lunedì, marzo 28, 2016

Il tramonto di Flash

Oggi segno una data storica, ho disabilitato il plugin di Flash in Firefox.
La ragione è che al giorno d'oggi il plugin di Flash viene usato quasi esclusivamente per visualizzare i video nei siti Web e per la maggior parte dei casi è disponibile la visualizzazione "nativa" all'interno del browser, impropriamente chiamato "video HTML5", quando in realtà si tratta di video codificati con formati "standard" come VP8 e 9 di Google, H264 e H265, eccetera e HTML5 serve solo per includerli nelle pagine Web perché il browser li apra col suo aggeggio incorporato.

In questa pagina di Youtube potete verificare se il vostro browser include le funzionalità necessarie. Youtube usa il "video HTML5" al posto di Flash come impostazione predefinita, se disponibile.

Tecnicamente la qualità dei "video HTML5" è migliore dello stesso video in Flash ma richiede più lavoro dalla CPU, non so quanto di questo lavoro sia demandabile e demandato alla combinazione di software e hardware della scheda grafica. Per contro, non usando un plugin non bisogna preoccuparsi di un processo separato da confinare dentro una "sandbox" perché non possa impropriamente accedere al sistema e nemmeno di aggiornare continuamente il plugin.

Non ho disinstallato Flash nel caso mi servisse ancora. Nota a margine: in Chrome non c'è modo di disabilitare il plugin, si può solo richiedere l'attivazione manuale ogni volta che viene richiesto. Il guaio è che i controlli dei siti Web di solito prima eseguono Flash e solo se non lo trovano passano al video HTML5.

AGGIORNAMENTO, per disabilitare Flash in Chrome:
Attivazione e disattivazione di plug-in specifici
Puoi attivare e disattivare plug-in specifici in qualsiasi momento. A tale scopo, procedi nel seguente modo:

Apri Chrome sul computer.
Digita chrome://plugins/ nella barra degli indirizzi in alto e premi INVIO.
Fai clic su Abilita o Disabilita accanto al plug-in che desideri utilizzare o disattivare.

Nota. Quando visiti una pagina con plug-in disattivato, viene mostrato un messaggio che indica che il plug-in è stato disattivato, pertanto non potrai accedere ai contenuti audio o video della pagina.
Breve spiegazione tecnica: un plugin in pratica è un programma esterno al browser che viene invocato quando all'interno della pagina è "incluso" un certo tipo di "oggetto" che il browser di suo non sa come manipolare. Il guaio evidente è che lo sviluppo del browser e del plugin segue binari differenti, cosa che presenta grossi inconvenienti sia per i bug incrociati che per le falle relative alla "sicurezza".

Flash è una tecnologia composta da varie parti che in generale serviva per aggiungere alle pagine HTML quelli che una volta venivano chiamati "rich content", ovvero prevalentemente animazioni e video, anche se in realtà ad un certo punto si potevano sviluppare programmi qualsiasi con la tecnologia di Flash e questi programmi venivano poi eseguiti dentro un "runtime" apposito da installare separatamente oppure dentro il browser tramite il plugin. A quel tempo l'idea era di ottenere Web application, cioè dei programmi creati e utilizzati tramite tecnologie (relativamente) correlate ad Internet ma con una interfaccia più sofisticata di quella realizzabile con le normali pagine HTML. L'idea era ovviamente sbagliata perché Flash in realtà utilizzava una sua tecnologia che non ha mai fatto parte degli "standard aperti" definiti per il Web. Non c'è niente di male, se non che Flash ha seguito, in piccolo per via delle molto minori ambizioni, la stessa parabola di Java per lo sviluppo di Web Applications e dei "media player" (QuickTime, Real) per la visualizzazione dei video.

Quello che è successo è che col tempo gli standard Web sono stati estesi per includere sia i contenuti multimediali che la possibilità di realizzare programmi comunque complessi, sia sul lato client che sul lato server. I siti Web più importanti hanno cominciato a pubblicare i propri contenuti e servizi con queste tecnologie. Il risultato è che i plugin (e i formati proprietari) sono sempre meno necessari.

venerdì, marzo 25, 2016

Nucleare e Popolo Bue


Fermata di Piazzale Loreto, Milano. Fa il paio con il Capolinea di San Donato.
Immaginarsi cosa ci vuole prendere una borsa a San Donato e lasciarla a Loreto.


Centrale nucleare di Cofrentes, Spagna. Il nocciolo è contenuto nell'edificio a cupola sulla destra.

