lunedì, giugno 27, 2016

Finalmente mi spiegano la Brexit

Riprendendo il fenomeno del post precedente, ecco un altro articolo che capita per caso sul Corriere (e lo ripeto, il Corriere):
Brexit, Onfray: «L’Europa viene spazzata via? È tutta colpa delle élite»

In sostanza, il problema è il Capitalismo. La soluzione quale potrà mai essere, se il Capitalismo è il problema? Ovvio, come dice Veltroni sotto, "... il coraggio di progettare una nuova società". E come dovrà essere questa "nuova società"? Altrettanto ovvio, "... giustizia sociale, equità, opportunità, diritti".

Quindi, ricapitolando, finalmente capisco. Quello che non funziona nella Unione (Sovietica) Europea è il vecchio malefico Capitalismo e quello che dobbiamo fare è lasciare che la "sinistra", nella persona dei leader illuminati, fisicamente, moralmente e intellettualmente superiori, progetti e realizzi una "nuova società".

Gli ignorantoni che si ostinano a non adeguarsi, a non facilitare, a protestare, ad incazzarsi perché si vedono espulsi da casa propria da milioni di immigrati, che vedono tutte le certezze e le tradizioni (famiglia, casa, lavoro, salute) demolite per fare posto alla "nuova società", in realtà non sanno cosa vogliono e i leader della "sinistra" glielo spiegano. Se non basta, glielo impongono a forza. Vogliono meno Capitalismo e più "giustizia sociale".

Finalmente tutto mi è chiaro. Grazie Corriere.

Pensare che ci sono dei mafiosi in galera solo per avere ammazzato delle gente quando altri sono in giro a rispondere a queste interviste del Corriere.

20 commenti:

  1. Il punto debole è sul Capitalismo. Lorsignori lo vogliono eccome, e non gli basta mai. Le altre appendici servono appunto perché la bestia ha sempre fame..

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    1. Tra l'altro, ampliando leggermente il discorso, il Corriere ultimamente è insopportabile e repellente in ogni sua riga di inchiostro virtuale.
      Ad esempio:
      http://www.corriere.it/opinioni/16_giugno_28/gli-azzurri-sono-poco-multietnici-aca1c238-3c9c-11e6-9ec4-cc8bddb9414f.shtml

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    2. Quale migliore dimostrazione che dietro c'è una regia, per tutte le cose che "accadono naturalmente" e tutti i cambiamenti nel "costume".

      In questo caso non è nemmeno difficile dare un nome e un cognome, almeno al primo livello.

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    3. Considerate che il Corriere guarda a quella parte "media e alta" della piramide sociale che crede ancora che il globalismo possa diventare occasione di arricchimento, a dispetto dell'impoverimento che arriverà anche ad esse o è già arrivato (mi hanno detto che interi distretti nel triveneto, come quello della produzione di sedie, sono stati annientati dalla competizione globale).
      Dalla Mercedes 500 al nulla.

      Quindi concima le menti con la propaganda al pensiero unico. non classe lavoratrice ma comunque sempre lobotomizzati.

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    4. UomoCoso non fare confusione. Un conto è il "globalismo" come "chiudo l'azienda in Italia, mando a fare in culo tutti i dipendenti e apro in Indonesia, tramite una società anonima offshore", un altro è il "globalismo" come:
      Il suk di San Donato

      La parte "media e alta" è quella dei Francesco che quando gli dicono della "nazionale multietnica" dovrebbe pensare alla figlia che gli porta un nigeriano in casa. Non è quella dei Moratti che parlano con diecimila tic, quelli si sposano tra di loro.

      Faccio finta di non avere letto la espressione "classe lavoratrice", perché altrimenti dovrei rifarti il solito pippone sul fatto che hai ancora i piedi bloccati nel cemento.

