domenica, settembre 18, 2016

Windows Update bloccato su Windows 7

Siccome non ci facciamo mancare niente, stasera mi accorgo di un problema in Windows 7. Windows Update mi segnala che ci sono sette pacchetti da installare, io pigio "installa", lui fa finta di partire ma rimane li con la lucina che va avanti e indietro e non fa nulla. Non vedo errori di sorta, non c'è niente di evidentemente bloccato ma Windows Update non fa nulla.

Soluzione:
1. nella finestra di Windows Update guardo che pacchetti mi propone. Escludo gli aggiornamenti di sicurezza e quelli di Explorer, cerco quelli che MS chiama "update rollup", sono dei pacchetti cumulativi che aggiornano vari aggeggi di Windows, tra cui, badate bene, gli aggiornamenti a Windows Update medesimo. Seleziono e guardo a destra, c'è il link "dettagli", pigio e si apre la pagina MS che spiega la rava e la fava sul pacchetto selezionato, sotto ci sono i link per il download manuale. Scarico manualmente il pacchetto per la mia versione di Windows (7 - 64Bit). Alla fine non importa come ci arrivate, dovete trovare gli ultimi "update rollup" sul sito MS e scaricarli.

2. arresto il servizio Windows Update.
Si fa in vari modi, io apro il coso per gestire i processi, vado sulla "scheda" servizi, sotto c'è il bottone "servizi", si apre la finestra di amministrazione dei servizi di sistema, li ordino per "avviato" e trovo Windows Update, seleziono e faccio "arresta" (nota che è temporaneo).

3. clicco sul pacchetto che ho scaricato.
Se tutto va bene fa un paio di giri e poi si apre una finestra che dice "installa", io ovviamente installo. Un po' di melina, poi parte la barra di avanzamento, alla fine mi dice "riavvia". La rogna è che a quanto ho capito bisogna riavviare dopo ogni pacchetto, io ne ho installati due uno dopo l'altro.

A questo punto dopo il secondo riavvio, ho aperto Windows Update del menu di Windows e ho forzato un "cerca aggiornamenti", ci ha messo un po' ma vedevo che il disco girava e girava, anche troppo secondo me, quindi stava facendo qualcosa, forse rigenerando qualche indice, alla fine mi ha riproposto otto pacchetti da installare (ne avevo tolti due dai sette precedenti, quindi ce n'erano tre nuovi), faccio installa, altro giramento di disco, alla fine installa, tutto bene, riavvio. Per sicurezza dopo il riavvio rifaccio "controlla aggiornamenti", sembra funzionare.

Per adesso tutto bene. Ho il sacro terrore di dovere reinstallare Windows, una operazione che mi porterebbe via dei giorni, lacrime e sangue.

E qui apro una parentesi: Al netto delle sue rogne particolari, installare Linux è mille volte più semplice e rapido. Ci sono varie ragioni. Per prima cosa la installazione tipica delle distribuzioni più diffuse comprende tutto, sistema operativo, driver e un set più o meno completo di programmi (es. Libreoffice). Quindi non bisogna andare in giro a cercare i vari pezzi e poi installarli uno alla volta. Un'altra ragione è che si può usare una chiavetta USB, un CD (oggi purtroppo serve almeno un DVD nella maggior parte dei casi) oppure si può installare tutto da Internet, partendo solo con una chiavetta o un CD che contengono solo il programma di installazione e in questa maniera c'è anche il vantaggio che è tutto aggiornato. Poi ci sono anche i virtuosismi, per esempio usando una partizione separata per la directory "/home/" si può reinstallare tutto mantenendo configurazioni dei programmi e documenti (si potrà fare anche con Windows ma non altrettanto facilmente).

18 commenti:

  1. Ah, il giramento di disco!
    Comunque installavo anch'io stasera, e se mi avessi visto ti sarebbero venuti i capelli ritti e bianchi per l'orrore e il disappunto (sono una dilettante).
    Via, è andata anche per me, almeno pare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dipende da installare cosa, installare dove, installare come. In Windows, pacchetti di Update a parte, tutto viene delegato a chi assembla il "setup", può letteralmente fare qualsiasi cosa. Pensando a quanto sono eterogenee le "fonti" da cui provengono i programmi per Windows, c'è veramente da dormire preoccupati.

