venerdì, settembre 23, 2016

Confusione non accidentale sulla droga

"Cannabis, chiudiamo il secolo proibizionista": La presa di posizione di Giovanni Maria Flic.

Come forse saprete, insieme a tutti i drastici cambiamenti che ci costringono ad ingoiare, c'è anche l'idea di legalizzare/liberalizzare il commercio e il consumo di droga. Per motivi pratici si comincia ovviamente con le cosiddette "droghe leggere".

Le argomentazioni portate a sostegno di questa idea sono svariate, le riassumo:
1. ormai è una abitudine diffusa, fa parte del "costume", quindi non ha più senso che esista un divieto.
- questa appartiene al gruppo del "dato di fatto" o del "fatto compiuto".
2. il divieto di commerciare e possedere droga alimenta il mercato illegale che lo Stato non riesce a contrastare.
- questa appartiene al gruppo dei paradossi, considerato che lo Stato non riesce a contrastare i furti, legalizziamo/liberalizziamo anche quelli.
3. la maggior parte dei detenuti nelle carceri ha una condanna per reati connessi alla droga e/o è uno straniero immigrato. Si propongono due problemi, ci sono troppi detenuti, quindi la soluzione è eliminare il reato e liberarli, poi incarcerare i "profughi" e i "rifugiati" è segno che non siamo capaci di accoglierli come si deve, quindi è colpa degli Italiani, non loro.
- questa appartiene al gruppo de "fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare".

Adesso, leggendo l'articolo dell'Espresso, ci viene proposta una variante più interessante, perfettamente in linea con il sincretismo cattolico-comunista di questi tempi:
Flick è invece tra quelli che pensano che la legalizzazione sia urgente, perché la «guerra alla droga ha finito per esser più che altro la crociata di “armate della paura” contro la diversità, demonizzata, e contro gli ultimi, tra cui i tossicodipendenti, che sono i più fragili e dovrebbero esser aiutati e non criminalizzati».
- è urgente (perchè?)
- guerra alla droga (contraddice il punto 1 della lista soprastante, nonché l'articolo medesimo)
- crociata (assumiamo che le "crociate" simboleggino un comportamento perverso e malvagio, conformemente a tutta una letteratura che demonizza il nostro passato per convincerci che siamo la feccia del Creato e che dobbiamo vergognarci e auto-flagellarci)
- le armate della paura (l'Italia è percorsa dalle "Armate della Paura", uguale uguale a Narnya o alla Terra di Mezzo)
- contro la diversità (abbiamo appena festeggiato il "matrimonio gay" con l'annesso "diritto" di affittare uteri, compravendere ovuli e seme, intestarsi bambini fabbricati in apposite cliniche, per non parlare della faccenda della "integrazione" annesse stragi, stiamo affogando nella "diversità")
- li ultimi, tra cui i tossicodipendenti (mi sa che circola più bamba nei quartieri alti che nelle case popolari, poi in galera ci dovrebbero essere gli spacciatori, non i consumatori)
- sono i più fragili e dovrebbero esser aiutati e non criminalizzati (si può dire lo stesso di ladri, rapinatori, omicidi, tutta gente che deve essere aiutata e non criminalizzata)

Ora, essendo io un libertariano, ognuno dovrebbe potere fare come gli pare a casa sua. Quindi se vuole drogarsi, per me va bene. Il problema si pone appena il drogato esce di casa, perché non voglio trovare un chirurgo drogato, un pilota drogato, un addetto agli altoforni drogato, un muratore che sale sui ponteggi drogato, anche solo un automobilista drogato, eccetera. Quindi, quello che la propaganda di regime non dice è che il problema della "proibizione" si moltiplica per enne, avendo "liberalizzato" un comportamento generale che poi deve essere vietato in ogni singolo particolare. Immaginiamoci se adesso è un problema ostacolare lo spaccio, cosa sarà domani quando si tratterà di "regolare" il consumo.

Poi non sfuggirà al lettore il piccolo paradosso di uno Stato che vieta il fumo del tabacco mentre vende tabacchi tramite i monopoli che adesso si dovrebbe preoccupare di disincentivare il consumo di droga (vedi aiutare i più fragili) mentre in un modo o l'altro vende droga.

