venerdì, giugno 30, 2017

Lo stato dello Stato

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La bancarotta del quotidiano l'Unità ha lasciato debiti per 125 milioni di euro con le banche creditrici, di cui 107 già versati dallo Stato in base alla Legge 11 luglio 1998, n. 224, varata dal governo Prodi, che ha introdotto la garanzia statale sull'esposizione dei giornali di partito. La Presidenza del Consiglio prima di versare il denaro alle banche ha provato a rivalersi sul patrimonio immobiliare del Partito Democratico, ma senza successo.

Il 30 giugno 2015 l'Unità, completamente rinnovata, riprende le pubblicazioni grazie a un notevole afflusso di capitale pubblico (107 milioni di euro), su carta e online, con la direzione di Erasmo D'Angelis.

La situazione del quotidiano all'inizio 2017 è la seguente [...] La crisi economica del quotidiano rispetto a un anno e mezzo dal ritorno in edicola si è molto aggravata: con vendite (secondo un dato comunicato in via ufficiosa durante la conferenza stampa convocata dal CDR) di circa 7.000 copie giornaliere (abbonamenti esclusi), con perdite intorno ai 400 mila euro al mese e con una raccolta pubblicitaria quasi inesistente.

Oggi leggo sul Corriere:
Addio all’Unità. Lo storico quotidiano, fondato il 12 febbraio 1924 da Antonio Gramsci, che ha sospeso da giorni le pubblicazioni per l’ennesima crisi aziendale, non sarà più la «voce» del Partito Democratico. Oggi, venerdì 30 giugno, arriva «Democratica», la nuova testata online dei dem. [...] Due anni fa, [ricorda] il Cdr dell’Unità, il giornale tornava nelle edicole per volontà di Matteo Renzi e ci tornava con una compagine aziendale e una direzione scelta direttamente dai vertici del Pd.

Non è proprio una novità inaspettata:
Staino ricorda quando Renzi gli disse "voglio un giornale bello, di tante pagine e non preoccuparti per i soldi... quelli ci sono!".
Allora come è possibile che ci sia gente che vota PD? Beh, prima votavano PCI. Non capivano una fava prima e continuano a non capire una fava adesso. E' un pre-requisito.


Nota: in aggiunta alla ricapitalizzazione raccontata sopra, ricordo al lettore che lo Stato finanzia l'editoria a prescindere e in passato lo faceva molto più pesantemente. L'Unità era il quotidiano di partito che riceveva il contributo più alto, in certi anni fino a otto milioni di euro. La Padania, quotidiano della Lega Nord che ha chiuso i battenti tre anni fa, prendeva negli anni più "fortunati" (non per il contribuente) quattro milioni di euro. Sempre per la storia "da dove viene il Debito".

9 commenti:

  1. "lo Stato finanzia l'editoria a prescindere "

    Nel paese in cui vivo, la Svizzera, il contributo dello Stato all'editoria consiste in una tariffa postale più bassa per gli abbonati ... Se non sanno far quadrare i bilanci i giornali devono chiudere e basta, altro che aiutini statali. Pensare che carrozzoni come il Corriere e Repubblica e persino Il Foglio e il Manifesto fregano soldi ai contribuenti ... Per assicurare la pluralità dell'informazione, dicono. Papponi.

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    1. In Italia una grande fetta, anzi la maggior parte delle persone sono state condizionate dalla nascita in modo che associno automaticamente, senza nemmeno pensarci, l'idea di Stato a quella della "collettivizzazione".

      Questa gente ha sempre in bocca la parola "società" e "sociale" perché concepisce l'esistenza come possibile solo come corollario ed emanazione della "collettivizzazione" e quindi dello Stato.

      Lo Stato "collettivista" deve "garantire" (i "diritti" dove "diritto" è l'esistenza). Quindi lo Stato deve garantire la salute, il lavoro e il benessere, la casa, la istruzione, la informazione, eccetera.

      Un quotidiano è insieme prodotto della collettivizzazione e causa. Lo Stato finanzia il quotidiano che "forma le coscienze", ovvero condiziona chi lo legge e quindi ritorna allo Stato l'investimento sotto forma di lavaggio del cervello.

