giovedì, agosto 25, 2016

Il prossimo terremoto

Centro Italia - 2016

Friuli - 1976

Da quando sono al mondo avrò assistito ad una decina di terremoti. Uno ogni cinque anni più o meno.
Una cosa che mi infastidisce abbastanza è la commedia della "disgrazia" a cui segue la commedia della "ricostruzione".

La "disgrazia" serve a lavarsi le mani dal fatto che tutti sanno che in Italia ci sono terremoti di continuo, tutti sanno che gli edifici non possono sopportare un terremoto, eppure facciamo tutti finta che il problema non esista. In particolare, la cosa veramente patetica è la retorica sullo "speculatore edilizio" che costruisce le case risparmiando sui ferri e sul cemento, quando ci sono interi paesi costruiti in epoche in cui gli Italiani morivano letteralmente di fame, con sassi di fiume e legna del bosco, paesi che oggi sono tenuti insieme dagli strati di intonaco. Lo dico con cognizione di causa perché mia mamma al suo paese possiede un piccolo appartamento al terzo piano di una palazzina costruita ai primi del '900, che ogni volta che ci entro mi faccio il segno della croce. Muri portanti fatti di ciottoli, crepe, travi di legno e soffitti di canne, se salti in mezzo alle stanze il pavimento va su e giù.

Si, molti quartieri delle città sono fatti di palazzi in cemento armato e mattoni costruiti durante il boom economico che sono orrendi e probabilmente anche pericolosi. Ma i centri storici di tutti i paesi, che fanno tanto cartolina, sono fatti di niente, dovrebbero essere dichiarati INAGIBILI prima che capiti la "distrazia", non dopo. Non si fa perché nessuno vuole affrontare la questione.

La "ricostruzione" serve a cancellare, ad archiviare il problema. La "ricostruzione" è la cerimonia funebre con cui si seppelliscono i morti e i vivi ci mettono una pietra sopra, per continuare a vivere dimenticandosi del problema. E' un FALSO-FARE, cioè si straparla di "fare" dopo quello che bisognava "fare" prima. La logica economica è ovvia, "ricostruire" dove c'è stato un crollo inevitabile, sul momento costa meno che "ricostruire" ovunque, la dove il crollo ancora non c'è stato.

Italiani, basta fare finta di non sapere che la casa tanto carina che ha costruito il bisnonno cent'anni fa è una trappola mortale. Tanto a me non capita, capiterà a qualcun altro. Se oggi le auto hanno gli pneumatici invernali e estivi, sistemi di frenata assistita, telai che assorbono per quanto possibile gli urti, l'airbag, le cinture di sicurezza, è perché andare in giro dentro una scatola di metallo che si muove molto velocemente E' PERICOLOSO. Lo stesso vale per le case, sono pericolose anche se non si muovono. Case di cent'anni fa sono come auto di cent'anni fa. Con una aggiunta ulteriore: cent'anni fa l'auto era un prodotto tecnologico di lusso, il meglio della tecnologia dell'epoca, invece le case si costruivano come si poteva. L'edilizia da sempre è il settore più tecnologicamente arretrato e dove vengono richieste poche competenze professionali.

Lo so che ci sono cento motivi per non fare niente e continuare come abbiamo sempre fatto, con il sistema del "tocca a chi tocca". C'è la retorica del "patrimonio culturale" rappresentato proprio da quegli edifici che dovremmo evacuare e demolire. C'è il problema che gli Italiani hanno investito risparmi di generazioni per comprare case che nel frattempo hanno assunto un valore "commerciale" che non corrisponde al valore reale, materiale. Soprattutto ci sono i due problemi che condizionano qualsiasi cosa, compreso questa. Siamo indebitati all'inverosimile e continuiamo ad indebitarci sempre di più, quindi non riusciamo più a sostenere nemmeno il normale funzionamento dei servizi pubblici, figurarsi una impresa biblica come ricostruire l'Italia. Gli amministratori sono incapaci di gestire problemi molto più circoscritti.

A questo punto scatta la terza commedia, quella per cui quando prendiamo atto che siamo incapaci di affrontare un problema, ci viene detto che la soluzione consiste nello spostare la responsabilità ad un "livello superiore", quindi mi aspetto che anche i terremoti prima o poi diventino un "problema europeo".

Un'ultima cosa:
Scrivere una "normativa" e poi pretendere che gli edifici vengono "messi a norma" ovviamente non ha nessun senso. Io posso anche dire all'ospedale Niguarda che deve "mettersi a norma" ma l'ospedale, inaugurato nel 1939 da Mussolini, dovrebbe essere abbattuto e ricostruito, quindi alla fine della fiera non si fa niente, se non interventi di restauro e si spera che nessun terremoto vada a verificare lo stato dell'arte. Non parliamo delle scuole, che di solito sono i primi edifici ad essere demoliti dai terremoti.

Edito, ecco alcuni dati: Friabili e vecchie di un secolo: le case che cedono al sisma
Secondo il censimento del patrimonio abitativo, realizzato dall’Istat nel 2011, il 14% degli edifici risale a prima del 1919, il 10% è antecedente la fine della seconda guerra mondiale, il 36% appartiene agli anni del boom (1946-1971), il 26% risale a dopo il 1982. Ad Accumoli no: il 60% delle 292 case è stato costruito prima del 1919. E ad Amatrice, su 1.301 fabbricati in piedi fino all’altra notte, 498 risalivano a prima della Grande Guerra e altri 156 a prima del 1945. Arquata del Tronto replica il canovaccio: il 42% di ciò che c’era (691 fabbricati) esiste da almeno un secolo.
Da queste parti il calcestruzzo armato è merce rara. L’80% delle case e degli edifici pubblici è realizzato in muratura (la media italiana è il 60%). Non sarebbe di per sé un problema se non fosse che qui muratura vuol dire calcare, oppure ciottoli, con appena un po’ di malta di calce. Tutto l’Appennino rurale è fatto così...

