lunedì, dicembre 21, 2015

Se io fossi

Stavo per scrivere "se fossi Renzi".

Poi ci ho ripensato, data l'enormità del Caro Leader. Diciamo, se fossi Ministro del Governo italiano, fintanto che l'Italia conserva una parvenza di sovranità nazionale, invece di seguire il flusso beota della propaganda e del marketing, da cui discorsi strampalati su "banda larga" e "digitalizzazione", invece dei "selfie", invece del "buono da 500 euro" da spendere in "cultura", prenderei contatto con questa gente: -- Purism -- e gli chiederei di mettere a punto una proposta per un PC "entry level" da produrre in circa tre milioni di pezzi ogni anno, annessa catena logistica di assistenza e riparazione. Questo PC lo darei poi in dotazione gratuita ad ogni studente delle scuole superiori.

Cosa ha di speciale il prodotto di questi tizi? Che è [quasi] completamente "aperto", cioè l'utente ha [quasi] il totale controllo su tutti si dispositivi che montano e sui programmi che li fanno funzionare. Se andiamo al nocciolo del problema, è la differenza tra POSSEDERE un oggetto contro avere il PERMESSO DI USARE un oggetto. Nel primo caso si ha la piena facoltà di decidere come, dove, quando e perché, nel secondo caso invece si può solo adeguarsi a quanto previsto da chi ci fornisce l'oggetto che usiamo, sia da un punto di vista "legale" tramite le licenze d'uso che da un punto di vista pratico, nella impossibilità di conoscere o modificare il funzionamento dell'oggetto.

Ci sono alcuni concetti fondamentali.
- Primo, la "digitalizzazione", pessimo termine per dire "uso di dispositivi elettronici e programmi", secondo me è controproducente se viene introdotta precocemente. I bimbi hanno bisogno di svilupparsi fisicamente e mentalmente nella maniera tradizionale. Quindi lavagna e gessetti, libri e matite, almeno fino alle Superiori.
- Secondo, è fondamentale fare capire alla gente che i dispositivi elettronici sono solo degli arnesi che servono per fare certi lavori, come il trapano o la chiave inglese.
- Terzo, è fondamentale che la gente si impadronisca della natura e del funzionamento dei dispositivi elettronici e per poterlo fare è necessario che questi aggeggi siano accessibili, cioè che si possano "smontare e rimontare" liberamente. Usare strumenti malefici, concepiti dal marketing delle multinazionali come i furbofoni o le tavolette, oppure i PC dei grandi marchi, è sbagliato perché condiziona le persone ad un ruolo meramente passivo. Purtroppo nessuna azienda può spezzare il "sigillo" che mantiene tutto il "mercato" chiuso e bloccato, gli utenti prigionieri delle scelte altrui, più o meno inconsapevoli. La prova provata è stato il recente fallimento di Mozilla nel proporre furbofoni con sopra il loro "sistema operativo" alternativo. Da cui la necessità di commesse pubbliche.

Una volta avviato questo processo, si potrebbe poi ripetere per la "digitalizzazione" di tutta la P.A. con gli stessi criteri.

Un'altra cosa che si dovrebbe fare è liberarsi dei quaranta canali della RAI, conservarne due o tre, volendo esagerare col "servizio pubblico" che per definizione non deve competere sul "mercato dell'intrattenimento" e coi soldi risparmiati fornire a tutti la connessione ad Internet gratuita, non serve che sia "larga". Ancora, si tratta di spezzare il monopolio/cartello truffaldino delle "telefoniche" sulle telecomunicazioni, infatti una volta che io sono collegato ad Internet, tramite una connessione "neutra", teoricamente non mi serve niente altro perché posso comunicare con chiunque e qualsiasi oggetto, ovunque nel mondo, a costo zero (tranne ovviamente il mantenimento della infrastruttura di rete).

Certo, il problema è il concetto di "libertà".

Aggiungo, non ci avevo pensato. A proposito della "digitalizzazione", invece delle "lavagne multimediali" una cosa intelligente, che va nella direzione opposta, è questo famoso progetto: -- Raspberry Pi --, che sicuramente il Caro Leader conosce a menadito.

