martedì, febbraio 16, 2016

Arresti e probabilità

Senza entrare nel merito della attualità seguite questo ragionamento:

In Italia ci sono 20 regioni.
Di queste ce ne sono almeno quattro dove il crimine organizzato ha il controllo del territorio.

Domanda:
Quante possibilità ci sono che la Magistratura scopra corrotti e corruttori tra pubblici funzionari, rappresentanti eletti, imprenditori, solo o prevalentemente a Milano e in Lombardia, perché in effetti nel resto d'Italia sono tutti mediamente più onesti?

Invece, quante possibilità ci sono che per motivi che fanno più paura dei reati perseguiti, nel resto d'Italia sono tutti ugualmente onesti o probabilmente meno onesti ma la Magistratura indaga e persegue solo a Milano e in Lombardia e nel resto d'Italia ignora o lascia correre, se non è collusa?

Dimostralo, dice.
Non posso.
A voi l'ardua sentenza.

Si, esiste un'altra ipotesi e cioè che i reati connessi alla corruzione vengano effettivamente perseguiti ovunque in Italia ma non ne venga data alcuna comunicazione a mezzo stampa. Devo dire che i dati sul funzionamento dei tribunali e l'evidenza di certi fenomeni generali sul territorio e particolari nella Pubblica Amministrazione contraddicono questa ipotesi, comunque se la prima parte fosse vera, ne discende che volente o nolente la Magistratura, delle informazioni sulla Sua attività si fa un uso palesemente strumentale.

15 commenti:

  1. credo che sia abbastanza inevitabile l’uso strumentale delle notizie per propaganda di parte; io penso che la magistratura faccia il suo lavoro (con le sue luci e le sue ombre) in tutta italia e che sia la stampa a dar risalto alle notizie in base all’inclinazione politica della testata

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    1. Si, potrebbe essere vero. Per confermarlo o negarlo bisognerebbe avere in mano i dati statistici sul funzionamento delle Procure.

      Visto cosi, senza dati concreti, ci sono elementi che contraddicono questa ipotesi, come scrivevo sopra. Primo, la durata dei processi e l'incorrere in prescrizione non è uniforme ma varia parecchio a un posto ad un altro. Secondo, è palese che in certe regioni la "illegalità" è capillare, ubiqua, cosa che ovviamente è in contraddizione con l'obbligatorietà della azione penale, da cui non si può che concludere che la "giustizia" ha una sua geometria variabile a seconda del contesto dove viene amministrata.

      E qui mi sono tenuto solo sulle osservazioni meccaniche, si potrebbe anche argomentare che certi magistratri saltano per aria ed altri no. Ci deve pur essere una differenza e non mi sembra sensato che sia una faccenda di antipatia.

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    2. Voglio dire, leggevo oggi di un indagine/procedimento ai danni dei dipendenti della mensa del Policlinico di Pavia, i quali in pratica sono accusati di avere sottratto derrate alimentari.

      Mi domando in quante regioni la Magistratura e la Polizia sono cosi solerti da indagare e perseguire i dipendenti di una ditta che rubano derrate alimentari, oppure una ditta che fattura forniture alimentari che poi non provvede.

      Lo dico tenendo presente un contesto come quello Lombardo dove i furti sono raddoppiati negli ultimi anni a causa dei noti fenomeni demografici.

      Non so immaginare in situazioni dove sul territorio non ci sono solo furti ma ogni sorta di commercio, contrabbando, spaccio, abuso, interramento, escavazione, eccetera. Paesi costruiti dentro parchi archeologici o sopra discariche di rifiuti tossici, per dire.

      Insomma, il conto non torna.

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    3. per quanto riguarda la vicenda di Pavia pare che ci sia stata la denuncia di un ex dipendente. Senza denuncia non ci sarebbe stata nessuna indagine.

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    4. Rospo, spero che non capiti ma quando subirai un furto andrai a fare la denuncia. Prova a chiedere se la denuncia corrisponde alla indagine, all'arresto e al processo dei responsabili.

      Ti do una brutta notizia, la stragrandissima parte dei reati, diciamo oltre l'80% non viene perseguito. Questa è la ragione per cui aumentano, fare il criminale rende di più che faticare.

      A maggior ragione i reati meno eclatanti dove alla fine il danno si scarica sulla Cosa Pubblica.

      E' vero che in teoria esiste l'obbligatorietà della azione penale ma se io ho due milioni di procedimenti aperti o li smaltisco con la logica "first in / first out" (FIFO) oppure scelgo cosa mettere sopra la pila delle carte, cosa mettere in mezzo e cosa mettere sotto e mandare in prescrizione.

      Tieni conto che negli ultimi 10 anni sono andati in prescrizione 1.468.220 processi. Hai letto bene, un milione e mezzo di processi, 140mila all'anno circa.

      Quindi, a parte che se le indagini si dovessero fare solo a seguito di denuncia non ci sarebbe necessità di investigare e si andrebbe a colpo sicuro, la denuncia non significa che il reato venga perseguito.

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  2. "La Legge e'uguale per tutti", il titolo per un film di fantascienza?

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    1. Ecco, con il tuo commento introduci un'altra variabile che mi ero dimenticato.

