martedì, giugno 20, 2017

Boomerang


Lo lanci e torna indietro.
A Settembre dell'anno scorso scrissi questo post.
Mi sembrava interessante dare un nome e cognome ai discorsi del Caro Leader in tema di provvedimenti governativi per la Economia.
Oggi leggo questo articolo di Repubblica.
Allora, oltre a vedere con piacere che gli amici veri restano, mi viene il dubbio di essere pazzo, visto che in altro articolo si raccontava del problema costituito dall'avere sfondato i "vincoli di bilancio" sui quali ci eravamo accordati con la "Europa", ovvero di avere prodotto più deficit del previsto. Infine, faccio notare come nell'articolo si menzioni la quisquilia che il 90% (calcolo ottimistico) della Spesa è costituito dai costi associati al personale della Pubblica Amministrazione, una quantità difficilmente comprimibile che tende per sua natura ad aumentare, stante lo scopo vero della P.A. che non è certo quello di fornire servizi con la massima efficienza, da cui i 100 mila supplenti che bisognerà trovare anche il prossimo anno per le scuole lombarde.

Pare che ultimamente sia diventata abitudine affermare una cosa e nello stesso momento affermare il suo contrario. Mi domando la ragione (no, non è vero).

Aggiungo, a qualcuno potrebbe interessare questo approfondimento: CON.S.I.P.

15 commenti:

  1. Il settore privato è sempre più gravato di balzelli, tasse etc. e deve competere globalmente sempre più duramente.
    Pessimo e in ulteriore peggioramento.
    Deficit e debito sintomi chiari.

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    1. Si ma qui il fenomeno è altro.

      Il Debito che scontiamo adesso poggia sulla scelta fatta a suo tempo di impostare lo "stato sociale" molto al disopra della capacità contributiva degli Italiani di allora, quando il PIL volava. Appena il PIL ha rallentato, il rapporto Debito/PIL ha cominciato a superare i valori "fisiologici". A quel punto Parlamenti e Governi avrebbero dovuto tagliare la Spesa ma siccome la Spesa è fatta dagli stipendietti e pensioncine dei dipendenti pubblici, si è deciso di spendere come e più di prima e provare a rimandare il botto aumentando il prelievo fiscale il più possibile, da cui la fola della "evasione" controlla il rapporto "entrate fiscali/PIL" e facendosi prestare il soldi tramite i Titoli di Stato.

      Adesso dice "paghiamo un botto di interessi sul Debito". E grazie al cazzo, si sapeva dal primo momento, forse non ci ricordiamo quando gli Italiani investivano il TFR in BOT che pagavano il 15% di interessi. Qualcuno forse si faceva degli scrupoli domandandosi da dove venissero i soldi della remunerazione dei Titoli?

      Come dice l'amico di Renzi, responsabile di non so cosa e responsabile è un eufemismo, ormai non si può più "aggredire" la Spesa perché le voci rimanenti sono "intoccabili", appunto i costi dei dipendenti della P.A.

      E come chiude il cerchio?
      Aumentare le imposte non si può se non si aumenta di molto il PIL. Quindi bisogna "investire", ovvero aumentare la Spesa per aumentare il PIL. E via con la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

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    2. Oggi su Radio 24, prima un pippone sul fatto che per noi la priorità sono le "politiche sulla immigrazione", non certo i "decimali" delle "ragionerie europee", poi si cita una "indagine" da cui si evince che le "politiche di ridistribuzione del reddito" del Bomba e di Geppetto, hanno minimizzato la povertà delle persone anziane che sono quelle più garantite e l'hanno aumentata per i single, per i giovani e per le famiglie di reddito medio basso.

      Ma va? Praticamente è la storia di cui sopra.

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    3. A quel punto Parlamenti e Governi avrebbero dovuto tagliare la Spesa



      https://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo

      Y = C + G + I + X - M

      Y è il PIL, C sono i consumi privati, G è la spesa dello Stato, I gli investimenti privati, X le esportazioni e M le importazioni

      A parità del resto, se aumenta G allora aumenta Y

      Il PIL è una misura della quantità di interazioni economiche: È OVVIO che se lo Stato mette in circolo denaro allora le interazioni economiche aumentano

      Mi pare non ti sia chiaro cosa è il PIL
      Pensi che sia un patrimonio?!

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    4. Quella sopra si chiama "identità keynesiana".

      Io sono qui a dire esattamente questo, che quella identità NON VALE.

      Non perché lo dico io ma perché i fatti che si osservano nel mondo fisico la contraddicono.

      Con la matematica degli "economisti" mi ci faccio il bidet.

