mercoledì, marzo 29, 2017

Il piccolo naviglio che non voleva navigar

Allora... piccola storia personale, con piccole implicazioni generali.

Ho usato per molti anni un computer portatile acquistato nell'Anno del Signore 2004. Causa nascita e morte di diverse versioni successive di Windows, da un certo punto in poi l'ho usato con Debian. Ma è diventato via via sempre più difficile, sopratutto per la quantità minima di RAM, 512 Mega che tra l'altro è condivisa dalla scheda grafica. Ultimamente ho anche dovuto togliere la batteria che si arroventava se provavo a caricarla.

Allora ho pensato di acquistarne uno nuovo.
Ma sarebbe stato troppo facile andare in un negozio e comprarne uno con sopra Windows. Ho deciso di provare quanto difficile sia in effetti usare qualcosa di diverso e di più economico. Premesso che "economico" significa "ti devi accontentare" e "dipende da cosa ci devi fare".

Comunque, ho acquistato online un PC Dell, un Inspiron 15 3552 con sopra Ubuntu preinstallato al posto di Windows, CPU un modesto Celeron N3060, 4 Giga di RAM da condividere con una scheda grafica integrata Intel HD. Prezzo, 200 euro + 49 di tasse totale 249 euro, spedizione "gratis".

Primo problema, causa piccolo disguido col pagamento, l'ordine è stato bloccato per una settimana circa. Poi la fabbrica in Cina ha preparato il pacco, una cosa veramente minimale, una scatola di cartone con due spessori di cartone, PC e trasformatore, niente altro. Poi l'hanno spedito dalla Cina all'Europa e da li via DHL a casa mia. C'è voluto circa tre settimane.

Il computer... ODIO i monitor in formato 16:9! Inoltre, oltre lo spazio perso in verticale, la risoluzione del computer è abbastanza scadente, 1366x768, nel senso che è tutto abbastanza "grosso". Tenete presente che i monitor a tubo catodico degli anni '90 avevano un risoluzione di 1024x768, quindi siamo a quel livello. Io vi suggerisco di prendere un PC con una risoluzione migliore, ma per me che sono cieco va abbastanza bene. Un inconveniente relativamente ovvio è che questo computer è fatto veramente al risparmio. Non ci sono porte tranne quelle minime indispensabili, niente ingressi e uscite eterogenei che erano sparsi ovunque sul computer vecchio e soprattutto, grosso difetto, non ha una scheda ethernet, ci si può collegare ad una rete solo via wireless. Veniamo ai problemi veri.

Ubuntu nella versione "normale" viene con un desktop che si chiama "Unity" e che, come Gnome 3, è stato pensato con l'idea fissa dei dispositivi touch screen. La cosa che trovo più difficile da usare è la sostituzione dei menu a tendina (annidati) con una modalità d ricerca per cui i programmi sono "oggetti" rappresentati da icone che carichi sul desktop in una griglia, tipo display del furbofono e li trovi con una ricerca per parola chiave, che ti restituisce diverse "famiglie" di risultati, per esempio "notizie" insieme ai "programmi". Insomma, io non riesco ad abituarmici. Quindi sostituisco Ubuntu con qualche altra distribuzione che usa un desktop environment più tradizionale.

Problema: tempo fa qualche genio si è inventato che c'era bisogno di aggiungere un sistema operativo al firmware che viene eseguito all'avvio del computer. Lo standard si chiama UEFI e, prevedibilmente, ogni fabbricante lo interpreta a modo suo. Le distribuzioni Linux fanno del loro meglio per infiltrarsi attraverso questo sbarramento di infinite configurazioni diverse e farlocche. Ma te devi capire cosa disabilitare di ogni modello, per ogni marca.

Nel mio caso ho scoperto tramite cento tentativi, nervoso e capelli bianchi che bisognava disabilitare la compatibilità con i le periferiche non-UEFI (legacy) e anche il "fast boot". Nel primo caso non si avviavano le chiavette USB con cui provavo ad installare, nel secondo caso, catastrofico, la installazione procedeva regolarmente fino al momento di aggiornare il bootloader, poi dava errore e ciccia, mi ritrovavo con un computer che non si avviava più.

