mercoledì, agosto 23, 2017

Agenti del sistema - sono europeo e credo nell'Unione

Su Repubblica il riquadro della rubrica della signora Concita De Gregorio, la cui biografia riporta:
A Repubblica dal 1990 al 2008, poi direttore de L’Unità dal 2008 al 2011.
Sulle vicende dell'Unità ho scritto diversi post, per esempio questo. Trattasi di una delle tante truffe operate da una minoranza di Italiani con le mani in pasta ai danni della Nazione, di quelle truffe che non si possono nemmeno nominare. Ma veniamo al dunque:

Nella rubrica della signora De Gregorio oggi leggo la letterina di Stefania Brigatti, insegnante di Lettere all'Istituto professionale Graziella Fumagalli di Casatenovo (Lecco), citata in un articolo dal titolo "Lo ius soli secondo Aziz".
Le radici, il senso di appartenenza, hanno tanta parte nella formazione dell'individuo perciò credo che sia nostro dovere farci carico di tanti bambini e ragazzi sospesi in una sorta di ‘limbo’: non italiani, non africani o altro. A questa annosa questione ha provato a dare una risposta Aziz, con l'entusiasmo dei suoi quasi vent'anni”.
[...]
Ho chiesto ad Aziz come si percepisse: se italiano o burkinabè, ivoriano. La sua risposta mi ha spiazzato: ‘Sono europeo e credo nel futuro dell’Unione’.
[...]
Un bel modo per celebrare una volta di più i sessant’anni dei Trattati di Roma e per guardare a un futuro all’insegna dell’integrazione, archiviando – ma non dimenticando – i numerosi episodi di razzismo e crudeltà che ancora riempiono le pagine dei quotidiani. Forza Aziz. E forza Europa”.
Conclusione: il funzionamento della macchina che sta piallando le coscienze e stravolgendo le vite degli Italiani, nelle sue varie componenti e passaggi. Sopra vedete la parte giornalone/fonte autorevole - De Gregorio, intellettuale che ti spiega il mondo - Prof. Brigatti, funzionario solerte e filantropo - Aziz, giovinotto esemplare, che "stranamente" è perfettamente sincronizzata con:
Il signor Scalfari:
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.
Il Pontefice:
Nell'istituire il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ho voluto che una sezione speciale, posta ad tempus sotto la mia diretta guida, esprimesse la sollecitudine della Chiesa verso i migranti, gli sfollati, i rifugiati e le vittime della tratta".
In sostanza la "soluzione" ai pochi ma fastidiosi problemi connaturati a quella fantastica opportunità di arricchimento che è la immigrazione, consiste nel dissolvere l'Italia e gli Italiani dentro una entità sovra nazionale "integrata" - "integrale". Aziz NON DEVE assolutamente essere "italiano", sarebbe una bestemmia in chiesa, deve sentirsi "europeo", nella accezione mostrata nel video soprastante. E questo concetto, tanto nobile, tanto superiore, ci "spiazza", perché Aziz quando fa la "tesina" non mette in bella tutte le cose che gli hanno detto di scrivere a scuola, compresa la prof. Brigatti, no no, è farina del suo sacco, il lampo di genio gli è stato ispirato dalle letture del grande poeta Giuseppe Ungaretti, che era "europeo" perché il babbo trovò lavoro nell'Egitto coloniale e lui studiò a Parigi. Senza accennare a (cito): "Quando nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale, Ungaretti partecipò attivamente alla campagna interventista, arruolandosi in seguito, come volontario, nel 19º Reggimento di fanteria della Brigata "Brescia".

Anche questo è un post che divide l'umanità in due, quelli che leggendo trattengono a stento il vomito e quelli con le lacrime agli occhi al pensiero di Aziz e della prof. Brigatti, fulgidi esempi "integrali". Intanto ieri per visitare il Duomo, oltre a dovere pagare il biglietto, mia nipote di 9 anni ha dovuto passare davanti ai soldati che l'hanno ispezionata col metal detector. E al Castello ha dovuto passare sotto i fucili. Ma la signora De Gregorio con la tesina di Aziz "archivia" i numerosi episodi di razzismo che "riempono le pagine dei giornali". Ma va? Ecco.

sabato, agosto 19, 2017

Addio Scandinavia

Uno di quegli articoli che ogni tanto "scappano" inavvertitamente dalle redazioni dei "giornaloni", solitamente strettamente ortodosse sul tema del gioioso Mondo Nuovo. Quando succede, uno di questi articoli nega decenni di propaganda. Saranno cosi dementi da non rendersene conto? Leggete con attenzione:

Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca.

Premesso, la Svezia ha 10 milioni di abitanti, come la Lombardia.
Le banlieue svedesi oggi sono 55. Vengono chiamate "no-go areas", esattamente come le "ZUS" francesi (Zone urbaine sensible). All'inizio di quest'anno, la sicurezza svedese, la Såpo, ha stimato che in Svezia c'erano circa 3.000 estremisti, un dato in rapido aumento rispetto alla stima di diverse centinaia registrati negli anni precedenti. Di questi, circa 2.000 erano radicali islamici. Due jihadisti di nazionalità svedese, Osama Krayem e Mohamed Belkaid, erano coinvolti negli attentati terroristici del 22 marzo 2016 all'aeroporto di Bruxelles e alla stazione della metropolitana di Molenbeek, nel centro della capitale belga, in cui 31 persone hanno perso la vita e 300 sono rimaste ferite.
Quando dicevo che siamo molto ma molto oltre la faccenda delle ONG, che quando si parla di "immigrazione" si fa di proposito una gran confusione sul passato, sul presente e sul futuro, perfino la lingua è usata in modo confuso e ambiguo di proposito.

Nota di colore: mi tocca leggere nell'articolo di cui sopra che quando trovano le foto di gente smembrata e materiale affine sui "cellulari" dei "profughi" (i "profughi") la spiegazione sarebbe che si portano dietro le memorie degli orrori da cui sono fuggiti. Due righe dopo leggo che dalle "colonie" di questi "profughi" partono a migliaia per andare smembrare la gente in Medio Oriente. Ormai la follia è "normale", come tante altre cose.

venerdì, agosto 18, 2017

Barcelona

Visto che le immagini della gente fatta a pezzi a Barcellona sono censurate come sempre succede in questi casi, perché la prima pagina deve essere dei "profughi che fuggono", vi metto il video de Manifestació Volem Acollir, l'evento che ha ispirato la successiva "marcia della accoglienza" di Milano. Adesso se qualcuno legge questo blog e ne dubito, prego unire i puntini e iniziare il conto alla rovescia. Possiate vivere per sempre, Se Puede.

Ministro dell'Interno

Ci sono persone a cui vengono affidati i destini degli Italiani. Per esempio il Ministro dell'Interno. Colui che non solo sovraintende alla "sicurezza" degli Italiani ma che deve anche raccontare agli Italiani quale sia lo "stato dell'arte", come vanno le cose. Ecco, prendiamo il signor Minniti, salito alla ribalta delle cronache per il "codice delle ONG", quando in realtà stiamo affrontando il passaggio verso il Mondo Nuovo annunciato dal signor Scalfari (vedi post precedente) e il signor Minniti è naturalmente incaricato di facilitarlo, visto il "compito della sinistra".

Ecco la biografia del signor Minniti.

Si tratta di una di quelle letture che dividono l'umanità in due, chi sente un brivido freddo lungo la schiena e chi una sensazione di calore rassicurante, familiare. Per conto mio siamo nella situazione della faina a guardia del pollaio e altro non dico perché con l'aria che tira mi manderebbero la DIGOS a casa. Livello Putin, direi, solo che Putin risponde a se stesso e alla Russia, i nostri rispondono a chissà chi.


A proposito, piccola nota di colore, il 112 è il solito flop italico che costa un botto e non funziona. Forse sarebbe stato meglio non mettere lo zio Bergomi a rispondere alle chiamate. Scherzo, funziona, pensiamo quanti "posticini di lavoretto" abbiamo "creato". E chissenefrega se...
Nuovo record del debito pubblico: a giugno supera 2.281 miliardi.
In 5 anni è salito del 15%. Per le amministrazioni pubbliche 8,4 miliardi di fabbisogno in più. Scende il gettito fiscale: 13,5 miliardi in meno.
Si è appena spento l'eco delle trombe per l'incredibile aumento del PIL dello zerovirgola. Le comiche governative.

mercoledì, agosto 16, 2017

I radical chic, riposto e commento

Leggo questo articolo su Tumblr a nome di tale "eldero".
Non so chi sia, non ho modo di aggiungere riferimenti.
Vediamo di capirci.

In principio radical chic, liberal progressisti, sinistra arcobaleno e marmaglia informe varia si schieravano dalla parte dell'immigrazione di massa perché, secondo loro, erano tutti “profughi siriani”, in particolare famiglie con donne e bambini al seguito. Presto si scoprì che di siriani non ce n'era neanche uno, allora si inventarono che erano tutti profughi di chissà quali guerre africane (causate ovviamente dal cattivo uomo bianco). Neanche questa scusa ha retto molto, visto che emigrano solo giovani uomini adulti e in salute da paesi quali Senegal, Nigeria e Ghana, dove i Radical stessi vanno a fare le vacanze e le statistiche fasciste lo confermano (solo 1 su 20 ottiene asilo politico). La “carta profugo” è così andata in fumo, anche se qualcuno la usa ancora per far leva sull'emotività.