I canali della propaganda ci informano che i "fratelli islamici che sbagliano" pianificavano un "attacco" alle centrali nucleari in Belgio. Il popolo bue ingoia tutte queste scemenze, associando la parola "nucleare" alla apocalisse.

Invece è tutto IL CONTRARIO.
Vedi alla voce "beata ignoranza".

Sorvolando sul fatto che sono normalmente presidiate, le centrali nucleari sono costruite in modo da contenere al proprio interno incidenti catastrofici e per resistere ai cataclismi naturali, tanto che a Fukushima la centrale di per se stessa non fu danneggiata affatto dal terremoto. Il corpo principale della centrale, dove si trova il reattore e il combustibile, è praticamente indistruttibile. L'unico punto debole è il sistema di alimentazione elettrica, generatori di emergenza, pompe e tubi che serve per raffreddare il nocciolo e per alimentare le turbine che trasformano il calore in movimento e quindi in elettricità.

I "fratelli islamici che sbagliano" non produrrebbero nessun danno se facessero esplodere delle bombe da qualche parte dentro una centrale nucleare e, ammesso e non concesso che conoscano esattamente il funzionamento degli impianti e la loro disposizione, che riescano a superare tutti gli sbarramenti, nel peggiore dei casi potrebbero causare un surriscaldamento del nocciolo, che potrebbe avere conseguenze di diversa natura considerato che presumibilmente le Forze Speciali riguadagnerebbero il controllo della centrale rapidamente e altrettanto rapidamente si potrebbe intervenire per ripristinare condizioni di sicurezza. Cosa che a Fukushima fu impossibile perché il terremoto aveva demolito tutto il resto, tranne la centrale.

Per la loro solidità meccanica, le centrali nucleari sono il peggiore bersaglio possibile per dei terroristi. Invece, come dimostra la Storia, i bersagli perfetti, sia allo scopo di fare strage che di incutere il terrore, sono i luoghi dove si radunano molte persone, meglio se ambienti chiusi. Quindi stazioni, aeroporti, treni, arei, teatri, supermercati, impianti sportivi. Con l'eccezione degli aerei, tutti gli altri bersagli di questa lista non hanno nessuna protezione, sono anzi concepiti con l'intento diametralmente opposto rispetto ad una centrale nucleare, cioè per facilitare al massimo l'ingresso, il movimento e l'uscita di chiunque e di qualsiasi cosa.

L'importante è deviare l'attenzione del popolo bue dalla banale verità e cioè che in tutti i paesi europei ci sono palazzi, quartieri, interi paesi che sono abitati da una popolazione estranea per etnia, lingua, cultura, religione e che ci odia. Nel migliore dei casi sono "omertosi" rispetto ai "fratelli islamici che sbagliano" e in una certa percentuale sono complici quando non coinvolti direttamente. Questa gente non deve fare altro che uscire di casa, prendere l'autobus o un taxi e lasciare una borsa in un vagone della metropolitana all'ora di punta o sotto lo scaffale di un supermercato. Oppure andare in centro e tirare fuori dalla borsa un fucile.

giovedì, marzo 24, 2016

Il Nemico


Fischia il Vento, reportage sulla guerra che si avvicina
In Italia mi sono confrontato, fra gli altri, col ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni; con il generale Giuseppe Cucchi; con il coordinatore della Rete Disarmo, con l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino.
Gad Lerner.

Visto che si preoccupa degli eventi che si avvicinano, il signor Lerner poteva anche fare un salto al Capolinea di San Donato.
E discuterne con gli apparati del PCI (ovviamente travisati), vedi alla voce Pisapia e Majorino.
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Il nemico ce l'abbiamo in casa. Ce l'abbiamo nelle principali Cariche Istituzionali, ce l'abbiamo nel Parlamento, ce l'abbiamo al Governo, ce l'abbiamo nella Magistratura, ha l'egemonia sulla Pubblica Amministrazione, in particolare sulla Scuola e infine controlla con le stesse modalità le Istituzioni europee.

Siamo in guerra, è vero. Ma è una guerra civile ed è questo che ci paralizza. Tralasciando gli eventi antichi, l'Italia repubblicana è stata costituita proprio all'interno di questa guerra civile, la stessa, che da allora non si è mai interrotta. Ha proseguito nel primo dopoguerra, ha continuato negli anni '60 e '70, fino agli inizi degli anni '80, poi è stata messa in sordina per un breve periodo dal collasso dei "paradisi del popolo" dell'Europa orientale e adesso ha ripreso a pieno regime, usando il terzomondismo e l'immigrazione come ulteriore leva ed arma.