Edito ancora: impazzano gli "esperti" di ortodossia toscano-comunista, ospiti fissi di RAI3 o dipendenti di qualche ente statale o parastatale. I tuttologi insistono su due punti, uno l'ho citato sopra, guai agli speculatori evasori fiscali nemici del proletariato, cosa che ci potrebbe riguardare se nei paesi non si trattasse di edifici di cent'anni fa, l'altro punto ricorrente è quello delle "catene", usate in certe località dai primi del '900 per consolidare edifici in muratura. Cosa sono le catene? Sono dei tiranti con delle barre metalliche alle estremità che servono per tenere assieme le pareti opposte di un edificio. Inutile dire che si tratta di un rimedio omeopatico quando parliamo di muri fatti di ciottoli e sabbia. Meglio di niente, mi direte. Boh, si, non vedo che senso abbia fare finta che edifici inabitabili perché si sbriciolano diventino automagicamente "sicuri" aggiungendo dei tiranti e magari delle putrelle di acciaio per i solai. E i controlli periodici, come se la tecnica costruttiva e i materiali utilizzati fosse qualcosa che cambia di anno in anno.

Macché peste nera, macché Vandali, se abbiamo avuto una piaga in Italia sono stati prima il Vaticano e poi i Comunisti. Per cui oggi abbiamo il Papa e RAI3, la Presidenta Boldrini e Suo Eccellenzo il Presidento del Consiglio. Nonché come scrivevo sotto, laureati analfabeti.

39 commenti:

  1. Intanto SkyTg24 ci informa che ci sono i richiedenti asilo indefessamente al lavoro per la ricostruzione.
    Che popolo fortunato siamo. Addirittura eletti dal Signore oserei dire, perché popoli interi scappano dai 5 continenti, certo specialmodo quei generosi di africani e mediorientali, per venir a salvare le nostre case, alleviare le nostre miserie.

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    1. Sei un fascio-leghista-populista-xenofobo e probabilmente anche sessista e omofobo.

      Col tuo "richiedenti asilo" insinui che qualcuno debba essere rifiutato, quando bisogna costruire ponti, non muri. Sono tutti profughi, se non fuggono dalle guerre, fuggono dal disagio e abbiamo il dovere della accoglienza.

      Poi dici "che popolo fortunato che siamo", e sottointendi da bravo razzista che esista un "noi" e un "loro", quando esiste una sola umanità e i diritti universali dell'uomo.

      Adesso siamo a posto con la DIGOS. :)

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    2. Scherzi a parte, io vorrei scrivere delle cose ma non posso perché incorrerei in un reato, in questa liberissima repubblica democratica.

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    3. SkyTg24 è il migliore distributore di gag in lingua italiana.

      ===

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  2. Lorenzo, hai scritto esattamente quello che penso!

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  3. Diciamo che ci sono casi soncertanti...

    http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/24/foto/amatrice_la_scuola_crollata_ristrutturata_nel_2012_con_norme_antisismiche-146577601/1/#1

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    1. Veramente, io a volte penso che dovrei venire li a riprogrammarti. Vuoi sapere perché gli edifici pubblici, che dovrebbero essere obbligatoriamente costruiti secondo gli standard più elevati proprio per fungere da riferimento sicuro in caso di calamità invece finiscono in briciole?

      - Perché come ti dico sempre il "pubblico" serve solo a spendere quanto più denaro possibile e il "come", "dove" e "perché" è solo un pretesto.
      - Perché, siccome l'edilizia è il settore a più basso sviluppo tecnologico e che impiega le persone non qualificate, gli edifici pubblici sono costruiti da geometri, ingegneri, architetti che magari conoscono la gente giusta ma che non sanno fare il loro mestiere. Idem per i collaudi, idem per la manutenzione e cosi via.

      Il "pubblico" è in "rifugium peccatorum" che attira gli Italiani che vogliono avere la "sicurezza" di un reddito a prescindere da qualsiasi cosa e responsabilità limitate alle circolari e alla burocrazia.

      Chi è responsabile quando capita un terremoto? Come puoi notare, NESSUNO.

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    2. Un'altra cosa: a chi non ha la cacca in testa appare evidente che l'abbandono delle campagne e dei paesi montani è la conseguenza della "società del fabbricone", che è stata la conseguenza del cattocomunismo che ha edificato l'Italia e che ancora oggi la governa.

      E' la ragione per cui i nostri deputati vanno al Parlamento Europeo a votare leggi che puniscono l'agricoltura intensiva e qualitativa italiana a favore delle produzione estere, estensive e di bassa qualità.

      Perché per quella gente, citando uno sketch di Crozza - Landini, se non indossi la tuta blu non so chi sei. Non sono capaci di immaginare niente altro che il "lavoratore" inurbato che viva nei pressi del "fabbricone" o, in alternativa, il fighetta laureato (avente come icona il Caro Leader) che lavora nei "new media" o nel "terziario avanzato".

      Ci mancano le risorse ma più di tutto ci manca la "qualità umana". Non siamo capaci di progettare e realizzare niente di diverso da quello che abbiamo.

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  4. Sto pensando ad un caso che molti di noi hanno vissuto o vivono.
    Hai un mezzo di trasporto vecchio che più si va avanti e più richiederebbe interventi anche costosi.
    A volte è chiaro quando verrà sostituito: supponiamo che la moto o il furgone o l'auto nuova ordinata arrivi tra sei mesi.
    I copertoni però dovrebbero essere proprio cambiati...

    Oppure, ancora, semplicemente non hai i denari o la cultura o l'intenzione di sostituire il mezzo o anche solo di pensarlo.

    Poi ci sarebbe la proverbiale ostilità di molti italiani e di parte rilevante d'Italia alla manutenzione.
    Un motto irriverente e caustico dice che la differenza tra i tedeschi e gli italiani è che i primi amano la manutenzione, i secondi le cose nuove.

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    1. Io non so dove vivi tu, qui la Regione mi manda una letterina in cui mi ricorda che devo portare, a spese mie, lo scooter a fare la revisione ogni due anni presso una officina autorizzata e li, oltre a verificare i fumi di scarico, controllano i freni, le gomme (non solo l'usura ma anche la omologazione), le luci e il telaio, nonché la autenticità del Libretto di Circolazione.

      In linea teorica puoi circolare con un mezzo non revisionato o che non ha superato la revisione, fintanto che nessuno ti ferma e controlla o fintanto che fai un incidente, nel qual caso la assicurazione, posto che tu ne abbia una, si rivarrà su di te per gli eventuali danni di terzi.

