sabato, luglio 22, 2017

Delirio sul Corriere

Così rinasce l’alleanza «austro-ungarica» in nome del sovranismo.
[...] una dichiarazione proditoria e offensiva: «Una nazione che non è capace di difendere i suoi interessi non è una nazione, nemmeno esiste e scomparirà». Dove il concetto di interesse è chiaramente sovranista e posto in totale contrapposizione a quello comune dell’Europa [...]

Fino a quando a Viktor Orbán verrà concesso di abusare della pazienza della Ue? Fino a quando il Partito popolare europeo continuerà a tollerare nelle sue file un leader antieuropeista, xenofobo e con venature antisemite, come dimostra la sua guerra sulle Ong con George Soros?
In sostanza l'immondo Orbán compie l'incredibile crimine di sostenere che le Nazioni esistono e che per continuare ad esistere devono difendere i propri interessi anche e sopratutto quando la "Europa", qualsiasi cosa sia, cerca di sopprimerle, le Nazioni, usando tutti i mezzi. Affermare che le Nazioni esistono e che si devono difendere dall'annientamento corrisponde al crimine di "sovranismo". Orbán, sei un "sovranista"! Maledetti "sovranisti". Lotta "antisovranista". Poi chiaro, se ti permetti di dire che le ONG finanziate dalla Open Society di Soros sono uno degli strumenti usati per mettere il pratica il Piano di annientamento degli Europei, oltre che bieco "sovranista" sei anche antisemita. Campi di sterminio.

In altri post dicevo che stiamo preparando la guerra civile, se siamo fortunati oppure un altra Guerra Mondiale. Fino a quando all'Orbán coi baffetti verrà concesso di abusare della pazienza della Ue? Dai, bombardiamo a tappeto mezza Europa, quella che recalcitra davanti alla "accoglienza gioiosa" e forzata. Dai, schiariamo i fanti sul confine contro la rapace Austra-Ungheria, liberiamo Trento e Trieste. Sono già "liberamente" popolate di africani? Ah già, va bè allora non so, intanto costringiamo l'Austria-Ungheria a miti consigli.

Infine, la gente che scrive queste cose su quello che era il "quotidiano nazionale", è PAGATA per farlo. Vedete un po' voi le implicazioni.


Nota: stasera sono passato in auto per la periferia di Como e non c'era un Italiano o un Europeo in giro. Forse voi pensate che io stia esagerando. Un giorno lo vedrete coi vostri occhi.

24 commenti:

  1. Nazionalisti, sovranisti, identitari: puah, che schifo. Dulce et decorum est pro patria mori, dicevano i latini. Oggi l'amor di patria è ormai ridicolo (l'ho letto proprio ieri in un giornale, sarebbe spazzatura assieme ad altri antichi valori ormai in disuso). Dobbiamo sentirci europei, i ragazzi a scuola impareranno la storia europea. Ma anche l'UE, un progetto di pace, vuole un suo esercito. Da schierare contro chi? Contro i Russi, i Cinesi? L'UE si è incazzata con Trump perché questi vorrebbe giustamente che questi cazzoni europei partecipino maggiormente alla spese di difesa, finora praticamente accollate agli imperialisti americani che per altro ne erano lieti potendo servirsi dei paesi europei come base per le loro missioni umanitarie e per esportare la democrazia. A settanta anni dalla fine della guerra gli yankees sono ancora di stanza nei paesi sconfitti (Germani, Italia, Giappone). Sono fissi anche in Corea del Sud, dove arrivano non se ne vanno più (sono da quattordici anni in guerra in Afghanistan, in Iraq, non si sganciano da queste avventure a cui partecipano pure i nostri bersaglieri).
    Eppure nonostante tutto i nostri governanti difendono ancora il made in Italy (fanno finta o ci credono davvero?). Ma che senso ha il made in Italy in un'Europa unita? Non sarebbe più appropriato il made in Europe? Invece difendono il marchio della vera pizza napoletana, il parmigiano, il patrimonio culturale da "valorizzare", cioè da vendere ai turisti gonzi.
    Ma insomma, possiamo o non possiamo amare l'Italia, la sua lingua, i suoi paesaggi, la sua arte? O siamo solo dei poveri fessi, anzi peggio: dei sovranisti? Sinonimo di razzista, xenofobo, fascista, omofobo, antisemita.

