martedì, giugno 20, 2017

Boomerang


Lo lanci e torna indietro.
A Settembre dell'anno scorso scrissi questo post.
Mi sembrava interessante dare un nome e cognome ai discorsi del Caro Leader in tema di provvedimenti governativi per la Economia.
Oggi leggo questo articolo di Repubblica.
Allora, oltre a vedere con piacere che gli amici veri restano, mi viene il dubbio di essere pazzo, visto che in altro articolo si raccontava del problema costituito dall'avere sfondato i "vincoli di bilancio" sui quali ci eravamo accordati con la "Europa", ovvero di avere prodotto più deficit del previsto. Infine, faccio notare come nell'articolo si menzioni la quisquilia che il 90% (calcolo ottimistico) della Spesa è costituito dai costi associati al personale della Pubblica Amministrazione, una quantità difficilmente comprimibile che tende per sua natura ad aumentare, stante lo scopo vero della P.A. che non è certo quello di fornire servizi con la massima efficienza, da cui i 100 mila supplenti che bisognerà trovare anche il prossimo anno per le scuole lombarde.

Pare che ultimamente sia diventata abitudine affermare una cosa e nello stesso momento affermare il suo contrario. Mi domando la ragione (no, non è vero).

Aggiungo, a qualcuno potrebbe interessare questo approfondimento: CON.S.I.P.

68 commenti:

  1. Il settore privato è sempre più gravato di balzelli, tasse etc. e deve competere globalmente sempre più duramente.
    Pessimo e in ulteriore peggioramento.
    Deficit e debito sintomi chiari.

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    1. Si ma qui il fenomeno è altro.

      Il Debito che scontiamo adesso poggia sulla scelta fatta a suo tempo di impostare lo "stato sociale" molto al disopra della capacità contributiva degli Italiani di allora, quando il PIL volava. Appena il PIL ha rallentato, il rapporto Debito/PIL ha cominciato a superare i valori "fisiologici". A quel punto Parlamenti e Governi avrebbero dovuto tagliare la Spesa ma siccome la Spesa è fatta dagli stipendietti e pensioncine dei dipendenti pubblici, si è deciso di spendere come e più di prima e provare a rimandare il botto aumentando il prelievo fiscale il più possibile, da cui la fola della "evasione" controlla il rapporto "entrate fiscali/PIL" e facendosi prestare il soldi tramite i Titoli di Stato.

      Adesso dice "paghiamo un botto di interessi sul Debito". E grazie al cazzo, si sapeva dal primo momento, forse non ci ricordiamo quando gli Italiani investivano il TFR in BOT che pagavano il 15% di interessi. Qualcuno forse si faceva degli scrupoli domandandosi da dove venissero i soldi della remunerazione dei Titoli?

      Come dice l'amico di Renzi, responsabile di non so cosa e responsabile è un eufemismo, ormai non si può più "aggredire" la Spesa perché le voci rimanenti sono "intoccabili", appunto i costi dei dipendenti della P.A.

      E come chiude il cerchio?
      Aumentare le imposte non si può se non si aumenta di molto il PIL. Quindi bisogna "investire", ovvero aumentare la Spesa per aumentare il PIL. E via con la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

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    2. Oggi su Radio 24, prima un pippone sul fatto che per noi la priorità sono le "politiche sulla immigrazione", non certo i "decimali" delle "ragionerie europee", poi si cita una "indagine" da cui si evince che le "politiche di ridistribuzione del reddito" del Bomba e di Geppetto, hanno minimizzato la povertà delle persone anziane che sono quelle più garantite e l'hanno aumentata per i single, per i giovani e per le famiglie di reddito medio basso.

      Ma va? Praticamente è la storia di cui sopra.

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    3. A quel punto Parlamenti e Governi avrebbero dovuto tagliare la Spesa



      https://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo

      Y = C + G + I + X - M

      Y è il PIL, C sono i consumi privati, G è la spesa dello Stato, I gli investimenti privati, X le esportazioni e M le importazioni

      A parità del resto, se aumenta G allora aumenta Y

      Il PIL è una misura della quantità di interazioni economiche: È OVVIO che se lo Stato mette in circolo denaro allora le interazioni economiche aumentano

      Mi pare non ti sia chiaro cosa è il PIL
      Pensi che sia un patrimonio?!

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    4. Quella sopra si chiama "identità keynesiana".

      Io sono qui a dire esattamente questo, che quella identità NON VALE.

      Non perché lo dico io ma perché i fatti che si osservano nel mondo fisico la contraddicono.

      Con la matematica degli "economisti" mi ci faccio il bidet.

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    5. Riguardo la ragione per cui si sarebbe dovuto tagliare la Spesa quando il rapporto tra il Debito e il PIL è diventato divergente (prego verificare i grafici dal link sopra a destra) non dipende da Keynes, dipende dal fatto più semplice che NON C'ERANO I SOLDI DA SPENDERE.

      Il famoso "buon padre di famiglia" non si indebita per comprare il motorino ai figli, dicendo "ma si, va tutto ad aumentare il PIL", quando non ha soldi in tasca dice "andate a piedi". Ma il "padre di famiglia" non ottiene l'incarico di "padre" facendo favori.

      Infine, a chiusura del discorso, farei notare che TUTTE le economie vagamente "sociali" vanno in bancarotta. TUTTE. Siccome Keynes è una icona bizantina che portano tutti in processione, delle due l'una o i "sociali" non lo applicano correttamente, come col Comunismo, come con la Chiesa di Bubu, oppure c'è il "nemico esterno" che è responsabile di tutte le nostra disgrazie.

      Fatto sta che, date le premesse, sappiamo per esperienza quali sono le conclusioni. Noi sappiamo già che arriveremo al default, come lo sanno tutti, attorno a noi. Adesso, sapendo che l'aereo precipita, tutto sta nel vedere come. Mettere in Parlamento una maggioranza sovietica, i Presidenti delle Camere di provata fede, un governo cattocomunista, è garanzia di Grecia o di Venezuela.

      Ma non si può dire. Si vede che tutti sanno la "identità keynesiana" e se andiamo a catafascio la colpa è mia.

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    6. L'ultima cosa: quando si sente o si legge lo "economista" di turno, questo dice "siamo tutti indebitati tranne la Germania che ha un enorme surplus con l'estero". Lo "economista" non dice, stranamente, che il secondo paese indebitato, la Spagna, ha un rapporto Debito/PIL attorno al 90% mentre noi adesso ce l'abbiamo attorno al 140%.

      Insisto, il 90% e oltre della Spesa è dato dai costi dei dipendenti della P.A. e d questo si dovrebbe derivare tutto il resto.

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    7. (detto in soldoni)


      In tempo di crisi, il compito dello Stato, in teoria, è quello di impoverire i ricchi per arricchire i poveri.
      È l'unico che ha il potere legale per farlo.

      Ovviamente i ricchi non ci stanno e si comprano lo Stato. (infatti il PD si è venduto)

      In definitiva, si tratta sempre dell'antico tiro alla fune fra ricchi e indigenti. Ora come ora, non c'è neanche bisogno di dirlo, stanno vincendo i ricchi. La macelleria sociale continua.
      Perché credi ci siano state tutte quelle migliaia di suicidi dall'inzio della crisi?
      Per sport?


      In tempo di crisi, se togli lo stipendietto a qualcuno lo condanni a morte.
      I poveri vanno a fondo prima dei ricchi.
      Sai com'è, i poveri hanno lo sgradevole vizio di voler mangiare anche l'indomani. (e, in crisi, senza entrate, la vedo difficile)

      Io NON nego che l'eccidio degli indigenti NON sia una soluzione.
      Sbarazziamoci della zavorra ed è fatta.

      È una questione di prospettiva: di solito chi possiede enormi capitali e vive di rendita tifa per i Tagli, mentre chi è indigente o prossimo all'indigenza tifa per la Spesa.

      Io sono disposto a rinunciare ad una parte del mio denaro per aiutare i miei connazionali in difficoltà.
      Vogliamo uscire dall'ipocrisia?
      Invece di chiamarli "Stipendio da forestale" o "Stipendio da supplente" possiamo chiamarli "Reddito di indigenza" o "Reddito di elemosina"

      *La sostanza non cambia*: è sempre lo Stato che garantisce delle entrate a chi non ne ha


      Tu come ti collochi?
      Sterminiamo tutti i "perdigiorno" e via?
      A me sta bene. Io lo stipendietto mica lo prendo.
      (...e se un giorno verranno a prenderci con le ghigliottine, potremmo sempre rispondergli "Che mangino brioche!")

      Finirà male.

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    8. Scusa ma NO.

      Il compito dello Stato non è di impoverire o arricchire alcuno. Quello è lo Stato visto dall'idiota che concepisce la vita in funzione dell'essere continuamente assistito e tutelato, come la mamma col bimbo piccolo.

      Il compito dello Stato è mantenere oliati gli ingranaggi in modo che tutti abbiano la opportunità di campare, ovvero che all'interno della economia nazionale ci sia lavoro e creazione di ricchezza per (quasi) tutti. Lo Stato non deve essere protagonista nell'economia, lo Stato deve essere terzo.

      Ovviamente, data la natura delle cose, lo Stato deve mediare e comporre gli interessi divergenti o contrapposti. Qui non si capisce ad esempio il rapporto tra Stato e sindacati, perché lo Stato delega funzioni che dovrebbero essere sue ad associazioni di privati cittadini (si capisce, ovviamente, il sindacato è il braccio operativo del partitone e lo Stato coincide col partitone).

      Inoltre, allo stesso modo lo Stato deve farsi carico di chi non può badare a se stesso, gli invalidi o gli anziani. Ma ancora, non lo deve fare da personaggio della commedia, deve farlo da deux ex machina.

      L'Italia sta andando a ramengo proprio per questa ragione, la famosa "terza via", genialata sudamericana per avere i vantaggi del Capitalismo con le tutele del Collettivismo. Vedi alla voce IRI, ad esempio, la più grande holding europea che veniva gestita con l'intento dichiarato di ridistribuire la ricchezza, a costo iniziative suicide da un punto di vista imprenditoriale ed enormi passivi di bilancio.

      Per i "perdigiorno", in una situazione non dico "ideale" ma un minimo razionale, basta un servizio nazionale di collocamento obbligatorio con sotteso un sussidio di disoccupazione. Invece dei finti lavoretti socialmente utili ma anche invece di assumere analfabeti a fare gli insegnanti a botte da centomila per volta.

      Come mi colloco io? Mi pare sia evidente. L'idea dello Stato "socialista", "collettivista", si è dimostrata palesemente catastrofica. Non solo e non tanto nel caso italiano, dove è stata moderata dalla famosa "economia sommersa", che contrariamente alla vulgata cattocomunista, è quello che ci ha salvato fino ad ora. Piuttosto, basta guardare il mondo.

      Torno a dire, lo Stato deve essere l'arbitro, non giocatore e nemmeno arbitro nel senso juventino della parola. Quello che lo stato deve garantire è il regolare, corretto, idealmente "ottimale", andamento della partita. Il cittadino non deve ne chiedere ne aspettarsi la clientela e la "regalia" annessa, deve chiedere e aspettarsi le OPPORTUNITA e il paracadute nel caso (da evitare il più possibile) che qualcosa salti per aria per le sfighe della vita.

      Sta finendo male per le ragioni contrarie a quello che pensi tu e questo la dice lunga sulle possibilità di uscirne.

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    9. Ancora, insisto, le "politiche di ridistribuzione del reddito" e gli "incentivi alla domanda" del Bomba, tipo gli 80 euro o il bonus per gli insegnanti e per gli studenti, hanno ulteriormente tutelato categorie già ultra-tutelate e hanno attaccato le categorie già in difficoltà, l'esatto opposto della formuletta dei poveri e dei ricchi.

      Mi si dice che il PD non è "sinistra". Certo, ci manca un Fankulakis italiano o un subcomandante andino, uno che ritorni con la litania della Classe Operaia, del plusvalore e dei mezzi di produzione. Poi si scopre che importiamo anche l'aria per respirare e che ci dobbiamo mettere a pecora con chiunque, cioè che l'orgoglio del Popolo si riduce ad andare dal padrone col cappello in mano, proprio a causa delle alzate di ingegno collettiviste.

      Fa veramente ridere che la causa del problema si presenti come la soluzione, eppure è cosi.

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    10. che all'interno della economia nazionale ci sia lavoro

      Il lavoro ha bisogno di clienti.
      Per un lavoro di massa occorre un consumo di massa.
      Durante la crisi il consumo di massa non c'è.
      Solo lo Stato può rilanciare il consumo di massa nel bel mezzo di una crisi.

      Le due cose non sono scollegate.


      Dare la regalia all'indigente significa ACQUISTI.
      Con gli acquisti ti ritrovi i negozi che sono pieni di nuovo e i magazzini saturi della fabbrichetta che tornano a svuotarsi.

      È proprio in questa maniera che lo Stato garantisce le OPPORTUNITÀ:
      infatti alcuni di quegli indigenti verranno poi assunti come commessi nel negozio o come operai nella fabbrichetta.
      ...e il cerchio si chiude.

      Il lavoro di massa ha bisogno di acquisti di massa.
      Se no poi il lavoro non c'è: il negozio chiude, la fabbrichetta chiude. E alla fine del giro ti ritrovi con ancora più gente che necessiterebbe la regalia.


      Più Tagli equivale a più fallimenti. E tanti saluti al lavoro. (legittimo tagliare, nulla da dire. Ma almeno ammettiamo questa evidenza)



      Uno Stato imparziale è uno stato che non si intromette nella collisione tra i forti e i deboli. Allora è meglio non averlo. Meglio la legge della giungla, tanto è uguale.
      Lo Stato o è parziale o non è.

      Che ne dici? Aboliamo l'Italia e si salvi chi può?
      (non vedo l'ora di essere circondato da bidonville/favelas)

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    11. Nei tuoi commenti ci sono più spazi vuoti che spazi pieni. Non sono uno psicologo e nemmeno mi interessa l'argomento.