      Non mi risulta che niente del genere esista per gli edifici. L'unico momento in cui esiste una qualche forma di controllo è quando ti presenti in Comune, all'Ufficio Tecnico e presenti una qualsiasi richiesta. Se non ti auto-denunci, nessuno sa niente. Tra parentesi, se l'edificio di tua proprietà contiene un "abuso edilizio", se proprio non è evidente come un cancello di traverso la strada, nessuno fa nulla, nemmeno nel momento del passaggio di proprietà. Infatti la legge non obbliga il venditore a mettere "a norma" l'edificio che vende o a fornire tutte le certificazioni, Il notaio non ha l'obbligo di accertare lo stato "tecnico" dell'edificio, l'acquirente lo compra nello stato in cui si trova, consapevole o meno degli illeciti e/o della documentazione eventualmente mancante. Il peggio che può succedere è che in un secondo tempo l'acquirente si rivolga al tribunale per invalidare la vendita. Cosa molto insolita in un contesto dove non solo moltissimi edifici non sono conosciuti al Catasto ma dove moltissimi non hanno mai avuto il certificato di abitabilità.

      Che gli Italiani siano cialtroni, per tradizione e perché fa comodo alle "elite" è ovvio.

      Ma un padre che porta i figli in macchina sapendo che i freni sono guasti, le gomme lisce, le luci non funzionano e il telaio è storto, cosi come il padre che fa dormire i figli dentro una casa fatta di sassi e sputo, è responsabile di quello che potrebbe succedere.

      Con la stessa logica, gli Italiani dovrebbero pretendere dagli amministratori che l'Italia venisse gestita con la proverbiale attitudine del "buon padre di famiglia". Non succede per la cialtronaggine, innata e imposta, per cui gli Italiani sono ciechi e se vedono, non capiscono.

      Non sono solo le case che si sbriciolano coi terremoti, ci sono le case costruite nel letto dei torrenti, le case costruite sulle pendici dei monti sotto le frane, le case costruite sui vulcani, eccetera. Occhio non vede, occhio non vede, direbbe il venditore.

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  5. Giusto quello che scrivi nel post, Lorenzo;
    tuttavia c'è una seconda opzione alternativa alla ricostruzione dalle fondamenta degli edifici storici non incidentati da cataclismi con tecniche anti-sismiche, ed è l'imbragatura con i tiranti d'acciaio;
    dovrebbe costare meno ( l'ing. del CNR che ne parlava stasera alla tele non si è pronunciato sui costi di tale tipologia d'intervento, definendoli a braccio 1/10 ... 1/20 di quelli della ricostruzione ) e salvare parecchie vite umane : sarebbe un passo avanti.
    { e penso all'''incamiciatura'' eseguita alle Due Torri di 051, l'Asinelli e la Garisenda }.

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    1. Ho aggiunto un pezzo su questo argomento.

      E' un altro slogan che continuano a ripetere gli "esperti" di "sinistra" i quali non vogliono affrontare il problema che ho descritto sopra.

      I perni, le grappe metalliche e i tiranti (o catene) sono in uso dai tempi della antica Grecia per aggiungere elasticità e cerniere alle opere murarie in blocchi di pietra.

      E' più o meno lo stesso principio del calcestruzzo armato, perché le pietre (o il calcestruzzo) sopportano bene la compressione verticale ma non sopportano le forze di taglio, cioè laterali, oltre al fatto che tra di loro non hanno nessuna continuità. Aggiungendo l'armatura di ferro sopperisci a queste carenze e più ferro metti, più la muratura resiste alle forze oblique, oltre al fatto che l'armatura entro certi limiti riesce a tenere insieme il tutto.

      Il fatto è che l'efficacia delle armature metalliche dipende dalla qualità della muratura, perché ovviamente la dove si incastra il metallo c'è un punto dove si scaricano le forze. Se la muratura è fatta di mattoni di buona qualità, disposti con un criterio ottimale oppure se si tratta di blocchi di pietra squadrati e disposti ugualmente bene, l'edificio sta in piedi, come l'Anfiteatro Flavio (Colosseo) che è durato intatto per secoli. Se invece si tratta di un muro fatto di ciottoli tenuti insieme dalla calcina nel frattempo trasformatasi in sabbia e dall'intonaco, anche se ci metti delle barre di acciaio non cambia niente, anzi, appena si scarica il carico nel punto dove appoggia il metallo, il muro si sbriciola.

      Dovresti costruire o all'esterno o all'interno delle mura dell'edificio una completa struttura portante in acciaio, comprensiva di solai. A quel punto costa meno demolire tutto e ricostruire da zero.

      Vogliamo vendere lo sciroppo miracoloso ai babbei? Benissimo. D'altra parte i babbei adesso comprano e vendono case che sono trappole mortali, aggiungendo dei tiranti non peggiori le cose, spendi solo dei soldi per nulla e perpetui l'inganno, cosa che comunque faremo in ogni caso.

      Insisto, il punto di tutta la faccenda è che nessuno è responsabile. Se io vado in radio o in TV a dire che cospargendo le case di essenza di tamarindo le rendo antisismiche, nessuno verrà mai a cercarmi se poi le case si sbriciolano.

      Per cui avanti cosi.

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    2. Ah, un'altra cosa. Il Duomo di Milano o il Battistero di Pisa sono "edifici storici". Le case costruite ai primi del '900 dagli Italiani che emigravano per non morire di fame, sono merda.

      Quando io guardo le case di quei paesi vedo miseria, vedo pericolo, vedo un problema economico, tecnico e umano.

      Non vedo nessuna "bellezza" e nessuna "cultura", non vedo niente che valga la pena di preservare. Anzi, tutto il contrario. Sono edifici che vengono dalla miseria, non dalla saggezza degli avi.

      Perché gli avi non erano scemi a costruire coi ciottoli e i legni. Non avevano altro, tutto li.

      Per me è incomprensibile che qualcuno pensi che si debbano fare i salti mortali per preservare una cosa pericolosa e che simboleggia la miseria.

