venerdì, maggio 20, 2016

La Scuola, grazie ai competenti e volenterosi insegnanti

Mia nipote sta per completare la seconda elementare. Non ho capito ancora esattamente quante maestre tengono le lezioni, un numero imprecisato. Trascorre circa otto ore al giorno a scuola, cinque giorni la settimana.

Oggi guardavo mentre faceva i compiti di matematica. Passi che ancora non sa le tabelline, tipo 6x9 e che non sappia che 6x9 è uguale a 9x6,, ho provato a dirle che se non si ricorda può usare il trucco di aggiungere o togliere da un numero che sa, per esempio "6x10 - 6" ma l'ho vista perplessa.

Ad un certo punto però arriva un problema, tipo "In una scatola ci sono 32 nastri, 15 sono rossi e gli altri verdi (notare che è specificato il colore), quanti sono i nastri verdi?"

Io gli dico "dai facile, è una sottrazione".
La bimba esclama "no, zio tu non sai come facciamo i problemi". Comincia ricopiando in due colori il testo del problema, in un colore il dato iniziale e in un altro il quesito. Poi disegna dei rettangoli colorati e sotto incolonna quelli che secondo lei sono i dati, quindi scrive "32 + 17 = 49".

Prima di farmi prendere dal panico aspetto il secondo problema. "Se Mario compra 3 confezioni di acqua minerale e in ogni confezione ci sono 6 bottiglie d'acqua, quante bottiglie ha comprato Mario?"

Solita procedura, ricopiare tutto a colori, incolonnare, risposta "3 + 6 = 9".

Ora, prego notare che la bimba NON prova nemmeno a leggere e capire la logica prima di fare il conto (e vedo che conta con le dita, quindi solo addizioni e sottrazioni), segue una specie di procedura grafico-meccanica che le hanno imposto le maestre e che quando produce un risultato ovviamente assurdo (primo caso) o un po' strano (secondo caso), non suscita reazione, si fa cosi, quindi è giusto.

Altro esercizio fantastico, "mettere in ordine crescente: 3DA1H5U - 2U5DA - 6H4DA2U". Mia nipote scrive tre numeri, tipo: "25 - 35 - 62"

Io guardo e mi lambicco il cervello, che cavolo di algoritmo sta usando. Poi ho la illuminazione, per qualche motivo inspiegabile, "DA" sta per decine, "H" sta per centinaia, "U" sta per unità (una notazione anglosassone?). Quindi "3DA1H5U" significa "135" perché oltre alla codifica inspiegabile, sono anche scritti in ordine casuale. Ovviamente mia nipote ha capito l'idea solo a metà perché copia certi numeri, alcuni li salta e infine non li riordina.

Ho già scritto che siamo finiti? Ecco. Oltre la Sanità migliore del mondo che ti fornisce una visita medica sei mesi dopo la richiesta, abbiamo anche la Scuola migliore del mondo nella quale i bimbi spippolano sui furbofoni ma non sanno contare.

24 commenti:

  1. Poveri bambini.

    Comunque il problema non è che venga imposta una procedura specifica per risolvere i problemi, con tanto di colori etc.
    Il problema è che evidentemente il messaggio che passa è: "Non pensare, fai a macchinetta, viene giusto."
    Ed evidentemente i bambini non capiscono quello che leggono.

    Non so se poi è tutta colpa degli insegnanti (che spesso NON SANNO LA MATEMATICA e non la sanno insegnare, scusate, ma gli insegnati di matematica/fisica bravi sono rari). Se è che anche un insegnante si stufa e non è capace/non ha tempo di lasciare capire al bambino come funzionano le cose. Se i bambini in media sono pigri. Se è colpa dei genitori che li mettono davanti all'Ipad e pensano "Oh, come sono bravi!!!" e invece stanno solamente mettendo ostacoli al loro sviluppo. Se il cibo molto artificiale comunemente consumato comporta un peggiore sviluppo intellettuale. Etc.

    Sì, decisamente. Poveri bambini.

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    1. Questo commento mi lascia interdetto.

      La matematica che serve ai bambini delle elementari non richiede una laurea in matematica e fisica, nemmeno un diploma del liceo, si tratta delle operazioni elementari che sapevano fare i contadini di tremila anni fa.

      Somme, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni, più quel minimo di logica per tradurre un problema "quante mele rimangono?" in una operazione.

