.

domenica, dicembre 27, 2015

Piccola recensione di uBlock

UBlock si propone come alternativa ad ADBlockPlus. La sua ragione di essere è quella di usare le medesime liste di regole predefinite che usa ADBlockPlus per filtrare gli oggetti contenuti nelle pagine Web ma di essere molto più efficiente nel confrontare le regole con ogni pagina, consumando quindi meno RAM e CPU.

Non entro nel merito dello assunto fondamentale, cioè se UBlock sia effettivamente più efficiente nel macinare le liste e le pagine rispetto ad ADBLockPlus. Non solo non ho modo di verificare ma non mi serve nemmeno, per quanto scriverò in seguito.

Invece voglio rilevare che esiste un difetto fondamentale nel concetto di entrambe le estensioni. Cioè la dicotomia insanabile tra gli utenti che vogliono installare l'estensione e poi dimenticarsi che esiste, senza metterci mano e quelli che invece installano l'estensione con l'idea opposta e cioè di decidere loro, di volta in volta, cosa bloccare e cosa no dentro i siti che visitano.

Per il primo gruppo le estensioni forniscono un certo numero di liste compilate da terzi che possono essere selezionate una per volta o tutte insieme. Queste liste sono generiche quindi se io visito 20 siti e mi servono cento regole, mi troverò comunque a caricare centinaia di migliaia di regole che non userò mai, che si applicano a siti che non visiterò mai.

Per il secondo gruppo le estensioni forniscono il modo di scrivere le proprie regole, sulla base delle pagine effettivamente visitate.

E' ovvio che le due modalità sono una in contraddizione con l'altra, un ostacolo, un difetto. Se io sono nel primo gruppo tutta le opzioni che l'estensione presenta sono superflue o controproducenti, si traducono in codice che l'autore deve mantenere e che appesantisce il programma. Se io sono nel secondo gruppo non voglio trovarmi liste di terzi predefinite che poi devo disabilitare e tutte gli automatismi predisposti per l'utente ignaro mi stanno tra i piedi, oltre ad essere ancora codice che l'autore deve mantenere e che appesantisce inutilmente il programma.

Idealmente, sia UBlock che AdBlockPlus dovrebbero secondo me essere scorporati in due estensioni ognuna. Una estensione praticamente senza opzioni, con una interfaccia ridotta al minimo, che si limita a caricare le liste precompilate, magari dando la scelta in un elenco di liste. Nel caso di ADBLockPlus, la versione per Chrome assomiglia abbastanza a questo ipotetico programma, dato che praticamente non consente di fare niente altro. L'altra una estensione che invece contiene una interfaccia il più flessibile possibile per ispezionare le pagine visitate e creare le regole di filtro per bloccare le diverse categorie di oggetti. Senza nessuna lista predefinita e nessun automatismo. L'unica cosa che le due estensioni hanno in comune è il "motore" che confronta le regole con il codice della pagina, tutto il resto è necessariamente diverso.

Ora, nel caso di UBlock l'estensione nella sua modalità normale pende molto verso il primo tipo, cioè contiene un elenco di liste, alcune sono pre-selezionate e poco altro. E' assolutamente pessima quando si tratta di scrivere le proprie regole, una interfaccia appena abbozzata e inutilizzabile. Inoltre ha una modalità secondaria "avanzata" che introduce sopra le liste una modalità che definisce "dinamica" e che in pratica invece di basarsi su liste di "stringhe/parole chiave" come "||mario." si basa su liste di "host", cioè di dominii e regole di rete, sul genere dei firewall, cioè qualcosa tipo "corriere.it - block" ma da impostare con una matrice di righe e colonne. Se questa modalità sovrapposta alle liste, col problema di capire cosa ha la priorità su cosa, alla fine incasina parecchio l'aggeggio, serve però ottimamente a dimostrar il punto di cui sopra e cioè che si tratta di due programmi concettualmente differenti, per due gruppi di utenti diversi, mescolati in un ircocervo che finisce per essere un compromesso che scontenta tutti.

