martedì, luglio 05, 2016

Conferma, putroppo

Siete degli idioti o dei pazzi. Solo un idiota o un pazzo può concepire lo "assessore alla felicità".

Sopratutto considerato che nel frattempo stanno collassando i servizi essenziali come la Sanità.

Non pensiate che sia un caso,
... infatti è scritto nel programma del sindaco Sala la "ricerca delle felicità nella Milano per tutti".
Vale la pena di ribadire, il compito del Sindaco di Milano, prego notare trattasi di "ricerca della felicità" e "Milano per tutti". Il grado di delirio, di sconnessione dalla realtà, di irrazionalità e in ultimo, di menzogne e paradossi, è inconcepibile. Non mi capacito che esista gente che queste frasi le prende sul serio, che ci trovi dei contenuti, un senso.

6 commenti:

  1. Pensa che questa vaccate della felicità per tutti, se ricordo bene, è pure nella costituzione de Lo Stato Canaglia.
    A quanto pare i coglioni (che sono dei furbastri per altri coglioni) non esistono solo in Italia.

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    1. E' una cosa completamente diversa. La significa che compito dello Stato è garantire le stesse opportunità a tutti gli individui. In considerazione dei tempi a cui risale, significa che si tratta di uno Stato costituito dalla Borghesia mercantile.

      Qui da noi invece, sempre a causa del contesto da cui proviene l'idea, significa che lo Stato garantisce ad ogni essere umano, non solo ai cittadini, il "benessere" togliendo le opportunità. Il concetto è tipicamente comunista, cioè si elimina la libertà individuale e il concetto di "benessere" individuale per ottenere una ipotetica "libertà collettiva" e il "benessere collettivo", vedi alla voce "sociale".

      Diciamo che portando le due impostazioni all'estremo, la prima significa la massima diversificazione, la seconda la massima equalizzazione.

      Da cui, i "Milanesi" (altra figura retorica vuota di significato) quando dicono "assessore alla felicità" intendono "assessore all'equalizzazione", non a caso la frase del sindaco è "felicità nella Milano per tutti", ovvero una condizione collettiva il cui presupposto è l'uniformità.

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    2. Il dramma è che allo stato attuale non siamo più nelle condizione di togliere al ricco per dare al povero, siamo nella condizione della zattera e del razionamento di risorse sempre più scarse.

      In questo consiste il delirio. E' sempre la stessa solfa della "austerity" che ammazza l'economia contro gli "investimenti" che aumentano indefinitamente il PIL.

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    3. Il concetto de "la felicità sempre" è bacato.
      La felicità esiste solo se esiste l'afflizione, il pendolo va da una parte quanto dall'altra. Se non vuoi l'afflizione, il dolore, allora devi rinunciare alla felicità, gioia, piacere e puntare al distacco, all'atarassia, ovvero al pendolo quasi fermo.
      Siamo nella volgare linearizzazione, nel dimezzamento della realtà, le mezze verità così care alle religioni monoteistiche e alle nuove forme che subentrano a quelle tradizionali massoneria, ugualismo, etc.).
      I diritti non esistono, men che meno quello alla "felicità".
      Qui è tutto bacato, una intero insieme di credenze e sillogismi assurdi e pure ciò che segue da essi.
      Da assiomi bacati non può che derivare una teoria bacata.

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    4. UomoCoso, la tua esegesi è superficiale.

      Primo, la Costituzione di Jefferson non dice che la "felicità" è un "diritto", dice che è un diritto la facoltà di "inseguire la felicità". Il concetto non è statico, al contrario, si tratta di un divenire e il diritto consiste nella assenza di vincoli a questo divenire.

      Secondo, la tua idea di "diritto" è quella della vulgata italiana e tu assumi a torto che sia un concetto universale. Non è cosi, è una delle tante falsificazioni del marxismo.

      In Italia "diritto" significa "qualcosa che lo Stato deve garantire, assicurare, facilitare".

      Nell'America del '700 il "diritto" era esattamente il contrario, cioè "qualcosa che il Governo non deve conculcare, impedire, ostacolare". Essendo "naturale", fa parte della natura umana e Jefferson si assicura soltanto che il Governo NON INTERFERISCA con la normale propensione degli individui ad andare la dove più gli piace o dove hanno la loro utilità (le due cose alla fine coincidono).

      La religione non c'entra nulla perché Jefferson si riferisce alla filosofia classica, quando indagava sulle ragioni dell'agire.

      Viceversa, il marxismo è una ideologia dell'odio, parte dall'assunto che l'essere umano sia naturalmente malvagio e che la funzione dello Stato sia quella di imporgli dei vincoli e dei percorsi obbligati che risultino economicamente e meccanicamente virtuosi.

      Direi che, se togli le considerazioni di natura "morale", la Storia ha emesso il suo verdetto tempo fa.

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    5. Da quanto sopra deriva: la Costituzione di Jefferson è la base della "democrazia liberale" che è ovviamente una organizzazione nata dalla borghesia mercantile. Il suo problema è la mediazione di "n" interessi contrastanti, ovvero la necessità che il Governo funga da arbitro tra UomoCoso e Lorenzo che si pestano i piedi inseguendo ognuno la propria felicità a danno dell'altro.

      L'idea socialista/marxista è ovviamente incompatibile con la democrazia liberale (al netto della Lotta di Classe) proprio perché non devono esistere interessi contrastanti, tra gruppi, tra individui, tutto deve essere equalizzato, neutralizzato, uniformato. Inoltre, siccome il "popolo" non è in grado di badare a se stesso, gli deve essere impedito di prendere decisioni e di agire indipendentemente (vedi oggi la faccenda del "populismo"). Il problema è che, proprio per l'assunto sui "diritti naturali", il vivere "socialista/marxista" è contrario alla natura umana, conculca i "diritti" fondamentali.

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