      L'unico paragone che mi viene in mente è la archeologia industriale. Ugualmente incomprensibile, se non considerando la nostalgia e il monumento alla memoria di certi ambiti di "proletariato" e di "classe lavoratrice".

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    3. E' evidente che la normativa sugli edifici di nuova costruzione ha senso solo se si pianifica un ricambio consistente del "parco" esistente.

      Se invece si parte con l'idea che quello che esiste, non importa cosa, come, dove e perché, debba essere comunque preservato, tanto varrebbe non avere nessuna normativa perché le proporzioni sono e rimarranno insostenibili.

      E' l'ennesima finzione, fatta tanto per.

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    4. 1 ) Capito;
      2 ) il punto di tutta la faccenda è che nessuno è responsabile.

      Beh ...
      un super-classico che non muore mai.

      3 ) Se io vado in radio o in TV a dire che cospargendo le case di essenza di tamarindo le rendo antisismiche [ ... ]

      Ma sarebbe bellissimo !

      *_____*

      4 ) L'unico paragone che mi viene in mente è la archeologia industriale.

      La Memoria, Lorenzo ...
      la memoria, dev'essere costituita solo da nozioni stampate su carta e/o display, oppure anche da manufatti concreti ?

      ===

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    5. La memoria deve essere selettiva, perché si devono ricordare con fierezza le grandi imprese degli avi e assolvere con compassione i loro fallimenti.

      I villaggi dell'Appennino, costruiti quando gli Italiani erano poveri, contadini e largamente analfabeti, sono un retaggio di cui, volendo, possiamo conservare qualche esempio, non un "valore" che ci viene tramandato e che dobbiamo preservare in ogni dove.

      Lo stesso per l'archeologia industriale, che ha per la maggior parte delle persone coinvolte rappresenta la servitù della macchina, l'alienazione, non una conquista sociale. Sono solo i capoccia, quelli che ci hanno costruito sopra le proprie fortune personali, che rimpiangono con nostalgia i fumi delle ciminiere e le sirene.

      Quando vado in montagna e vedo i muretti a secco, le mulattiere, le malghe, non mi viene da pensare a quanto bello sarebbe vivere in un mondo agreste e bucolico, mi vengono i brividi pensando a quanto doveva essere dura la vita degli avi. Non ci vedo bellezza nei segni della sofferenza.

      Chiaro che ci vogliono le risorse e le capacità per farlo ma idealmente io ricostruirei tutto nel modo migliore possibile, dove necessario. Magari "mimetizzando" l'aspetto del nuovo il più possibile.

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    6. Comunque, mai prendere nessuno per oro colato. Guarda bene le foto degli edifici lesionati, guarda come sono fatti i muri, considera che sono muri portanti e non semplici tamponamenti.

      Quando hai guardato bene come sono fatti i muri (ci sono delle eccezioni qui e la, ovviamente) immaginati di mettere una sbarra di ferro all'esterno, poi un buco e fare passare un tirante d'acciaio fino al muro opposto, altro buco e sbarra di ferro.

      Adesso immaginati un terremoto che sposta la casa in orizzontale più volte, facendo oscillare i muri e che effetto può avere il tirante con le due sbarre di ferro all'esterno. Certo, non è nullo, magari guadagni dieci secondi prima che si sbricioli tutto. Più tiranti metti, meglio è.

      Vale la pena?

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    7. 1 ) Lo stesso per l'archeologia industriale, che ha per la maggior parte delle persone coinvolte rappresenta la servitù della macchina, l'alienazione, non una conquista sociale.

      No, qui ti sbagli ...
      io, mi sono meravigliato tante volte nel constatare l'affetto viscerale degli operai in pensione verso il sudicio, intossicante e pericoloso luogo di lavoro ( e dico degli stabilimenti italiani fino agli anni '80, mica dell'Ottocento ! ), poi ho capito ...
      non era solo la nostalgia della gioventù e dei sogni che ogni giovinezza porta in sé.
      Le fabbriche sono state ANCHE un luogo di lotte, conquiste sociali, e raggiungimento di un benessere materiale ( inclusa la quota effimera ) mai visto nelle classi subalterne, che è stato la base economica dell'upgrade scolastico della prole degli operai;
      la base del nostro quotidiano concreto ( criticabile e da criticare, ma da qui partiamo ).

      2 ) Quando vado in montagna e vedo i muretti a secco, le mulattiere, le malghe, non mi viene da pensare a quanto bello sarebbe vivere in un mondo agreste e bucolico, mi vengono i brividi pensando a quanto doveva essere dura la vita degli avi. Non ci vedo bellezza nei segni della sofferenza.

      E qui, mi trovi d'accordo al 100%;
      un periodo LIMITATO di vita agreste può anche essere salutare per il fisico e la mente, e formativo per la persona;
      poi, torni in città con tutte le comodità a chiosare su quant'è bella la vita di una volta ... che però non faresti per più di 15 - 30 gg. all'anno ...
      { questa, sarebbe da passare a UUIC }.

      3 ) Chiaro che ci vogliono le risorse e le capacità per farlo ma idealmente io ricostruirei tutto nel modo migliore possibile, dove necessario. Magari "mimetizzando" l'aspetto del nuovo il più possibile.

      [ ... ]

      Vale la pena?


      Eh ...
      qui, gli amministratori della Cosa Pubblica dovrebbero fare due conti ma fatti per bene;
      c'è [ l'esempio di Norcia ] in cui, dopo interventi di consolidamento negli anni recenti, gli edifici sembrano avere tenuto botta ( e gli [ ultimi due sismi ], ieri, hanno avuto l'ipocentro proprio sotto il territorio del comune umbro;
      ( anche qui, il sindaco piange miseria e lagna una quantità di danni ... andiamo a vedere dove sta la verità, comunque nessun morto e nessun crollo ).

      ===

      In generale, credo che su questo argomento il tuo approccio radicale sia giusto, empatizzo con la tua nausea per il rappezzo giornaliero del Paese.

      Ti ho citato-e-linkato in [ questo mio post ].

      ===

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    8. "Io, mi sono meravigliato tante volte nel constatare l'affetto viscerale degli operai"

      Io non mi meraviglio invece ma NON MI IMPORTA. Non mi interessa cosa pensa gente costruita apposta per essere asservita. L'operaio del fabbricone, spiace dirlo, è un subumano per definizione. Non so come dirlo, ci sono anche donne che vengono pestate dai compagni e che si convincono che quella sia una manifestazione di "amore".