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    1. "Ma anche l'UE, un progetto di pace, vuole un suo esercito. Da schierare contro chi? Contro i Russi, i Cinesi?"

      Primo errore: "La UE vuole". Chi o cosa sarebbe la UE? In linea di principio, prima bisognerebbe costituire uno Stato federale europeo, poi bisognerebbe eleggere un Parlamento, eventualmente eleggere un Presidente, poi bisognerebbe avere un Governo europeo, a quel punto si potrebbe dire che lo Stato UE ha una sua politica estera, una sua diplomazia e un suo Esercito (che notoriamente è il prolungamento della diplomazia).

      Secondo errore: "Un progetto di pace". L'Unione Europea nasce come insieme di procedure per regolare il commercio tra Nazioni europee, da cui "mercato comune europeo". Fino da principio era una questione meramente economica e se si pensava alla "pace", questa era conseguenza dell'accordo tra le economie delle Nazioni e la loro prosperità. Non era un "progetto" a priori.

      Terzo errore: "da schierare contro chi"? Allo stato attuale la UE si contrappone alle Nazioni europee. Da cui il post sul "sovranismo". Se esistesse un Esercito europeo, questo verrebbe utilizzato per la Guerra Civile, come successe negli USA tra "unionisti" e "secessionisti". Una volta soppressa ogni resistenza e dissidenza interna, l'Esercito europeo sarebbe utilizzato esattamente come l'Esercito americano in funzione dei piani delle solite elite apolidi mondialiste, su scala globale. Già adesso è cosi con gli Eserciti nazionali, per altro.

      "i nostri governanti difendono ancora il made in Italy"
      Falso. Basta andare a vedere cosa fa il Governo italiano, cosa fanno i parlamentari europei quando si tratta di difendere gli interessi italiani. Se va bene non fanno nulla. Altrimenti votano contro. Poi, prego notare che se per ipotesi fosse vero che gli immigrati vanno a sostituire gli Italiani, succede che le produzioni agroalimentari vanno in mano a gente che non ha alcun rapporto anche vago con le tradizioni italiane, gente che ne sa quanto i turisti cinesi dei nostri prodotti DOP e DOC, per non dire dei ravioli della nonna. Quindi è implicito che la "società meticcia" che stiamo costruendo non potrà più avere nessuna "tipicità", diventerà tutto "internazionale", come appunto la "cucina internazionale" o "fusion", che è esattamente identica in qualsiasi posto del mondo. Un piatto di pasta fatto con spaghetti prodotti in Brasile, vongole vietnamite, aglio e prezzemolo cinesi, può essere cucinato da un cuoco indonesiano in un ristorante di Città del Capo come di Amsterdam, indifferentemente. "Made in Europe" vale come "Made on Earth" or "Made in the Solar Sistem".

      Per amare l'Italia devi sapere cosa è l'Italia. Viceversa, basta cancellare la memoria e interrompere la continuità con gli avi e l'Italia diventa come l'Egitto dei Faraoni, un mondo astratto e immaginario. Qui stiamo appunto ridefinendo il concetto di Nazione, negandone il senso e quindi l'esistenza.