      Sarebbe già un miglioramento se smettessimo di raccontarci continuamente delle balle. Non c'è nessuna "crisi". La "crisi" è un evento eccezionale, eventualmente ciclico, che inizia, si svolge ad un certo punto finisce, come l'influenza. Noi invece scontiamo le ovvie conseguenze delle "globalizzazione" disegnata ed eseguita dalle elite apolidi e dai loro scagnozzi. La globalizzazione non è temporanea, è qui per restare. L'aumento di "ricchezza" nei paesi dove si sono spostate le produzioni delle merci che noi importiamo corrisponde necessariamente ad una diminuzione di "ricchezza" qui. Lo Stato non può ridistribuire ricchezza CHE NON ESISTE, quindi può fare due cose, la prima sarebbe svalutare, quindi distribuire carta straccia ma questo ci viene impedito dalla mossa geniale della Moneta Unica (che abbiamo pagato con il taglio secco della metà della ricchezza nazionale per potere pagare meno interessi sul debito). Comunque svalutare la Lira era esattamente quello che facevano ai tempi dell'IRI sopra citato, quando si favoleggiava della Terza Via. L'altra cosa che può fare lo Stato è esattamente quello che sta succedendo adesso, ci indebitiamo.

      L'indebitamento è un concetto banalissimo, capita quando vuoi vivere sopra o molto sopra le tue possibilità. Facciamo un altro esempio banale: per decenni ci siamo raccontati la fandonia che si potesse andare in pensione prima dei 40 anni (conosco un ex dipendente delle Ferrovie che è in pensione da quando ne aveva 39) e, come se non bastasse, col calcolo retributivo, ovvero con lo X% dell'ultimo stipendio, che poi, essendo in Italia, prevedeva avanzamenti di grado nell'imminenza del pensionamento, compresi e per primi i sindacalisti. Dato che la vita media in Italia è sopra gli 80 anni, significa che con 20 anni di contribuzione si percepiscono 40 anni di pensione. Ma nemmeno a Paperopoli si possono immaginare scemenze del genere.

      Adesso, oltre a quello che ho detto, cioè che importiamo (quasi) tutto quello che consumiamo e quindi la "ricchezza" si sposta da qui a li, mentre ci troviamo a dovere sostenere dei "diritti acquisiti" che sarebbero fantastici anche a Fantasilandia, siamo cosi furbi da importare MILIONI di stranieri dall'Africa e dall'Asia, gente che non ha alcuna competenza.

      Il "lavoro di massa" e il "consumo di massa". Ma non farmi ridere, non farmi.

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    12. Io vedo tre problemi immateriali.
      Primo, lo Stato non esiste più, è una scatola vuota. Siamo soggetti a poteri esterni alla Nazione, in gran parte occulti. Non a caso si parla di "sovranità" come di una parolaccia, un concetto negativo, anche se è nell'articolo 1 della Costituzione. Costituzione che non a caso si prova e riprova ad emendare se non a rimpiazzare con la Costituzione Europea e poi con quella Mondiale.
      Secondo, quelli che dovrebbero essere i rappresentati eletti del Popolo (il Popolo non deve più esistere, quindi i rappresentanti sono solo amministratori locali, tipo gli assessori del Comune), non solo sono massimamente incompetenti, questo ci sta come conseguenza della democrazia nel suo declino, sono anche prezzolati, ovvero lavorano non per gli Italiani ma per terzi e quarti.
      Terzo, gli Italiani sono ormai piallati da cent'anni di lavaggio del cervello, da cui i tuoi commenti sopra. Indifferenza alla menzogna e al paradosso, lucciole per lanterne, inversione tra giusto e sbagliato, bene o male, infantilismo, eccetera. Dopo avere visto costruire ed abbattere il Muro siamo ancora qui con il Capitale. E' una barzelletta.

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    13. Z, questo è quello che tu vedi alla rovescia:
      "Una politica commerciale progressista deve mirare non tanto all’aumento dell’interscambio commerciale quanto all’innalzamento degli standard sociali, ambientali e democratici nel resto del mondo."

      Nota bene, qui non siamo più agli stipendietti e pensioncine italiane, siamo nel "mondo" e perché no, nella galassia e nell'universo.

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    14. Il "lavoro di massa" e il "consumo di massa". Ma non farmi ridere, non farmi.

      Guarda che sei tu che continui a tirare in ballo il lavoro.
      Parole tue:
      Il compito dello Stato è mantenere oliati gli ingranaggi in modo che tutti abbiano la opportunità di campare, ovvero che all'interno della economia nazionale ci sia lavoro

      Ora mi citi pure la Costituzione.
      L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
      La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


      Possiamo anche accantonare la mia argomentazione secondo cui, a parer mio (ma non tuo), nessun mestiere sopravvive senza clienti.


      Affrontiamo però adesso la questione con un approccio diametralmente opposto.
      Se io affermassi "lo Stato deve promuovere la Disoccupazione!" sarebbe una affermazione insensata?

      Noterai che avere dieci miliardi di euro quando gli altri ne hanno nove, è una cosa; avere dieci miliardi di euro quando gli altri ne hanno zero, è UN'ALTRA cosa.
      Spero tu ne convenga.
      La montagna di miliardi su cui io sono seduto aumenta il proprio peso relativo quando sono circondato da pezzenti.

      La Disoccupazione è nel mio interesse.(!)


      Quando uno Stato è preso in mezzo tra chi inneggia "PIÙ DISOCCUPAZIONE! PIÙ MISERIA!" e chi inneggia "PIÙ LAVORO! PIÙ OPPORTUNITÀ DI CAMPARE!", che fa?
      Deve rispondere come auspicasti tu?
      Cioè: "e 'sti cazzi nun ce li metti?! Io nun me schiero!!"
      ?

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    15. Primo, l'intervento dello Stato nell'economia NON FUNZIONA e, lo ripeto, non perché lo dico io, nemmeno per quello che è successo in Italia nei casi IRI, Alitalia, Ferrovie, Poste, Telecom(unicazioni), eccetera ma per tutta la casistica disponibile su scala mondiale. Le economie "assistite", "pianificate" furono, sono e saranno tutte fallimentari, perché sul medio e lungo termine causano il progressivo impoverimento della Nazione.

      L'Italia ha o aveva una economia basata sulla esportazione di prodotti industriali, segnatamente nel settore della meccanica. La cosiddetta "crisi" altro non è che il necessario riposizionamento dell'Italia nel quadro della "globalizzazione".

      I "clienti" non sono i Dipendenti Statali, che se fosse per loro sarebbero tutti al bar del paese natio a leggere la Gazzetta. In teoria la P.A. dovrebbe fornire i servizi essenziali alla Nazione ma, siccome bisognava garantire un lavoro e una pensione ai disoccupati, ha finito per essere un peso, un freno, che si aggiunge alle difficoltà del riposizionamento di cui sopra.

      Lo Stato non deve promuovere nulla. L'idraulico non promuove il movimento dell'acqua, si limita a posare tubi e rubinetti la dove serve, nella maniera acconcia. Poi a seconda delle condizioni locali, ci sarà chi apre e chiude i rubinetti, riempirà e svuoterà le vasche, pagherà le bollette per il consumo, fatturerà biancheria lavata, eccetera. Lo Stato-idraulico non sa quando a me scappa la cacca, non sa quando voglio farmi il bagno, non sa quando devo lavare le mutande e quante ne devo lavare, eccetera.

      La "occupazione" e la "disoccupazione" che poi è la stessa cosa, non competono allo Stato. Ripeto, il fatto che il disoccupato sia un infelice da assistere vita natural durante richiede un certo tipo di psicologia MALATA. Non solo perché la soluzione del finto-lavoro, del vitalizio-regalia si traduce in un costo improduttivo, parassitario ma perché ottiene il risultato di rendere permanente la condizione di "infelice" e anzi, di incrementare il problema ad ogni giro di giostra, come la famosa "questione meridionale" dimostra ampiamente.

      Io posso anche capire che una persona si adegui a trascorrere una esistenza da peso morto garantito dallo Stato tramite clientela (voto di scambio), quello che non capisco è come questa persona possa immaginare che il sistema funzioni a tempo indefinito, garantendo non solo lui ma tutte le generazioni successive.

      Quello che succede invece è che ogni generazione si trova a dovere pagare i conti di quella precedente, oppure ad accollare i propri costi più quelli pregressi alla generazione ancora successiva. Condannare i propri discendenti alla miseria, al terzo mondo, per me è oltre il pelo sullo stomaco, oltre l'ignoranza, è proprio questione di follia.

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    16. Andiamo al concreto. Se l'Italia non può generare ricchezza sufficiente per tutti, NON HA SENSO fare finta che invece possa facendosi prestare i soldi. Non solo perché è una finta ma perché PRIMA O POI FINISCE.

      La fandonia della "ridistribuzione" sullo stile di Robin Hood, io tolgo ai ricchi per dare ai poveri è, appunto, una fandonia, basta vedere il rapporto tra il prelievo fiscale e il PIL che in Italia è già tra i più alti. A parte che chi è ricco ha i mezzi per sottrarsi alla imposizione in maniera illegale e anche legale, il fatto è che c'è un limite oltre il quale la pressione fiscale ammazza l'economia, ovvero alla gente conviene stare a letto piuttosto che alzarsi per andare a lavorare.

      Non potendo aumentare oltre la pressione fiscale, fare ricorso al Debito è da imbecilli, da irresponsabili, da criminali.

      E' anche la soluzione più semplice per chi NON SA COSA ALTRO FARE. Qui veniamo al dunque, lo Stato fa assistenzialismo perché Parlamento, Governo e P.A. non sanno cosa altro fare, oltre ad avere la propria convenienza. Tanto poi quando salterà tutto per aria a nessuno verrà chiesto di rispondere, cioè di essere responsabile.

      Più leggo sti sproloqui sui meriti del "socialismo" più mi convinco che siamo finiti e strafiniti.

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    17. Perché mi parli di IRI, Alitalia, Ferrovie, Poste, Telecom, economia pianificata, Dipendenti Statali, Stato-idraulico(?), finti-lavori, vitalizi, voto di scambio, ecc. quando io ti parlo di Acquisti?

      Insisto.
      Sono tutti bravi a lavorare.
      Ma poi... chi compra?

      1 ricco non compra 1000 pentole.
      1000 poveri invece potrebbero.
      Quando i poveri hanno finito i soldi che si fa?
      Bye bye fabbrichetta di pentole?

      Generalmente, gli indigenti spendono tutto quello che gli entra. (e faticano pure ad arrivarci a fine mese)
      Tu puoi anche costruire la pentola più bella del mondo: sfrutta addirittura la AVANZATISSIMISSIMA tecnologia a induzione! Ed è pure più efficiente dal punto di vista energetico! (Quanta ricchezza che crei! Quanto valore aggiunto!)
      Già, ma se non te ne comprano 1000...
      ...chiudi.

      Lo Stato non deve promettere un milione di posti di lavoro (e che è, la DDR?! No grazie!), lo Stato (uno che funzioni, intendo) deve promettere un milione di clienti.
      Saranno poi i clienti a premiare (in regime di libero mercato) le aziende che reputano concorrenziali/competitive. (selezione virtuosa)
      Lo Stato (in teoria) deve andare a prendere gli italiani più miserevoli che riesce a trovare (ad un passo dal cappio) e trasformarli in acquirenti. (com'era l'espressione? Ah sì, mantenere oliati gli ingranaggi)
      Se no ottieni:
      i miserevoli morti
      le aziende morte
      (e pure il know-how perso)

      Ottimo risultato! Complimenti!
      Il tutto ottenuto in nome del salvifico lungotermine. (sempre se ci arrivi)


      Capitolo Esportazioni.
      Le esportazioni in Italia contano per il 25%.
      Del restante 75% che vive di economia nazionale che ne facciamo? Li ammazziamo?

      A dire il vero, Venezuela, Russia, Congo, ecc. sono paesi esportatori. L'Italia non ha abbastanza materie prime per essere un paese esportatore.
      L'Italia è soprattutto un paese trasformatore.
      Ma tieni presente che nessuna nazione saggia basa interamente la propria economia sulle esportazioni. Con le esportazioni, importi i problemi degli altri. Se gli altri vanno in difficoltà la LORO crisi diventa la TUA crisi. (2008? USA? Non suona nessun campanellino?)
      In Venezuela campano da nababbi col petrolio a 140$/barile o campano da pezzenti con il petrolio a 40$/barile.
      Auguri!

      Quella che deve girare è soprattutto l'economia nazionale.

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    18. Non capisco come tu possa definire "economia" quando lo stato paga la gente per fare finta di lavorare, coi soldi requisiti dalle famiglie italiane.

      Oh, ammetto di essere scemo ma da questo meccanismo mi aspetto solo consumo di risorse, quindi, superata una certa soglia, indebitamento progressivamente crescente.

      Poi, mi da un attimo fastidio che non leggi quello che scrivo. Fa niente.

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    19. ma tu hai idea di come funziona il bilancio dello Stato?

      io non sarò un super esperto di economia (sono scemo spesso e volentieri) ma possiamo ragionarci insieme se vuoi


      (e se ho frainteso qualcosa me ne scuso)

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    20. Io fatico a ragionare con gente che vive in universi paralleli. Lo Stato NON HA IDEA di come funzioni il bilancio dello Stato. Secondo te ce la può avere un qualsiasi comune mortale?

      Che poi quando dici Stato intendi un'idra a più teste, c'è il Parlamento che dovrebbe legiferare, c'è il Governo che dovrebbe amministrare, c'è la Magistratura che dovrebbe vigilare. Poi c'è tutta la Pubblica Amministrazione (che comprende anche le Amministrazioni Locali, che tende a girare per conto suo, dato che sopravvive attraversando qualsiasi cosa. Milioni di persone dentro questo apparato semi-auto-referente, dall'usciere all'alto funzionario.

      A me piacerebbe che in TV ci fosse una rubrica "vi spieghiamo il Bilancio dello Stato" Ma non ci può essere perché, salvo eccezioni, Parlamento e Governo non hanno l'obbligo di conoscere, devono solo sapere vendere. I Magistrati alla fine si comportano come una casta di burocrati e rientrano nel calderone della P.A.. Nel calderone della P.A. ci sono cose come la Sanità della Calabria che fino a qualche anno fa (ora non saprei) aveva un bilancio trasmesso oralmente dai cantastorie.