A questo punto il pirlotto di turno chiederà "ma tu me la consigli"? Come odio questa faccenda del "consigliare". Io non posso usare uBlock perché non voglio usare le liste predefinite (che in uBlock sono addirittura "hardcoded") e non mi serve la modalità "avanzata - dinamica" sopra queste liste. Continuo ad usare ADBlockPlus perché, pur avendo le due sfighe di consumare abbastanza risorse e della manfrina delle "pubblciità accettabili" che sponsorizzano ADBlockPlus, purtuttavia ha una buona interfaccia per ispezionare le pagine e costruire la mia lista personale di regole, con solo quello che mi serve e niente di più o di meno.

Prossimamente ci saranno grandi cambiamenti in Firefox, la scomposizione del browser in (almeno due) processi separati e l'abbandono delle estensioni tradizionali per passare a estensioni basate su delle API molto simili se non uguali a quelle di Chrome. Staremo a vedere quante e quali estensioni sopravviveranno e come.

mercoledì, dicembre 23, 2015

Se io fossi - Episodio II

Ecco un articolo abbastanza demenziale e che si ricollega al mio post precedente, vi spiego poi il motivo: Internet ha bisogno di regole

La prima ragione della demenza è questa idea tipicamente decadente che si possa creare la "realtà" semplicemente affermando una cosa. Io scrivo una legge e oplà, l'universo si adegua. Non funziona cosi, Internet ha (fortunatamente) le regole che decidono le grandi aziende e in subordine le agenzie governative americane. La UE è un concetto vuoto, non solo perché non ha potere politico e militare ma sopratutto perché ha allegramente rinunciato ad avere una qualsiasi capacità tecnologica, pur avendo tradizionalmente la maggiore capacità tecnico-scientifica del pianeta. Politicanti parolai, impostazione vagamente "socialista", qui sembrano pensare che esistano i famosi "diritti" che è sufficiente invocare. Il risultato sono pose ridicole come quella dell'avvertimento sui "cookie", tanto fastidioso quanto inutile.

La seconda ragione è che l'estensore dell'articolo non si rende conto di quanto sia profonda la buca in cui ci siamo rintanati. Dice "le informazioni". Non prende in considerazione il fatto che non solo in Europa non produciamo fisicamente nessun oggetto elettronico di consumo, non abbiamo nessun controllo nemmeno sul suo funzionamento. Qui non intendo semplicemente dire che i PC funzionano con iOS o Windows, i furbofoni con Android, tutto software prodotto dalle grandi aziende americane Google, Microsoft, Apple, che decidono le funzionalità, i termini delle licenze d'uso, i prezzi, la configurazione dei dispositivi su cui deve funzionare il software, decidono anche quante "backdoor" nascondere per poi darle in gestione alle agenzie governative americane per accedere ai dispositivi di cui sopra. Parliamo di un mondo in cui esistono sottomarini a propulsione nucleare che vanno a posare degli aggeggi sui cavi negli abissi oceanici per intercettare le comunicazioni tra un continente e un altro. No, non basta. Tutti i microchip del mondo vengono costruiti in Asia, prevalentemente in Cina. Questi microchip sono ovunque, su qualsiasi dispositivo elettronico. Nella maggior parte dei casi questi chip hanno a bordo un software che ne controlla il funzionamento indipendentemente da tutto il resto e questo software è completamente inaccessibile all'utente e anche alla grande azienda che utilizza il chip dentro un proprio prodotto. Per esempio, una stampante non solo ha il suo software che ne pilota le funzioni, accessibile all'utente con la sua interfaccia, che viene fornito dal marchio che vende quel modello di stampante, diciamo Hewlett Packard, ha anche diversi software che operano autonomamente ad un livello inferiore che accompagnano i microchip usati per tutti i componenti della stampante e che sono forniti dal fabbricante anonimo del chip, completamente inaccessibili.