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  2. Ma com'è che le élite apolidi e mondialiste ce l'abbiamo proprio con l'Europa? Assalti ad altri Stati si osservano anche altrove (gli ispanici che vogliono invadere gli USA per es. o gli invasori respinti dell'Australia (che stranamente le nostre anime belle non bollano di razzismo e egoismo, forse perché è tanto lontana e i respingimenti non si vedono).
    Milioni di Africani e Asiatici sono irresistibilmente attratti dall'Europa - perché sanno che siamo delle pappemolle, che "dobbiamo" accoglierli in base alle convenzioni internazionali. Perciò mandano i minori che non possono essere naturalmente respinti, anzi necessitano di cure particolari. A casa mia questo si chiama ricatto morale.
    Le convenzioni internazionali andrebbero riscritte o sospese perché non erano state concepite per permettere l'invasione di altri paesi. A parer mio nemmeno i veri rifugiati hanno diritto all'asilo e alla cittadinanza e ai ricongiungimenti familiari (magari fino alla terza generazione). Andrebbero ospitati finché le ostilità nei rispettivi paesi perdurano e poi dovrebbero ritornarsene a casa loro. Di questo passo se no arriveremo, come ho letto da qualche parte, al "diritto d'invasione umanitario" ben visto dal Vaticano e dall'immarcescibile sinistra. Il problema della sinistra è di sentirsi sempre e comunque moralmente superiore, gli altri sono ovviamente schiavisti, fascisti, razzisti. Prendiamo gli antirazzisti del Manifesto, gente anche plurilaureata, che pontificano ogni giorno dal loro giornaletto sovvenzionato (senza sovvenzioni fallirebbero in quarant'otto ore). C'è uno di loro che abbia mai davvero lavorato in vita sua? Intendo non discutere, leggere e scrivere libri, cavalcare il malcontento popolare. Alludo a quei lavori cosiddetti umili e che sono davvero utili, come pulire i cessi e raccogliere i pomodori nei campi. Eh no, così in basso i signorini comunisti del Manifesto con possono scendere. Per quei lavori ci sono i negri, sottopagati pure. E come diceva un tale del governo? Senza i negri la mozzarella caprese ve la potete scordare. Chi raccoglierà infatti i pomodori? Questa storia dei lavori che gli italiani non vogliono più fare l'ho sentita tale e quale qui in Svizzera cinquant'anni fa. Gli Svizzeri non volevano più fare i muratori, insomma i lavori pensanti, preferivano ammuffire in ufficio dove erano anche meglio retribuiti. E invece i lavori cosiddetti umili - a cui una Boldrini mai si abbasserebbe - sono utili e molti Italiani sarebbero dispostissimi a farli se fossero ben retribuiti come dovrebbero esserlo. Se la raccolta dei rifiuti, lavoro ingrato ma utile e necessario, fosse ben retribuita (diciamo 3 - 4mila euro netti), farebbero la fila a frotte, invece di presentarsi in 27'000 per una dozzina di posti da infermiere (che cosa umiliante partecipare in decine di migliaia a simili concorsi dove sai in partenza che i posti sono già stati assegnati o che hai bisogno di un'improbabile botta di culo per farcela).

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    1. Le elite apolidi e mondialiste non ce l'hanno con l'Europa, è che l'Europa per sua natura è difficile da controllare, perché i Popoli hanno la memoria di secoli di guerre, invasioni, migrazioni, ogni piccola regione ha una sua lingua, i suoi monumenti, i suoi miti fondativi, i suoi eroi, i suoi amici e nemici.

      Le elite apolidi e mondialiste vogliono invece un mondo uniforme, senza confini, senza differenze, tutto uguale. Uno solo di ogni cosa. Questo consente di ridurre al minimo l'essere umano e quindi di ottenere il controllo, il dominio assoluto o la migliore approssimazione possibile.

      Il primo esperimento sono gli USA. Le elite mondialiste vogliono replicare gli USA sopra tutto il mondo.

      Riguardo il Manifesto, si tratta di gente che voleva distruggere il mondo con le armi per ricrearne un altro impostato sui principi egualitari del collettivismo. Una volta che sono stati messi davanti alla impossibilità di concretizzare il marxismo con le armi, lo hanno rimpiazzato col il "terzomondismo", adesso vogliono distruggere il mondo con le migrazioni per farne uno nuovo impostato sui principi egualitari del "nonsocosa".

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    2. > Prendiamo gli antirazzisti del Manifesto

      I razzisti anti, come scritto più volte a casa, sono i più fnomenalu, incredibili ed efficienti razzisti.
      E lo sono nel modo più subdolo, simulato e dissimulato delle migliori (? dal loro punto di vista e a quello a cui hanno educato/plagiato gramscianamente le masse) intenzioni.

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    3. Io non userei la parola "razzismo/razzisti" perché è inutilmente complessa e ambigua.

      Invece direi che il "collettivismo" paradossalmente è fondato sull'odio per l'umanità e la paura dell'altro. Da cui viene la pulsione ad annientare, eliminare, chiunque dissenta o si opponga o si differenzi e quella a "neutralizzare" l'essere umano tramite la "equalizzazione forzata".

      Sarebbe interessante analizzare il fenomeno da un punto di vista psicologico o sociologico ma è impossibile perché, gramscianamente, entrambe le discipline sono state colonizzate e trasformate in ennesimi strumenti della "collettivizzazione".

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    4. Ah, tra parentesi la tua "casa" è un simpatico esempio di quanto sopra.