      Per cui, se i bambini non sanno fare queste operazioni, ci sono le seguenti ipotesi:
      1. i bambini hanno qualche deficit cognitivo (a me non sembra il caso).
      2. gli insegnanti non hanno tempo (mia nipote sta otto ore al giorno a scuola).
      3. gli insegnanti usano un metodo inefficace (e se ne dovrebbero accorgere).
      4. gli insegnanti non insegnano ma fanno altro.

      Inoltre, come me ne accorgo io che mia nipote fatica a mettere le cose insieme, se ne dovrebbe accorgere l'insegnante. Sarei curioso di vedere l'insieme di tutti i bambini della stessa classe a che punto si trova. Dipoi vorrei tanto sapere cosa prevede il sistema, se si sposta il problema in avanti all'anno successivo o se non si procede con gli esercizi del "quadernone" se non sono stati assimilati quelli precedenti.

      Per quello che posso vedere, i genitori di mia nipote non dicono "oh come è brava" ma al contrario la incolpano per il ritardo in matematica.

      Su questo io COME SEMPRE non sono d'accordo, se un muro viene storto la colpa è del muratore, se la pasta è scotta la colpa è del cuoco, se lo studente non sa contare o leggere la colpa è della scuola (non so dire se sia il metodo o l'insegnante).

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    2. La logica dovrebbe essere, io ti affido un bambino per tot ore al giorno e tu devi portarlo a questo livello di competenze. Se non ci riesci, non ti pago.

      E' tutto un mondo ribaltato in cui i bambini subiscono, sono soggetti, gli viene concesso il favore della frequenza scolastica. Invece no, se la Scuola non riesce ad insegnare, la Scuola non esiste.

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    3. e questo non è niente, quando passeranno all'insiemistica si entra in un'altra dimensione...

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    4. Enio, se non sai fare le operazioni fondamentali non puoi fare niente altro. E' come non sapere leggere e scrivere.

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    5. Li tirano su creando già da bel principio degli analfabeti funzionali... Però non è solo colpa dei maestri: i programmi scolastici sono osceni.

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    6. Giulio, due cose.

      Primo, chi deve sollevare il problema dei programmi scolastici, gli insegnanti oppure lo devo sollevare io che non ne so nulla?

      Dubito che perfino i genitori ne sappiano qualcosa, visto che non credo ci sia un momento in cui questi programmi vengono illustrati al "popolo".

      Secondo punto, che si incardina nel primo.
      Alle ennesime manifestazioni di protesta della Scuola, come mai io sento urlare di "lavoratori" e di "diritti" e nessuno fa un fiato sui programmi scolastici e sul fatto che gli Italiani sono mediamente analfabeti?

      A questo aggiungo che il Caro Leader Renzi, a cui vanno riconosciute le imprese di sindaco di Firenze e Segretario del PD, si vanta di avere assunto centomila insegnanti, di avere regolarizzato i precari, insomma ancora, si rivolge ai "lavoratori" e non dice nulla sui programmi scolastici e gli Studenti. Ah no, scusa, dimenticavo il "bonus per la Cultura", i 500 euro distribuiti a cazzo. Eppure anche lui ha dei figli e la moglie è insegnante.

      Niente, evidentemente è tutta colpa mia.

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    7. Lo ripeto, perché è di una certa importanza: la moglie di Renzi fa l'insegnante.

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  2. Potrei dirti un po' di cose che ti aiuterebbero a comprendere la questione e cercare almeno in parte dei rimedi, ma tu le rifiuteresti per partito preso. Dunque, lasciamo le cose come stanno.

    P.S. Se la scuola pubblica è penosa, per chi crede sia meglio potrebbe essere una soluzione ricorrere a quella privata (ormai l'anno è finito, ma tra qualche mese ne comincia uno nuovo). Un'alternativa potrebbe essere ricorrere all'istruzione "in proprio", che è prevista e praticabile anche se praticata assai marginalmente e, in genere, con risultati pessimi.

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    1. MrCoso, un paio di post fa Elena mi dice che la professione del medico è diversa da tutte le altre e che i medici poverini cercano di assolvere la loro missione filantropica contro ogni sorta di vessazione.

      E non esiste la mafietta corporativa dei medici, no no, è un concetto risibile.

      Eccoci qui a sostenere che fare l'insegnante è un mestiere diverso da tutti gli altri e che gli insegnanti poverini si sforzano di assolvere la loro missione filantropica contro ogni sorta di vessazione.

      Io guardavo mia nipote fare i compiti perché era a casa da scuola, siccome gli insegnanti erano impegnati in uno sciopero.

      Perché non esiste la mafietta corporativa degli insegnanti, no no, sono io che non comprendo la questione e rifiuto per partito preso.

