venerdì, agosto 11, 2017

Il dilemma del poliziotto americano

Video: poliziotto sopravvive a tre colpi di pistola.

Sparare per primo o aspettare di vedere se il sospetto ha in tasca una pistola giocattolo o una vera? Negli USA ci sono 300 milioni di armi da fuoco distribuite tra la popolazione, 112 o 113 armi per 100 abitanti. Per confronto, in Germania ci sono 30 armi per 100 abitanti, in Italia ci sono 12 armi per 100 abitanti (che non è comunque poco, non se comprende armi da caccia e sport). Questo livello di violenza è il fantastico Mondo Nuovo che ci aspetta in Europa quando il Piano delle "elite apolidi" sarà a regime e saremo un Popolo Unico, meticcio. Con una differenza, molta ma molta più gente accastatata uno sull'altro e molte meno risorse procapite.

A proposito del Primo Esperimento e del Secondo, in corso, vi rimando a questo link, che trovate anche a destra alla voce "Il Caos e il Globalismo". Vi suggerisco di leggerlo con attenzione e di confrontarlo appunto con la società USA e con quella che sta diventando la società europea.

A me per esempio era sfuggito questo personaggio: Jacques Attali, della cui biografia cito due dettagli:
Figlio di un agiato commerciante francese pied-noir di religione ebraica (come il consigliere economico di Renzi, Yoram Gutgeld, come Saviano e tanti altri noti e meno noti)...

È presidente della "Commissione per la Liberazione della Crescita" (Commission for the Liberation of French Growth) nominata dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy il 30 giugno 2007. È probabile che il nome di Attali sia stato suggerito a Sarkozy dal suo ex compagno di corso all'Ena Philippe Séguin, destinato in un primo momento a tale incarico. La commissione è composta da 42 membri fra loro eterogenei per formazione, esperienza professionale e convinzioni politiche. Fra di essi vi sono economisti, analisti, storici, demografi, politici, imprenditori, dirigenti pubblici, giornalisti, ma anche scrittori e medici. Fra i componenti anche membri stranieri, tra cui gli italiani Franco Bassanini (lunga militanza che comincia col PCI, di recente "Special Advisor" del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi) e Mario Monti.
E indovinate Macron, idolo della "sinistra" e campione dello "europeismo anti-sovranista", cosa vanta nel suo curriculum:
Nel 2007 viene nominato relatore per la commissione per la liberalizzazione della crescita, chiamata anche "Commissione Attali" della quale entra a far parte, nominato per decreto, nel marzo 2014.
Com'è piccolo il mondo, eh?

23 commenti:

  1. Per dirti la vertà io non sono contrario alla detenzione delle armi da parte del cittadino quando, come sempre succede nelle "democrazie avanzate", lo Stato non c'è. Poichè la delinquenza è dura a morire, o hai uno stato "armato" che ti difende e che punisce severamente i criminali, tanto da far passare loro la voglia di continuare, oppure ti arrangi come puoi. Quando capita una sparatoria in America, gli immarcescibili buonisti della domenica tirano fuori la solita litania che colà ci sono troppe armi in giro. Spesso e volentieri si dimenticano dire che qui da noi, dove le armi sono "proibite", i regolamenti di conti tra le cosche mafiose avvengono regolarmente anche in luoghi pubblici, in barba alle restrizioni applicate per legge. Quanta ipocrisia!

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    1. La tua logica ha la stessa falla della propaganda del M5S, ovvero il concetto del "cittadino".

      Il "cittadino" contemporaneo è normalmente un ignorante, un cretino o un pazzoide occulto. Cosi come il "cittadino" contemporaneo non è capace di partecipare alla vita della Polis, cioè alla politica, allo stesso modo non è capace di portare le armi.

      Lo Stato moderno, che investe nel fabbricare questi "cittadini-minchioni-pazzoidi", li conosce e quindi giustamente li teme e cerca in tutti i modi di limitarne la "libertà" perché si trasforma in gesti irrazionali, insensati.

      Il "cittadino" in realtà è fabbricato perché esista come servo della gleba, senza la consapevolezza di esserlo, anzi, nella convinzione di essere un semidio. In quanto servo della gleba può portare le armi come la fanteria scalcagnata che veniva falciata dalle cariche della cavalleria nobiliare nel medioevo. Non può portare le armi come Lancillotto o, che ne so, Achille.