Si tratta di una serie di piccole schede che hanno tutte le funzioni di un PC e con le quali si può fare ogni sorta di esperimento di informatica. Il sito è abbastanza auto-esplicativo. Ancora, il concetto delle persone che hanno concepito l'idea era l'esatto opposto di quello che propone la scuola italiana, cioè invece di imparare ad usare passivamente dei gadget e conformarsi alle mode predefinite, imparare a padroneggiare e costruire i propri strumenti. Qui siamo ad un livello "didattico" ancora migliore.

16 commenti:

  1. Questa è una delle migliori pagine di politica che abbia letto da tempo.
    Etica, autodeterminazione, conoscenza profonda, decentralizzazione, responsabilità, formazione e miglioramento delle persone, strutture leggere, efficienti, funzionali, controllate.
    Che meraviglia di anarchismo, questa!
    Grazie.

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    1. Sono cose (che dovrebbero essere) di pubblico dominio ma che svaniscono come lacrime nella pioggia (cit.)

      Aggiungo una considerazione in merito al senso della "scuola" e della "istruzione": La galassia lontana lontana

      La personcina in questione pensa che si possa decidere di "studiare da jedi", c'è tutto un mondo di "pezzi di carta" e di "diritti", di "lei non sa chi sono io" dietro questa idea. Non è cosi, per diventare jedi bisogna nascere con il talento della "Forza" e poi bisogna essere scelti da un altro jedi come apprendista. Si diventa jedi come una volta si diventava Leonardo o Michelangelo.

      Inoltre, l'apprendistato e la investitura comporta il famoso rapporto tra potere e responsabilità. Dato il grande potere e le grandi tentazioni che portano verso il "Lato Oscuro" il jedi è necessariamente un monaco guerriero, un asceta.

      Tutto questo è più o meno l'opposto della laurea nel sistema scolastico italiano. A maggior ragione la laurea che esiste in funzione del Pubblico Impiego.

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    2. E poi ci chiediamo perché gli Italiani devono emigrare per combinare qualcosa.

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  2. Bel post.

    ...

    C'era anche il progetto spagnolo di uno smartphone totalmente prodotto là ...
    Ooooops !

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    1. La questione della produzione, della manifattura, è tutto un altro discorso, che alla fine è ancora più dipendente dal concetto di "sovranità" perché necessariamente dipende da frontiere e dazi.

      Qui però si parla d'altro e cioè non tanto di dove viene fabbricato l'aggeggio ma delle sue specifiche, cioè di come è fatto e di come funziona.

      Gli aggeggi disponibili sul "mercato" sono pensati nell'interesse delle grandi aziende e dei cartelli, interesse contrario a quello degli Italiani. Quindi, siccome nessuna azienda può andare controcorrente con le sue forze, l'unico modo è spezzare il ciclo perverso tramite commesse pubbliche.

      Ma c'è un ma... Bisogna avere in mente l'idea del cittadino come uomo libero, invece che come servo.

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    2. Quando la "sinistra" (che lo ripeto, da noi significa Comunismo) straparla di "investimenti", intende il solito meccanismo sovietico dello stipendietto che lo Stato garantisce al "lavoratore" che in cambio fa il lavoretto. Anche quello è un meccanismo che vede la persona assolutamente passiva, asservita, ridotta ai minimi termini.

      L'ostacolo principale ad iniziative come quelle in oggetto del post non è nemmeno la incompetenza di chi dovrebbe prendere decisioni, invece è proprio il concetto della "persona" a cui non bisogna dare le opportunità ma garantire i "diritti".

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  3. Bello, anche se un poco ambiziosa la parte che vorrebbe tutti tecnici di un certo livello (conosco il livello del "pollame", e darei la cosa come accessibile a un 20%, 25% al massimo).

    In effetti mi chiedo, sapendo già la risposta, perché lo Stato non si dota almeno di una o più squadre di sviluppo coi controfiocchi, pagandole il dovuto affinché realizzino almeno i programmi necessari per il funzionamento della P.A., esattamente nelle forme necessarie al buon funzionamento della P.A. In definitiva, anche immaginando di pagare dette squadre in modo parecchio sostanzioso, si finirebbe per risparmiare davvero molto, oltre che per avere il completo controllo sui programmi realizzati e sulla loro eventuale evoluzione. Renderli intenzionalmente modulari fin dal progetto e metterne a disposizione il codice potrebbe dare il via a "personalizzazioni" più o meno spinte per adattarli alle varie realtà locali. La matrice comune renderebbe più immediata per il personale la scalata della "curva d'apprendimento", aumentando l'efficienza. Insomma, ci sono davvero tante ragioni perché almeno la P.A. smetta di abbeverarsi al mercato (drogato) per le proprie dotazioni di programmi, a partire dai sistemi operativi e su, su. Tutte ragioni valide. Però... chi lo racconta agli "amici degli amici"? E chi lo racconta all'opinione pubblica, ormai intenzionalmente formata affinché pensi che tutto quel che è pubblico è per forza di cose lercio e schifoso?