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    5. Ah, volevo dire un'altra cosa.
      Che in Triveneto si faccia fatica a produrre sedie è un attimo meno grave rispetto al fatto che in TUTTA l'Europa non si produca nessun prodotto elettronico. Ovvero, non siamo tanto dipendenti dalle sedie cinesi ma dipendiamo per potere scrivere qui.

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    6. "classe lavoratrice".
      Allora, se devi smontare le fanfaluche marxiste, non puoi esimerti dall'usare il loro linguaggio.
      "classe lavoratrice" è come "biondi" oppure "tifosi del Genoa" etc. ovvero un'astrazione che ha un significato in un contesto specifico e che fuori da esso non vuol dire un cazzo. Certo, la mistica dei kompagni l'ha reso un valore (ihihih) i9n sè, come dire che "i golosi di pizza margherita" siano un valore in sé.
      Ecco, se si scrive "la classe dei golosi di pizza margherita" si rende evidente l'idiozia del ragionamento e quindi l'abuso del termine.
      Del resto sono i cialtroni che con fassista indicano tutto e il contrario di tutto.

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    7. Perché non posso esimermi da usare il linguaggio marxista per smontare il marxismo? Ma cosa diavolo scrivi?.

      La "classe lavoratrice" è un concetto che esiste solo dentro il marxismo e siccome io ne rimango fuori evito di usare queste espressioni. Per falsificare il marxismo non è affatto necessario starci dentro, sarebbe come dire che per curare la lebbra un medico deve essere lebbroso.

      I golosi di pizza forse esistono. La classe lavoratrice non esiste. I primi appartengono all'universo fisico, la seconda è pura metafisica, come che ne so, gli arcangeli.

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    8. Se tu devi insegnare l'italiano ad un finlandese, come gli parli? In italiano o in finlandese, a lezione di italiano?

      La classe è un insieme caratterizzato da una proprietà che ne definisce l'appartenenza.
      La classe dei tricicli, la classe del '99, la classe lavoratrice. Il problema è che se tu prendi un elemento dalla classe lavoratrice l'unica cosa che puoi dire, matematicamente, è che è una persona che lavora e distinguerla da persone che non lavorano. Il problema è che i marxisti ne traggono mille altre conclusioni che non c'entrano una mazza.
      Nel distinguo filologico tra destra e sinistra storiche, si può dire che la destra storica, aristocrazia e possidenti terrieri non lavorassero: ma anche questo non è proprio vero visto che a quel tempo facevano lavori intellettuali invece di manuali.

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    9. Mamma mia UomoCoso, che pena quando provi a fare del sofismo. Non è il tuo pane, dai retta.

      La prima frase contiene "n" errori. Primo, il concetto di "insegnare" presuppone che ci sia uno che vuole "imparare". E non è il nostro caso. Secondo, il fatto che il marxismo sia tecnicamente fallato (v. come si determina il "valore") e praticamente non funzioni (v. il "socialismo reale"), non si deve insegnare perché è una semplice constatazione. Terzo, nei corsi di italiano si parla in italiano, altrimenti non serve a un cazzo (v. lingue nella scuola italiana).

      Lo so meglio di te cosa significa il termine "classe". Quello che tu però non sai sono le conseguenze dei Teoremi di Incompletezza di Godel. Semplificando, significa che una costruzione logica apparentemente coerente, come la matematica, in realtà è matafisica, ovvero si fonda su postulati e concetti primitivi che non si possono dimostrare ne veri ne falsi. Esattamente come il marxismo.

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    10. Veniamo alla frase "una persona che lavora". Bisogna definire il concetto di "lavoro". Nel marxismo si idealizza "l'uomo naturale" per il quale il lavoro è l'attività necessaria alla sussistenza e poi dispone a piacimento di tutto il resto, poi si deriva il concetto che qualsiasi cosa si interponga tra lo stato naturale e l'uomo sia un atto malvagio di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

      Quindi il "lavoro" è tanto più "lavoro" quanto meno il "lavoratore" è in condizione di decidere del suo tempo, ovvero, quanto più del suo tempo gli viene sottratto da chi lo sfrutta.