Sono due le cose che mi sgomentano: quanto sono mentecatti gli Italiani che sopportano questa inondazione di balle quotidiane e chi sono le persone che occupano i ruoli chiave della società in Italia e in Europa. Altro che "Armate della Paura". Sono le "Armate del Buonismo Selettivo" che dovrebbero essere contrastate.

18 commenti:

  1. Non posso che essere totalmente d'accordo con quanto scrivi.

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  2. Sono a favore del diritto a un sano e rituale sballo moderato;
    penso che i ragazzi dovrebbero essere educati A SCUOLA, alle prime esperienze con modeste quantità di sostanze psicotrope, dalla cannabis agli acidi, agli alcolici ... per imparare la teoria e apprendere sulla propria pelle gli effetti, ed essere educati alle modalità per un uso responsabile per sé e gli altri ( ''non guidare se sei fatto'', eccetera );
    la tecnologia delle cose intelligenti aiuterà Homo, quando, tra non molto, l'[ automobile intelligente ] farà il test al conducente, ed in caso di condizione psicofisica generale inadeguata alla sicurezza stradale, provvederà essa stessa a guidare, portando l'umano a destinazione, sano e salvo.

    Seguendo il tuo ragionamento, Lorenzo, bisognerebbe proibire anche gli alcolici.

    ===

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    1. Appunto, volevo ben dire che non scattasse l'automatismo, la programmazione mentale.

      Cominciamo dalla fine. Gli alcolici sono un alimento, non un modo per "sballarsi". Nella nostra tradizione millenaria, il vino si consuma a tavola.

      E comunque, prego notare che è vietata la vendita di alcolici ai minori e che, da quando si sono palesate le conseguenze del Piano, esistono controlli a campione sui guidatori degli autoveicoli. Non mi risulta che ad oggi esista un test "da campo" per le "sostanza psicotrope". Viceversa, mentre l'alcol viene smaltito rapidamente e non ne rimane traccia, la presenza di "sostanze psicotrope" risulta dagli esami di laboratorio a settimane o mesi di distanza dalla assunzione.

      L'automobile sarà sicuramente più intelligente di te che COME SEMPRE non ti fermi a riflettere sulle stronzate che scrivi. Sugli aerei civili e militari esiste ogni specie di automatismo, sono in grado di decollare, volare e atterrare in maniera automatica. Ma il pilota, meglio più di uno, c'è sempre perché deve prendere le decisioni che l'automatismo non può prendere. Infatti allo stato attuale i robot eseguono un programma che si costituisce come un albero di "se allora altrimenti", non possiedono una intelligenza artificiale. Qualsiasi contingenza che non rientri nei parametri previsti dal programma in origine e ce ne possono essere centomila milioni, sarebbe insuperabile se non ci fosse un pilota umano. Ovviamente se si considera un veicolo che si muove agganciato ad un binario dentro un tubo senza ostacoli di sorta, le variabili si riducono.

      Sulla idea di "insegnare" ai ragazzi l'arte dello sballarsi, cosa dire. Mi fai schifo.

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    2. Prevengo la risposta sciocca: allo stato attuale NON esistono veicoli completamente autonomi. I famosi "droni" sono semplicemente aerei telecomandati con delle routine autonome di rientro se si interrompe il contatto con il centro di controllo. Le sonde spaziali hanno dei "programmi tampone" che mantengono la sonda in sicurezza per il periodo che serve a ricevere le istruzioni da terra.

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    3. Gli alcolici sono un alimento, non un modo per "sballarsi". Nella nostra tradizione millenaria, il vino si consuma a tavola.

      Certo, Lorenzo, tutti consumano alcolici SOLO A TAVOLA e in moderate quantità ...

      [ 8milioni 265mila
      Sono le persone – quasi 6 milioni sono maschi – che nel 2014 hanno superato i limiti del consumo abituale oltre i quali si rischia di incorrere in problemi di salute
      ].