Dopodiché sono iniziate le argomentazioni socio-economiche più assurde: ci pagano le pensioni, fanno i lavori che non vogliamo fare, i figli che non facciamo più, etc etc. Sono quindi “utili”, delle “risorse”. Anche queste non sono facili da giustificare, perché dati alla mano chi sostiene queste amenità evidentemente di economia non ci capisce una mazza. Inoltre, i 5 miliardi in meno ogni anno dalle nostre tasche per mantenerli in albergo pesano come un macigno su ogni scemenza che dicono.

Infine si è scoperchiato il vaso di Pandora delle ONG grazie a varie inchieste e indagini che dimostrano come queste non “salvino vite”, ma le traghettano in accordo con gli scafisti (che fino a qualche tempo prima indicavano come nemici numero uno, perfidi sfruttatori di disperati bla bla bla) violando le disposizioni dei trattati internazionali che prevedono l'approdo nel porto più vicino dopo il salvataggio e non certo a Catania, Salerno e Cagliari. A quel punto, comandati da qualche prode giornalista, pur ammettendo l'esistenza di mele marce hanno iniziato a chiedere di “non generalizzare"e di non accanirsi sulle ONG, e che chi lo fa è un razzista.

Insomma, a questi signori non frega assolutamente nulla degli immigrati in quanto tali (anche perché una volta sbarcati sono ammassati in qualche catapecchia e lasciati in preda allo sfruttamento e alla criminalità), ma solo in quanto utili ai loro scopi ideologici che sfiorano la perversione, ossia la creazione di una società multiculturale e multietnica mortifera di ogni identità e diversità in particolare del Vecchio continente. A loro non interessa salvare vite, assicurare esistenze dignitose e migliorare le condizioni di vita degli italiani, loro vogliono il meticciato punto e basta, e non sono neanche in grado di specificare quali vantaggi comporti esattamente. Loro vogliono la morte dell'Europa e degli Europei, e gli immigrati sono al tempo stesso mezzo e fine di un pensiero politico che assomiglia più ad una malattia mentale.
Non fatevi ingannare dalle loro arrampicate sugli specchi e trattateli per quello che sono: una minaccia alla nostra esistenza come popolo.

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Il pezzo sopra citato contiene un errore fondamentale: la immigrazione non è cominciata con i neri africani. I primi ad arrivare massicciamente, in maniera percepibile, sono stati gli Albanesi e aggiungo una celebre immagine del 1991 a corredo.


Mi sembra di ricordare anche un episodio tragico in cui una nave militare italiana entrò in collisione con una imbarcazione albanese nel tentativo di bloccarla per poterla ispezionare e questa affondò con il suo carico di "migranti". Mi sembra di ricordare anche un Berlusconi affranto sulla costa Pugliese. Fu da quel momento che rinunciammo a "difendere" concretamente i confini nazionali.

Poi via via arrivarono genti dei paesi dell'Est, per esempio la Romania. Poi cominciarono ad arrivare massicciamente immigrati dal Nord Africa, i cosiddetti "marocchini" o "magrebini". Nel frattempo si stabiliva anche un certo flusso di immigrati dal Sud America e si incrementava quello dei Cinesi, che però si nascondono, quindi non si sa quanti siano e dove. Il risultato è che mentre girano navi delle ONG a traghettare e gli autobus dei prefetti a distribuire "profughi" neri, città come quella dove abito io, che poi è l'intera area sub-urbana di Milano costituita da decine di Comuni, già adesso sono ripopolate massicciamente con est-europei, Cinesi, "latinos" e "arabi" (uso queste parole generiche per semplicità). Intere categorie professionali sono di fatto di quasi esclusiva pertinenza di questi immigrati e interi quartieri hanno quasi completamente espulso gli abitanti "autoctoni", basta girare per le strade.

Quindi le fanfaluche tipo Boeri sul fatto che pagano le nostre pensioni (coi contributi "a fondo perduto" che noi gli rubiamo) e fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare, sono di molto antecedenti la attualità odierna, risalgono agli inizi di questa fase del Piano, vent'anni fa circa. La propaganda sui "profughi di guerra" è iniziata con le immagini, più o meno artefatte, della Siria. Serviva a tacitare chi si lamentava della immigrazione sul piano economico (cioè falsificava la prima propaganda sulle "pensioni") con l'assunto che i "profughi" hanno diritto per legge all'asilo. Quando anche questa propaganda ha mostrato la corda, si è cominciato con quella del "salvare le vite" e il tormentone sui naufragi, per cui le ONG e la Marina non traghettano Africani per convenienza economica o perché sono "profughi" ma semplicemente perché sennò questi annegano e il soccorso dei "naufraghi", ancora, è un obbligo. Cosi come il termine "immigrato" è diventato "migrante" (ad intendere che si sposta perennemente), poi "profugo", a cui si è aggiunto "profugo climatico", "profugo economico", eccetera e infine "rifugiato", intendendo che chiunque lo chieda ha diritto ipso facto all'asilo.

Anche chi ha scritto l'articolo soprastante è accecato o forse non vuole vedere le effettive dimensioni del Piano e cerca di semplificarlo, di ridurlo, nel tempo e nello spazio, nelle premesse e nelle conseguenze. Siamo già finiti come Popolo, lo eravamo già negli anni Settanta. Siamo già stati spossessati della nostra terra, della Patria. Abbiamo già perso l'autodeterminazione. Diventa solo più evidente ogni giorno che passa. Ma i concetti di Popolo, di Patria, di Nazione e tutti i corollari, erano già "il male" da eradicare quando io giocavo con le biglie.

domenica, agosto 13, 2017

Adesso capisco l'astuzia del signor Boeri

Mi ero perso questo passaggio chiave:
Tito Boeri, a Repubblica delle Idee di Bologna, dialogando con Francesco Manacorda, giornalista di Repubblica. "Molti migranti tornano nei paesi di origine prima di arrivare all'età pensionistica. Usiamo moltissimo questi contributi che - conclude - finiscono per essere a fondo perduto".
Non si può che ammirare l'uomo e il dotto economista. Ci dice due cose, una la sanno tutti ma si preferisce non pensarci, l'altra la dice lui per primo e ha dei corollari interessanti.
- L'INPS incamera i contributi versati senza avere nessun obbligo di restituirli. Tra due anni dovrebbe scattare la modifica per cui per maturare il "diritto alla pensione" ci vorranno 43 anni e 3 mesi di contribuzione per gli uomini, quindi chiunque versi per 3 anni o per 30 anni o anche per 43 anni e due mesi vedrà la sua contribuzione andare "a fondo perduto". Puff, sparita, come se avesse versato zero. Già il concetto di versare denaro ad un ente previdenziale "a fondo perduto" dovrebbe farci vomitare. La "giustizia sociale", no?
- Per pagare le "nostre" pensioni contiamo sul fatto che, con buona pace della "accoglienza" e della "integrazione", gli immigrati se ne vadano dall'Italia prima di maturare il "diritto", cosi che l'INPS possa incamerare i contributi che hanno versato e spenderli come gli pare, per esempio per pagare la pensione agli ex ferrovieri che sono diventati pensionati a 39 anni, col metodo retributivo. Quindi il trucco consiste nel fare venire gli immigrati e poi incoraggiarli ad andarsene prima dei fatidici 43 anni e 3 mesi, bisogna che ci sia un via vai di immigrati sempre diversi oppure bisogna espellerli dal "mercato del lavoro" prima della scadenza. E' questa la vera "necessità" dell'INPS. Un tipico esempio di logica "compagna", quello che fa funzionare l'Italia da cent'anni.

Saviano non "denuncia" Boeri tra le smorfie di sofferenza. Macché.

sabato, agosto 12, 2017

Il rifugio discoteca e la montagna profanata

Video e musica disco, la riminizzazione dei rifugi alpini

Questo articolo mi lascia interdetto. Denuncia la assoluta cecità rispetto al mondo contemporaneo e anche la incapacità di analizzare le cose.

Primo, non è la montagna ad essere "profanata", è qualsiasi cosa. Uno dei principi cardine della contemporaneità è la distruzione di tutti i punti di riferimento, l'abbattimento di tutte le "frontiere", reali e ideali, il superamento di tutti i limiti, l'abolizione della dualità "male/bene". I ragazzi escono dall'infanzia per entrare direttamente nella vecchiaia di un vizioso alla Bukowsky che le ha viste e fatte di tutti i colori. Non esistono luoghi reali e ideali, dell'età adulta.

Perché mai intorno alle montagne dovrebbe esistere una "bolla" che le preservi come in quelle palle di vetro di una volta con dentro la "neve", quando l'Italia non è più Nazione, gli Italiani non sono Popolo, gli uomini sono indistinguibili dalle donne e viceversa, la gente non è più capace di fare un piatto di pasta e va al ristorante "etnico", i bambini si fabbricano e si commerciano come aspirapolvere, gli aspirapolvere sono "intelligenti" come bambini, i laureati sono analfabeti, la droga la mettono assieme ai Tic-Tac vicino alle casse dei supermercati, la gente non parla ma si manda "messaggini" con il furbofono, eccetera eccetera?

