giovedì, dicembre 29, 2016

Dialoghi italiani

Buongiorna signora Ministra.

Buongiorna a lei.

Senta, lei ha dichiarato di avere conseguito una laurea ma a noi non risulta.

Non accetto queste polemiche strumentali, si tratta di una refusa, voleva dire che ho conseguito una diploma di scuola superiore.

No, mi scusi, non risulta nemmeno la diploma.

Basta con le attacche personali, parliamo di programme, di riforme. Dopo le medie ho fatta una corsa di estetista alle serali, va bene?

Veramente no, signora, non capiamo perché le è stata data la incarica di Ministra della Istruzione, Università e Ricerca Scientifica se non ha nemmeno una diploma.

Per le merite acquisite nella Guerra Partigiana.

Ma se l'unica cosa che ha fatto è stata la rappresentante sindacale!

Ma si, è la stessa cosa.

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Grande posto l'Italia. Posto perché non si dice Paese o Nazione, siamo mica populisti. Un posto dove chi va, chi viene e tutti fanno un po' come cazzo gli pare. Per esempio, abbiamo sostituito il Caro Leader Sua Eccellenza Illustrissima Matteo Renzi, eccolo in una foto di repertorio:


Ho sbagliato a personalizzare... dannazione Goose!

Con Geppetto:


L'Italia deve contare su diritti umani e decisioni globali...

E NESSUNO CI HA FATTO CASO!!
Tutto continua a rotolare come prima.

martedì, dicembre 27, 2016

Ancora su Captain Fantastic

Cito Wikipedia:
L'idea del film è venuta a Matt Ross dopo una discussione tra lui e sua moglie sulle scelte che stavano facendo come genitori. Ross si è chiesto cosa sarebbe successo se fosse stato "completamente presente" nella vita dei suoi figli, pur consapevole che la tecnologia moderna ha reso tutto più complicato.
Al netto della traduzione e del "de relato", due considerazioni. Non tutti i padri hanno qualcosa da insegnare, non tutti sono degli esempi. Certuni meno ci sono, meglio è. La tecnologia non rende niente complicato SE LA PADRONEGGI. La complicazione deriva dalla pretesa di usare le cose con la magia, senza la fatica necessaria ad imparare. Siamo sempre alla idea che tutti hanno diritto a tutto, tutti sono tutto. Tutto in due dimensioni, senza profondità.
Nella stesura della sceneggiatura, Ross ha preso elementi autobiografici dalla propria vita, in particolare l'essere cresciuto in ciò che egli definisce come una "comunità alternativa vivente". La madre di Ross è sempre stata interessata a situazioni di vita alternative e quando era bambino ha vissuto in varie comuni hippie della Northern California e nell'Oregon, senza televisione e senza gran parte della tecnologia moderna.
Quindi mi aspetto che un film girato dal figlio di un tagliatore di teste islamico vinca il prossimo concorso Sundance. Io mi chiedo e mi domando cosa possa significare essere "interessati a situazioni di vita alternative". Essere come il Diogene della leggenda, che viveva in una botte e cacava in pubblico sostenendo la inutilità delle umane convenzioni, oppure essere semplicemente dei pirla che non hanno mai sentito parlare di Diogene ne di nessun altro e reinventano l'acqua calda (in inglese la ruota)? Diogene era già fuori moda ai suoi tempi, duemila e cinquecento anni fa, che scassare le palle al prossimo sembra divertente solo sulle prime, poi annoia. Nessuno vuole vedere un cretino che gli caca davanti casa. Veramente spassoso il fatto che non venga il dubbio che le "alternative" si devono confrontare con la cosa a cui si oppongono, non sono valide o vere di perse, nel momento che vengono alla luce. Inoltre, faccio notare che il suddetto Ross, contrariamente alla fandonia che ci racconta nel film, di professione non lavora alla NASA ma fa il regista di filmetti e l'attore senza fama. Stranamente leggere libri di Chomsky davanti al focolare non l'ha reso un Einstein.
Sono stati provinati ragazzi con età compresa tra i 7 e i 18 anni, con diverse capacità fisiche e in grado di apprendere la caccia, le arti marziali e le lingue straniere
Provinati? Provinati? Ma si facciamo strame dell'Italiano. Esempio di balle che la gente ingoia come acqua fresca. Tutte le cose sopra elencate richiedono alle persone normali UNA VITA di studio e pratica. Ma qui ci vendono l'idea che, sempre per magia, grazie alla Forza che alberga nei "politicamente eletti dal Signore", si possa imparare in poche settimane o mesi. Sulla caccia e sulle arti marziali ho detto nel post precedente, abbocca solo chi non ha idea di cosa siano entrambe le cose, sia da un punto di vista contemporaneo, che, più importante, da un punto di vista storico. Sulle lingue, esistono dei geni come, che ne so, Mozart per la musica, anche per la lingue. Però dubito che abbiano preso Mozart per recitare nel filmetto.

Non si tratta di "licenze poetiche", si tratta invece del fatto che non ci deve essere differenza tra il FALSO e il VERO.


Donna barbuta, sempre piaciuta

lunedì, dicembre 26, 2016

Approfondimento sul film Captain Fantastic

Non andremo ad esaminare tutte le idee strampalate che furono partorite tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, in campo economico, politico, sociale e scientifico. Non ha più molto senso perdere tempo con gli "ismi" di allora, se non che ne paghiamo ancora il prezzo.

Invece vado ad esaminare degli aspetti tecnici che sono sottesi ad un racconto completamente scollegato dalla realtà, a riprova che la gente è condizionata alla ignoranza e alla demenza. Al protagonista e ai figli si danno poteri esoterici che sono praticamente gli stessi di Luke Skywalker nella saga Star Wars.

1. il film inizia con la scena del figlio maggiore del pazzoide che salta addosso ad un cervo o un daino armato di un coltello e lo uccide. Questo tipo di caccia non è mai stato praticato nella storia dell'umanità per la semplice ragione che è molto stupido. Chi ha provato a mettere un gatto in gabbia sa che il gatto morde e graffia ed è molto difficile sottometterlo a forza. Ora, immaginiamo di trattenere a forza di braccia un ungulato che pesa, quanto? 140 chili? L'unico modo per atterrare un animale immediatamente è colpirlo al cervello e alla spina dorsale, cosa impossibile con un coltello. Se lo si ferisce alla gola con precisione chirurgica, non muore immediatamente, ha diversi secondi se non minuti per staccarti una mano a morsi o storpiarti a calci.

I nostri antenati, in un'epoca cosi remota che non sappiamo quando, inventarono le armi inastate proprio per risolvere questo problema, ovvero per ferire la preda rimanendo a distanza di sicurezza rispetto alla sua reazione.

Una preda ferita con una lancia normalmente fugge, quindi bisogna inseguirla. Gli antenati inventarono i cani per rallentarla e immobilizzarla. Ma si ponevano due altri problemi, la preda ferita attrae altri predatori, come il lupo e l'orso, che il cacciatore isolato non vuole affrontare. Poi, una volta abbattuta, bisogna riportarla al campo, cosa che un cacciatore isolato non può fare.

Il risultato è che i nostri antenati cacciavano in gruppi di quattro o cinque individui in ottima forma e armati fino ai denti, l'equipaggiamento era lo stesso nel neolitico, nel Medioevo o per gli indigeni americani. Uno o due con arco e frecce, gli altri con lance o zagaglie, tutti armati di ascia e coltello. Più ovviamente i cani.

Una forza uguale o superiore doveva rimanere al campo per difenderlo, questo significa che una comunità con ridotta capacità difensiva e offensiva rischiava l'estinzione, per un individuo isolato era la morte certa.

2. La figlia adolescente del pazzo caccia con l'arco. Un arco semplice moderno in legno laminato con frecce con l'impennaggio di plastica e la punta di acciaio. A questo punto tanto valeva un fucile. Detto questo, nei film in generale si propone l'arco come un'arma leggera, adatta alle donne e non è affatto cosi. L'arco richiede una trazione di diverse decine di chili, tipo 20 o 30, e le donne non hanno la struttura fisica per questo tipo di sforzo. Nel medioevo gli arcieri erano pagati più dei fanti non per la precisione ma per la capacità di scoccare molte frecce prima di sfinirsi, serviva un fisico particolare e un addestramento particolare. Una cosa ridicola che si vede spesso nei film è qualcuno che tende un arco e poi tiene sotto mira il bersaglio. Cosa che è fisicamente impossibile, come tenere 30 chili con un braccio teso davanti a se.

Storicamente il problema è stato risolto con due invenzioni.
a. la balestra, ha una gittata inferiore e frecce più leggere ma si tende con un sistema di pulegge o leve, inoltre una volta tesa, rimane armata senza ulteriori sforzi.
b. l'arco compound, che tramite un sistema di pulegge, di mira e di ritenzione della freccia, risolve molti inconvenienti dell'arco semplice.

Il problema sopra descritto della necessità di inseguire la preda ferita è lo stesso della lancia ma ulteriormente esacerbato dal fatto che una freccia molto raramente è mortale. Quindi servono i cani e compagni di caccia.

3. il protagonista addestra i figli al combattimento contro avversario armato di coltello. Chi ha una infarinatura di arti marziali sa che affrontare un coltello è molto molto difficile per una serie di caratteristiche specifiche. Il coltello è facilmente occultabile, si usa a distanza ravvicinata con una gamma infinita di linee di attacco. Inoltre, è stato provato che un aggressore può compiere tra nove a dodici passi prima che l'aggredito abbia il tempo di abbozzare una reazione. Ergo, a distanza inferiore a nove passi, è praticamente certo che si incasserà almeno una coltellata.

Storicamente, è stata inventata una soluzione, la cotta di maglia ad anelli rivettati, indossata sopra una sottoveste imbottita. Questa combinazione ti rende invulnerabile ai colpi di taglio e molto ben protetto dai colpi di punta. E' stata sviluppata insieme alla metallurgia delle lame nella Età del Ferro.

A margine, probabilmente la ragione per cui in Europa non è stata sviluppata una tecnica del combattimento a mani nude dipende dal fatto che da sempre la gente andava in giro armata di coltello o di daga. Si considerava possibile affrontare un avversario armato in duello, dove sei preparato e ci sono delle regole, oppure in battaglia. Ma nella rissa d'osteria si dava per scontato l'esito fatale, a meno di essere veramente fortunati.

Si potrebbe continuare all'infinito. Per esempio, chi vive nei boschi cerca di correre meno rischi possibile, perché una ferita è un grande problema. I nostri antenati non correvano rischi inutili come scalare le pareti con le corde, anche perché significava sprecare preziose energie in un contesto di penuria.

Spero che quanto sopra faccia riflettere qualcuno.

Suggerisco anche la visione di questo film che da l'idea della realtà della vita nella "frontiera" americana.

Edit: corretta trazione arco per arco da caccia invece che da guerra. La differenza è nelle frecce che sono molto più pesanti. Vi propongo un Video di caccia con arco semplice (da piattaforma), tenendo presente che si tratta sempre di archi e frecce e animali contemporanei.

venerdì, dicembre 23, 2016

Il Comunismo è una malattia mentale

I fatti di cronaca sono che un povero profugo, depresso per non essere stato accolto a braccia aperte dalla nostra società capitalista, classista, borghese, ha trascorso alcuni anni in prigione in Italia, poi ha fatto una strage a Berlino e poi, essendo un "pazzo isolato", nel suo girovagare del tutto casuale, si è trovato in piena notte alla stazione di Sesto S.G. dove è stato ucciso in un conflitto a fuoco con due agenti della Polizia, fascisti e xenofobi, intenti a molestare i profughi, che avrebbero dovuto convincerlo ad arrendersi per poterlo curare.

A pochi passi da casa mia, per inciso.


