mercoledì, febbraio 10, 2016

La letterina del Caro Leader agli insegnanti

Il Caro Leader manda la letterina agli insegnanti, intanto io leggo questa notiziuola che per altro viene ultima di una lunga lista di notizie simili che di cui ho dato conto in passato su questo blog.

Un ragazzo italiano su quattro è un «analfabeta matematico».
In alcune scuole, l’80% non sa far di conto.


Nota comica:
L’Italia ha sì compiuto un grande passo in avanti negli Anni Duemila, perché nel 2003 gli studenti che non riuscivano neppure a superare il livello 1 dei test Pisa in matematica erano oltre il 30 per cento (32 per cento) mentre ora sono il 24,7 per cento.

Nota realistica:
E non è solo la matematica lo scoglio insuperabile per i ragazzi: uno studente su cinque è pressoché analfabeta in senso tecnico, cioè non sa leggere.

Nota mia personale:
L'articolo omette un aspetto non secondario e cioè che oltre il fatto drammatico che il sistema scolastico italiano produce i risultati peggiori in Europa, si può confrontare solo con Grecia e Portogallo, quando si dice "Italia" si fa una media ma in realtà tutti sanno ma non dicono che esiste un divario sensibile tra il Sud, il Centro e il Nord. E come ho più volte sottolineato, la Pubblica Amministrazione è concepita per fornire "posti di lavoro" ai Meridionali, per cui c'è tutto un meccanismo di "titoli" e "concorsi" fasulli, col risultato che la spirale si avvita, cioè gli analfabeti insegnano agli analfabeti.

Come nel caso dell'andamento della Economia, del crollo della Borsa, dello Spread, eccetera, anche l'Istruzione non merita l'attenzione dei giornaloni di regime ne dei nostri "rappresentanti (non) eletti". Invece i "diritti", quelli si che sono fondamentali.

15 commenti:

  1. Si puo'sempre incolpare l'impostazione gentiliana..

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    1. Mia nipote ha sette anni, va in seconda e sa leggere. Se non sapesse leggere, non dovrebbe passare in terza.

      Davanti ad una percentuale di analfabeti tra gli STUDENTI che va dal 20 al 30%, in certi casi l'80%, io mi aspetterei le dimissioni del Ministro dell'Istruzione e di tutta la catena gerarchica. Poi andrei a vedere cosa fanno gli insegnanti e chi è inadatto o incapace, si licenza.

      Ma tutto questo è fantascienza perché:
      1. nessuno ha responsabilità di niente in Italia.
      2. la P.A. esiste solo per garantire il lavoretto e la pensioncina a milioni di persone senza particolari talenti o competenze.

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    2. Gentile ?
      Sempre colpa dei fascisti ?

      :D

      Colpa di Don Milani, e della Sinistra : consiglio la lettura della Storia di 0039 dal 1943 ad oggi.
      Poi ...
      quando le cose non funzionano, si va a cercare il Babau nella Storia oramai remota di questo straccione non-Paese, per addossarle a chi è già morto ( dei vivi, come stigmatizzato da Lorenzo, nessuno ha colpa perché nessuno ha responsabilità ).

      ===

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  2. I ''diritti'' : elemento distrattore per chi ha fiato da sprecare e svogliatezza acuta nello stringere le viti delle idee, altre veline ( letterine, etc. ) del tempo contemporaneo.

    ===

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  3. Uno che non sa leggere l'italiano non puo' nemmeno progredire troppo in matematica o scienze.
    Saper leggere e' la base.

    L'altra cosa essenziale e' instillare la sete di conoscenza.
    I bambini sono come spugne, se li si mette in condizioni di essere curiosi e attivi. Certo, se li si lascia usare l'iPad senza controllo perché "guarda come imparano presto!" [grazie tante, e' semplicissimo fare tun-tun-tun sull'iPad, toccare-trascinare-selezionare etc, mica ci vuole controllo fine! l'uso di dispositivi touch screen non esercita le abilita' manuali fini, che regrediscono se non esercitate in altro modo, tipo con esercizi di calligrafia, disegno, etc etc] e sono sempre chiusi e non prendono in mano un libro e guardano cartoni passivamente e non si stimola la loro curiosità, allora c'e' proprio poco da fare.

