giovedì, maggio 12, 2016

Come dovrebbe funzionare la Sanita secondo me

Partiamo dalle statistiche. Sappiamo che ogni tot persone ci sarà una certa incidenza di determinate malattie. A loro volta queste malattie richiedono un determinato percorso di indagine e terapia.

Quindi si fa in modo che ad ogni persona, residente in una certa area, sia assegnata una struttura di riferimento per le indagini e le terapie, a priori. Ovviamente nella struttura di riferimento le dotazioni di strumenti, macchinari e le ore-uomo necessarie saranno pre-calcolate in modo da provvedere i servizi alla popolazione presa in considerazione.

Ogni persona ha una cartella clinica "digitale" completa di tutte le informazioni. Quando si reca dal medico di base questi può consultare la cartella clinica, cosi come lo possono fare altri medici in un punto qualsiasi del percorso di indagine e terapia. In questo modo non è necessario che il paziente si presenti con la documentazione cartacea. Quando serve, il medico di base indirizza la persona alla struttura di riferimento e in quel momento la "impegnativa" in realtà consiste già nella prenotazione, completa di procedure preparatorie, cosi la persona sa già dove, quando e come presentarsi per accedere alla terapia. Una volta iniziato, la struttura che prende in carico la persona prosegue la procedura con la stessa modalità.

Nel caso per una ragione qualsiasi la persona preferisca o debba recarsi presso una struttura diversa da quella assegnata, esisterà una certa quota di dotazioni e ore-uomo che possono essere utilizzate da persone "esterne" alla popolazione per cui la struttura è pre-calcolata. Per distribuire le risorse disponibili, esisterà poi una lista delle prestazioni "libere" che raccoglierà i dati di tutte le strutture, per esempio della Lombardia, sempre accessibile dal medico di base quando prescriverà analisi o terapie.

Veniamo al problema fondamentale: ci sono le risorse per erogare i servizi sanitari alla popolazione italiana? Bisognerebbe cominciare a fare a meno delle menzogne e dei paradossi e affrontare il problema in maniera pratica. Se le risorse non ci sono è inutile straparlare di "diritto alla salute" col sotto inteso che la Sanità debba essere "gratuita". Vorrà dire che sarà gratuita per gli indigenti ma tutti gli altri pagheranno quanto necessario per ottenere i servizi di cui hanno bisogno, magari tramite una "assicurazione obbligatoria". Basta essere chiari, dire le cose come stanno.

Curare la gente non è diverso che fabbricare automobili. I processi si possono ottimizzare, volendo. Gli incapaci e i disonesti devono essere marginalizzati e messi nella condizione di non nuocere.

16 commenti:

  1. Ci sono troppe semplificazioni e scogli rispetto alla realtà attuale. A partire dal semplice fatto che in Italia non esiste una sanità, ma tante sanità quante sono le regioni e le provincie autonome. uno scoglio enormemente più grande di quanto si possa immagina sia dal punto di vista burocratico che, e soprattutto, economico.

    L'idea di fondo comunque (una cartella clinica digitale unica e accessibile da qualunque operatore) è quella a cui spero prima o poi si arrivi. Anche se dubito che noi riusciremo a vedere tutto ciò.

    Riguardo l'ultimo punto, in linea di massima sarei d'accordo: se non possiamo sostenere un SSN basta dirlo. Creco però che qui il problema sia a livello di costituzione (si, quel pezzo di carta in cui c'è scritto che la salute, il lavoro ecc sono dei diritti e balle varie... )

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    1. Io ho volutamente invertito i termini del ragionamento. Ovviamente si parte da quelle che sono le risorse economiche, non dai tecnicismi.

      Il problema non è nella Costituzione, che come vedi basta un sindaco di Firenze per emendarla, il problema sono le fanfaluche riguardo i "diritti universali" che piano piano stanno demolendo l'Italia. Infatti la Sanità soffre degli stessi problemi della Istruzione o della Previdenza o di tutta la Cosa Pubblica, cioè non viene gestita con criteri di "efficienza" ma con criteri "sociali", dove per "sociale" si intende illudere la plebe che lo Stato (per tramite dei vari centri di potere, per primi i partiti) abbia la funzione e la possibilità concreta di garantire la "felicità".

      L'illusione si produce col meccanismo del Deficit e quindi del Debito.

      Gli ospedali sono affollati di vecchi che percepiscono pensioni per le quali non hanno accantonato una somma adeguata e che vengono curati previa esenzione, cioè gratis o quasi. Attenzione, non sto dicendo che lo Stato cura gratuitamente gli indigenti, no, cura gratuitamente gente alla quale eroga un vitalizio immotivato.