Tra l'altro ieri notte, preso dalla frenesia, ho sbagliato a formattare una chiavetta e ho formattato un pezzo del disco del computer vecchio a cui cercavo di produrre un rimedio per quello nuovo. Risultato, ho piallato una installazione di WindowsXP che tenevo per nostalgia, essendo praticamente inutile a fini pratici.

Comunque, adesso vi sto scrivendo dal PC nuovo con sopra Ubuntu-Mate, che usa appunto Mate al posto di Unity. vediamo se con questi 250 euro (escluso tempo e salute persi) riuscirò a soddisfare le mie necessità domestiche. Come riferimento, tenete presente che un MacBook Pro da 15 pollici costa tra 2300 e 3300 euro, cioè oltre 10 volte tanto. Certo, sono aggeggi completamente diversi, non c'è paragone nel design e nelle prestazioni, come una Panda e una Ferrari. Ma vale la pena?

22 commenti:

  1. Mi ricordano le peripezie del mio ex marito. Sarebbe stato un interlocutore migliore di me sull'argomento.

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    1. Te coltivi piante in vaso e io aggeggio con i computer. Pensa che sia più o meno la stessa cosa.

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  2. non vale la pena per l'uso che ne fa l'utente medio :D

    ora sto usando il mio vecchio con OpenSuse anche se alla fine mi ero abituato a unity.

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  3. In questo momento sto scrivendo da un computer che, benché solitamente operato da una installazione "standard" di XP, è stato avviato da uno stick USB con un sistema operativo self contained che non richiede installazione. Con quel sistema operativo, il computer potrebbe anche NON avere un HD (che infatti non viene neppure "montato" dal sistema se non su esplicita richiesta) e accontentarsi di 256 MB di RAM. L'unica esigenza non aggirabile è la presenza di un BIOS che permetta l'avvio da porta USB.

    P.S. Come sai, il sistema operativo in questione è una delle tante incarnazioni di Puppy Linux. Non fa numeri da circo, però molto semplicemente funziona e mi permette di tenere XP per tutti gli usi che non richiedano connessione web (e per me sono la maggior parte).

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    1. Faccio anche io cosi ma arrivi ad un punto che è meglio staccare la spina invece di accanirsi.

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  4. Lorenzo, mi è capitato tra le mani il portatile di un collega, della serie precedente alla tua, nato con UBUNTU ma che lui si ostinava ad usare con Windows 7, ricerca degli aggiornamenti perennemente invana, porta Ethernet danneggiata per una caduta, sempre zeppo di virus.
    Ha visto come girava Ubuntu MATE 16.04 Live da USB, subito installato, attacco ethernet sistemato con pochi euro https://www.amazon.it/CSL-Adattatore-Ethernet-100Mbps-Network/dp/B01KZYC3KK/ e adesso il notebook vola.

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    1. Ecco, bravo, stavo giusto pensando di comprare un adattatore analogo.

      Se ti sembra che voli con Ubuntu Mate, dovresti provare con Debian. Io ce l'ho installato, sempre con Mate, sull'altro computer, quello vecchio che ha solo 512 Mega di RAM compresa la memoria video. Vorrei installarlo anche su quello nuovo ma non so bene come fare, poi magari proverò quando ho preso abbastanza rincorsa.

      Io vorrei che le persone cercassero la semplicità attraverso la perfezione, invece che la "figaggine" e lo "effetto wow" tramite l'incasinamento superfluo.

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    2. Debian richiede più conoscenza della materia "Linux" rispetto a Ubuntu (visto dall'utente base_base) e l'interfaccia Mate oppure la filosofia di Linux Mint stanno coinvolgendo molti utenti del genere, almeno nella classica postazione pc/notebook per navigare / leggere mail / stampare qualche documento.