Ora, quando la signora Merlek usa un qualsiasi dispositivo elettronico, non solo si collega ad una o più reti il cui traffico può essere intercettato, non solo deve adoperare un software di aziende americane che rispondono solo a se stesse o al governo americano, non solo tutto quello che avviene sul dispositivo o su Internet viene memorizzato da qualche parte, fuori dal suo controllo, la signora Merkel non può sapere cosa fanno i microchip del dispositivo quando lei lo adopera e questi microchip rispondono a perfetti sconosciuti. Non si tratta solo del furbofono, abbiamo detto la stampante ma può essere un router che regola il traffico tra una rete e un'altra o nell'incubo futuribile della "Internet delle cose", la scheda elettronica del termostato di casa o gli aggeggi dell'automobile.

Io dico, fai in modo che quasi tutta la popolazione europea passi le giornate a spippolare un furbofono
- fabbricato in Cina, col firmware inaccessibile
- con sopra i driver e eventuali aggeggi del venditore coreano del furbofono
- il sistema operativo di Google e applicazioni eterogenee del "negozio" di Google
- che si collega a Facebook o PornHub
- attraverso una rete di nodi cui non sai nulla in nessun punto, nemmeno la parte controllata dalle compagnie telefoniche italiane
[escludendo eventuale spyware]
e poi beli come un agnello invocando le "regole"? Paradossale. Triste nella sua futilità imbelle.

lunedì, dicembre 21, 2015

Se io fossi

Stavo per scrivere "se fossi Renzi".

Poi ci ho ripensato, data l'enormità del Caro Leader. Diciamo, se fossi Ministro del Governo italiano, fintanto che l'Italia conserva una parvenza di sovranità nazionale, invece di seguire il flusso beota della propaganda e del marketing, da cui discorsi strampalati su "banda larga" e "digitalizzazione", invece dei "selfie", invece del "buono da 500 euro" da spendere in "cultura", prenderei contatto con questa gente: -- Purism -- e gli chiederei di mettere a punto una proposta per un PC "entry level" da produrre in circa tre milioni di pezzi ogni anno, annessa catena logistica di assistenza e riparazione. Questo PC lo darei poi in dotazione gratuita ad ogni studente delle scuole superiori.

Cosa ha di speciale il prodotto di questi tizi? Che è [quasi] completamente "aperto", cioè l'utente ha [quasi] il totale controllo su tutti si dispositivi che montano e sui programmi che li fanno funzionare. Se andiamo al nocciolo del problema, è la differenza tra POSSEDERE un oggetto contro avere il PERMESSO DI USARE un oggetto. Nel primo caso si ha la piena facoltà di decidere come, dove, quando e perché, nel secondo caso invece si può solo adeguarsi a quanto previsto da chi ci fornisce l'oggetto che usiamo, sia da un punto di vista "legale" tramite le licenze d'uso che da un punto di vista pratico, nella impossibilità di conoscere o modificare il funzionamento dell'oggetto.

Ci sono alcuni concetti fondamentali.
- Primo, la "digitalizzazione", pessimo termine per dire "uso di dispositivi elettronici e programmi", secondo me è controproducente se viene introdotta precocemente. I bimbi hanno bisogno di svilupparsi fisicamente e mentalmente nella maniera tradizionale. Quindi lavagna e gessetti, libri e matite, almeno fino alle Superiori.
- Secondo, è fondamentale fare capire alla gente che i dispositivi elettronici sono solo degli arnesi che servono per fare certi lavori, come il trapano o la chiave inglese.
- Terzo, è fondamentale che la gente si impadronisca della natura e del funzionamento dei dispositivi elettronici e per poterlo fare è necessario che questi aggeggi siano accessibili, cioè che si possano "smontare e rimontare" liberamente. Usare strumenti malefici, concepiti dal marketing delle multinazionali come i furbofoni o le tavolette, oppure i PC dei grandi marchi, è sbagliato perché condiziona le persone ad un ruolo meramente passivo. Purtroppo nessuna azienda può spezzare il "sigillo" che mantiene tutto il "mercato" chiuso e bloccato, gli utenti prigionieri delle scelte altrui, più o meno inconsapevoli. La prova provata è stato il recente fallimento di Mozilla nel proporre furbofoni con sopra il loro "sistema operativo" alternativo. Da cui la necessità di commesse pubbliche.

