giovedì, ottobre 13, 2016

Assistente Digitale


Ho avuto una epifania leggendo questo articolo.
Quando Google è stata fondata, erano circa 300 milioni le persone che utilizzavano Internet. La maggior parte di loro stava seduta davanti a un pc in cerca di risposte, che si presentavano sotto forma di link blu. Oggi, ci sono circa 3 miliardi di persone connesse a Internet che cercano informazioni e aiuto di ogni tipo e ovunque si trovino: in auto o in aula, da casa o dal telefono che hanno in tasca. Indipendentemente dal contesto e dal dispositivo, le domande che possono essere poste sono ancora di più e noi possiamo fare di più per aiutarvi a ottenere le risposte che state cercando.
Per prima cosa, notate che nell'articolo le "persone connesse" non usano i dispositivi per produrre contenuti ed Internet per condividere contenuti con altri, sono attaccati ai loro dispositivi elettronici per domandare, farsi dare le direttive, per farsi "aiutare". Concetto drammaticamente inquietante.

Comunque, la conclusione è che la storia della "intelligenza artificiale" è sostanzialmente una balla. Lo "assistente digitale" altro non è che un ulteriore passo verso la semplificazione della INTERFACCIA con cui l'utente utilizza i vari gadget elettronici. Semplificazione che si rende necessaria a fronte delle limitazioni fisiche dei gadget tascabili o portatili e la limitazione culturale dell'utente che li adopera. L'assistente digitale sostituisce ove possibile la interfaccia "touchscreen" e consiste banalmente in una interfaccia vocale assistita, cioè non attende passivamente che l'utente pronunci a voce i comandi previsti ma, tramite un meccanismo di "apprendimento", gli propone di sua iniziativa dei contenuti o delle azioni, correggendo automaticamente le inevitabili imprecisioni e ambiguità del linguaggio parlato.

La interfaccia vocale è la risposta al paradosso della sofisticazione sempre maggiore dell'elettronica e del software che va sprecata per la incomprimibilità dei limiti di cui sopra, non si può infilare più di tante cose in uno spazio piccolo e non si può chiedere ad un utente di imparare comandi e convenzioni se non ha intenzione o capacità di farlo. Le persone imparano a parlare a due o tre anni, anche il più scemo ed ignorante sa parlare. Inoltre, eliminando il più possibile la necessità di manipolare fisicamente il dispositivo per inserire comandi o contenuti, tolgo di mezzo bottoni, tastiere, menu, la interfaccia grafica. Mi serve solo lo spazio per presentare le cose che l'utente deve o vuole fruire, testo, immagini, video, tutto il resto idealmente si può fare con l'interfaccia vocale.

Esempio, accendo lo scemofono, la vocina mi dice "ciao Mario, cosa vuoi fare?", io rispondo "ci sono messaggi per me?" e la vocina dice "sono arrivate cinque email, due sms e sette messaggi di PincoChat, li vuoi leggere?. Io gli dico "non adesso, più tardi, fammi vedere le ultime notizie" e l'aggeggio apre il sito di notizie che visito più di frequente. Come si vede io non devo toccare lo scemofono. Se poi volessi scrivere una email, si tratterebbe di "semplice" dettatura. Se volessi inviare una fotografia ad un certo servizio mi basterebbe dire "invia la foto di Luigi a PincoFoto", non devo sapere niente del file, dell'estensione, della directory, delle impostazioni del server, dei dati del mio account.

Le conseguenze nefaste di questa evoluzione sono di due ordini:
1. l'utente abdica completamente rispetto alla conoscenza e al controllo del dispositivo che usa. Diventa ancora più evidente la separazione tra il concetto di "possedere" uno strumento e di "usare" uno strumento, da cui l'elettronica diventa qualcosa che potrebbe essere anche data in uso gratuitamente, con la condizione implicita che non sia in alcun modo modificabile, a fronte dell'abbonamento ai servizi. Senza l'interfaccia vocale l'aggeggio diventa un mattone inutilizzabile. L'utente non ha alcun modo di sapere cosa faccia effettivamente il software che lo "aiuta" e lo "assiste" e non ha alcun controllo sui contenuti in entrata e in uscita, anche perché diventa impercettibile la differenza tra "locale" e "remoto".
2. uno strumento cosi concepito, a parte l'ovvia considerazione che fa solo le cose che sono consentite dal rivenditore e dal fornitore dei servizi, è in grado di tracciare l'utente in ogni momento, qualsiasi cosa faccia o non faccia. Non solo, dato che la premessa è che il dispositivo esiste per "assistere", "aiutare", quindi educare, formare, dirigere, comandare, diventa da "terminale di servizi" che era già abbastanza brutto, perfetto strumento di controllo del pensiero e della vita delle persone.

Altro che "intelligenza artificiale", casomai "scemenza artificiale".
Avanti cosi.

3 commenti:

  1. Sì, scemenza artificiale.

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  2. Sopra ho scritto "avanti cosi". Profetico.

    Brutta gente.

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  3. Interessante post. Due soli commenti. Ora tre. Mah!

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