      "i sogni che ogni giovinezza porta in sé"

      Non è cosi. E' che alla gente non piace la verità, preferiscono di gran lunga le menzogne, anche quelle più paradossali. Ho fatto il caso sopra delle donne pestate dai compagni, adesso faccio un altro esempio, quello delle persone che assumono sostanze che alterano la percezione e ne diventano dipendenti.

      "Le fabbriche sono state ANCHE un luogo di lotte, conquiste sociali, e raggiungimento di un benessere materiale"

      Tutto falso. Le fabbriche sono state luogo di assoluta perversione. Non c'è niente di più perverso del concetto di "conquiste sociali", con tutte le menzogne e i paradossi che precedono e seguono. L'operaio è una persona che esiste per servire la macchina, non c'è niente di peggio, è come l'asino aggiogato alla macina, che gira attorno. E' paradossale che persone indotte in questo stato di servitù sub umana poi possano concepire che su questa base si determini la "conquista sociale" come estensione dello stesso stato a tutta l'umanità, vedi alla voce "Classe Lavoratrice". Una percezione del mondo completamente ribaltata. Non a caso, è un modo di essere pianificato e indotto di proposito.

      "upgrade scolastico della prole degli operai"

      Si, cosi possono diventare dipendenti pubblici, perché nell'universo concettuale del fabbricone esistono solo queste due opzioni, la Classe Lavoratrice (come stato ideale) e la logistica che la supporta (come male necessario).

      "ma da qui partiamo"

      Partiamo dal fatto che anche tu hai la percezione falsata. Normale. Grave ma normale. Perché è pianificato e indotto di proposito.

      "questa, sarebbe da passare a UUIC"

      Glielo ripeto di continuo che è come la Regina di Francia che gioca alla mite pastorella dentro i giardini della Reggia di Versailles.

      "Vale la pena?"

      Questa domanda assume un senso differente a seconda se te la poni dal divano oppure mentre stai tirando su un cadavere.

      "gli amministratori della Cosa Pubblica dovrebbero fare due conti"

      Non sanno contare.


      "gli edifici sembrano avere tenuto botta"

      Esempio classico di menzogna propalata ad arte dagli organi per il controllo delle masse. Come di dicevo, la differenza la fa la modalità di costruzione e i materiali impiegati IN ORIGINE. Gli interventi di consolidamento possono aiutare ma non determinano la "sicurezza" dell'edificio. Inoltre, la meccanica di ogni sisma è diversa e ogni edificio è un caso a parte, specie se si tratta di un parco cosi disomogeneo. Basta aprire o chiudere porte e finestre o spostare una parte, togliere un tirante e cambia tutta la dinamica.


      "In generale, credo che su questo argomento il tuo approccio radicale sia giusto, empatizzo con la tua nausea per il rappezzo giornaliero del Paese."

      Non si tratta di un approccio radicale, si tratta di applicare la semplice logica. In ogni aspetto del vivere cerchiamo di ridurre le conseguenze degli incidenti il più possibile. Un macellaio deve indossare il guanto di maglia d'acciaio per non tagliarsi le dita, l'operaio gli occhiali per proteggersi dai trucioli di metallo, l'impiegato deve avere la postazione ergonomica, poi tutti e tre vanno a casa e rimangono schiacciati dal solaio perché la casa è un concetto fuori dal tempo e dallo spazio, è "normale" vivere dentro case costruite secoli fa che stanno in piedi per miracolo.

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    9. Lorenzo ... vedi solo le pieghe negative degli eventi ... usi la campitura scura, anzi tenebra ... la Realtà non è così univoca, ma prismatica.

      Comunque, queste battute sono da lollone :

      "questa, sarebbe da passare a UUIC"

      Glielo ripeto di continuo che è come la Regina di Francia che gioca alla mite pastorella dentro i giardini della Reggia di Versailles.

      "Vale la pena?"

      Questa domanda assume un senso differente a seconda se te la poni dal divano oppure mentre stai tirando su un cadavere.


      ===

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    10. Premesso che non so cosa significhi "lollone". Ho questa strana abitudine di esprimermi in italiano.

      Non sono affatto battute, sono osservazioni di un fenomeno, che non ho alcuna difficoltà a confermare pari pari.

      Nel primo caso è esattamente come ho scritto, ovvero UCoso, quando parte con le sue sparate "ecologiche" è una persona che recita un personaggio carnevalesco dentro uno scenario fasullo, cioè un gioco o una farsa a seconda se lo vedi da dentro o da fuori. Esattamente come succedeva a Versailles, non è in grado di accorgersene perché nel suo intorno è perfettamente normale, prassi.

      Nel secondo caso ancora, esistono cento esempi in letteratura analoghi che si riferiscono al fatto che la valutazione del "vale la pena" dipende dal fatto che in trincea ci sei tu oppure ci mandi un altro povero sfigato. Per esempio, vale la pena di abbattere e ricostruire? Se io vivessi in Alaska direi no, se vivessi dentro un tugurio dell'Appennino direi si, a meno di avere la testa imbottita di lana vecchia come il materasso della nonna. Vale la pena di costruire in modo che gli edifici nuovi si conformino a certi requisiti estetici e/o paesaggistici? Ancora, se io vivessi in Alaska direi di no, se invece vivessi in Italia e dovessi convincere i fasulli come UCoso che vogliono passeggiare nel "borgo storico", allora si, vale la pena perché altrimenti non si fa una ceppa. (non si fa comunque una ceppa perché ormai siamo oltre il punto di non ritorno in questa e in tante altre cose).

      Il discorso sulla "realtà prismatica"... A parte che è meglio non fare il passetto più lungo della gambina altrimenti si fa la figura del cretinetti, perché sai, ci sono questi tremila anni di filosofia da considerare, citerò Clint Eastwood: sono troppo vecchio per queste stronzate.

      I fatti sono quelli che ho descritto nella premesse e nella conclusione. La premessa è che ogni pochi anni muore della gente e la conclusione è che non abbiamo fatto e non faremo niente al riguardo, tranne recitare ogni volta il copione della stessa commedia.