      C'è che tu trasferisci la tua idea immaginaria di Realtà ( tradizionale, da cartolina ) sulla Realtà concreta, così come tanti altri proiettano la loro Realtà preferita su quella fatta di atomi ... e torniamo al concetto di promiscuità tra concreto e virtuale.

      =

      La tua mente è abbastanza forte da piegare il metallo ?

      Non mi risulta che ad oggi esista un test "da campo" per le "sostanza psicotrope".

      Ti devi aggiornare : esiste il [ Cozart RapiScan ], e viene già utilizzato in alcune città ''italiane'' ed anche a [ 051 ].

      Ovviamente se si considera un veicolo che si muove agganciato ad un binario dentro un tubo senza ostacoli di sorta, le variabili si riducono.

      Oh, le possibilità di incidente si ridurranno anche in un sistema di traffico urbano in cui tutte le macchine sono intelligenti e comunicano tra loro.

      Prevengo la risposta sciocca: allo stato attuale NON esistono veicoli completamente autonomi.

      Beh ...
      tu guardi solo indietro, è cosa risaputa.

      ===

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    4. "Educati allo sballo moderato"...??????

      Per caso, Marco Poli, tu hai figli?

      Quello che insegno io ai miei è che non si sognino neanche di avvicinarsi a qualsivoglia droga (leggera, pesante). E glielo motivo.
      Io ho avuto la fortuna che "ai miei tempi" io non ero "cool" e quindi nemmeno la marijuana ho provato. Inoltre nelle mie zone non c'era modo di avvicinarsi alla droga (nessuno stava fuori della scuola a offrirtela). Poi ho conosciuto, tra i 20 e i 30 anni, persone che invece questa fortuna non l'hanno avuta e beh, era evidente che in molti casi avevano qualcosa di "bruciato" (non riuscivano a prestare attenzione per più di una decina di minuti, a dire tanto; non capivano le domande che venivano loro fatte, e mi frustrava tantissimo il fatto e non capivo come poteva essere così).
      Un ragazzo particolarmente me lo ricordo, era un amico di un amico, lo vidi solo quella sera e non riusciva a tenere lo sguardo fisso su qualcuno o qualcosa. Era dovuto (disse il mio amico) al fatto che aveva costantemente fumato marijuana negli anni.
      Per la cronaca: quel mio amico fumava saltuariamente marijuana. Ma mi confessò che era per debolezza, l'aveva provata, gli piaceva e non riusciva a smettere. Mi consigliò di non provare mai e beh, il suo consiglio lo seguo alla lettera.

      Io sono convinta, comunque, che se per qualcuno "sballarsi con la droga" è il massimo allora abbia qualcosa che davvero non va.
      Ci sono decine di altri modi di avere sensazioni simili, come una cena tra amici e le chiacchere che ne seguono, una serata a guardare un film, giocare a carte, leggere un libro (magari a voce alta insieme), passeggiare la sera, praticare uno sport.
      La droga mi sembra come mangiarsi le patatine da soli e di nascosto, con la differenza che le patatine fanno solo ingrassare te, la droga ti fa perdere il controllo e mette in pericolo gli altri.

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    5. Marco, il tuo concetto di "realtà concreta" si fonda sempre sulla idea che la propaganda ti ficca nella testolina, quella del "dato di fatto".

      E' un "dato di fatto" che la gente beve, quindi è "normale" bere, quindi "è giusto" bere, quindi è un "diritto" bere. E il cerchio si chiude.

      Il risultato finale è che la legge finisce per ufficializzare la catena "diritto - giusto - normale - tutti lo fanno", ESATTAMENTE quello che sta succedendo per le "droghe leggere", per la immigrazione, per tutte le leve che il Piano prevede per scardinare la nostra società.

      Ma io sono abbastanza vecchio per ricordare come venti o trenta anni fa il consumo di alcol "ricreativo" era sostanzialmente sconosciuto in Italia, fatto salvo i vecchi col quarto di vino all'osteria e l'occasionale grappino.

      Il consumo di droga (se escludiamo l'oppio collegato agli imperi coloniali, non a caso sopratutto anglofoni), comincia negli anni '70, dove faceva parte di tutta la manfrina "ribellistica/giovanilistica" che ancora postulava lo scardinamento della "società borghese" e "occidentale".

