domenica, dicembre 18, 2016

Reale e immaginario

Leggo sul mio sito di barzellette preferito, Repubblica:
... recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo "dicono - aggiunge Citrella - che la psiche prevale sul corpo ed il riconoscimento nell'ordinamento, relativo alla sessualità non deve essere basato su un organo sessuale ma deve soppesare tutte le componenti dell'identità di genere".

Il termine "riconoscere" significa "identificare un oggetto per via del fatto che assomiglia ad un oggetto che ho già veduto".

Io riconosco una donna perché ho visto altre donne, confronto la donna appena incontrata con le caratteristiche comuni delle altre donne e se corrisponde, assumo che sia una donna.

Non gli chiedo "cosa sei?" perché se lo facessi non si tratterebbe di "riconoscere" ma di "conoscere", ovvero di vedere un oggetto per la prima volta.

L'unico modo per cui io posso riconoscere un oggetto "uomo" come oggetto "donna" è generalizzare e riconoscerlo come "essere umano" ma nello stesso momento devo negare che esista una qualsiasi diversità, cioè devo negare che esista "oggetto essere umano, tipo uomo" e "oggetto essere umano, tipo donna", solo "essere umano", senza ulteriori sotto categorie.

Il paradosso non ha mai fine. Io incontro un amico e mi fa "ciao Lorenzo". Gli rispondo, "salve essere umano, ti sbagli, io sono Vanessa". Eccoci ad un ulteriore giro di giostra, non solo per essere riconosciuto come Vanessa io non posso essere "uomo" ma si pone il problema della desinenza femminile nel nome, che termina in "a". Bisogna modificare la lingua in modo che vengano eliminate le desinenze maschili e femminili, come in inglese. in Italiano abbiamo "uomo" e "donna", in inglese parole neutre come "man" e woman", infatti in italiano diventa "uomo alto" e "donna alta", cioè gli aggettivi si accordano al genere, in inglese sono identici, "tall man" e "tall woman".

Bisognerebbe informare la signora Boldrini che capeggia la rivoluzione dei "generi". Se io dico "sindaca" e mi rivolgo ad una donna che ritiene di essere uomo, sto in effetti discriminando la sua diversità negando la "identità di genere".

Ah le risate, siamo proprio al crepuscolo, mille e non più mille.

11 commenti:

  1. Perchè tiri in ballo la Boldrini?
    Sai io credo fermamente che stia antipatica agli ometti maschilisti perchè è una bella donna.

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    1. La prima ragione per "tirare in ballo" la signora Boldrini è che il suo lavoro consiste nel privarmi della mia terra, altrimenti nota come la Patria, la terra dei Padri. Per ottenere il suo scopo utilizza tutti gli strumenti concepibili, dal sostenere l'invasione degli stranieri alla introduzione del famoso concetto di "sovranità condivisa" sotteso alla subordinazione dell'Italia ad una entità politico-amministrativa sovranazionale. Tra le altre iniziative tese a demolire l'Italia, c'è la faccenda della "parità di genere". Come ho scritto sopra, vediamo se questa volta lo afferri, l'unico modo LOGICO per ottenere l'equalizzazione di due oggetti fisicamente diversi è negare che esistano. Quindi, esattamente come dobbiamo smettere di essere italiani per diventare, che ne so, europei, dobbiamo smettere di essere uomini e donne per diventare esseri umani. Ma siccome la nostra lingua ha due generi, bisogna cambiarla. Cosi come stiamo abolendo la coniugazione dei verbi, aboliamo anche i generi.

      La seconda ragione per "tirare in ballo" la signora Boldrini è che ella occupa l'incarico che occupa perché la "sinistra" (termine improprio che è una mistificazione in se) ha occupato manu miliari tutte le cariche dello Stato. Lo stesso Stato che vuole abbattere perché, come dice Scalfari, ormai è un concetto obsoleto.

      La terza ragione è che certi mostri, appunto, possono essere generati sono all'interno delle varie anime della "sinistra". Leggevo proprio adesso un articoletto sul Corriere dove si schernisce Mario Capanna per essere aggrappato ai suoi diversi vitalizi mentre critica Gentiloni, compagno delle "lotte" del '68 per essersi venduto ai Padroni.

      Sulla bellezza, come si sa è nell'occhio di chi guarda. A me la signora Boldrini non piace affatto, non ti dico cosa mi fa venire in mente. Di questo però non gli posso fare una colpa.

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    2. Comunque, come dicevo, la signora Boldrini litiga con i sindacati perché vuole che una donna sia chiamata "signora segretaria" mentre il sindacato rivendica come una conquista che sia chiamata "signora segretario".