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    5. Razzismo è proprio sbagliata.
      E' una di quelle estensioni generaliste (come fascismo o leghismo etc.) utilizzate da masse di cretini per indicare tutto e il contrario di tutto).
      In ogni caso è sufficiente una riorganizzazione del lemma in "razzismo anti" per evidenziarne la natura subdola duale.

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    6. Non so per il lemma ma, come dicevo per il Fascismo, il termine "razzismo" e "razza" hanno una storia in un contesto ben preciso. Perfino la mistificazione della Storia, esattamente come per il Fascismo, ha una sua storia e un contesto.

      Che si adoperino le parole indiscriminatamente con significati ambigui, ridefiniti di volta in volta, dipende semplicemente dal fatto che la maggior parte della gente non sa dove ha il buco del culo e dove ha il naso. Compresi tanti, anzi la maggior parte, dei laureati. Tipo quelli che sfilavano a Milano con uno striscione che citava l'Eneide a sostegno dei "profughi", senza contare che la storia comincia con gli Achei arrivati con le navi che bruciano Troia e finisce con Enea che sbarca in Italia e ugualmente si prende la terra dei nativi con le armi. Auto-ironia involontaria, inconsapevole.

      Non mi sembra nemmeno tanto "subdola" la faccenda, a me sembra invece grossolana. Come dire che gli immigrati sono necessari a pagare le pensioni, che è insieme un ricatto infantile (senza immigrati non ti pago la pensione) e un invito disatteso ad approfondire come si pagano effettivamente le pensioni, che è un po' come quegli esami medici che vuoi evitare per paura dell'esito.

      Io non ho l'idea che la "sinistra" sia popolata di cervelli fini ma di idioti, di pazzi e di lestofanti, con qualche punta criminale.

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    7. Che poi è la cosa che li fa imbestialire, non riconoscere la loro implicita superiorità morale e intellettuale. Ah, le matte risate.

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  3. Ma è la stessa "testata" (a testate questa gente, altro che..) che pubblica queste cose?
    http://roma.corriere.it/politica/cards/ecco-vera-emergenza-italiana-migranti-meno-istruiti-d-europa/numero-percepito-numero-reale_principale.shtml?cmpid=tbd_0f2115ceWn

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    1. Si, tanto sono balle dello stesso tipo e tenore. Infatti qui si vuole vendere sempre la balla che le "migrazioni" siano un fenomeno spontaneo e inevitabile, invece che essere la conseguenza della attuazione di un progetto concepito dalle elite apolidi e mondialiste che impiegano le loro risorse illimitate per attuarlo.

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  4. ps. Leggi i commenti, Lorenzo. Anche solo che due anni fa non era così. La "ggente" ha mangiato la foglia.

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    1. Non esiste "mangiato la foglia".

      A me è bastato guardare l'atlante geografico per capire che lo spostamento di milioni di persone su quelle distanze e orografia non poteva essere spontaneo e auto-sostenuto ma necessariamente doveva essere il prodotto di una organizzazione dalle risorse illimitate in grado appunto di organizzare la logistica e la propaganda che rende possibile le migrazioni. Lo so da sempre.

      La "ggente" è condizionata dalla nascita a non pensare e a ripetere degli stereotipi che sente "in giro". Se non fosse cosi, certi personaggi della "sinistra", certi giornalisti prezzolati, eccetera, avrebbero folle inferocite stile rivoluzione romena sotto le finestre.

      Invece:
      questi sono i "leader".

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  5. Il Corriere una volta era un giornale serio.

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    1. Sara, il Corriere serve agli azionisti, agli amici degli azionisti e agli inserzionisti per trasmettere alle masse certe "direttive".

      Immagino che sia vero da sempre, non credo sia mai esistito un giornale in Italia che si limitasse a descrivere i fatti e a vivere dei soldi incassati vendendo le copie del giornale nelle edicole.

      Sono cambiate drammaticamente le "direttive", perché gli azionisti, gli amici e gli inserzionisti attuali vogliono stravolgere l'Italia e l'Europa.

      E' tutto "serissimo", infatti il tono dell'articolo che ho citato non è volutamente eccessivo, non è una parodia. E' che all'articolista hanno dato l'incarico di scrivere un pezzo con determinati contenuti e quello non ha saputo usare un altro linguaggio, ha replicato il linguaggio dell'inizio Novecento, prima, durante e dopo le note vicende. Auto-ironia involontaria che succede quando certi lavori li affidi al primo che capita. Ma lo fai perché ormai non ti curi più delle sottigliezze.