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    11. Ah, la cosa fondamentale è che la faccenda riguardo a UCoso l'ho detta prima a lui in persona, non lo dico alle spalle. Posso non dirlo, probabilmente dovrei non dirlo, tanto dopo una volta, due volte, la terza è inutile.

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  6. l'Italia da un punto di vista abitativo è un paese fragile e non basta qualche ritocco pedr rendere sicura una casa.L'altra volta col terremoto di Aquila si era crepato un solaio e crollato un cornicione, gli abitanti della palazzina sono corsi dai vigili come dettoci per far verificare la stabilità globale. Si sperava in un contributo statale per la ristrutturazione. Si è dovuto ristrutturare a spese nostre perchè la casa era a una distanza superiore a un certo chilometraggio e si è speso una "barca" di soldi, circa 10 mila euro a cranio e i crani erano 8. Si è dovuto avere i tubi "innocenti" delle impalcature per 2 anni e si è assistito ad un esercito di extracomunitari che operavano sul tetto e sui muri. La spesa tanta, il disagio tanto, ma noi non siamo sicuri... la casa è degli anni 60 e se il terremoto avvenisse più vicino, andrebbe sicuramente GIU'... l'altra notte erano tutti in strada a sperare che ciò non avvenga....

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    1. Vedi Enio il problema non è tecnico ma economico e di conseguenza politico.

      Gli Italiani hanno in mano quello che credono essere un "patrimonio" immobiliare che però ha un valore che è solo fittizio, perché quanto vale una casa che dovrebbe essere demolita?

      Il guaio è che nessun politico lo può dire. Quindi si fanno i salti mortali carpiati all'indietro giocando con le parole come "ristrutturazione", "consolidamento", "lavori", quando tutti i tecnici (almeno, quelli seri, professionali) ti diranno che non c'è modo di rimediare con costi sostenibili ai difetti di costruzione e dei materiali impiegati, costa meno abbattere e ricostruire.

      Gli "interventi" che si fanno a costi praticabili sono solo dei palliativi, che rendono la casa "abitabile" nelle condizioni attuali, non in caso di cataclisma.

      In condizioni ideali il problema di case costruite male è d tipo energetico (cioè cattivo isolamento) e a volte di salubrità (muffe, amianto, ecc). Ma se partiamo dal presupposto che l'Italia è tutta zona ad alto rischio sismico, il problema delle case costruite male è che sono pericolose.

      Quindi lo ripeto, esiste una responsabilità di chi ci abita dentro, che non può fare finta di non sapere che se viene il terremoto la casa si sbriciola e una responsabilità delle autorità che non sanno come affrontare il problema quindi o lo ignorano oppure mentono.

      Infine, se l'Italia non fosse sull'orlo del fallimento, se non dovessimo mantenere milioni di persone con sussidi statali di ogni tipo, lo Stato IN TEORIA potrebbe de-fiscalizzare e anche sovvenzionare la ricostruzione del "patrimonio immobiliare". Sarebbe un "investimento" con ricadute sulla occupazione e ovviamente sulla sicurezza. Purtroppo non abbiamo i soldi e non abbiamo le capacità umane per fare niente del genere.

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    2. Un'altra cosa: anche gli edifici costruiti con il meglio del meglio della tecnologia e dei materiali non sono pensati per uscire dal terremoto intatti. Sono invece pensati come i telai delle auto per assorbire il danno proteggendo gli occupanti. Cioè l'edificio si scassa ma non ti crolla addosso.

      Dopo il terremoto, se è abbastanza forte, devi comunque abbattere e ricostruire, non esiste in ogni caso l'edificio invulnerabile. Ovvio che spendendo cifre insensate il limite si alza. Per esempio nelle case comuni non si usa mai l'acciaio che si usa nei grattacieli delle banche. E' una questione di costi. Se tu facessi una palazzina con struttura di acciaio, a costi molto fuori mercato, sarebbe (quasi) invulnerabile.

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    3. Mi sono dimenticato di citare l'ovvio paradosso: lo Stato tassa le case come se fossero fonti di reddito, anche quelle che non dovrebbero esistere. I Comuni si finanziano con gli oneri di urbanizzazione (e assessori incassano sul loro conto personale), ergo siamo nella condizione dei Monopoli che vendono sigarette mentre lo Stato vieta il fumo.

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  7. I terremoti non si possono ancora prevedere ma è invece prevedibile, con una accuratezza pari al 100%, il fatto che in Italia ogni qualvolta avviene una scossa sismica si finiscono per contare morti e feriti. Il perché è presto detto: in un territorio come quello della Penisola, classificato ad alta sismicità, (questo ce lo dicono sempre dopo....) non vi sono mai stati seri piani per la messa in sicurezza delle vecchie abitazioni. Anzi, al contrario c’è chi per decenni ha speculato sulle disgrazie della gente. Il Governo precedente alla fine aveva stanziato un miliardo per affrontare il rischio sismico. Un’inezia pensando alla valanga di miliardi, solo in quest’ultimo periodo, che è stato dirottato in salvataggi bancari o nel ripianare i conti in rosso di enti ed amministrazioni. Inoltre, ai danni di una politica che non ha saputo pianificare ne spendere con giudizio sul fronte della messa in sicurezza del territorio, si sono sommate le mafie nazionali e locali che hanno fatto il resto saccheggiando i fondi in arrivo da Roma. Questa volta Renzi ha promesso da subito sgravi, sostegni, trasparenza e tempi rapidi. Speriamo ci sia questo cambio di passo. Per ora abbiamo assistito al solito codazzo di onorevoli che, con la lacrimuccia in favore di telecamera, si sono stretti commossi alle popolazioni colpite. A fronte di una politica che deve ancora dar dimostrazione di essere cambiata, c’è fortunatamente però un’altra Italia che il suo esame lo ha superato a pieni volti. Da questo sisma esce infatti commovente la grande fotografia della solidarietà collettiva nei confronti degli abitanti dei paesi colpiti.

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    1. "... non vi sono mai stati seri piani per la messa in sicurezza delle vecchie abitazioni."

