venerdì, febbraio 05, 2016

La bandiera europea deve venire per prima; quella nazionale è importante ma viene dopo

Poi non dite che non ve l'avevano detto, cosa hanno in mente di fare, ipse dixit:
La bandiera europea deve venire per prima; quella nazionale è importante ma viene dopo

Torno a dire, Alto Tradimento.

Edit, due aggiunte doverose per gli Italiani o quello che ne rimane:
1. le leggi le dovrebbe fare il Parlamento, non il Governo. Un Paese dove le cose che il Presidente del Consiglio dice vengono direttamente trasformate in legge si configura come una simpatica dittatura. La parabola che stiamo seguendo agli inizi del 2000 non è diversa da quella che abbiamo seguito nella prima metà del 1900. Se poi consideriamo i luoghi sovra-nazionali dove si legifera, di quelli non solo non sappiamo nulla nello specifico, non sappiamo sopratutto che rapporti ci sono, che meccanismi, tra "rappresentati eletti", concetto sempre più labile e "funzionari", dei quali non sappiamo origine e destinazione.

2. le cosiddette "tecnologie". Usare una cosa non significa padroneggiare quella cosa. Accendere la TV non significa ne sapere come funziona la TV ne decidere quali programmi la TV riceve. Usare un furbofono non significa sapere come funziona, come potrebbe funzionare, che alternative tecnologiche ci sono, ne decidere quali servizi sono accessibili e come funzionano. Una tecnologia onnipresente che viene subita invece che padroneggiata è estremamente pericolosa. Come ho scritto in precedenza, ai ragazzi non si insegna come costruire, smontare e rimontare gli strumenti tecnologici, non si insegna come programmarli, come decidere i modi per usarli, le cose che ci si possono fare. Gli si insegna invece solo ad usarli come "terminale" di decisioni prese da altri, come cordone ombelicale attraverso il quale essere collegati all'apparato egemonico.

19 commenti:

  1. Certo. Ma questa estremista, almeno questo, è consapevole di andare piuttosto controcorrente, al momento. Avranno tutta la propaganda possibile, ma sanno che il loro giocattolino è piuttosto fragile, ora come ora. Se per caso un giorno si dovesse tornare a votare, questa sparirebbe immediatamente nel nulla stupido da cui proviene.

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    1. Quel "se" è un grosso "se".

      Perchè "se" speri di cambiare le cose semplicemente andando a votare un altro burattino, direi che siamo proprio in alto mare.

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  2. Invidio la tua fede, capace di ottimismo di fronte alla evidenza del contrario. Basta leggere il Corriere per vedere quanto sono "controcorrente".

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    1. Per molti di noi sembreranno ovvieta, ma tant'è.
      Da leggere e divulgare.
      http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/renaud-camus-39456/

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    2. Bah, per me è consolante leggere cose che pensavo con la mia testolina e credevo di essere il solo, almeno adesso so che non sono pazzo.

      Certo, adesso ho la conferma di vivere dentro Matrix, che non è una bella cosa.

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    3. Grazie, Andrea P., un link molto esplicativo.
      Vero, qua dentro erano cose che già si leggevano.

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  3. C'è stato un tempo in cui uno, prima di lasciarsi andare a esprimere certe corbellerie in pubblico, veniva colto da profonda vergogna e decideva, saggiamente, di tacere. Quel tempo è ormai un ricordo (un mito?) e nulla più.

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  4. Quando ero bambina mi bevevo tutta la propaganda a favore dell'Europa unita. Perché appunto ero bambina e ci raccontavano le favoline, non la realtà.
    Mio padre si doveva sorbire me che mi sforzavo di convincerlo e sostenere la causa, l'utopia dell'Europa unita (una bimbetta di 10-11 anni... figuratevi!) e commentava semplicemente "Quando sarai grande te ne accorgerai. Alla fine e' sempre un aumentare delle tasse e quelli che stanno in parlamento non lavorano per il bene della nazione." (non riporto altro di quello che diceva, tanto non e' essenziale qui. Per inciso, mio padre ha visto a malapena i primi anni dopo la caduta del muro di Berlino. Non so cosa direbbe adesso, anche se lo immagino.)

    Pero' come le favolette me le raccontavano alle elementari e alle medie, a scuola, e non solo i professori meno in gamba, ma anche professori bravi e preparati nella loro materia, so che di sicuro cercano di raccontarmi favolette anche adesso.

    Il problema e' come contrastare tale tendenza suicida, come organizzare il dissenso e come unire in un programma sensato e organico per salvare almeno le nostre terre dal declino.
    Sempre che sia ancora possibile farlo.

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    1. Non c'è niente di male nel concetto di "Europa Unita", cosi come non c'è niente di male in un albero.

      Con l'albero ci puoi fare tante cose, a parte i frutti, col legno ci fai i mobili, gli arnesi, perfino le case.

      Oppure ci fai un randello, un recinto.

      Il guaio attuale è che la "unione" non è uno strumento per migliorare la coesistenza e la cooperazione dei Popoli europei, piuttosto è lo strumento per spogliarli della propria indipendenza e autodeterminazione.

      Gli attori sono sempre gli stessi, le elite para-massoniche apolidi, sovranazionali, che controllano la Finanza e la Grande Industria e i loro scagnozzi della cosiddetta "sinistra", un termine che è stato abusato e completamente trasfigurato.

