lunedì, dicembre 26, 2016

Approfondimento sul film Captain Fantastic

Non andremo ad esaminare tutte le idee strampalate che furono partorite tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, in campo economico, politico, sociale e scientifico. Non ha più molto senso perdere tempo con gli "ismi" di allora, se non che ne paghiamo ancora il prezzo.

Invece vado ad esaminare degli aspetti tecnici che sono sottesi ad un racconto completamente scollegato dalla realtà, a riprova che la gente è condizionata alla ignoranza e alla demenza. Al protagonista e ai figli si danno poteri esoterici che sono praticamente gli stessi di Luke Skywalker nella saga Star Wars.

1. il film inizia con la scena del figlio maggiore del pazzoide che salta addosso ad un cervo o un daino armato di un coltello e lo uccide. Questo tipo di caccia non è mai stato praticato nella storia dell'umanità per la semplice ragione che è molto stupido. Chi ha provato a mettere un gatto in gabbia sa che il gatto morde e graffia ed è molto difficile sottometterlo a forza. Ora, immaginiamo di trattenere a forza di braccia un ungulato che pesa, quanto? 140 chili? L'unico modo per atterrare un animale immediatamente è colpirlo al cervello e alla spina dorsale, cosa impossibile con un coltello. Se lo si ferisce alla gola con precisione chirurgica, non muore immediatamente, ha diversi secondi se non minuti per staccarti una mano a morsi o storpiarti a calci.

I nostri antenati, in un'epoca cosi remota che non sappiamo quando, inventarono le armi inastate proprio per risolvere questo problema, ovvero per ferire la preda rimanendo a distanza di sicurezza rispetto alla sua reazione.

Una preda ferita con una lancia normalmente fugge, quindi bisogna inseguirla. Gli antenati inventarono i cani per rallentarla e immobilizzarla. Ma si ponevano due altri problemi, la preda ferita attrae altri predatori, come il lupo e l'orso, che il cacciatore isolato non vuole affrontare. Poi, una volta abbattuta, bisogna riportarla al campo, cosa che un cacciatore isolato non può fare.

Il risultato è che i nostri antenati cacciavano in gruppi di quattro o cinque individui in ottima forma e armati fino ai denti, l'equipaggiamento era lo stesso nel neolitico, nel Medioevo o per gli indigeni americani. Uno o due con arco e frecce, gli altri con lance o zagaglie, tutti armati di ascia e coltello. Più ovviamente i cani.

Una forza uguale o superiore doveva rimanere al campo per difenderlo, questo significa che una comunità con ridotta capacità difensiva e offensiva rischiava l'estinzione, per un individuo isolato era la morte certa.

2. La figlia adolescente del pazzo caccia con l'arco. Un arco semplice moderno in legno laminato con frecce con l'impennaggio di plastica e la punta di acciaio. A questo punto tanto valeva un fucile. Detto questo, nei film in generale si propone l'arco come un'arma leggera, adatta alle donne e non è affatto cosi. L'arco richiede una trazione di diverse decine di chili, tipo 20 o 30, e le donne non hanno la struttura fisica per questo tipo di sforzo. Nel medioevo gli arcieri erano pagati più dei fanti non per la precisione ma per la capacità di scoccare molte frecce prima di sfinirsi, serviva un fisico particolare e un addestramento particolare. Una cosa ridicola che si vede spesso nei film è qualcuno che tende un arco e poi tiene sotto mira il bersaglio. Cosa che è fisicamente impossibile, come tenere 30 chili con un braccio teso davanti a se.

Storicamente il problema è stato risolto con due invenzioni.
a. la balestra, ha una gittata inferiore e frecce più leggere ma si tende con un sistema di pulegge o leve, inoltre una volta tesa, rimane armata senza ulteriori sforzi.
b. l'arco compound, che tramite un sistema di pulegge, di mira e di ritenzione della freccia, risolve molti inconvenienti dell'arco semplice.

Il problema sopra descritto della necessità di inseguire la preda ferita è lo stesso della lancia ma ulteriormente esacerbato dal fatto che una freccia molto raramente è mortale. Quindi servono i cani e compagni di caccia.

3. il protagonista addestra i figli al combattimento contro avversario armato di coltello. Chi ha una infarinatura di arti marziali sa che affrontare un coltello è molto molto difficile per una serie di caratteristiche specifiche. Il coltello è facilmente occultabile, si usa a distanza ravvicinata con una gamma infinita di linee di attacco. Inoltre, è stato provato che un aggressore può compiere tra nove a dodici passi prima che l'aggredito abbia il tempo di abbozzare una reazione. Ergo, a distanza inferiore a nove passi, è praticamente certo che si incasserà almeno una coltellata.