Il povero profugo, oggi e al suo arrivo in Italia anni fa. Se solo l'avessimo accolto, se avesse trovato una moschea in ogni quartiere.

Ecco cosa dice tale Fabrizio Rondolino, editorialista dell’Unità, "ai microfoni di Radio Cusano Campus".
Cosa penso di quelli che scrivono “fuori dai coglioni” e “islamici via”? Una volta avrei pensato tutto il male possibile di queste cose, perché considero l’islamofobia uno dei tratti più orribili della nostra cultura contemporanea.

E’ vergognoso che in virtù di una religione uno possa essere considerato un potenziale assassino. Adesso sono meno scandalizzato e più preoccupato, perché questa cosa non ha alcun senso. E’ chiaro che non si risolve il terrorismo buttando fuori gli islamici.

Serve massima apertura. Servono moschee in tutti i quartieri, centri islamici in tutte le città, scuole miste, fino al diritto di fare, dire e predicare quello che desiderano. Si vive tra esseri umani.
Come ha ragione, il compagno Rondolino. Adesso i populisti, con la scusa che il profugo depresso si trovava a Sesto S.G. per trovare appoggio in qualche simpatizzante residente il loco, invocheranno perquisizioni, porte sfondate a calci nella notte, famiglie di profughi terrorizzate, bambini a cui daremo la cittadinanza con lo jus soli in lacrime. Invece di cominciare da domani a costruire moschee in tutti i quartieri.


La famiglia del povero profugo affranta. Si. è vero, assomiglia alle foto dei "martiri palestinesi" che vengono uccisi dagli occupanti israeliani.
Non fateci caso. Non fatevi venire in testa strane idee.

La nostra priorità deve essere combattere il populismo.
Per fortuna abbiamo un governo pronto a intervenire con le riforme necessarie a fare ripartire l'Italia.

mercoledì, dicembre 21, 2016

Le peste italiana

Monte dei Paschi di Siena.
Sempre meno liquidità e fondi per 4 mesi.

Lo Stato avvierà così la nazionalizzazione della banca senese, oltre 80 anni dopo la nascita dell’Iri di Alberto Beneduce che salvò — nazionalizzandole — le vecchie Comit, Credit e Banco di Roma.
Tutto quello che i compagnucci toccano si trasforma in merda.

martedì, dicembre 20, 2016

Razzismo

Stamattina vorrei incontrare questo signor Diamanti.
Razzismo e media
Intanto, la paura degli "altri" non accenna a declinare. Nel mese di aprile 2016, in Italia, l'indice di preoccupazione verso gli immigrati è salito al 41% (Sondaggio Demos): 10 punti di più rispetto all'aprile 2010.
[...]
Così, l'allarme e la tensione verso gli immigrati, sui media, nell'ultimo periodo si sono stemperati. Perché l'immigrazione appare "un'emergenza normale".
[...]
In futuro, occorrerà analizzare in modo più attento la presenza degli immigrati sui media. Sui diversi canali di informazione. Per evitare la scissione, sempre più evidente, fra la normalizzazione del fenomeno sui media tradizionali e la drammatizzazione che subisce sui media nuovi e immediati. Per tenere sotto controllo la paura...
[...]
E se è impossibile azzerare il razzismo e neutralizzare i razzisti, conviene renderli evidenti. Poi, a ciascuno il compito di agire e di reagire di conseguenza.

Il giorno dopo:

Notare l'assenza di immagini della gente fatta a pezzi.
Un camion si è schiantato, lunedì sera, contro un affollato mercato di Natale a Berlino vicino alla Chiesa del Ricordo nel quartiere di Charlottenburg, nel centro di Berlino Ovest. Il bilancio definitivo è di 12 morti e 48 di feriti.
[...]
Un'unità speciale della polizia tedesca ha compiuto un blitz - martedì mattina - in un centro per rifugiati a Berlino nell'ex aeroporto di Tempelhof. Secondo quanto emerge dalla stampa tedesca l'uomo arrestato sarebbe infatti un pachistano di 23 anni, Navid B., con piccoli precedenti, che viveva nel centro di Tempelhof. Secondo quanto trapela l'uomo sarebbe arrivato in Germania a febbraio del 2016 come richiedente asilo attraverso la rotta balcanica. Il «Tagesspiegel» aggiunge poi che l'uomo fermato era conosciuto alla polizia come un piccolo criminale.

Inoltre, a smentire la fandonia delle "risorse":
Just 34,000 migrants out of 1.2million to arrive in Germany in the last two years have found work, government reveals.

The statistics from the German government's Institute for Labour Research (IAB) reveal how only three per cent of those who travelled to the country are now working.
-> Link

Neutralizzare i razzisti, questa è la priorità, caro il mio Diamanti.
Controllare i "media" per controllare il Popolo.

domenica, dicembre 18, 2016

Reale e immaginario

Leggo sul mio sito di barzellette preferito, Repubblica:
... recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo "dicono - aggiunge Citrella - che la psiche prevale sul corpo ed il riconoscimento nell'ordinamento, relativo alla sessualità non deve essere basato su un organo sessuale ma deve soppesare tutte le componenti dell'identità di genere".

Il termine "riconoscere" significa "identificare un oggetto per via del fatto che assomiglia ad un oggetto che ho già veduto".

Io riconosco una donna perché ho visto altre donne, confronto la donna appena incontrata con le caratteristiche comuni delle altre donne e se corrisponde, assumo che sia una donna.

Non gli chiedo "cosa sei?" perché se lo facessi non si tratterebbe di "riconoscere" ma di "conoscere", ovvero di vedere un oggetto per la prima volta.

L'unico modo per cui io posso riconoscere un oggetto "uomo" come oggetto "donna" è generalizzare e riconoscerlo come "essere umano" ma nello stesso momento devo negare che esista una qualsiasi diversità, cioè devo negare che esista "oggetto essere umano, tipo uomo" e "oggetto essere umano, tipo donna", solo "essere umano", senza ulteriori sotto categorie.

Il paradosso non ha mai fine. Io incontro un amico e mi fa "ciao Lorenzo". Gli rispondo, "salve essere umano, ti sbagli, io sono Vanessa". Eccoci ad un ulteriore giro di giostra, non solo per essere riconosciuto come Vanessa io non posso essere "uomo" ma si pone il problema della desinenza femminile nel nome, che termina in "a". Bisogna modificare la lingua in modo che vengano eliminate le desinenze maschili e femminili, come in inglese. in Italiano abbiamo "uomo" e "donna", in inglese parole neutre come "man" e woman", infatti in italiano diventa "uomo alto" e "donna alta", cioè gli aggettivi si accordano al genere, in inglese sono identici, "tall man" e "tall woman".

Bisognerebbe informare la signora Boldrini che capeggia la rivoluzione dei "generi". Se io dico "sindaca" e mi rivolgo ad una donna che ritiene di essere uomo, sto in effetti discriminando la sua diversità negando la "identità di genere".

Ah le risate, siamo proprio al crepuscolo, mille e non più mille.

giovedì, dicembre 15, 2016

Lo schifo senza fine

Mentre sul piano personale vedo sempre più buio, ci pensa la Diocesi di Milano, in collaborazione con Repubblica, a risollevarmi il morale. Cominciamo con ordine, i precedenti e la notiziona di oggi:

1. il 29 Luglio, Sua Eccellenza Illustrissima dottor Sala detto Beppe.
Il sindaco sposa l'idea di trasferire a Musocco l'imbarcazione sulla quale nel 2015, al largo di Tripoli, morirono 700 profughi. "Servirà anche un supporto digitale per avvicinare i giovani. Spero che le scuole decidano di visitare il museo"
-> Link

2. il 14 Ottobre, Sua Grazia Magnificente il Caro Leader dottor Renzi Matteo.
L'Europa deve cambiare l'approccio nella lotta allo spreco alimentare come sull'immigrazione. In Ue prevalgono gli egoismi nazionali ma l'Europa è nata per abbattere muri non alzarli. Per questo proporrò che quel barcone recuperato nel 2015 sia messo davanti alla sede delle istituzioni europee, mi piacerebbe che lì davanti ci fosse quel relitto che ci ricorda come combattere l'egoismo.
-> Link

3. il 16 Dicembre, il Comune e la Diocesi, il regista Iñárritu (già dato il Nobel?)
Il relitto dei migranti in piazza Duomo. L'idea del regista Iñárritu è realizzare un'installazione per la visita del Papa. L'assessore Majorino è possibilista: "Speriamo si possa realizzare". La Curia: "Un simile memoriale sarebbe un monito per tutti gli altri a vivere lo stesso impegno"
-> Link

Soldi ben spesi, non c'è che dire. La visita del Papa, la "Installazione".
Ieri sono stato fermato da una pattuglia di "nuovi italiani" incappucciati che volevano una sigaretta. Mi si è aperto il cuore, lo stesso effetto che hanno i "nuovi italiani" che mi salutano col cappello ogni cento metri e davanti a tutti i supermercati. Ah, come mi serve il monito della Curia. Non faccio abbastanza, corro a offrirmi per ospitarne qualcuno in casa.

Intanto, grazie al famoso Piano Industria 4.0, l'Italia riparte: Chiude il pastificio Agnesi di Imperia

lunedì, dicembre 12, 2016

Tendenze e relax

Ci sono quattro psicodrammi del parlante italiano: "Casi che infiammano gli animi e che a molti tolgono il sonno", li definisce Sabatini. Quali sono? L’eterna questione del congiuntivo, difeso con appelli e impegnate campagne di salvaguardia. Ebbene, il presidente onorario della Crusca invita a una "minore schizzinosità". E ancora: "È la tendenza del parlato: non facciamone un dramma. In inglese, in spagnolo e in francese il congiuntivo non c’è più. Diciamo che l’alternanza segna una differenza di stile non di correttezza".

Sabatini aggiunge: "La storia della lingua aiuta a capire perché certe abitudini, che a orecchio ci appaiono errate, errate non sono. Dunque, rilassiamoci, almeno nelle situazioni informali".
E' una "tendenza", è solo questione di "stile", rilassatevi.
Avete capito, merdacce? Rilassatevi!

martedì, dicembre 06, 2016

Mi devo ripetere, ancora e ancora

Ogni anno sono qui a sottolineare una delle verità orribili e taciute su cui si fonda la Repubblichetta.
Il test Pisa-Invalsi 2015
l'Italia resta nelle retrovie per le competenze tra i 35 paesi aderenti all'organizzazione, scendendo dal 32esimo al 34esimo posto (praticamente ultimi, ndr). [...] Trento e la Lombardia hanno competenze che li collocano ai primi posti della graduatoria globale, mentre gli studenti della Campania sono nella parte bassa della classifica, vicini ad Azzorre e Argentina. Un dato che stride con i risultati della maturità che vede al Sud una diffusione di voti massimi e lodi molto più elevata che al Nord.

Oltre la solita conclusione che l'Italia è fondata sulla cialtronaggine, sulla ignoranza e sulla truffa, ecco la perla di quest'anno:
[...] in termini di equità nell'istruzione [...] l'Italia è migliore della media internazionale. Solo il 10% delle variazioni della performance degli studenti è attribuibile alle differenze socio-economiche
Che bello, tutti analfabeti, tutti uguali. Il nostro faro non è il Giappone, è la felice isola di Cuba. Poi venitemi a raccontare delle "riforme", della "buona scuola", eccetera. E la signora Agnese Renzi, insegnante, immagino che invece di vergognarsi, sia "orgogliosa".

lunedì, dicembre 05, 2016

Renzi

Vorrei ricordare a tutti che Renzi è un "mostro" generato all'interno del PCCI, Partito Catto-Comunista Italiano e portato ad un passo dal diventare il nuovo Duce degli Italiani dal medesimo partito, anzi, dalla "base" del medesimo partito.