La cosa peggiore però non è nemmeno la guerra civile, è il livello di condizionamento delle menti a cui siamo arrivati in questi giorni. Una volta il lavaggio del cervello era grossolano, smaccato, esagerato, esibito e confinato in precisi luoghi, tempi e modi. Oggi invece è sottile, pervasivo, onnipresente, assunto a "normalità". Le persone sono cosi condizionate che non possono più accorgersi di nulla, non gli manca la possibilità di ragionare, ancora prima gli manca la possibilità di percepire.

Eccovi il consueto esempio di Universo Alternativo.
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Nota: come già successo a Parigi, anche in occasione della strage di Bruxelles le vittime spariscono nel nulla. Censura assoluta sulle immagini di cadaveri smembrati e feriti mutilati. Assolutamente "normale", no?

Per i pochissimi per cui non è "normale", a chi giova la rimozione? E perché invece questo è martellato su tutti i "media" notte e giorno?

Domanda retorica, ovviamente.

lunedì, marzo 21, 2016

Cosa sono i Social Network - le conseguenze

Continua dal precedente.

Nostalgia Canaglia
Quando si arringavano i contadini e gli operai
da un podio di assi di legno

Premessa, accade solito spreco di denaro pubblico nel Meridione:
Ferrovie Sud Est, la voragine degli sprechi

Risultato:
Il ministero dei Trasporti "valuterà l'azione di responsabilità" nei confronti degli amministratori di Ferrovie Sud Est e "consegnerà ufficialmente le carte alla Procura". E' quanto annuncia il ministro dei Trasporti Graziano Delrio su Facebook
Come se non bastasse l'ira di Aiace su Facebook, ecco quella del Pelide Achille su Twitter, che meglio si confà alla sua prosa maschia e laconica, causa limite dei 140 caratteri:
Un documento che ha provocato l'ira anche del premier Matteo Renzi che ha twittato: "Sulla vicenda squallida di Ferrovie Sud Est andremo fino in fondo..."
Come diceva il saggio in questi casi? Ah si, 'STI CAZZI.

Cosa sono i Social Network

Niente. Ovvero, beata ignoranza.

Premessa: le persone che nelle aziende occupano posizioni manageriali nella maggior parte dei casi hanno una formazione in ambito economico, umanistico o legale. Inutile dirlo per le persone che lavorano nella "comunicazione". Si ottiene cosi l'ovvio risultato che da una parte queste persone usano il gergo del loro ambiente anche in ambiti che non gli appartengono, dall'altra che questo gergo viene diffuso verso la popolazione generale e quindi diventa "vulgata", che io chiamo "tecnichese".

Social Network o Rete Sociale (Cit. Wikipedia)
Una rete sociale (in lingua inglese social network) consiste in un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani i legami vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Le reti sociali sono spesso usate come base di studi interculturali in sociologia, in antropologia, in etologia.

La diffusione del web e del termine social network ha creato negli ultimi anni alcune ambiguità di significato. La rete sociale è infatti storicamente, in primo luogo, una rete fisica. (ndr: cioè un luogo dove si incontra fisicamente un gruppo di persone accomunate da un comune interesse, come una sinagoga)

Servizio di Rete Sociale (Cit.Wikipedia)
Un servizio di rete sociale, comunemente e impropriamente chiamato anche social network, dall'inglese social network service, è un servizio Internet, tipicamente fruibile tramite Web o mediante applicazioni mobili, che facilita la gestione dei rapporti sociali e che consente la comunicazione e condivisione per mezzi testuali e multimediali. I servizi di questo tipo, nati alla fine degli anni novanta (ndr. vent'anni fa) e divenuti enormemente popolari nella decade successiva, permettono agli utenti di creare un profilo, di organizzare una lista di contatti, di pubblicare un un proprio flusso di aggiornamenti e di accedere a quello altrui.

Da questo si evincono alcune cose, per altro ovvie.
Il concetto astratto di "Rete Sociale" non è affatto contemporaneo, attuale. Infatti si comincia ad usarlo alla fine dell'800, oltre cent'anni fa.