Storicamente, è stata inventata una soluzione, la cotta di maglia ad anelli rivettati, indossata sopra una sottoveste imbottita. Questa combinazione ti rende invulnerabile ai colpi di taglio e molto ben protetto dai colpi di punta. E' stata sviluppata insieme alla metallurgia delle lame nella Età del Ferro.

A margine, probabilmente la ragione per cui in Europa non è stata sviluppata una tecnica del combattimento a mani nude dipende dal fatto che da sempre la gente andava in giro armata di coltello o di daga. Si considerava possibile affrontare un avversario armato in duello, dove sei preparato e ci sono delle regole, oppure in battaglia. Ma nella rissa d'osteria si dava per scontato l'esito fatale, a meno di essere veramente fortunati.

Si potrebbe continuare all'infinito. Per esempio, chi vive nei boschi cerca di correre meno rischi possibile, perché una ferita è un grande problema. I nostri antenati non correvano rischi inutili come scalare le pareti con le corde, anche perché significava sprecare preziose energie in un contesto di penuria.

Spero che quanto sopra faccia riflettere qualcuno.

Suggerisco anche la visione di questo film che da l'idea della realtà della vita nella "frontiera" americana.

Edit: corretta trazione arco per arco da caccia invece che da guerra. La differenza è nelle frecce che sono molto più pesanti. Vi propongo un Video di caccia con arco semplice (da piattaforma), tenendo presente che si tratta sempre di archi e frecce e animali contemporanei.

8 commenti:

  1. Molto informativo questo post. Grazie

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  2. Per puro intrattenimento, in età giovanile ero solito passare uno o due periodi d'una settimana a "barboneggiare" per i boschi dell'appennino, dalle mie parti. Sempre nella stagione estiva, ovviamente (l'inverno, ma anche solo le mezze stagioni, costituisce una complicazione non da poco che in casi frequenti può avere esito letale). Ho imparato che (ripeto) NELLA BELLA STAGIONE non è difficile cavarsela anche senza minimamente abbozzare operazioni di caccia, con raccolta nel sottobosco e pesca nei rivi (non torrenti, ruscelli con poca acqua) a mani nude. Una situazione non comoda, ma neppure così drammatica come si è soliti dipingerla (potenzialmente ci sono sia svantaggi, sia vantaggi).

    Da quelle esperienze ho imparato che IN ETA' GIOVANILE, organizzare forme di sussistenza in un arco pluriennale è sicuramente possibile senza gravi rischi AL NETTO DELLA CONCORRENZA ALTRUI (il maiuscolo indica una condizione che non si può ignorare). La caccia rimane una possibilità? Forse, ma non può certo essere una fonte primaria di sostentamento nella sua forma attiva (più probabilmente praticabili, benché dal risultato oggettivamente aleatorio, le forme di caccia basate sull'uso di trappole). Per imbastire una situazione stabilmente sostenibile, comunque sia, occorre un "periodo cuscinetto" molto ampio per organizzarsi, periodo durante il quale è necessario avere accesso a "forniture" non immediatamente reperibili in natura. In caso contrario, t'attacchi al tram anche se hai imparato a memoria il manuale delle Giovani Marmotte.

    Classifico i film come quello descritto tra gli esempi di un genere che si avvicina molto al fantasy -- favole che può essere piacevole guardare, a patto di non prenderle troppo sul serio.

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    1. Le fiabe di una volta erano tipo l'orco che torna a casa e divora i suoi figli invece del protagonista che lo inganna con un espediente. Più o meno come Ulisse col Ciclope.

      Le fiabe di adesso sono mirate APPOSITAMENTE a inculcare nelle menti una rappresentazione completamente distorta della realtà. Questa distorsione, unita alla rimozione della Storia, della "sapientia majorum", l'interruzione della continuità con gli Avi, rende poi possibile le montagne di stronzate come Osho o l'anti-specismo.

      A quanto hai scritto aggiungerei due cose: l'ambiente in cui viviamo adesso è abbastanza lontano da quello in cui vivevano gli avi qualche secolo fa. Se poi andiamo indietro di millenni, considera che ai tempi della Battaglia delle Termopili in Grecia vivevano ancora i leoni.