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    5. Riguardo la ragione per cui si sarebbe dovuto tagliare la Spesa quando il rapporto tra il Debito e il PIL è diventato divergente (prego verificare i grafici dal link sopra a destra) non dipende da Keynes, dipende dal fatto più semplice che NON C'ERANO I SOLDI DA SPENDERE.

      Il famoso "buon padre di famiglia" non si indebita per comprare il motorino ai figli, dicendo "ma si, va tutto ad aumentare il PIL", quando non ha soldi in tasca dice "andate a piedi". Ma il "padre di famiglia" non ottiene l'incarico di "padre" facendo favori.

      Infine, a chiusura del discorso, farei notare che TUTTE le economie vagamente "sociali" vanno in bancarotta. TUTTE. Siccome Keynes è una icona bizantina che portano tutti in processione, delle due l'una o i "sociali" non lo applicano correttamente, come col Comunismo, come con la Chiesa di Bubu, oppure c'è il "nemico esterno" che è responsabile di tutte le nostra disgrazie.

      Fatto sta che, date le premesse, sappiamo per esperienza quali sono le conclusioni. Noi sappiamo già che arriveremo al default, come lo sanno tutti, attorno a noi. Adesso, sapendo che l'aereo precipita, tutto sta nel vedere come. Mettere in Parlamento una maggioranza sovietica, i Presidenti delle Camere di provata fede, un governo cattocomunista, è garanzia di Grecia o di Venezuela.

      Ma non si può dire. Si vede che tutti sanno la "identità keynesiana" e se andiamo a catafascio la colpa è mia.

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    6. L'ultima cosa: quando si sente o si legge lo "economista" di turno, questo dice "siamo tutti indebitati tranne la Germania che ha un enorme surplus con l'estero". Lo "economista" non dice, stranamente, che il secondo paese indebitato, la Spagna, ha un rapporto Debito/PIL attorno al 90% mentre noi adesso ce l'abbiamo attorno al 140%.

      Insisto, il 90% e oltre della Spesa è dato dai costi dei dipendenti della P.A. e d questo si dovrebbe derivare tutto il resto.

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    7. (detto in soldoni)


      In tempo di crisi, il compito dello Stato, in teoria, è quello di impoverire i ricchi per arricchire i poveri.
      È l'unico che ha il potere legale per farlo.

      Ovviamente i ricchi non ci stanno e si comprano lo Stato. (infatti il PD si è venduto)

      In definitiva, si tratta sempre dell'antico tiro alla fune fra ricchi e indigenti. Ora come ora, non c'è neanche bisogno di dirlo, stanno vincendo i ricchi. La macelleria sociale continua.
      Perché credi ci siano state tutte quelle migliaia di suicidi dall'inzio della crisi?
      Per sport?


      In tempo di crisi, se togli lo stipendietto a qualcuno lo condanni a morte.
      I poveri vanno a fondo prima dei ricchi.
      Sai com'è, i poveri hanno lo sgradevole vizio di voler mangiare anche l'indomani. (e, in crisi, senza entrate, la vedo difficile)

      Io NON nego che l'eccidio degli indigenti NON sia una soluzione.
      Sbarazziamoci della zavorra ed è fatta.

      È una questione di prospettiva: di solito chi possiede enormi capitali e vive di rendita tifa per i Tagli, mentre chi è indigente o prossimo all'indigenza tifa per la Spesa.

      Io sono disposto a rinunciare ad una parte del mio denaro per aiutare i miei connazionali in difficoltà.
      Vogliamo uscire dall'ipocrisia?
      Invece di chiamarli "Stipendio da forestale" o "Stipendio da supplente" possiamo chiamarli "Reddito di indigenza" o "Reddito di elemosina"

      *La sostanza non cambia*: è sempre lo Stato che garantisce delle entrate a chi non ne ha


      Tu come ti collochi?
      Sterminiamo tutti i "perdigiorno" e via?
      A me sta bene. Io lo stipendietto mica lo prendo.
      (...e se un giorno verranno a prenderci con le ghigliottine, potremmo sempre rispondergli "Che mangino brioche!")

      Finirà male.

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    8. Scusa ma NO.

      Il compito dello Stato non è di impoverire o arricchire alcuno. Quello è lo Stato visto dall'idiota che concepisce la vita in funzione dell'essere continuamente assistito e tutelato, come la mamma col bimbo piccolo.

      Il compito dello Stato è mantenere oliati gli ingranaggi in modo che tutti abbiano la opportunità di campare, ovvero che all'interno della economia nazionale ci sia lavoro e creazione di ricchezza per (quasi) tutti. Lo Stato non deve essere protagonista nell'economia, lo Stato deve essere terzo.

