lunedì, marzo 21, 2016

Cosa sono i Social Network

Niente. Ovvero, beata ignoranza.

Premessa: le persone che nelle aziende occupano posizioni manageriali nella maggior parte dei casi hanno una formazione in ambito economico, umanistico o legale. Inutile dirlo per le persone che lavorano nella "comunicazione". Si ottiene cosi l'ovvio risultato che da una parte queste persone usano il gergo del loro ambiente anche in ambiti che non gli appartengono, dall'altra che questo gergo viene diffuso verso la popolazione generale e quindi diventa "vulgata", che io chiamo "tecnichese".

Social Network o Rete Sociale (Cit. Wikipedia)
Una rete sociale (in lingua inglese social network) consiste in un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani i legami vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Le reti sociali sono spesso usate come base di studi interculturali in sociologia, in antropologia, in etologia.

La diffusione del web e del termine social network ha creato negli ultimi anni alcune ambiguità di significato. La rete sociale è infatti storicamente, in primo luogo, una rete fisica. (ndr: cioè un luogo dove si incontra fisicamente un gruppo di persone accomunate da un comune interesse, come una sinagoga)

Servizio di Rete Sociale (Cit.Wikipedia)
Un servizio di rete sociale, comunemente e impropriamente chiamato anche social network, dall'inglese social network service, è un servizio Internet, tipicamente fruibile tramite Web o mediante applicazioni mobili, che facilita la gestione dei rapporti sociali e che consente la comunicazione e condivisione per mezzi testuali e multimediali. I servizi di questo tipo, nati alla fine degli anni novanta (ndr. vent'anni fa) e divenuti enormemente popolari nella decade successiva, permettono agli utenti di creare un profilo, di organizzare una lista di contatti, di pubblicare un un proprio flusso di aggiornamenti e di accedere a quello altrui.

Da questo si evincono alcune cose, per altro ovvie.
Il concetto astratto di "Rete Sociale" non è affatto contemporaneo, attuale. Infatti si comincia ad usarlo alla fine dell'800, oltre cent'anni fa.

Internet consiste in una serie di protocolli (leggi metodi) tramite i quali si collegano dei computer tra di loro, trasmettendo i dati in tutte le maniere fisicamente possibili, per esempio il cavo telefonico, ponti radio, eccetera. Il fatto di collegare computer distanti uno dall'altro e scambiare dati implica fino dall'inizio che Internet è uno dei modi in cui le persone fisiche possono intrattenere delle relazioni, allo stesso modo di una telefonata o di una lettera cartacea. Internet è una rete variamente articolata, come dice il nome e l'attributo di "sociale" è palesemente ridondante.
Nella struttura di Internet appena dopo la sua ideazione si sono definiti due "ruoli" tra i computer connessi. Il ruolo del "client" e il ruolo del "server". In sostanza invece di comunicare sempre con connessioni uno-a-uno, si comunica con connessione molti-a-uno, dove "uno" è il computer (server) che possiede una certa informazione e i "molti" sono i computer (client) che si collegano per richiedere questa informazione. Di conseguenza il "server" fornisce un "servizio", in pratica la sua funzione è rimanere in attesa di una richiesta, quando la riceve risponde fornendo determinate informazioni organizzate in un certo modo. A quel punto le cose si possono complicare all'infinito, aumentando la quantità di informazioni conservate sul "server" e i modi in cui queste informazioni vengono aggregate, manipolate, presentate per essere fornite al "client". Ultima considerazione accessoria, una volta che il "client" riceve le informazioni, a sua volta le può aggregare, manipolare, presentare a modo suo.

Una conseguenza di questo meccanismo è che le singole persone che si collegano tramite Internet possono avere qualsiasi ruolo, tutti i ruoli o uno solo. Cioè ogni singolo utente può essere di volta in volta "client" e "server", utilizzare la modalità "uno-a-uno" o "molti-a-uno", indifferentemente. Ovviamente per comodità la maggior parte degli utenti delega ad altri tutte le funzioni che può delegare. Ovvero esistono enti di varia natura che collegando ad Internet i propri "server" provvedono gli utenti di molti servizi utili, sollevando cosi questi utenti dalla incombenza di provvedere questi servizi in proprio.