      Solo che a quel tempo era chiaramente percepito come una devianza e di conseguenza una presa di posizione "politica". Rispetto ad oggi, non era affatto "normale" assumere "sostanze psicotrope", era qualcosa che ti poneva DI PROPOSITO FUORI dal "vivere civile".

      Riguardo il test, mi sa che COME AL SOLITO non hai letto le specifiche. A parte che il test non è preciso e richiede esami di laboratorio, l'inconveniente è che le "sostanze" non vengono metabolizzate come l'alcol e rimangono rilevabili a giorni di distanza dalla assunzione, molto dopo che gli effetti sono cessati. Cioè tu prendi la pasticca e tre giorni dopo risulti ancora positivo. Se tu ti informassi invece si sparare a vanvera, sapresti che questi test sono inutili perché arrivati in tribunale non c'è modo di correlare l'assunzione della sostanza nel momento X ad uno stato di alterazione nel momento Y, anche con esami di laboratorio approfonditi su sangue e urine. Ergo, l'unica conclusione razionale sarebbe di ritirare la patente a chiunque faccia uso di "sostanze psicotrope" non nell'immediato del controllo come si fa con chi beve ma a prescindere, cioè se come "consumatore abituale" lo fa un giorno qualsiasi. E siccome non si può distinguere il "consumatore abituale" da "ho provato per gioco", chiunque prenda una pasticca o fumi lo spinello dovrebbe essere escluso dalla guida di veicoli e da tutte le professioni che escludono lo stato di alterazione di coscienza.

      Riguardo il "futuro", ciccio, se escludi le persone, tantissimi problemi si risolvono. Questo è altrettanto MALATO che suggerire di insegnare ai bambini a drogarsi nelle scuole.

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    6. @ "anonimo":

      Non è questione di avere figli. La domanda "ma tu hai figli" non ha senso.

      Le cose scritte qui derivano da una visione del mondo o più precisamente dalla idea di "persona", cioè "come dovrebbero essere le persone".

      Marco è figlio dei tempi. Per lui è "normale" che una persona abbia il "diritto a un sano e rituale sballo moderato".

      Il concetto di "diritto" dipende dal concetto di "necessità" che è "giusto" soddisfare. Quindi nella idea di "persona" di Marco, lo "sballo" è una "necessità" primaria come il pane e di conseguenza lo Stato ha il dovere di consentire ad ognuno di sballarsi.

      Da cui, cosi come è consigliabile insegnare ai bimbi come mangiare sano, secondo Marco sarebbe consigliabile insegnargli lo "sballo moderato".

      Essendo Marco estremamente limitato non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello che l'idea di "persona" che necessiti dello "sballo" sia una idea ARTEFATTA, la considera "dato di fatto", quindi essenzialmente lo stato "naturale".

      Non gli viene da pensare che nella antichità lo "sballo" non era una abitudine ma era un rituale sacro che metteva l'uomo in contatto con la divinità. No, invece del messaggio degli dei si tratta semplicemente di noia.

      E veniamo al dunque. Cosa c'è sotto? Sempre il concetto che siamo merda, viviamo nella merda e quindi dobbiamo negare noi stessi. Lo "sballo" altro non è che una forma mediata di auto-distruzione, di negazione di se. Se muovi dalla scala individuale a quella collettiva, una società di sballati è una società che rinnega se stessa, che postula come il "reale" sia qualcosa da cui fuggire.

      Lo dico sempre, ogni fenomeno odierno è una tessera di un mosaico, se li metti assieme, vedi il fottuto disegno.

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    7. @ "anonimo":
      Prego prestare attenzione. Secondo il discorso che facevo sopra, non si tratta di dire ai figli di stare lontani dalla droga perché fa male, come non toccare l'ortica che punge.

      Piuttosto si tratta di costruire persone "integre" che non abbiano nessuna "necessità" (o voglia o ambizione, desiderio) di negare se stesse o il mondo che le circonda.