      Ovviamente, data la natura delle cose, lo Stato deve mediare e comporre gli interessi divergenti o contrapposti. Qui non si capisce ad esempio il rapporto tra Stato e sindacati, perché lo Stato delega funzioni che dovrebbero essere sue ad associazioni di privati cittadini (si capisce, ovviamente, il sindacato è il braccio operativo del partitone e lo Stato coincide col partitone).

      Inoltre, allo stesso modo lo Stato deve farsi carico di chi non può badare a se stesso, gli invalidi o gli anziani. Ma ancora, non lo deve fare da personaggio della commedia, deve farlo da deux ex machina.

      L'Italia sta andando a ramengo proprio per questa ragione, la famosa "terza via", genialata sudamericana per avere i vantaggi del Capitalismo con le tutele del Collettivismo. Vedi alla voce IRI, ad esempio, la più grande holding europea che veniva gestita con l'intento dichiarato di ridistribuire la ricchezza, a costo iniziative suicide da un punto di vista imprenditoriale ed enormi passivi di bilancio.

      Per i "perdigiorno", in una situazione non dico "ideale" ma un minimo razionale, basta un servizio nazionale di collocamento obbligatorio con sotteso un sussidio di disoccupazione. Invece dei finti lavoretti socialmente utili ma anche invece di assumere analfabeti a fare gli insegnanti a botte da centomila per volta.

      Come mi colloco io? Mi pare sia evidente. L'idea dello Stato "socialista", "collettivista", si è dimostrata palesemente catastrofica. Non solo e non tanto nel caso italiano, dove è stata moderata dalla famosa "economia sommersa", che contrariamente alla vulgata cattocomunista, è quello che ci ha salvato fino ad ora. Piuttosto, basta guardare il mondo.

      Torno a dire, lo Stato deve essere l'arbitro, non giocatore e nemmeno arbitro nel senso juventino della parola. Quello che lo stato deve garantire è il regolare, corretto, idealmente "ottimale", andamento della partita. Il cittadino non deve ne chiedere ne aspettarsi la clientela e la "regalia" annessa, deve chiedere e aspettarsi le OPPORTUNITA e il paracadute nel caso (da evitare il più possibile) che qualcosa salti per aria per le sfighe della vita.

      Sta finendo male per le ragioni contrarie a quello che pensi tu e questo la dice lunga sulle possibilità di uscirne.

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    9. Ancora, insisto, le "politiche di ridistribuzione del reddito" e gli "incentivi alla domanda" del Bomba, tipo gli 80 euro o il bonus per gli insegnanti e per gli studenti, hanno ulteriormente tutelato categorie già ultra-tutelate e hanno attaccato le categorie già in difficoltà, l'esatto opposto della formuletta dei poveri e dei ricchi.

      Mi si dice che il PD non è "sinistra". Certo, ci manca un Fankulakis italiano o un subcomandante andino, uno che ritorni con la litania della Classe Operaia, del plusvalore e dei mezzi di produzione. Poi si scopre che importiamo anche l'aria per respirare e che ci dobbiamo mettere a pecora con chiunque, cioè che l'orgoglio del Popolo si riduce ad andare dal padrone col cappello in mano, proprio a causa delle alzate di ingegno collettiviste.

      Fa veramente ridere che la causa del problema si presenti come la soluzione, eppure è cosi.

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    10. che all'interno della economia nazionale ci sia lavoro

      Il lavoro ha bisogno di clienti.
      Per un lavoro di massa occorre un consumo di massa.
      Durante la crisi il consumo di massa non c'è.
      Solo lo Stato può rilanciare il consumo di massa nel bel mezzo di una crisi.

      Le due cose non sono scollegate.


      Dare la regalia all'indigente significa ACQUISTI.
      Con gli acquisti ti ritrovi i negozi che sono pieni di nuovo e i magazzini saturi della fabbrichetta che tornano a svuotarsi.

      È proprio in questa maniera che lo Stato garantisce le OPPORTUNITÀ:
      infatti alcuni di quegli indigenti verranno poi assunti come commessi nel negozio o come operai nella fabbrichetta.
      ...e il cerchio si chiude.

      Il lavoro di massa ha bisogno di acquisti di massa.
      Se no poi il lavoro non c'è: il negozio chiude, la fabbrichetta chiude. E alla fine del giro ti ritrovi con ancora più gente che necessiterebbe la regalia.


      Più Tagli equivale a più fallimenti. E tanti saluti al lavoro. (legittimo tagliare, nulla da dire. Ma almeno ammettiamo questa evidenza)



      Uno Stato imparziale è uno stato che non si intromette nella collisione tra i forti e i deboli. Allora è meglio non averlo. Meglio la legge della giungla, tanto è uguale.
      Lo Stato o è parziale o non è.

