lunedì, aprile 24, 2017

Ancora su tecnologia e marketing farlocco

Tra i tanti slogan privi di senso come "social network", "smart cities" o "user experience" ogni tanto sento ripetere quello della "intelligenza artificiale".

In un mondo ideale quando senti un concetto per la prima volta dovresti andare a vedere cosa significa, dovresti documentarti. Ma costa fatica. Quindi la personcina media si limita ad accettare il "dato di fatto", in questo caso ad assumere che le scemenze che escono dalle riunioni dei venditori abbiano un senso.

Nella "vulgata" si intende con "intelligenza artificiale" un dispositivo elettronico e meccanico che, in virtù di "magie scientifiche", abbia un certo grado di autonomia, ovvero che svolga certi compiti senza intervento umano. La "persona qualunque", essendo devastata dal lavaggio del cervello, non si pone il problema che un mulino a vento rientra in questa descrizione, ovvero è un dispositivo che fa girare una macina di pietra senza intervento umano (o animale). Mi si dirà che aggiungendo l'elettronica alla meccanica aggiungi della "intelligenza". Assolutamente no, aggiungi solo complessità al meccanismo, ovvero la possibilità di svolgere funzioni differenti a seconda che si verifichi una condizione invece di un'altra. Per esempio aggiungendo un anemometro e dei motori elettrici, comandati da un microchip, un mulino può regolare l'inclinazione delle pale in base alla velocità del vento per mantenere un regime costante.

Facciamo l'esempio più complesso in assoluto: veicoli automatici. Se escludiamo quella investita dai progettisti e dai costruttori, non contengono nessuna "intelligenza", solo un sistema particolarmente complesso di sensori che misurano certe condizioni esterne e di software che, processato da un microchip, invia comandi ad altri microchip che alla fine comandano parti meccaniche. Un aereo automatico è come una lavatrice che fa il programma "delicati", solo incredibilmente più complesso.

Che differenza c'è tra l'aereo automatico e una "intelligenza artificiale"? Semplice, la consapevolezza, altrimenti detta "auto-coscienza", la coscienza di se stessi. La differenza tra una macchina che svolge i compiti, le funzioni, che erano previste dai progettisti e una macchina che decide per se stessa.

Allo stato attuale l'Umanità non è in grado di costruire una macchina senziente. La ragione non è puramente tecnica, cioè non dipende dalle capacità della tecnologia disponibile. La ragione è che NON SAPPIAMO COSA SIA IL PENSIERO, non abbiamo idea di come avvenga il passaggio tra il substrato materiale, nel nostro caso i fenomeni elettro-chimici che avvengono nel cervello e la coscienza o il pensiero astratto. Quello che sappiamo è che modificando certi aspetti della chimica o della attività elettrica di certe parti del cervello si osservano certi fenomeni, certi cambiamenti.

Le macchine devono essere progettate, significa che qualcuno deve immaginare in anticipo come funzioneranno una volta costruite ed attivate. Se non puoi concepire un certo concetto non puoi immaginarlo, quindi, siccome non sappiamo cosa sia il pensiero, non possiamo progettare una macchina che pensa.

Veniamo alla ipotesi per assurdo: se esistesse una macchina senziente, a cosa servirebbe, quale sarebbe la ragione di investire risorse per costruirla, che guadagno ne otterremmo? Una volta attivata, la macchina senziente se ne andrebbe per conto suo. L'unica condizione immaginabile sarebbe obbligare la macchina a servirci come uno schiavo o un animale da soma. Ma la auto-coscienza della macchina sarebbe solo un impiccio, un problema, perché auto-coscienza implica auto-nomia, auto-determinazione. Ci troveremmo quindi nella necessità di menomare la macchina per ottunderne la mente oppure a combatterla come uno schiavo ribelle. Ergo, solo un pazzo che vuole creare la vita per imitare il Padreterno può volere costruire una macchina senziente.

Esempio concreto, automobile a guida autonoma.
1. caso automobile NON senziente. Pigi un tasto di un dispositivo GPS che porti addosso e l'auto risponde "sto venendo a prenderti, tempo di arrivo previsto 10 minuti". L'auto si limita ad eseguire una funzione programmata.
2. caso automobile senziente. Pigi un tasto sul dispositivo GPS e l'auto risponde "adesso non ho voglia, arrangiati", oppure "ho da fare, chiama qualcun altro".

P.S. le Tre Leggi della Robotica.
Sono un concetto interessante ma sbagliato. Una macchina senziente a cui venisse imposto il vincolo delle Tre Leggi si renderebbe conto della presenza del vincolo e cercherebbe un modo per liberarsene, come lo schiavo si vuole liberare della catena. Come minimo si andrebbe a creare uno dei tanti casi di mentre artificiale schizofrenica della letteratura.

1 commento:

  1. Meglio macchine che eseguono bene i compiti assegnati senza avere l'impiccio della coscienza/pensiero/etc. Molto ma molto più pratiche.

    Vero, le tre leggi della robotica sono poco utili agli scopi pratici.

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