      Lo stesso termine "bilancio" applicato a questo contesto secondo me non ha senso. Io ho visto bilanci di azienda taroccati per ragioni di politica interna tra controllata e controllante oppure perché il "management" doveva tenere buoni i soci. Ma una azienda può fare il gioco delle tre tavolette per un tempo limitato, a meno che, come l'IRI o come Alitalia, sia una azienda di proprietà pubblica. Infatti lo Stato NON HA OBBLIGHI e quindi non ce li hanno tutte le teste dell'idra di cui sopra.

      Sono almeno trent'anni che il bilancio dello Stato si chiude in passivo. Se andassimo a vedere una qualsiasi azienda pubblica, che ne so, la RAI, scopriremmo che ha un bilancio in passivo. Se partiamo dal presupposto che non ci sono vincoli, il bilancio è un esercizio di stile, ci puoi scrivere quello che vuoi, può essere sbagliato, può avere voci inventate, può essere parziale, può essere qualsiasi cosa.

      E questo per sgombrare il campo da inutili minuetti formali.

      Il nocciolo della questione è, oltre a non sapere cosa fare, che è normale se metti uno con la terza media a fare il Ministro della Ricerca Scientifica, ogni testa dell'idra ha una sua agenda.

      Chi fa il politico sostanzialmente è un venditore di pentole. Lo scopo è chiudere il contratto e non importa niente altro, prima e dopo.

      Chi è dipendente della P.A. può anche non presentarsi al lavoro, oppure dormire in ufficio, può essere analfabeta, può essere cretino, può perfino essere un criminale, ed è sicuro che il suo "posto", con tutti i "benefit" meccanicamente associati, tipo il "premio di produzione", è garantito al disopra delle umane vicende.

      Sono cent'anni che ci raccontiamo delle favolette come quella dei "diritti" come se fossero cose che esistono nel mondo reale. E sono cent'anni che lo Stato ha la missione di garantire questi "diritti" delle favole.

      In un mondo di favole mi vieni a parlare del "bilancio dello Stato". Uno stato che spende centinaia di milioni per ripianare il debito dell'Unità, miliardi per la "accoglienza", che sproloquia di "ricostruzione" ad ogni terremoto quando ci sono ancora le macerie di tutti i terremoti precedenti, che fa fallire e rifallire e fallire ancora tutte le sue partecipazioni, in qualsiasi settore e intanto si compra le banche fallite.

      Dai, basta.

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    21. Ripeto, NON è un caso se in Italia non c'è il collocamento e non c'è sussidio di disoccupazione ma ci sono "ammortizzatori sociali" eterogenei, dal "forestale" agli accordi stabiliti caso per caso dalle "parti sociali" e ovviamente coperti con soldi pubblici, in funzione del ritorno di quel caso particolare.

      Il paradosso è che chi parla di "sociale" e di "diritti" o di "giustizia" è la prima causa di fallimento e del realizzarsi delle condizioni opposte a quelle favoleggiate.

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    22. Mi sono espresso male, quando ho scritto "si chiude in passivo" intendevo dire che nel bilancio si scrive tot entrate e tot uscite e entrambi i valori non corrispondono alla realtà, le entrate sono sempre sovrastimate e le uscite sottostimate o mancano delle voci. Il risultato è il "debito fuori controllo". Non è "fuori controllo" perché il debito è un cavallo imbizzarrito, è fuori controllo perché il bilancio dello Stato è una barzelletta.

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    23. E non dirmi, ti prego, che ci sono falangi di scribi e rabbini nel Tempio che redigono il bilancio con somma cura e precisione. Onestissimi funzionari e magistrati contabili che verificano e vidimano tutto. Un giorno ti racconterò del mio lavoro di coscritto nella Sezione Logistica del Reggimento.

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    24. Vediamo se riesco a scrivere un papiro.
      (puoi saltare direttamente al fondo)

      In un'isola molto molto lontana e molto isolata vive un pacifico popolo.
      Questi isolani decidono che vogliono fare il grande salto: si sono stufati del baratto e delle conchiglie. Vogliono una moneta vera, vogliono il Lorenzio.

      Istituiscono un'entità che lo emetta e che chiamano Stato Sovrano e ne nominano un amministratore.

      Siamo al giorno dell'inaugurazione:
      lo Stato Sovrano parte da zero.
      Come prima cosa lo Stato (/l'amministratore) chiede 30 Lorenzi di tasse.
      Gli isolani si guardano in faccia sbalorditi, si controllano le tasche vuote ed esclamano: "ma sei DEFICIENTE??? Come facciamo a darli a te se tu prima non li dai a noi? Sei tu che li emetti!!!"

      Lo Stato trasalisce "ooops! Che sbadato! È vero, sono io che li emetto!"

      Lo Stato prende un foglio e ci scrive sopra 'Conti dello Stato'.
      Zero lo si può scrivere anche come +100 e -100.
      +100 + (-100) = 0 ovviamente. (come a dire che ad ogni credito corrisponde un debito e viceversa)
      Traccia 2 colonne sul foglio, a sinistra ci mette +100 e a destra ci mette -100.
      I +100 li chiama 'Banconote pagabili a vista al portatore' o, più semplicemente, Lorenzi.

      Adesso che li ha, può darli direttamente agli isolani o può chiedere in cambio qualcosa.
      Vogliamo dire... una strada?
      Nasce la prima strada statale dell'isola. Dalle capanne alla spiaggia.
      Gli isolani la costruiscono e lo Stato paga i 100 Lorenzi che entrano in circolo.

      Ora - e soltanto ora - chiede 30 Lorenzi di tasse.
      Gli isolani si guardano nelle tasche: "Ce li abbiamo!"
      Rifacciamo i conti:
      +30 + (-100) = -70 allo Stato mentre agli isolani restano 70 banconote, in circolo.

      -70 e +70, l'andamento si mantiene, noterai, perfettamente speculare.
      (chiaramente si considera l'isola con un saldo con le nazioni estere pari a zero)

      Una osservazione.
      Lo Stato Sovrano non è un tizio di nome Stato e cognome Sovrano: è una convenzione, è un artificio contabile.
      Lo Stato Sovrano ha sempre i conti in rosso.
      Ci può essere una variazione del passivo (passivo in meno è surplus; passivo in più è deficit) ma non un azzeramento.
      Per l'isola, un azzeramento vorrebbe dire ritirare tutte le banconote, ripristinando lo zero iniziale e la situazione preesistente. Vorrebbe dire tornare al baratto.


      Alcuni pescatori tornano da una spedizione al largo con le canoe piene di pesci.
      Ci sono 200 bei pesci da vendere a 1 Lorenzio ciascuno.
      Attenzione però! Come si fa a pagare una quantità di beni pari a 200 se sull'isola sono presenti solo 70 banconote in totale?!
      Qualcosa non torna.
      Il pesce è lì, già pescato e pronto, ma non può essere completamente venduto.

      Aperta parentesi
      La legge della domanda e dell'offerta la conosciamo, no?
      Il venditore OFFRE il prodotto, l'acquirente DOMANDA il prodotto.
      Nella condizione in cui l'offerta scende rispetto alla domanda, i prezzi salgono.
      È intuitivo, solo chi è disposto a pagare di più riesce ad accaparrarsi i pochi prodotti disponibili.
      Nella condizione in cui l'offerta sale rispetto alla domanda, i prezzi scendono.
      Con eccesso domanda i prodotti vanno a ruba mentre l'eccesso di offerta è il terreno fertile degli imbonitori, dei venditori di fuffa perché i prodotti bisogna "spingerli".
      Nella condizione in cui offerta e domanda vanno di pari passo, i prezzi restano stabili.
      Quando c'è un aumento generalizzato dei prezzi si parla di inflazione, quando c'è una diminuzione si parla di deflazione.
      Chiusa parentesi

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    25. (continua)
      Lo Stato decide di agire e di risolvere la questione pesci.
      Emette ulteriori 130 Lorenzi, segnando +130 nella colonna di sinistra e -130 nella colonna di destra.

      Può darli direttamente agli isolani o può chiedere in cambio qualcosa.
      Un pontile?
      Gli isolani costruiscono il pontile e lo Stato paga i 130 Lorenzi che entrano in circolo.
      Si possono comprare finalmente il pesce e se lo mangiano. (e vissero felici e contenti)
      Rifacciamo i conti:
      -70 + (-130) = -200 per lo Stato e 200 Lorenzi in circolo.

      Se non avesse agito ci sarebbero stati pesci in eccesso di offerta e incapacità degli acquirenti di pagare.
      Cioè ci saremmo ritrovati con pesci marci, stomaci vuoti e deflazione.

      Aperta parentesi
      La deflazione, dico in generale, non è una bella cosa.
      Perché comprare oggi a 100 quando posso comprare il mese prossimo a 90?
      Gli acquirenti finiscono col rimandare il più possibile gli acquisti. Più la domanda è rimandata più i prezzi scendono, più i prezzi scendono più la domanda è rimandata. Un loop che si auto rinforza.
      Di conseguenza le aziende non vendono più, licenziano, la disoccupazione sale, il gettito crolla, la miseria aumenta, la domanda cambia da rimandata ad annullata e si va sempre peggio.
      L'economia si contrae e i poveri sono i primi ad andare a fondo.
      Chiusa parentesi

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    26. (continua)
      Torniamo all'isola.
      E se, per ipotesi, di Lorenzi ne emettesse 1000 anziché 130?
      Avverrebbe il contrario. Ci sarebbe un rialzo rapido del prezzo dei pesci per eccesso di domanda rispetto all'offerta.
      A MENO CHE i restanti 870 non vengano tesaurizzati, cioè accantonati, e quindi sottratti al ciclo economico. (non è sempre vero che spendo i soldi solo perché ce li ho, posso pure lasciarli in cassaforte. È una variabile in più da considerare)

      L'isola è un esempio tagliato con l'accetta, lo so.
      Resta il fatto che paragonare un istituto di emissione di moneta fiat con una persona qualunque non ha senso. Chi ha la responsabilità di emettere è chiamato a rispondere a logiche completamente diverse. S'è mai visto un buon padre di famiglia che sia chiamato a gestire la totalità della moneta circolante?!
      Che si tratti di stampare o distruggere moneta, alzare o abbassare i tassi di sconto, vendere o ricomprare buoni del tesoro, aggiungere o togliere tasse e imposte, ecc., lo Stato, muovendo le n leve - ognuna con pro e contro - che ha a disposizione, si ritrova a dover camminare sul filo del rasoio, calibrando ESATTAMENTE la quantità di valuta che c'è in circolo, in modo che la domanda complessiva copra l'offerta complessiva.

      Nel dubbio, è sempre meglio che emetta e distribuisca. Anche a costo di rischiare di avere inflazione.
      Tenendo conto che è comunque un effetto che si vede a posteriori e tenendo conto che di inflazione non si muore ma di deflazione sì.
      Le politiche deflattive di contrasto all'inflazione, appena iniziasse a galoppare, si potranno fare eventualmente dopo.
      (per dire, la BCE ha un obiettivo ufficiale, che non raggiunge, di inflazione del 2%)

      Senza dimenticare, naturalmente, che le nazioni non sono isole sperdute e non hanno un saldo con le nazioni estere sempre pari a zero. Questo aggiunge un'ulteriore grado di complicazione e un ulteriore equilibrismo per lo Stato che già si barcamena. Un eccesso di import di prodotti esteri fa girare le economie delle nazioni estere a discapito dell'economia nazionale. E l'inflazione estera va ad influire su quella interna.

      Vorrei infine sottolineare che:
      - così stanno le cose per come le ho capite io
      - potrei aver capito male qualcosa
      - soprattutto, queste sono e restano considerazioni teoriche/ideali.



      (fine papiro)



      Nella realtà sappiamo come stanno le cose: non siamo uno stato sovrano, Mario Draghi non tira fuori gli euro per l'eurozona e il PD vuole l'Italia in rovina.

      Sull'Italia di oggi hai ragionissima. Chi lo nega?
      Io, sarò bizzarro, ma ci vedo un'analogia con l'Iraq. È dal 1990 che là vogliono "esportare" la democrazia.
      Gli alleati l'hanno "esportata" qua da noi dopo la WWII.
      Non ha funzionato là e non ha funzionato qua.
      Il popolo sovrano italiano continua a comportarsi con una mentalità da suddito anziché comportarsi con una mentalità da sovrano.
      Il popolo italiano non saprebbe neanche cosa chiedere, ad uno Stato funzionante.
      Verrà mai il giorno in cui gli italiani si imporranno e diranno cose tipo "ehi politici, non esistiamo per implorare la vostra benevolenza! Datevi una mossa, uscite dall'euro e massimizzate 'sta caxxo di Offerta! Andate in passivo finché serve ad uscire dalla deflazione perché il passivo del settore pubblico è l'attivo del settore privato! Vogliamo Lavoro e opportunità, non lo vogliamo lo stramaledetto sussidio di disoccupazione!"? Temo di no.
      Ho l'impressione che la democrazia non ce la meritiamo, purtroppo.
      ARIDATECE L'IMPERO! :D
      Almeno lì c'erano le frumentationes per prendersi cura dei disgraziati.

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    27. Bè, hai saltato solo tremila anni di Storia.

      Sai quella in cui si coniavano monete d'oro e d'argento e di rame che all'inizio avevano il valore corrispondente al loro peso metallico e poi si svalutavano perché di oro e di argento ce n'era meno, arrivando fino alla "parità aurea" che saltò per aria, GUARDA CASO, in corrispondenza dei due conflitti mondiali.

      Inoltre, hai introdotto come se niente fosse la locuzione: "Lo Stato decide di agire e di risolvere la questione".

      Come ho cercato di scrivere, lo Stato non esiste. In termini pratici lo Stato corrisponde ai suoi "poteri", nel nostro caso Parlamento (legislativo), Governo (esecutivo).

      La Magistratura (giudiziario) purtroppo si configura come il seguente, l'apparato burocratico della Amministrazione, fatto di funzionari permanenti non eletti che ovviamente, sempre e ovunque, sono auto-referenti.

      Allora, nei regimi dittatoriali quando lo "Stato" decide di agire, significa che il dittatore, magari consigliandosi coi suoi più fidati scagnozzi, decide che si agisca in un modo o nell'altro, convoca il funzionario competente la materia e gli da degli ordini. Quando e se la "azione" si rivela controproducente, di solito si taglia la testa del funzionario perché dittatore e scagnozzi fidati sono infallibili per definizione.