      Che ne dici? Aboliamo l'Italia e si salvi chi può?
      (non vedo l'ora di essere circondato da bidonville/favelas)

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    11. Nei tuoi commenti ci sono più spazi vuoti che spazi pieni. Non sono uno psicologo e nemmeno mi interessa l'argomento.

      Sarebbe già un miglioramento se smettessimo di raccontarci continuamente delle balle. Non c'è nessuna "crisi". La "crisi" è un evento eccezionale, eventualmente ciclico, che inizia, si svolge ad un certo punto finisce, come l'influenza. Noi invece scontiamo le ovvie conseguenze delle "globalizzazione" disegnata ed eseguita dalle elite apolidi e dai loro scagnozzi. La globalizzazione non è temporanea, è qui per restare. L'aumento di "ricchezza" nei paesi dove si sono spostate le produzioni delle merci che noi importiamo corrisponde necessariamente ad una diminuzione di "ricchezza" qui. Lo Stato non può ridistribuire ricchezza CHE NON ESISTE, quindi può fare due cose, la prima sarebbe svalutare, quindi distribuire carta straccia ma questo ci viene impedito dalla mossa geniale della Moneta Unica (che abbiamo pagato con il taglio secco della metà della ricchezza nazionale per potere pagare meno interessi sul debito). Comunque svalutare la Lira era esattamente quello che facevano ai tempi dell'IRI sopra citato, quando si favoleggiava della Terza Via. L'altra cosa che può fare lo Stato è esattamente quello che sta succedendo adesso, ci indebitiamo.

      L'indebitamento è un concetto banalissimo, capita quando vuoi vivere sopra o molto sopra le tue possibilità. Facciamo un altro esempio banale: per decenni ci siamo raccontati la fandonia che si potesse andare in pensione prima dei 40 anni (conosco un ex dipendente delle Ferrovie che è in pensione da quando ne aveva 39) e, come se non bastasse, col calcolo retributivo, ovvero con lo X% dell'ultimo stipendio, che poi, essendo in Italia, prevedeva avanzamenti di grado nell'imminenza del pensionamento, compresi e per primi i sindacalisti. Dato che la vita media in Italia è sopra gli 80 anni, significa che con 20 anni di contribuzione si percepiscono 40 anni di pensione. Ma nemmeno a Paperopoli si possono immaginare scemenze del genere.

      Adesso, oltre a quello che ho detto, cioè che importiamo (quasi) tutto quello che consumiamo e quindi la "ricchezza" si sposta da qui a li, mentre ci troviamo a dovere sostenere dei "diritti acquisiti" che sarebbero fantastici anche a Fantasilandia, siamo cosi furbi da importare MILIONI di stranieri dall'Africa e dall'Asia, gente che non ha alcuna competenza.

      Il "lavoro di massa" e il "consumo di massa". Ma non farmi ridere, non farmi.

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    12. Io vedo tre problemi immateriali.
      Primo, lo Stato non esiste più, è una scatola vuota. Siamo soggetti a poteri esterni alla Nazione, in gran parte occulti. Non a caso si parla di "sovranità" come di una parolaccia, un concetto negativo, anche se è nell'articolo 1 della Costituzione. Costituzione che non a caso si prova e riprova ad emendare se non a rimpiazzare con la Costituzione Europea e poi con quella Mondiale.
      Secondo, quelli che dovrebbero essere i rappresentati eletti del Popolo (il Popolo non deve più esistere, quindi i rappresentanti sono solo amministratori locali, tipo gli assessori del Comune), non solo sono massimamente incompetenti, questo ci sta come conseguenza della democrazia nel suo declino, sono anche prezzolati, ovvero lavorano non per gli Italiani ma per terzi e quarti.
      Terzo, gli Italiani sono ormai piallati da cent'anni di lavaggio del cervello, da cui i tuoi commenti sopra. Indifferenza alla menzogna e al paradosso, lucciole per lanterne, inversione tra giusto e sbagliato, bene o male, infantilismo, eccetera. Dopo avere visto costruire ed abbattere il Muro siamo ancora qui con il Capitale. E' una barzelletta.

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    13. Z, questo è quello che tu vedi alla rovescia:
      "Una politica commerciale progressista deve mirare non tanto all’aumento dell’interscambio commerciale quanto all’innalzamento degli standard sociali, ambientali e democratici nel resto del mondo."

      Nota bene, qui non siamo più agli stipendietti e pensioncine italiane, siamo nel "mondo" e perché no, nella galassia e nell'universo.

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