martedì, settembre 06, 2016

Una storia italiana e autoironia involontaria

Mentre le Procure sono al lavoro per trovare i "colpevoli" dei crolli in occasione dell'ultimo terremoto, mentre i giornalisti scrivono pezzi sulla necessità di "piani antisismici", mentre la radio ci illustra l'idea del "libretto del fabbricato", eccetera, stamattina leggo questo articolo sul sito di Repubblica, che cita come esempio un certo costruttore le cui case hanno resistito al terremoto.
Il costruttore-eroe di Amatrice

[...] Quante ne ha fatte?
"Credo un'ottantina, delle quali almeno 60 in paese. A 40 anni ho smesso di fare il macellaio perché mi ero stancato. Non avevo figli, volevo godermi la vita. Dopo un po' di tempo però mi sono reso conto che non riuscivo a stare con le mani in mano e ho iniziato a costruire delle case".

Che anni erano?
"Ho lavorato più o meno dal 1969 al 1985. Facevo tutto da solo, all'inizio realizzavo uno schizzo della casa. Poi sceglievo i materiali e arruolavo gli operai. Il geometra si occupava di fare tutte le carte, completare il mio disegno e presentare le varie richieste di autorizzazione, magari senza neanche vedere la casa".

E il rispetto delle norme antisismiche?
"Ci pensava il tecnico a sistemare i fogli necessari, quello non mi riguardava ma so che era sempre tutto in regola con le leggi del tempo.
Se qualcuno passa di qui e legge questo post come "ecco, un altro palazzinaro infame che specula sulla pelle della gente", si sbaglia. Invece dovrebbe leggerlo come: tutta l'Italia, in special modo quella rurale, è costruita cosi. PER PRIMI i cosiddetti "edifici storici", i quali non solo sono stati costruiti da contadini, sono anche stati costruiti con i materiali del posto, quindi invece di cemento armato e tondini di ferro a spanne, sono sassi, malta e legno a spanne. Il risultato è che o smettiamo di prenderci in giro e cominciamo a demolire e ricostruire, oppure ci mettiamo una pietra sopra, in senso pratico e in senso figurato, accettando il fatto che ogni terremoto futuro farà centinaia o migliaia di morti. Il resto sono chiacchiere vuote di gente che deve giustificare lo stipendio.

9 commenti:

  1. Ieri ho letto velocemente l'articolo di Repubblica.
    Che riportava che le case costruite dall'ex-macellaio hanno resistito bene.
    Il tuo dubbio è che sia una panzana?

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    1. Non ho alcun dubbio. L'articolo descrive un panorama desolante di cialtronaggine onnipresente e campestre in quella parte di Italia per cui tu vai in brodo di giuggiole e che invece è una vergogna inguardabile. Per secoli gli ex macellai hanno costruito case, quello che vedi è il risultato. Poi mi tocca leggere le invettive contro la "modernità".

      Vabe dai, predico nel deserto.

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    2. Allora hai citato un.. controesempio della tua teoria, ovvero un cialtroni che ha realizzato edifici semplici ma robusti.
      Il problema sono gli ing, le arch, i geom , i maniscal e i panetti che hanno realizzato o mantenuto la roba che è venuta giù.No?!

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    3. Io non ho nessuna TEORIA, quelle le lascio agli "ecologisti" e ai compagnucci.

      Non posso che ripetere la stessa tiritera: TUTTI gli edifici dell'Italia "campagnola" o "rurale", cioè quelli dei "paesi", sono costruiti col culo da gente che fa tutt'altro di mestiere. Quando dico TUTTI intendo sia quelli di trecento anni fa che quelli di un anno fa.

      Con due possibili considerazioni accessorie: in certi casi fanno eccezione le chiese, perché in quel caso a volte c'erano i soldi per chiamare dei professionisti da fuori e in certi casi il semplice uso di materiali contemporanei supplisce per pura fortuna alla cilatronaggine della costruzione, che non si sbriciola come quelle fatte di ciottoli.

      I problemi sono DUE.
      1. gli edifici sono macchine con una loro complessità meccanica. Nessuno volerebbe su un aeroplano costruito da un macellaio. Per qualche ragione invece con le case nessuno si pone il problema.
      2. a parità di macellaio o di ingegnere, la muratura in ciottoli e malta è meccanicamente molto molto molto peggio di una struttura in calcestruzzo e tondini di ferro. Non esiste nessuna "qualità" nell'edificio "storico", è un cumulo di merda con sopra un tetto. Aveva un senso quando la gente moriva di fame e allora dovevi dire "poveretti, almeno hanno un tetto sulla testa". Oggi ha il senso di "sono un cretino e non distinguo la merda dalla cioccolata".

      Riguardo l'estetica, essendo noi un paesi di macellaio costruttori, solo pensare che ci sia una questione estetica (in positivo e in negativo) mi fa sbellicare dalle risate.

      Quindi no.

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    4. Ad un occhio non dico "esperto" ma almeno "curioso" basta guardare un edificio per capirne epoca e caratteristiche costruttive.

      La faccenda della manutenzione e del consolidamento è una delle tante balle (menzogne, paradossi) nelle quali sguazzano felici gli Italiani. Non si può fare ne manutenzione ne consolidamento ai castelli di sabbia. Si può FARE FINTA, alla napoletana. Leggevo l'altro giorno che in occasione del terremoto di Napoli tirarono su dei ponteggi a caso, li lasciarono li un po' e poi li tolsero senza avere fatto nulla. Ma gran lavoro di autorità, macellai e geometri per fare girare i soldi.

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    5. Eh ...
      avete ragione tutti e due : il romantico Uomo nel sottolineare che l'esempio dell'ex-macellaio ed ex-muratore è un'eccezione virtuosa al quadro generale, e il pragmatico Lorenzo che stigmatizza lo stesso esempio come un pattern replicato malamente il più delle volte, diciamo sistematicamente e con esiti spesso dissimili dal lieto fine delle case costruite dal signor Rubei.

      ===

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    6. Se invece di fare il costruttore si fosse inventato chirurgo, sarebbe andato bene uguale?

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    7. Lorenzo, non uscire dai contorni della storia : ha scelto di fare il muratore perché se lo sentiva nel sangue.
      E i FATTI gli hanno dato ragione.

      { non ha scelto di fare il chirurgo, e non avrebbe potuto fare il chirurgo siccome sprovvisto di preparazione scolastica e accademica }.

      Poi, c'è da mettere a fuoco quel Ci pensava il tecnico a sistemare i fogli necessari, quello non mi riguardava ma so che era sempre tutto in regola con le leggi del tempo.
      cioè ci sarebbe ...
      ci sarebbe da verificare QUALI erano le norme anti-sismiche al tempo della costruzione delle palazzine crollate come castelli di sabbia durante il sisma principale ...
      ci sarebbero da individuare i casi criminosi e i colpevoli ...
      MA [ il Sistema protegge sé stesso ], come sempre.

      Ci sarebbe.

      Perché, mi sembra e guarda il caso, del sisma non se ne parla già più ( confermando [ l'analisi di Ugo Bardi ] del 26 agosto ).

      E il “libretto della casa” ?

      ===

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    8. Ah signore, l'italianismo onnipresente.

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