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    3. La perfezione forse è un obiettivo un po' ambizioso. Per quel che mi riguarda mi accontento di una soluzione semplificata fino al punto dettato dalle mie esigenze e calibrata in modo da essere ragionevolmente affidabile, controllabile, efficiente. Ed economica. Oltre quel punto inizia la "fuffa" imposta per fare marketing sulla mia pelle, quindi che s'attacchino al tram produttori e venditori che vorrebbero trasformarmi nel loro bancomat personale.

      Il computer migliore è quello che hai già da tempo e che sai usare al meglio, non quello ultimo grido sul quale passare le nottate per escogitare per l'ennesima volta quelle "ottimizzazioni" che hai già faticosamente implementato su quel che hai. Quando il vecchio brucia come una lampadina o diventa purtroppo forzatamente e palesemente inadeguato alle esigenze personali, allora e solo allora se ne riparla. Non prima.

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    4. @webgaldom
      A me non sembra più complicato usare Debian, l'unica difficoltà è che per default non installa i firmware proprietari. Una volta settato, a me sembra meno complicato di Ubuntu e derivate perché non cerca di infinocchiare l'utente con falsi "aiuti" che tendono a incasinare le cose.

      Poi vedremo, forse, come va con questo catorcino cinese.

      @MrCoso
      La perfezione mica la devi raggiungere, la devi solo inseguire. Altrimenti, cosa lavori a fare?

      Il punto debole della tua dichiarazione è nella parola "ragionevole". Per esempio ai tizi di Gnome è sembrato ragionevole non solo buttare via la metafora del desktop e il concetto dei menu in favore di una interfaccia tra il "touch" e lo "intuitivo" (leggi scemo) ma anche di fare saltare per aria tutto l'ecosistema basato sul toolkit GTK facendo in modo che ogni nuovo rilascio della linea 3.X fosse incompatibile con tutto quello che esisteva prima.

      Ai tizi di Ubuntu sembra ragionevole che quando cerchi il programma per masterizzare un CD ti escano delle pubblicità.

      A MS sembra ragionevole mettere dentro Windows un "assistente" che registra tutto quello che fai col PC e lo trasmette alla mamma.

      Per la questione della obsolescenza, il problema è che i siti attuali sono pensati come se non esistesse un limite alle risorse di banda e di hardware che l'utente finale può adoperare. Se ad aprire la pagina del corriere ci metti una giornata e la ventola gira a palla, direi che siamo al limite della usabilità.

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    5. Capisco cosa intendi. Peccato che il portafogli in tasca ce l'abbia io, e che io decida cosa accettare o non accettare. Gnome fa cose che non vanno secondo il mio insindacabile giudizio? Piallo Gnome dalla mia vita e non se ne parla più. Lo fa Ubuntu? Posso piallare anche Ubuntu senza che mi vengano le coliche (magari, se sono un vecchio utente, un po' di giramento di palle sì). Microsoft "si allarga" più del dovuto? Bah, mi tengo un vecchio sistema o piallo anche Microsoft. Al limite, posso piallare anche il PC in tutto e per tutto: son stato senza fino a trenta e passa anni, posso ricominciare a star senza -- sono attrezzato culturalmente e non solo. Dispiacerebbe, ma non è impossibile e, se i cambiamenti fossero sufficientemente scomodi, potrebbe addirittura essere vantaggioso!

      Metto sullo stesso piano la pagina del Corriere: se piallato il piallabile (ci sono filtri che fanno miracoli per alleggerire le pagine) rimate improponibile per i miei standard si impugna la pialla e vai!

      Un computer ben impostato, con programmi che fanno quel che ti serve e che ti soddisfano oggi continuerà a darti soddisfazione anche domani e dopodomani (basta rifuggire dalla frenesia degli aggiornamenti e da quelli della "condivisione") Quel computer non diventa obsoleto finché non brucia e non trovi più ricambi. E può volerci molto ma molto di più di quanto piacerebbe a chi i computer li progetta e li vende.