Fino dai primordi alcuni di questi servizi avevano la funzione di consentire agli utenti di pubblicare contenuti, cioè di inviare questi contenuti sul "server" gestito da un ente terzo in modo che questo "server" rendesse accessibile il contenuto a tutti gli altri "client" che ne facessero richiesta. Facciamo un esempio: io non riesco a fare funzionare la mia automobilina elettrica telecomandata. Allora andrò sul "sito" del Club delle Automobiline Radiocomandate, cioè come "client" chiederò al "server" di questo Club di mostrarmi i suoi contenuti. Tra i contenuti ci sarà un "forum", cioè un servizio tramite il quale posso pubblicare domande agli altri iscritti e leggere i loro commenti alle mie e ad altre domande simili. Il termine "forum" si rifà al Foro, il luogo fisico dove si incontravano i Romani. Escludendo ere remote come quella delle BBS, i primi "forum" tramite Internet nel senso proprio risalgono alla metà degli anni '90. Il forum è solo uno dei tanti esempi di "servizio" o "web service" di questo tipo e funzione.

Avanti veloce. L'uso di Internet e delle tecnologie collegate, per le cose descritte sopra, inizialmente richiedeva ad OGNI UTENTE di assumere le competenze per collegarsi in veri modi agli altri utenti, come dicevo richiedeva di avere uno, alcuni e tutti i ruoli possibili. Col passare del tempo e la diffusione di Internet presso un numero maggiore e più eterogeneo di persone, si presentò la necessità di semplificare l'utilizzo degli strumenti, di facilitare. Anche a ragione del fatto che, da un punto di vista commerciale, occorreva vendere i prodotti tecnologici presentandoli come facili, accessibili, amichevoli.

Ci sono state due conseguenze, la prima è stata l'interposizione tra l'utente e gli strumenti che usa di alcuni "strati" costituiti da "automatismi". Il funzionamento del dispositivo e del software viene nascosto e si instrada l'utilizzatore verso determinati comportamenti obbligati. L'altra conseguenza è stata la diffusione presso l'utenza delle "idee" funzionali all'acquisto, uso e consumo di questi prodotti "semplificati" e queste idee si esprimono con un gergo di neologismi creati ad arte per confondere le idee. D'altra parte entrambe le cose rispondono ad una necessità concreta, la maggior parte delle persone non ha alcun interesse per gli strumenti tecnologici in se, ne vuole solo ottenere alcuni vantaggi immediati, per esempio richiedere ed ottenere una certa informazione, oppure, come nel caso in oggetto, creare e mantenere dei CONTATTI con altre persone.

Cosa sono i "Social Network" della vulgata popolare? Sono dei Web Service che esistono praticamente da sempre ma semplificati al massimo sia nell'uso che nel modo in cui sono presentati. Ad un certo punto le aziende hanno cominciato a vendere la "post PC era", cioè la diffusione di "dispositivi mobili" al posto del Personal Computer, significa usare uno strumento con un display grande un decimo, senza tastiera e senza dispositivo di puntamento, quindi con una enorme riduzione di funzionalità. Facebook altro non è che un "server" (non indaghiamo come è strutturato) che presenta un "sito" tramite il quale il "client" accede ad un "servizio" che permette di pubblicare alcune, poche, tante informazioni per altri "client" che si colleghino in seguito e ne facciano richiesta.

Come si finanzia Facebook? Da sempre ci sono due modi per cavare sangue dagli utenti di Internet, imporre il pagamento di un abbonamento per potere accedere al "server" oppure mostrare della pubblicità ai "client" ogni volta che fanno una richiesta.