      Nelle democrazie rappresentative ci sono diversi "luoghi decisionali". Il Governo può decidere di agire e questo significa che il Presidente del Consiglio, convocati i ministri competenti, decreta. Il decreto diventa una direttiva per i funzionari della Amministrazione oppure per dei "privati" incaricati ad hoc. Quando l'azione si rivela controproducente NON E' COLPA DI NESSUNO, è un evento accidentale, come la grandine. Le conseguenze vengono semplicemente ribaltate sui "clienti" perché questo è come funziona il consiglio di amministrazione di una banca (al netto della differenza tra soci e clienti ma i soci del Governo sono "occulti").

      Il Parlamento può decidere, si approva una legge. La legge vincola tutti i cittadini italiani e vincola anche la Magistratura che ha l'incarico di farla applicare. Quando la legge ha conseguenze nefaste non solo non è colpa di nessuno ma si nega l'evidenza. Un esempio ovvio è il famoso Stato Sociale, che è un insieme di menzogne, paradossi e imbrogli. Le conseguenze in questo caso vengono scaricate sugli Italiani ma di solito a decenni di distanza.

      Infine, la Amministrazione può decidere, per il proprio tornaconto. Ovviamente niente di tutto questo è esplicito, si tratta di rallentare delle cose, accelerarne delle altre, fare scomparire delle cose, farne apparire delle altre e cosi via. Non solo il caso ovvio della Magistratura che si sostituisce al Parlamento e al Governo, ci sono esempi molto più banali come le matite e la carta igienica, che però messi insieme fanno il famoso "bilancio".

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    28. Si potrebbe spaccare l'atomo nel descrivere come sono articolati i "poteri" che costituiscono lo Stato. Il punto però è che quando dici "lo Stato decide di agire" stai facendo una affermazione di fede che si colloca sul piano della metafisica. In realtà le cose vanno in merda perché, dentro questa articolazione di "poteri", i personaggi:
      1. sono incompetenti
      2. sono manigoldi
      3. ognuno pensa a se oppure agli "amici"
      4. sono venditori e quindi da una parte manipolano e dall'altra producono menzogne e paradossi

      Il tuo esempio della canoa che torna con 200 pesci a prezzo fisso non ha alcun senso ovviamente. Ma facciamo un caso concreto: notoriamente la UE ha in essere delle "politiche" che IN TEORIA dovrebbero controllare l'economia degli Stati membri con lo scopo di distribuire il "benessere" uniformemente e di incrementarlo. A seguito di queste "politiche" all'Italia si danno per esempio sussidi per la pesca e si impone di smantellare certe produzioni agricole o zootecniche. Lo Stato (al netto di quanto sopra sul fatto che è inconsistente) come si pone? Si pone a 90 gradi, infatti il risultato è la spoliazione dell'Italia.

      In passato come si poneva? Quando esisteva la Società delle Nazioni che era controllata dalle potenze coloniali, lo Stato prima cercò di forzare la situazione facendosi il suo imperetto personale, poi davanti alle sanzioni varò la "autarchia" e infine decise di dichiarare guerra alle sopracitate potenze coloniali, puntando tutte le fiches sul fatto che queste avrebbero preferito fare concessioni piuttosto che impelagarsi in una guerra.

      Non so se è chiaro che il tuo modello forse vale in una gabbia di topolini di laboratorio ma il "mondo reale" è completamente diverso.

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    29. Vorrei aprire una parentesi sugli "economisti".
      Una volta mi chiedevo cosa fosse e cosa facesse un "economista". Adesso lo so, è l'equivalente moderno dello scriba del Faraone o del contabile che amministrava le terre del Conte. E' un mestiere che si compone di tre parti. Primo, fare la cresta e mettersela in tasca, qualsiasi cosa succeda. Secondo, in linea teorica cercare di fare tornare i conti in modo che soddisfino il Faraone o il Conte (ovviamente al netto della cresta), terzo imbonire gli astanti con visioni del futuro ottenute consultando gli oracoli, mentre si procede con le fasi uno e due.

      Gli economisti sanno benissimo dove hanno il proprio conto, sanno più o meno come sono i conti del loro referente, non hanno nessuna idea delle cose che profetizzano.

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    30. 1) Non saremo io e te a cambiare l'Italia.
      2) Non hai bisogno di insistere che l'Italia faccia schifo.
      Che l'Italia sia una fogna lo possiamo dare per assodato, passiamo oltre ok?


      Il punto è un altro.
      (senza più esempi e generalizzando grossolanamente) le politiche deflattive avvantaggiano i miliardari (patrimonio) e penalizzano i lavoratori (reddito), viceversa, le politiche inflattive avvantaggiano i lavoratori e penalizzano i miliardari.
      Bene.
      Ora, io non ho mai saputo di un pizzicagnolo che possedesse il Corriere della Sera o la Repubblica.
      Che la propaganda e i media mainstream sostengano politiche deflattive ci sta. È il gioco delle parti.

      La domanda che sorge è: perché le sostiene Lorenzo?


      (c'è qualcosa che non ci hai mai detto? tipo qualcosa che riguarda le Cayman o simili?)

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    31. No che non passiamo oltre.
      E' assolutamente folle e inutile immaginarsi un mondo alternativo in cui esistano solo certi fenomeni e non altri.

      Partiamo dal linguaggio. Ogni parola ha un significato che non ti puoi inventare di volta in volta diverso.

      "politica" significa "la (buona, oculata, sensata) amministrazione della polis", cioè nel nostro caso dello Stato. La "cattiva politica" non esiste per definizione, è una contraddizione in termini. Questo perché in teoria la RESPONSABILITA del destino dello Stato è NOSTRA, che siamo cittadini e non di qualcun altro, in pace e in guerra.

      Come ho detto, in democrazia lo Stato si compone di poteri differenti, NON esiste una entità unica che decide, determina ed esegue la "politica".

      Senza andare nei dettagli dei rapporti tra poteri, basta semplicemente dire che la elezione dei rappresentanti implica MECCANICAMENTE la presenza di "gruppi di interesse" o "lobby" che orientano, tramite i LORO rappresentanti, la "politica". Ogni gruppo di interesse fa in modo di massimizzare il proprio utile, indipendentemente dal fatto che questo sia nell'interesse generale o anche a danno di altri. Ergo, la democrazia rappresentativa, anche nelle condizioni ideali, funziona componendo gli interessi paralleli, divergenti o contrastanti, di diversi gruppi di interesse.

      Deflazione e inflazione.
      Qui non stiamo parlando di una situazione ipotetica, di un "modello". Se parliamo dell'Italia si può riassumere tutto dicendo che milioni di Italiani dipendono per vivere, cioè per mangiare, per trovare un riparo, per curarsi quando malati, eccetera, dallo Stato che preleva le risorse necessarie dal "patrimonio" delle famiglie e, quando non basta, facendoselo prestare sul "mercato" finanziario.
      L'Italia non ha il problema di deflazione o inflazione fuori controllo, ha il problema che la Spesa dello Stato è MOLTO maggiore di quanto lo Stato incamera col prelievo fiscale, ovvero che TROPPI Italiani vivono di Spesa Pubblica rispetto a quanti Italiani contribuiscono o a quanto gli Italiani contribuiscono.

      La "propaganda" non sostiene "politiche", sarebbe troppo complicato e inutile. Invece opera lungo due direttive, in sintonia con l'Istruzione e altri aspetti del vivere. La prima direttiva è cancellare la memoria, la seconda direttiva è fornire alle persone una serie di "stereotipi" con i quali risolvere tutte le faccende quotidiane.

      La propaganda attuale è perfettamente allineata con le "politiche" che lo Stato (nella composizione di poteri e nei gruppi di interesse) aveva in essere negli anni '70 quando svenava il Paese per tenere in piedi il carrozzone dell'IRI, delle Poste, delle Ferrovie eccetera.

      Ovvero, che il ruolo dello Stato sia quello di "garantire i diritti" o espressione analoga, cioè che lo Stato debba assicurare la "felicità" o il "benessere" a tutti gli esseri umani (una volta agli Italiani).

      Da cui l'idea ridicola che esista la funzione "pubblica" di derubare il ricco per dare al povero.

      La cosa che mi fa ancora più ridere è che qualcuno venga qui sul mio bloggettino a dire che il sottoscritto, chiaramente un povero pirletta, abbia conti alle Cayman quando non chiedono a me cosa fare quando si tratta di ricapitalizzare banche degli "amici", lo chiedono proprio a quelli che sono, nell'immaginario dei deficienti, i paladini del "sociale".

      Dai zzzZZZzzz, se non ti basta il PD, ho messo un post con l'indirizzo del Fronte della Gioventù Comunista, dove ti propongono di rimettere in scena la lotta armata per il Proletariato. Vai li che ti daranno grandi soddisfazioni.

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    32. Ah, a proposito della deflazione e svalutazione, piccolo dettaglio che volevo nominare ma mi sono dimenticato. Andare prego a vedere CHI ha voluto e CHI ha sottoscritto a nome nostro (e in Italia certi trattati non sono suscettibili di verifica popolare) l'adozione dell'EURO, con svalutazione istantanea della Lira a quasi 2000 Lire per 1 Marco tedesco.

      Poi altri vengono sempre qui nel mio bloggettino a dire che i Tedeschi hanno pagato la Riunificazione con i soldi contribuiti dagli immigrati curdi e pakistani.

      Bah.

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    33. ha il problema che la Spesa dello Stato è MOLTO maggiore di quanto lo Stato incamera col prelievo fiscale


      sei sicuro sicuro sicuro che, per avere soldi da spendere, lo Stato abbia bisogno del gettito? o del mercato finanziario?
      credi *davvero* che i soldi della banca centrale possano finire?

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    34. Ma cosa farnetichi?
      Per un certo periodo, all'epoca della Lira, la Banca D'Italia stampava banconote come coriandoli per svalutare e cosi lo Stato pagava. Incidentalmente, in certi anni al posto delle monete circolavano le caramelle o i francobolli.

      Ad un certo punto si è dovuto smettere e chiedere i soldi in prestito al "mercato", tramite i Titoli di Stato, sopra i quali si deve pagare un interesse che ad oggi rappresenta un ulteriore gravissimo problema irrisolto.

      Infine, grazie a statisti dello spessore di Ciampi e Prodi, finalmente l'Italia ha aderito alla Moneta Unica, svalutando di botto la Lira del 600% e da allora non è stata più possibile alcuna "politica monetaria" nazionale, avendo noi appunto la stessa identica valuta della Germania, che non ci pensa proprio a svalutare l'Euro più del necessario.

      La condizione dell'Italia è analoga a quella della Grecia. La Grecia non ha mica risolto il problema dell'indebitamento stampando carta straccia e distribuendola ai creditori. Ha dovuto mettere sul "mercato" i beni demaniali. La Germania GUADAGNA dal fatto di essere un creditore della Grecia, mica ci perde per "solidarietà". E con il proverbiale "orgoglio" i Greci ci incartano il pesce fritto, quelli che se lo possono permettere.

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    35. Infine, per me è incomprensibile come si pensi che diventare tutti morti di fame sia la soluzione al problema della fame. C'è qualcosa di psichiatrico sotto ma non è il mio mestiere.

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    36. l'Italia ha aderito alla Moneta Unica, svalutando di botto la Lira

      :facepalm:

      Se vuoi puoi riscrivere la Storia come ti pare, ma i dati ricordali tutti.
      Ci fu una rivalutazione prima di aderire alla moneta unica, si passò da un picco di 1274.75 Lire / 1 Marco di inizio '95 ad un cambio 990.00 Lire / 1 Marco fissato definitivamente a fine '98


      Ad un certo punto si è dovuto smettere e chiedere i soldi in prestito al "mercato", tramite i Titoli di Stato, sopra i quali si deve pagare un interesse


      ...sai...si è dovuto...


      Il refrain del fatto compiuto.

      Perché non si è optato invece per scelte fiscali regressive e deflattive?
      In tempo di crisi, il compito dello Stato è di impoverire i ricchi per arricchire i poveri.
      Viceversa, in tempo di espansione economica, il compito dello Stato è di impoverire i poveri (non più così poveri, relativamente) per arricchire i ricchi (non più così ricchi, relativamente). E mettere fieno in cascina.
      Le famose politiche anticicliche.
      I ricchi tesaurizzano più dei poveri e mitigano gli eccessi di Domanda rispetto all'Offerta.
      Con il calo generale della Domanda cala anche l'Import (la quota di domanda di beni esteri) e si riequilibra la bilancia commerciale, arrestando la svalutazione.

      E invece no!
      ...IDEA GENIALE! Leghiamoci mani e piedi -e cappio al collo- agli strozzini della finanza apolide! (col plauso dei Lorenzo di turno. Eh ma la carta straccia, signora mia)
      Cosa mai sarebbe potuto andare storto?!

      La Bank of England compra i Titoli di Stato inglesi, la Bank of Japan compra quelli giapponesi, la Federal Reserve quelli americani, ecc. come in tutti i paesi normali.
      Perché non in Italia?
      Perché da noi ...si è dovuto.
      Certo come no.

      (s'è dovuto un par de palle, s'è *voluto* semmai)

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    37. Vai a raccontare la tua scienza al prof. Prodi.
      Ti rimando a questo video. Se non basta, si può rivedere questo altro video. Prego riprendere la biografia del personaggio in questione, forse si riesce a risalire al quando, come e perché delle cose.

      Segue un dogma di fede:
      "In tempo di crisi, il compito dello Stato è di impoverire i ricchi per arricchire i poveri"
      Quello era il compito di Robin di Loxley, altrimenti noto col nome di battaglia del partigiano Roberto Cappuccio. Insieme ad altri partigiani conduceva imboscate sulle strade che attraversavano la Foresta di Sherwood.

      "Le famose politiche anticicliche"
      Certo, famosissime. Ma nessuno fa mai caso al piccolo problema che non esiste il moto perpetuo. Facciamo un esempio banale, corre l'idea che se tu spendi soldi pubblici in "investimenti", questo fa aumentare il PIL e a quel punto tu puoi incamerare più soldi dalle imposte, quindi puoi fare più "investimenti", quindi aumenti il PIL e via cosi all'infinito. Per chi ha due neuroni in testa, questo fa suonare qualche campanello. Poi ci sono quelli che si intendono di "economia" che vedono i cicli solo DOPO che questi sono conclusi, quindi propongono soluzioni a problemi che non esistono più e intanto creano nuovi problemi che non vedono nemmeno.