      E' chiaro che esistono "n" livelli di "lavoro sfruttato" e Marx mette al livello 0 il "proletariato". La sua idea sarebbe di ribaltare il meccanismo facendo in modo che il proletariato si impadronisca dei livelli interposti tra se e la "natura", tecnicamente i famosi "mezzi di produzione" e a quel punto si crea il cortocircuito della fine delle "n" classi e il ritorno allo "stato di natura" per cui ognuno fatica solo lo stretto necessario e per il resto è libero.

      Tralasciando tutti i mille problemi di questa idea ne dico solo due, palesi e semplici. Primo, il fatto che il proletariato non esista. L'operaio della FIAT era un contadino meridionale che si trasferiva a Torino perché lo stipendio dell'operaio FIAT a quel tempo era IL DOPPIO di quello di un impiegato comunale. All'intero della FIAT poi ci sono X mansione e livelli, ognuno dei quali con un suo rapporto tra mansione e retribuzione. Il concetto di "classe" perde qualsiasi senso quando è troppo generico (es. classe essere umano) e nello stesso tempo troppo specifico (es. addetto trapano levogiro pincopallato di secondo livello). L'altra obiezione è la vecchia e sempre nuova "chi decide?". Ovvero, data la "classe" dei Pincopalla, chi prende le decisioni per tutti i Pincopalla? La democrazia assembleare ha degli ovvi limiti topologici, implica dovere eleggere dei delegati. Quindi fin da subito crei "n" sottoclassi o sopraclassi.

      Riguardo la aristocrazia, in origine erano le classi guerriere delle tribù germaniche che si erano imposte sopra i nativi gallo-latini. Non era diverso nella antica Grecia, quando un Popolo invadeva una regione e sottometteva gli abitanti, vedi gli Spartani con i Messeni. In poche parole, in origine il mestiere dell'aristocratico era quello delle armi, la guerra.

      Torniamo al concetto di "lavoro". Non si tratta di "lavoro manuale" ma di "lavoro indiretto". Spaccare la legna per riscaldarsi nell'idea marxista è "buono e giusto", mentre spaccare la legna per conto di qualcuno che ti paga una moneta ogni tot metri cubi di legna, è "cattivo e ingiusto", per via del "delta" tra il "valore" della legna e il "valore" della moneta. E più il lavoro è "indiretto", per es. accudire un macchinario che fa pezzi di altri macchinari, eccetera, tanto più è "male" sempre per via dell'accumularsi del "delta" ad ogni passaggio tra la forgia e chi usa il prodotto finito.

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    11. L'unica ragione per parlare "marxista" con i "marxisti" è la necessità di accattivarseli. E' un po' un trucco da venditore, quello solito di creare una "empatia" fittizia col possibile cliente.

      Ma vedi, tutto parte da un diverso presupposto, tu vuoi qualcosa da questa gente, io invece non voglio niente da loro.

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  2. il mondo è fatto a scale purtroppo c'è chi scende e c'è chi sale sfruttando le disgrazie altrui

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    1. Enio, questo concetto presume che le "disgrazie" siano accidenti.

      Non che le "disgrazie" siano quelle che ti capitano quando non sottoscrivi la "assicurazione" che ti propongono gli "amici degli amici". Quel tipo di disgrazie le fanno capitare di proposito.

      Ecco, io trovo incredibile che questi personaggi della "sinistra" non solo vengano pubblicati sul Corriere (ripeto, guardare chi sono gli azionisti) ma che si atteggino a profeti, quelli che hanno la soluzione ai problemi, invece che nascondersi in qualche buco prendendosi le responsabilità.

      Del resto, insisto, cantavano Bella Ciao per festeggiare Sala Dettobeppe sindaco, cantavano Bella Ciao quando lo volevano appeso per i piedi per via dell'EXPO. La ragione è morta da lunga pezza.