Internet consiste in una serie di protocolli (leggi metodi) tramite i quali si collegano dei computer tra di loro, trasmettendo i dati in tutte le maniere fisicamente possibili, per esempio il cavo telefonico, ponti radio, eccetera. Il fatto di collegare computer distanti uno dall'altro e scambiare dati implica fino dall'inizio che Internet è uno dei modi in cui le persone fisiche possono intrattenere delle relazioni, allo stesso modo di una telefonata o di una lettera cartacea. Internet è una rete variamente articolata, come dice il nome e l'attributo di "sociale" è palesemente ridondante.
Nella struttura di Internet appena dopo la sua ideazione si sono definiti due "ruoli" tra i computer connessi. Il ruolo del "client" e il ruolo del "server". In sostanza invece di comunicare sempre con connessioni uno-a-uno, si comunica con connessione molti-a-uno, dove "uno" è il computer (server) che possiede una certa informazione e i "molti" sono i computer (client) che si collegano per richiedere questa informazione. Di conseguenza il "server" fornisce un "servizio", in pratica la sua funzione è rimanere in attesa di una richiesta, quando la riceve risponde fornendo determinate informazioni organizzate in un certo modo. A quel punto le cose si possono complicare all'infinito, aumentando la quantità di informazioni conservate sul "server" e i modi in cui queste informazioni vengono aggregate, manipolate, presentate per essere fornite al "client". Ultima considerazione accessoria, una volta che il "client" riceve le informazioni, a sua volta le può aggregare, manipolare, presentare a modo suo.

Una conseguenza di questo meccanismo è che le singole persone che si collegano tramite Internet possono avere qualsiasi ruolo, tutti i ruoli o uno solo. Cioè ogni singolo utente può essere di volta in volta "client" e "server", utilizzare la modalità "uno-a-uno" o "molti-a-uno", indifferentemente. Ovviamente per comodità la maggior parte degli utenti delega ad altri tutte le funzioni che può delegare. Ovvero esistono enti di varia natura che collegando ad Internet i propri "server" provvedono gli utenti di molti servizi utili, sollevando cosi questi utenti dalla incombenza di provvedere questi servizi in proprio.

Fino dai primordi alcuni di questi servizi avevano la funzione di consentire agli utenti di pubblicare contenuti, cioè di inviare questi contenuti sul "server" gestito da un ente terzo in modo che questo "server" rendesse accessibile il contenuto a tutti gli altri "client" che ne facessero richiesta. Facciamo un esempio: io non riesco a fare funzionare la mia automobilina elettrica telecomandata. Allora andrò sul "sito" del Club delle Automobiline Radiocomandate, cioè come "client" chiederò al "server" di questo Club di mostrarmi i suoi contenuti. Tra i contenuti ci sarà un "forum", cioè un servizio tramite il quale posso pubblicare domande agli altri iscritti e leggere i loro commenti alle mie e ad altre domande simili. Il termine "forum" si rifà al Foro, il luogo fisico dove si incontravano i Romani. Escludendo ere remote come quella delle BBS, i primi "forum" tramite Internet nel senso proprio risalgono alla metà degli anni '90. Il forum è solo uno dei tanti esempi di "servizio" o "web service" di questo tipo e funzione.

Avanti veloce. L'uso di Internet e delle tecnologie collegate, per le cose descritte sopra, inizialmente richiedeva ad OGNI UTENTE di assumere le competenze per collegarsi in veri modi agli altri utenti, come dicevo richiedeva di avere uno, alcuni e tutti i ruoli possibili. Col passare del tempo e la diffusione di Internet presso un numero maggiore e più eterogeneo di persone, si presentò la necessità di semplificare l'utilizzo degli strumenti, di facilitare. Anche a ragione del fatto che, da un punto di vista commerciale, occorreva vendere i prodotti tecnologici presentandoli come facili, accessibili, amichevoli.

Ci sono state due conseguenze, la prima è stata l'interposizione tra l'utente e gli strumenti che usa di alcuni "strati" costituiti da "automatismi". Il funzionamento del dispositivo e del software viene nascosto e si instrada l'utilizzatore verso determinati comportamenti obbligati. L'altra conseguenza è stata la diffusione presso l'utenza delle "idee" funzionali all'acquisto, uso e consumo di questi prodotti "semplificati" e queste idee si esprimono con un gergo di neologismi creati ad arte per confondere le idee. D'altra parte entrambe le cose rispondono ad una necessità concreta, la maggior parte delle persone non ha alcun interesse per gli strumenti tecnologici in se, ne vuole solo ottenere alcuni vantaggi immediati, per esempio richiedere ed ottenere una certa informazione, oppure, come nel caso in oggetto, creare e mantenere dei CONTATTI con altre persone.