      Cosi facendo però, cosa succede se la donna in questione ritiene di essere uomo e vuole essere chiamata Mario? Secondo la dottrina della signora Boldrini diventa "signora segretaria Mario". Mi dirai "eh no, perché se la signora dice di essere Mario deve essere chiamata signor segretario". E se uno non la conosce ed entra in ufficio? Cosa dice "buongiorno signora segretaria" cosi discrimina Mario? O dice "buongiorno segretario" e cosi discrimina la collega Maria?

      Mi dicono che SEL ha chiuso i battenti. Sono affranto.

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  2. ...e pensare che la soluzione potrebbe essere banale: nell'ottica della "parità" (che è l'obiettivo dichiarato, benché probabilmente non reale) si potrebbe eliminare qualsiasi riferimento al genere dall'ordinamento delle leggi. A quel punto, l'Istituzione potrebbe semplicemente assumere un atteggiamento del tipo "il genere è giuridicamente irrilevante, per cui io Istituzione rinuncio ad occuparmene, con tutto quel che ne consegue". La cosa, ovviamente, si estenderebbe a quel punto a tutto quel che ruota attorno alla sfera delle distinzioni di genere, lasciando a ciascuno la possibilità di gestire la propria identità nella piena autonomia, ovvero in assenza di diritti e doveri di qualsiasi sorta. Ovviamente, come ho accennato tra parentesi, l'obiettivo che hanno in mente coloro che implementano la gran confusione che viene implementata in merito al genere è altro che la libertà e, devo ammettere, fatico a comprendere quale sia in realtà.

    Devo dire che a me pesa molto di più la questione della negazione coatta della territorialità e dell'identità culturale, alias dell'invasione forestiera passata, presente e futura.

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    1. MrCoso non hai afferrato i termini della questione. La Legge già adesso non fa riferimento al genere. Però la Legge parte dal presupposto che ognuno di noi sia IDENTIFICABILE, con le sue "generalità". Nome, Cognome, luogo di nascita, CARATTERISTICHE FISICHE.

      Arrivo io e dico "non sono Lorenzo, sono Maria". Tecnicamente posso anche modificare i miei tratti fisici per assomigliare ad una "Maria". A questo punto la Legge deve prendere atto della mia trasformazione e ridefinire la mia IDENTITA, ovvero l'insieme delle caratteristiche che mi identificano.

      Ora, nell'articolo in oggetto si afferma che la identità non deriva dalla mia fisicità, dalle mie proprietà di oggetto fisico ma deriva da come io mi immagino. Se mi immagino di essere uno struzzo, devo essere identificato e riconosciuto come struzzo.

      Mi domando perché non esista l'obbligo per le squadre di pallacanestro di tesserare i nani come me, per la legge della "quota nani" che serve ad affermare la parità di statura.

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    2. Non che io non capisca il dramma di una persona che si guarda nello specchio e non ri riconosce, pensa "quello non sono io".

      Mentre lo capisco, non mi capacito che la risposta sia stabilire per legge che tutto il mondo deve ignorare quello che mostra lo specchio e vedere quello che la persona immagina di se stesso.

      E' un concetto veramente paradossale, che se portato alle logiche conseguenze, innesca infiniti paradossi.

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    3. @Mrkey
      Sarebbe molto semplice fare ciò, problema che questo nuovo concetto di genere basato su ciò che ti senti di essere pur non essendolo di fatto si è allargato fino alla tutela dei diritti umani, a lungo andare cmq arriverebbe in ambito giuridico. Sono dell'idea che ci si stia perdendo più tempo del necessario, poi credo che se si fa un errore più che allarmarsi per la discriminazione se il diretto interessato si fa capire si chiedete scusa si corregge e amen!
      Quante volte mi capita di prendere un bimbo per bimba mi viene fatto notare e mi corretto. Un sorriso, una scusa e vado via. E che noia un po sta storia.

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    4. Insisto, qui si afferma che le cose immaginarie hanno sostanza reale. Ovvero che basta dire una cosa perché questa diventi vera.

      Non si tratta solo del caso specifico, si allarga a qualsiasi aspetto del vivere. Per esempio, chiudono le aziende ma l'Italia è ripartita.

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    5. Magnoli@, quello che descrivi e che giustamente auspichi è il comportamento spicciolo, di buon senso, urbanamente civile che ciascuno è in grado di gestire da se nel proprio vivere quotidiano. Proprio quello che chi soffre della patologica mentalità dirigenziale non vuole che accada: che la gente viva libera e indipendente, al di fuori della loro gestione (ovvero del loro comando). Sono pericolosi psicopatici, purtroppo abili e intelligenti più di quanto non si creda.

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  3. Mi sono imbattuto in questa osservazione e ritengo opportuno segnalartela. Ho verificato, descrive una situazione reale. Cambiare i fattori non cambia gran che i risultati.

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  4. Oddio, Keysmasher. A suma bin ciapá.

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