Una volta avviato questo processo, si potrebbe poi ripetere per la "digitalizzazione" di tutta la P.A. con gli stessi criteri.

Un'altra cosa che si dovrebbe fare è liberarsi dei quaranta canali della RAI, conservarne due o tre, volendo esagerare col "servizio pubblico" che per definizione non deve competere sul "mercato dell'intrattenimento" e coi soldi risparmiati fornire a tutti la connessione ad Internet gratuita, non serve che sia "larga". Ancora, si tratta di spezzare il monopolio/cartello truffaldino delle "telefoniche" sulle telecomunicazioni, infatti una volta che io sono collegato ad Internet, tramite una connessione "neutra", teoricamente non mi serve niente altro perché posso comunicare con chiunque e qualsiasi oggetto, ovunque nel mondo, a costo zero (tranne ovviamente il mantenimento della infrastruttura di rete).

Certo, il problema è il concetto di "libertà".

Aggiungo, non ci avevo pensato. A proposito della "digitalizzazione", invece delle "lavagne multimediali" una cosa intelligente, che va nella direzione opposta, è questo famoso progetto: -- Raspberry Pi --, che sicuramente il Caro Leader conosce a menadito.

Si tratta di una serie di piccole schede che hanno tutte le funzioni di un PC e con le quali si può fare ogni sorta di esperimento di informatica. Il sito è abbastanza auto-esplicativo. Ancora, il concetto delle persone che hanno concepito l'idea era l'esatto opposto di quello che propone la scuola italiana, cioè invece di imparare ad usare passivamente dei gadget e conformarsi alle mode predefinite, imparare a padroneggiare e costruire i propri strumenti. Qui siamo ad un livello "didattico" ancora migliore.

lunedì, dicembre 14, 2015

L'inferno esiste

Ecco la prova: Pape Satan Aleppe

Intanto a Metropolis:

sabato, dicembre 12, 2015

La connessione wireless si resetta su Debian

Ovvero, porca di quella...

Allora, quando si usa Linux capita di oscillare tra la meraviglia di potere mettere insieme le cose come ci pare e lo sgomento causato dalla complessità caotica che risulta mettendo insieme software eterogenei, sviluppati ognuno per conto suo, ognuno con le sue idiosincrasie peculiari.

Un giorno si presenta questo problema: la connessione wireless tramite adattatore USB si resetta di continuo, oppure l'adattatore si spegne e si riaccende, o si spegne e rimane morto, tutte queste cose in ordine sparso. Ci sono cento cose differenti coinvolte nella connessione, dal "kernel" che deve utilizzare il "firmware" appropriato per la periferica in uso, ai servizi di rete, al "wpa-supplicant" e il "networkmanager". Essendo l'adattatore un dispositivo USB ci sono poi tutti gli aggeggi che rilevano le periferiche in modalità plug&play.

Insomma, provo a pasticciare di qui e di la, gli stessi errori che vedo nel log hanno centomila cause diverse, non cavo un ragno dal buco. Reinstallo tutto passando dalla versione "stabile" alla versione "testing" di Debian per vedere se si risolve qualche bug con versioni più aggiornate di tutti gli aggeggi. Niente, non funziona.

Alla fine era il maledettissimo networkmanager.