Secondo, il fatto che nel "rifugio" trovi le stesse cose che sulla spiaggia a Rimini significa che ci trovi le stesse persone. Ci trovi le stesse persone perché il "rifugio" è accessibile tanto quanto la spiaggia di Rimini. Questo significa che ci arrivi in auto o, nel caso specifico, con una funivia. La montagna non è "profanata" dal "rifugio riminese", è profanata dalle strade e dalle funivie che servono a portare le stesse persone che vanno in spiaggia sul luogo del "divertimento". Questo succede sia come conseguenza del "progresso equalizzante" di cui sopra, sia del fatto che quella del "divertimento" è una industria che muove molti soldi e che per sua natura punta al "minimo comune denominatore", cioè la massa più insulsa. Cosa, che, guarda caso, è perfettamente in linea sia col Piano delle famose "elite apolidi" che con il "politically correct".

Il "rifugio" è un luogo come un altro, ci può essere il video e la musica disco come il kabab o le palme coi datteri, l'impepata di cozze come la pecora arrosto. Ci deve essere il Crocefisso come i ghirigori del Corano, il manager "gaio" palestrato, la migliore gioventù del centro sociale, l'hipster con barba e bretelle e il "nuovo italiano" coi bonghi. Oppure vogliamo essere, come dice tra le smorfie di dolore il grande Saviano, "canaglia razzista" e abbiamo della montagna idee asgardiane e olimpiche, del rifugio l'idea del "nido d'aquila", pretendiamo il gestore rubizzo con i pantaloni di velluto e la camicia di flanella a quadri che spacca la legna mentre la moglie con la gonna e il grembiule (orrore misogino!!) ci da col mestolo dentro la polenta, attorniati da escursionisti biondi in pantaloni corti?

Mi viene da ridere perché l'ultima gita dicevo a Giuseppe, il quale non ha nessuna venerazione per la montagna e che, anzi, amerebbe la versione riminese, che i rifugi sono le ultime ridotte del Mondo Vecchio, tutto il resto ormai è perduto. Ma anche le fortezze si conquistano con le macchine d'assedio, sopratutto se non ci rimane nessuno a presidiare le mura.

C'è un certo blog con un post vagamente collegato, scrivo qui il commento generale, quello specifico non solo non lo posso scrivere perché sarebbe vano spendere altro tempo ad ammaestrare tacchini ma perché chi di dovere non lo vorrebbe leggere.

Ecco chi trovate nei rifugi e in giro per Milano

venerdì, agosto 11, 2017

Il dilemma del poliziotto americano

Video: poliziotto sopravvive a tre colpi di pistola.

Sparare per primo o aspettare di vedere se il sospetto ha in tasca una pistola giocattolo o una vera? Negli USA ci sono 300 milioni di armi da fuoco distribuite tra la popolazione, 112 o 113 armi per 100 abitanti. Per confronto, in Germania ci sono 30 armi per 100 abitanti, in Italia ci sono 12 armi per 100 abitanti (che non è comunque poco, non se comprende armi da caccia e sport). Questo livello di violenza è il fantastico Mondo Nuovo che ci aspetta in Europa quando il Piano delle "elite apolidi" sarà a regime e saremo un Popolo Unico, meticcio. Con una differenza, molta ma molta più gente accastatata uno sull'altro e molte meno risorse procapite.

A proposito del Primo Esperimento e del Secondo, in corso, vi rimando a questo link, che trovate anche a destra alla voce "Il Caos e il Globalismo". Vi suggerisco di leggerlo con attenzione e di confrontarlo appunto con la società USA e con quella che sta diventando la società europea.

A me per esempio era sfuggito questo personaggio: Jacques Attali, della cui biografia cito due dettagli:
Figlio di un agiato commerciante francese pied-noir di religione ebraica (come il consigliere economico di Renzi, Yoram Gutgeld, come Saviano e tanti altri noti e meno noti)...

È presidente della "Commissione per la Liberazione della Crescita" (Commission for the Liberation of French Growth) nominata dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy il 30 giugno 2007. È probabile che il nome di Attali sia stato suggerito a Sarkozy dal suo ex compagno di corso all'Ena Philippe Séguin, destinato in un primo momento a tale incarico. La commissione è composta da 42 membri fra loro eterogenei per formazione, esperienza professionale e convinzioni politiche. Fra di essi vi sono economisti, analisti, storici, demografi, politici, imprenditori, dirigenti pubblici, giornalisti, ma anche scrittori e medici. Fra i componenti anche membri stranieri, tra cui gli italiani Franco Bassanini (lunga militanza che comincia col PCI, di recente "Special Advisor" del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi) e Mario Monti.
E indovinate Macron, idolo della "sinistra" e campione dello "europeismo anti-sovranista", cosa vanta nel suo curriculum:
Nel 2007 viene nominato relatore per la commissione per la liberalizzazione della crescita, chiamata anche "Commissione Attali" della quale entra a far parte, nominato per decreto, nel marzo 2014.
Com'è piccolo il mondo, eh?

mercoledì, agosto 09, 2017

Diciamolo cosa sta succedendo, basta con le finzioni

… Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze. La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.
Scalfari su L'Espresso.

Vi metto 20MaggioSenzaMuri, cosi potete ascoltare la musichetta mentre fissate la foto di Scalfari.


Ecco, nelle sue parole, in cosa consiste la "vera politica" dei Paesi europei. Quale è il "compito" che la "sinistra" si è data.

L'evidenza che l'immigrazione e tutto quello che ne consegue non è affatto un "fenomeno spontaneo" ed "naturale" o "inevitabile" ma si tratta di un progetto disegnato a tavolino dalle "elite apolidi". Adesso sapete per quale ragione le Marine militari e le navi delle ONG finanziate da ricchi "filantropi" fanno avanti e indietro traghettando milioni di immigrati. Non è affatto per "salvare le vite" come vi raccontano. Le storielle sul "pagano le nostre pensioni" e lo "Jus Soli" con tutte le altre corbellerie.

Io non credo di essere un genio ma la natura delle cose l'avevo capita molti anni fa e c'ero arrivato semplicemente osservando i fatti e mettendoli in relazione con la mia testolina. Che non sia evidente a tutti vi dovrebbe dare la misura di quanto siano alterate le coscienze delle persone tramite il lavaggio del cervello. Infine, che la "sinistra" progetti il futuro del "popolo unico" è solo la conferma che si tratta di una perversione, una malattia mentale. Probabilmente facilitata ancora dal lavaggio del cervello ma bisogna avere la predisposizione naturale. Se sei "di sinistra" sei un mostro, ironicamente convinto che i mostri siano gli "altri".

Edit: vi rimando a questa altra "rivelazione" del signor Scalfari (due anni fa) che riprende il tema del senso degli Stati nazionali, sempre alla luce del "futuro che dovrà realizzarsi" e del "compito della sinistra europea". Per aiutare i diversamente abili ad unire i puntini.

martedì, agosto 08, 2017

Chi ignora questa storia non capirà i migranti

Perché è importante far conoscere Marcinelle ai ragazzi di oggi.

Il Corriere fa schifo. O forse dovrei dire che il Corriere vende il suo prodotto schifoso a gente a cui piace lo schifo, secondo le direttive di padroni dello schifo e i loro incaricati.

Primo esempio che è scritto nello stesso articolo per cui non conviene allo scrivente fare il paragone coi "migranti":
Partivamo dal Nord, dal Centro e dal Sud con un panino o un’arancia in tasca, fuggivamo dalla povertà. I manifestini rosa che invitavano i ragazzi a emigrare in Belgio promettevano case per le famiglie, assicurazioni e buoni stipendi. Niente fu mantenuto: in Belgio gli operai venivano ospitati nelle baracche dei prigionieri di guerra.
Primo, gli Italiani non "fuggivano", non si presentavano semplicemente in casa d'altri pretendendo di essere assistiti come "profughi/rifugiati", nemmeno lo chiedevano. Andavano a lavorare nei posti dove erano richiesti. Infatti sopra c'è scritto che gli operai (nel caso di Marcinelle, i minatori) erano alloggiati nelle baracche dei campi di prigionia, non venivano distribuiti con gli autobus di notte negli alberghi, negli oratori, negli edifici pubblici di tutto il Belgio, per essere accuditi sine die a carico dei Belgi.
Secondo, prego notare che proprio per questa ragione, cioè che non si trattava di "rifugiati/profughi" ma di operai/minatori, veniva operato il "reclutamento" dei giovani che prometteva condizioni contrattuali/lavorative migliori di quelle disponibili in Italia. Cosa che ovviamente avviene anche nell'Africa di oggi, dove tutti sono convinti che l'Europa sia un gigantesco parco giochi, tutti siano ricchi e vivano senza preoccupazioni. Oltre la promessa del "bengodi" c'è anche quella del viaggio organizzato, "non preoccuparti di niente, pensiamo a tutto noi", che è esattamente quello che succede, infatti non sarebbe possibile fisicamente spostare milioni di persone attraverso continenti e mari se non fosse tutto organizzato. E noi vediamo solo l'ultimissimo tratto di questa organizzazione. Però attenzione, agli Africani nessuno promette un lavoro da operaio/minatore, gli viene promesso il benessere garantito.