Cosa sono i "Social Network" della vulgata popolare? Sono dei Web Service che esistono praticamente da sempre ma semplificati al massimo sia nell'uso che nel modo in cui sono presentati. Ad un certo punto le aziende hanno cominciato a vendere la "post PC era", cioè la diffusione di "dispositivi mobili" al posto del Personal Computer, significa usare uno strumento con un display grande un decimo, senza tastiera e senza dispositivo di puntamento, quindi con una enorme riduzione di funzionalità. Facebook altro non è che un "server" (non indaghiamo come è strutturato) che presenta un "sito" tramite il quale il "client" accede ad un "servizio" che permette di pubblicare alcune, poche, tante informazioni per altri "client" che si colleghino in seguito e ne facciano richiesta.

Come si finanzia Facebook? Da sempre ci sono due modi per cavare sangue dagli utenti di Internet, imporre il pagamento di un abbonamento per potere accedere al "server" oppure mostrare della pubblicità ai "client" ogni volta che fanno una richiesta.

Apro una parentesi: i "manager" di cui parlavo all'inizio normalmente non capiscono la natura di Internet e si rifanno a "modelli di business" consolidati che sono fondati su premesse differenti. Una cosa fondamentale che non comprendono è che Internet è concepita in modo che non esista una gerarchia tra i dispositivi collegati. La conseguenza è che non solo tutti possono fare tutto ma che le informazioni, una volta rese disponibili, sono di tutti e tutti ci possono fare quello che gli pare. Ergo, se un "server" mi presenta un certo contenuto, io "client" lo posso manipolare sul mio lato, per esempio il "server" mi mostra un contenuto impaginato un un certo modo e io lo rimpagino in un modo completamente diverso. Il "server" mi mostra una pubblicità e io la rimuovo. Sembra banale ma sono ormai generazioni che nelle aziende non si riesce a capire che non si possono vendere "spazi pubblicitari" tramite Internet, se non come finzione convenzionale, perché ogni "client" visualizza quello che gli pare. Certo, una persona LO DEVE SAPERE e se non glielo dici, non lo saprà mai, posto che gli interessi.

Chiudo con questa scenetta, senza alcun reale collegamento storico: Reggio Calabria, anno 600 A.C. circa. Il dotto Pitagora si rivolge ai cittadini. "Ascoltatemi! Ho appena scoperto che l'area del quadrato costruita sopra l'ipotenusa di un triangolo rettangolo è pari alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti!". I cittadini: "Like" "dammi l'amicizia" "faccina allegra".

giovedì, marzo 17, 2016

Un mondo di babbei

Prego confrontare questo titolo di Repubblica:
Apple: richiesta sblocco iPhone "sconvolgerebbe i padri fondatori degli Usa"
con questo articolo di Wikipedia:
Unified Extensible Firmware Interface
Svegliaaa...

lunedì, marzo 14, 2016

Il progresso

Dal sito Microsoft, notare il linguaggio in "commercialese" entusiastico:
Windows 10 è il tuo partner per raggiungere i tuoi obiettivi. Avvii rapidi, un menu Start familiare ma più esteso e nuovi straordinari modi per lavorare, anche su più dispositivi. Apprezzerai subito le caratteristiche innovative, come il browser tutto nuovo pensato per entrare in azione online, e Cortana, la tua assistente digitale personale, pronta ad aiutarti nell'arco della giornata.
Siccome Giulio ha commentato che non ha senso opporsi al progresso, faccio un esempio concreto, cioè le funzioni incluse in Windows 10 che sono di chiara derivazione "furbofonica" e generalmente suicide in qualsiasi contesto ma sopratutto sui PC. Premetto che io non uso e non userò mai Windows 10, quindi non ho esperienza diretta.

1. Wi-Fi Sense
Quando ti colleghi ad un servizio, ad esempio una rete wireless, ti viene chiesta la password. Se selezioni la condivisione, la password viene prima inviata ai server di Microsoft e poi automaticamente pubblicata verso tutti i tuoi contatti Facebook, Outlook, Skype, eccetera. Prego notare l'ossimoro di "password pubblica".

2. Windows Update Delivery Optimization
In pratica gli aggiornamenti di Windows vengono ridistribuiti ad altri utenti di Windows usando in maniera silente la tua connessione Internet, con un meccanismo Peer To Peer. Non solo la banda si paga se la connessione è a consumo ma in tutti i casi è una risorsa limitata, anche nel migliore dei casi, data la asimmetria tra upload e download.