Ci sono due elementi con cui il PCCI non può fare i conti, per definizione, altrimenti cesserebbe di esistere. La montagna enorme di balle e assurdità che ne costituiscono la "eredità ideologica" e il fatto che la politica italiana è tornata ad essere semplice applicazione di direttive che vengono dall'estero, dalle segrete stanze di poteri palesi e occulti, come nel periodo post-bellico in cui gli ordini arrivavano dagli USA e dall'URSS.

Con queste premesse, morto un Renzi se ne fa un altro.
Perché il concetto del "populismo", lo ripeto, consiste nel dichiarare che il Popolo deve essere confinato, limitato, interdetto, asservito, in nome di "ideali superiori", che poi in termini più pragmatici si traducono negli interessi delle elite apolidi che danno le direttive. Allo stato attuale abbiamo tutte le cariche dello Stato che assumono come scopo del loro incarico quello di superare l'idea di "Patria", di "Nazione" e di conseguenza di sottrarre agli Italiani la sovranità. Tutto il resto è semplice conseguenza.

sabato, dicembre 03, 2016

Once Were Warriors - 1992


Merano, II° '92 (Marzo), 50a compagnia, II plotone, II squadra

venerdì, novembre 18, 2016

I bambini di Haiti

Stamattina mi sono recato in farmacia e al momento di pagare, prezzo pieno, ne ticket ne esenzione, la farmacista mi fa: "stiamo raccogliendo farmaci di mandare ai bambini di Haiti, se volesse fare una donazione..."

Gli ho risposto la verità, che non avevo soldi in tasca, a malapena potevo pagare le medicine acquistate per me. Ma gli avrei dovuto ricordare questo:
Quanto costa davvero l’accoglienza dei migranti?
L’ultima stima complessiva è contenuta nella lettera indirizzata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ai commissari Ue: ben 3,3 miliardi di euro solo quest’anno. A pesare di più sono le lunghe permanenze nei centri e le strutture temporanee: alberghi, camping e ostelli, che oggi ospitano ben 133.727 migranti
Fonte: repubblica.it

* Quanti bambini di Haiti si curano con 3 miliardi di euro ogni anno?
* Per quale ragione spendiamo 3 miliardi di euro all'anno per ospitare, senza nessun obbligo, giovanotti grandi e grossi in alberghi, camping e ostelli invece di assistere i bambini o i vecchi, in patria e altrove?
* Siamo consapevoli che ci sono molti Italiani che non hanno accesso alle cure mediche e se non bastasse, molti bambini italiani che vivono in povertà, cioè con poco da mangiare, casa senza riscaldamento, eccetera?

Siccome il danno non è sufficiente, bisogna aggiungere la beffa:
Il sindaco sposa l'idea di trasferire a Musocco l'imbarcazione sulla quale nel 2015, al largo di Tripoli, morirono 700 profughi (ripescata dalle profondità a spese dello Stato italiano, ndr). "Servirà anche un supporto digitale per avvicinare i giovani. Spero che le scuole decidano di visitare il museo"
[...]
Ecco e la questione soldi?
"Tra tutti quanti, li troveremo. Non sembrano, sulla carta cifre proibitive. C'è un viaggio da Augusta a Milano e poi i lavori da ultimare a Milano, al cimitero. Inoltre, non stiamo parlando di politica dei partiti, ma di cultura, di scienza, di questioni internazionali e di come, dicevo, fare anche in modo che i nostri cimiteri siano sempre più aperti al mondo. E alle parole e alle storie del mondo".
Fonte: repubblica.it

Se volesse fare una donazione per i bimbi di Haiti, dice la farmacista.
Si dice che chi è causa del suo male deve piangere se stesso. Per potere piangere se stesso deve prima capire che esiste un male e di esserne la causa. Gli Italiani però non capiscono una minchia biquadrata, quindi ridono.


Viva il Caro Leader dei Minchioni
"Non accettiamo che con i nostri soldi
all'Unione Europea si alzino i muri"
Fonte: repubblica.it

venerdì, novembre 11, 2016

Io accuso

Premessa, ometto nomi, date e coordinate topografiche ma se me le chiedete non ho nessun problema a fornire i dettagli.

I fatti.
Una persona si reca presso lo studio di un oculista e gli vengono diagnosticate un paio di malattie gravi degli occhi. Da li viene indirizzato al reparto di oculistica dell'ospedale della sua città. Per un paio d'anni viene sottoposto a controlli presso l'ospedale e ad un certo punto si rende necessario un intervento chirurgico ad un occhio, pendente l'intervento all'altro occhio.

Improvvisamente si verifica una situazione kafkiana.
Dopo i controlli post operatori, che si limitano a verificare che l'operazione sia stata tecnicamente ben eseguita, l'ospedale estromette il paziente, nel senso che non si prevede nessun ulteriore visita. Gli viene detto di tornare dal medico di base e farsi fare l'impegnativa con la dicitura "PRIMA VISITA". Il poveretto si reca dal medico di base il quale dichiara di non potere apporre quella dicitura sulla impegnativa in quanto si tratterebbe di un ovvio falso in atto pubblico, stante il faldone degli esami e visite già eseguite nello stesso luogo per le medesime ragioni. Allora il paziente torna all'ospedale e chiede cosa deve fare.

La risposta perviene con la formula magica: "qui le liste per la prenotazione delle visite "di controllo" sono chiuse fino al 2018, si rivolga pure ad altri".

Prego notare che:
1. il paziente è stato in cura presso la struttura per anni, quindi in archivio hanno uno storico. Le precedenti visite sono state prenotate tramite liste interne, senza impegnativa del medico di base.
2. le malattie sono note e croniche, rimane pendente un intervento chirurgico da programmare e la gestione degli esiti del precedente intervento già effettuato.
3. per quale ragione l'ospedale consente la prenotazione solo tramite impegnativa con la dicitura "PRIMA VISITA", contro ogni logica di efficienza e contro l'interesse dei pazienti? Evidentemente esiste una logica contabile/amministrativa/burocratica per cui usando questo escamotage sulla carta risultano completati determinati "obbiettivi" di efficienza e produttività.
4. mentre tutto questo si svolge davanti a tutti, alla luce del sole, la cosa più irritante è il tono paternalistico con cui l'amministrazione e i medici fingono che sia tutto normale.
5. nello stesso momento ci sono persone che fanno tutte "prime visite" in regime di esenzione, cioè senza pagare una lira, mentre il protagonista della storia non può fare altro che rivolgersi ad uno studio privato, pagando e comunque gli toccherebbe il ticket.

La persona in oggetto, uscendo dall'ospedale chiede se esiste un ufficio reclami. No, esiste un ufficio relazioni con pubblico. Chiuso. Tornato in altro momento trova dentro una stanzetta un anziano disabile che dice "può mandare una email a questo indirizzo".

giovedì, novembre 10, 2016

L'Italia e gli Italiani mi fanno schifo

Contrariamene alla tradizione per cui ci si dice schifati per "la pancia del paese", ovvero i bassi istinti gretti e meschini degli Italiani in confronto agli ideali "umanitari" del cattocomunismo, io dichiaro di essere schifato dal fatto che gli Italiani sono cialtroni e accettano come se fosse normale di vivere in un mondo di cialtroni, dove in sostanza niente è come sembra, niente funziona come dovrebbe funzionare.

Lo ripeto, la Sanità è allo sfascio. Io non auguro a nessuno di andarlo a sperimentare di persona.

Vivo vicino Milano, sulla carta ci dovrebbe essere la "eccellenza" della Sanità lombarda, tutti sistemi informatici integrati per erogare i servizi e bla bla. La realtà è completamente diversa, solo riuscire ad ottenere un appuntamento per una visita presso un ospedale è una impresa. Anche quando siete pazienti cronici già in cura presso il medesimo ospedale. Inconcepibile. E non so dire della incidenza statistica di errori nella pratica medica, visto il modo in cui vengono trattati i pazienti che riescono ad accedere alle cure, cioè come dei mendicanti fastidiosi. Non le funziona più una gamba? Suvvia, signor Rossi, di cosa si lamenta poi, ne ha due, la risolviamo con due stampelle, ecco, come nuovo, arrivederci.

Con chi me la prendo?
Con tutti, abbiamo tutti la nostra parte di colpa se l'Italia fa schifo. Inevitabilmente me la prendo sopratutto con chi ha messo in piedi la fandonia dei "diritti", vedi "diritto alla salute", che in sostanza significa che tutti hanno uguale diritto a niente. Poi se vuoi curarti sul serio devi peregrinare in portinerie di palazzi anonimi dove i medici ti visitano "privatamente", cioè fuori dalla "eccellenza della Sanità", oppure per enigmatiche cliniche "Villa Fiorita". E l'unico modo per sapere che campanello suonare è il passaparola, il cugino Luigi ti dice che la zia Peppina quando ha avuto l'unghia incarnita è andata dal professor Piripicchio a Pincopallopoli.

Poi me la prendo con chi lavora nella Sanità pubblica, dal Ministro della Salute a scendere fino all'ultimo impiegato delle casse e sopratutto con la casta dei medici, i quali, oltre a sviluppare il cinismo tipico della professione per cui i pazienti sono qualcosa tra il postulante inopportuno e la materia inanimata, sviluppano anche una assoluta indifferenza verso l'ipocrisia e i paradossi del sistema normativo/burocratico all'interno del quale lavorano. E caspita, sarà mica colpa degli insegnanti se i ragazzi non sanno leggere e scrivere, no no, è il sistema. Allo stesso modo, sarà mica colpa dei medici se le persone non hanno accesso alle cure o vengono storpiati, è colpa del sistema. In entrambi i casi, si risolve rivolgendosi alle "strutture private" e quindi alla fine è colpa tua, pezzente e ignavo, se tuo figlio non sa leggere e se sei malato e non ti curi, oppure ti curi da pezzente e ne esci storpio.

Tutto questo mentre il Presidente del Consiglio si vanta di quanto siamo fighi in Italia con le nostre "eccellenze", ovviamente lui manderà i figli alle scuole private, all'estero appena possibile e altrettanto ovviamente, quando gli servirà, non metterà piede in un ospedale del S.S.N.

Mi guardo attorno e tutti felici e contenti.

venerdì, ottobre 14, 2016

Combattere l'egoismo

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - "L'Europa deve cambiare l'approccio nella lotta allo spreco alimentare come sull'immigrazione. In Ue prevalgono gli egoismi nazionali ma l'Europa è nata per abbattere muri non alzarli. Per questo proporrò che quel barcone recuperato nel 2015 sia messo davanti alla sede delle istituzioni europee, mi piacerebbe che lì davanti ci fosse quel relitto che ci ricorda come combattere l'egoismo". Così Matteo Renzi intervenendo alla Giornata Mondiale dell'Alimentazione alla Fao, a Roma.
Meno male che c'è ANSA a darmi queste imperdibili notizie. Meno male che c'è Sua Eccellenza che ha offre al mondo queste idee sensazionali su come risolvere il problema della fame.

Ormai vedo e sento cose cosi assurde, paradossali, che non riesco a credere che accadano veramente.

Tra l'altro la cosa triste è che si tratta di un caso di plagio. Come potete leggere qui.

