giovedì, febbraio 23, 2017

Menzogne continue - le riforme del Lavoro

Sono ammontati a 340.149, al netto delle cessazioni, i nuovi contratti stipulati nel 2016, poco più della metà di quelli registrati nel 2015 che aveva chiuso a 627.569. Crollo invece per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato che hanno chiuso l'anno a quota 82.917 contro i 934mila registrati invece nel 2015: 851mila in meno dunque a causa del progressivo scomparire della decontribuzione.
Associate questo al deficit dichiarato dall'INPS e alla "manovrina" che ci viene imposta perché abbiamo sforato i limiti dell'incremento del Debito Pubblico che sottoscrivemmo ottimisticamente tempo fa.

Intanto, se volete dare una occhiata al futuro, leggete qui. Contenti?

10 commenti:

  1. Non se ne può più del lavoro a tempo determinato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' solo la conseguenza meccanica del fatto che la domanda di lavoro è molto minore della disponibilità. A sua volta la bassa domanda di lavoro è inevitabile conseguenza del fatto che conviene produrre la dove la manodopera ha un costo esiguo, noncè della importazione di milioni di stranieri disposti a qualsiasi condizione.

      Elimina
  2. La nuova oscura tecnologie del voto : il blog di Renzi mi da questa sensazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me invece fa pensae che la gente ingoia veramente qualsiasi stronzata.

      Elimina
    2. Mi zio mi dice sempre che un popolo affamato è più manipolabile. E il popolo italiano all'oggi mi ricorda una situazione simile, dove per fame vi poco lavoro e eccesso di tasse.
      Mettiamoci poi che il 30% del gente non sa discernere un messaggio mediatico e il 10% è analfabeta con il 60% e'ancora molto duro attuare un valido cambianto, in considerazione poi dei livelli di corruzione che stiamo toccando.

      Elimina
  3. Magnolia, c'è anche da osservare che tanti non sanno spendere e più che altro buttano via le proprie sostanze. Ti faccio un esempio concreto: un mio conoscente si lamentava con me del fatto che non riusciva a "star dietro" all'affitto; gli chiesi quale fosse l'ammontare, 150 euro al mese (abita in un paese molto decentrato, in una casa molto vecchia); gli feci notare che fumava almeno un pacchetto di sigarette al giorno, senza contare quelle della sua compagna e il "condimento" che di quando in quando aggiungeva; calcolai rapidamente che solo per le sigarette ordinarie spendeva non meno di duecento euro al mese; si indignò in un modo plateale. Dunque? Ah, sto parlando di una persona istruita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. MrCoso, non ci siamo. Che il tizio spenda i soldi in sigarette o in pane non fa differenza rispetto a il contesto generale.

      Vedi bene che se non produciamo più il cibo che mangiamo, i vestiti con cui ci copriamo, non fabbrichiamo più gli oggetti che usiamo, eccetera, rimangono solo i famosi "servizi" del "terziario", per cui Renzi ci racconta del "digitale" che va a studiare in California. Renzi è la punta dell'iceberg, sotto di lui c'è una moltitudine di gente che non capisce e non sa nulla.

      Elimina
    2. Appunto, non capisce e non sa neppure come disporre al meglio di quel che ha. Anche se devo ammettere che la moltitudine di sfigati (in senso empatico, non derisorio) che affolla le città non ha molti mezzi d'autodifesa a sua disposizione.

      Epperò ingrandiamo le città e rendiamole più popolose e "variegate", così avremo sempre più gente incastrata in stili di vita imbelli, manipolabili e ricattabili in quanto impossibilitati a perseguire anche le forme di autonomia più minimali quand'anche ce ne fosse la volontà.

      Elimina
    3. No, il futuro non è di "ingrandimento", è il Medio Evo.

      Elimina
    4. Un medio evo più grande e più zozzo.

      Elimina