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  6. Già lo sai, ma pure Repubblica ha scritto un articolo vomitevole sui "consigli" Austro-ungarici.

    L'altro giorno poi c'era una notizia fenomenale riguardo i clandestini stipati nelle zone del Cuneese, dove il settore ortofrutticolo tira abbastanza: "Vogliamo lavorare!"

    Dai che ci stiamo arrivando ai salari da 2 euro l'ora..

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    1. Io la vedo un po' diversamente.

      Mi ricordo anni fa conoscevo dei tizi in Bulgaria dove il salario medio era 100 dollari al mese e ti vendevano interi villaggi e provincie per due lire. Allora successe l'ovviamente prevedibile, la "delocalizzazione" delle aziende italiane. Nonostante fosse incredibilmente più facile su entrambi i lati, non abbiamo mica visto la Bulgaria trasferirsi in Italia.

      Il divario economico tra l'Europa e l'Africa non implica necessariamente l'immigrazione di massa, continuo a ripeterlo. Anche in funzione delle risorse più facilmente e ampiamente accessibili in Africa, in linea teorica avrebbe molto più senso la "colonizzazione", ovvero vedere i nostri aziende, società, speculatori, andare in Africa a fare lavorare i locali, invece che portarli in Italia per poi usarli come manodopera a basso costo.

      Questa faccenda della manodopera a buon mercato è una idea che non mi convince, è la risposta più facile alla domanda "a chi giova?" ma se ti fermi a pensarci non ha senso.

      La manodopera costa meno in tutti i casi se la assumi la dove risiede, costa meno in tutti i casi spostare pochi macchinari o le merci piuttosto che ricollocare milioni di persone. Anche se i costi diretti non sono assunti da chi poi ci mangia, ci sono tutti i costi indiretti.

      Secondo me ci sono due ingredienti della immigrazione che negano lo tanto lo "spontaneismo" che il calcolo sul costo della manodopera. Primo, gli immigrati sono indottrinati e reclutati nei loro villaggi, secondo, devono essere trasportati, alloggiati, sfamati eccetera, per migliaia di chilometri di territori spesso ostili (deserti, aree di conflitto, ecc). Quando partono non vengono qui per cercare lavoro, vengono perché gli hanno venduto che l'Europa è il Paese dei Balocchi dove tutti vivono nel lusso senza faticare e ci sono le bionde che la sbattono in faccia ai ragazzi neri. Il lavoro lo chiedono, complice ulteriore indottrinamento, quando si rendono conto che le cose non stanno proprio come gliele avevano presentate, che si, hanno tutta una serie di "aiuti" dallo Stato ma non hanno la piena "cittadinanza".

      Smettiamola di usare la parola "clandestini", perché presuppone che esistano i "non-clandestini", ovvero "regolari". Tutti gli immigrati risiedono in Italia violando il diritto nazionale e internazionale. Quelli "regolari" sono "irregolari" ai quali è stato concesso un permesso come "sanatoria" seguente la violazione del diritto.

      La "regolarizzazione" degli immigrati è funzione del Piani che sostituisce le popolazioni autoctone ma più banalmente è la "presa d'atto" (sempre il metodo del "fatto compiuto") che non l'alternativa dell'espulsione è IMPRATICABILE.

      Dire "clandestini" significa accettare il giochino, la finzione, per la quale gli immigrati vengano effettivamente "scrutinati" e che qualcuno venga respinto. NESSUNO viene espulso, nemmeno quelli che delinquono per abitudine e regola. Sono tutti "regolari", sono tutti "cittadini italiani" nel momento in cui mettono piede in Italia, DI FATTO.

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    2. Ripeto perché è fondamentale:

      Chiunque metta piede in Italia non può essere espulso quindi acquisisce la "cittadinanza di fatto". Tutti gli immigrati, che chiedano e ottengano lo status di "rifugiato" o meno, SONO QUI PER RESTARE. E ci restano.

      Lo "status" di "regolare" o "irregolare" è una FINZIONE che si gioca solo sui tempi che intercorrono tra una sanatoria e l'altro o un imbroglio e l'altro. Cosi come è finzione e menzogna il gioco delle parole "migrante", "profugo", "rifugiato", nessuna delle quali descrive propriamente il semplice immigrato. Di proposito, scientemente.