Fosse per me, davanti alla "sede delle autorità europee" ci metterei delle grandi fotografie prese nelle strade delle periferie delle capitali europee. A documentare i brillanti successi ottenuti fino ad oggi nel combattere l'egoismo. Oppure farei un monumento alle vittime delle stragi, persone svanite senza lasciare traccia perché l'unica cosa che bisogna ricordare è di combattere l'egoismo.

giovedì, ottobre 13, 2016

Assistente Digitale


Ho avuto una epifania leggendo questo articolo.
Quando Google è stata fondata, erano circa 300 milioni le persone che utilizzavano Internet. La maggior parte di loro stava seduta davanti a un pc in cerca di risposte, che si presentavano sotto forma di link blu. Oggi, ci sono circa 3 miliardi di persone connesse a Internet che cercano informazioni e aiuto di ogni tipo e ovunque si trovino: in auto o in aula, da casa o dal telefono che hanno in tasca. Indipendentemente dal contesto e dal dispositivo, le domande che possono essere poste sono ancora di più e noi possiamo fare di più per aiutarvi a ottenere le risposte che state cercando.
Per prima cosa, notate che nell'articolo le "persone connesse" non usano i dispositivi per produrre contenuti ed Internet per condividere contenuti con altri, sono attaccati ai loro dispositivi elettronici per domandare, farsi dare le direttive, per farsi "aiutare". Concetto drammaticamente inquietante.

Comunque, la conclusione è che la storia della "intelligenza artificiale" è sostanzialmente una balla. Lo "assistente digitale" altro non è che un ulteriore passo verso la semplificazione della INTERFACCIA con cui l'utente utilizza i vari gadget elettronici. Semplificazione che si rende necessaria a fronte delle limitazioni fisiche dei gadget tascabili o portatili e la limitazione culturale dell'utente che li adopera. L'assistente digitale sostituisce ove possibile la interfaccia "touchscreen" e consiste banalmente in una interfaccia vocale assistita, cioè non attende passivamente che l'utente pronunci a voce i comandi previsti ma, tramite un meccanismo di "apprendimento", gli propone di sua iniziativa dei contenuti o delle azioni, correggendo automaticamente le inevitabili imprecisioni e ambiguità del linguaggio parlato.

La interfaccia vocale è la risposta al paradosso della sofisticazione sempre maggiore dell'elettronica e del software che va sprecata per la incomprimibilità dei limiti di cui sopra, non si può infilare più di tante cose in uno spazio piccolo e non si può chiedere ad un utente di imparare comandi e convenzioni se non ha intenzione o capacità di farlo. Le persone imparano a parlare a due o tre anni, anche il più scemo ed ignorante sa parlare. Inoltre, eliminando il più possibile la necessità di manipolare fisicamente il dispositivo per inserire comandi o contenuti, tolgo di mezzo bottoni, tastiere, menu, la interfaccia grafica. Mi serve solo lo spazio per presentare le cose che l'utente deve o vuole fruire, testo, immagini, video, tutto il resto idealmente si può fare con l'interfaccia vocale.

Esempio, accendo lo scemofono, la vocina mi dice "ciao Mario, cosa vuoi fare?", io rispondo "ci sono messaggi per me?" e la vocina dice "sono arrivate cinque email, due sms e sette messaggi di PincoChat, li vuoi leggere?. Io gli dico "non adesso, più tardi, fammi vedere le ultime notizie" e l'aggeggio apre il sito di notizie che visito più di frequente. Come si vede io non devo toccare lo scemofono. Se poi volessi scrivere una email, si tratterebbe di "semplice" dettatura. Se volessi inviare una fotografia ad un certo servizio mi basterebbe dire "invia la foto di Luigi a PincoFoto", non devo sapere niente del file, dell'estensione, della directory, delle impostazioni del server, dei dati del mio account.

Le conseguenze nefaste di questa evoluzione sono di due ordini:
1. l'utente abdica completamente rispetto alla conoscenza e al controllo del dispositivo che usa. Diventa ancora più evidente la separazione tra il concetto di "possedere" uno strumento e di "usare" uno strumento, da cui l'elettronica diventa qualcosa che potrebbe essere anche data in uso gratuitamente, con la condizione implicita che non sia in alcun modo modificabile, a fronte dell'abbonamento ai servizi. Senza l'interfaccia vocale l'aggeggio diventa un mattone inutilizzabile. L'utente non ha alcun modo di sapere cosa faccia effettivamente il software che lo "aiuta" e lo "assiste" e non ha alcun controllo sui contenuti in entrata e in uscita, anche perché diventa impercettibile la differenza tra "locale" e "remoto".
2. uno strumento cosi concepito, a parte l'ovvia considerazione che fa solo le cose che sono consentite dal rivenditore e dal fornitore dei servizi, è in grado di tracciare l'utente in ogni momento, qualsiasi cosa faccia o non faccia. Non solo, dato che la premessa è che il dispositivo esiste per "assistere", "aiutare", quindi educare, formare, dirigere, comandare, diventa da "terminale di servizi" che era già abbastanza brutto, perfetto strumento di controllo del pensiero e della vita delle persone.

Altro che "intelligenza artificiale", casomai "scemenza artificiale".
Avanti cosi.

sabato, ottobre 08, 2016

Notiziucole

Se vi fosse sfuggito in mezzo al rutilante gossip di cui sono infarciti i giornali, il Sole24Ore e aziende collegate, controllate da Confindustria, sono sull'orlo del fallimento. Pare abbiano un passivo di 50 milioni di euro.

Nella migliore tradizione della imprenditoria italiana. E, sempre nella migliore tradizione, questo fallimento presumibilmente si tradurrà in un altro po' di "crediti inesigibili" per il sistema delle Banche che finanzia l'imprenditoria italiana (vedi il caso MPS - Debenedetti - Sorgenia), quindi alla fine sarà scaricato sugli Italiani. Infatti:
I rappresentanti di Confindustria hanno fatto sapere che ci sarà un aumento di capitale per salvare il gruppo, al quale potrebbero partecipare anche le banche creditrici che così entrerebbero nella sua proprietà.
Un minuto fa ascoltavo proprio Radio24, un programma chiamato "Fabbrica 2.4" (non ridete). Il conduttore stava presentando dei "professori" (todos caballeros) che lodavano l'intervento del Governo tramite il Ministro dello Sviluppo Economico Calenda (leggere la biografia) in favore delle imprese con un fantomatico Piano, infatti in uno degli appuntamenti del "roadshow" in Veneto il Caro Leader dichiarava:
Punto fondamentale del piano Industria 4.0 e' che noi politici mettiamo in campo delle regole, poche e chiare, e poi lasciamo alle imprese la possibilità di giocarsela". Lo ha detto Matteo Renzi a Verona illustrando alla platea degli industriali veneti le opportunità del piano nazionale 'Industria 4.0', è invitando le imprese a mettersi in gioco. "Se l'Italia fa la sua parte - ha proseguito - concluso - è in grado di essere competitiva nel mondo. Certo bisogna fare fatica, bisogna prendersi qualche rischio". "Ma chi di voi - ha concluso, rivolto agli imprenditori - avrebbe fatto quello che ha fatto se non avesse avuto il coraggio di prendersi qualche rischio?". (ANSA).
Voi, poco avvezzi ai professori, vi chiederete "ma cosa minchia sarebbe il Piano Nazionale Industria 4.0?".
Eccovi il documento.
Un bella presentazione di quelle che si vedono ai meeting aziendali, infarcito di neologismi, grafici e numeri a caso. Siete ottimisti adesso, dopo avere visto che popo di cervelli lavorano per noi? Dai, è solo un caso che io l'abbia sentito incensare da una Radio fallita di proprietà di Confindustria, il posto dove il Ministro è stato "assistente del presidente e poi direttore dell'area strategica e affari internazionali". Un po' di Montezemolo e un po' di PD.

venerdì, settembre 30, 2016

Cyberbullismo o cybercretinismo?

Prego leggere questa pagina di Repubblica:
"Se non ti mostri sei uno sfigato": a 16 anni costretto al sexting

E' tutto sbagliato. Non c'è scritta una singola parola giusta. A partire dal titolo.

I genitori teste vuote mettono in mano al figlio testina uno scemofono collegato ad Internet (ma sicuramente avrà anche almeno un PC a casa). Questo è un fatto attorno al quale continuiamo a girare facendo finta di non capire. Internet consiste in una serie di "regole" per collegare tra di loro dispositivi qualsiasi. Nel "qualsiasi" è implicito il concetto che Internet contenga tutto il Bene ma anche tutto il Male possibile e immaginabile, senza restrizioni. Ergo, i genitori teste vuote mettono il figlio testina a contatto DIRETTO con tutto il Bene e tutto il Male concepibili. Una volta esistevano dei contenuti "vietati ai minori". L'idea era che un ragazzo non avesse gli strumenti per elaborare certi contenuti ed andasse da questi protetto. Oggigiorno non solo si mettono i ragazzi in contatto con contenuti che non riescono ad elaborare ma questi contenuti sono letteralmente il Bene e il Male assoluti, non una tetta nuda.

Seconda parte, gli strumenti. Lo scemofono è concepito apposta per consentire la fruizione dei contenuti e per contribuire contenuti analoghi. Ergo, non solo il minorenne viene esposto al Bene e al Male senza restrizioni, possiede anche gli strumenti per produrre a sua volta, per emulazione, il Bene e il Male. Tornando a sopra, i contenuti che una volta erano "vietati ai minori" discendevano lungo un certo percorso che aveva un punto di partenza, tappe intermedie e un punto di arrivo. Oggi è tutto nello stesso posto e nello stesso istante, tutto orizzontale. Chi accede ai contenuti è anche la persona che li produce e li pubblica. Per cui, non incarna solo la figura dello "destinatario" più o meno consapevole ma anche quella del "fabbricante" e del "distributore" di questi contenuti.

Terza parte, quella che dovrebbero capire anche i genitori teste vuote. I ragazzi da sempre vivono dentro "gruppi" di loro coetanei e devono imparare a gestire l'impulso a cercare l'approvazione degli altri in rapporto alla necessità di pensare, decidere ed agire con la propria testa, ancora, avendo presente il concetto di Bene e di Male. Una volta esistevano le "cattive compagnie", tipo Lucignolo per Pinocchio. Ora attenzione, notare la differenza. Lucignolo "seduce" Pinocchio con la promessa di emozioni, avventure, indipendenza. Pinocchio non "si sente escluso". L'esclusione denuncia un meccanismo molto più basso ed elementare della fascinazione che da sempre i giovano provano per i comportamenti "fuori dalle regole". E' solo e soltanto la necessità di conformismo a priori, a prescindere, senza possibilità di discriminare un "cosa", un "come", un "quando" o un "perché". Che tipo di persona è uno che non può sopportare la "esclusione", a qualsiasi costo? Cosa è capace di fare?

Non posso dire che i genitori sono "responsabili". Infatti per essere "responsabili" davvero dovrebbero mettere loro stessi e i loro figli FUORI dal "contesto sociale" che produce i fenomeni a cui stiamo assistendo, a partire dagli articoli di Repubblica. I genitori sono condizionati ad uniformarsi a certe idee, pensare e fare certe cose e i figli sono al pari condizionati. Tra l'altro, genitori e figli accedono agli stessi servizi, agli stessi contenuti e si comportano nello stesso modo. Non solo riguardo la banalità di foto e video di argomento "sessuale" ma per ogni cosa, basti pensare al medico che si fotografa in sala operatoria o al fatto che gli insegnanti comunicano coi genitori sulla stessa piattaforma dove i figli fanno "sexting". Questo è l'ultimo e il problema finale: non esiste più differenza tra genitori e figli, tra adulti e adolescenti.

martedì, settembre 27, 2016

Redde rationem


Ipse dixit:
Questa la ricetta del premier. "Finita la parte delle riforme si può tornare a progettare il futuro" dice spiegando i quattro punti su cui lavorare. "Le amministrazioni locali devono sviluppare gli uffici tecnici per sbloccare i piccoli e medi cantieri, bisogna semplificare la burocrazia, investire nella banda larga perché le reti di domani non sono le dighe o le autostrade, quella di domani sarà l'Italia della gigabyte society". Infine si deve puntare alle grandi opere e alle infrastrutture, come sul piano ferroviario la Napoli-Bari-Lecce.
Le infrastrutture no, le infrastrutture si, la "gigabyte society" (la che?).
Negare e affermare nella stessa frase, buttare li un po' di gergo del marketing. Se domani dovesse cambiare mestiere, lo vedo bene nei consigli di amministrazione delle aziende italiane che falliscono e svendono agli stranieri. Anzi, gli darei un posto di rilievo in Monte Paschi.