      Fatto sta che mia nipote alla fine della seconda elementare non sa dirmi quante mele rimangono. No, non c'è niente nell'universo che tu possa scrivere che mi convinca che non dipende dagli insegnanti. Il guaio è che io non posso rifiutarmi di pagare lo stipendio a detti cialtroni, sono costretto manu militari. E' un loro "diritto" scioperare per le rivendicazioni sindacali mentre gli studenti non sanno contare.

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    2. Ah, quello di procedere "privatamente" è il sistema che si adopera con la Sanità, ovvero, siccome le strutture pubbliche ti dicono che per una visita devi aspettare sei mesi, vai nello studio del medico o anche "intra moenia", pagando la parcella.

      Sono abbastanza sicuro che pagare degli insegnanti privatamente, come si faceva nella antichità col precettore, sarebbe molto più efficace.

      Ma c'è una differenza ridicola: mentre io non ne so abbastanza per curarmi da solo, oltre la impossibilità meccanica, potrei benissimo insegnare a mia nipote a leggere, scrivere e fare di conto. Mettiamo che ci voglia un metodo, il tempo di fare una ricerca su Internet e mettere insieme il materiale. Alla fine mica stiamo parlando di "rocket science", come dicono gli americani, stiamo parlando di "quante mele rimangono".

      Si si, andiamo avanti con "Bella Ciao", va...

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    3. A proposito, leggevo ieri che i figli dei capoccioni comunisti tipo Veltroni e D'Alema, studiano tutti negli USA.

      Perché la nostra Istruzione Pubblica è la migliore del mondo, si sa. Vuoi mettere con quelle scuole private coi risultati pessimi?

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    4. Tralasciando tutto il resto, che è inutile discutere con chi ha già deciso, mi soffermo su questo:

      Lorenzo: "potrei benissimo insegnare a mia nipote a leggere, scrivere e fare di conto"

      Assolutamente sì, ed è una possibilità prevista per legge. Dai seguito alle tue parole e fallo.

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    5. Va bene io do seguito alle mie parole e mi sostituisco agli insegnanti.

      Quindi da domani sono esentato dal pagamento delle imposte con cui vengono pagati gli stipendi dei dipendenti della Pubblica Istruzione?

      Oppure no, perché questa possibilità non è prevista per legge?

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    6. Faccio un ulteriore sforzo: il gettito fiscale italiano, cioè quanto lo Stato raccoglie con le imposte, rispetto al PIL è il doppio di quello della Germania.

      Tra l'altro, questo inquadra la comicità della solita tiritera sulla "lotta alla evasione fiscale".

      Poi mi si viene a dire che si spende troppo poco nei Servizi Pubblici e che nonostante i "tagli", in Italia abbiamo le "eccellenze". E' assolutamente falso, è esattamente il contrario.

      Spendiamo una enormità rispetto al rendimento della Amministrazione Pubblica e questo succede perché la suddetta Amministrazione ha proprio questo scopo, spendere il più possibile.

      Mi devo sentire dire che devo dare seguito alle parole coi fatti. Certo, come no. Se lo facessi, finirei in galera.

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  3. Lorenzo: "Quindi da domani sono esentato dal pagamento delle imposte con cui vengono pagati gli stipendi dei dipendenti della Pubblica Istruzione?"

    Non mi risulta. Un po' per la stessa ragione per la quale a mia volta pago per un sacco di servizi e "sostegni" dei quali non usufruisco e non usufruirò in conseguenza di mie scelta di vita o delle circostanze. Questa è la natura della fiscalità (e, bada bene, non sto dicendo che sia una cosa giusta). Per dire, l'istruzione di tua nipote la pago pure io, nei limiti della mia quota. E pago pure una quota per il completamento (ha, ha, barzelletta) della Salerno-Reggio Calabria e per la sua tenuta in esercizio, benché non ne usufruisca. La lista degli esempi potrebbe allungarsi all'infinito senza portare a nulla.

    Il mio suggerimento di provvedere in proprio all'istruzione di tua nipote non è una provocazione. Faresti bene a cominciare dall'anno prossimo, però, per evitarle uno "strappo" troppo repentino con l'attuale quotidianità. Nel frattempo potresti informarti sul "meccanismo" da seguire e sui contenuti ai quali dedicarti per non infrangere i dettami di legge.

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    1. Avevo un piccolissimo dubbio che tu ci facessi, invece ci sei.

      Ripeto:

      1.
      Io non ho la potestà su mia nipote, la vedo ogni tanto (in questo caso perché la scuola era chiusa per sciopero), quindi non posso cominciare a fare nulla.