      In Linux si può fare tutto ma lo devi fare tu di proposito. Per installare un normale programma invece lo prelevi dal "repository" che di solito è "garantito" da chi organizza la distribuzione e lo installi tramite un aggeggio che si occupa di verificare che sia compatibile con il sistema, che tutte le cose vadano al posto giusto. In Linux, dato che le librerie sono condivise, il problema principale è che quando installi il programma X, l'aggeggio deve verificare che le "dipendenze" siano soddisfatte, cioè che le librerie necessarie al programma siano installate nella versione prevista. D'altra parte c'è l'inconveniente che bisogna compilare i programmi esattamente per un certo insieme di librerie, quindi una particolare versione della distribuzione, tutti i programmi devono essere "sincronizzati".

      Elimina
  2. Scusa lo metto qui: Foto pixellate, un software riconosce gli elementi oscurati che riprende questo preprint: Defeating Image Obfuscation with Deep Learning. Appena ho tempo lo leggo.
    L'unica via è mettere un bel quadratone nero sulle parti sensibili, mi pare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No. La via è non pubblicare una immagine che non vuoi che sia pubblicata. Non ha nessun senso "pixellare" una immagine e mandarla in giro se contiene informazioni che non devono essere divulgate.

      Comunque secondo me non hai capito bene il meccanismo. Mentre una informazione criptata è codificata allo scopo di potere essere de-codificata, quindi non possono andare persi del pezzi nella trasformazione nelle due direzioni, le immagini vengono modificate con algoritmi che invece scartano le informazioni di proposito. Per esempio quando aggiungi la "compressione" per ridurre la "dimensione" della immagine (o del video), ovviamente devi scartare quante più informazioni possibile, scegliendo quelle che non sono indispensabili all'occhio umano per riconoscere l'immagine e poi scegliendo quelle che creano degli "artefatti" accettabili, a seconda della "qualità" che vuoi mantenere.
      Il processo di "compressione" ovviamente non è reversibile, di proposito.

      Applicando un procedimento come quello dell'articolo, cioè indovinando quale algoritmo è stato applicato per modificare l'immagine campione, non si ripristina quella immagine, se ne crea una nuova che contiene le informazioni iniziali più delle informazioni nuove che approssimano secondo determinati criteri, più o meno validi quelle scartate dal campione. Infatti dicono che la nuova immagine corrisponde al X% dopo Y tentativi.

      Mi sfugge lo scopo. Se per "pixellato" si intende una immagine a bassa risoluzione di cui si vuole ricreare un dettaglio in alta risoluzione, per esempio per riconoscere una persona ripresa da lontano, direi che è abbastanza impossibile, sono cose dei film.

      Se invece per "pixellato" si intende una immagine ad alta risoluzione a cui è applicato un certo algoritmo in un unico passaggio per alterare un'area, allora l'approssimazione potrebbe funzionare entro i sopracitati limiti. Ma torniamo a bomba, solo uno scemo fa circolare una immagine che non vuole che sia riconoscibile.


      Elimina
    2. Ah, faccio un esempio concreto. Molti anni fa ho lavorato alla codifica video per la TV. Funzionava cosi, si facevano le riprese e si scriveva su nastro nel formato più "denso" disponibile. Poi per i vari usi si passava via via a formati che scartavano informazioni. Se avevi bisogno di fare "editing" del video non andavi a prendere la videocassetta VHS destinata al normale televisore CRT, andavi a prendere il nastro "denso" originale o una copia (idealmente) 1:1, oppure la prima codifica nel formato digitale NON COMPRESSO.

      Elimina
    3. L'esempio di StreetView mi fa ridere. Google ha le immagini non artefatte, quelle artefatte le pubblica su Internet. Se la CIA vuole sapere chi è il tale nella immagine X chiede a Google l'originale, non ha bisogno di ricostruirlo dalla immagine artefatta. Viceversa, chi si mette in casa un sistema per ricostruire le immagini di StreetView, a chi interessa sapere chi è il tizio della immagine X, a quelli che abitano nei dintorni? Quelli lo riconoscono comunque dalla casa, dalla macchina, dai vestiti, dalla corporatura, eccetera.

      Balle.

      Elimina
    4. Guarda che ho capito che non è una ricostruzione.
      Loro dicono: "indovinando" l'algoritmo, allora da un database di tot elementi si riesce a vedere quali potrebbero corrispondere a tale trasformazione. Ovvio quindi che ci sia un margine di errore (quantificato).

      L'utilità è questa: dimostrare che, volendo, uno può avere una sorta di best guess plausibile riguardo a qualcosa che si crede totalmente oscurata.