      Non so come dirtelo, Enio. NON SI PUO FARE!
      Se qualcuno ti prometto di "mettere in sicurezza" una "vecchia abitazione", sta mentendo. Adesso la questione si sposta sulla domande se io devo lasciarti libero di credere alle fregature che ti rifilano oppure devo cercare di impedirlo.

      Il Governo non c'entra niente perché in una Repubblica parlamentare, almeno fintanto che Sua Eccellenza non abolisce la Costituzione, è il Parlamento che fa le leggi.

      Il compito del Parlamento sarebbe solo quello di fare una legge che preveda il censimento gli edifici e, sulla base di criteri che considerano tecnica costruttiva, materiali e rischio sismico della zona, imponga il divieto di abitarci, partendo da quelli più pericolosi, a salire.

      A quel punto sta al privato decidere cosa fare con l'edificio inabitabile. Si potrebbero fare degli incentivi fiscali sull'abbattimento e ricostruzione, cosi come si sono fatti per l'installazione del fotovoltaico. Immagino che si possano verificare due condizioni. Nei luoghi dove c'è interesse a ricostruire, il privato venderà il terreno a terzi che si faranno carico dell'abbattimento e ricostruzione, sfruttando gli incentivi statali. La dove non c'è interesse, bisognerà decidere se recintare tutto e lasciare che la natura faccia il suo corso o procedere con demolizioni d'ufficio.

      Lo scopo di tutta la faccenda è il RINNOVAMENTO degli edifici. Cosi come si fa per qualsiasi cosa. L'idea che le case siano eterne quando devi cambiare l'auto ogni pochi anni, è paradossale.

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    2. Mi spiego meglio.

      Mettere in sicurezza dipende ovviamente da cosa intendi per sicurezza. Ovvero, quale è il rischio che consideri inaccettabile e quanti soldi sei disposto a spendere per arrivare a quel margine di rischio.

      Capisci che se io ti dico che con 50 mila euro casa tua POTREBBE FORSE rimanere in piedi (ma poi essere comunque demolita) se c'è un terremoto di tot gravità, tu puoi decidere che ne vale la pena oppure no, che piuttosto ne spendi 100 ma vuoi una casa nuova con una resistenza doppia.

      In ogni caso non esiste NESSUN MODO per cui, con interventi correttivi in un secondo tempo, una casa vecchia possa essere equivalente ad una casa nuova costruita in partenza con determinati requisiti antisismici. Anche spendendo l'ira di dio.

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  8. In effetti c'e'pieno di case tirate su alla buona, peggio pero'quando ci sono edifici nuovi e certificati, che crollano giu'.

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    1. Sara, io ti reputo una donna colta ed intelligente quindi mi dispiace quando ti vedo seguire la "vulgata" senza un minimo di spirito critico.

      No, non è "peggio", è uguale.

      E' uguale il risultato, cioè la gente muore e sono uguali le responsabilità, perché sia per l'edificio recente che per quello vecchio le autorità si assumono la responsabilità della "abitabilità" e i proprietari si assumono la responsabilità della compravendita e della abitazione.

      Inoltre, che crollino edifici recenti è una possibilità dovuta alla incompetenza dei costruttori e ignavia delle autorità proposte ai controlli.

      Invece che crollino case costruite ai primi del Novecento E' UNA CERTEZZA. Questo è il punto fondamentale di questo post. Noi abbiamo paesi interi nelle campagne che sono visti some un "patrimonio culturale" quando invece sono delle trappole mortali dove nessuno dovrebbe vivere.

      Altro punto fondamentale: NON ESISTE nessun accorgimento tecnico che possa garantire la "sicurezza" per chi vive dentro quelle case, al massimo si può migliorare un po' la robustezza, che rimane comunque MOLTO inferiore a quella di un edificio recente.

      Quanto vale la vita di migliaia di persone?

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    2. La vita di K/M/G persone vale il business della Ricostruzione che riempie le bisacce dei grandi capitalisti e promuove qualche parvenu di stazza media ai piani alti, vedi anche le guerre;
      è da decenni che la promozione del benessere non è più combattuta da ambo le parti, il_bobbolo si aspetta che i diritti - e benefit conseguenti - arrivino dall'alto come unicorni alati od angeli, protetti dalla Costituzione più bella del mondo.

      Però è bello credere all'equazione FALSA ( nei termini linguistici ) società multi-etnica = società integrata, perché ci si sente più buoni ... e, nel sogno ad occhi aperti, salvati dalle rudi contingenze materiali del Presente.

      Siamo nelle mani degli Amministratori del Livello Superiore ...
      oggi siamo totalmente nelle loro mani, e lo saremo finché un numero congruo di cittadini non si sveglierà dall'incanto e ricomincerà a sindacare sull'incanto stesso.

      Suona come un loop dal quale non si esce ?

      Sì.
      il_bobbolo non vuole uscire dal sogno, ma vuole un [ sogno più potente ] ...
      piuttosto che ripudiare tale strategia - servirebbe a qualcosa ? - sarebbe utile comprenderla e studiare qualche contromossa al suo interno ...

      ===

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    3. Non so, visto che Renzi si vanta di avere speso quasi 300 milioni per dare un "buono cultura" dai diciottenni da spendere tramite una "app" dello scemofono, mi viene da pensare che con quei soldi si potevano costruire 300 case antisismiche nelle zone a maggiore rischio. Dal punto di vista della logica degli "investimenti", valeva uguale se non meglio per fare "girare l'economia".

      Lo stesso vale per la conferenza stampa sulla portaerei, per il viaggio in Brasile a fare le foto con gli atleti (tra parentesi, pagati anche loro come dipendenti pubblici in Polizia, Forze Armate, eccetera), per tante altre cose superflue.

      In questi giorni si riparla delle Olimpiadi di Roma, da dare in gestione alla coppia Montezemolo - Caltagirone. Idem con patate.

      E' questione di priorità e/o di comprendonio. Se si gestisce la Cosa Pubblica come uno spot pubblicitario, inutile fare qualsiasi ragionamento sull'efficienza e sulla utilità.