Poi, continua l'articolo:
Il governo italiano, nel 1946, aveva firmato un accordo con Bruxelles che prevedeva uno scambio: per 1000 minatori mandati in Belgio, sarebbero arrivate in Italia almeno 2500 tonnellate di carbone.
Altra differenza con i "migranti", che è alla origine della "immigrazione illegale". Gli Italiani andavano in Belgio previo accordi tra i due governi, quindi avevano uno status giuridico riconosciuto da entrambe le parti, anche se poi concretamente le condizioni lavorative erano pessime. Gli Africani vengono in Italia o dovrei dire che le "elite apolidi mondialiste" trasferiscono Africani in Italia, senza nessun accordo preventivo tra Stati e Governi, quindi senza alcun documento o permesso che ne stabilisca lo status, tra l'altro le "elite apolidi", esattamente come quelle entità misteriose chiamate "ONG", non riconoscono alcuna autorità statale o governativa. Ogni singolo immigrato che si trova in Italia senza permesso compie un illecito, una violenza, che viene "condonato" con la concessione della "cittadinanza italiana di fatto" perché il Piano deve procedere spedito, con la complicità di tutti, Governo, Legislatori, Magistrati.
Per educare i nostri figli a guardare con occhi più consapevoli alle emigrazioni degli altri, quelle che oggi dobbiamo «subire».
Ma che "subire". Dovremmo ringraziare il cielo che milioni di Africani vengano qui a lavorare nelle nostre miniere. Certo, vengono senza che li abbiamo chiamati ma questo capita perché sono tanto migliori di noi, infatti si sacrificano in miniera per pagare le nostre pensioni, dopo che noi abbiamo sfruttato l'Africa per secoli.

Vorrei potere dire che questo articolo l'ha scritto un [omissis] ma sappiamo tutti che non è cosi. E' un pezzo scritto su commissione, che usa un fatto storico accaduto in un contesto del tutto diverso solo come pretesto per "educare", tramite menzogne e paradossi della propaganda più abbietta, il lettore ad una tesi precostituita. Ovvero, l'immigrazione è buona, l'immigrazione è inevitabile, l'immigrazione ci conviene. Comunque, se anche non fosse buona, inevitabile, conveniente, siamo tutti "migranti", quando l'energumeno africano davanti al supermercato ci dice "ciao amigo" sperando nella elemosina, dovremmo rivedere il bisnonno sporco di carbone.

Infine, l'autore dell'articolo omette astutamente il dettaglio che dal Belgio "multietnico" e "multiculturale" di oggi, con intere città che ormai non sono in Europa ma in Africa o in Asia, dove non entrano ne i comuni cittadini Belgi ne la Polizia belga, sono partiti i massacratori delle stragi di Parigi e Bruxelles. Non risulta che i minatori italiani abbiano fatto a pezzi centinaia di persone, nonostante i cartelli della letteratura "niente cani e italiani" fuori dagli esercizi commerciali. Eppure, quando il fanatico islamico esce di casa e ammazza cento persone noi dovremmo ancora pensare al bisnonno coperto di carbone. Quando, ben inteso, ci scordiamo che l'islamico è "francese" o "belga", quindi non ha niente a che fare con l'immigrazione.

La saluto, signor Paolo Di Stefano.
"Nelle sue opere affronta temi come: la memoria e l'oblio, l'infanzia violata e la difficoltà di crescere, la famiglia e i rapporti generazionali, l'emigrazione, lo spaesamento, i rapporti Nord-Sud."
Grazie di esistere, come faremmo noi sfigati e trogloditi senza persone competenti, sagge ed illuminate come lei.

lunedì, agosto 07, 2017

Siamo pieni di grandi idee che solo per caso sono quelle del signor Soros

Antefatto: la RAI minaccia 100 milioni di perdite nel prossimo bilancio e a quanto pare il problema consiste, oltre nel fatto che paghiamo troppo poco di imposte, nel nostro "cripto-nazionalismo" per cui la RAI propone sceneggiati con il prete e il carabiniere.

Ecco la grande pensata:
Ad esempio la Rai potrebbe cercare e lanciare nuovi volti, contaminando e arricchendo l’italianità con forme «lontane» e «diverse» di racconto. Potremmo così scoprire che gli immigrati sanno anche ridere e far ridere. Dobbiamo superare la paura che aprirsi agli altri sia un cedimento identitario.
Eppure ce li abbiamo davanti gli esempi da imitare, come il film di cui scrivevo nel post precedente in cui la Britannia di Re Artù non è popolata con la gente che la abitava nella antichità ma con la gente che la abita oggi, da cui Parsifal asiatico e Lancillotto africano. Ogni giorno faccio più fatica ad auto-censurarmi.

domenica, agosto 06, 2017

Maledizione mi si è rotto ancora il monitor Samsung

Anni fa acquistai un monitor Samsung. Lo so che nella logica di questi giorni che un dispositivo elettronico duri dei lustri è una idea strampalata. Comunque, già poco dopo l'acquisto si ruppe la cerniera in plastichina che collega lo stelo del supporto al corpo del monitor, tramite due viti. Una soluzione costruttiva che è ovviamente troppo debole dati i pesi e le leve in gioco, da cui vi suggerisco di controllare, se potete, la qualità meccanica di questo dettaglio. Allora l'aggeggio era ancora in garanzia e riuscii a farmelo riparare. Oggi si è afflosciato e ho scoperto che, forse complice il caldo invivibile della mia mansarda, si è verificato il medesimo inconveniente. Per il momento sto tenendo il monitor in piedi con due pezzetti di cartone di un coperchio della scatola di scarpe infilati a fare spessore tra la cerniera e il suo recesso. Potrei incollarlo ma poi non potrei più staccare il supporto. Mi girano le scatole a comprare un altro monitor perché per il resto funziona tutto regolarmente. Anche se, invecchiando, divento più indifferente anche al distacco dalle mie cose.

venerdì, agosto 04, 2017

La Milano dei diritti e della accoglienza di Sala fu di Pisapia

Lo chiamano Gino. Come il Cerutti della canzone di Jannacci.
Negli ultimi sette anni «il Girasole» è stato chiuso dal questore per cattive frequentazioni almeno cinque volte. L'ultima a metà maggio, dopo l'ennesima rissa tra nordafricani spacciatori.
Dove si trova Piazzale Ferrara, Milano?
Date una occhiata con "Street View".

Fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni.
Pagano le nostre pensioni.
Fanno i lavori che nessuno vuole fare.

Se fate una ricerca nel blog con la parola chiave "milano" in alto a sinistra otterrete una selezione di post abbastanza interessanti. Ve ne rammento uno a caso, tra i tanti che rende conto di come ci siamo arrivati e vi propone anche la riflessione sul solito giochino del "ho cambiato idea" con cui i cretini "di sinistra" tornano vergini ogni mattina.

A proposito del dare e avere, eccovi un piccolo esempio e vi invito a considerare che tutto questo non rientra nei discorsi del signor Boeri. Tra l'altro, due spunti ulteriormente interessanti in questo articoletto sono: gli immigrati analfabeti che non si potranno "integrare" e i "disordini" organizzati dai soliti "centri sociali", da cui il solito discorso della immigrazione come leva rivoluzionaria.

Infine, ecco una di quelle cose ovvie che nessuno dice.
A me fa ridere che le ONG, con mille distinguo, siano accusate del reato di "favoreggiamento della immigrazione illegale" quando c'è un apparato gigantesco che coinvolge tutti i governi europei e tutte la informazione, che ha esattamente lo scopo di favorire l'immigrazione. La immigrazione che è tutta e sempre illegale per definizione, dato che non esiste immigrazione legale (cosa che prevederebbe il preventivo rilascio dei visti nei paesi di partenza).

Edit: ho trovato questo articolo sulle cifre, leggetelo se vi va.

Inoltre, ho anche saputo che il signor Soros finanzia il... boh, partito di Emma Bonino e che la signora Bonino è nel "board" della Open Society Foundation, come potete vedere qui.

Attendo fiducioso il ritorno dell'Uomo della Provvidenza.

Alla fine tutte le tessere del puzzle vanno al loro posto. Purtroppo quando completi il puzzle finisce il mondo.

mercoledì, agosto 02, 2017

La vergogna di essere italiano

La Rai rischia un rosso significativo nel 2018, nell'ordine degli 80-100 milioni di euro.
Il nuovo dg in Parlamento: "Pesa l'imposta tv a soli 90 euro."
L'imposta più ingiusta mai concepita da mente umana, per inciso.
Ovvero, se la RAI chiude il bilancio con un ammanco di 100 milioni la colpa è nostra che paghiamo troppo poco di imposte. Dove l'ho già sentita questa? Mmmm... ah si, l'ho sentita quando la "sinistra" mi raccontava che la ragione per cui lo Stato affonda nei debiti è l'evasione fiscale.

