mercoledì, luglio 12, 2017

Un altro racconto tragico della Terza Via


Edit: aggiungo in testa al post questo link che ho trovato solo stamattina: ... una poltrona a politici trombati o in pensione, onorare impegni elettorali, garantire segretaria e auto di servizio agli amici. Ma non fate l'errore infantile di liquidare la faccenda con "i politici", in realtà è l'Italia tutta. Nel mentre, ci raccontiamo la favola della "austerità" imposta dalla "Europa".

Teoria: la Terza Via.
Prassi, scusate se mi ripeto, IRI, Istituto per la Ricostruzione Industriale.
Ai vertici dell'IRI si insediarono esponenti della DC come Giuseppe Petrilli, presidente dell'Istituto per quasi vent'anni (dal 1960 al 1979). Petrilli nei suoi scritti elaborò una teoria che sottolineava gli effetti positivi della "formula IRI". Attraverso l'IRI le imprese erano utilizzabili per finalità sociali e lo Stato doveva farsi carico dei costi e delle diseconomie generati dagli investimenti; significava che l'IRI non doveva necessariamente seguire criteri imprenditoriali nella sua attività, ma investire secondo quelli che erano gli
interessi della collettività anche quando ciò avesse generato "oneri impropri", cioè anche in investimenti antieconomici.
Leggete quali furono le ragioni per cui lo Stato fu costretto a "privatizzare" IRI. Per farla breve, fu imposto dalla "Europa" affinché l'Italia fosse ammessa alla integrazione doganale e alla Moneta Unica. A questo proposito forse vorrete andare a leggere la biografia del Prof. Prodi, serve ad unire i puntini.

Ai giorni nostri, dopo interminabile serie di fallimenti:
Alitalia, perdita da 100 milioni al mese a inizio 2017.
Storia: Alitalia - Linee Aeree Italiane.
Notare il passaggio in cui si racconta che una azione Alitalia nel 2001 valeva 10 euro e nel 2006 valeva 1.57 euro.

Non vi basta? Ecco, c'è una azienda pubblica che viene finanziata con una imposta aggiunta alle altre che già gravano la bolletta della "luce", una azienda pubblica che si vanta di stare "sul mercato", la RAI:
A marzo 2015 sulla Rai gravava un debito alle banche di 442,9 milioni di euro, secondo la Corte dei Conti.
A proposito della "informazione", vi rimando a un altro caso interessante, tra i tanti.

Non è collegato direttamente ma lo Stato ha appena "salvato" un certo numero di banche. Oggi alla Radio il signor Visco dichiarava "finita l'emergenza bancaria". Emergenza? Una cosa che tutti sapevano e che andava avanti da vent'anni è una "emergenza"? Poi cosa dire delle banchettine locali, le BCC? A questo proposito, per un brevissimo istante girò la voce che si potesse pubblicare la lista coi nomi e cognomi dei "debitori insolventi" del sistema bancario, in primis di Monte dei Paschi, ad esempio costoro, indebitati per 1,8 miliardi. Puff, finito tutto in una bolla di sapone, l'Italia ha ben altre priorità, i "diritti civili", l'antifascismo, la "accoglienza", fare ripartire l'economia coi "bonus". E le "finalità sociali". Anche perché l'azienda indebitata di cui sopra può contare su manager di tutto rispetto i quali vantano lunga militanza nel PCI e frequentazioni sul genere Rothschild.

Infine, vorrei ricordarvi questa altra faccenduola, che il Caro Leader ci spiegava cosi che per ora rimane nascosta sotto il tappeto, tanto va tutto nel mucchio.

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