Apro una parentesi: i "manager" di cui parlavo all'inizio normalmente non capiscono la natura di Internet e si rifanno a "modelli di business" consolidati che sono fondati su premesse differenti. Una cosa fondamentale che non comprendono è che Internet è concepita in modo che non esista una gerarchia tra i dispositivi collegati. La conseguenza è che non solo tutti possono fare tutto ma che le informazioni, una volta rese disponibili, sono di tutti e tutti ci possono fare quello che gli pare. Ergo, se un "server" mi presenta un certo contenuto, io "client" lo posso manipolare sul mio lato, per esempio il "server" mi mostra un contenuto impaginato un un certo modo e io lo rimpagino in un modo completamente diverso. Il "server" mi mostra una pubblicità e io la rimuovo. Sembra banale ma sono ormai generazioni che nelle aziende non si riesce a capire che non si possono vendere "spazi pubblicitari" tramite Internet, se non come finzione convenzionale, perché ogni "client" visualizza quello che gli pare. Certo, una persona LO DEVE SAPERE e se non glielo dici, non lo saprà mai, posto che gli interessi.

Chiudo con questa scenetta, senza alcun reale collegamento storico: Reggio Calabria, anno 600 A.C. circa. Il dotto Pitagora si rivolge ai cittadini. "Ascoltatemi! Ho appena scoperto che l'area del quadrato costruita sopra l'ipotenusa di un triangolo rettangolo è pari alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti!". I cittadini: "Like" "dammi l'amicizia" "faccina allegra".

4 commenti:

  1. Ma tu in che epoca avresti voluto vivere?
    Io a Cnosso!

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    1. Io venero gli antenati proprio perché i tempi in cui hanno vissuto erano MOLTO peggiori dei nostri. Noi godiamo della loro eredità e non sopporto di vederla disprezzata e dilapidata.

      In linea generale mi aspetterei che gli uomini contemporanei facessero come gli antenati e lasciassero in eredità ai discendenti un mondo migliore. Quindi secondo questa logica, potendo, vivrei nel futuro, non nel passato.

      Certo, ci soni due rischi.
      Il primo è quello classico, tu sei un inca e pensi che tra cento anni l'impero inca sarà migliore, poi una mattina arrivano gli Europei e scoppia una epidemia di vaiolo che spazza via tutti quelli che conosci, puff, tutto sparito.
      Il secondo è il rischio che consegue il "Mondo Nuovo" che le elite palesi ed occulte stanno edificando demolendo il "Mondo Vechio", cioè quello che abbiamo ricevuto in eredità. Si presenta un punto di discontinuità senza precedenti storici, che potrebbe causare una estinzione di massa (figurata ma forse anche concreta) come quelle del remoto passato della Terra.

      Se fossi costretto a scegliere un'epoca del passato, forse preferirei il Rinascimento.

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    2. C'e'un libro affascinante di Todorov , la conquista dell'America, in cui si sostiene tra l'altro che i nativi hanno subito la colonizzazione, perche'avevano forme mentali diverse rispetto ai conquistadores.

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    3. Per quello che ne so io i nativi furono sterminati dalle epidemie e questo causò il collasso della loro struttura sociale. Gli Europei gli regalavano di proposito delle stoffe e coperte ben "unte" con le croste dei vaiolosi e fecero del loro meglio per attaccargli la tubercolosi.

      Dipoi gli Europei usarono il vecchio trucco del divide et impera stringendo di volta in volta alleanza con questo contro quello, cosa che funziona benissimo quando hai degli imperi e molti domini tribali intorno che mal sopportano la sudditanza.

      Le "forme mentali" mi lasciano perplesso, sono quei sofismi "sociologici" che puoi girare nella direzione che più ti piace.

      Alla fine gli Europei arrivavano nelle Americhe con l'esperienza di ottocento anni di guerre continue tra i loro reami e con i popoli dell'Islam. Gli Spagnoli in particolare inviano la spedizione di Colombo appena ultimata la "riconquista", quindi è abbastanza ovvio che quelli che andavano nelle Americhe non erano emuli di Gino Strada.

      Epperò, se i nativi americani hanno sofferto, noi come Europei ci siamo trovati al centro dell'Universo. Non mi va di rinnegare gli antenati.

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