sabato, agosto 27, 2016

Non c'è limite al ridicolo anche nella tragedia


No, non è una fotografia del Procuratore di Rieti

In prima pagina su Repubblica, ovvero la fiera degli stereotipi dell'Italiano medio alla macchinetta del caffè.
l'accusa del procuratore: "Palazzi con più sabbia che cemento".

"No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità", dice il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva. L'uomo che, in queste ore, deve trovare la risposta più difficile: c'è una responsabilità "altra" per la strage dei 281 morti causata dal terremoto? "L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati".
Comincio dicendo che non posso scrivere quello che penso veramente di questo articolo e della dichiarazione del "procuratore capo", ammesso che sia autentica. Quindi devo edulcorare il mio post.

Vado ad elencare le assurdità i punti salienti della ACCUSA del "procuratore capo":
- frutto della fatalità.
Come scrivevo nel post precedente, la situazione geologica dell'Italia dovrebbe essere ormai nota a tutti. Senza essere esperti di alcunché, basta avere memoria del fatto che ogni pochi anni si ripetono terremoti con decine o centinaia di morti. Quando un evento si ripete con regolarità, come si fa ad usare il termine "fatalità"?
- responsabilità "altre".
Alla luce di quanto scritto sopra, cioè che i terremoti si ripetono con cadenza frequente, la responsabilità è evidente. Ci sono autorità che consentono l'uso di edifici che per tecnica costruttiva e materiali non dovrebbero essere abitati in aree ad elevato rischio sismico. Ci sono privati cittadini che comprano e vendono edifici che sanno bene essere fragili e pericolosi in caso di terremoto. Ma siccome non si vuole andare ad attribuire le vere responsabilità, andiamo a cercare le responsabilità "altre".
- strage.
Qui entriamo nella stessa logica del terrorismo. Non si può prevedere quando si scatena il terremoto (che poi è colpa dello speculatore più sabbia che cemento) cosi come non si può prevedere quando si scatena il tagliatore di teste islamico (che poi ci viene presentato come un depresso, povera vittima esclusa dalla società razzista). Quindi ci dobbiamo abituare alla "fatalità". L'idea che si possa o peggio, che si debba prevenire è eresia. Ma la "strage" è un termine connaturato alla nostra "società" perversa, frutto della "colpa" dei peggiori di noi, che non possono essere i solerti funzionari pubblici, i sindacati, quelli che cantano Bella Ciao. No no, ci deve essere il bieco approfittatore sociopatico che si accende il sigaro con la banconota da 500 euro.
- esperienza e logica.
Prego leggere il post sottostante, in particolare la parte in fondo dove si riporta il censimento degli edifici. Esperienza e logica a proposito di cosa? Che l'occasione fa l'uomo ladro? Che Caino uccise Abele? La Lotta di Classe? Boh.
- le faglie hanno fatto il loro lavoro e questo si chiama destino.
Eh? Lasciamo perdere per un momento lo sproloquio in "tecnichese" sulle "faglie", quando c'è una macchina che pum pum pum ogni tanto cala un colpo di maglio, dove è il "destino"? Proprio il concetto di "faglia" nega il concetto di "destino", perché è una cosa che sai che esiste e sai come si comporta, quindi devi agire di conseguenza, anticipando, pre-vedendo gli eventi. Vedi sopra alla voce "fatalità" (ripetita juvant).
- se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone.
Si, se avessimo la macchina del tempo e tornassimo ai primi del Novencento per dare istruzioni ai contadini dell'Appennino in modo che costruiscano le loro case come fanno i Giapponesi del XXII secolo, allora... Gli edifici quali? Fossero stati costruiti quando? Di cosa parla il "procuratore capo"? Sembra che invece di borghi dell'Appennino, "caratteristici" proprio per il modo in cui sono costruiti, stia parlando dei grattacieli delle banche in centro Milano.

Io sono un povero pirla qualunque. Non scrivo su Repubblica, non sono "procuratore capo", non mi intervistano, non riportano le mie dichiarazioni. Quello che avevo da dire l'ho scritto sotto, nel mio blogghettino irrilevante. Ma non è un caso che Repubblica non faccia informazione ma formi le opinioni con questi mezzucci, non è un caso che esistano certe "autorità" e che facciano certe cose invece di altre, non è un caso infine che la Scuola formi gli Italiani per essere incapaci di capire il mondo.

Mangiatene e bevetene tutti.

2 commenti:

  1. Le responsabilità ci sono sicuramente per gli edifici di recente costruzione.
    Ma i borghi, le meravigliose cittadelle della penisola sono stati costruiti secoli fa quando di faglie e placche tettoniche non si sapeva niente (il termine faglia appare nel 1881 secondo L'Etimologico Nocentini). Sarà dunque ben difficile, direi impossibile evitare altre tragedie tipo quella della settimana scorsa. Qualcosina si potrà sicuramente fare, ma non di più.
    In Italia c'è la mania, qualsiasi cosa succeda, di cercare un colpevole. È un riflesso pavloviano: chi è stato? Muore qualcuno in ospedale? Colpa di qualcuno, ovviamente dei medici, del personale, e vai coi processi. Ridicolo.
    Il concetto di malasanità è veramente italico. Anche all'estero i medici commettono errori e sono coperti dalla casta (per comprensibili motiivi). Ma la malasanità?
    Di chi fu colpa lo tsunami del 2004 che uccise in pochi istanti qualcosa come 230'000 persone (altro che le 300 di Amatrice)? Senza l'attività vulcanica della nostra amata terra la vita su questo pianeta sarebbe impossibile.
    Saluti dalla Svizzera.

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    1. Io vedo una serie di problemi.
      1. Se tu parti dal presupposto che gli insegnanti sono reclutati per dare un lavoro ai disoccupati meridionali (come tutta la Pubblica Amministrazione) con un procedimento di voti fasulli, esami fasulli, concorsi fasulli e nello stesso tempo sai che somministrando i test agli studenti ottieni dei risultati scadenti... chiaro che i "professionisti" che dovrebbero progettare, realizzare e verificare edifici "a regola d'arte", produrranno invece una intera gamma di situazioni, dall'esempio da manuale allo obbrobrio. E questo vale sia per il "privato" che per il "pubblico".

      2. l'Italia non è tutta uguale. Ci sono posti dove se passi col rosso ti arrivano a casa gli incursori, altri posti dove interi quartieri sono ignoti al catasto, dove si costruisce dentro i parchi, accanto agli scavi archeologici o anche sopra, in aree di esondazione dei torrenti, eccetera. Figurarsi come funzionano i controlli sulla corrispondenza dei progetti e dei cantieri ai requisiti di legge in materia di prevenzione sismica.

      3. "recente costruzione" è un termine generico, sia in ordine di tempo che per il fatto che non considera la differenza tra "nuovo" e "rinnovato". Un edificio degli anni '80 è già vecchio di trent'anni.

      Inoltre:
      Più che cercare il colpevole a me sembra che si cerchi di costruire una favola, una realtà alternativa, comprensiva di buoni e cattivi, che serva ad evitare di confrontarsi con la evidenza dei fatti. Un po' come succede con la faccenda della "evasione" contro la Spesa Pubblica (quindi deficit, quindi Debito Pubblico). Come se uno che guadagna 1000 euro e ne spende 1500 tutti i mesi dicesse "la colpa è di quelli che mi pagano troppo poco", ancora più divertente se pensiamo che se ne avesse 1500 ne spenderebbe 3000.

      L'Italia è il Paese di Pulcinella.

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