      Poi, la Sanità, come tutte le branche della P.A., ha lo scopo di dare da mangiare a quanta più gente possibile, quindi spende evitando accuratamente di misurare i risultati.

      Infine, una cosa specifica della Sanità è la mafia corporativa dei medici.

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    2. Ehmmm... guarda parli con un medico ed in realtà la tua ultima affermazione è per lo più largamente "populistica" ... non perchè voglio difendere la categoria a priori, ma obiettivamente hai presente la vita del medico medio? Io credo ci sia una abissale differenza fra il medico (la persona che incontri in ambulatorio o in ospedale) e il "finto-medico", manager della sanità e primari della vecchia guardia

      E non parlo (solo) di aspetti economici, ma anche e soprattutto di potere. Quella che tu definisci "mafia corporativa dei medici" in realtà non ha nulla a che fare con il medico, ma con i burocrati. Il medico è quello che ogni giorno deve impazzire perchè ha bisogno di prescrivere un determinato esame o terapia ma la circolare X o la legge Y gli legano le mani e minacciano di ripercussioni economiche su di lui. E tutti gli altri tragici episodi di cui, credo, tutti conoscono (l'impossibilità di lavorare serenamente, denunce al 99% immotivate, assicurazioni, precariato assoluto, ecc)

      Per dire, io oggi ai miei figli non permetterò di certo di seguire la mia strada. Vorrà pur dire qualcosa.

      Quelli a cui ti riferisci sono le persone che fanno magicamente sparire report dettagliati su come i tagli alla sanità (e le giuste ridistribuzioni delle risorse) andrebbero fatti. Io sono francamente stanca dell'ambiente sanitario italiano.

      Per il resto in linea di massima condivido. Mi rattrista invece vedere come sia diventato facile non solo infischiarsene della Costituzione, ma anche prenderne atto.
      Credo siano lontani i tempi in cui gli uomini sarebbero morti pur di difendere un principio, e questo significa solo che si può solo scendere, inutile illudersi che esista un modo per risalire e aggiustare qualcosa.

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    3. Parafrasando un celebre aforisma, quando sento/leggo "populista" metto mano alla pistola.

      Una cosa trovo particolarmente divertente, io non mi sono mai sentito parte di una "categoria" in vita mia. Già questo renderebbe superfluo quanto segue ma continuiamo.

      Non capisco perché se uno di mestiere fa il benzinaio debba avere il riflesso condizionato di ribattere ad una osservazione sui benzinai e i distributori di benzina come se l'interlocutore, cioè io in questo caso, fosse o un povero mentecatto oppure un marziano. Cioè come se io non vivessi in prima persona i fenomeni che descrivo. Ho fatto benzina mille volte quindi posso parlare di benzinai, sono stato studente per larga parte della mia vita quindi posso parlare di Scuola, sono paziente e purtroppo mi tocca frequentare medici e ospedali, quindi posso parlare di Sanità, eccetera.

      I proverbiali cazzi amari non ce li hanno solo i medici, ce li hanno tutti di questi tempi. Ed è anche normale che, in virtù dei tempi, nelle professioni a maggiori responsabilità non corrisponda maggiore emolumento e onori ma solo maggiore quantità di cazzi amari.

      Quindi?
      Vogliamo fare finta che i medici non si costituiscano in lobby e poverini siano costretti a subire tutte le angherie governative, regionali e quelle delle strutture dove lavorano? Caspita, peggio dei minatori dell'ottocento o delle mondine.

      Ho messo la voce della mafia corporativa per ultima perché incide ovviamente meno delle precedenti. Ma esiste, eccome se esiste.

      Esiste perché esistono analoghe mafie corporative OVUNQUE e COMUNQUE in Italia. Dai notai agli idraulici. E' inscritto nella profondità del modo di pensare, di agire, nella organizzazione del vivere, degli Italiani.

      Questo moltiplica gli effetti nefasti perché il comportamento mafioso - corporativo di ognuno si rispecchia in quello degli altri.

      Arrivo a dire che la parte peggiore non è che questo modo di essere esista ma che, come per la sostenibilità del "diritto alla salute", nascondiamo, neghiamo i fatti ricoprendoli con fanfaluche quando si farebbe prima a dichiararli apertamente e ad agire di conseguenza.

      Ovvero, perché devo fingere che il medico sia un santo, saggio e filantropo quando invece è un meccanico, cinico e venale? Perché devo fingere che il luogo di cura sia una cattedrale invece di una officina e rivendita di auto usate? Diamo pane al pane, mi serve una cosa, contatto il professionista che mi serve, tratto, sgomito, pago, partendo dal presupposto della trattativa commerciale in cui ognuno fa il suo interesse, non da quello del giuramento davanti agli Dei.

