giovedì, giugno 29, 2017

Italia 2017 e il concetto di "responsabilità"

Crollo del cavalcavia: ecco i responsabili.

Se voi foste degli alieni, a questo punto vi aspettereste dei nomi e cognomi. Figurarsi.
La Provincia di Lecco, perché non avrebbe apposto la segnaletica che ne limitasse la portata massima. Quella di Bergamo, perché avrebbe concesso il permesso di circolazione al trasporto eccezionale senza le opportune verifiche. L’Anas, per il cattivo stato di manutenzione del manufatto e per non avere, insieme all’ente provinciale lecchese, bloccato il traffico ai primi segni di cedimento del cavalcavia. A questo si aggiunge l’assenza di indagini diagnostiche accurate che avrebbero potuto evidenziare una fessura ben visibile dalle immagini reperibili su Google già dal 2011. E, infine, l’azienda proprietaria del tir per la mancata attivazione di una scorta della polstrada. Sarebbero proprio queste mancanze, in fila una dietro l’altra, ad avere innescato il crollo del ponte di Annone Brianza.
Ecco i "responsabili", l'universo mondo. Tutti responsabili, nessuno responsabile. Migliaia di impiegati e funzionari, dipendenti a vari livelli, ognuno nella sua nicchia, isolato come una monade. Internet of Things, si parlano tra di loro le lampadine e il frigorifero ma non gli uffici di enti pubblici, aziende, autorità. Questo è il ricco ed efficiente Nord Italia, immaginarsi cosa succede mano a mano che ci si allontana dalle rive del Po. Matteo risponde.

4 commenti:

  1. Leggo in un post precedente ("Non capisci, apprezza la bellezza dell'enigma"):

    "Se qualcuno si domandasse da dove veniamo e dove stiamo andando."

    Mi sono venuti in mente gli esercizi spirituali dai salesiani negli anni Cinquanta. In cortile avevano affisso dei manifesti per indurci alla meditazione. C'era scritto:
    "Chi sei? Donde vieni? Dove vai?" Facevano un po' ridere, ma erano e sono domande elementari e giuste che dovremmo porci.

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    1. Non vorrei sbagliarmi perché non sono avvezzo alla materia ma nei Vangeli ci sono vari episodi in cui si domanda "chi sei, da dove vieni, dove vai", con diverse chiavi di lettura.

      Io non ne faccio una questione spirituale ma meramente storica e quindi pratica. La domanda da dove vengo presuppone che io conosca la Storia e in particolare quella degli avi. La domanda dove vado richiede l'analisi della situazione attuale e la previsione degli effetti a medio e lungo termine, che per inciso sono catastrofici.

      Comunque, la domanda è la prima fase, ti devi anche dare una risposta.

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  2. La domanda inutile che le prossime generazioni, forse già la prossima, non porranno più, o perché incomprensibile o inutile o reazionaria o fascistoide (sembra che in certe università americane sia sconveniente chiedere di che paese uno sia):

    "CHI FUOR LI MAGGIOR TUI?"

    Commedia, Inferno, X

    (Com' io al piè de la sua tomba fui,
    guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso,
    mi dimandò: «Chi fuor li maggior tui?».)

    Farinata a Dante

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    1. Ecco bravo, "in certe università americane" suggerisce il fatto che tutto questo non succede per caso ma è stato pianificato a tavolino.

      Comunque l'esempio riportato nel post è più collegato al fatto che l'Italia è stata "meridionalizzata" e quindi che la "normalità" è quella del Sud America o del Medio Oriente.

      Se vai a leggere i commenti degli stranieri che vengono in visita (non quelli che diventano "nuovi Italiani"), le loro osservazioni sono esattamente di questo tenore, cosa tanto più vera quanto più tempo passano da Roma in giù, che per loro quella è la "vera Italia". E' un po' paradossale perché se l'Italia che vengono a vedere fosse la Svizzera, non ci vorrebbero venire.

      Aggiungo che i Soviet e il Vaticano ci hanno dato il colpo di grazia.

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