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    1. No no.
      Il post di sopra parla degli studenti e della scuola.

      Si divide in due parti, nella prima si tratta semplicemente di distribuire PC gratuiti agli studenti (eventualmente ai professori) scegliendo però un prodotto non vincolato alle manfrine delle corporation relativamente alle licenze e al software proprietario. Di persè i PC sono più o meno uguali a quelli che trovi nel negozio.

      La seconda parte invece prevede l'esistenza di corsi di "informatica" nelle scuole e propone l'utilizzo di uno strumento che è stato progettato apposta. Si tratta di definire cosa significa "informatica". Nella accezione del Caro Leader e nella vulgata, significa usare un furbofono o una tavoletta per eseguire delle attività predefinite. Un po' sulla falsariga di quegli attestati sull'uso di Office. Come dicevo, è concettualmente sbagliato.

      La Pubblica Amministrazione non si deve dotare di capacità proprie di sviluppo, si deve invece dotare delle capacità di definire le specifiche delle gare di appalto e controllare i servizi e i prodotti che vengono consegnati dai fornitori.

      La NASA non costruisce in proprio assolutamente niente, cito a proposito del LEM del Programma Apollo: "In July 1962, eleven firms were invited to submit proposals for the LEM. Nine companies responded in September, answering 20 specific questions posed by the NASA RFP in a 60-page limited technical proposal. Grumman Aircraft was awarded the contract two months later. "
      Sette anni dopo il veicolo della Grumman atterrava sulla Luna.

      In Italia abbiamo due problemi. Il primo è quello della "meridionalizzazione" della P.A., conseguenza dell'uso come ammortizzatore sociale e leva del voto di scambio. Il secondo problema invece è che la "qualità" non solo dei "politici" ma anche degli amministratori è estremamente scadente, a causa del fatto che non opera nessun meccanismo premio/punizione e nessuna selezione. Tradizionalmente in Italia chi ha ambizione e talento nel "fare" (contrariamente al "vendere") vede nel "pubblico" un ostacolo o un nemico.

      Del resto, basta guardare la "cultura accademica". Negli USA le aziende tecnologiche sono quasi sempre "spin off delle Università. Oltre a "incubare" aziende, le Università fanno ricerca e sviluppo anche per lo Stato e immettono nel "mercato" un sacco di tecnologia "liberamente disponibile". In Italia le Università non servono a niente se non a costituire le famose "baronie" e a rilasciare attestati propedeutici all'ingresso in questa o quella mafia corporativa, per non dire i concorsi pubblici.

      Tornando alle tue prime righe, non si tratta affatto di essere "tecnici di livello", si tratta di cambiare la mentalità per cui la "conoscenza" è quella dello scriba, dell'archivista. Una tara che arriva da lontano, basti dire che Leonardo per i suoi contemporanei era un cialtrone perché non scriveva trattati sul nulla in latino e greco. Il famoso "latinorum".

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    2. Mah, sono in parte d'accordo e in parte no, ma questo è abbastanza ovvio.

      Intanto osservo che il costo dei pc che indichi nel collegamento è esoso. Dal sito direi che quelli di Purism stanno cercando di riprodurre le ragioni del successo iniziale di Apple, basato in minima parte sulle qualità oggettive del mezzo e in gran parte su questioni d'immagine non poco snob (i pc Apple sono un esempio molto efficace di come la promozione possa costruire un intero immaginario e sfruttarlo a fini commerciali). Non c'è ragione per la quale un pc completo, perfettamente funzionante e validamente performate debba costare più di tre o quattrocento euro, anche perché per ottenere una potenza di calcolo più che sufficiente per l'impiego medio quotidiano non serve certo un hardware d'avanguardia. Inoltre, il mondo dei programmi freeware o perfino open source offre gran parte di quel che serve per ogni situazione non "di nicchia".