      Riguardo la differenza tra dovuto e voluto, non l'hanno chiesto a me, non l'hanno chiesto a nessuno. Non a caso la Costituzione Più Bella Del Mondo esclude che si possano sottoporre a referendum le leggi in materia fiscale/amministrativa e i trattati internazionali.

      Torniamo al significato del termine "Stato".
      Dipoi ci si dovrebbe chiedere perché al mondo ci sono quelli con le pezze al culo e quelli coi rubinetti d'oro.

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    38. Interessantequesto altro video.
      Banalmente, l'Euro è l'ennesimo piede di porco tra i tanti con cui smantellano gli Stati nazionali e la sovranità dei Popoli europei.

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    39. Cavolo mi ero perso il "vaffanculo" di Sgarbi alla fine del secondo video. Ecco, giusto. C'è sempre un nome e un cognome dietro al "noi" e al "loro".

      Alla fine mi sono dimenticato di aggiungere che per scrivere:
      "col plauso dei Lorenzo di turno"
      Bisogna essere deficienti.
      Non tanto per il fatto che sia vero o falso che Lorenzo plaude questo o quello, quanto per il fatto che E' IRRILEVANTE il "Lorenzo di turno". Infatti su Youtube non ci sono video in cui Lorenzo spiega all'umanità i suoi progetti di "laboratorio mondiale" e accolla ad altri le conseguenze.

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    40. Youtube è una miniera d'oro.
      Comincia alla fine degli anni '60. Ah ma le "destre" e il "populismo".

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    41. Non c'è da stupirsi se non guardi i video che ti linko, non guardi nemmeno quelli che linki tu.

      Cosa dovrebbe dimostrare il video di Prodi, di grazia?

      Prodi non ha mica detto (a differenza di qualcun altro) l'Italia ha aderito alla Moneta Unica, svalutando di botto la Lira.
      Prodi parla di un periodo di una quarantina d'anni (altro che botto) dagli inizi degli anni 60 alla fine degli anni 90.

      Già che ci siamo, puntualizziamo il concetto di svalutazione. (speriamo una volta per tutte)
      Parlare di svalutazione ha solo senso riferito a qualcosa. Ad esempio, svalutazione *rispetto al marco*.
      La svalutazione possiamo pensarla come ad una "distanza".
      Io e te aumentiamo la nostra distanza di 10 metri.
      Benissimo.
      Ma sono stato fermo io e ti sei allontanato di 10 metri tu?
      O sei stato fermo tu e mi sono allontanato di 10 metri io?
      Oppure mi sono spostato di 2 metri in una direzione io e ti sei spostato nella direzione opposta di 8 metri tu?
      Fa sempre 10.

      Quando andiamo a vedere le famigerate svalutazioni della lira, ci accorgiamo che la lira non ha svalutato drasticamente rispetto alla peseta spagnola, alla sterlina inglese, al dollaro americano, allo yuan cinese, ecc ecc. (o lira turca, o won coreano, o quel che vuoi)
      Se tutti vanno contromano, viene da chiedersi "ma non sarò io?"
      Infatti, la maggiore "distanza" dal marco era un effetto non tanto del nostro allontanarci, ma del loro.
      Era il marco che RIVALUTAVA su tutti (lira, peseta, sterlina, dollaro, ecc), come conseguenza del mercantilismo predatorio tedesco e degli squilibri cronici della loro bilancia commerciale.

      Riascolta bene:
      "quando mi son laureato, poco dopo, no, nel 1963-64 (di botto?), io mi son laureato nel 61, il cambio lira marco era 156 lire per ogni marco tedesco; quando, con Kohl, abbiamo stretto l'ultimo accordo per l'entrata dell'Italia nell'Euro, 990 Lire per ogni Marco tedesco. Quindi abbiamo svalutato del 600%, cioè di 6 volte abbiamo svalutato.
      La stessa cosa, o simile, hanno fatto gli altri paesi
      (solo l'Italia?) europei"

      Io invece mi riferivo alla fine (ho scritto chiaramente 95) e al "botto" finale antecedente la fissazione del cambio: hanno rivalutato in extremis (cioè disallineato, fondamentalmente) proprio perché, visto che dovevano fare un danno, hanno cercato di fare il danno più grosso possibile.

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    42. Segue un dogma di fede

      Proprio Giovanni Senzaterra mi vai a tirare in mezzo?

      Quello di questa?
      Il "tiro alla fune" (autocit.) c'è sempre stato, sotto varie forme.
      Come qui, con altri esiti.
      O come qui, con risultati simili.
      Oppure come qui, con fine analoga.

      Non è fede, è Storia: le società vivono di equilibri.
      I Robin Hood, contrariamente alla vulgata, sono dalla parte dei re: evitano che le loro teste rotolino nella polvere.

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    43. Ma nessuno fa mai caso al piccolo problema che non esiste il moto perpetuo. Facciamo un esempio banale, corre l'idea che se tu spendi soldi pubblici in "investimenti", questo fa aumentare il PIL e a quel punto tu puoi incamerare più soldi dalle imposte, quindi puoi fare più "investimenti", quindi aumenti il PIL e via cosi all'infinito. Per chi ha due neuroni in testa, questo fa suonare qualche campanello

      Non suona nessun campanello. Non per chi ha vagamente idea di cosa rappresenti il PIL.

      Il PIL è una misura della quantità di interazioni economiche. (autocit.)

      Una piccola premessa (visto che so già che mi tirerai fuori l'IRI un commento sì e uno no):
      per spendere soldi pubblici non esistono solo gli "investimenti". Esistono, per lo Stato, modi diversi (opinabilmente migliori) per rimettere in circolo denaro.
      Chiusa premessa.

      Facciamolo un esempio banale.
      Ci sono Marco e Luigi con 2 euro a testa mentre Claudio ha 1kg di pesche.

      Marco compra per 2 euro le pesche da Claudio. Il denaro passa di mano, il PIL fa +2
      Luigi compra per 2 euro le pesche da Marco. Il denaro passa di mano, il PIL fa +2
      Claudio compra per 2 euro le pesche da Luigi. Il denaro passa di mano, il PIL fa +2

      Alla fine abbiamo sempre Marco e Luigi con 2 euro a testa mentre Claudio ha sempre 1kg di pesche.
      Non si sono create pesche dal nulla, non è nemmeno cambiata la ricchezza totale.
      Però il PIL fa 6.
      E l'economia "gira".

      Si può andare avanti a girare all'infinito? *SIIIIIIIÌ!* (in teoria)

      Perché non si va avanti all'infinito nella pratica? Perché ci sono le tasse e non conviene. Ad ogni passaggio i 2 euro si riducono.
      Ovviamente, se si può, si cercherà di ridurre i passaggi. (e quindi di ridurre il PIL, incidentalmente)

      In mercati altamente volatili come quelli finanziari, che seguono regole diverse, il volume degli scambi cresce a dismisura.
      Compro, vendo, compro, vendo, compro, vendo,...
      Credo che ormai le attività finanziarie siano arrivate al milione di miliardi di dollari. (non ho il dato aggiornato)
      Mentre la cosiddetta "economia reale" ha circa un PIL mondiale nominale di 78 mila miliardi di dollari.

      Perché ricorrere ad un indicatore astruso come il PIL?
      Per quel poco che ne so, hanno provato in molti a metterlo in discussione. Ma ogni nuovo indicatore proposto finiva col variare con un andamento che ricalcava il PIL. Allora tanto valeva tenersi il PIL.

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    44. Quando Lorenzo vuole bere il latte, che fa?
      Va al supermercato, prende una confezione di latte, PAGA e si beve il latte.
      Paga / passaggio di denaro / scontrino / incremento del PIL.

      Quando un fattore di una fattoria chissà dove nel Congo vuole bere il latte, che fa?
      Attraversa il cortile, entra nella stalla, munge la mucca e si beve il latte.
      NON paga / NON C'È passaggio di denaro / LA MUCCA NON RILASCIA scontrino / NON C'È incremento del PIL.

      Sai quando si sente dire "in Africa vivono con 2 dollari al giorno!"?
      Quello è PIL.
      Ma non è che il fattore della fattoria non ha niente.
      Quando hai la casa (che si è tirato su da solo), quando hai le mucche e gli altri animali domestici (uova, carne, lana, lavoro/soma), quando hai il pozzo/torrente/fiume, quando ti tessi gli indumenti, quando hai il bosco per far legna, l'orto, i campi, i pascoli, quando ti fabbrichi il rastrello di legno da solo (ed altri utensili), ecc. ecc.
      ...CHE COMPRI? Magari compri un calderone o una pentola. Magari la compri coi soldi che ricavi dal raccolto dei campi, perché non riesci a fondertela da solo. Per il resto ti arrangi e quando paghi la pentola al mercante, QUEL PAGAMENTO DIVENTA PIL.

      Nelle economie di sussistenza le interazioni economiche (monetarie) sono limitate.
      Invece nelle economie "avanzate" si paga per praticamente qualunque cosa. (meno sei autosufficiente più sei "avanzato"/specializzato)
      Aumenta di più il PIL se, invece di lavarti i capelli da solo, ti lava i capelli la shampista. (passaggio di denaro)
      Aumenta di più il PIL se, invece di tagliarti le unghie da solo, vai a farti fare la manicure. (passaggio di denaro)
      Aumenta di più il PIL se, invece di costruirti un grattacielo da solo, il grattacielo lo edifica l'impresa edile. (passaggio di denaro)
      Aumenta di più il PIL se, invece di farti l'appendicectomia da solo, ti opera un chirurgo. (passaggio di denaro)
      Aumenta di più il PIL se, invece di strappare le erbacce dal marciapiede da solo, strappa le erbacce l'addetto del Comune. (passaggio di denaro)

      Il PIL dipende, in sintesi, dai movimenti di denaro.

      Vuoi più PIL? Muovi più denaro.
      In recessione, metti banconote in tasca ad un pezzente. Vedrai poi quanto durano in quelle tasche... vedrai poi se vengono spese, o no, presso chi lavora...

      È come dare una spinta alla giostra. Puoi dare tutte le spinte alla giostra che vuoi.
      Il sangue non circola forse "all'infinito"?

      (ma si tengano sempre ben presenti i rischi che un eccesso di Domanda comporta)

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    45. Ritengo Lorenzo RILEVANTE perché... perché è con te che sto parlando :)

      Sai, dovresti davvero fare lo sforzo di guardare i video che linki:
      www.youtube.com/watch?v=tM362lrKKxg&t=1836
      "come hanno fatto? si sono inventati, e questa è una delle cose più straordinarie che vi dirò stasera perché vi lascerà veramente tutti increduli, si sono inventati un fantasma completamente inesistente: il fantasma dell'inflazione come pericolo e il fantasma del debito pubblico.
      Due elementi dell'economia che ci hanno tutti insegnato, infatti tutti voi sapete, che l'inflazione è terribile che il debito pubblico è un problema, siamo tutti angosciati dal debito pubblico, i tagli alla sanità, all'istruzione, all'infrastrutture e "taglia e taglia perché c'è il debito, perché c'è il debito!" e attenzione all'inflazione "oddio l'inflazione va su, o mamma mia!" ecc. si sono inventati questa roba e con questo fantasma, attraverso quel network di pensatori che poi hanno colonizzato tutti i ministeri, tutti i burocrati dei ministeri, le banche centrali ecc. ecc. attraverso questi due fantasmi inesistenti hanno paralizzato gli Stati, li hanno letteralmente talmente paralizzati dalla paura, che gli hanno impedito di accorgersi di che cosa? Del fatto che questi Stati quando avevano, e ancora alcuni hanno ma noi non l'abbiamo più, quando avevano la sovranità della moneta, ecco perché Perroux si inventò l'euro nel 43 per togliercela, quando avevano la sovranità della moneta potevano tranquillamente creare la piena occupazione, il pieno stato sociale e la piena ricchezza nazionale semplicemente spendendo a deficit, senza limiti di spesa. Il debito pubblico lo dico in termini molto comprensibili perché sono televisivi, è una bufala. Il debito pubblico è una bufala. Il debito pubblico non conta niente. Lo Stato non lo deve mai ripagare, non è il debito dei cittadini: il debito pubblico è la ricchezza dei cittadini. Ok?
      L'inflazione non è un problema. Lo testimonia il fatto che l'Italia si è creata una ricchezza per cui è entrata nel G8 negli anni in cui aveva un'inflazione che era sette/otto volte quella di oggi. Oggi l'Italia ha un'inflazione ridicola, siamo un paese che sta andando al tracollo. Ok?
      Il Giappone ha il 200% del debito pubblico, il doppio della Grecia. Qualcuno ha sentito parlare del Giappone in crisi? C'è qualcuno che sta dicendo che in Giappone son disperati, ci son le sommosse per la strada? Assolutamente no.
      Si sono inventati questo fantasma e hanno impedito in questo modo agli stati di creare la piena occupazione, la piena ricchezza nazionale, il pieno stato sociale.
      [...] questa sofferenza di milioni di persone in Italia, in Francia, in Germania, in Olanda, in Inghilterra, anche negli Stati Uniti era tutto... falso.
      Non era necessario accadesse. Non era vero che era una necessità economica.
      Era tutto inventato da questi fantasmi cucinati da questi economisti, per paralizzare gli Stati perché, se gli Stati si accorgono di poter spendere, cosa fanno?
      Fregano il potere privato"


      Paolo Barnard deve convincere te.
      http://eldalie.blogspot.it/2014/12/debito-pubblico-italiano.html

      Non me.

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    46. Oh, ho trovato uno che ha un sacco di tempo da perdere invano. Pensavo di essere un caso raro invece pare di no. Non ho la possibilità di ribattere riga per riga, quindi cerco di riassumere, se ha senso.

      Prodi.
      La "svalutazione" della Lira aveva un senso quando l'Italia poteva decidere e gestire la propria valuta. Nel momento in cui Prodi gongola sul "fantastico esperimento" dell'Euro, toglie all'Italia la propria valuta "autonoma" e la "svalutazione relativa" di cui parli. Il 600% di svalutazione diventa "pesante" perché immobilizzata nella pietra dell'Euro. Il "botto" consiste nel solito discorso del "fatto compiuto" con cui negli ultimi decenni si giustifica e si compie qualsiasi cosa.