3. Automatic Udates
Banalmente Windows è impostato per aggiornarsi automaticamente, in maniera silente. Cosa che ovviamente interferisce con il lavoro eventuale che stai facendo in un certo momento. Una cosa di importanza relativa su un furbofono, potenzialmente devastante su una workstation.

4. Getting to know you
Si tratta di un servizio che registra tutte le operazioni che fai col dispositivo, scrivere, usare camera e microfono, il calendario, i contatti, allo scopo dichiarato di "interpretare" meglio le azioni future. Uno spyware preinstallato, vedi sotto.

5. Advertising Identifier
Ad ogni utente Windows viene assegnato un identificativo univoco che viene in teoria usato per la "pubblicità mirata". Vi ricordate la faccenda dei cookie? Ecco, questo è un milione di volte peggio.

6. Tutte le applicazioni hanno accesso abilitato e silente a tutte le periferiche, inclusi ovviamente camera, microfono e localizzazione. Però poi la FBI e la "privacy", bla bla...

7. Background Apps
Quando Windows parte vengono lanciate delle "applicazioni universali" come "Groove Music", da non confondere con i servizi di sistema, che sono sempre attive. Sono le famose e fottutissime "app", termine che è stato distribuito agli utenti ignari che adesso lo usano come sinonimo di "software".

Queste cose sono possibili solo riducendo gli utenti a babbei inconsapevoli, da cui bel "progresso" davvero. Si, si possono disabilitare, forse, posto che uno abbia intenzione e voglia di spippolare.

A proposito di Cortana, la tua nuova ed efficientissima assistente personale, in italiano il sito MS riporta:
Cortana ti aiuterà a fare ricerche nel PC, gestire il calendario, tenere traccia delle spedizioni e trovare file, ma può anche chiacchierare e raccontare barzellette. Più usi Cortana, più personalizzata sarà l'esperienza.
Qualcuno mi dice che è assolutamente inutile. Non sono tanto d'accordo. Certo, assolutamente inutile è la parte dove la "assistente" ti dovrebbe aiutare a fare cose che sono elementari. Invece la parte dove più usi Cortana più personalizzata sarà la "esperienza" è una chiara minaccia perché è il motto della pubblicità e del marketing. Sorveglianza, acquisizione delle informazioni personali e quindi l'orientamento del "cliente" e la proposta commerciale, che spesso non è nemmeno tanto facoltativa.

Ringrazio Giuseppe per il suggerimento.

martedì, marzo 08, 2016

Nuovo contatore gas

Orbene, vennero ad installare un nuovo contatore del gas.
Per la precisione questo: Aem - ULTRASONIC GAS METER G4EUS (made in Romania).
Prego notare che ce ne sono una decina almeno di modelli e marche differenti. A me l'hanno montato sotto i tubi di quello vecchio usando un adattatore sopra uno degli attacchi, dato che è grosso un terzo.

Edit: sito del produttore romeno del contatore: AEM - chi siamo

La differenza sostanziale rispetto al vecchio contatore meccanico è che all'interno di questo nuovo c'è un modem GSM - GPRS (analogamente ai vecchi telefoni cellulari) con una batteria che in teoria dura 10 anni e che consente quindi al gestore di interrogare e comandare il contatore a distanza. Ci sono due tasti, uno rosso credo serva per accedere alle opzioni del software del contatore, mi hanno detto di non pigiarlo e l'altro verde attiva il display dei dati, cioè la lettura dei consumi registrati e vari parametri relativi.

Leggo che si può chiedere la "verifica metrologica" del contatore, cioè la verifica della precisione con cui il contatore misura i consumi. Per fare la verifica smontano il contatore, lo portano nel laboratorio di un ente certificatore terzo, si può anche chiedere di assistere personalmente alla verifica e se il contatore opera nella tolleranza prevista per legge, i costi della verifica sono a carico dell'utente, altrimenti sono a carico del fornitore. Vi chiederete quale sia la tolleranza prevista. Mi sembra di capire che in fabbrica sia 3%, in esercizio il doppio. Che è tantissimo.

Edit: per le tolleranze non sono sicuro. Il dispositivo dichiara "classe 1.5" che mi sembra di capire significhi "testato per 1.5% di tolleranza". Le informazioni non sono chiare.

Se abbocchi, ben ti sta

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