      Di solito giornali e altro mettono foto (tipo delle celebrities) e blurrano i volti dei figli delle celebrities perché magari sono bambini, pensando che con quello basta per proteggere la privacy di quei bambini. Invece, in teoria, dovrebbero non metterle. O mettere un cerchione nero a coprire il volto del bambino.

      Comunque, ovvio che non si può risalire all'indentità esatta e alla forma della foto "prima" della trasformazione, infatti gli algoritmi apposta scartano parte dell'informazione.

      Elimina
    5. Io non riesco a capire niente di questo argomento.

      Primo, l'articolo tecnico mi sembra che descriva un caso semplificato di attacco "brute force", semplificato perché si tratta di scegliere un algoritmo tra un gruppo di algoritmi noto a priori. Il "best guess" non è sulla immagine ma sull'algoritmo usato per gli elementi artefatti, da cui poi si elabora una "ricostruzione" che "inverte" l'algoritmo. Il software non "capisce" l'immagine, cioè quello che rappresenta, capisce solo i numeri e gli algoritmi che producono quei numeri. In questo caso invece di creare un algoritmo che contiene già le associazioni, anteponi un sistema di "apprendimento" per cui gli dici "giusto" e "sbagliato" e il software crea le sue associazioni, che poi non è diverso dai banali filtri anti-spam per le email.

      Secondo, la faccenda delle foto dei figli delle celebrità è completamente assurda. Lo "oscuramento" delle facce dei figli non protegge nessuna privacy perché rappresenta un evento che è descritto nel testo che accompagna l'immagine, tipo "ecco il signor Mario coi figli sulla spiaggia di Riccione", l'unico effetto concreto è che impedisce che le immagini siano utilizzate per ulteriori elaborazioni, come incollare una faccia della immagine X sopra l'immagine Y, in considerazione anche del fatto che ogni tot persone ci sono un certo numero di pazzoidi.

      Le immagini dei figli delle star sono pubblicate perché alla gente interessa, ovvero si ammette un certo livello di pazzia e poi si mette un limite all'ulteriore pazzia "oscurandole". Esattamente come quando mettono le foto dei tagliatori di teste islamici che reggono una testa per i capelli e poi "pixellano" la testa. Fa abbastanza ridere, il vorrei ma non posso.

      Elimina
    6. Un'altra cosa che mi fa ridere è che la maggior parte della gente non ha problemi ad usare un gadget permanentemente collegato ad una rete che registra qualsiasi cosa la persona stia facendo, compresa la posizione geografica ma le foto pixellate. Boh.

      Elimina
    7. 1) Io non ho detto che le foto pixelate sono il diavolo ma il dispositivo che ti traccia è ok.

      2) I bambini fotografati e messi sui giornali erano solo un esempio.

      Elimina
    8. Il fatto è che non immagino nessun esempio per il quale serva davvero "pixellare" l'immagine e/o rigenerare una immagine "pixellata".

      Elimina
    9. Serve pixelare un'immagine? Anche secondo me no. Ma è una pratica comunissima.
      Serve rigenerare un'immagine pixelata? Anche qui, non è detto che serva, ma è una sorta di "proof of feasibility". Una prova che in teoria hai un margine (quantificabile) di indovinare alcune informazioni perse (detta molto alla carlona).

      Elimina
    10. Correzione, indovinarle sapendo a priori quali algoritmi sono stati usati.

      Elimina
  3. Usa Linux, perchè ti ostini ad usare Windows ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uso Linux sul portatile ma sul fisso ho Windows perché a suo tempo ho pagato la licenza.
      A parte che serve sempre avere i piedi in tutte le scarpe possibili, l'ho pagato e lo uso.

      Elimina
  4. Ciao Lorenzo,
    non so se hai risolto per Windows 7 ma io ho seguito questa soluzione e ha funzionato perfettamente in tempi rapidi:
    http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Il-Windows-Update-di-Windows-7-e-bloccato-la-soluzione_14357
    Buon lavoro e ottimo blog!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si io ho risolto. La soluzione consiste nello scaricare gli ultimi pacchetti "update rollup" (quelli che mancano), arrestare il servizio Windows Update e installare manualmente i pacchetti scaricati.

      Puntare ad un articolo che specifica quali pacchetti esattamente non credo sia una buona idea perché c'è una buona possibilità che l'articolo sia datato e che quei pacchetti siano già presenti nel sistema, per cui non si risolve nulla.

      Invece come dicevo, bisogna installare gli ultimi disponibili in ordine di tempo. C'è un sito apposta di MS che però richiede di usare IE.

      Elimina