giovedì, aprile 20, 2017

Sembra incredibile che ci sia ancora "gente di sinistra", eppure


Dove sono la Falce e il Martello?

Ecco l'ennesimo triste epilogo dell'epopea gloriosa della "classe operaia", la discarica in cui si conferiscono cent'anni di menzogne e paradossi.

Acciaio, resa dei conti su Piombino.

Tutta la vicenda descrive due cose: l'ovvia malafede di tutte le parti coinvolte, ognuna delle quali punta ad accollare il proprio interesse alla Nazione, sotto forma di debito e l'idea ridicola che il compito dello Stato sia quello di "garantire" tutto a tutti, segnatamente fare in modo che gli pseudo-imprenditori ottengano un utile, possibilmente smisurato e nello stesso tempo rispondano alle fantomatiche "responsabilità sociali", ovvero il benessere, la felicità della popolazione generale e in particolare quelli dei "lavoratori". Alla fine tutto un gioco di finzioni, minacce e ricatti, interessi e incompetenza, assurdità sindacali, che produce il danno massimo possibile.

Ah, come ci manca il Caro Leader Sua Eccellenza Renzi e la sua "gigabyte society", la Quarta Rivoluzione Industriale col gioco delle tre tavolette. Inutile aggiungere che mentre "gigano" i "gigabyte", ogni giorno le ONG ci scodellano migliaia di immigrati che dovrebbero trovare lavoro nelle fabbriche e nei cantieri assetati di braccia e invece lo Stato gli "garantisce" vitto e alloggio per cazzeggiare ai giardinetti. Se lo Stato ha mantenuto per cent'anni milioni di Italiani in lavori fasulli, perché non mantenere anche gli immigrati, l'umanità tutta? Anzi, gira da un po' l'idea non solo dei "lavori socialmente utili" ma anche quella di ripristinare lo "Stato imprenditore" e la Terza Via italiana tra "economia di mercato" e "socialismo reale". D'altra parte, come ha detto più volte Sua Eccellenza, "i soldi ci sono".

4 commenti:

  1. Il paese dei Balocchi.
    Il campo degli ori zecchini.
    Più tutto per più tutti.

    Questo sinistro ciarpame è riuscito a superare B. nella peggiore demagogia cialtrona.

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    Risposte
    1. Veramente, no. Il presupposto della "sinistra", dove la parola assume il senso di "comunismo", non quello storico, è che tutti i beni e le risorse devono essere collettivizzate, date in gestione al Partito (che coincide con Stato ma non con Nazione) e poi il Partito ridistribuisce secondo criteri di supposta "giustizia", ovvero in primis "ad ognuno secondo i suoi bisogni", cioè due figli casa tot, quattro figli casa tot, in secundis "secondo il merito", cioè lo schiavo semplice tot, il capetto con sotto dieci schiavi tot, il capo con sotto dieci capetti tot e cosi via.

      La "terza via" all'economia era ed è la pretesa di mettere insieme il paternalismo cattolico, ovvero il ricco si preoccupa del povero per filantropia, la collettivizzazione comunista e, nota bene, i vantaggi in termini di rendimento del Capitalismo, ovvero il "mercato". Ovvio che si tratta di una contraddizione in termini, come la proverbiale botte piena e moglie ubriaca, infatti non funziona.

      Il risultato è un Capitalismo statalista in cui si fa impresa solo se si è "amici" dei capoccia del Partito accoppiato alla inefficienza burocratica e spendacciona, dissipatrice di risorse e creatrice di miseria, tipica del "socialismo reale".

      Nel caso in oggetto le acciaierie sono state mandate avanti per decenni in perdita, senza contare i danni ambientali, per "garantire i livelli occupazionali". Significa che c'erano intere città e generazioni che vivevano di finti lavori corrispondenti a stipendietti e pensioncine.

      Lo stesso delle Poste o delle Ferrovie.

      Oggi un tale mi fa notare che Decathlon vende scarpe sportive a 10 euro il paio. Saranno di carta, mi domanda. Ecco, questo è l'ennesimo paradosso, quello attuale.

      Oltre le fandonie precedenti della economia controllata dallo Stato che "garantisce" adesso siamo nel paradosso del "globale" in cui al "lavoratore" italiano si deve garantire un certo tenore di vita mentre si importano merci fabbricate da "lavoratori" che sopravvivono con un tenore di vita cento volte inferiore. Ovvero la "sinistra" vuole un mondo "uguale" ma nello stesso momento "diverso".

      I "lavoratori" fanno la manifestazione ma mica si domandano "come funziona?". Il "come" è sempre irrilevante. Sempre più irrilevante.

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    2. mah...secondo me la sinistra di oggi non ha piu' nulla del senso di comunismo....a parte quello che si dividono equamente tra loro a spese nostre

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    3. Il guaio invece è che mantengono gli strumenti e gli scopi, senza avere più l'idea di realizzare la collettivizzazione. E' come la guerra in Iraq, che continua senza uno scopo concreto.

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