Di primo acchito verrebbe da pensare ad un repulisti casa per casa di questi "Direttori Generali" e dei loro referenti ma poi uno riflette e gli torna in mente la consapevolezza che sono tutti cosi, gli Italiani, da sempre, altrimenti questi fenomeni non potrebbero esistere e sussistere. Via un altro giro di giostra. Basta guardare le facce, siamo da qualche parte tra il Guatemala e il Libano.

Bravo Maroni coi suoi 24 milioni spesi in tablet. Avrebbe potuto spenderne 240.

Ah, non crediate che io ignori l'assurda commedia del Governo contro le ONG che traghettano gli immigrati dall'Africa. Semplicemente mi sembra che non ci sia più niente da dire. Ancora, come sopra, certe cose succedono perché questa è la natura degli Italiani, da secoli e millenni avvezzi a dare via il culo, a volte per interesse, a volte per semplice riflesso condizionato.

Ieri ho visto un film abbietto, "King Arthur: Legend of the Sword". A parte il fatto che ormai vediamo film con una storia che sta su un solo foglio, fronte/retro, questo in particolare ci racconta della leggenda della Spada nella Roccia (un post a caso) ambientata in una Britannia non solo completamente antistorica negli oggetti e nei paesaggi ma popolata da genti da tutti gli angoli della Terra, il cui insieme "multietnico/multiculturale" ovviamente rappresenta il "bene" contro l'uniformità "ariana-nazista" del "male". Il film PERFETTO per celebrare il Mondo Nuovo in cui le persone non hanno alcuna memoria ne legame col il luogo in cui vivono, potrebbe essere ovunque e in nessun posto. Curiosamente, un film cosi è l'immagine speculare del film "300", ugualmente fantastico e quasi privo di riferimenti alla realtà ma mosso dalle premesse contrarie, inverse. Li ho trovati uno sotto l'altro, in questo accostamento paradossale.

martedì, agosto 01, 2017

KDE another sad story

I have spent a day working on KDE Plasma 5, more precisely the Opensuse Tumbleweed version of it.

Not as useless as Gnome 3 on Fedora but just "meh". Tons of options you aren't going to use any time scattered all over the place, Plasma and Plasmoids, aka (almost) useless widgets, good GPU compositing on a plain boring and a bit naive theme with just one or two themes available by default, applications like "office suite", "graphics" and "browser" needs to be the GTK ones (Gimp, Firefox, Libreoffice, etc) for some reason or another but the worst thing ever is Akonadi, the kind of evil server with its database that gets invoked by KMail and then refuses to die and just sits there divided in 100 processes because it should serve any sort of other applications and "indexing" connected to the user "identity" across the system (if I got it correctly), doubling the RAM usage for literally nothing.

I remember when they dropped KDE 3 to start the "revolution" with KDE 4. Now with KDE 5 we are back pedaling but things are falling apart. I am back to MATE on Ubuntu with all its glitches, simply because, besides the GPU compositing, there is no real reason/advantage switching to KDE. Again, the amount of resources spent in reinventing the wheel is unbelievable.

On a side note when I let Opensuse resize Ubuntu's partition something went wrong because Ubuntu spit lots of errors afterwards. I had to boot in "emergency mode" and fix inconsistencies with "fschk". I don't know, it could be some issue with Ubuntu's own partition tool because it also failed some way with "LVM".

lunedì, luglio 31, 2017

Il giochino della assenza di morale

Premessa, non tutti sanno che la parola "morale" significa "la misura delle azioni", ovvero la "regola", il modo giusto di fare le cose, di comportarsi.

Una caratteristica dei nostri tempi è la negazione della "morale". Le persone sono condizionate in modo che pensino che non esiste una "regola" che stabilisce cosa è "giusto" e cosa è "sbagliato", dato che ogni individuo è il dio del suo piccolo universo infantile, qualsiasi azione è per definizione "giusta".

Ci sono due trucchetti retorici che si usano per sostenere questa posizione. Considerando una azione qualsiasi:
1. "non c'è niente di male".
2. "bisogna valutare caso per caso".

La prima affermazione serve a mettere qualsiasi azione sullo stesso piano, la seconda affermazione serve a negare che esista una misura delle azioni.

Notare che nel primo caso si innesca immediata contraddizione nel momento in cui il "bene" di uno è il "male" di un altro e per affermare che "non c'è niente di male" bisogna considerare l'individuo come monade isolata, priva di qualsiasi collegamento o interazione col contesto. Ovvero "non c'è niente di male" diventa vero solo se non esiste la società. L'abusato concetto de "ognuno a casa sua fa come gli pare", che ovviamente è falso perché poi si entra e si esce dalle/nelle case di ognuno.

Nel secondo caso ogni individuo assume di essere una eccezione alla regola, per cui otteniamo il paradosso di leggi che sono percepite come "suggerimenti", un po' vaghi, un po' inutili o inapplicabili, da cui il fenomeno contemporaneo per cui i legislatori pubblicano delle "gride" con minacce di sanzioni iperboliche riguardo violazioni minime e l'effetto che che le loro "gride" rimangono inapplicate perché nessuno trova il contesto generale a cui si applicano, dato che ci sono solo eccezioni. Questo fenomeno non vale solo per i singoli individui ma anche per fenomeni su scala collettiva, per esempio si approva una legge per cui lo Stato non può fare una certa operazione e subito dopo lo Stato viola questa legge compiendo l'operazione vietata perché deve porre rimedio ad una situazione eccezionale.

Sommando quanto scritto sopra, l'effetto disastroso non è tanto il caos generale quanto il fatto che alle persone, come ai bambini piccoli, manca la percezione del "giusto" e dello "sbagliato", ovvero una volta di più l'unica regola è la soddisfazione dei propri impulsi, delle proprie voglie. La "morale" non serve ad eliminare i lestofanti, serve a fare in modo che i lestofanti siano consapevoli di esserlo, di compiere il "male" invece del "bene". Adesso invece se io voglio una cosa, questo è giusto per definizione, nel mio piccolo universo personale equivale ad un comandamento divino. Non esistono i lestofanti, ognuno è sempre e comunque nel giusto e si meraviglia se gli viene chiesto di rispondere delle sue azioni. Secondo me è abbastanza evidente che una società composta da piccoli "dei" che pretendono che ogni loro capriccio sia legge universale non può funzionare e sono anche evidenti le conseguenze, dai comportamenti aberranti dei singoli che popolano le cronache alla impossibilità di gestire città, regioni, nazioni.

Sempre tenere presente che tutto questo è stato progettato a tavolino, non è affatto un fenomeno spontaneo.

mercoledì, luglio 26, 2017

Fino a quando a Viktor Orbán verrà concesso?

Ecco, in questo post citavo un articolo demenziale pubblicato dal Corriere che inveiva contro la "Austria Ungheria" con i toni della incipiente Grande Guerra.

Adesso leggo questo altro articolo che ne rappresenta l'immagine esattamente speculare.

Se da una parte mi fa piacere scoprire che ci sono ancora persone con un po' di senno e di valori morali, sebbene mi lasci attonito che in Italia possano convivere idee cosi inconciliabili, sopratutto quando una è ovviamente falsa, paradossale, assurda se confrontata con l'altra, purtroppo non posso condividere la conclusione.
Poco prima Orbán aveva rivendicato l’importanza di Visegrád Four, l’accordo tra Varsavia, Praga, Bratislava e Budapest, facendo parlare con una sola voce «gli entusiasti polacchi, i sempre cauti cechi, i sobri slovacchi e i romantici ungheresi»

«Venticinque anni fa qui in Europa centrale credevamo che l’Europa fosse il nostro futuro; oggi ci sentiamo di essere il futuro dell’Europa».

… Lontani anni luce dalla pavida politica italiana, non tutto è perduto… e la lotta è appena iniziata.
Perché se tutto quello che ci separa dal Regno di Sauron sono i Polacchi, i Cechi, gli Slovacchi e gli Ungheresi, con tutto il bene che gli posso volere, i giochi sono fatti ancora prima di cominciare. Io mi guardo attorno ma, oltre al fatto che quando esco di casa non incontro un italiano, se guardo più oltre vado a sbattere contro notizie come questa, dal post precedente. Ormai è tardi per l'Italia, siamo troppo oltre il punto di non-ritorno. Siamo troppo marci, corrotti, incapaci, meschini. Se gli Ungheresi e i Polacchi vedono il Comunismo per quella aberrazione che era, in Italia lo ripropongono in tutte le salse come soluzione ai mali dell'umanità. Qui il Piano è ormai compiuto.

E' cosi lontano Orbán dalla realtà italiana che in pratica è come se non esistesse, come se fosse una creazione di fantasia, irreale, una parodia. Io vorrei tanto che fosse il contrario, che fosse l'Italia ad essere lontana, irreale per me, invece no, ci vivo dentro, la tocco con mano. Me ne vergogno.

22 Ottobre, addio illusioni, è finita

Il 22 Ottobre in Lombardia si terrà un referendum. Nel sito della Lega Nord (fino a che Salvini non cambi il nome in Lega dei Popoli o qualcosa del genere) si presenta come "Referendum Lombardia Autonoma" e si dice che lo scopo è ottenere per la Regione qualcosa di simile allo Statuto Speciale.