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    4. Riguardo la Costituzione, come tutte le leggi, ha senso solo fino a quando le persone ne condividono il contenuto. Appena questo non avviene, la legge diventa "lettera morta".

      A quel punto non ha senso "morire per difendere un principio" perché i buoi sono scappati dalla stalla. La "difesa" può esistere solo nella fase in cui la gente viene portata a perdere il senso delle cose e quindi non condividere più il contenuto della legge.

      Poi nel nostro caso la Costituzione è stata messa insieme dopo la guerra civile sotto la tutela dell'occupante americano. E' stata idealizzata dai Comunisti finché gli è servita nella sua parte "sovietica", adesso che sono ovunque, pervasivi come i batteri, che non hanno nemici naturali, limiti di alcun genere, ne possono fare a meno, ne possono anche scrivere un'altra. Il vecchio compagno Benigni, un nome che è sinonimo di "festa dell'Unità", una volta fingeva lacrimoni commossi parlando della Costituzione, adesso si allinea al Mondo Nuovo renziano.

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    5. Elena, a proposito dei figli: tu dimmi nella Italia di oggi che "strada" gli puoi raccomandare e perché.

      Siamo in un'epoca di basso impero e ci sono due opzioni, quelli che sono avventurosi e puntano a costruirsi qualcosa con le proprie mani, devono emigrare.

      Quelli che invece vogliono "sicurezze" devono inserirsi in una di quelle mafie corporative di cui parlavo sopra. Quindi se non gli vuoi fare fare il medico perché troppe responsabilità e pochi onori, non è più come una volta che il medico condotto era al livello del parroco, gli farai fare il notaio ma, anche in considerazioni degli scossoni in abito bancario e della finanza, se proprio vuoi la famosa "botte de fero" bisogna entrare nella P.A. Ecco, bisogna puntare a diventare un bel dirigente ministeriale.

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    6. Mah, sono dubbiosa se replicare perchè immagino qualsiasi cosa detta sarà totalmente inutile. Ripeto che non mi interessa difendere la categoria. Ho provato solo ad aprire gli occhi a chi da fuori NON può vedere cosa accade realmente dentro. Così come io posso solo avere un'idea vaga del lavoro del benzinaio, di quali oneri e scazzi lui possa avere e magari di pancia arrivi a dire che sono dei ladri perchè la benzina costa troppo (sono sicurissima che l'avrai sentito dire anche tu).

      Nel mio messaggio, rileggendolo con attenzione, vedrai che non parlo di Santi, né di "missione" ecc... è un lavoro, ma è un un lavoro ben diverso da qualsiasi altro, e chi lo nega è un ebete, scusa se su questo invece prendo una posizione nettissima. Quindi no, non è una contrattazione simile ad un'officina. In nessun caso. MAI. Se nella tua vita hai avuto questa impressione evidentemente c'è qualche serio problema da qualche parte.

      Ma questo è divagare. Il punto è che fa obiettivamente ridere/piangere sentire la storia della mafia corporativa.

      Riguardo i miei figli, non è questione di sicurezze. Ma se vorranno seguire le mie orme lo faranno avendo ben capito cosa significa fare questo lavoro, non seguendo il mantra classico "medico = soldi e bella vita". Ma mi auguro seriamente che le loro strade li portino altrove.

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    7. Allora dimmi, in cosa sarebbe diverso il tuo lavoro da qualsiasi altro?

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  2. La vecchiaia ha un costo perverso, viene trattata come una patologia, ovvio che poi manchino le risorse per fare prevenzione.

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    1. Sara, per quello che vedo io non mancano risorse per la prevenzione, mancano risorse per le analisi e le terapie.

      Le risorse mancano per due ragioni:
      1. lo Stato spende più di quello che raccoglie tramite le imposte. Entro certi limiti è fisiologico ma nel nostro caso la differenza è abnorme e succede perché, come dicevo, esiste questa favola dello Stato che deve garantire la "felicità".
      2. troppe persone accedono a servizi o godono di privilegi che non gli spetterebbero.

      I "vecchi" non sono "buoni" in quanto vecchi. Sono quelli che egoisticamente hanno scavato la voragine del Debito e che adesso lo accollano ai discendenti.

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    2. Leggevo che nell'ultimo mese di vita, le persone hanno costi sanitari pari a quelli dell'intera vita.
      La vecchiaia e l'aumento della durata di vita sono costosi.