      Dipende dai genitori. I quali, come la stragrandissima parte dei genitori, parcheggiano i figli all'asilo e a scuola per quanto più tempo possibile, lamentandosi che il lavoro e gli impegni non concedono alternative. Il risultato è una specie di accordo implicito, tipo "fate quello che volete, basta che mi tenete i figli tutto il giorno".

      2.
      No, questa non è la "natura della fiscalità".
      Tutti gli Stati utilizzano le Imposte e il Gettito Fiscale per provvedere i servizi fondamentali. Ci sono due elementi che poi differenziano ogni Stato in maniera catastrofica, ovvero quanta parte del PIL viene requisita dallo Stato e come lo Stato spende le risorse requisite. Nel caso nostro, lo Stato requisisce una quantità sproporzionata della ricchezza prodotta e semplicemente la sperpera nelle famose "politiche kaynesiane", nella versione cialtrona/messicana delle medesime, ovvero con l'assistenzialismo.

      La Istruzione non ha lo scopo di investire una quota di risorse nel formare nel modo migliore possibile gli studenti. Ha lo scopo di pagare quanti più stipendiucci e pensioncine possibile, meglio se ad impiegati meridionali. Perché l'Italia è il paese dove esiste la qualifica professionale di "insigne meridionalista".

      3. la "legge" se ne frega se mia nipote sarà analfabeta. Milioni di Italiani, perfino laureati, sono di fatto analfabeti. Non per modo di dire, sul serio. Quello che interessa alla "legge" è SOLO che io sia obbligato a pagare le imposte, punto.

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    2. Mmm... da quel che dici... prova a ipotizzare che tua nipote sia quel che è magari, forse, chissà, anche per via dei genitori leggermente assenti. Tu stesso, sempre da quel che dici, non sei molto più presente (del resto non è tuo compito).

      Restando sul positivo e ignorando l'insulto idiota con il quale hai iniziato la tua risposta: se ai genitori non interessa altro che "parcheggiare" la figlia, prova a parlare loro -- magari sarebbero pure contenti di "parcheggiarla" dallo zio, che sicuramente stimano conoscendone le qualità, affinché le fornisca un'istruzione migliore di quella che può ricevere a scuola. Le norme sull'istruzione parentale non riguardano necessariamente i genitori, perché è previsto che questi possano ricorrere all'aiuto di chiunque ritengano opportuno.

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    3. No no, nessun "insulto", un constatazione. Sei pienamente qualificato per fare il dipendente pubblico.

      Hai appena scritto che se mia nipote andrà in terza elementare senza sapere contare la colpa è dei "genitori assenti". Evidentemente non bastano OTTO FOTTUTE ORE AL GIORNO dentro la scuola per farglielo imparare.

      Sulla tua insistenza che io debba sostituirmi alle maestra, l'hai già scritto e riscritto, faceva pena la prima volta, potresti per cortesia smetterla che non mi serve ulteriore tristezza?

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    4. Tempo fa, un tal Nottebuia ti attribuì tratti autistici, ed io osservai che era una affermazione un poco improvvida. Affermò quindi che è vano sperare di poter effettivamente comunicare con chi ha caratteristiche di quel genere e che, di conseguenza, avrebbe rinunciato. Gli diedi torto.

      Aveva ragione. Seguirò il suo esempio.
      Continua a parlare da solo.

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    5. Con una tastiera qualsiasi pirla diventa scienziato.

      Non so nemmeno da dove cominciare, se dal fatto che questo è un blog, contrazione di un termine inglese per "diario sul Web", oppure dal fatto che tu non sai nemmeno cosa significa "tratti autistici" ma pensi che il parolone ti dia un'aria più attendibile.

      Valà, meno male che esistono i concorsi, sia per NotteCoso che per te.

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  4. Lorenzo: "Mi devo sentire dire che devo dare seguito alle parole coi fatti. Certo, come no. Se lo facessi, finirei in galera."

    No, è una possibilità prevista per legge. Fai una ricerca con la chiave "educazione parentale" per reperire le fonti normative in merito, oppure rivolgiti al Dirigente Scolastico della scuola di tua nipote e chiedi come "muoverti". Non ne conosco direttamente, ma credo che ci siano anche associazioni che si occupano della materia e che potrebbero darti delle "dritte" interessanti. Non rinunciare, perché è davvero una possibilità.

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    1. Vedi sopra. E' una possibilità per i genitori, non per gli zii. I quali zii possono solo mettere una parola qui e una li.

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