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    2. eh, c'hai raggggione, piccoli passi verso il NWO.

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  3. L'Ideologia marxista ha saputo riciclarsi con intelligenza. All'origine c'era il messianismo cristiano e cattolico. L'egualitarismo e il pauperismo salvifico erano aspetti del totalitarismo ideologico della chiesa "cattolica" origine di tutti i totalitarismi dietro quel pensiero cattolico "moderno" rappresentato dai gesuiti in cui non mancava -unito al totalitarismo- l'aspetto militaresco dell'organizzazione e la propaganda -aspetto tipico della modernità-. Il marxismo è stato totalitario quanto il fascismo, ma con ideali più simili al cattolicesimo e al cristianesimo.L'aspetto umanistico, basato su un antropocentrismo spirituale a cui sacrificare la terra e tutto il creato (in quanto creato ad uso e consumo dell'uomo) è stato l'aspetto nichilistico del cattolicesimo e del marxismo. Oggi il marxismo si è trasformato nel globalismo terzomondista che assicura la distruzione della vecchia società capitalista e la collaterale devastazione del pianeta. La sovrappopolazione, le migrazioni, le crisi economiche e le guerre civili sono aspetti che stanno cambiando il mondo come ai partiti comunisti non è mai riuscito con le lotte rivoluzionarie.

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    1. Dipende tutto dalla definizione di "intelligenza".

      Prima cosa, il Cristianesimo dovrebbe in teoria essere una setta eretica dell'Ebraismo a cui sostanzialmente aggiunge la figura del Cristo figlio di Dio e i Vangeli.

      L'Ebraismo e il Cristianesimo di perse non sono affatto "pauperisti", prova ne sia il fatto che non solo i Cristiani non si spogliano dagli averi normalmente, Francesco fu interdetto dai familiari quando lo fece, anche la Chiesa è tutto tranne che povera.

      Il "pauperismo" è la conseguenza del fatto che il Cristianesimo non propone nessuna alternativa allo stato delle cose. Quindi se sei povero, povero rimani. Invece promette che, a prescindere dal fatto che tu sia ricco o povero, se ti conformi alla volontà di Dio, dopo la morte ti verrà dato un premio. Gesu non ha mai detto che tutti devono condividere i propri averi. Ha chiesto solo ai discepoli di abbandonare le proprie vite per seguirlo, in teoria corrisponde ai voti del clero.

      Il "marxismo" invece si propone l'esatto contrario, ovvero, dopo avere fornito una descrizione del "mondo" secondo i "rapporti economici" tra "classi sociali", propone di abbattere questi rapporti per rifondare il mondo sulla abolizione delle "classi sociali". Per ottenere questo scopo la "classe" dei "proletari" (in origine) e dei "lavoratori" (col successivo operaismo), doveva espropriare le altre classi con le armi e imporre la famosa "dittatura del proletariato".

      Siccome Marx non ha lasciato detto chi avrebbe preso le decisioni nella "dittatura del proletariato", si addivenne all'espediente leninista di attribuire il "ruolo guida" al Partito Comunista, i cui apparati avrebbero deciso per conto del Proletariato fino a che non si fosse realizzata la rivoluzione planetaria e il Proletariato avesse maturato la piena coscienza. Siccome questo momento non arrivava mai, il Comunismo diventava una monarchia ereditaria come in Corea.

      Comunque, è importante capire che:
      1. il Cristianesimo non vuole cambiare il mondo, gli ultimi devono stare buoni fino all'eventuale Regno dei Cieli.
      2. il Marxismo vuole rifare il mondo, gli ultimi devono prendere le armi, sottomettere o sterminare i "nemici di classe" e poi affidarsi ai funzionari del Partito.

      Il "terzomondismo" ha preso il posto dello "operaismo" nelle testoline dei famosi "radical-chic". Ma sempre di guerra si tratta.

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