Ponte Messina, Renzi: "Può creare centomila posti di lavoro".
Dove l'ho già sentita questa del ponte di Messina e dei posti di lavoro? Boh non me lo ricordo.

Quanto mi piace Sua Eccellenza Illustrissima... Il Kennedy de noantri.
Vedi post sottostante.
Vedi QUESTO VIDEO
E se credete che sia stata la peperonata, ecco QUESTO ALTRO VIDEO

domenica, settembre 25, 2016

Non capire una beata fava e vivere contenti

Attenzione, leggere prima il post precedente!


Dal film "Idiocracy".
Se vi interessa, Ecco un clip. I "ministri" del "governo" discutono del fatto che non cresce più nulla perché i campi sono innaffiati con "Brando", una specie di Gatorade, invece che acqua. Perché? Perché si sa, contiene "elettroliti" e gli "elettroliti" sono una cosa buona. E l'acqua la trovi nel cesso. Ah ah ah, mai visto crescere una pianta dentro la tazza del cesso.

Apertura:
... penso che i ragazzi dovrebbero essere educati A SCUOLA, alle prime esperienze con modeste quantità di sostanze psicotrope, dalla cannabis agli acidi, agli alcolici ... per imparare la teoria e apprendere sulla propria pelle gli effetti, ed essere educati alle modalità per un uso responsabile per sé e gli altri.
Sorvoliamo sulla evidente apologia di reato. Il post a cui si aggiunge questo commento sta criticando l'ipotesi di "liberalizzare" il consumo di droghe leggere. Ha tutto il senso del mondo, è perfettamente logico proporre in calce non soltanto di "liberalizzare" ma di introdurre le droghe nelle scuole, una cosa che nemmeno il Pannella o il Capanna degli anni ruggenti hanno mai ventilato.

Segue:
... la lista delle tue fobie che ti allontanano dal mondo concreto.
Il "mondo cocreto" sarebbe quello in cui a scuola si educano i "ragazzi" alle prime esperienze con "moderate quantità". Viceversa, affermare che lo "sballo" non è affatto "normale" tantomeno un "valore" da insegnare, sarebbe una "fobia".

Segue:
Che palle, che fate venire, tristi soggetti morigerati ... ma uscite mai dalla scatola ? ... vi fanno sembrare noiosi, al massimo casi psichiatrici.
A proposito di "casi psichiatrici".

A parte il caso clinico in questione, voglio insistere su un punto: la logica del "fatto compiuto". A dimostrazione che un certo comportamento è "normale", quindi secondo una certa linea di pensiero, "giusto", quindi "auspicabile", quindi lo Stato avrebbe il compito di incentivarlo, si citano dati statistici. Più gente lo fa, più il tale comportamento è "normale/giusto", quindi deve essere incentivato.
Ci sono due obiezioni evidenti. La prima è che non si tratta di un fenomeno "spontaneo" ma viene generato ed alimentato dalla propaganda (o se vogliamo, dal marketing), cosi come quasi tutte o tutte le "abitudini" del consumo. Negli USA tutti mangiano la merda e diventano obesi e diabetici, quindi dobbiamo farlo anche noi. Lo Stato dovrebbe promuovere il consumo di grassi e beveroni zuccherati. Educhiamo i ragazzi (vedi film sopra).
La seconda l'ho già citata me viene ignorata. Nel 2014 ci sono stati 255.886 furti (solo quelli noti), con un incremento del 2% sull'anno precedente, per cui secondo la logica del "fatto compiuto", rubare è un comportamento abituale. Non solo, meno del 3% dei colpevoli viene condannato, da cui è palesemente abituale anche il non-perseguire il reato. Per cui, perché non assumere che esista il "diritto a rubare" e che quindi i ragazzi dovrebbero essere educati a scuola alle prime esperienze con arnesi da scasso, armi da taglio, a farne un uso responsabile per se e per gli altri? Oppure, che ne so, fonti governative affermano che in certe categorie professionali il tasso di evasione fiscale supera lo 80%. Idem, se ci sono migliaia o milioni di evasori, perché non affermare il "diritto ad evadere" e educare i ragazzi a compilare dichiarazioni mendaci, false fatture, eccetera, di conseguenza?

Al lettore trarre le conclusioni.
Su quale base si decide che un certo comportamento è "giusto" e deve essere premiato, un altro è "sbagliato" e deve essere punito.
Già che ci siete, provate a pensare quali sono gli argomenti "spinti" dalla propaganda negli ultimi tempi. Provate a pensare al concetto di "normale" e di "diritto".

Esempio di argomento consueto: della serie "non abbiamo altre cose a cui pensare".
Prego notare l'argomentazione "postulato che sulla media della popolazione ci sono 5% gay, quindi ci devono essere 5% gay nelle Forze Armate, è un diritto essere gay, deve essere un diritto essere gay nelle Forze Armate, lo Stato deve sostenere la presenza gay nelle Forze Armate obbligando i comandi a mandare i trans negli incursori".
D'altra parte, per il post precedente, in Italia ci sono le Armate della Paura che soffocano la "diversità". Si dovrebbe educare i ragazzi nelle scuole (non posso scrivere a fare cosa, immaginatevelo). Se qualcuno pensa che non si dovrebbe educare i ragazzi a (immaginate), si tratta di una vostra fobia che vi allontana dal mondo concreto, soggetti morigerati noiosi e casi psichiatrici.

E tutto questo non è la ripetizione infinita di slogan e stereotipi, no no. Il "mondo concreto".

venerdì, settembre 23, 2016

Confusione non accidentale sulla droga

"Cannabis, chiudiamo il secolo proibizionista": La presa di posizione di Giovanni Maria Flic.

Come forse saprete, insieme a tutti i drastici cambiamenti che ci costringono ad ingoiare, c'è anche l'idea di legalizzare/liberalizzare il commercio e il consumo di droga. Per motivi pratici si comincia ovviamente con le cosiddette "droghe leggere".

Le argomentazioni portate a sostegno di questa idea sono svariate, le riassumo:
1. ormai è una abitudine diffusa, fa parte del "costume", quindi non ha più senso che esista un divieto.
- questa appartiene al gruppo del "dato di fatto" o del "fatto compiuto".
2. il divieto di commerciare e possedere droga alimenta il mercato illegale che lo Stato non riesce a contrastare.
- questa appartiene al gruppo dei paradossi, considerato che lo Stato non riesce a contrastare i furti, legalizziamo/liberalizziamo anche quelli.
3. la maggior parte dei detenuti nelle carceri ha una condanna per reati connessi alla droga e/o è uno straniero immigrato. Si propongono due problemi, ci sono troppi detenuti, quindi la soluzione è eliminare il reato e liberarli, poi incarcerare i "profughi" e i "rifugiati" è segno che non siamo capaci di accoglierli come si deve, quindi è colpa degli Italiani, non loro.
- questa appartiene al gruppo de "fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare".

Adesso, leggendo l'articolo dell'Espresso, ci viene proposta una variante più interessante, perfettamente in linea con il sincretismo cattolico-comunista di questi tempi:
Flick è invece tra quelli che pensano che la legalizzazione sia urgente, perché la «guerra alla droga ha finito per esser più che altro la crociata di “armate della paura” contro la diversità, demonizzata, e contro gli ultimi, tra cui i tossicodipendenti, che sono i più fragili e dovrebbero esser aiutati e non criminalizzati».
- è urgente (perchè?)
- guerra alla droga (contraddice il punto 1 della lista soprastante, nonché l'articolo medesimo)
- crociata (assumiamo che le "crociate" simboleggino un comportamento perverso e malvagio, conformemente a tutta una letteratura che demonizza il nostro passato per convincerci che siamo la feccia del Creato e che dobbiamo vergognarci e auto-flagellarci)
- le armate della paura (l'Italia è percorsa dalle "Armate della Paura", uguale uguale a Narnya o alla Terra di Mezzo)
- contro la diversità (abbiamo appena festeggiato il "matrimonio gay" con l'annesso "diritto" di affittare uteri, compravendere ovuli e seme, intestarsi bambini fabbricati in apposite cliniche, per non parlare della faccenda della "integrazione" annesse stragi, stiamo affogando nella "diversità")
- li ultimi, tra cui i tossicodipendenti (mi sa che circola più bamba nei quartieri alti che nelle case popolari, poi in galera ci dovrebbero essere gli spacciatori, non i consumatori)
- sono i più fragili e dovrebbero esser aiutati e non criminalizzati (si può dire lo stesso di ladri, rapinatori, omicidi, tutta gente che deve essere aiutata e non criminalizzata)

Ora, essendo io un libertariano, ognuno dovrebbe potere fare come gli pare a casa sua. Quindi se vuole drogarsi, per me va bene. Il problema si pone appena il drogato esce di casa, perché non voglio trovare un chirurgo drogato, un pilota drogato, un addetto agli altoforni drogato, un muratore che sale sui ponteggi drogato, anche solo un automobilista drogato, eccetera. Quindi, quello che la propaganda di regime non dice è che il problema della "proibizione" si moltiplica per enne, avendo "liberalizzato" un comportamento generale che poi deve essere vietato in ogni singolo particolare. Immaginiamoci se adesso è un problema ostacolare lo spaccio, cosa sarà domani quando si tratterà di "regolare" il consumo.

Poi non sfuggirà al lettore il piccolo paradosso di uno Stato che vieta il fumo del tabacco mentre vende tabacchi tramite i monopoli che adesso si dovrebbe preoccupare di disincentivare il consumo di droga (vedi aiutare i più fragili) mentre in un modo o l'altro vende droga.

Sono due le cose che mi sgomentano: quanto sono mentecatti gli Italiani che sopportano questa inondazione di balle quotidiane e chi sono le persone che occupano i ruoli chiave della società in Italia e in Europa. Altro che "Armate della Paura". Sono le "Armate del Buonismo Selettivo" che dovrebbero essere contrastate.

giovedì, settembre 22, 2016

Sostituire Network Manager con Wicd in Debian

Premesso, questo post serve a me come memoria. Non ho nessuna competenza particolare in Debian, potrebbe essere tutto sbagliato (se è cosi, fatemelo sapere).

Problema: la connessione wireless cade di continuo con Debian 8 Mate, dopo un po' di prove mi sembra che dipenda da NetworkManager, l'aggeggio che gestisce le connessioni di rete. (guida di Arch su NetworkManager)

Soluzione:
1. sudo apt install wicd
(sostituisco NetworkManger con Wicd - Guida di Arch su Wicd)
2. sudo systemctl stop NetworkManager.service
(arresta il servizio NetworkManager)
3. sudo systemctl disable NetworkManager.service
(disabilita il servizio NetworkManager cosi non viene avviato)
4. in Wicd, preferenze, selezionare driver nl80211 (come da guida sopra)-

Edito:
Una alternativa meno complicata potrebbe essere di specificare il BSSID nelle impostazioni della connessione wireless in Network Manager. Si tratta a quanto ho capito del MAC address del router e si ricava con "sudo iwlist scanning". La guida di cui sopra specifica che NetworkManager ogni due minuti fa una qualche operazione di "roaming" non meglio precisata e questo disturba certi driver, impostando il BSSID si evita il problema.

martedì, settembre 20, 2016

La mamma dei commentatori anonimi

Mi scrive un gentile lettore:
Coniglio. Pubblica anche i miei, di insulti, se hai le palle
Caro lettore, devi sapere che essendo questo il mio blog, ho la facoltà di decidere cosa ci può o ci deve essere scritto dentro. Non è questione di palle ma di pazienza. Notoriamente io ho pochissima pazienza. L'esibizione del fenomeno da baraccone devi andarla a fare in un altro blog, uno di quelli che non applicano nessuna moderazione (o se vuoi, censura) dei commenti. Puoi tornare qui quando invece di "ridere" mentre scrivi "commenti demenziali", ti fai venire in mente qualcosa di sensato. Auguri.