      Sono molto d'accordo invece quando dici che sull'uso degli elaboratori ci sono un sacco di leggende (anche quelle sono spesso alla base della promozione e del commercio, che si nutre di sogni e falsità intenzionalmente diffusi) che sarebbe doveroso sfatare al più presto. Nella scuola, effettivamente, non vedo la volontà (media) di farlo, sia perché "dall'alto" arrivano direttive opposte, sia perché il personale è illetterato in materia. Hai ragione quando dici che la tendenza è a formare utenti ignari e, in un certo senso, "schiavi" di un mezzo al quale vengono attribuite impropriamente potenzialità che non gli sono proprie, spesso sconfinando nella creazione di un senso del "magico" che proprio è fuori luogo.

      Sono d'accordo, dicevo, ma non posso che riportare una seconda volta che le capacità che servono per superare quello stato non sono una caratteristica diffusa, bensì una caratteristica di una minoranza. Nutrita, ma pur sempre una minoranza. Volendo dunque scardinare i danni della promozione, non è (solo) sulla scuola che occorrerebbe agire, bensì sul mondo del commercio, al quale andrebbero imposte linee di condotta più consone all'interesse della collettività, ovvero d'ogni singolo individuo. Anche quando quell'individuo è così limitato o così poco avvezzo all'impegno personale verso l'indagine da necessitare di una tutela.

      E' assai opportuno il tuo riferimento allo "spaccio" di corbellerie come cellulari e tablet e di tutti quei programmi "sigillati" che ne sono il complemento, perché tramite quelli passa la costruzione precoce di quel "senso del magico" al quale facevo cenno poco sopra. A cellulari e tablet mi permetto d'affiancare le console per videogiochi, che ne sono parenti strette.

      Personalmente tento di far passare l'idea che gli elaboratori elettronici sono strumenti, e che l'intelligenza d'uno strumento si misura secondo l'intelligenza dell'operatore che lo impiega e secondo l'idoneità o la inidoneità al compito per svolgere il quale si sceglie lo strumento da usare. La possibilità di penetrazione di quel messaggio a livello scolastico è minima, perché il potere di persuasione d'un insegnante è stato ridotto ad un livello tale da rendere le sue parole poco più che un rumore di fondo a fronte del jingle tuonante ripetuto fino all'ossessione dalla propaganda a 360° nelle orecchie del consumatore/"studente" 24/24, 7/7. Cosa può un insegnante, "scarto sociale" rubastipendio e fancazzista, constro il potere ammaliatore dell'Assassin's creed o dell'Halo di turno? Certo, sono cose che fanno presa soprattutto sui giovanissimi... ma una volta che il danno precoce è stato inflitto, è assai improbabile che si possa rimediare.

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    3. Dipende dal fatto che non hai capito il punto, come si vede da "non serve certo un hardware d'avanguardia."

      Non c'è nessun hardware d'avanguardia. Il costo "esagerato" dipende dal numero esiguo di pezzi prodotti.

      La ragione del numero esiguo è che questi tizi della Purism fanno la stessa cosa dei grandi marchi, cioè si fanno produrre la ferraglia dai terzisti cinesi su proprio disegno.

      La ragione per cui è necessario un disegno differente della ferraglia rispetto ai prodotti dei negozi è quella di utilizzare chip che riducano al minimo o idealmente annullino la necessità di firmware proprietario. Il problema non è tanto che sia di proprietà di qualcuno ma che è inaccessibile e non modificabile. Col doppio danno, da una parte non sai che funzioni abbia effettivamente questo firmware, dall'altra non si può ne aggiornare ne modificare indipendentemente dal fabbricante. Il nome "firmware" significa proprio questo, cioè che dipende dal "firm", dal fabbricante.

      Come dicevo, dato che la massa degli utenti è IGNARA di tutto, non c'è domanda di hardware e software alternativo quindi una azienda come Purism nei fatti è FUORI MERCATO. E' un chiavistello che si spezza solo tramite commesse pubbliche, che consentono di avere i numeri che abbattono i costi.

      Riguardo lo scarso "tecnicismo" della gente, ancora, è un sigillo che deve essere spezzato. Si spezza solo con un atto di imperio. Tu cosa ti aspetti, che la mentalità delle persone cambi per miracolo? Renzi assume centomila insegnanti. Si tratterà di assumere persone che invece di credere che la "cultura" sia "bella ciao" e qualche archivio polveroso (che contiene i documenti selezionati dal Potere), sappia invece fare qualcosa. L'alternativa è sdraiarsi per terra e aspettare la morte.

