lunedì, aprile 10, 2017

Una storia già vista più volte

Il milionario che ha fondato l'azienda Canonical e realizzato la distribuzione Linux chiamata Ubuntu ad un certo punto ha pensato che esistesse un mercato per un software che unificasse tutti i gadget elettronici in un unico "ambiente", in modo che si potesse passare da un furbofono ad un computer senza soluzione di continuità, continuando ad usare gli stessi interfaccia, strumenti e applicazioni.

Per questo scopo ad un certo punto Canonical prese Gnome3, un progetto nato con l'idea di trasformare il "desktop" classico in una interfaccia touch screen semplificata e sviluppo una sorta di "fork", cioè un progetto derivato, chiamato Unity, che poi sarebbe la interfaccia attuale di Ubuntu. Nello stesso momento, mentre altri introducevano un nuovo software per gestire la "grafica" in Linux, più precisamente definivano regole e protocolli per sviluppare questo software, progetto noto come Wayland, Canonical sviluppava il proprio software che avrebbe dovuto gestire la "grafica" attraverso gadget elettronici eterogenei, chiamato Mir.

Ebbene, pare che il milionario abbia concluso che non c'è trippa per gatti e che nel prossimo futuro Ubuntu abbandonerà sia Unity (sostituita da Gnome3) che Mir (sostituita da Xorg e Wayland, presumibilmente).

Quale era la parola magica che ho sentito ripetere nmila volte e che ogni volta ha portato un buco, più o meno grande, nell'acqua?
CONVERGENZA. La fottutissima convergenza.

2 commenti:

  1. A mio modo di vedere è bene che gli attrezzi conservino la propria specificità, ovvero specializzazione. Il "coltellino svizzero" può essere una curiosità che ti lascia a bocca aperta per una manciata di minuti, ma il cacciavite che incorporà è un mediocre (pessimo?) cacciavite, così come il coltello è un mediocre (pessimo?) coltello, il seghetto un mediocre (pessimo?) seghetto, e così via. Se vuoi veramente svitare viti, tagliare bistecche o segare legna occorre che ti procuri tre attrezzi distinti, cioè un vero cacciavite, un vero coltello e una vera sega. Non ci sono scorciatoie che passino per dei futili ninnoli.

    Corollario: gli smart phone sono un futile ninnolo e allargare il campo della futilità a ulteriori apparecchiature è un'operazione indirizzata a un pubblico di idioti conclamati o, come minimo, di incalliti perditempo.

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    1. Ma è ovvio.
      La "coverngenza" è un modo di pensare tipico di chi si occupa di vendite e marketing e si fonda sulla idea di portare alle masse un certo prodotto o servizio. Massificare una cosa implica necessariamente che quella cosa sarà semplificata al massimo e resa adatta agli idioti.

      Mi imbatto di continuo in persone che amano gli automatismi. La loro scusa abituale è che non hanno tempo ma se li osservi noti che sprecano tempo in cose che per loro hanno senso, nel caso del furbofono vite intere a spippolare tra messaggi, foto, video, eccetera. Che detto cosi sembra una cosa buona ma si tratta di operazioni superficiali, immediate.

      Faccio un esempio paradossale: vado da Tizio per collegarmi alla sua rete, essendo la mia defunta per un guasto Telecom. Mi fa "ma tu non hai la funzione automatica che pigi e ti colleghi, si vede che hai tempo da perdere" e poi Tizio mi racconta che ha smontato il portatile per cambiare la RAM poi ha bruciato il monitor e ha dovuto chiamare l'assistenza e mandare il computer in riparazione. Per qualche strana ragione quella operazione a Tizio sembra necessaria, non un a perdita di tempo come la configurazione manuale della rete.

      Mah.

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