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    3. Infine: Milano è una città di immigrati e figli di immigrati. Gente che "ama" Milano come amerebbe una qualsiasi altra città del mondo, solo e proprio perché ha scelto di viverci. I "Milanesi" NON HANNO NESSUN LEGAME con la città di Milano, non è la "terra dei Padri", non è la "Patria".

      Ergo, a parte la "sinistra" dei salotti buoni, è solo normale che i Milanesi vogliano le "politiche della accoglienza e della integrazione". Milano non è Italia, è già nella dimensione del "Mondo Nuovo", della società "multi-qualsiasi-cosa", del "meticciato". Quando il Milanese dice "casa" intende il "paese", "giù", dovunque sia "giù" ma certo non tra il Ticino e l'Adda.

      I turisti che vengono a Milano non cercano e non trovano "Italia", non c'è più nessuna "tipicità", a parte le poche vestigia tipo il Duomo o il Cenacolo.

      Il Piano vuole portare tutta l'Italia ad essere come Milano o "peggio" (meglio dal loro punto di vista), distinguibile da Manchester o Oslo solo per la forma dei grattacieli in centro.

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  7. Lorenzo: "Smettiamola di usare la parola 'clandestini'..." [e quel che segue]

    Oh, finalmente uno che prende atto di questa cosa che vado sostenendo da quel dì. La pervasività dell'uso di certi attributi chiave ("clandestina" applicato invariabilmente all'immigrazione da contrastare) è una palese manipolazione dei significati. Anche da parte di chi finge d'essere contro a fenomeni chiaramente pianificati con largo consenso in ambito dirigenziale, consenso che include le cosiddette "opposizioni".

    Dichiarare di voler contrastare "l'immigrazione clandestina" NON è la stessa cosa di dichiarare di voler contrastare "l'immigrazione" (come invece vorrebbero farci credere). Lo ha ampiamente dimostrato la ripetuta azione sanatoria messa in campo dai governi cosiddetti di centrodestra di un passato neppure poi così remoto. Chi c'era in quei governi quando furono "sanati" oltre due milioni di persone in un lustro? Tò, che c'erano anche la Lega e FI (e non solo loro), quelli che ora vorrebbero intortare l'elettorato proponendosi come paladini contro l'immigrazione. Ah, dimenticavo... solo quella clandestina. E, indovina indovinello, chi definisce dove comincia e dove finisce la clandestinità?

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    1. Si ma qui non consideri ne la situazione per quella che è, ovvero che siamo travolti perché quelli che non si sono venduti sono inadeguati per qualsiasi cosa, ne l'unica alternativa, ovvero la guerra civile.

      Trovo che sia un esercizio inutile e poco intelligente andare a vedere chi ha fatto cosa e quando per favorire più o meno l'immigrazione.

      Perché, ti ripeto, a parte che mancano le capacità di fare qualsiasi cosa, se anche fosse, per espellere gli immigrati bisogna prima passare sopra i cadaveri di milioni di Italiani. Finché non assumiamo questo come "dato di fatto", il resto è tutta fuffa, retorica vuota.

      Senza contare che la se anche fossimo disposti a prenderci a fucilate tra Italiani per le strade, all'Italia e a nessun altro Paese europeo non è concesso di alzare la testa, ci troveremmo bombardati dalla NATO come la Serbia una volta.

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    2. Insomma, quando si elimina il concetto di Popolo (da cui "populismo") e di Nazione (da cui "sovranismo"), per tornare indietro e ristabilire Popolo e Nazione devi rifare le guerre di indipendenza, il Risorgimento annessi e connessi.

      E' questa la situazione.
      Il Governo italiano è un Governo fantoccio, privo di effettivo potere, il Parlamento legifera in maniera obbligata e nell'interesse altrui, proprio perché non esiste più Popolo e non esiste più Nazione.

      L'Italia non esiste se non come denominazione geografica e gli Italiani sono gente multicolore che per accidente si trova a vivere nella regione denominata Italia.

      Ergo, cosa parliamo a fare di "centrodestra"? Già era una espressione ridicola in origine, adesso non significa letteralmente niente.

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  8. Non ho voglia di farci un post ma merita di essere sottolineato:
    ennesimo elogio della follia sul Corriere.

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