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    4. Forse non sono stato abbastanza chiaro. Se tu compri mille lavagne elettroniche non ti limiti al prodotto in se ma sei obbligato ad adeguarti a tutto l'ecosistema di cui quelle lavagne fanno parte. Quindi puoi usare solo il software Pincopalla fornito a corredo, nella versione X perché non funziona ne con la Y ne con la K, e quel software a sua volta funziona solo con altri software con un rapporto di dipendenza. Idem per l'hardware, devi usare il cavetto Tale, la stampante Pippo, cose che a loro volta richiedono altro software in un rapporto di dipendenza.

      Siamo ormai al punto che la grandi corporation ti regalano certi prodotti in modo che tu sia poi vincolato all'interno dell'ecosistema che queste corporation controllano e ad ogni passo tu debba versare un obolo.

      E' un po' la storia dell'Unico Anello.

      Lasciamo perdere la Purism che è solo un esempio. Chiaro che qualsiasi cosa dipende dalle SPECIFICHE delle commesse pubbliche e dallo "enforcing" dei criteri di queste specifiche. Che poi sia Mario o Luigi a fornire il prodotto/servizio non cambia nulla, se il prodotto è conforme alle specifiche.

      Quello che non deve esistere allo stato attuale è di adeguarsi pedissequamente al "mercato", perché il mercato tende per sua natura non alla "libertà" ma alla servitù dei cartelli e dei monopoli. Cartelli e monopoli che vanno daccordissimo con democrazie rappresentative decadenti e decadute.

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    5. Non a caso ovunque esistono leggi e organismi di controllo contro la costituzione di cartelli e monopoli.

      Non a caso queste leggi e questi organismi sono estremamente inefficaci, perché nelle democrazie rappresentative domina la logica dei gruppi di interesse e del voto di scambio.

      Proprio quelli che dovrebbero essere sanzionati dalle leggi contro cartelli e monopoli hanno la maggiore influenza politica, quindi sono al riparo dalle leggi oppure se le fanno fare ad hoc.

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  4. Ti è capitato di prendere in mano e sfogliare il Corriere di oggi ?
    Hai visto le pagine centrali, dedicate a un consuntivo tra i millemila assemblabili dell'anno che sta finendo, con un titolone del tipo ''2015, un anno pieno di buone cose'' ( o simile ) e via di numerini a sostegno di tale tesi ?

    ^_____^

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    1. Ho appena finito di sentire Radio24 che mi raccontava del "rinascimento di Milano". Grazie al compagno sindaco Pisapia e alla guida illuminata del Caro Leader ormai Milano è un esempio che tutto il mondo ci invidia. Quello che vedo quando esco dalla porta deve essere una allucinazione.

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    2. Non lo vedi solo tu. Ieri pomeriggio, per ragioni che non ti sto a raccontare, mi son dovuto recare in quello che è stato un centro commerciale "fiore all'occhiello" della mia città. Costruito nel cuore della città con grandi strombazzamenti, esibito come un perla preziosa (con tanto di lievitazione dei prezzi d'affitto e gestione), frequentato assiduamente da un sacco di gente... Ora? Ridotto a un rottame, con il supermarket principale ormai chiuso, pulizia e manutenzione chiaramente carenti, un profluvio di attività "di galleria" dismesse e con affissi tristissimi "AFFITTASI" e "CEDESI" che occhieggiano da vetrine lerce che danno su locali devastati dallo smantellamento. Nelle gallerie, dove praticamente camminavo da solo, c'erano mucchi di stracci che, guardati meglio, nascondevano alcuni personaggi dei quali non sono stato in grado di individuare la nazionalità. Wow! Non esco spesso dal mio paesino, e l'impressione d'essere finito a Gotham City o nella città di Blade Runner era molto forte. Mancavano solo Batman e i Replicanti, forse perché sono figure troppo positive per un luogo del genere e degenere.
      Dunque, sostieni che si tratta d'una allucinazione... può essere, devo pensarci...

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    3. Sei un fascista e un ignorante, quindi una via di mezzo tra un troglodita e un pazzo criminale. Questa è la spiegazione del perché tu non riesci a vedere il "Rinascimento italiano" che si compie grazie alla "sinistra" italiana, incarnata dal Partito della Nazione. Dio salvi il Caro Leader.

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