      Non si tratta di una "tendenza suicida" ma di un progetto per asservire gli Europei, più di quanto non siano già asserviti.

      Gli Europei sono condizionati come robot fino dalla nascita e solo pochi riescono a sottrarsi al lavaggio del cervello. Dal loro punto di vista non di "suicidio" si tratta ma di costruire il "progresso". Sentivo prima alla radio qualcuno che farneticava di concetti come "diritto di cittadinanza universale", senza rendersi conto che è una contraddizione in termini, se tutti sono cittadini, nessuno è cittadino.

      Gente cosi distorta non ha certo la capacità di rendersi conto che le differenze tra persone, tra gruppi, tra Nazioni, tra culture, sono NECESSARIE in quanto funzionali alla evoluzione.

      Se l'Europa non fosse stato il teatro di migrazioni, scontri, conflitti, genocidi, eccetera, non sarebbe stato il centro del mondo. Viceversa, rinnegare l'eredità del passato, cancellarla, seppellirla sotto uno strato di "egualitarismo" o di "univesalismo", significa non solo indebolire noi stessi fino a sparire ma anche deprivare l'umanità di una quota consistente di ricchezza immateriale.

      Io sono pessimista perché la capacità di resistenza dei Popoli diminuisce di giorno in giorno, di generazione in generazione.

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    2. > senza rendersi conto che è una contraddizione in termini, se tutti sono cittadini, nessuno è cittadino.

      Questa e' solo una tessera del fanatismo oscurantismo di questo massa di progressisti sìglobal in cui persino le cognizioni elementari (siamo alla logica elementare, agli insiemi) vengono insultate.
      Potrei ricordare alcuni passaggi simili nella dichiarazione universale eurocentrica post seconda guerra mondiale storta dei presunti diritti dell'uomo.
      Stesso ciarpame.

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    3. > le differenze tra persone, tra gruppi, tra Nazioni, tra culture,
      > sono NECESSARIE in quanto funzionali alla evoluzione. 

      Questo è uno dei fondamenti dell'ecologia.
      Per questo è(e per altri mille mila motivi) è fondamentale contrastare in ogni modo possibile omologazione, mondiali, globalizzazione, ugualizzazione.

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  5. Il fatto e'che da soli non abbiamo molta scelta, bisogna essere realisti.

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    1. Sara, non farti condizionare dalla propaganda. L'alternativa non è tra "piccoli - non fare" e "grandi - fare", l'alternativa è tra "liberi - decidere" e "schiavi - subire".

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    2. condivido Lorenzo.....forse per la prima volta, lo condivo in pieno.

      bn domenica ^_^

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  6. I commenti alle scelleratezze dell'invasata intervistata mi hanno stupito.
    Nonostante il ocntesto postocomunista globalista la maggior parte dei commenti sono molto pesanti nei confronti della sacerdotessa.


    o - Secondo me,non utopisticamente,gli europei vorrebbero rilanciare i padri fondatori da un parapetto.

    o - La Boldrini è il commissario ONU per l'Italia. Mandata non per salvare la nostra indipendenza, ma per annullarla. Come un governatore asburgico nel secolo XIX. Governa nell'interesse di enti stranieri contro gli interessi e la volontà democratica del popolo italiano. Detestata e disprezzata, crede di essere una persona di cultura e invece è solo patetica. Quando si cade nel ridicolo, circondata dalla generale disistima, [...]

    o - Mi sa che la Sig.ra Boldrini non ha capito che l'utopia dei fondatori consiste proprio nel rendere l'Europa pezzi, ovviamente per i cittadini a vantaggio delle elites...


    Insomma, esistono persone che iniziano a destarsi da questo orribile indottrinamento sìglobal.

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    1. UomoCoso, se segui il link di Andrea sopra avrai una versione più "dotta" delle cose che ho sempre detto io e in ultimo, che esiste una strategia ben precisa e attuata meccanicamente e senza scrupoli. Davanti la cosiddetta "sinistra" e dietro la para-massoneria apolide e finanziaria.

      E' come alzarsi una mattina e scoprire che il governo americano ha davvero fatto degli accordi con gli alieni. Anzi, forse è peggio.

      Davanti a tutto questo, per dimensioni e inaudita gravità, le persone che iniziano a destarsi sono troppo poco e troppo tardi.

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  7. infine la necessità di Stati di dimensioni continentali che abbiano la possibilità di confrontarsi tra loro pacificamente ma liberamente, dando vita ad una multipolarità indispensabile per agire in una società planetaria: Stati Uniti d'America, Cina, India, Brasile, Sudafrica.
    Bisognerebbe aggiungere Europa [ ... ].


    ( dall'articolo su Repubblica.it linkato )

    Oh.
    C'è l'omissione della Federazione Russa : un lapsus casuale, vero ?

    :D

    Gli si insegna invece solo ad usarli come "terminale" di decisioni prese da altri, come cordone ombelicale attraverso il quale essere collegati all'apparato egemonico.

    Già.
    E' la matrice ( Matrix ) realizzata, e noi ci siamo dentro fino al collo.

    ===

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  8. Risposte
    1. Vedi bene che più passa il tempo e più le tessere del mosaico che compone il Piano vanno al loro posto. D'altra parte quando si supera il punto di non ritorno non hanno più motivo di occultare nemmeno le cose più evidenti.

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