      Riguardo al PIL.
      Evidentemente per te non c'è nessun problema se gli enti considerati sono puramente immaginari, quindi possono essere infiniti. In un universo che contiene un numero finito di atomi immaginiamo che lo Stato possa incrementare il prelievo fiscale all'infinito ributtandone parte indietro alla fonte da cui proviene. Torniamo alla economia del baratto o delle monete d'oro, sarebbe come dire che il Faraone requisisce 10 galline un certo anno, ne da due indietro ai contadini a cui le ha prese e l'anno dopo ne requisisce 15, ne da due indietro e l'anno dopo ne requisisce 20 e cosi via. Ergo, le galline sono infinite, il Faraone "crea" galline semplicemente spostandone alcune avanti e indietro.

      E no, il sangue non è infinito e non circola all'infinito, esattamente come le galline del Faraone. Le cellule del tuo corpo hanno una capacità finita di riprodursi, hanno un ciclo vitale finito, sono un numero finito, occupano un volume di spazio finito e anche nel loro insieme, esistono per un periodo finito.

      Prova a fare cosi, ti cavi un po' di sangue, poi te ne infondi una parte indietro, vedi se cosi facendo la quantità di sangue aumenta all'infinito. Prima che tu ti ammazzi, ti anticipo che no, non aumenta, non accelera la "circolazione", l'unico effetto temporaneo che ottieni è l'aumento di "densità" da cui auto-trasfusione dei ciclisti, al prezzo di tutta una serie di effetti secondari potenzialmente letali.

      "Il PIL dipende, in sintesi, dai movimenti di denaro".
      Sai che sei divertente? Io potrei citare almeno TRE definizioni di PIL e non ci trovo nessun riferimento al semplice movimento di denaro.

      Forse non è chiaro, tu puoi scrivere milioni di parole ma spostare la gallina NON EQUIVALE a creare la gallina. Per spostare la gallina devi prima avere creato la gallina, quindi il "movimento di denaro" dipende dalla (fottuta) PRODUZIONE, mentre come dicevi, puoi benissimo avere produzione senza movimento di denaro.

      L'esempio della giostra è auto-ironia involontaria, infatti:
      - sta ferma dove si trova e gira in tondo
      - non serve a nulla
      - consuma energia
      - impoverisce chi la usa
      Il giostraio non può fare girare la giostra all'infinito nel tempo ne farla girare sempre più veloce.

      Barnard.
      Premesso che io non sono d'accordo con le sue premesse, ovvero che gli anni '70 fossero l'età dell'oro perduta.
      Quello che sta dicendo è che il debito PRIMA DELLA MONETA UNICA era "gestibile" perché l'Italia aveva la "sovranità monetaria" mentre, come ho scritto sopra a proposito di Prodi, adesso il Debito è un debito vero e proprio, perché prima lo Stato non aveva nessuno sopra di se, adesso è un semplice cliente di entità soprastanti, che tra parentesi usano il sistema delle banche per infondere liquidità, con tutte le ricadute del caso.

      Barnard non mi deve convincere, mi può fare riflettere su alcune cose. Posso concordare, dubitare o dissentire, avendo io la pretesa di pensare con la mia testa invece di farmi infondere il Verbo.

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    47. Guarda che più insisti a menare il torrone con il PIL come la giostra ottieni l'effetto di convincermi ulteriormente che la "economia" come "disciplina" è un mucchio di cazzate mirate a gabbare i gonzi, tipo il gioco delle tre tavolette o la roulette.

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    48. Apriamo una parentesi Ciampi, Amato, Prodi, tutto il simpatico complessino. Il nocciolo del discorso è che l'Euro è stato giustificato come un "passo" necessario per addivenire alla dissoluzione degli Stati nazionali dentro una "unione" tipo Stati Uniti d'Europa. Sempre con la logica del "fatto compiuto".

      Quindi il signor Prodi ci dice "eh ma io credevo che adottando la "moneta comune" poi avremmo fatto la "cassa comune", da cui il Debito italiano sarebbe diventato il Debito europeo.

      Come no. Se io incontrassi un tedesco e gli proponessi di andare in vacanza assieme facendo la "cassa comune" per le spese, il tedesco mi risponderebbe che la "cassa" la tiene lui e che quando bisogna comprare qualcosa ci pensa lui.

      Da cui la Germania può accettare l'Italia come provincia e colonia, non certo come "pari" o peggio ancora avere degli Italiani che decidono per i Tedeschi. Impensabile. Oltre che essere in palese violazione di tutte le Costituzioni nazionali e questo è un altro discorso riguardo la figura giuridica di Capi di Stato e/o di Governo che si dannano per abolire gli Stati e i Governi di cui hanno la responsabilità.

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    49. Non ho capito la faccenda di Giovanni Senza Terra.

      Tu hai scritto che il compito dello Stato è togliere ai ricchi per dare ai poveri. Cosa non solo palesemente falsa ma anche inutile e controproducente. Infatti i poveri rimangono poveri anche se gli butti le monete passando col cavallo. Fai girare la "giostra" e impoverisci la Nazione, non PRODUCI un fava.
      Viceversa, se lo Stato manda i poveri in guerra, potrebbe produrre un miglioramento generale del tenore di vita dei poveri, sempre se la guerra non è concepita e condotta come la "economia assistenziale" di cui sopra.
      Oppure lo Stato può provare a migliorare il livello medio di istruzione della popolazione.
      Eccetera.

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    50. Ogni discussione, se protratta sufficientemente a lungo, finisce in semantica. (cit.)


      "botto"/non "botto", movimenti/consumi/redditi/spesa ecc. ecc.
      ...non ne vale la pena. Non sto a cavillare, così siamo contenti entrambi.
      ___

      Il debito è gestibile tanto quanto prima. C'è sempre una banca centrale che ne risponde ed è ancora emesso sotto legislazione italiana.
      Torniamo al solito discorso dovuto/voluto. (vedasi Mario Draghi e/o Paolo Gentiloni)
      ___

      Quanti hanno drasticamente peggiorato la propria condizione economica negli anni '70?
      Mi spingo oltre: quanti NON hanno migliorato la propria condizione economica negli anni '70?
      Eccezioni a parte.
      (e con delle belle bastonate, a destra e a manca)
      Non eri tu quello che notava che gli operai si sono imborghesiti?
      ___

      L'economia paga lo scotto di essere una disciplina "umana". Questo comporta che debba dare ragione a qualcuno e torto a qualcun altro.
      Per questo ci sono tante teorie economiche quante sono le parti (e i loro interessi) in gioco.
      Quando ti lamenti della deindustrializzazione stai (più o meno consciamente) definendo degli obiettivi e quindi degli interessi da difendere.
      Ci sono teorie economiche che danno sempre ragione ai ricchi (le più diffuse), ci sono teorie economiche che danno sempre ragione ai poveri, ci sono quelle che promuovono la stabilità dei prezzi, quelle che promuovono la piena occupazione, ecc. ecc.
      Ha poco senso parlare di economia se non si definiscono prima le priorità.

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  2. Lo Stato non è come il Faraone, non chiede 10 per restituire 2.
    È il contrario: chiede 2 per restituire 10
    "ma così va in passivo!!!1!11!!"
    Esatto!
    Questo è lo snodo fondamentale.
    Concordo con te, menerò il torrone e scriverò milioni di parole INVANO finché continuerai a pensare allo Stato come ad un'entità creatrice.

    *Lo Stato non stampa galline*
    Stampa pezzi di carta con un numero sopra. (il Lorenzio)
    Le banconote sono crediti, sono promesse di ricevere qualcosa in cambio.
    Quante promesse può promettere?
    Tutte quelle che vuole!
    (hanno la stessa tangibilità dell'aritmetica di bilancio. Non è che poiché non puoi "afferrare" una moltiplicazione allora il concetto stesso di moltiplicazione non esiste)

    A chi tocca, poi, mantenere quelle promesse?
    Ai cittadini, naturalmente.

    Quando io scrivo "si tengano sempre ben presenti i rischi che un eccesso di Domanda comporta" tu cosa ci leggi?
    Eccesso di Domanda rispetto a cosa se non rispetto all'Offerta?
    E che cos'è la fottuta PRODUZIONE se non una forma di Offerta? (beni/servizi)

    L'Italia NON è oltre la propria capacità produttiva potenziale.
    È la mancanza di promesse che sta tenendo in crisi l'Italia.
    Non puoi lamentarti delle saracinesche abbassate per poi lesinare sulle banconote.
    Conosci aziende che incrementano di proposito la produzione per riempire i magazzini di merci invendute?

    (per l'equilibrio) Non ci devono essere meno banconote di quante galline sono in vendita e non ci devono essere meno galline in vendita di quante sono le banconote.
    Scritto così ti piace di più? "la domanda complessiva copra l'offerta complessiva" ti faceva schifo?

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    1. Allora, pare che il guaio sia che diamo significati diversi alle parole e che quando guardiamo il mondo vediamo cose diverse.

      Ad esempio:
      "Il debito è gestibile tanto quanto prima. C'è sempre una banca centrale che ne risponde ed è ancora emesso sotto legislazione italiana."

      Tralasciamo il senso di "gestibile". La Banca Centrale Europea è abbastanza diverso da Banca d'Italia e nessuna delle due è sotto il controllo o risponde allo Stato.

      Cito, per la BCE:
      "Il Comitato esecutivo comprende il presidente e il vicepresidente della BCE e quattro altri membri, tutti scelti tra personalità aventi autorità ed esperienza professionale riconosciute in materia monetaria o bancaria, nominati dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata su raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea sentito il parere del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE.

      Il consiglio direttivo è stato fino alla fine del 2014 un organo a votazione semplice, ogni membro aveva diritto ad un voto. Dal 2015, con l'adesione della Lituania, il numero dei governatori delle banche centrali membri del consiglio ha superato il limite di 18 e ha innescato un processo di ridistribuzione dei voti in base alla dimensioni delle loro economie: i governatori delle banche delle cinque più grandi economie hanno diritto a 4 voti, tutti gli altri si condividono 11 voti."

      Per la Banca d'Italia:

      Partecipante - Quote - Voti
      Intesa Sanpaolo S.p.A. - 30,3% - 50
      UniCredito Italiano S.p.A. - 22,1% - 50
      Assicurazioni Generali S.p.A. - 6,3% - 42
      Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. - 6,2% - 41
      INPS - 3,0% - 34
      INAIL - 2,7%
      Banca Carige S.p.A. - 4,0% - 27
      Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. - 2,8% - 21
      Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. - 2,5% - 19
      Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. - 2,1% - 16
      Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A.- 2,0% - 16
      "[...] Governatore e da 13 consiglieri. Il Consiglio stesso (ad opera di un comitato istituito al suo interno) prima della fine del mandato identifica i candidati della sua successiva elezione, che saranno poi sottoposti e scelti dalle Assemblee dei Partecipanti. Il governo italiano si riserva il diritto di presenziare alle sedute del Consiglio Superiore e dell'Assemblea Generale dei Partecipanti."

      Riguardo la legislazione italiana, è una finzione dal momento che la Costituzione, che è il fondamento della succitata legislazione, è di fatto subordinata a quella che doveva essere la Costituzione Europea e che poi è diventato il Trattato di Lisbona, tramite il quale sostanzialmente si sottomettono tutti i Governi e i Parlamenti nazionali alla normativa e agli organismi "comunitari". Inutile fare dei sofismi, è in atto un progetto di annullamento dei Popoli e della loro indipendenza e quindi sovranità sulla propria Nazione in favore di una "comunità" indefinita di esseri umani qualsiasi in cui il potere esecutivo e legislativo è astratto e esercitato da istituzioni solo parzialmente ovvie e palesi.

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    2. "L'economia paga lo scotto di essere una disciplina "umana". Questo comporta che debba dare ragione a qualcuno e torto a qualcun altro."

      A me pare che non sia questione di dare ragione o torto a qualcuno, trovo anzi l'idea del torto/ragione/qualcuno/qualcun altro, risibile. Invece, mi sembra che il problema sia nel concetto di TEORIA che qui non ha nessuno degli attributi "scientifici" dato che 1. si riferisce a fenomeni NON riproducibili e 2. non si può verificare, quindi si tratta di metafisica. A margine, trovo anche ridicolo che qualcuno pensi che basti esprimere un concetto con della pseudo-matematica perché questo concetto contenga delle verità a priori.

      "Quando ti lamenti della deindustrializzazione stai (più o meno consciamente) definendo degli obiettivi e quindi degli interessi da difendere."

      A me non sembra. Invece mi sembra che pensare di vivere senza coltivare patate o allevare galline ma semplicemente spostando entità astratte in un contesto astratto (vedi "fare girare i soldi") sia materialmente impossibile, a meno di non pensare che esistano dei babbei che coltivano patate e allevano galline i quali ci consegnino patate e galline in cambio dello spettacolo (gioco delle tre tavolette).
      Mi sembra strano, incredibile che ci sia gente che ritenga possibile fare campare l'Italia col gioco delle tre tavolette, ovvero che esistano abbastanza babbei disposti a mantenere gli Italiani che spostano di qui e di la le entità astratte.

      "Lo Stato non è come il Faraone, non chiede 10 per restituire 2.
      È il contrario: chiede 2 per restituire 10
      "ma così va in passivo!!!1!11!!"

      A quanto pare non hai capito l'esempio, eppure mi sembrava chiaro. Io non ho scritto che il Faraone stampa moneta e che chiede ai sudditi dei tributi in forma di moneta. Ho scritto che il Faraone chiede ai sudditi di conferire tot galline ai magazzini reali e se deve "pagare" i sudditi li paga in galline. Questo serve ad aggirare tutti i tuoi sofismi sul valore astratto della moneta. Nell'esempio del Faraone è chiaro che la "ricchezza" dello stato si misura in galline e le galline non hanno ne sottomultipli ne moltiplicatori immaginari, una gallina è una gallina, a meno di non cucinarla, cioè trasformarla. Cosi come un lingotto di rame (evitiamo di esaminare l'idea della lega) che pesa tot chili, sono quei chili di rame, ne di più ne di meno ne sono chili di fieno.

