domenica, gennaio 29, 2017

Il muto dice al sordo che il cieco lo sta spiando

Leggete questo articolo e poi ditemi se l'Italia non è come il Guatemala.
Esami con liste d’attesa lunghe?

Primo, fanno tutti finta di non sapere come funziona il Servizio Sanitario Nazionale. Forse non lo sanno davvero perché non fanno le code agli sportelli.

Partiamo dal concetto della "urgenza". Se tu hai un certo sintomo non puoi sapere se è una quisquilia o una malattia mortale prima di avere fatto gli accertamenti necessari, per esempio una ecografia. Quindi l'ecografia non ti sarà prescritta come "urgente" nella maggior parte dei casi perché lo scopri dopo che era urgente. Da cui, quando sei tu il malato e hai più di vent'anni, tutti gli esami sono urgenti, quando i malati sono altri, nessun esame è urgente.

Siccome non è urgente, quando provi a prenotare di solito di dicono che devi aspettare sei mesi. A me è capitato anche di sentirmi dire che la lista per una certa visita era già completa per i prossimo due anni.

Allora hai due opzioni. La prima è chiedere se in qualsiasi altro ospedale è possibile ottenere la prestazione in tempi più rapidi. Ora, qualsiasi altro ospedale è un concetto abbastanza ridicolo. Stiamo dicendo che tu hai un ospedale vicino casa ma devi andare in un ospedale a 40 chilometri e magari per un'altra prestazione quelli che abitano nei pressi di quell'ospedale vengono vicino casa tua. Io me ne capacito perché in teoria ogni ospedale serve un certo "bacino" e quindi dovrebbe fornire le prestazioni in proporzione. La seconda opzione è rivolgerti ad un medico presso il suo studio privato o dentro lo stesso ospedale dove non c'è posto, nella modalità "intra moenia", cioè lo stesso dottore, nella stessa stanza ma pagando di tasca tua.

Consideriamo una complicazione che nell'articolo non viene menzionata: se dopo l'esame diagnostico o la visita necessiti di un intervento chirurgico, non puoi scegliere un altro ospedale, devi proseguire nello stesso dove hai cominciato, altrimenti devi ripartire dallo stesso esame già effettuato e dalla stessa visita. Ergo, se ti fai visitare a 40 chilometri poi dovrai essere operato a 40 chilometri, se ti fai visitare "privatamente" dovrai essere operato nell'ospedale dove eventualmente esercita il medico a cui ti sei rivolto. Oppure ricominciare da capo.

Adesso in Regione Lombardia si svegliano e, siccome la teoria della "eccellenza lombarda" e la prassi quotidiana sono due cose molto diverse, scoprono che c'è una normativa che nessuno applica e si inventano l'idea di mettere un cartello con scritto "se non ti dicono di andare a 40 chilometri, puoi chiedere la visita "privata". Fa ridere perché c'è il caso che per una certa specialità in quell'ospedale un solo medico operi "intra moenia" o anche nessuno. Sono curioso di vedere cosa faranno negli ospedali dove ci sono due sportelli diversi, in due stanze diverse, per le visite "ticket" e quelle "private". Se conosco i miei polli anche questa iniziativa finirà nel nulla oppure i medici semplicemente smetteranno di esercitare "privatamente" dentro gli ospedali.

Come siamo arrivati a questo?
Nello stesso modo di tutte le altre cose che ci stanno crollando addosso. A forza di promesse e dichiarazioni di intenti senza considerare minimamente le conseguenze pratiche. A forza di interessi corporativi e prassi professionali e burocratiche completamente separate e spesso contrarie allo spirito e alla lettera della legge. Più semplicemente, per somma ipocrisia.

6 commenti:

  1. La sanità è complicata, costosa, e su essa di proiettano vari mali.

    o - medici passacarte e passareferti
    o - medicina difensiva lei mi fa causa per il brufolo? iuo le prescrivo settantasei esami e col culo che mi frega
    o - costi elevati, sprechi, dissipazione
    o - l'intramenia, che è una porcata immonda solo italiana
    o - milioni di invasori ricchezze e doni che gravano su strutture già troppo cariche
    o - consumismo diagnistico e dirittismo al consumismo diagnostico che ha inquinato la testa di milioni di persone
    o - turismo sanitario italiani interno, ad esempio dalla Calabria, la regione con la sanità peggiore e abnormememnte più cara ad altre regioni
    o - invecchiamento della popolazione

    e altro ancora.

    Col passare del tempo, visto che il paese è gravemente insostenibile e con esso pure la sua sanità, la situazione non potrà che peggiorare.

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  2. La "bergoliologia della liberazione"...
    Gia'.
    Le vicinanza tra comunismo e cristianesimo son evidenti.
    Fasci, nazi che si professano ultracattolici, la stessa Giovanna D'Arco che e' loro eroina, mi fanno ridere.
    Non si puo' che essere pagani in una reazione, anche ideologica, a questo merdoso ugualismo bianco e rosso.

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    1. UCoso, la salute è l'unica cosa che conta. Tutto il resto è secondario. Ergo, può andare tutto in merda ma non il Sistema Sanitario.

      Io lo dico sempre, se lo Stato non mi può fornire il servizio, ditemelo e mi pago la mia assicurazione come negli USA, dove per altro di norma te la paga la azienda come parte del contratto.

      Non sopporto la beffa del Servizio Sanitario pro-forma che poi ti dirotta al "privato", della norma scritta che rimane lettera morta, del politicante e dell'amministratore che descrivono una realtà completamente irreale.

      Riguardo il cattocomunismo, dato che la promessa non è la buona amministrazione ma la felicità, è normale, inevitabile, che promettano cose che sono irrealistiche e irrealizzabili.

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  3. Dalle mie parti si dice con rassegnazione :povera chi ne ha bisogno!

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  4. L'intra moenia è un'infamata diabolica ma serenamente tollerata. Se non facciamo rivoluzione noi ci si berranno tutti...

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    1. Il medico ti direbbe che in ogni caso la "struttura" non gli paga più di tot ore lavorate, quindi se entra alle X deve per forza uscire alle Y, non importa quanti pazienti sono in attesa.

      Poi può rientrare come "professionista" oppure recarsi nel suo studio privato e ricevere li, non fa differenza. Nel primo caso pagherà un "affitto" alla "struttura", nel secondo lo pagherà al proprietario dell'immobile.

      Mettiamo che sia vero, mettiamo che i medici non siano parte in causa coi loro interessi personali e corporativi.

      Il problema è che ci tocca pagare imposte che vengono spese per tenere aperti gli ospedali del servizio pubblico, poi andiamo li e ci dicono che non c'è posto, per cui ci tocca pagare un servizio privato.

      E' questo il non-senso, che paghiamo due volte, due servizi diversi. Perché non abbiamo la facoltà di non pagare, dato che da una parte non ti puoi sottrarre alle imposte, dall'altra sei costretto a curarti quando sei malato.

      Ad aumentare il danno, questo doppio binario implica un incremento del disagio per noi e grande inefficienza del sistema, con passaggi a vuoto, ripetizioni, discrezionalità, incongruenze, disinformazione, eccetera.

      Una cosa che mi indispone grandemente è che, come dicevo per gli insegnanti, le categorie professionali protestano o fanno pressione come "gruppo di interesse" sempre e solo per le questioni meramente contrattuali e non per quello che sta a monte e a valle del proprio lavoro.

      Non è una rivoluzione, è una guerra civile.

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