Allora vado a leggere il quesito referendario:
Questo il testo della domanda che il 22 ottobre gli elettori troveranno sulla scheda, a cui dovranno rispondere SI’ o NO.
“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”
Oggi leggo che Maroni, il Presidente della Regione, ha speso circa 23 milioni di euro per comprare 24 mila tablet che serviranno per votare al posto delle tradizionali schede cartacee, grazie al software fornito da una azienda olandese, la Smartmatic, che ha vinto la gara d'appalto indetta dalla Regione. Dice che i tablet saranno poi lasciati in uso alle scuole dove si voterà.

Cosa dire, siamo in presenza del nulla. Aria fritta e rifritta, con quel retrogusto di meeting aziendale.

Non si capisce chi chiede a chi, dove, quando, come e cosa. Un generico "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia", che vuol dire tutto e niente, sopratutto con le premesse ridicole per quanto sono forzate e fuori posto, "nel quadro dell'unità nazionale", seguito da "iniziative istituzionali".

L'inevitabile conseguenza del fatto che quando istituisci un Parlamento e un Governo ombra e organizzi una Guardia Nazionale, poi devi fare parlare le armi, perché da sempre è cosi che nascono le Nazioni, compresa l'Italia dell'Ottocento e del Novecento.

Oppure scherzavi, era tutto un gioco e finisci appunto a giocare coi tablet e con le app, a fare il trenino con le segretarie. Sia una cosa che l'altra possono esistere solo in un mondo di idioti che non hanno ne la percezione ne la consapevolezza delle cose. Una Nazione di Arlecchini e Pulcinella, questo siamo. Per poco ancora, ad aggiungere ulteriore beffa.


Graecia capta ferum victorem cepit
Dove per Grecia capta si intendono le tette della signora Minetti.

lunedì, luglio 24, 2017

Gita al rifugio Menaggio e monte Grona (fail)

Eccoci al rifugio Menaggio. Dal paese omonimo in alto lago di Como, per Plesio e poi per Breglia. A Breglia, secondo la mia filosofia, lasciamo la macchina e prendiamo il sentiero. Però volendo si può pagare un modesto pedaggio e salire su una strada asfaltata abbastanza buona fino ad un parcheggio più in alto, risparmiando mezz'ora di salita a piedi. Il rifugio offre una posizione panoramica sul lago a circa 1400 metri. Relativamente piccolo, frequentato da parecchi turisti stranieri che villeggiano sul lago sottostante. In questo caso dovrei dire che al rifugio c'erano potatoes, kartoffeln, e pommes de terre.

Dopo pranzo (pasta al ragu, polenta col brasato, due fette di torta e due caffè) volevo salire in cima al monte Grona dietro al rifugio. Ci sono diverse vie, noi abbiamo preso il sentiero panoramico. Siamo tornati indietro dopo averne percorso una metà, perché il sentiero è abbastanza impegnativo, specie alcuni punti su roccia dove ti devi arrampicare, parecchio esposto e noi eravamo già troppo stanchi, col rischio di mettere un piede in fallo e farsi male. Pensateci bene prima di avviarvi su questa via perché comincia ad essere sopra le capacità del gitante occasionale. Nel caso vi suggerisco di fare come me e misurare le vostre forze, non andate oltre il punto in cui vi sentite in pieno controllo di voi e della situazione.




Rifugio visto dal sentiero alto una volta terminata
la prima parte che sale rapidamente.







Svizzera vista dal punto in cui siamo tornati indietro sul sentieri panoramico.

Video in cui si sente anche la mia vocina che impreca nel momento in cui decido di tornare indietro.

sabato, luglio 22, 2017

Delirio sul Corriere

Così rinasce l’alleanza «austro-ungarica» in nome del sovranismo.
[...] una dichiarazione proditoria e offensiva: «Una nazione che non è capace di difendere i suoi interessi non è una nazione, nemmeno esiste e scomparirà». Dove il concetto di interesse è chiaramente sovranista e posto in totale contrapposizione a quello comune dell’Europa [...]

Fino a quando a Viktor Orbán verrà concesso di abusare della pazienza della Ue? Fino a quando il Partito popolare europeo continuerà a tollerare nelle sue file un leader antieuropeista, xenofobo e con venature antisemite, come dimostra la sua guerra sulle Ong con George Soros?
In sostanza l'immondo Orbán compie l'incredibile crimine di sostenere che le Nazioni esistono e che per continuare ad esistere devono difendere i propri interessi anche e sopratutto quando la "Europa", qualsiasi cosa sia, cerca di sopprimerle, le Nazioni, usando tutti i mezzi. Affermare che le Nazioni esistono e che si devono difendere dall'annientamento corrisponde al crimine di "sovranismo". Orbán, sei un "sovranista"! Maledetti "sovranisti". Lotta "antisovranista". Poi chiaro, se ti permetti di dire che le ONG finanziate dalla Open Society di Soros sono uno degli strumenti usati per mettere il pratica il Piano di annientamento degli Europei, oltre che bieco "sovranista" sei anche antisemita. Campi di sterminio.

In altri post dicevo che stiamo preparando la guerra civile, se siamo fortunati oppure un altra Guerra Mondiale. Fino a quando all'Orbán coi baffetti verrà concesso di abusare della pazienza della Ue? Dai, bombardiamo a tappeto mezza Europa, quella che recalcitra davanti alla "accoglienza gioiosa" e forzata. Dai, schiariamo i fanti sul confine contro la rapace Austra-Ungheria, liberiamo Trento e Trieste. Sono già "liberamente" popolate di africani? Ah già, va bè allora non so, intanto costringiamo l'Austria-Ungheria a miti consigli.

Infine, la gente che scrive queste cose su quello che era il "quotidiano nazionale", è PAGATA per farlo. Vedete un po' voi le implicazioni.


Nota: stasera sono passato in auto per la periferia di Como e non c'era un Italiano o un Europeo in giro. Forse voi pensate che io stia esagerando. Un giorno lo vedrete coi vostri occhi.

venerdì, luglio 21, 2017

Chi non conosce la Storia

Anni di piombo: immagini d'epoca
In questa sede non serve andare ad esaminare gli "opposti estremismi", torti e ragioni. Limitatevi a guardare le immagini di com'era la Milano di quando io ero bambino. Io me lo ricordo. Poi crescendo ho trovato i "capoccia" di allora a fare i professori all'Università, i "top manager" nelle aziende e nelle banche, i direttori di giornale, eccetera.

Il signor Barnard, di cui ho proposto alcuni video nei post precedenti, idealizza questo periodo in virtù delle "conquiste sociali" della sua "sinistra ideale", che poi contrappone al "tradimento" operato dai partiti della "sinistra reale" che si sono fatti strumento delle elite apolidi e mondialiste.

E' un classico trucco retorico di chi fa della metafisica, spostare sempre la "verifica" nello "oltre", tipicamente i "compagni" direbbero che non era il Comunismo ad essere fallato, è stata la infelice, infedele, distorta applicazione che ne è stata fatta da traditori del Popolo. E si salta a piè pari il momento in cui la gente faceva gli altarini nel tinello a questi "traditori" e li pregava che gli concedesse la grazia.

Comunque, a me sembra chiaro che chi "faceva" la Milano di allora non trova niente di strano nel "fare" la Milano di oggi, anzi. I figli degli "operai" hanno realizzato il VERO desiderio dei padri, diventare "borghesi" e, allora come oggi, giocano alla "rivoluzione". La contraddizione tra le fabbriche e i grattacieli delle banche è solo apparente e bisogna avere qualche baco in testa per vederla come il signor Barnard, secondo me.

Per una rivisitazione più completa, produzione RAI:
Morire di politica - pt1
Morire di politica - pt2
Morire di politica - pt3
Morire di politica - pt4
Morire di politica - pt5
Morire di politica - pt6

Dice Pansa:
Una Italia oggi impensabile, che farebbe una paura pazzesca. Come se una specie di "Bin Laden sotterraneo" vivesse dentro l'animo di centinaia di migliaia di giovani assolutamente "normali" e li spingesse a fare del male, agli altri ma anche a se stessi."
Adesso chiediamoci cosa significa che quella Italia oggi è impensabile, quindi impensata e cosa è, dove è, il "Bin Laden sotterraneo", se è sparito per sempre o se c'è ancora ma è diventato più scaltro sopra e più scemo sotto. In ogni caso, i "giovani assolutamente normali" di allora non sono spariti, sono gli adulti e gli anziani di oggi.

Vi do un indizio:
Parte dalle università americane il vento del Sessantotto.

mercoledì, luglio 19, 2017

Pubblica Amministrazione, continuiamo a girarci intorno

Alfredo Mercatante, avvocato di grido in Calabria e insegnante di ruolo in Lombardia, non è solo l’ennesimo furbetto che lavora a tempo pieno nel privato e intanto percepisce uno stipendio pubblico, sottratto a un altro più disponibile di lui. È anche un ex sindaco di sinistra, presidente e sostenitore di associazioni antimafia. È insomma un italiano completo.
Colpa d'Alfredo

Tutto dipende dalla definizione di "Italia" e di "italiano". Perché ce ne sono milioni come il signor Mercatante, è tutto tranne che il proverbiale "caso isolato", anzi, direi che è la prassi.