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    3. Vari problemi:
      o - medicina difensiva
      o - consumismo farmaceutico
      o - malasanità in maleregioni (la peggiore, quella calabrese, la più cara d'Italia)
      o - livello dei medici che scende
      o - tecnoteismo medico (ti prescrivono la TAC ma non ti so auscultare l)
      o - dirittismo, dirittismo e inostenibilità
      o - reale complessità elevata
      o - corporativismo
      o - fancazzismo, assistenzialismo, sprechi, clientele, corruzione..

      Più o meno come nel resto della realtà, ciò che non è sanità.

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    4. UomoCoso, il concetto di "costo" cambia a seconda di chi lo sostiene. Se lo devi sostenere tu, metti il segno del "costoso" ad un certo punto, se lo devo sostenere io un altro, se lo deve sostenere lo Stato un altro ancora.

      Ribaltiamo la logica: l'Italia è tutta un paradosso, una Nazione dove a chiacchiere siamo tutti "etica" e "diritti" ma che nella prassi concepisce solo la clientela.

      Quindi non esistono servizi "universali" e progressivi, ovvero lo Stato non interviene per tutelare effettivamente chi ha bisogno e per indirizzare gli altri verso comportamenti virtuosi. Lo Stato non si preoccupa delle funzioni necessariamente collettive. Lo Stato non esiste, non fa nulla. Demanda tutto ad altri e lo fa con l'implicita premessa che si tratta degli "amici" degli "amici". Sono le mille mafie corporative di cui sopra.

      Renzi si vanta di avere assunto centomila "precari" della scuola. Senza capire che mentre lo fa sta dicendo che è "normale" che esistano centomila precari ed è normale che vengano "regolarizzati" tramite un atto di imperio di un Caro Leader benevolo, oppure il contrario se si tratta di un altro. Cosi, senza un perché.

      Funziona tutto in questo modo. Se conosci, se hai i santi i in paradiso, se sei "qualcuno", è una cosa, altrimenti un'altra.

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    5. A proposito, ho guardato distrattamente il filmetto di Moore dove mostra interviste con persone europee sui temi "sociali" che differenziano l'Europa dagli USA.

      Nel caso dell'Italia si tratta di una coppia, lui penso dipendente statale lei non so, a cui Moore chiede delle ferie pagate. Poi visita due stabilimenti italiani con gli operai che vanno a mangiare a casa e/o godono di un ritmo lavorativo rilassato. La morale della favola è che per vivere meglio bisogna lavorare meno e implicitamente che la cosa è economicamente sostenibile.

      Tornando all'argomento di questo post, un conto è se aspetti che ti consegnino una moto Ducati, un altro è se aspetti un intervento chirurgico. Nel secondo caso l'aria di "fiesta" messicana assume tutto un altro tono.

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    6. >>>Le risorse mancano per due ragioni:
      >>> 1. lo Stato spende più di quello che raccoglie tramite le imposte. Entro certi limiti è fisiologico

      In realtà il problema sta proprio qui: NON è fisiologico manco per nulla. Poteva essere fisiologico in tempi di guerra e subito dopo durante la "ricostruzione". Poi però ci si dovrebbe un attimo fermare e ripianare, non continuare in quel meccanismo perverso. Io posso fare un debito sul momento perché devo acquistare casa per vivere, ma poi credo sia pacifico che dovrò passare i successivi anni a ripagare quel debito, non ad accumularne altri per comprare gioielli e auto di lusso. E quando una cosa perversa viene considerata fisiologica è davvero finita

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    7. Nella colonna di destra c'è un link che ti consente di aprire i grafici di Google che ho preimpostato per confrontare le variabili di PIL, Gettito Fiscale e Debito per alcuni Paesi europei.

      Se clicchi in basso a destra puoi aprire il grafico a tutta pagina e modificare i parametri come ti pare, oppure fare un grafico differente.

      Per esempio, nota che la Germania ha un Debito che in termini assoluti è leggermente superiore a quello italiano.

      Però la Germania ha un PIL che è il doppio, un Gettito Fiscale rispetto al PIL che è la metà (quindi lo Stato preleva molto meno della ricchezza prodotta) e il Debito è ancora la metà rispetto al PIL tedesco, quindi il Debito è evidentemente molto più sostenibile del nostro.

      Ci sono altri valori interessanti, per esempio a metà degli anni '90 il PIL del Regno Unito era uguale a quello dell'Italia, vent'anni dopo è di 5 mila miliardi superiore. In particolare la quella che oggi si chiama la "crisi", circa 2008-2009, ha affossato il PIL italiano ma ha fatto crescere verticalmente quello britannico.

      Divertiti a fare i tuoi confronti e le tue considerazioni.

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