Post Scriptum: adesso sai che non puoi andare dove ti pare a fare quello che ti pare. Strano, eh? Eppure...

domenica, settembre 18, 2016

Windows Update bloccato su Windows 7

Siccome non ci facciamo mancare niente, stasera mi accorgo di un problema in Windows 7. Windows Update mi segnala che ci sono sette pacchetti da installare, io pigio "installa", lui fa finta di partire ma rimane li con la lucina che va avanti e indietro e non fa nulla. Non vedo errori di sorta, non c'è niente di evidentemente bloccato ma Windows Update non fa nulla.

Soluzione:
1. nella finestra di Windows Update guardo che pacchetti mi propone. Escludo gli aggiornamenti di sicurezza e quelli di Explorer, cerco quelli che MS chiama "update rollup", sono dei pacchetti cumulativi che aggiornano vari aggeggi di Windows, tra cui, badate bene, gli aggiornamenti a Windows Update medesimo. Seleziono e guardo a destra, c'è il link "dettagli", pigio e si apre la pagina MS che spiega la rava e la fava sul pacchetto selezionato, sotto ci sono i link per il download manuale. Scarico manualmente il pacchetto per la mia versione di Windows (7 - 64Bit). Alla fine non importa come ci arrivate, dovete trovare gli ultimi "update rollup" sul sito MS e scaricarli.

2. arresto il servizio Windows Update.
Si fa in vari modi, io apro il coso per gestire i processi, vado sulla "scheda" servizi, sotto c'è il bottone "servizi", si apre la finestra di amministrazione dei servizi di sistema, li ordino per "avviato" e trovo Windows Update, seleziono e faccio "arresta" (nota che è temporaneo).

3. clicco sul pacchetto che ho scaricato.
Se tutto va bene fa un paio di giri e poi si apre una finestra che dice "installa", io ovviamente installo. Un po' di melina, poi parte la barra di avanzamento, alla fine mi dice "riavvia". La rogna è che a quanto ho capito bisogna riavviare dopo ogni pacchetto, io ne ho installati due uno dopo l'altro.

A questo punto dopo il secondo riavvio, ho aperto Windows Update del menu di Windows e ho forzato un "cerca aggiornamenti", ci ha messo un po' ma vedevo che il disco girava e girava, anche troppo secondo me, quindi stava facendo qualcosa, forse rigenerando qualche indice, alla fine mi ha riproposto otto pacchetti da installare (ne avevo tolti due dai sette precedenti, quindi ce n'erano tre nuovi), faccio installa, altro giramento di disco, alla fine installa, tutto bene, riavvio. Per sicurezza dopo il riavvio rifaccio "controlla aggiornamenti", sembra funzionare.

Per adesso tutto bene. Ho il sacro terrore di dovere reinstallare Windows, una operazione che mi porterebbe via dei giorni, lacrime e sangue.

E qui apro una parentesi: Al netto delle sue rogne particolari, installare Linux è mille volte più semplice e rapido. Ci sono varie ragioni. Per prima cosa la installazione tipica delle distribuzioni più diffuse comprende tutto, sistema operativo, driver e un set più o meno completo di programmi (es. Libreoffice). Quindi non bisogna andare in giro a cercare i vari pezzi e poi installarli uno alla volta. Un'altra ragione è che si può usare una chiavetta USB, un CD (oggi purtroppo serve almeno un DVD nella maggior parte dei casi) oppure si può installare tutto da Internet, partendo solo con una chiavetta o un CD che contengono solo il programma di installazione e in questa maniera c'è anche il vantaggio che è tutto aggiornato. Poi ci sono anche i virtuosismi, per esempio usando una partizione separata per la directory "/home/" si può reinstallare tutto mantenendo configurazioni dei programmi e documenti (si potrà fare anche con Windows ma non altrettanto facilmente).

Sul perché va tutto a rotoli

A volte capita di ricevere dei commenti particolarmente interessanti, questo lo trovate nel post sottostante.
Che le piante non rispondano, l'ho imparato a tre anni, credo. Quindi molto prima di lei. Il computer, volendo, mi risponde: o meglio, mi risponde un trans che si chiama Cortana e che ho disattivato subito. Voleva ricordarmi quando dovevo prendere il caffè e nei tempi morti, all'occorrenza, mi raccontava barzellette. Se uno mi ricordasse che devo prendere il caffè lo manderei affanculo subito. Cosa che ho fatto con il trans Cortana, ovvero il mio Pc che sotto mentite spoglie, faceva finta di essere una donna e mi diceva benvenuto. Il mio pc ha le idee confuse sulla sessualità; inoltre, dalle premesse, direi che è completamente idiota. Quindi continuerò a parlare con le mie piante, sapendo che non mi risponderanno, a differenza del computer. E a differenza sua. Ah, non maneggio nessuna merda, le mie piante non le concimo. Quelli che amano concimare le piante vanno pazzi per le bambole gonfiabili e per le tette finte. E per la Silicon Valley.
Ho scritto che non capisco come sia possibile che gli Italiani ingoino Renzi e tutta la propaganda martellante che lo accompagna. Non è proprio vero, lo capisco. Il fatto è che mentre una volta gli Italiani avevano il pudore della propria inadeguatezza, adesso che siamo nel film "Idiocracy" gli idioti pensano di potere e dovere comandare, siamo passati dalla Dittatura del Proletariato alla Dittatura degli Idioti.

Vado a illustrare, perché ho sempre il dubbio che certe cose non siano immediatamente ovvie all'ipotetico lettore di questo blog.

1. "Il computer".
Il "computer" è esattamente uguale a "il frigorifero". Occorre recarsi presso un rivenditore, indicare con la manina quale modello si intende acquistare, appoggiare i soldini sul bancone e ritirare l'oggetto acquistato. Subito, dal primo momento, si tratta di un atto di "libero arbitrio", non di un evento accidentale. Nessuno si sveglia alla mattina con un computer misteriosamente lasciato sul cuscino dalla fatina dei computer.

2. "si chiama Cortana".
Cortana è una funzione introdotta dalla azienda Microsoft a partire da Windows 10. Il "computer" non si chiama affatto Cortana, bisogna essere andati dal rivenditore e avere indicato con la manina il computer con sopra Windows 10. Le alternative erano comprare un computer con sopra un altro software oppure senza alcun software e metterne uno in un secondo tempo. Quindi altro momento in cui nessuno subisce eventi accidentali ma esercita il libero arbitrio.

3. "mi racconta le barzellette".
L'azienda Microsoft paga fior fior di "esperti" di Marketing per decidere quali prodotti incontrano i desideri della clientela. Oppure per determinare i desideri della clientela verso un certo prodotto. Gli esperti di Marketing concludono inevitabilmente che il cliente medio è un povero deficiente, quindi propongono prodotti che possono interessare dei deficienti. Abbiamo detto sopra che il "computer" è come il frigorifero. Lo compri e poi ci devi mettere dentro le cose che preferisci. L'idea di Cortana è che per il cliente medio sia troppo complicato prendere delle decisioni su cosa mettere dentro il frigorifero, come disporre i vari oggetti sugli scaffali, ricordarsi quando scade lo yogurt, eccetera, quindi l'idea geniale è che sia il frigorifero a dire al cliente cosa fare, come farlo, quando farlo. A pensarci, si tratta dell'esatto contrario del commento. Ovvero, partendo dal presupposto che la persona che usa i suoi prodotti è un povero minorato, l'azienda Microsoft ha concluso che bisognava mettere più intelligenza dentro i prodotti medesimi per supplire alla mancanza di intelligenza del cliente. Cortana e Windows sono tanto più "interattivi" o intrusivi quanto più scemo è il "cliente medio" secondo il Marketing.

4. "ovvero il mio Pc che sotto mentite spoglie, faceva finta di essere una donna"
Abbiamo detto che il "PC" non si materializza dal nulla sul cuscino, abbiamo detto che la presenza di un dato software sopra un PC non è casuale. Adesso aggiungiamo che il PC di suo non compia nessuna operazione, non fa nulla, se una persona non pigia dei bottoni. Ancora, se il "PC" fa finta di essere una donna è perché chi lo usa, dopo avere acquistato un "PC" e averne scelto uno con sopra Cortana, pigia i bottoni che attivano questa funzione. Una funzione che esiste per supplire alla idiozia delle persone che pigiano i bottoni. Siccome sono idioti e avvezzi a certi stereotipi, il Marketing ha pensato che gli sarebbe piaciuto ricevere istruzioni sotto forma di un personaggio di un videogioco. La ragione per cui il personaggio del videogioco ha queste caratteristiche è la stessa per cui si leggono continuamente certi articoli sulla propaganda di regime. Ancora, non è casuale.

5. "Il mio pc ha le idee confuse sulla sessualità; inoltre, dalle premesse, direi che è completamente idiota."
A parte che il PC è come il frigorifero, non ha nessuna idea dentro, è solo un mucchio di ferraglia fintanto che chi lo usa non prende delle decisioni e non pigia dei bottoni, tutto il contrario. Hanno speso mesi o anni a studiare la funzione di cui sopra. Se è stata costruita con queste caratteristiche è perché i clienti hanno le idee confuse e sono completamente idioti. Se non fosse cosi, questa funzione, cioè Cortana, non esisterebbe oppure sarebbe completamente differente. Di suo Cortana contiene un sacco di intelligenza, perversa magari ma coerente con le premesse e le finalità per cui esiste. Cortana è solo una tessera di un puzzle grande come il mondo. Chi decide come dovrà essere il mondo tra 10, 30, 50, 100 anni, decide anche, direttamente e indirettamente, come deve essere Cortana.

6. IL GRAN FINALE: "Quelli che amano concimare le piante vanno pazzi per le bambole gonfiabili e per le tette finte. E per la Silicon Valley."
Qui siamo nel reparto psichiatrico. Lo scrivente presuppone che qualcuno abbia una passione feticista per il concime. Poi nella sua testolina associa il feticismo del concime con il feticismo delle bambole gonfiabili e delle tette finte (oh, noo...) e chiude con il gesto sprezzante, la Silicon Valley (che ovviamente, essendo "silicon" è collegata a bambole e protesi mammarie).

Torniamo ad Idiocracy all'inizio del post.

Ora, voglio venire incontro all'amichetto di Cortana:
Gli organismi viventi, comprese le piante, non sono "intelligenti" ma sono incredibilmente più complessi da un punto di vista meccanico di qualsiasi marchingegno la specie umana abbia mai concepito. La complessità degli organismi viventi però non c'entra con l'intelligenza, che presuppone un atto di volontà, presuppone consapevolezza. Se vogliamo, è un mistero, come la grandezza, profondità e complessità dell'universo. Noi però non cerchiamo la complessità indifferente, estranea, cerchiamo la consapevolezza con cui possiamo confrontarci. Si, parole al vento.

Nota: il problema con il "dongle" USB - Wireless non è collegato all'errore che dicevo nell'altro post. Pare sia qualcosa che dipende da Network Manager, annessi e connessi, perché cambiando sistema, usando Wicd Network Manager, il "dongle" funziona senza problemi apparenti. Il guaio è che mi sembra di capire che Wicd sia un progetto morto o morente e Network Manager sia lo "standard di fatto" delle distribuzioni Linux, nonostante una caterva di bug.

mercoledì, settembre 14, 2016

Giardinaggio vs Linux

Dicevo di non comprendere la gente che ha la casa col giardino da curare. Ripensandoci, ognuno ha i suoi passatempi. Io per esempio mi diverto a pasticciare coi computer.