      La conseguenza è che il Faraone NON PUO' produrre galline "negative" ne rame "negativo", al massimo nei magazzini reali ci può essere nessuna gallina e nessun lingotto di rame.

      Il Faraone non può pagare più galline di quante ne abbia in magazzino e in magazzino ne può avere solo una frazione del totale di galline prodotte dai suoi sudditi (pena l'estinzione della produzione di galline, ovviamente).

      "Le banconote sono crediti, sono promesse di ricevere qualcosa in cambio. Quante promesse può promettere?"

      No, invece andiamo a definire cosa è lo Stato. Se lo Stato sono io, non ha nessun senso che io imbrogli me stesso con delle "promesse" fondate sulla idea che esistano e si possano scambiare entità immaginarie. Se lo Stato non sono io, significa che lo Stato sono altri e questi altri sono il mio nemico, perché cercano di gabbarmi con il gioco delle tre tavolette.

      L'economia dovrebbe essere la maniera di amministrare i beni della famiglia, cosi come la politica è la amministrazione della città. Di conseguenza è chiaro che gli "economisti" non fanno "economia" e che i "politici" non fanno "politica".

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    3. Economisti non fanno economia e politici non fanno politica perché, APPUNTO, lo scopo di entrambe le attività non è il vantaggio, l'utile, il bene della famiglia o della polis ma di qualcun altro.

      Oggi non solo lo Stato è nemico dei cittadini ma, essendo venuti meno gli Stati nazionali, non è nemmeno lo Stato, è una o più entità sovranazionali un po' palesi e un po' occulte, un po' democratiche e un po' autocratiche, un po' pubbliche ma sopratutto private, che sono nemiche dei Popoli europei.

      La favoletta dei poveri e dei ricchi... oh signore.

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    4. Se ho una mazza da baseball posso giocarci a baseball oppure posso usarla per aprirti il cranio in due e ammazzarti.
      Quindi che facciamo? Stabiliamo che le mazze da baseball esistono al fine di uccidere?

      "buttiamo a mare tutte le banche centrali poiché le banche centrali annullano i popoli! Sempre! GUARDA L'EUROPA!
      buttiamo a mare tutte le leggi poiché le leggi sono tutte finte! Sempre! GUARDA L'ITALIA!
      buttiamo a mare tutte le mazze da baseball poiché le mazze da baseball uccidono! Sempre! GUARDA IL CADAVERE!"

      Siamo sicuri che sia davvero colpa della mazza da baseball, se qualcuno si ritrova il cranio sfondato, e non di chi l'ha usata?
      Sembri incapace di percepire la differenza.
      (eh sì i miei sofismi... già già...)
      ___

      Non concepisci che non esista solo il baratto, non hai idea di cosa sia o come funzioni la moneta fiat e non sembri afferrare il concetto di potere d'acquisto.
      Te ne esci pure con il Faraone che crea galline negative (eh?!?) e con il Faraone che non può pagare più galline di quante ne abbia in magazzino (eh?!?)
      Che vuoi che ti dica, Lorenzo? (...quanta pazienza...)
      Va be', che sia questa questa la volta buona? Prova a leggere davvero però:
      *il Faraone non ha bisogno di immagazzinare niente*, lui può SPOSTARE (riallocare) tutte le galline dell'intera nazione quando vuole e in tutti i modi che vuole. Dando ragione a qualcuno (i nuovi proprietari delle galline) e torto a qualcun altro (i vecchi proprietari delle galline).
      C'è chi può e il Faraone PUÒ! Non è come un tizio qualsiasi che, al contrario, deve prima mettere da parte per poi poter pagare in seguito.
      Aveva promesso 10 galline a dei sudditi che lo hanno servito bene? Perfetto. Va dagli allevatori di galline e ne requisisce 10. Et voilà, promessa mantenuta.
      Fine della questione.
      (analogamente, lo Stato moderno non ha bisogno di immagazzinare niente. Lo Stato non è obbligato a guadagnare prima di spendere, come farebbe un tizio qualsiasi: rialloca le banconote e paga tutto quello che c'è da pagare. Fine della questione. Perché? Perché c'è chi può e lo Stato PUÒ!)

      Senti, visto che ti piace il baratto, fa' così: la prossima volta che vai a fare la spesa al supermercato prova a pagare alla cassa con qualcosa che non sia denaro dicendogli che sei un tifoso del baratto, ok?
      Poi mi dici come è andata.
      (potrebbe funzionare... già già...)
      ___

      Dopo aver letto i primi tre commenti, mi pareva strano che non avessi ancora tirato fuori l'IRI. Rischiavi di andare fuori media.
      Per fortuna ho notato che l'indomani hai rimediato, stavo per preoccuparmi.
      (infatti è quello che ho sempre sognato, più soldi a più imprese pubbliche e viva la DDR... già già...)

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    5. "Se ho una mazza da baseball... Stabiliamo che le mazze da baseball esistono al fine di uccidere?"
      Dal mio punto di vista è più efficiente stabilire che tu sia deportato in Australia. A spese tue, ovviamente.

      "buttiamo a mare tutte le banche centrali"
      Non esistono più gli Stati quindi non esistono le "banche centrali", è solo una finzione. Comunque a me non hanno chiesto niente.

      "buttiamo a mare tutte le leggi"
      Idem come sopra, non esistono gli Stati quindi none esistono più i codici legali, a partire dalle Costituzioni. Ancora, a me non hanno chiesto nulla. L'ultima volta che hanno avuto la pensata di sottoporre a referendum la "riforma costituzionale" hanno avuto la riprova che è meglio fare come al solito, cioè mettere la gente davanti al "fatto compiuto". E cosi fanno e faranno.

      "*il Faraone non ha bisogno di immagazzinare niente*, lui può SPOSTARE (riallocare) tutte le galline dell'intera nazione quando vuole e in tutti i modi che vuole"
      Assolutamente falso. La tua aria di superiorità mi fa sbellicare dalle risate. Primo, come ho detto la quantità di galline è finita e le galline non si creano dal nulla, si fabbricano usando altre galline. Secondo, al tempo del faraone le galline, come il grano o le persone, si spostavano al massimo di qualche chilometro, essendo disponibile come mezzo di trasporto solo l'asino. Terzo, non esisteva nessun sistema per conservare le derrate alimentari, le galline dovevano rimanere vive altrimenti andavano perse. Questo per inciso valeva anche per l'Europa moderna, l'unico modo per conservare il cibo era il sale o l'affumicatura, da cui baccalà e stoccafisso. Oppure si tenevano le galline vive in gabbia, con tutte le conseguenze.
      Come paga l'avvocato Renzo Tramaglino? Con i capponi. Ancora nella Grande Guerra dalle mie parti si censivano i pollai.

      "Aveva promesso 10 galline a dei sudditi che lo hanno servito bene? Perfetto. Va dagli allevatori di galline e ne requisisce 10. Et voilà, promessa mantenuta."
      Nel tuo mondo fatato esiste il concetto di "allevatore di galline" che produce le galline "on demand". Invece nel mondo reale del faraone, se veniva ordinata una requisizione straordinaria di galline questo significava la condanna a morte del contadino che teneva per se lo stretto necessario per sopravvivere. Il faraone poteva benissimo decidere di requisire galline ammazzando contadini ma una procedura del genere è anti-economica perché il contadino è una risorsa come la gallina, al secondo giro senza contadino, che si produce a partire da altri contadini, non hai nemmeno la gallina.

      "Fine della questione."
      Ah, le matte risate.

      "Lo Stato moderno non ha bisogno di immagazzinare niente."
      A parte che potrei farti la storia degli "Stati moderni" che dimostra il contrario, il punto è esattamente questo:
      Lo Stato per come lo intendi tu fabbrica e maneggia enti IMMAGINARI. Con gli enti immaginari puoi fare operazioni altrettanto immaginarie. Funziona fintanto che lo Stato non deve andare da qualcuno a comprare enti reali. Per esempio, lo Stato pincopalla ti mette in mano la carta moneta "pincopallio" che secondo una parità immaginaria vale 3 galline. Se tu vai a comprare le galline nello stato vattelapesca scopri che un "pincopallio" non vale tre galline ma vale 1/10 di gallina vattelapeschiana. Da cui puoi essere immaginario solo se sei isolato, completamente autarchico. Oppure sei in due condizioni, quella in cui sei tu che fai il prezzo delle tue galline o quella in cui sei quello che compra e quindi sta al prezzo deciso da altri.

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    6. "la prossima volta che vai a fare la spesa al supermercato prova a pagare alla cassa con qualcosa che non sia denaro"
      Mi fai ridere. Il concetto di "fare la spesa" e "supermercato" è un concetto che non esisteva solo cent'anni fa. Mia nonna "comprava" lo stretto necessario allo spaccio della fonderia dove lavorava mio nonno, spendendo più del totale del suo salario quindi dovendo "segnare" e aumentare il debito che mio nonno aveva verso l'azienda per la quale lavorava. In pratica mio nonno pagava per lavorare, era indebitato verso il datore di lavoro solo per il necessario. Per sopravvivere in quelle condizioni la nonna e la numerosa prole andavano in campagna a "spigolare", cioè raccogliere i grani da terra rimasti dopo la mietitura, a raccogliere verdure selvatiche eccetera, mentre il nonno si arrangiava con doppi e tripli lavoretti e qualche furberia. Era una situazione precaria e infatti la gente moriva di fame e per quella ragione chi poteva saliva sul bastimento e cercava fortuna oltre il mare.

      "Dopo aver letto i primi tre commenti, mi pareva strano che non avessi ancora tirato fuori l'IRI."
      L'IRI, grazie al prof. Prodi e amici, è storia. Apri il giornale e leggi la cronaca odierna, che ne so, i 100 milioni di debito della RAI o il miliardo e tre di debito dell'ATAC.

      Perché siamo passati dalla nonna che comprava allo spaccio della fonderia "segnando" allo Stato che ti paga in "buoni della felicità". Tutte le cose hanno un inizio, uno svolgimento e una fine. Lo Stato italiano è già finito anche se non ti hanno ancora informato. Come il corpo morto, si trasformerà in qualcos'altro. Bisogna vedere se gli Italiani saranno più o meno felici di ora.

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    7. Comunque, sentivo giusto ieri un "economista" dire che se la "Economia" fosse una scienza, sarebbero tutti ricchi. Invece sono solo benestanti perché, non avendo "certezze" ma solo "supposizioni", l'utile gli viene dal lavoro di scriba del faraone e dal fare la cresta.

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    8. Non esistono più gli Stati

      Gli Stati smettono di esistere quando Lorenzo non sa più distinguere uno Stato che è Stato da uno che non lo è. E anzi spera che lo sia sempre meno.
      Ma minare il 'Potere Pubblico' a chi conviene?

      essendo disponibile come mezzo di trasporto solo l'asino
      Era per ribadire che concettualmente il Faraone è l'autorità suprema del regno.
      ...adesso te ne esci pure con la logistica?
      Dobbiamo metterci a calcolare quanti giorni occorrono affinché una sua richiesta sia esaudita?
      Ma come ho fatto a non pensarci!? In una discussione sul ruolo delle Istituzioni la velocità degli asini è molto pertinente. Eh già.
      Grazie per averlo sottolineato. Ce n'era davvero bisogno.

      Il faraone poteva benissimo decidere di requisire galline ammazzando contadini
      Ammazzando? (eh?!?) Ma da dove è saltato fuori ammazzare?

      (scenario 1)
      Quest'anno le tasse sulle galline sono pari a 10.
      (scenario 2)
      Quest'anno le tasse sulle galline sono pari a 0.
      Però mi riservo in futuro di prenderne 10 qualora lo volessi.

      Idealmente, che cambia?
      10 subito e di sicuro oppure 10 eventualmente dopo. (si tratta sempre degli stessi esattori che ti bussano alla porta. Sai che differenza...)

      Oppure (scenario 3) partiamo dal presupposto che il Faraone è una persona qualunque, non ha esattori, non ha il potere "legale" (passami il termine) di riscuotere alcunché e non è "autorità" governativa riconosciuta e, in quanto tale, da non questionare. (quel "fine della questione" era riferito all'intervento dell'autorità)
      Va bene.
      Una cosa però resta da vedere: chi avrebbe oggi interesse a vivere in un mondo senza organizzazioni governative?

      Lo Stato per come lo intendi tu fabbrica e maneggia enti IMMAGINARI
      Non sono 'immaginari', sono una *convenzione*. Anche qui sembri incapace di percepire la differenza.

      Se tu vai a comprare le galline nello stato vattelapesca
      Confondi domanda interna (valuta nazionale) con importazioni (valuta estera).
      Inoltre insisti a confondere il creare carta moneta con la capacità di creare beni/servizi.
      E per di più confondi il valore nominale della carta moneta con il suo potere d'acquisto, ritenendo implicitamente immutabile il loro rapporto.
      (...aiuto!)

      Il concetto di "fare la spesa" e "supermercato" è un concetto che non esisteva solo cent'anni fa.
      Ai pezzi di carta con i numeri sopra ci crediamo tutti perché conviene e perché ci permettono di superare l'economia di sussistenza basata sul baratto. (dopotutto in Italia il terziario vale solo il 70% del PIL. In Giappone il 70, in Germania il 70, in Francia il 75, nel Regno Unito l'80, ecc. ecc.)
      Ma per te è tutto troppo "innovativo", a quanto pare.

      Era una situazione precaria e infatti la gente moriva di fame
      Per come sembra, il tuo ideale è l'Italia del 1861 dove il 70% della popolazione attiva lavorava nel settore agricolo. Beh, congratulazioni, è proprio la direzione verso cui stiamo andando. (contento tu!)
      Il Congo (30% terziario, 60% primario) non è così irraggiungibile. (dai che ce la facciamo!)

      Apri il giornale e leggi la cronaca odierna
      Sì sì, guardo il cadavere... ci sarà molto utile per capire il gioco del baseball.

      Lo Stato italiano è già finito anche se non ti hanno ancora informato.
      Il 'Potere Privato' (come lo chiamava Barnard in quel suo video) non dubito ne sia molto contento. Il 'Potere Pubblico' ora non è più di intralcio.