      Venendo al caso americano, il video descrive esattamente la differenza tra l'immaginario cittadino-milite della Rivoluzione, che affronta le Giubbe Rosse con la sua spingarda ad avancarica, la stessa con cui va a caccia per sfamare la famiglia e difende la fattoria dagli Indiani e l'americano reale, ovvero un subumano vestito come un pagliaccio che non sa come, dove, perché vivere e che spara con un gesto inconsulto, senza arte, senza costrutto.

      Il problema non sono le armi, anche un coltello da cucina o un martello sono armi. Il problema è la persona che le usa, le armi. Se tu sei troglodita subumano non fa differenza se impugni un randello o Excalibur.

      Che poi, nota bene, è il contro-messaggio, la contro-verità che racconta l'ultimo film che dicevo sulla spada nella roccia. A parte i cavalieri della Tavola Rotonda che sono neri, gialli, marroncini, tutto tranne che europei, l'eroe che eredita la spada è un furfante cresciuto in un bordello e come tale la adopera, aiutato appunto da questi eroi multicolori che vengono dal ghetto metaforico della Britannia reinventata.

      Mi dirai che gli Americani, anche gli eroi dei film western, erano cosi, furfanti, gaglioffi, immigrati di ogni risma. APPUNTO.

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    2. Nella discussione sulla "legittima difesa" manca sempre questo pezzo, ovvero che sia chi offende che chi si difende, sono trogloditi subumani perché sono stati fabbricati apposta cosi.

      Ci sarebbe da tirare fuori l'addestramento militare che è stato perfezionato proprio per trasformare trogloditi subumani, che per loro natura non sono soldati efficienti, in macchine per uccidere, tramite (guarda caso) il lavaggio del cervello.

      Un "cittadino" ideale non può essere un soldato, perché ha bisogno di una ragione e di potere scegliere. Può essere un guerriero, in certe condizioni, che è un concetto del tutto diverso.

      Quindi, il "cittadino-soldato" come lo intendiamo adesso è un prodotto (ancora) della rivoluzione francese, che inventa l'esercito di coscritti, l'esercito di massa, la cui premessa è che il soldato è un elemento spendibile, insignificante, con funzioni ridotte al minimo.

      Col tempo poi si è notato che il coscritto non è bravo ad uccidere sconosciuti perché non è normale e allora si è aggiunto l'addestramento ripetitivo in modo che il soldato, oltre che spendibile, agisca automaticamente, prima di pensare.

      Un effetto secondario è che il soldato poi sviluppa delle psicosi, tanto più efficace in battaglia tanto più psicopatico in tempo di pace. Anche questo pianificato a tavolino come tutto il resto.

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    3. L'uso deliberato delle armi richiede una vita di pratica e tutto un universo filosofico e concettuale al contorno. Quindi l'unico uso possibile delle armi da parte del "cittadino" è inconsulto. Siccome uccidere non è affatto normale, come dicevo, tanto più bravo è il "cittadino", in assenza di quella pratica di vita che dicevo, tanto più è necessariamente uno psicopatico. E lo stesso vale per l'eventuale "criminale" che lo aggredisce.

      Tutto questo altro non è che il "caos sistematico" dell'articolo a destra.

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    4. Non ho capito la domanda.

      La tesi del post è quella che ho detto, il caos sistematico, ovvero la disgregazione e frammentazione della società sul modello di quella americana in cui esci di casa e trovi la guerra di tutti contro tutti. L'episodio mostrato nel video rende conto del fatto che è sostanzialmente ingestibile.

      I burattinai sono i personaggi come tale Attali, del quale io ignoravo l'esistenza prima di esserci condotto dai collegamenti.

      La faccenda delle armi è una conseguenza perché è un commercio come quello delle TV. La "consapevolezza" con cui la gente tiene armi in casa è la stessa con cui tiene in casa la TV.

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    5. Forse non sono chiaro.

      La gente non deve (o non dovrebbe) reclamare il diritto di possedere e usare un'arma quando il criminale straniero si introduce in casa sua o lo aggredisce per strada. Questo è un pensiero che da solo manifesta l'idiozia nel senso greco originario della parola.