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    6. Per darti un esempio pratico: è più d'un anno che Microsoft mi ha segnalato senza ragione apparente che il mio PC pare avere una copia non autorizzata del sistema (il che non è vero, ho tutte le licenze del caso). Secondo loro avrei dovuto collegarmi al solito sito, scaricare il solito programmino magico, comunicare questo e quello per vedermi riconoscere la eventuale validità del sistema. La minaccia era "in caso contario non potrai più ricevere aggiornamenti". Non ho fatto una piega -- non ho più richiesto aggiornamenti e ho disabilitato quelli automatici. Fine della storia. Uso tutt'ora quel sistema operativo che fa quel che mi serve tanto quanto prima (anzi, meglio perché nel frattempo la mia familiarità è aumentata).

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    7. Non c'è dubbio ma per ogni scelta ottieni qualcosa e c'è un prezzo da pagare. Inevitabilmente quando non sei costretto tuo malgrado e non hai alternative, arrivi al punto del "ma chi me lo fa fare?".

      Ipoteticamente io vivrei anche senza computer e Internet. Ma avendo rinunciato a un sacco di altre cose, mi trovo a considerare che se mi togli anche questa mi rimane poco altro.

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  5. ho perso gli ultimi neuroni per capirci in questa tua peripezia....
    comunque approfondirò alcune cose che ignoravo, certo che in informatica ammetto di non trovarti difetti.

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    1. Non mi consola che tu non trovi difetti nell'informatica.

      Comunque il punto è che in teoria si potrebbe spendere veramente poco per coprire le necessità del 99% delle persone.

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    2. Per spendere poco bisogna anche si conosca il campo di acquisto purtroppo.

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    3. Già. Il nostro Caro Leader quando faceva il "Matteo risponde" teneva in bella mostra un MacPro. I nodi vengono al pettine.

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    4. Che rabbia....buono a sapersi quando dovrò acquistare passo prima da te allora :P

      Buona giornata

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  6. Visto che non sono costretto a mangiar pasta e fagioli per permettermi un Mac, si, preferisco il Mac che non mi richiede sforzi immani per configurarlo o per farlo funzionare come si deve. Ma è giusto che ognuno faccia le sue scelte. Anche perchè se per te riuscire a far funzionare decentemente un computer con un costo minimo da soddisfazione, è giusto che continui a farlo. Io finirei per buttare tutto giù dalla finestra e piuttosto vivrei senza un computer :-D

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    1. Ci sono tre piani differenti.

      1. se usi il computer come strumento di lavoro
      2. se usi il computer (anche) come hobby
      3. le ricadute "sociali" della impostazione generale del "mercato" dell'informatica e della telefonia

      Se usi il computer come strumento di lavoro di solito sei costretto a rispettare dei vincoli tecnici che vengono dall'abbinamento "tua azienda - cliente", oltre che a considerare ogni "disturbo" un danno in ordine di tempo e di denaro.

      Se usi il computer come hobby non ha molto senso scegliere la soluzione meno impegnativa, è come uno che ha l'hobby della moto e compra uno scooter.

      Ma la cosa importante sono le conseguenze generali. La faccenda del "permettersi la spesa" contro "sforzi non necessari" è una menzogna che si fonda sull'assunto che tu paghi qualcuno che decide al posto tuo cosa e come puoi fare con l'aggeggio che acquisti. Il risultato, a parte il danno di pagare 50 una cosa che vale 10, è che la gente si abitua ad usare gli strumenti in modalità passiva, secondo il famoso assunto del "terminale di servizi" dove la parte "terminale" è inaccessibile e l'unica cosa che compete all'utente sono i "servizi".

      Ne ho scritto più volte in passato. Secondo me ai ragazzi bisognerebbe insegnare a smontare e rimontare tutti gli strumenti che adoperano, che sia la bicicletta o il computer. Proprio per creare la condizione di "sforzo" attraverso cui devi passare per padroneggiare il mondo.

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    2. No pain no gain, Giulio.

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    3. Il fatto è che io non ho l'hobby del computer fine a se stesso (una volta magari), io ho l'hobby di attività che richiedono l'uso del computer (fotografia, cinematografia, gestione social, ecc... Quindi mi serve uno strumento che mi permetta di raggiungere il mio scopo con il minore sbattimento possibile.

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