Ho questo vecchio portatile su cui in origine girava Windows XP. Ci metto sopra Debian. Siccome il portatile è antidiluviano non ha la scheda Wireless integrata, devo attaccarci un vecchio "dongle" USB della D-Link. Per fortuna Debian ha una pagina di aiuto dove mi spiega che a seconda del modello mi serve un driver differente e che, essendo driver "proprietari", li devo installare a manina. E io li installo, in questo caso con il pacchetto "firmware-atheros". Nota che "atheros" si riferisce al chipset usato dalla D-Link per il "dongle".

A questo punto funziona tutto tranne che la connessione wireless si resetta di continuo. Oibò, cosa sarà. Faccio una cosa che nessun scemofonatore potrebbe immaginare, vado a guardare nei log del sistema. Ci trovo questo errore ripetuto più volte:
"mtp-probe: bus: 3, device: 41 was not an MTP device"

Cosa sarà un MTP device?
https://en.wikipedia.org/wiki/Media_Transfer_Protocol

Va bene, quindi c'è un aggeggio (libmtp) che trova il "dongle" alla porta USB e prova ad accedere come se fosse un MTP device. Come posso evitarlo? Faccio una ricerchina e scopro che l'aggeggio ha lo stesso problema con molti altri dispositivi, quindi c'è una "blacklist" che li elenca. Si trova qui:
"/lib/udev/rules.d/69-libmtp.rules"

Dal file "syslog" ricavo i dati del mio "dongle":
usb 3-4: new high-speed USB device number 4 using ehci-pci
usb 3-4: New USB device found, idVendor=2001, idProduct=3a03
usb 3-4: New USB device strings: Mfr=1, Product=2, SerialNumber=3
usb 3-4: Product: USB WLAN Device
usb 3-4: Manufacturer: Atheros Communications Inc
usb 3-4: SerialNumber: 1.0

Quindi aggiungo al file "69-libmtp.rules" la riga:
"ATTR{idVendor}=="2001", ATTR{idProduct}=="3a03", GOTO="libmtp_rules_end""
Che, a quanto mi è dato di capire, salta direttamente all'uscita senza passare dalla fase di "probing" del dispositivo.

Lo scrivo qui a futura memoria.
Che gusto c'è ad aggeggiare in questa maniera quando potrei comprare un gadget nuovo, tutto sigillato? Non so, da bambino smontavo i giocattoli.

martedì, settembre 13, 2016

Televendite e televenditori


Corriere:
Renzi rilancia il ruolo di Milano: Città leader, da qui riparte l’Italia

Repubblica:
Renzi lancia il brand Milano: Città di riferimento per l'Italia nel mondo

(la Pravda non è pervenuta, intanto correte ad abbonarvi alla versione milanese e romana)

Passi per l'antipatia tutta toscana. Passino le smorfiette e i vezzi. Passi il fatto che Sua Eccellenza non è mai stato eletto in vita sua tranne che per la carica di sindaco di Firenze. Passi che sia solo il front man di gente che gli dice cosa fare e cosa dire (vedi post sottostante sul "mastermind"). Passino tante cose.

Però non riesco a farmi una ragione del fatto che gli Italiani sopportino questi deliri di retorica roboante che nasconde balle meschine. Che sopportino la propaganda continua dei "media" di regime. Che siano rassegnati al nulla condito con le balle.

Intanto, mentre Sua Eccellenza fa lo spettacolo di varietà insieme a Sala Dettobeppe, la cui elezione seguita a quella di Pisapia è un altro mistero insondabile, come fanno i Milanesi ad essere cosi cretini, ecco cosa succede veramente a Milano. Un giorno che avrò vita, tempo e voglia vorrei fare un reportage fotografico della periferia.

Intanto, ieri ascoltavo su Radio Radicale dei sindacalisti che discutevano del pre-pensionamento. Il ruolo dei sindacati in Italia è un'altra cosa incomprensibile. Si, certo che ricordo la Storia. Ma adesso che non c'è più il mito del Paradiso dei Lavoratori, che il Muro è un ricordo sbiadito, come fanno gli Italiani a sopportare che i sindacalisti invece di occuparsi dei contratti che vincolano aziende e dipendenti, si occupino della Spesa Pubblica? Sapendo che è finita la pacchia, che non si può più accollare il conto del ristorante ai figli e ai nipoti. Certo, non faranno fatica gli "illuminati" come la signora Boldrini a smantellare l'Italia nazione, considerato che gli Italiani sono patetici.

P.S. gli articoli collegati sopra funzionano anche come test di intelligenza. Se li leggi senza ridere, sei un cretino. Se li leggi e Sua Eccellenza ti suscita ottimismo, sei doppiamente cretino. Se Sua Eccellenza ti suscita entusiasmo, hai bisogno di uno psichiatra.

martedì, settembre 06, 2016

Portatori di handicap


Dai, è bello vedere qualcuno che ce la fa nonostante le difficoltà.

Una storia italiana e autoironia involontaria

Mentre le Procure sono al lavoro per trovare i "colpevoli" dei crolli in occasione dell'ultimo terremoto, mentre i giornalisti scrivono pezzi sulla necessità di "piani antisismici", mentre la radio ci illustra l'idea del "libretto del fabbricato", eccetera, stamattina leggo questo articolo sul sito di Repubblica, che cita come esempio un certo costruttore le cui case hanno resistito al terremoto.
Il costruttore-eroe di Amatrice

[...] Quante ne ha fatte?
"Credo un'ottantina, delle quali almeno 60 in paese. A 40 anni ho smesso di fare il macellaio perché mi ero stancato. Non avevo figli, volevo godermi la vita. Dopo un po' di tempo però mi sono reso conto che non riuscivo a stare con le mani in mano e ho iniziato a costruire delle case".

Che anni erano?
"Ho lavorato più o meno dal 1969 al 1985. Facevo tutto da solo, all'inizio realizzavo uno schizzo della casa. Poi sceglievo i materiali e arruolavo gli operai. Il geometra si occupava di fare tutte le carte, completare il mio disegno e presentare le varie richieste di autorizzazione, magari senza neanche vedere la casa".

E il rispetto delle norme antisismiche?
"Ci pensava il tecnico a sistemare i fogli necessari, quello non mi riguardava ma so che era sempre tutto in regola con le leggi del tempo.
Se qualcuno passa di qui e legge questo post come "ecco, un altro palazzinaro infame che specula sulla pelle della gente", si sbaglia. Invece dovrebbe leggerlo come: tutta l'Italia, in special modo quella rurale, è costruita cosi. PER PRIMI i cosiddetti "edifici storici", i quali non solo sono stati costruiti da contadini, sono anche stati costruiti con i materiali del posto, quindi invece di cemento armato e tondini di ferro a spanne, sono sassi, malta e legno a spanne. Il risultato è che o smettiamo di prenderci in giro e cominciamo a demolire e ricostruire, oppure ci mettiamo una pietra sopra, in senso pratico e in senso figurato, accettando il fatto che ogni terremoto futuro farà centinaia o migliaia di morti. Il resto sono chiacchiere vuote di gente che deve giustificare lo stipendio.

lunedì, settembre 05, 2016

Sanità pubblica, dettaglio

Mi recai all'inizio di Giugno all'ospedale di Monza e mi dissero che avrei dovuto sottopormi ad un piccolo intervento chirurgico. Tenete presente che la ragione dell'intervento erano emorragie continue, difficoltà nel parlare e nel mangiare, necessità di asportare una lesione e sottoporre il campione a esame istologico. D'accordo, niente di veramente urgente ma nemmeno una questione da nulla. Chiesi quando avrei potuto subire questo intervento, pensando che mi dicessero un paio di settimane e già sarebbe stato un problema non da poco. Mi dissero "non le sappiamo dire, la mettiamo in lista e verrà richiamato per fissare l'appuntamento". Insistetti e mi dissero "probabilmente si andrà a Settembre". Puntuali, mi chiamano oggi, 5 Settembre, a tre mesi dalla visita. Alle mie rimostranze incredule mi dissero "si rivolga pure altrove se preferisce". Io mi rivolsi allo stesso ospedale, semplicemente al piano sopra, un altro dipartimento di chirurgia. Pagai la visita "privata" intra moenia, senza saperlo si trattava del primario e dopo un paio di giorni mi sottoposero all'intervento, che tra parentesi, in sè fu questione di pochi minuti, anche se estremamente fastidioso nei postumi.

La cosa che davvero fatico a capire nel 2016 è la totale assenza di comunicazione e coordinamento tra le strutture ospedaliere e anche tra i dipartimenti dello stesso ospedale. Ci vendono la "app" per comandare la valvola termostatica di ogni termosifone di casa via scemofono ma pare sia impossibile coordinare le strutture e le prestazioni sanitarie. Boh. Intanto, vedere il post sottostante.

Mastermind

Se vi domandate da dove vengono le sparate del Bomba per l'economia mentre si stabilisce il nuovo record del Debito in Giugno, ecco:
Yoram Gutgeld

Nel luglio 2012, tramite Roger Abravanel, conosce Matteo Renzi del quale diventa in breve tempo il principale consigliere economico. Nel 2013, in occasione delle elezioni politiche, viene eletto deputato in Abruzzo per il Partito Democratico.
Nel febbraio 2014 Renzi diventa capo del governo e in settembre Gutgeld diventa consigliere del presidente e, da marzo 2015, commissario alla revisione della spesa.
Sentite suonare nessun campanello?


Edito: il debito pubblico è aumentato con Renzi di 141,2 miliardi (da 2.107,6 miliardi di febbraio 2014 a 2.248,8 del giugno scorso). Correggetemi se sbaglio, significa che ogni italiano, neonati inclusi, ha aumentato il proprio debito di 2.800 euro.

martedì, agosto 30, 2016

Un Popolo di servi

La Pravda, quello che una volta era il Corriere, quotidiano nazionale, riporta:
Migranti, 6.5oo persone soccorse in un giorno nel canale di Sicilia

In 40 operazioni coordinate dalla Guardia Costiera: uno dei numeri più alti di persone recuperate in un solo giorno da quando c’è l’emergenza. Negli ultimi 4 giorni diecimila le persone recuperate nello spazio di mare tra Libia e l’Italia.
Per avere un termine di paragone, i Normanni conquistarono l'Inghilterra sassone sbarcando dalle navi circa ottomila guerrieri.

Gli Italiani ormai ingoiano di tutto, non hanno più la misura delle cose. Ma quale "emergenza" ma quale "soccorso in mare", quando si è mai visto naufragare diecimila persona in quattro giorni? Perché la Guardia Costiera italiana sta svolgendo un servizio di traghetto che introduce illegalmente immigrati sul territorio nazionale? Per conto di chi?

PER CONTO DI CHI?

L'ho scritto in passato e li ripeto. C'è n'è d'avanzo per dei bei processi per Alto Tradimento. Non si faranno mai, non solo perché ormai siamo schiavi ma sopratutto perché gli Italiani sono masochisti, gli piace essere sottomessi e poi vivere o meglio vivacchiare, di lagne e piccole furberie.
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Per l'analfabeta medio, no, non si tratta di un pezzo di Fedez, è Dante ne Il Purgatorio, inizi del '300.


Bella zio!

Edito:
Nel mezzo della tempesta di Dante, mi capita sempre più spesso di imbattermi in esempi di demenza o di ignoranza compiaciuta, non riesco più a distinguere le due cose, come questo:
Domanda: cosa significa "sostenibile" o "sostenibilità"?