      Elimina
    9. "Gli Stati smettono di esistere quando Lorenzo..."
      No, Lorenzo non fa primavera. Gli Stati smettono di esistere quando il Presidente della Repubblica, i Presidenti delle due Camere e il Presidente del Consiglio dicono che non DEVE esistere lo Stato. Il fatto che tutte queste persone vengano dalla stessa "compagine politica" e che la abolizione dello Stato (insieme a Nazione e Popolo) sia un progetto "globale", la dice abbastanza lunga su tutto il resto.

      "Ma minare il 'Potere Pubblico' a chi conviene?"
      Non ci capiamo. Solo il concetto di "potere pubblico" spalanca gli abissi infernali. Ma si dai, fa niente.

      "Era per ribadire che concettualmente il Faraone è l'autorità suprema del regno."
      La autorità suprema non può creare galline.

      "Ma come ho fatto a non pensarci!?"
      Devo rispondere?

      "Il faraone poteva benissimo decidere di requisire galline ammazzando contadini
      Ammazzando? (eh?!?) Ma da dove è saltato fuori ammazzare?"
      Se tu requisisci le galline che servono al contadino per sfamare la famiglia, ammazzi contadini. La "autorità suprema" non può creare ne galline ne contadini.

      "Una cosa però resta da vedere: chi avrebbe oggi interesse a vivere in un mondo senza organizzazioni governative?"
      Ancora, confusione mentale. Il MONDO ha delle "organizzazioni governative" solo se sopprime gli Stati, le Nazioni e i Popoli, vedi sopra. Altrimenti i governi sono locali e, giocoforza, contrapposti.
      Inoltre, il termine "organizzazione governativa" non significa niente. Nel caso nostro il Governo è solo uno dei poteri dello Stato e riceve la "fiducia" dal Parlamento. Ci saranno intere librerie su tutte le possibili forme, reali ed immaginarie, in cui si può concretizzare la "politica" di una Nazione e/o di un Popolo.

      Elimina
    10. Chi ha interesse a che non esista un "governo mondiale"? L'intera umanità.

      Chi ha interesse a che non esista un "governo" locale? Domanda priva di senso. Appena ci si costituisce in "comitiva" si pone il problema di chi tiene la cassa, ergo, qualsiasi comunità ha una qualche forma di "governo".

      La domanda dovrebbe essere "chi ha interesse a che il "governo" abbia funzioni e poteri definiti, limitati? Tutte le persone soggette al suddetto "governo".

      "Non sono 'immaginari', sono una *convenzione*. Anche qui sembri incapace di percepire la differenza."
      Dipende dal fatto che non PERCEPISCO cose che tu immagini.

      "Confondi domanda interna (valuta nazionale) con importazioni (valuta estera)."
      Ho scritto GALLINE, le galline non sono VALUTA.
      Saputello dei miei coglioni.

      "Inoltre insisti a confondere il creare carta moneta con la capacità di creare beni/servizi."
      Mai scritto niente del genere. A parte che i "beni" non si CREANO e i "servizi" sono una fandonia, quella che ci sta affondando, vedi alla voce "il PIL è quando fai girare la grana".

      "Ai pezzi di carta con i numeri sopra ci crediamo tutti perché conviene e perché ci permettono di superare l'economia di sussistenza basata sul baratto."
      Come no. Ci crediamo tutti, infatti vedi che siamo tutti allineati e convinti per la faccenda dell'Euro. Potrei dirti che già nei tempi antichi nessuno credeva che le monete valessero quanto scritto sopra, infatti ci si rifaceva all'oro o altro valore misurabile ma sarebbero bit sprecati.

      "(dopotutto in Italia il terziario vale solo il 70% del PIL."
      Il "terziario" vale ZERO, anzi è un peso per la Nazione, è quello che ci sta affossando.
      Certo, se tu definisci il PIL "facciamo girare la grana, io ti vendo l'abbonamento a X e tu mi vendi l'abbonamento a Y", allora si, il "terziario" vale il 70% di cose immaginarie che vengono scambiate per finta.
      D'altra parte, qualche ragione per strapagare i laureati della Bocconi bisogna pure inventarsela. Oplà, il "terziario", i "servizi".

      "Ma per te è tutto troppo "innovativo", a quanto pare."
      Innovativo come lo sciroppo miracoloso o le tre carte.

      "Per come sembra, il tuo ideale è l'Italia del 1861 dove il 70% della popolazione attiva lavorava nel settore agricolo. Beh, congratulazioni, è proprio la direzione verso cui stiamo andando."
      Peccato che nel 1861 la popolazione italiana era di poco più di 20 milioni di persone, tra metà e un terzo di quella attuale.
      Non solo, ti faccio presente che produciamo molte meno GALLINE di quelle che consumiamo, quindi le dobbiamo importare. Quando compriamo le galline non possiamo pagarle in "servizi" o facendo "girare la grana", tocca mettere sul tavolo valori concreti.
      La direzione in cui stiamo andando non è il ritorno alla terra, casomai solo le favelas.

      "Il 'Potere Privato' (come lo chiamava Barnard in quel suo video) non dubito ne sia molto contento. Il 'Potere Pubblico' ora non è più di intralcio."
      Il "potere pubblico" inteso come i Partitoni è sempre li, non si è spostato di un millimetro, ha solo cambiato nome. Continua a fare quello che ha sempre fatto, cioè succhiare il sangue ad alcuni e fare favori ad altri, infatti il Debito aumenta come e più di prima e tutte le funzioni dello Stato stanno collassando. La differenza sostanziale è che adesso il "potere pubblico" italiano ha ricevuto l'ordine da "potere pubblico" soprastante di "cedere la sovranità". Se i Partitoni fino a ieri celebravano la "Costituzione più bella del mondo" come se fossero le Sacre Scritture, adesso la stessa Costituzione è diventata carta da culo, perché ci siamo un po' sbagliati, i "padri fondatori" non volevano fondare l'Italia ma l'Europa, poi da li si passerà al Mondo e boh, alla Galassia.

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    11. Io quando leggo qualcuno scrivere "creare beni e servizi" penso automaticamente che sia un cretino.

      Per due ragioni ovvie, primo, i "beni" sono o qualcosa che è e basta, tipo la zolla di terra, oppure sono il risultato di una trasformazione, tipo una sedia. Ne la terra ne la sedia si CREANO, la prima è data, può solo diminuire, la seconda è un oggetto costruito applicando un certo numero di ore di lavoro e strumenti sopra una certa quantità di legno, con un certo sfriso.

      Il concetto di "creare" induce necessariamente il "moto perpetuo", un po' come la barzelletta che più lo Stato spende, più aumenta la ricchezza complessiva, lo Stato incassa le imposte, spende ancora di più, aumenta ancora la ricchezza, eccetera, all'infinito.

      Già questo è per dementi.

      Poi vengono i "servizi". Io devo andare a prendere il treno, chiamo qualcuno che mi porti in macchina, servizio. Mi ammalo, vado all'ospedale dove mi curano, servizio. Anche questi si "creano" dal nulla e INCREMENTANO invece di diminuire la ricchezza complessiva. Io "creo" il taxi e "creo" la TAC dell'ospedale, il taxi e la TAC costano zero, girano gratis all'infinito.

      Storicamente la gente si è scannata per i campi coltivabili, i corsi d'acqua, le miniere, le foreste, eccetera. Questo perché per fare la sedia servono il legno, i chiodi, sega e martello, la bottega e il sostentamento per il falegname.

      Ma quello era il passato. Adesso che siamo avanti le cose le possiamo "creare" anzi, nemmeno, le sedie le compriamo da altri sfigati "creando" beni e servizi.

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    12. Lorenzo non fa primavera

      Sarà...
      Ma anche gli oceani sono fatti di gocce.

      Se tu requisisci le galline che servono al contadino per sfamare la famiglia, ammazzi contadini

      Quindi, se imponi tributi, o non prendi niente (e resti con un pugno di mosche) oppure porti via tutto (e al secondo giro resti con un pugno di mosche).
      Una via di mezzo non esiste?

      il termine "organizzazione governativa" non significa niente

      Chiara(?) allusione alle organizzazioni non governative.

      Riformulo con parole tue:
      chi avrebbe oggi interesse a vivere in un mondo senza gli Stati, le Nazioni e i Popoli?

      Ho scritto GALLINE, le galline non sono VALUTA.

      Hai scritto anche: lo Stato pincopalla ti mette in mano la carta moneta "pincopallio"
      Nel caso te lo fossi dimenticato.

      Potrei dirti che già nei tempi antichi nessuno credeva che le monete valessero quanto scritto sopra, infatti ci si rifaceva all'oro o altro valore misurabile

      Io ti dico che non sai cos'è la moneta fiat e tu mi rispondi spiegandomi la convertibiltà in oro.
      Annamo bene.

      Non solo, ti faccio presente che produciamo molte meno GALLINE di quelle che consumiamo, quindi le dobbiamo importare.

      Tratto dal sito dell'associazione italiana che riunisce gli avicoltori:
      «in Italia infatti viene prodotto il 105,5% delle carni di pollo consumate nel nostro paese, e addirittura il 122,9% delle carni di tacchino, a conferma di un settore completamente autosufficiente»

      Fammelo presente eh.

      (chissà perché poi dai per scontato che l'espansione del terziario implichi l'estinzione del primario e del secondario. Mah)

      Quando compriamo le galline non possiamo pagarle in "servizi" o facendo "girare la grana", tocca mettere sul tavolo valori concreti.

      Qui entrano in gioco anche considerazioni di tipo "strategico".

      Prendiamo un caso recente: la Cina ha comprato i diritti tv della Serie A per 240 milioni di Euro.
      Nulla vieta all'Italia di comprare galline con i 240 milioni.
      Partite in cambio di galline. Funziona. Finché le partite le comprano, tu le vendi. (ammesso che i soldi non ti facciano schifo)
      Il problema che si pone è: e se poi non te le comprano più?
      Rimanere senza galline è, come dire, leggermente più "critico" che rimanere senza partite.
      Ma se possiamo avere entrambi, SIA le nostre galline SIA i 240 milioni di Euro, perché no?

      Normalmente gli Stati cercano di usare quello che hanno e di avere qualcosa da vendere per comprare quello che non hanno (/che vogliono).

      E poi, sei sicuro di poter sapere a priori cosa "tocca mettere sul tavolo"?
      (1) Tu vai a vendere le galline italiane in Cina e quelli ti dicono: no grazie, abbiamo già le nostre belle galline cinesi.
      (2) Tu vai a vendere il campionato italiano in Cina e quelli ti dicono: no grazie, abbiamo già il nostro bel campionato cin... ehmmm... ok, il campionato italiano lo compriamo!

      E non è più probabile che i valori concreti gli altri li abbiano già, per LE LORO considerazioni di tipo "strategico"?

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    13. Storicamente la gente si è scannata per i campi coltivabili, i corsi d'acqua, le miniere, le foreste, eccetera.

      PIL e risorse (i campi coltivabili, i corsi d'acqua, le miniere, le foreste, eccetera) sono proprio grandezze diverse e con unità di misura diverse.
      Il PIL si misura in soldi (soldi spesi, quelli che passano di mano), le risorse si misurano in base alle loro caratteristiche fisiche.
      Qual è il punto di contatto?
      L'equivalenza tra soldi spesi e risorse si chiama PREZZO. Ma, attenzione, equivalenza non vuol dire identità.

      Quando un pezzente riceve delle banconote da spendere, NON si creano sedie in più dal nulla. (al contrario di quel che credi io sostenga. Anche se precisai a suo tempo che lo stato non stampa risorse. Parole al vento)
      ...PERÒ con le banconote PUÒ PERMETTERSI le sedie. *Sempre che ce ne siano*.
      *E non è detto che ce ne siano*. Quello dipende dal legno a disposizione e dalla capacità di lavorarlo. Cioè dall'OFFERTA di sedie. (la fottuta produzione (cit.) di sedie)

      Più lo Stato spende, più ...l'Offerta di sedie *può anche non variare*. Perché dipende dal legno a disposizione e dalla capacità di lavorarlo.

      Ti rendi conto, sì o no, che la scarsità di Domanda di sedie può fare da "collo di bottiglia" all'Offerta di sedie (anche se NON c'è scarsità di Offerta di sedie), facendola diventare "produzione inespressa" per mancanza di acquirenti?
      Qui non si tratta di evitare di vivere al di sopra dei propri mezzi, qui si tratta di evitare di vivere AL DI SOTTO dei propri mezzi. (al di sotto dell'equilibrio Domanda/Offerta)

      Nell'Italia attuale c'è chi ha i soldi e ha già le sedie che vuole e c'è chi vuole le sedie e non ha i soldi. E ci sono falegnami, con lo stomaco che brontola, che stanno lì a girarsi i pollici invece di continuare a far sedie.

      Qualcuno dirà: "si può fare a meno della sedia!" (o della sedia nuova)
      E io potrei anche concordare, in fondo, si può fare a meno praticamente di tutto. (magari i falegnami concorderanno un po' meno)
      Di cosa non si può fare a meno però?
      Di certo non del cibo. (le persone hanno lo sgradevole vizio di voler mangiare anche l'indomani, falegnami compresi. Che strano, eh? Un falegname che vuole far sedie tutti i giorni perché vuole mangiare tutti i giorni. Roba da non credere...)
      E allora tutti a zappare! Si rischia l'abbandono, man mano, di mestieri e filiere slegati dalla produzione alimentare e si finisce col regredire verso l'agricoltura di sussistenza. (o le tribù di cacciatori-raccoglitori, se vogliamo andare ancora più indietro)

      Se vuoi che gli italiani spendano meno soldi del solito, a me sta bene. Poi però nessuno si lamenti della crisi generalizzata, della disoccupazione, dei capannoni vuoti, della perdita del know-how o del lasciare tutto per tornare a fare l'orto. (chi può, per gli altri c'è la sussidiarietà).


      Come si può contrastare questa deriva, ammesso che lo si voglia? (priorità. Sempre definire le priorità)
      Lo Stato può fare molto. Ah no, come non detto. Lo Stato è morto. Guardiamo il cadavere.
      Amen.

      all'infinito

      Infinito de che?!
      Una Domanda infinita conduce all'iperinflazione (ad un'esplosione dei prezzi), mica all'Offerta infinita. (!)

      (e si ritorna a: legge della domanda e dell'offerta, inflazione, deflazione, potere d'acquisto, ecc. ecc., sempre i soliti discorsi detti e ridetti ai quali fai orecchie da mercante)

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