      Ergo, costruire la coscienza e l'apprezzamento di se e delle cose. Affermare invece di negare. Costruire invece di demolire. Consolidare invece di indebolire.

      Lo "sballo" non è affatto una cosa "normale" e non è nemmeno qualcosa di "naturale". E' un costume che ci è stato imposto insieme a tante altre cose tramite il lavaggio del cervello.

      Bisogna "solo" svegliarsi.

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    8. Tanti blah blah, Lorenzo : io ti ho postato dati, tu fai chiacchiere per giustificare, sotto forma di princìpi dimostrati ( ... ) la lista delle tue fobie che ti allontanano dal mondo concreto.
      E ti arrocchi nel cantuccio tuo ... stacci pure, se stai comodo.

      E' noioso, giocare una partita con un baro che modifica le regole come gli pare e piace ( e gli fa ''vincere'' la partita facile );
      Lorenzo, modifichi il campo di Realtà in modo utile a te, ad esempio :

      Da cui, cosi come è consigliabile insegnare ai bimbi come mangiare sano, secondo Marco sarebbe consigliabile insegnargli lo "sballo moderato".

      Ho scritto ''bimbi'', io ?
      Ho scritto ''ragazzi''.

      E poi, fai sganasciare quando ti atteggi a campione del foro ...
      ma ti rileggi mai, Lorenzo ?

      Nel commento di anonimo, più semplice ( peraltro straletto e strasentito ), è ancora più evidente il muro culturale generazionale : pipponi ai figli sulle ''droghe'', ma non 1 parola sul consumo di alcool che, è noto, fa più morti delle droghe.

      Ma è ''tradizionale'' ...

      aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah !

      Che palle, che fate venire, tristi soggetti morigerati ... ma uscite mai dalla scatola ?
      Avete proprio bisogno di uno sballo moderato, diventereste un po' meno limitati e usereste maggiormente il cervello, fuori dai pattern ricorsivi che, al minimo, vi fanno sembrare noiosi, al massimo casi psichiatrici.

      { buona domenica, e auguri per il resto della vita }.

      ===

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    9. "Che palle, che fate venire, tristi soggetti morigerati ... "

      Hai detto tutto.

      "fuori dai pattern ricorsivi che, al minimo, vi fanno sembrare noiosi, al massimo casi psichiatrici."

      Pagliaccio, ci sei te fuori dai "pattern ricorsivi" !!!
      Te vai bene perché. COME SEMPRE, non ti rendi conto di nulla, sei inconsapevole di essere solo una macchinetta che ripete luoghi comuni.

      Di tutte le cose ridicole o folli che hai scritto, quella più insopportabile è che ritieni di possedere il metro con cui si misura il "reale", tu sei "reale", le cose che confliggono col tuo "reale" sono "irreali".

      Si, tocca a me lo psichiatra, certo.
      Alla fine l'errore è sempre uno solo, non pigiare il bottone cancella, sapendo con chi si ha a che fare.

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  3. Avete proprio bisogno di uno sballo moderato, diventereste un po' meno limitati: tieniti il tuo sballo moderato! Io scelgo di non averlo, e di costruire il mio futuro senza ottundere volontariamente i miei sensi. Io, sebbene non possa dire di avere una vita rilassante, ho un sacco di momenti in cui penso che sono davvero felice. Oggi guardando mia figlia fare ginnastica, per esempio. Non mi serve lo sballo. Mi serve sapere che il mondo attorno a me e ai miei figli è ancora sano. Qui non si sognerebbero mai di liberalizzare le droghe leggere, e nonostante tutti i difetti di questo posto, questa è indiscutibilmente un valore aggiunto.

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    1. Be, però li tua figlia, se non fosse protetta dalla "bolla di estraneità" e se non vivesse in una "intorno speciale", sarebbe considerata un animale da cortile.

      Comunque, ripeto, non è questione di effetti biochimici, si parte dalle premesse. Se la premessa è che tu non sei "veramente" tu nello stato normale e per diventare "vera" devi assumere sostanze che cambiano la tua personalità (insieme alla percezione delle cose), allora prendere la droga è una cosa buona e, entro certi limiti, necessaria.