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  9. Quando intervenimmo, per la messa a norma di una canna fumaria, in un angolo di muratura portante, nella casa di mia madre, (edificata nella seconda metà dell'Ottocento) io vidi che i materiali erano e sono poveri: non conci di pietra squadrata ma pietre irregolari, malte povere.
    Cosa fare per quella casa?
    Ecco, bisognerebbe tirarla giù e rifarla tale quale. A parte che non sarebbe possibile dal punto di vista edilizio, visto che bisognerebbe misurare e ricostruire sghembature, gobbe, incavi curvilinei etc. che sono parte fondamentale della sua bellezza unica.
    Penso che non ci siano più maestranze che sappiano realizzare le volte a crociera delle cantine e della ex stalla.
    Visto che essendo edificio storico, ad esempio, ha finestre piccole non sarebbe possibile neppure dal punto di vista normativo.
    Così c'è il paradosso.
    O la tieni così non antisismica oppure non non la tieni affatto, tiri giù e realizzi un'altro edificio, forse con alcune similarità esteriori.

    Penso che ci siano murature ancora peggiori.
    Una tecnica costruttiva povera era di avere due strati esterni, spesso con pietre irregolari (già un problema) e in mezzo il tutto e di più: terra, paglia, segatura, cocci, etc. .
    Rinforzare castelli e casine storti di ciottoli, paglia e terra? Impossibile.
    Oppure possibile ma con soluzioni che possono essere peggio del problema.

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    1. Per quanto ci provi, non capisco questo concetto: "rifarla TALE QUALE". Io devo morire, tu devi morire ma la casa, porcamiserialadrainfame, no. Quella deve essere un concetto intangibile, eterno. Una volta congelata la perfezione, guai a pensare di sostituirla con qualcosa di diverso.

      Il concetto di "edificio storico" fa tutto parte della merda che la gente ha nel cervello e che ci paralizza. Troppa gente non ha nessun talento, nessuna competenza, nessuna idea. Quindi burocrazia sovietica e basta.

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    2. Pensare che cerve villette brianzole arancioni un giorno saranno "edificio storico" è veramente spassoso.

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    3. @ Uomo :

      Ecco, bisognerebbe tirarla giù e rifarla tale quale. A parte che non sarebbe possibile dal punto di vista edilizio, visto che bisognerebbe misurare e ricostruire sghembature, gobbe, incavi curvilinei etc. che sono parte fondamentale della sua bellezza unica.

      [ ... ]

      O la tieni così non antisismica oppure non non la tieni affatto, tiri giù e realizzi un'altro edificio, forse con alcune similarità esteriori.


      Ennesima situazione in cui la possibilità del fare è bloccata dall'ostruzionismo degli integralisti del vecchio coccio per i quali un edificio ha valore solo se - come nei casi dibattuti e stigmatizzati da Attila Lorenzo - è pericoloso per chi ci abita;
      si può concertare una mezza misura solo quando entrambe le parti sono disposte a cedere qualcosa all'avversario, sul terreno della propria ideologia.

      ===

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    4. Non vedo cosa ci sia da "cedere" quando la necessità concreta e tecnicamente imprescindibile, è di abbattere e ricostruire.

      Lo ripeto per la centesima volta, se andate a chiedere ad uno del mestiere che non lavori per RAI3, per esempio un ingegnere qualsiasi, possibilmente non laureato sotto la Maremma, vi dirà che non esiste nessuna tecnologia che possa "mettere in sicurezza" gli edifici come quelli sbriciolati dal terremoto. E' come pensare che mettendo delle mutande di lana ad un ottuagenario questo possa saltare in alto due metri da fermo.

      Se invece lo andate a chiedere a Saviano, che fa l'opinionista-storico-statista-sociologo-tuttologo della "sinistra", allora si, le case crollano perché lo Stato non "investe" (quindi colpa della "austerity") oppure perché i fondi per gli "interventi" sono distratti e spesi altrimenti (quindi le case crollano per colpa degli affaristi senza scrupoli).

      Oggi leggevo un articolo di giornale che recitava "il vescovo di X dice nella omelia che il terremoto non uccide, sono le opere degli uomini". 'Azzo, sembra la reclame delle fabbriche di armi americane, non sono le pistole che uccidono, sono le persone che le usano. Niente da dire, siamo cosi pieni di talento, di idee, di filosofia, che non mi spiego perché l'Italia cade a pezzi. Un bel mistero, eh...

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    5. Veniamo alla questione del "vecchio coccio".

      Tra i miei interessi c'è la scherma storica, cioè lo studio delle tecniche di uso delle armi bianche nella Europa medievale.

      Chi studia la scherma storica non lo fa prendendo le spade arrugginite nei musei, che sono dei REPERTI. Invece si prendono quelle spade a modello, si studiano i dipinti, le immagini sui testi, eccetera per integrare le parti mancanti, e si forgiano delle spade NUOVE, nelle due versioni, "realistica", cioè che taglia e "da allenamento", cioè non pericolosa (ottusa, con il tappo sulla punta, lama che si piega).

      Poi si prendono i trattati sopravvissuti, si traducono e si interpretano per ricostruire le varie scuole di scherma dei vari periodi che insegnavano l'uso delle varie armi di allora. Si va in palestra, con delle protezioni adeguate e contemporanee (maschere di acciaio, tute imbottite, protezioni di plastica, guanti) e si provano le tecniche con lo "sparring", magari si fanno anche delle competizioni.

      Ancora, non ci si veste come pagliacci pseudo-storici, non ci si reca nelle località delle battaglie antiche, non si mettono in scena dei finti duelli o combattimenti con morti e feriti. Quella è un'altra cosa, si tratta del "re-enacting", come fanno in America quando mettono in scena la Guerra Civile o in Europa quando si vestono da soldati di Napoleone eccetera.

      Ecco, il concetto dello "antico" che va per la maggiore è analogo al "re-enacting", con in più l'aggravante che il 99% della gente non sa riconoscere un edificio del '900 da uno del '500. Non c'è una vera continuità con gli avi perché non c'è conoscenza, non c'è comprensione.

      C'è solo apparenza, solo esteriorità. E' una recita, una commedia in costume. Si va nel "borgo storico" come il turista americano.

      C'è poi il filone "apocalittico" di cui non vale parlare perché siamo ai limiti della patologia mentale.

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