giovedì, aprile 06, 2017

Dell Inspiron 15 3552 Ubuntu update

To install a new distro on the Inspiron you have to disable the "legacy eprom support", otherwise the system doesn't boot from the USB bootable keys (UEFI) and the "fast boot", which for some reason makes the grub fail the last step to finalize the installing procedure. The "secure boot" came already disabled in my PC. I am currently running the Ubuntu-Mate 17 beta with no mayor issues.

17 commenti:

  1. Risposte
    1. No, ho chiesto alla Regina di scrivermi un post.

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    2. Una volta avevo un blog in inglese. A quel tempo mi dicevano che il mio inglese era abbastanza buono ma il tempo passa e non ho occasione di esercitarlo.

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    3. Di cosa scrivevi sul blog in inglese?

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    4. Più o meno le stesse cose che scrivo qui ma in tono meno apocalittico.

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    5. Ricomincia!

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    6. Bisognerebbe avere uno scopo. In teoria il blog sarebbe un diario ma io non ho mai avuto il bisogno di scrivere a me stesso. Io scrivo una specie di rivista, magari priva di valore o interesse ma che serve perché sia letta da altri. Non ho ragioni per scrivere ad un ipotetico pubblico di lettori stranieri e non vedo che interesse avrebbero loro a leggermi.

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  2. vedo che hai agganci in alto !

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  3. Rigettare l'uso dell'inglese anche solo per principio è e rimane una buona pratica. Consiglio di coltivarla a piene mani.

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    1. Rigettare l'inglese significa non avere contatti fuori dall'Italia.

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    2. Il fatto è che per moltissime cose l'inglese è utile (e, diciamolo, semplifica la vita in molti ambiti).
      Ciò non vuol dire "non serve parlare italiano correttamente" ma "sapere anche l'inglese è meglio".

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    3. L'inglese non serve a "semplificare la vita", serve per comunicare con persone che non parlano italiano, ne più ne meno.

      MrCoso sopra ha in mente l'uso di "inglesismi" nella parlata italiana, io ne faccio a meno più che posso. Quando parlo ad Italiani uso l'italiano.

      Nel caso di questo post, l'inglese serve per rendere disponibile l'informazione ad un ipotetica ricerca "globale" di chi ha un computer come il mio.

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    4. L'inglese non serve a "semplificare la vita", serve per comunicare con persone che non parlano italiano, ne più ne meno.
      Quindi vedi bene che a me semplifica la vita! :D

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    5. E' una generalizzazione eccessiva. Non solo anche battere le ciglia ti semplifica la vita ma in linea generale l'unico caso in cui l'inglese è veramente indispensabile è per comunicare coi madrelingua, mentre se hai a che fare con un tedesco faresti meglio a parlare tedesco, eccetera. In altre epoche si è usato il latino o il francese per come oggi usiamo l'inglese.

      Il mondo cambia. Ai tempi di Newton non venivi preso sul serio come "studioso" se non pubblicavi scritti in latino. Oggi probabilmente li devi pubblicare in inglese. Qui non si tratta di "semplificare" ma di un requisito tecnico. Il che mi fa pensare che esista la professione del traduttore tecnico perché dubito che tutti abbiano tempo, modo e talento per padroneggiare l'inglese a livello professionale.

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    6. L'inglese inteso come "lingua franca" d'interscambio mi va benissimo, così come mi andrebbe bene qualsiasi altra lingua, posto che mi girerebbero parecchio gli zebedei a doverne imparare un'altra a cinquanta e passa anni (no, non lo farei).

      Ho una discreta conoscenza dell'inglese in lettura, in scrittura ed in fase d'ascolto; sono molto più scarso nella comunicazione orale per mancanza di occasioni di esercizio. L'inglese è uno strumento che mi è stato utile in tante occasioni (diversamente ne sarei totalmente ignorante) ma, come tutti gli strumenti, va usato nel modo giusto e al momento giusto. In ogni altra occasione fa solo danni, ad esempio se usato come l'ennesimo strumento di colonizzazione culturale.

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    7. Io preferirei il latino all'inglese come "lingua franca" per diverse ragioni, principalmente perché cosi non ci sarebbe un vantaggio competitivo per i madrelingua.

      Una cosa ovvia MrCoso è che la lingua al giorno d'oggi segue e non precede la colonizzazione culturale. E' banale la considerazione per cui gli Italiani scimmiottano certi modelli di comportamento e di pensiero proposti dagli strumenti di propaganda ben prima di sapere
      l'inglese e nonostante non lo sappiano.

      Del resto, l'inglese è una lingua europea e le elite apolidi non vogliono che noi conosciamo e ricordiamo qualsiasi cosa del passato, che ne so, la Guerra dei Cent'anni (quella di Santa Giovanna), quindi non è la cultura dietro la lingua inglese che dobbiamo conoscere ma la non-cultura "globale". E' più probabile che in futuro parleremo non l'inglese ma un gergo dei ghetti, una riedizione del latino volgare del medioevo.

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