      Come dicevo, nella antichità si faceva per lasciare l'immanente ed entrare nel trascendente per comunicare con gli dei. Ora, nel mondo che equalizza tutto e tutti, si tratta di una versione biochimica della "realtà aumentata" che in un altro livello di stupidaggini ti vendono con gadget elettronici.

      La logica è la medesima, tu al naturale fai schifo, quindi devi essere "aumentata".

      Prego valutare le implicazioni di questo concetto infilato nelle testoline dei bimbi.

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    2. Ovvero, che senza il gadget e senza sballo, fondamentalmente non puoi vivere come essere umano completo, sei qualcosa di meno.

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  4. Se detassassero il mio già misero stipendio farei legalizzare ogni droga.
    Sarà che di tutti i ragazzi che ho conosciuto io, probabilmente nemmeno un dieci per cento sarebbe andato in farmacia a comprarsi l'erba...

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    1. Non capisco il nesso tra detassazione e legalizzazione della droga.

      Io ho conosciuto gente che faceva uso di droga solo quando sono stato costretto ad uscire dalla mia cerchia abituale, cioè durante la naja e al lavoro, luoghi in cui sono stato a contatto con persone di estrazione eterogenea e almeno dieci anni più giovani di me.

      Come ho detto, ho avuto modo di assistere al cambiamento del costume. Quando andavo a scuola io, chi faceva uso di droga lo faceva come parte di un contesto di "antagonismo socio-politico". Poi piano piano si sono imposte anche nella vita quotidiana "convenzionale" delle mode e dei modelli importati dalla "anglosfera", quando siamo passati dalla "contestazione" (modello ribellistico) ai proverbiali "yuppie" (modello di successo). All'inizio si trattava di sciocchi simbolismi americaneggianti, pensiamo ai "paninari" e al Jovanotti prima maniera, poi la faccenda si è estesa e approfondita ridefinendo appunto le abitudini, non solo nella "Milano da bere" ma in maniera capillare nelle provincie e nei paesi. La dove una volta c'era l'osteria con le carte e il quarto di vino, diventa "normale" divertirsi prendendo una sbronza di super alcolici e/o tirando il cannone o peggio, magari in un anonimo parcheggio o trovandosi a casa di un amico.

      Fa tutto parte di un meccanismo che definisce e ri-definisce il "costume", pensiamo alle cose che sono state recentemente "legalizzate" o di cui si propone la "legalizzazione", a parte la droga. Quando ero ragazzo io ad esempio, lo "omosessuale" era un tipo alla Zeffirelli. Poi c'è stata la moda stramba dei "viados", spariti quando sono arrivate le minorenni dell'Est, oggi l'idea di omosessuale è un energumeno dei reparti speciali che vuole essere chiamata Patrizia, raffigurata nel quadretto felice con in braccio un bimbo apparso dal nulla ma frutto dell'amore e il marito Peter, designer di Adelaide. Oppure che ne so, per me "straniero" era un bambino trapiantato dalla Sicilia, adesso i miei nipoti frequentano le proverbiali classi "multi-etniche".

      Riguardo la farmacia, è un altro fraintendimento che viene da una argomentazione che mi sono dimenticato, quella dello "uso terapeutico". Si può mica negare agli ammalati le maria di cui hanno bisogno per stare meglio.

      In realtà cosi come la vodka non la compri in farmacia ma alla Coop, allo stesso modo se la droga fosse "legalizzata", la compreresti in una "drogheria", cosi come le sigarette in "tabaccheria". O da un distributore automatico. Dal punto di vista dello Stato si riduce tutto a concessioni, marche da bollo e imposte.

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    2. Ipotizzavo uno scambio equo: tassate la maria, detassate me che non la uso e peso meno sul SSN...

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    3. Se non la usi sei parte delle Armate della Paura che schiacciano la diversità. Altro che detassarti, dovrebbero rinchiuderti. Come vedi nel contorno di questo post e soprastante.

      Poi, io non fumo e sono astemio, non mi risulta che mi abbiano mai ridotto le imposte. Quindi, ipotesi che non si da, a prescindere.

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