Edit: apprendo stamani che:
Al Comune di Roma ci sono almeno 70 dirigenti sui 190 in organico che sono indagati dalla magistratura per i motivi più vari, secondo fonti interne al Campidoglio.

martedì, luglio 18, 2017

Fedora 26, such a waste

I have tried Fedora 26 with its default Gnome DE.
It is a strange thing, it looks obvious people at Fedora aim to the most advanced Linux "workstation" possible and they have made any effort to polish Gnome as best as they could. In the same time, Fedora Gnome is almost useless for me.

When Gnome 3 was introduced users split in two parties, those who were happy to see Gnome moving forward from the old "desktop" paradigm and those who did not understand the need to impose a sort of "touchscreen" GUI over Personal Computers.

I think you can get used to moving through "pages" instead of "menus" and "desktop", despite ironically it makes some tasks a bit more complicated, like back and forth when you insist in doing more than one thing a time. It annoys me a lot but I can survive.

What kills Gnome in my opinion is the fact that without "advanced settings" that are available only when you install stuff like "utilities" and "extensions" on top of the default Gnome, it is way too simple, it lacks even the most basic options and features you expect from a... yes, a PC desktop. Using default Gnome looks like some "emergency" mode with regular features disabled. But no, it is not, it is a "vision" about how a "comfortable" DE must be, it does not bug you because it doesn't let you do anything, which is an extreme idea of "out of your way".

So with Fedora we have got this strange beast with the most technically advanced system hidden under a DE that doesn't want you to do anything but the most basic things, in the most basic ways and you must "hack" it to enforce some sort of "usability". It makes no sense at all, in my opinion.

Yes, there are "spins" of Fedora with other "traditional" DEs. But then, what is the point in using Fedora if you must rely on some "vanilla" DE which does not integrate all the Fedora's innovations and technicalities which are made for Gnome? In my opinion Debian and its derivatives are much more convenient.

I am using Ubuntu Mate on my cheap laptop now. There are glitches with themes because of the transition from GTK2 to GTK3 and the latter being a moving target thanks to Gnome folks. There is no way to see innovations like Wayland instead of X ported to Mate or any "minor" DE anytime soon, so here comes the usual issue with constant forking and waste of resources in the Linux world, plus the disruptive attitude from people who just do things their way regardless the consequences.

domenica, luglio 16, 2017

Gita al rifugio Murelli e Monte Colmegnone

Il rifugio Murelli è una ex caserma della Finanza, credo, collocata come altre lungo la frontiera con la Svizzera per via del contrabbando con cui i "laghé", gli abitanti delle sponde del Lago, integravano i loro magri redditi. Di questa tradizione sopravvive una certa cultura locale. In questa zona ci sono tantissime cose interessanti da vedere che sono ignote ai più, testimonianze del passato. Cisterne, casere, magazzini per la neve, trincee, caserme, grotte carsiche, un po' di tutto.

Per arrivare al rifugio ci sono parecchie vie. Noi siamo andati in macchina ad Argegno, sul lungolago, da li siamo saliti a Schignano e abbiamo parcheggiato in paese, non volendo salire troppo in auto per non avere problemi di strade incerte e parcheggi limitati. Da li siamo saliti a piedi alla frazione di Posa e ci siamo diretti verso il rifugio seguendo i segnavia.
Il pregio delle escursioni su queste montagne in particolare è che si gode di un bel panorama sul lago e, salendo abbastanza in alto, di una bella fetta di arco alpino da una parte e di pianura lombarda dall'altra.

Abbiamo proseguito verso una cima che non conoscevo, Monte Colmegnone, quota 1383m, dove è stata collocata una croce. Le immagini non rendono adeguatamente la vista che si gode da quel punto, raccomando a chiunque di visitarlo.

Se volete proseguire, forse è meglio evitare la specialità del Murelli, polenta taragna con salsiccia, costine e cipolla in umido, un po' cara visti i 40 euro in tre, con una bottiglia di minerale e il caffettino (stranamente buono, per inciso).

Immagini gentilmente fornite da Giuseppe, tranne quelle delle due caserme che ho dovuto rubare dalla Rete e chiedo scusa agli autori. Guest star della gita, Luca.



All'inizio del percorso ci sono dei cartelli che descrivono
alcune delle cose che si possono vedere li attorno


Rifugio Binate, chiuso.
Prima caserma della Finanza che incontriamo.
Servono 3 mila euro all'anno per affittarlo
dal Demanio e 100 mila per metterlo a norma.


Questo è il rifugio Murelli


Colmegnone visto dal Murelli







Strano altarino buddista sotto la croce.
Quello che vedete all'orizzonte è l'area urbana di Milano


Le immagini non sono abbastanza "profonde"
da rendere l'idea di quanto lontano si spinge lo sguardo.

Cito: "In vetta, nelle giornate terse, si gode di un'ampia visuale sul
lago di Como, dal primo bacino fino al Lario centrale, si gode di una
vista privilegiata su Monte Rosa, Cervino e Alpi Bernesi (Finsteraarhorn)
e si scorgono le montagne (fino all'Appennino ligure, all'Appennino
tosco-emiliano e al Monviso) al di là della pianura padana)."

Qui trovate il video girato da Giuseppe sulla cima del Colmegnone, c'era un po' di vento ma non cosi forte come può sembrare.

Nota: nell'ultima immagine in basso vedere il rifugio Murelli a sinistra e un agriturismo sulla destra. Continua la "industrializzazione" delle montagne lombarde, gente che si ruba il pane a pochi metri di distanza l'uno dall'altro cercando di offrire ospitalità e ristorazione "di qualità" e che poi, per potere avere un senso economico, devono portare fino a li la gente in auto o in funivia. Sono incerto se augurarmi il fallimento di queste iniziative e vedere edifici ed impianti abbandonati o se felicitarmi del fatto che le comunità montane trovino un modo per vivere, al prezzo della massificazione turistica delle valli e delle montagne. Forse avrebbe più senso ripensare le città, piuttosto che portare le città ovunque. Non so.

Un tempo si consideravano conquiste

... passando nell’arco di 14 mesi dall’iniziale compenso mensile di euro 2.000 (settembre-dicembre 2009)» a ben 8.000 «a ridosso del collocamento in quiescenza, senza che in tale breve arco di tempo risultino essersi verificate variazioni negli incarichi.»
I trucchi per triplicare la pensione dei sindacalisti

I casi sotto la lente: alla Cisl +190%

Ora, la faccenda delle pensioni "moltiplicate" con un paio di trucchi subito prima del collocamento a riposto a me è nota da almeno trent'anni. Tra parentesi, non riguardava solo i sindacalisti ma tutti i dipendenti come logica conseguenza del "metodo retributivo". E' una delle cose che mi dividono dal Barnard dei video del post precedente.

Secondo il suo pensiero il Piano delle elite apolidi mondialiste è mirato alla distruzione delle "conquiste" delle "idee della Sinistra" che lui svincola dai "partiti" che invece hanno tradito queste "idee". Nella sua logica, parte dell'attacco delle elite si concentra nel svuotare i Sindacati del loro ruolo e senso e nell'abolizione dei "diritti" (dei lavoratori ma alla fine dei cittadini in generale). A ma pare invece evidente che siamo di fronte a una realtà più semplice. I Partiti della Sinistra non avevano ne solidi fondamenti "ideali" ne talento e integrità morale nelle persone che li popolano, dalla "base" ai "vertici". Tutta gente che alla fine o è troppo stupida per capire dove la stanno portando oppure che cerca con furbizie grandi e piccole si aumentare al massimo il proprio tornaconto.

Un "sindacalista" non è affatto un filantropo, viceversa è uno che trova il modo di "fare carriera" partendo da una posizione infima. Il ruolo di "sindacalista" gli permette di avere il "potere" che nelle sue mansioni regolari non avrebbe mai, gli permette di fare un lavoro diverso o anche nessun lavoro, gli permette, come nel caso in oggetto, di moltiplicare per quattro il suo reddito. Tutte piccole e grandi meschinità. Mi si dirà che sono "casi isolati". A me, come dicevo all'inizio, risulta che sia la PRASSI.

Quindi il signor Barnard cade lui per primo vittima della Grande Menzogna, quella della "topologia" del Male e del Bene.
Intanto quello che succede nel "mondo reale" è questa fantasia perversa:
... poiché queste pensioni sono ormai definitive e non c’è modo di tagliarle ma incombono i vitalizi di altri 1.400 sindacalisti che potrebbero essere rivisti alla luce della sentenza dei magistrati contabili, l’Istituto di previdenza chiede al ministero del Lavoro: come ci dobbiamo regolare? Per quattro mesi: silenzio. Finché, pensa e ripensa, arriva la risposta. Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.

venerdì, luglio 14, 2017

Guardate questo video

>>> Il più grande crimine

>>> Il trattato di Lisbona
... una politica nuova, moderna, positiva, che accomuna i partiti moderati e quelli di una sinistra riformatrice, dando voce all'Europa come noi la vorremmo e la vogliamo. Perciò: bene Renzi se continua così. L'Europa deve saper dire addio agli Stati nazionali e farsi struttura globale, aperta, democratica, moderna. Lo Stato nazionale di oggi ben presto apparirà anacronistico folclore. Oggi servono su tutti i temi e problemi soluzioni europee e valori globali.