      Riguardo il cavarsela. In Italia se tu ti rompi una gamba in un bosco, sei sicuro che a pochi chilometri c'è un paese, ovunque tu vada. Negli USA ci sono aree disabitate dove il paese più vicino è a centinaia o migliaia di chilometri. Infatti capita tutti gli anni che qualcuno si fa sorprendere da una nevicata e muore di stenti. In ogni caso anche in Italia è da scemi andare per i boschi da soli.

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    2. Allora sono stato scemo per trent'anni buoni. Una forma di demenza che m'ha aiutato a imparare un sacco di belle cosette. Comunque, dovessi compiere una valutazione comparata circa la pericolosità di girellare nottetempo tra i boschi, fosse pure nel mese di gennaio, e quella di girellare nottetempo in certe zone di Milano e dintorni... be', hai capito.

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    3. Anche te fai lo stesso errore logico di UCoso e questo mi fa pensare che non capiti per caso ma che ci sia un "pattern".

      Io non ho detto che è da scemi andare in giro per i boschi da soli e invece è intelligente fare immersioni da soli o andare a Aleppo da soli. Se una carta azione è sbagliata non significa che un'altra azione è giusta, possono essere entrambe sbagliate.

      Inoltre, ogni contesto propone problemi diversi e quindi si richiedono soluzioni diverse. Se vai in barca in mezzo al mare, ti doterai di strumentazione per chiamare i soccorsi, compresa un segnalatore portatile e resistente all'acqua e di zattera di emergenza con dentro il necessario per rimanere in vita per un certo periodo. Siccome si sa che la gente è stupida, la Legge prevede una dotazione minima proprio per proteggere gli stupidi da se stessi. Uno dice "ma io sono andato per mare su una piroga scavata in un tronco d'albero con una pagaia e tre noci di cocco". Io non gli rispondo "bravo", gli rispondo "bravo pirla".

      Poi vedi te.

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  3. Chiedo scusa, il commento precedente conteneva refusi ed errori.
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    In ogni opera cinematografica ci sono passaggi assurdi o improbabili. Come scrivevo non mancano le incongruenze. La questione è che non ci sono solo quelle della famiglia di Captain Fantastic ma soprattutto quelle di una società "normale" che è assurda su innumerabili questioni.

    Ad esempio il fatto che, normalmente, degli obesi si cirino di cibo spazzatura in quantità patologica fino a diventare degli "ippopotami". Oppure che considerino contusioni e abrasioni dell'arrampicata segni di violenza su minori. Personalmente ho sempre considerato da persone con problemi di testa utilizzare dei SUV in ambienti urbani, come andare a teatro con uno scafandro. Nessuna persona sana di mente penserebbe ad un burbero e deciso allenatore come un violento aggressore di minori.

    Le stesse religioni organizzate sono insiemi di credenze non solo contraddittorie nei testi su molte questioni ma palesemente assurde nel complesso. Ad esempio potremmo fare un approfondimento su assurdi ecanacronistici riti di vario tipo e osservare che celebrare Hannuccà o (la fine de) il Ramadan etc. è più insensato che celebrare il compleanno di Noam Chomsky.

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    1. UCoso, farnetichi. In Italia Capitan Fantastic sarebbe sottoposto al TSO e i figli dati in affidamento ad altri, perché è palesemente una persona malata, pericolosa per se e sopratutto per gli altri.

      In questo consiste l'assordo del film, proporre come esempio un contro-esempio, ribaltando l'ottica come uno specchio.

      E se ti prendi la briga di ribaltare la realtà, tipo dire "no signori, il sole non gira attorno alla terra", ti tocca l'onere della prova. Non te la cavi con "passaggi assurdi o improbabili", che al contrario dimostrano CHE NON SAI DI COSA PARLI.

      Come ho detto, sei messo peggio di quello che credevo, sei ad un millimetro da qualche setta di stramboidi. Magari ci sei anche già stato, nella setta.

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    2. A proposito delle festività, UCoso, io non sono uno degli amichetti emiliani che fanno dell'anti-clericalismo una posa obbligata. Le religioni hanno un senso diverso per ognuno, per esempio per me sono un elemento di continuità con gli avi e le festività, essendo traslazioni di festività più arcaiche, scandiscono gli eventi astronomici, ai quali corrispondevano i cicli della semina eccetera.

      Il compleanno di Chomsky è l'equivalente della mummia di Lenin nel mausoleo. Una menzogna, un imbroglio. Non ha valore zero, ha valore negativo, è un dis-valore.

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