Risposta: "coloro fra noi che hanno parlato di sostenibilità per molto tempo hanno smesso di definirla. A volte diciamo che è come il jazz, o la qualità, o la democrazia – non la si conosce definendola, la si conosce sperimentandola, entrandoci dentro, vivendola – o forse piangendo la sua assenza."
Ogni parola è un paradosso.

sabato, agosto 27, 2016

Non c'è limite al ridicolo anche nella tragedia


No, non è una fotografia del Procuratore di Rieti

In prima pagina su Repubblica, ovvero la fiera degli stereotipi dell'Italiano medio alla macchinetta del caffè.
l'accusa del procuratore: "Palazzi con più sabbia che cemento".

"No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità", dice il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva. L'uomo che, in queste ore, deve trovare la risposta più difficile: c'è una responsabilità "altra" per la strage dei 281 morti causata dal terremoto? "L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati".
Comincio dicendo che non posso scrivere quello che penso veramente di questo articolo e della dichiarazione del "procuratore capo", ammesso che sia autentica. Quindi devo edulcorare il mio post.

Vado ad elencare le assurdità i punti salienti della ACCUSA del "procuratore capo":
- frutto della fatalità.
Come scrivevo nel post precedente, la situazione geologica dell'Italia dovrebbe essere ormai nota a tutti. Senza essere esperti di alcunché, basta avere memoria del fatto che ogni pochi anni si ripetono terremoti con decine o centinaia di morti. Quando un evento si ripete con regolarità, come si fa ad usare il termine "fatalità"?
- responsabilità "altre".
Alla luce di quanto scritto sopra, cioè che i terremoti si ripetono con cadenza frequente, la responsabilità è evidente. Ci sono autorità che consentono l'uso di edifici che per tecnica costruttiva e materiali non dovrebbero essere abitati in aree ad elevato rischio sismico. Ci sono privati cittadini che comprano e vendono edifici che sanno bene essere fragili e pericolosi in caso di terremoto. Ma siccome non si vuole andare ad attribuire le vere responsabilità, andiamo a cercare le responsabilità "altre".
- strage.
Qui entriamo nella stessa logica del terrorismo. Non si può prevedere quando si scatena il terremoto (che poi è colpa dello speculatore più sabbia che cemento) cosi come non si può prevedere quando si scatena il tagliatore di teste islamico (che poi ci viene presentato come un depresso, povera vittima esclusa dalla società razzista). Quindi ci dobbiamo abituare alla "fatalità". L'idea che si possa o peggio, che si debba prevenire è eresia. Ma la "strage" è un termine connaturato alla nostra "società" perversa, frutto della "colpa" dei peggiori di noi, che non possono essere i solerti funzionari pubblici, i sindacati, quelli che cantano Bella Ciao. No no, ci deve essere il bieco approfittatore sociopatico che si accende il sigaro con la banconota da 500 euro.
- esperienza e logica.
Prego leggere il post sottostante, in particolare la parte in fondo dove si riporta il censimento degli edifici. Esperienza e logica a proposito di cosa? Che l'occasione fa l'uomo ladro? Che Caino uccise Abele? La Lotta di Classe? Boh.
- le faglie hanno fatto il loro lavoro e questo si chiama destino.
Eh? Lasciamo perdere per un momento lo sproloquio in "tecnichese" sulle "faglie", quando c'è una macchina che pum pum pum ogni tanto cala un colpo di maglio, dove è il "destino"? Proprio il concetto di "faglia" nega il concetto di "destino", perché è una cosa che sai che esiste e sai come si comporta, quindi devi agire di conseguenza, anticipando, pre-vedendo gli eventi. Vedi sopra alla voce "fatalità" (ripetita juvant).
- se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone.
Si, se avessimo la macchina del tempo e tornassimo ai primi del Novencento per dare istruzioni ai contadini dell'Appennino in modo che costruiscano le loro case come fanno i Giapponesi del XXII secolo, allora... Gli edifici quali? Fossero stati costruiti quando? Di cosa parla il "procuratore capo"? Sembra che invece di borghi dell'Appennino, "caratteristici" proprio per il modo in cui sono costruiti, stia parlando dei grattacieli delle banche in centro Milano.

Io sono un povero pirla qualunque. Non scrivo su Repubblica, non sono "procuratore capo", non mi intervistano, non riportano le mie dichiarazioni. Quello che avevo da dire l'ho scritto sotto, nel mio blogghettino irrilevante. Ma non è un caso che Repubblica non faccia informazione ma formi le opinioni con questi mezzucci, non è un caso che esistano certe "autorità" e che facciano certe cose invece di altre, non è un caso infine che la Scuola formi gli Italiani per essere incapaci di capire il mondo.

Mangiatene e bevetene tutti.

giovedì, agosto 25, 2016

Il prossimo terremoto

Centro Italia - 2016

Friuli - 1976

Da quando sono al mondo avrò assistito ad una decina di terremoti. Uno ogni cinque anni più o meno.
Una cosa che mi infastidisce abbastanza è la commedia della "disgrazia" a cui segue la commedia della "ricostruzione".

La "disgrazia" serve a lavarsi le mani dal fatto che tutti sanno che in Italia ci sono terremoti di continuo, tutti sanno che gli edifici non possono sopportare un terremoto, eppure facciamo tutti finta che il problema non esista. In particolare, la cosa veramente patetica è la retorica sullo "speculatore edilizio" che costruisce le case risparmiando sui ferri e sul cemento, quando ci sono interi paesi costruiti in epoche in cui gli Italiani morivano letteralmente di fame, con sassi di fiume e legna del bosco, paesi che oggi sono tenuti insieme dagli strati di intonaco. Lo dico con cognizione di causa perché mia mamma al suo paese possiede un piccolo appartamento al terzo piano di una palazzina costruita ai primi del '900, che ogni volta che ci entro mi faccio il segno della croce. Muri portanti fatti di ciottoli, crepe, travi di legno e soffitti di canne, se salti in mezzo alle stanze il pavimento va su e giù.

Si, molti quartieri delle città sono fatti di palazzi in cemento armato e mattoni costruiti durante il boom economico che sono orrendi e probabilmente anche pericolosi. Ma i centri storici di tutti i paesi, che fanno tanto cartolina, sono fatti di niente, dovrebbero essere dichiarati INAGIBILI prima che capiti la "distrazia", non dopo. Non si fa perché nessuno vuole affrontare la questione.

La "ricostruzione" serve a cancellare, ad archiviare il problema. La "ricostruzione" è la cerimonia funebre con cui si seppelliscono i morti e i vivi ci mettono una pietra sopra, per continuare a vivere dimenticandosi del problema. E' un FALSO-FARE, cioè si straparla di "fare" dopo quello che bisognava "fare" prima. La logica economica è ovvia, "ricostruire" dove c'è stato un crollo inevitabile, sul momento costa meno che "ricostruire" ovunque, la dove il crollo ancora non c'è stato.

Italiani, basta fare finta di non sapere che la casa tanto carina che ha costruito il bisnonno cent'anni fa è una trappola mortale. Tanto a me non capita, capiterà a qualcun altro. Se oggi le auto hanno gli pneumatici invernali e estivi, sistemi di frenata assistita, telai che assorbono per quanto possibile gli urti, l'airbag, le cinture di sicurezza, è perché andare in giro dentro una scatola di metallo che si muove molto velocemente E' PERICOLOSO. Lo stesso vale per le case, sono pericolose anche se non si muovono. Case di cent'anni fa sono come auto di cent'anni fa. Con una aggiunta ulteriore: cent'anni fa l'auto era un prodotto tecnologico di lusso, il meglio della tecnologia dell'epoca, invece le case si costruivano come si poteva. L'edilizia da sempre è il settore più tecnologicamente arretrato e dove vengono richieste poche competenze professionali.

Lo so che ci sono cento motivi per non fare niente e continuare come abbiamo sempre fatto, con il sistema del "tocca a chi tocca". C'è la retorica del "patrimonio culturale" rappresentato proprio da quegli edifici che dovremmo evacuare e demolire. C'è il problema che gli Italiani hanno investito risparmi di generazioni per comprare case che nel frattempo hanno assunto un valore "commerciale" che non corrisponde al valore reale, materiale. Soprattutto ci sono i due problemi che condizionano qualsiasi cosa, compreso questa. Siamo indebitati all'inverosimile e continuiamo ad indebitarci sempre di più, quindi non riusciamo più a sostenere nemmeno il normale funzionamento dei servizi pubblici, figurarsi una impresa biblica come ricostruire l'Italia. Gli amministratori sono incapaci di gestire problemi molto più circoscritti.

A questo punto scatta la terza commedia, quella per cui quando prendiamo atto che siamo incapaci di affrontare un problema, ci viene detto che la soluzione consiste nello spostare la responsabilità ad un "livello superiore", quindi mi aspetto che anche i terremoti prima o poi diventino un "problema europeo".

Un'ultima cosa:
Scrivere una "normativa" e poi pretendere che gli edifici vengono "messi a norma" ovviamente non ha nessun senso. Io posso anche dire all'ospedale Niguarda che deve "mettersi a norma" ma l'ospedale, inaugurato nel 1939 da Mussolini, dovrebbe essere abbattuto e ricostruito, quindi alla fine della fiera non si fa niente, se non interventi di restauro e si spera che nessun terremoto vada a verificare lo stato dell'arte. Non parliamo delle scuole, che di solito sono i primi edifici ad essere demoliti dai terremoti.

Edito, ecco alcuni dati: Friabili e vecchie di un secolo: le case che cedono al sisma
Secondo il censimento del patrimonio abitativo, realizzato dall’Istat nel 2011, il 14% degli edifici risale a prima del 1919, il 10% è antecedente la fine della seconda guerra mondiale, il 36% appartiene agli anni del boom (1946-1971), il 26% risale a dopo il 1982. Ad Accumoli no: il 60% delle 292 case è stato costruito prima del 1919. E ad Amatrice, su 1.301 fabbricati in piedi fino all’altra notte, 498 risalivano a prima della Grande Guerra e altri 156 a prima del 1945. Arquata del Tronto replica il canovaccio: il 42% di ciò che c’era (691 fabbricati) esiste da almeno un secolo.
Da queste parti il calcestruzzo armato è merce rara. L’80% delle case e degli edifici pubblici è realizzato in muratura (la media italiana è il 60%). Non sarebbe di per sé un problema se non fosse che qui muratura vuol dire calcare, oppure ciottoli, con appena un po’ di malta di calce. Tutto l’Appennino rurale è fatto così...

Edito ancora: impazzano gli "esperti" di ortodossia toscano-comunista, ospiti fissi di RAI3 o dipendenti di qualche ente statale o parastatale. I tuttologi insistono su due punti, uno l'ho citato sopra, guai agli speculatori evasori fiscali nemici del proletariato, cosa che ci potrebbe riguardare se nei paesi non si trattasse di edifici di cent'anni fa, l'altro punto ricorrente è quello delle "catene", usate in certe località dai primi del '900 per consolidare edifici in muratura. Cosa sono le catene? Sono dei tiranti con delle barre metalliche alle estremità che servono per tenere assieme le pareti opposte di un edificio. Inutile dire che si tratta di un rimedio omeopatico quando parliamo di muri fatti di ciottoli e sabbia. Meglio di niente, mi direte. Boh, si, non vedo che senso abbia fare finta che edifici inabitabili perché si sbriciolano diventino automagicamente "sicuri" aggiungendo dei tiranti e magari delle putrelle di acciaio per i solai. E i controlli periodici, come se la tecnica costruttiva e i materiali utilizzati fosse qualcosa che cambia di anno in anno.

Macché peste nera, macché Vandali, se abbiamo avuto una piaga in Italia sono stati prima il Vaticano e poi i Comunisti. Per cui oggi abbiamo il Papa e RAI3, la Presidenta Boldrini e Suo Eccellenzo il Presidento del Consiglio. Nonché come scrivevo sotto, laureati analfabeti.