Si tratta del "demone" con la sua bella interfaccia Gnome accessibile tramite icona, che permette di visualizzare le reti disponibili, configurare la connessione, passare da una connessione ad un'altra. A quanto pare questo software viene sviluppato all'interno di Gnome/Fedora/Redhat e ci investono abbastanza risorse. Secondo loro è un software fighissimo, che fa tutto nel modo migliore, eccetera. Peccato che NON FUNZIONI. I bug di questo aggeggio sono catastrofici perché sono una cosa che impedisce di usare il PC, quindi non mi capacito del fatto che in Debian sia usato di default sia su "stabile" che su "testing" in tutte le configurazioni disponibili.

Per risolvere l'inconveniente ho installato "wicd" al posto di "networkmanager", un aggeggio grossomodo analogo, il fratello povero sviluppato da qualche volenteroso senza dietro chissà quale organizzazione. E' un po' più spartano ma adesso la connessione non si resetta di continuo, l'adattatore non viene spento e scollegato, quindi funziona.

Esistono due alternative. Una è un altro aggeggio sviluppato credo da Intel per i furbofoni e che funziona anche sui PC, si chiama "connman", io però non sono riuscito a farlo funzionare, avendone anche un po' le scatole piene in questo momento. L'altra è configurare tutte le connessioni di rete a manina, editando i soliti file di testo, cosa che va bene se si usa una connessione ethernet, sempre quella ma è poco pratico per le connessioni wireless.

Comunque, riassumendo, se vi si resetta di continuo la connessione wireless, provate a sostituire "networkmanager" con "wicd".

Se qualcuno poi mi spiega come usare "connman" e "connman-ui" in Debian, ve ne sarei grato.

giovedì, dicembre 10, 2015

Tradimento

Gli articoli dal 241 al 274 sono delitti nel dettaglio contro l'internazionalizzazione dello Stato, visto come attentato alla sua integrità, indipendenza, e unità dello Stato (art. 241), ostilità nei confronti di uno Stato estero portando lo Stato italiano in pericolo di guerra (art. 244), la corruzione di un cittadino da parte di uno straniero contro gli interessi nazionali (art. 246), lo spionaggio politico o militare (art. 257) etc.

Gli articoli dal 276 al 292 si riferiscono nel dettaglio alla parte interna della Repubblica, che comprendono i reati contro il Presidente della Repubblica Italiana (artt. 276-278), l'attentato terroristico-eversivo (art. 280) o contro la Costituzione (art.283), l'insurrezione armata contro lo Stato (art. 284), la devastazione, il saccheggio e la strage per attentare alla sicurezza dello Stato (art. 285), la guerra civile (art. 286) etc.

Esistono anche altre reati riguardanti il tradimento, come la cospirazione politica mediante accordo (art. 304) o associazione (art. 305) o la banda armata (art. 306).

Prima del 1948 per questi reati c'era la pena di morte, ora la pena massima è l'ergastolo.


(cit. Wikipedia)
L’Ue ha ancora molte carte da giocare, ma deve muoversi rapidamente, riaffermando con passione e coraggio solidarietà sociale, giustizia, democrazia e accoglienza

Allons enfants de la Patrie...
E' sbagliato che la gente possa votare, è sbagliato che i Popoli godano di auto-determinazione. Togliamo ai Popoli la loro sovranità, aboliamo gli Stati nazionali e le loro Costituzioni, diamo ai Parlamenti la funzione dei Consigli Comunali e riaffermiamo con passione e coraggio la Unione delle Repubblice Socialiste Europee. Italiani, dormite sonni tranquilli mentre ci sono i vertici delle istituzioni democratiche che partecipano ad incontri dove si disegna il vostro futuro, un futuro dove le decisioni su di voi e la vostra terra saranno prese da altri. Quel tipo di democrazia dove il Popolo non ha voce e il cittadino è un servo inginocchiato a cui garantire la scodella di pappone.