      Non solo viene da pensare come scrivevo sopra che non tutti i reati siano perseguiti, che ci sia una diversa "densità" o diversa "efficacia" della Giustizia a seconda del contesto locale ove si applica. Cioè che in un certo posto se passi col rosso ti mettono in galera e in un altro posto nessuno fa una piega se rapini una banca.

      Esiste anche il problema che la Legge non viene semplicemente applicata, viene anche interpretata.

      Anzi, a pensarci bene di questi tempi la Magistratura ritiene di dovere supplire alla inazione o cattiva azione del Parlamento e quindi non solo di applicare ed interpretare la Legge ma anche di farla, se non nella teoria, nella prassi. Sentivo giusto stasera su Radio Radicale qualcuno che diceva che, in mancanza di una legge a proposito delle intercettazioni, le Procure si danno un codice di auto-regolamentazione. Eh?

      Infine, inevitabilmente si arriva al dubbio che certe indagini e certi rapporti tra Magistratura e organi di (in)formazione siano strumentali ai giochi di potere della Politica.

      Come non pensare al Trota eliminato per quisquilie in confronto a gente che è coinvolta a vario titolo con acquisizioni o fallimenti di banche...

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  3. Prendo come banale esempio solo l'uso del casco: prova al nord a girare in moto senza e dimmi quanto tempo passa prima che ti diano la multa. A Napoli girano senza casco pure i vigili...

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  4. Lorenzo, non stiamo a raccontarcela.
    Le regioni sono già centri di potere troppo lontane, troppo grandi in cui si formano delle elite parassitaria, corrotte e corruttrici.

    Tu osservi correttamente che tra ladri e sacerdoti pazzi invasati i primi sono meno pericolosi e non hai tutti i torti.
    Per quanto magra, è una consolazione.

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    1. D'accordo ma cosa non vuoi raccontare?
      Il fatto che ci sono ladri ovunque o il fatto che sulle prime pagine dei giornali ci finiscono solo CERTI ladri e non altri?
      O non vuoi raccontare del fatto che in certi posti gli illeciti hanno una media X e in altri una media Y ma queste statistiche, come quelle degli "incidenti ospedalieri" sono occultate?
      Oppure non vuoi raccontare del milione e mezzo di processi annullati dalla prescrizione in dieci anni?

      Sono cose un po' differenti.

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  5. [ ... ] ne discende che volente o nolente la Magistratura, delle informazioni sulla Sua attività si fa un uso palesemente strumentale.

    Sorrido.
    Stiamo parlando di un Paesazzo in cui i processi vengono fatti regolarmente a mezzo-stampa sputtanando stralci delle indagini che in un Paese serio dovrebbero essere secretate fino al dibattimento in aula, prima che nelle sedi opportune.

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    1. Non fare confusione.

      I processi a mezzo stampa dipendono dal fatto che la "stampa" risponde agli editori e agli inserzionisti, cioè quelli che pagano. I giornalisti sono pagati per attaccare il ciuccio dove dice il padrone.

      Le indagini sono segretate ma quando vengono chiamati in causa gli avvocati il "materiale probatorio" deve essere consegnato alle parti e quindi in un modo o nell'altro diventa di dominio pubblico. Inoltre, lo stesso materiale non viene "editato" quindi se si tratta di una conversazione in cui Mario dice a Luigi che Pietro ha fatto questo e quello, anche se non ha niente a che fare con il merito del procedimento per cui il materiale è stato prodotto, ovviamente viene messo in circolazione con tutto il resto.

      Sopra di parlava d'altro e cioè:
      1. la legge non viene applicata ma viene interpretata
      2. sovente i magistrati esulano dai loro compiti perché ritengono che il parlamento sia inerte o che si sbagli, quindi si attribuiscono sia l'azione legislativa che quella politica (se hai il coraggio, vai a leggere lo statuto di Magistratura Democratica).
      3. anche nella migliore delle ipotesi, i reati vengono perseguiti non in maniera automatica ma selezionandone alcuni dal mucchio, per motivi qualsiasi.
      4. palesemente sia l'azione delle Forze dell'Ordine che quella della Magistratura cambia natura a seconda del contesto, come qualsiasi attività della Pubblica Amministrazione.

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  6. i corrotti solitamente sono di più dove circolano più soldi e mi sembra che prima di Milano la Magistratura abbia picchiato forte anche a Roma... l'Italia è una nazione dove la corruzione e l'evasione fiscale tocca livelli altissimi... nessun governo ci pone rimedio e rimane solo la magistratura a rimediare.

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    1. IL Governo non fa le leggi, si limita ad amministrare.

      La Magistratura non fa le leggi, si limita ad applicarle.

      Il Parlamento fa le leggi.

      Il guaio è che quando un comportamento viene perseguito dalla Legge ma nella pubblica opinione è un comportamento lecito, ammissibile, normale, magari anche auspicabile, la Legge rimane lettera morta tranne nei casi specifici in cui la si applica in maniera strumentale, cioè a danno di qualcuno o a vantaggio di qualcun altro.

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    2. E in quel momento, scatta la gazzarra dei branchi delle parti opposte.
      Cioè dei branchi di fessi, che si scannano per la parte d'altri, mica per la loro.

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