      In questo momento, come dicevo altrove, stanno applicando il lavaggio del cervello per sostituire la associazione tra Stato nazionale e "collettivizzazione" con quella tra "Europa" e "collettivizzazione" per poi un domani ridefinirla su scala mondiale.

      La "garanzie" che la gente fino ad ora si aspettava dallo Stato cominciano ad essere richieste alla "Europa". Presumo che questo richiederà di ridefinire chi paga chi per fare cosa, ovvero cambieranno le prostitute, i luoghi dove ci si prostituisce e i clienti.

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  2. Intanto sono sempre più esterefatto.
    http://www.lastampa.it/2017/07/01/esteri/leuropa-dice-addio-a-kohl-il-primo-funerale-di-stato-dellue-xQiR3gdH7HaxzMnF6PFBqO/pagina.html
    Senza più ritegno.

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    1. I "media" ormai fanno solo gossip e propaganda. Quelli che lavorano nei "media" sono meri esecutori e i loro "referenti" ci considerano tutti dei minchioni e, se ti guardi attorno, probabilmente hanno ragione. Per questo sono cosi sicuri e tracotanti e ormai non si curano più delle finezze.

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    2. Riguardo il contenuto dell'articolo, come sopra.

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    3. Hai ragione, hanno ragione. È che trovo insopportabile questo scivolare nell'abisso della morte del sapere, della connessione logica di semantica e parole. Di solito quando sono nell'Egeo mi viene più semplice scivolare nell'oblio e lasciar perdere.

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    4. La Grecia è come se in Italia ci fosse stata la "secessione", il Meridione fosse andato per conto suo, fosse seguita la bancarotta e avessero nominato uno di Rifondazione a fare il Presidente del Consiglio con l'idea che si potesse dire ai creditori "e io non vi pago".

      Capirai che il panorama, stando nell'Egeo non è proprio dei migliori, a proposito di minchioni.

      Te ne dico un'altra. Tu vai al parco nel weekend, coi bambini con i pattini e la biciclettina con le rotelline. Ci trovi quei fenomeni impiegatizi vestiti da astronauta con le "mountain bike" da tremila euro che non solo pretendono di devastare ogni minimo pendio ma sfrecciano sulle stradine come se fossero nel parco di Yellowstone a cinquecento chilometri da ogni presenza umana, invece che in mezzo alle famiglie coi bimbi. Accendi la radio e senti la pubblicità di un'automobile che magnifica il gadget "di serie" con il quale puoi riprendere fotografie e video mentre guidi e inviarle immediatamente sui "social". Da li capisci la infinità "n" di cazzate che la gente ha in testa. Ormai siamo cosi oltre che la realtà è onirica, psichedelica.

      Non c'è soluzione di continuità tra il "funerale di stato" a Bruxelles, le dichiarazioni del sindaco di Milano, gli alieni in bicicletta al parco, la automobile che fa le foto e le mette sui "social". E' un continuo ininterrotto.

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    5. È assolutamente così. Io pure sono un pezzo della rotella infernale, nel senso che di viaggi ci vivo e dalla realtà pschedelica di "social" non posso prescindere. Eppure non appartengo a questo nuovo mondo e credo si veda anche un pò sul mio sito, ma alla gente piace così. (Se googli il mio nome scopri di più, il profilo facebook che esce fuori è solo un mio omonimo).
      Quanto ai greci, e alla loro politica che dire, disgustorama. Nella profondità della maggiore identità che hanno rispetto a noi, l'hanno voluta declinare seguendo il messia rosso. Che appena ha potuto si è rivelato come quello che è, semplice esecutore del Piano. Intanto la terra si ribella e ci cuoce via, 45.9 gradi oggi quaggiù. Buona domenica, Lorenzo.

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    6. Io invece ero a 2000 metri tra Valsassina e Val Taleggio, faceva cosi freschino che il panino che ho tirato fuori dallo zaino avanzato è ancora freddo. Ma sono tornato a Milano stando due ore in coda, mannaggia.

      Io sono stato due volte in Grecia, non so che identità abbiano ma non è granché, Atene sembra Beirut, compresi aerei che atterrano in mezzo alle case, Salonicco un po' meglio, il resto la peggiore Calabria, il tutto unificato dal peggior assistenzialismo statale.

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