A riprova di quanto siano scemi, ignoranti e prezzolati tutti i "maestri del pensiero", eccovi una perla: andate a leggere il significato del termine Populismo.
Prende il nome dall'omonimo movimento sviluppatosi in Russia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento che proponeva un miglioramento delle condizioni di vita delle classi contadine e dei servi della gleba, attraverso la realizzazione di un socialismo basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale.
Ah ma la "scienza politica" (minuscolo) sentiva il bisogno di ridefinire il concetto, ognuno in base ai suoi scopi...

sabato, dicembre 05, 2015

Siamo in guerra

-- Questo è il nemico --
Purtroppo è una guerra persa, basta attaccare bottone con un italiano a caso, per strada.



Intonò un canto di stregoneria:
forare, violare, fellonia,
E svelare, scoprire, tradire.

Ma Felagund, senza basire,
Rispose, questo cercando di dire:
Resistere contro il potere,
E fedeltà e segretezza tenere
Come torre, e liberi stare:
Di cangiare e forma mutare;
Lacci elusi, trappole infrante,
Carceri aperte, catene schiante.

Avanti e indietro andavano i canti,
Girando, oscillando, via via più tonanti.

Saliva la voce, Felagund resisteva
E la magia e la potenza metteva
Di tutti gli Elfi in ciò che diceva.

Ed ecco dolci nel buio gli alati
Dal Nargothrond cantare beati
E più lontana la voce dell'onda
Di là, in Occidente, lungo la sponda,
La spiaggia di perle, degli Elfi la terra.

S'accrebbe il buio, infuriava la guerra
In Valinor. Rosso sangue scorreva
Accanto al Mare, e il Noldo uccideva
Il Marinaio, e rubava le navi,
Le navi bianche, leggere e soavi;
Dal porto salpava. E gemono i venti,
Urlano i lupi coi ladri fuggenti.

Mormora il ghiaccio del Mare alle foci.
Soffrono in Angband pene atroci
Gli schiavi. Tuono, fuoco ardente -
E Finrod crolla abbattuto, perdente.

giovedì, dicembre 03, 2015

Nessuna invasione, sono quattro gatti

La popolazione straniera in Italia ha raggiunto 5,8 milioni di presenze (regolari e non), con un aumento di 150mila persone (+2,7%) rispetto all'anno precedente. Gli stranieri rappresentano quindi il 10% della popolazione
Il Rapporto della Fondazione Ismu

Ma la cosa divertente è il link "repubblica.it/solidarieta/immigrazione". Vorrei chiedere alle simpatiche teste di cazzo perché siamo solidali solo con quelli che entrano e soggiornano in Italia illegalmente ma sarebbe tempo perso. La risposta io la conosco, eccola:
- Ci offrono uno stile di vita
- Insopportabile contraddizione
- Il cittadino temporaneo

Se pensate che quelle sullo "stile di vita" siano solo chiacchiere, ecco come si presentava il capolinea di San Donato due anni fa. Ora, immaginatevi che il mercatino di Natale nel mio Comune è esattamente uguale.


Gente che si sta rivoltando nella tomba


Giovane esule italiana in fuga dall'Istria.
Trasporta, insieme ai propri effetti personali, un tricolore.

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Nel frattempo, oggi la borsa è affondata un'altra volta ma non basta, vi ricordate il duo comico Renzi - Landini e la Operazione IRI-Nostalgia delle acciaierie di Taranto sequestrate dalla Santa Inquisizione? Eccovi un aggiornamento sulla vicenda:
Decreto salva-ILVA
ILVA fallita

martedì, dicembre 01, 2015

Più tempo passa più mi fate ribrezzo

La cosiddetta "sinistra" italiana, gente la cui esistenza dimostra la non esistenza di Dio:
Targa e bollo sulla bici, scoppia il caso

Intanto pare che il pensionato "assassino", processato e condannato dal Tribunale del Popolo per avere spietatamente teso una imboscata ed ucciso un povero migrante, avesse detto la verità:
Confermata la versione del pensionato