    E' difficile contrastare un modo di vita in cui i bambini sono soliti avere tutte le cattive abitudini descritte sopra. La responsabilità e' degli adulti (genitori, educatori).

    Per quanto mi concerne, io cerco per quanto posso di supplire ad alcune mancanze della scuola, ma anche devo ammettere che l'aspetto di "instillare sete di conoscenza" in nuce qui (inteso nella scuola dei miei figli) c'e'. C'era anche ai miei tempi in Italia (sono stata fortunata forse).

    Il brutto e' che in genere fare l'insegnante e' visto come un ripiego. Ci vanno davvero i peggiori, quelli che davvero sono degni di tale nome sono diluiti nella massa degli scaldaposto. E chi prova a alzarsi sopra la media a volte si trova l'ostruzionismo dei colleghi e dei presidi. Per esempio, il mio magnifico professore di Matematica e Fisica del liceo e' stato forzato ad andare in pensione. Lui e' stato un insegnante davvero eccellente, amato anche dai ragazzi (e sottolineo: di matematica e fisica, mica di disegno... lui sapeva interessare le persone alla materia, anche chi pensava di non essere tagliato). La preside non lo amava, pero', lui era una spina nel fianco. Ed ecco che gli e' stato dato il ben servito. (Parole del mio prof: "Io non voglio andare (in pensione) ma loro mi mandano...")

    Uno dei tanti esempi di come la scuola italiana finirà per uccidere se stessa.
    O meglio: di come si pianifica di distruggerla, eliminando i migliori e tenendo le pedine ben direzionabili.

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  4. Argomento di spessore, "sviluppato" con toni pregiudiziali da Bar Sport.

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    1. Sai la ragione? La ragione è che le chiacchiere stanno a zero. Ogni anno siamo qui a sottolineare l'incredibile numero di analfabeti che vengono prodotti dalla Istruzione italiana e prontamente nascosti sotto il tappeto.

      Ora, sarebbe "bar sport" se fosse una cosa secondaria e se fosse anche una cosa relativamente comune. Non è cosi, è una cosa di importanza critica e, come dice l'articolo, questi dati ci mettono sul bordo tra l'Europa e il Terzo Mondo.

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    2. Io non vedo il Parlamento impegnato a discutere di come migliorare l'Istruzione. Invece discutono di come facilitare il "Mondo Nuovo".

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    3. Sono d'accordo sul fatto che si tratta d'un fenomeno di rilevanza critica. Aggiungo: non da oggi, anche se stiamo assistendo ad un'ovvia accelerazione del declino, una specie di "effetto valanga".

      Può essere che il Parlamento non discuta di queste cose perché ha altri obiettivi e considera secondaria una questione che tocca soprattutto le masse, ovvero quelle persone che non contano una fava; oppure può essere che il Parlamento non discuta di queste cose perché sta già raggiungendo gli obiettivi veri, non dichiarati ma già da decenni in corso d'opera, tra i quali potrebbe esserci proprio la distruzione deliberata dell'istruzione diffusa.

      Aggiungo: non essere ottimista, perché mi permetto di dubitare che il meccanismo interessi solo l'Italia -- sai bene che le decisioni prese "in alto" oggi vengono prese a livello di dirigenze ultranazionali affinché abbiano ricadute che vanno oltre i confini di questo o quello Stato. Se ne vuoi la prova, collegati a una qualsiasi chat line non specialistica in lingua inglese, e osserva come si esprimono e soprattutto cosa dicono i madre lingua del mondo anglofono...

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    4. Quindi, preferisci parlarne come al "bar sport" o non parlarne affatto?