Scalfari.

mercoledì, luglio 12, 2017

Un altro racconto tragico della Terza Via


Edit: aggiungo in testa al post questo link che ho trovato solo stamattina: ... una poltrona a politici trombati o in pensione, onorare impegni elettorali, garantire segretaria e auto di servizio agli amici. Ma non fate l'errore infantile di liquidare la faccenda con "i politici", in realtà è l'Italia tutta. Nel mentre, ci raccontiamo la favola della "austerità" imposta dalla "Europa".

Teoria: la Terza Via.
Prassi, scusate se mi ripeto, IRI, Istituto per la Ricostruzione Industriale.
Ai vertici dell'IRI si insediarono esponenti della DC come Giuseppe Petrilli, presidente dell'Istituto per quasi vent'anni (dal 1960 al 1979). Petrilli nei suoi scritti elaborò una teoria che sottolineava gli effetti positivi della "formula IRI". Attraverso l'IRI le imprese erano utilizzabili per finalità sociali e lo Stato doveva farsi carico dei costi e delle diseconomie generati dagli investimenti; significava che l'IRI non doveva necessariamente seguire criteri imprenditoriali nella sua attività, ma investire secondo quelli che erano gli
interessi della collettività anche quando ciò avesse generato "oneri impropri", cioè anche in investimenti antieconomici.
Leggete quali furono le ragioni per cui lo Stato fu costretto a "privatizzare" IRI. Per farla breve, fu imposto dalla "Europa" affinché l'Italia fosse ammessa alla integrazione doganale e alla Moneta Unica. A questo proposito forse vorrete andare a leggere la biografia del Prof. Prodi, serve ad unire i puntini.

Ai giorni nostri, dopo interminabile serie di fallimenti:
Alitalia, perdita da 100 milioni al mese a inizio 2017.
Storia: Alitalia - Linee Aeree Italiane.
Notare il passaggio in cui si racconta che una azione Alitalia nel 2001 valeva 10 euro e nel 2006 valeva 1.57 euro.

Non vi basta? Ecco, c'è una azienda pubblica che viene finanziata con una imposta aggiunta alle altre che già gravano la bolletta della "luce", una azienda pubblica che si vanta di stare "sul mercato", la RAI:
A marzo 2015 sulla Rai gravava un debito alle banche di 442,9 milioni di euro, secondo la Corte dei Conti.
A proposito della "informazione", vi rimando a un altro caso interessante, tra i tanti.

Non è collegato direttamente ma lo Stato ha appena "salvato" un certo numero di banche. Oggi alla Radio il signor Visco dichiarava "finita l'emergenza bancaria". Emergenza? Una cosa che tutti sapevano e che andava avanti da vent'anni è una "emergenza"? Poi cosa dire delle banchettine locali, le BCC? A questo proposito, per un brevissimo istante girò la voce che si potesse pubblicare la lista coi nomi e cognomi dei "debitori insolventi" del sistema bancario, in primis di Monte dei Paschi, ad esempio costoro, indebitati per 1,8 miliardi. Puff, finito tutto in una bolla di sapone, l'Italia ha ben altre priorità, i "diritti civili", l'antifascismo, la "accoglienza", fare ripartire l'economia coi "bonus". E le "finalità sociali". Anche perché l'azienda indebitata di cui sopra può contare su manager di tutto rispetto i quali vantano lunga militanza nel PCI e frequentazioni sul genere Rothschild.

Infine, vorrei ricordarvi questa altra faccenduola, che il Caro Leader ci spiegava cosi che per ora rimane nascosta sotto il tappeto, tanto va tutto nel mucchio.

martedì, luglio 11, 2017

Sogno o son desto?

Sapete quando non riuscite più a distinguere l'originale dalla copia, imitato e imitatore, serio e faceto, ufficiale e parodia. Come tra Sua Eccellenza Conte Duca Renzi e l'imitazione di Crozza, come tra un italiano e un altro italiano. Ecco, cosi, uguale. Io non riesco a distinguerli.

Guardate qui: Fronte della Gioventù Comunista.
Sarà vero o sarà uno scherzo?

D'altra parte, la solita marchetta, scusate, l'articolo dotto e competente del Corriere mi informa che (sto ancora ridendo per l'incredibile auto-ironia involontaria):
Sono paure, quelle legate all’immigrazione, che si impadroniscono soprattutto dei ceti più umili e meno istruiti...
Ecco, io non capisco perché sono umile e poco istruito. E il problema della "sinistra" contemporanea è che ha perso il contatto con quelli come me, umili. Che vanno presi per mano e accompagnati alle giostrine, non liquidati con "un atteggiamento da primi della classe". Per fortuna ci sono i ragazzi della Gioventù Comunista che nel 2017 tramano per abbattere lo Zar. Loro si che pensano a noi umili e poco istruiti.

Nel frattempo, nei luoghi dove ci troviamo noi umili e poco istruiti si mormora che il Caro Leader stia trattando con la signora Europa (ma è il nome o il cognome?) perché consenta al PD, cioè al Governo, cioè all'Italia, insomma a noi, che poi noi umili non capiamo perché si chiami PD e non PUI come Partito Unico d'Italia, di fare il solito incremento del deficit del 3% e in cambio noi diamo la cittadinanza italiana ed europea di fatto a qualche milione di immigrati africani e ce li teniamo in casa. Mi rileggerò con calma il Manifesto della Gioventù Comunista per capire se loro hanno qualche spiegazione, perché qui tra gli umili e poco istruiti non si capisce niente.

Pensate che alcuni tra noi, forse i più umili e i meno istruiti, arrivano perfino, incredibile a dirsi, a dubitare che il Caro Leader e la "sinistra" siano il problema invece della soluzione.

Prima di portarci tutti alle giostrine forse bisognerebbe verificare con la Polizia Politica se tra noi ci sono dei provocatori. Quelli che insistono a diffondere la fache nius che il Caro Leader e la "sinistra" siano agli ordini di un certo miliardario ebreo chiamato Soros e della sua combriccola. Certo io non dubito perché è evidente che è una cospiraci deori, basta guardarlo e ascoltarlo il Caro Leader oppure la signora Boldrini per essere rassicurati.

Ad esempio, mentre batte i pugni sul tavolo della signora Europa, il Caro Leader ha pronti grandi progetti e nuove idee, nuovissime:
Per Napoli, candidarsi alle Olimpiadi del 2028 o del 2032 è possibile e per la città sarebbe una 'svolta strepitosa' come quella avuta da Barcellona.

Essere europeisti non significa dire sempre sì a tutto quello che chiedono da Bruxelles, ma fare proposte a cominciare dagli investimenti in ricerca, dal servizio civile per giovani europei, dagli eurobond, dall’elezione diretta del Presidente della Commissione.

E' uno scherzo?

E questo? E' un altro scherzo?
Per vostra comodità, riporto qui un celeberrimo video nella prima parte e nella seconda parte, che noi umili pensavamo fosse una lezione ex cathedra ma non avevamo capito nulla, al solito. Prego notare che la seconda parte recita con TRE ANNI DI ANTICIPO, quasi parola per parola, la dichiarazione di poco fa del rappresentante ONU: "... favorire gli ingressi legali per motivi di studio, lavoro e ricongiungimento familiare di chi non ha diritto allo status di rifugiato."

lunedì, luglio 10, 2017

Gita in Val Biandino

Trovasi sopra il paese di Introbio, Valsassina.
Ebbimo la malaugurata idea di fare la strada invece del sentiero in una giornata di temperature nordafricane, afflitti dal passaggio continuo di fuoristrada annessa nuvola di fumo. I fuoristrada trasportano cose e sopratutto persone, mi dicono che il passaggio andata e ritorno costa 30 euro. La Valle ha una lunga storia di sfruttamento da parte dell'uomo, anticamente c'era una piccola comunità di persone che viveva dispersa sulle montagne attorno e faceva perno sul santuario e annesso alpeggio situati al centro della valle. Non ce l'abbiamo fatta a proseguire oltre il santuario ma ci sono diversi percorsi, per esempio verso il rifugio Santa Rita che si trova più in alto sul crinale dove se ricordo bene c'era una antica capanna di minatori e verso il Lago Di Sasso.
Abbastanza fastidiosa la presenza di linee elettriche sia sul fondovalle che sui versanti, i due "rifugi" all'imbocco della Valle, il Tavecchia e il Valbiandino sono praticamente due alberghi uno davanti all'altro. Noi abbiamo mangiato al Tavecchia, due piatti di pasta panna e speck, un piatto di polenta con arrosto, due fette di torta, caffe, acqua minerale, 30 euro. Attorno a noi c'erano delle tavolate di gente che si abbuffava, non tanto tipico dei pasti nei rifugi. Alla fine, circa tre ore andare e due a tornare, bella sudata.
















Fotografie sempre gentile concessione di Giuseppe e del suo furbofono.