      Preferisci dargli con l'accetta col rischio di fare volare le schegge e ottenere una cosa grezza, oppure dire che "i sistemi complessi" bla bla "non siete in grado di capire" e quindi, siccome ci vuole un ciclotrone biquadrato laser termonuclerare globale, non fare una minchia?

      Vedi te. Secondo me quando la casa brucia qualsiasi cosa è meglio di niente, ci piscio sopra se non ho l'estintore caricato a halon.

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    5. No, no, parlatene pure. Occhio però ad eleggere questo o quello al ruolo di capro espiatorio, perché le dirigenze sono maestre a pilotare (anzi, meglio creare) il sentire comune per sfruttarlo per fini che lì per lì sembrano altro.

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    6. Per dire... nel perseguire un'istruzione migliore (non perfetta, migliore di quella attuale) è più costruttivo che i genitori degli studenti, specie i più piccoli, considerino gli insegnanti con stima o come pezze da piedi? Questo indipendentemente dalla qualità (estremamente variabile) degli insegnanti. Dunque, perché da almeno un paio di decenni le dirigenze si adoperano per distruggere, agli occhi dell'opinione pubblica, la figura dell'insegnante? Quali possono essere i veri obiettivi di chi ha in mano il manico del coltello?

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    7. I genitori sono come i figli. L'errore catastrofico è stato quello della "scuola aperta" dove tutti sono sullo stesso livello.

      Ai miei tempi (che pure sono recenti, non parliamo dei maestri dell'800), quando entrava il professore ci alzavamo in piedi e dicevamo "buongioorno signor professore".

      I genitori venivano a scuola con il vestito della festa e il cappello in mano.

      La ragione era banale, la Scuola distribuiva bastonate.

      Ergo, sai chi ringraziare. I compagnucci, quelli che tutto deve essere "sociale", tutto deve essere "solidale", tutto deve essere "collettivo", eccetera. L'insegnante e il genitore sono sullo stesso piano dello studente e del figlio.

      Da cui, siccome il genitore può essere un troglodita e il figlio un minorato, l'insegnante idem. E viceversa, siccome l'insegnante può essere troglodita o minorato, ci si aspetta che lo studente si adegui e il genitore idem.

      E' ovvio che il problema non si limita alla Scuola. Torno alla stessa conclusione, siccome brucia tutta la casa, non facciamo niente perché non si spegne prima un angolo invece di un altro?

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    8. Voglio darti una buona notizia: nella scuola dove insegno è ancora "tradizione" che quando entra l'insegnante gli studenti si alzino in piedi. Certo, non fanno schioccare i tacchi, però in piedi si alzano. Non so quale sia la causa e quale l'effetto, ma si tratta di una scuola che, rispetto alle molte nelle quali ho avuto la sfortuna di prestare servizio a causa dei "giochetti" dei governi che si sono succeduti negli anni, si colloca comparativamente un bel po' più su. Sicuramente conta anche il fatto che è l'unica scuola [1] di una cittadina piuttosto defilata, non in un verminaio cancrenoso come le conurbazioni che ormai appestano troppa parte d'Italia. Aggiungo, una cittadina che a causa del suo declino economico dell'ultimo decennio è stata appena sfiorata dall'invasione migratoria [2], perché anche quella pesa parecchio sullo scadimento dei risultati della scuola italiana. Il fatto che sia considerato incivile affermarlo non cambia la realtà dei fatti.

      [1] la concorrenza, contrariamente a quel che ci hanno raccontato e ci raccontano i maramaldi di qualsiasi governo, uccide l'istruzione per una serie di ragioni che non sto a spiegarti
      [2] una città economicamente in declino non attira persone perché "non c'è giro"; il declino economico ha degli svantaggi, ma non ha solo svantaggi

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  5. sulla scuola Lorenzo ha stra-ragione, e le chiacchiere stanno a zero.

    Francesco non loggato

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