      La gente deve reclamare il diritto di non avere criminali stranieri circolanti per l'Italia, ovvero che lo Stato applichi le leggi, invece di farne un uso discrezionale, usando la forza militare necessaria. Perché lo Stato non difende le case e le persone come conseguenza diretta del fatto che non solo non difende le frontiere, si applica in tutti i modi per abolirle, investe risorse pubbliche per traghettare gli invasori.

      L'idea per cui ti devi "difendere da solo perché altrimenti nessuno lo fa" è appunto quella della guerra tutti contro tutti, la fine della civiltà, un mondo postatomico alla Mad Max.

      Un mondo che, guarda caso, è proprio quello che si realizza negli USA appena viene meno il minimo di controllo sociale, non a caso esiste tutta la letteratura della "folla che si da al vandalismo e al saccheggio sfrenato" se va via la corrente elettrica per cinque minuti.

      Se accetti questa situazione come "dato di fatto", se accetti che siamo davanti alla fine della civiltà e andiamo verso tutti contro tutti, è inutile fare qualsiasi discorso e ragionamento, è l'apocalisse.

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    6. Che poi, le cose apparentemente innocue come i famosi "diritti", il diritto di chiunque a qualunque cosa, vanno sempre a incidere nello stesso punto, ovvero la disgregazione sociale, l'abolizione di qualsiasi barriera, confine, frontiera, limite, differenza e alla fine tutti contro tutti.

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    7. Tu dici: "La gente deve reclamare il diritto di non avere criminali stranieri circolanti per l'Italia, ovvero che lo Stato applichi le leggi [•••] usando la forza militare necessaria".
      Bene. Io direi "qualsiasi tipo di criminale" non solo straniero. Ma non è questo il punto. Se il "cittadino" non è degno (o sufficientemente responsabile) di possedere armi, allora a maggior ragione non le deve avere lo Stato. Vogliamo contare il numero di morti che hanno generato i singoli cittadini (compresi i pazzi e i deliranti) in rapporto a quelli provocati dalle guerre volute dai governi? Certo che mi piacerebbe che le armi non le avessero nessuno dei due, mafie comprese. Questo sarebbe il Paradiso terrestre che non c'è. Da Caino e Abele in poi la vita è sempre stata una lotta per tutti. Mors tua vita mea.
      In attesa che lo Stato impedisca la circolazione dei criminali, se uno di questi entra in casa tua con la chiara intenzione di fare del male a te e ai tuoi cari, vorresti avere una pistola per difenderti o lo lasceresti fare pensando di votare diversamente alle prossime politiche?

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    8. Eh no. Cerchiamo di non essere ipocriti nel mio blog. La faccenda della "legittima difesa" è incentrata su fatti di cronaca che vedono sempre un italiano che uccide o ferisce uno straniero (o un rom, che è uguale indipendentemente dalla cittadinanza), a cui segue l'immancabile campagna di stampa che descrive il malcapitato come uno psicopatico "giustiziere" e che, anche in caso di assoluzione dopo l'indagine della Magistratura, sostiene che se lo straniero delinque la colpa è nostra che non lo emarginiamo per poi attenderlo al varco per fare il tiro al bersaglio.

      Io sono d'accordo che l'uso delle armi implica lo psicopatico. L'unica cosa è che, come ho detto, essere "cittadino" nel mondo contemporaneo richiede o l'idiozia o l'essere psicopatico o magari entrambe le cose, quindi è inevitabile, anzi è un requisito della cittadinanza.

      Inoltre, lo Stato non si preoccupa mica di facilitare i ladri italiani traghettandoli con le navi, portandoli in giro con gli autobus, fornendogli vitto e alloggio. Nel caso dei delinquenti stranieri ma (disgraziatamente) "comunitari", lo Stato mica si preoccupa di facilitare allo stesso modo i delinquenti italiani abolendo frontiere e controlli, incentivando spostamenti di masse di persone senza restrizioni, eccetera. Ben sapendo che l'Italia ha la "nomea" di essere un paradiso per i criminali dell'Est Europa, per la mitezza delle pene e della eventuale detenzione rispetto al guadagno che si può fare con la delinquenza.

      Quando dici lo Stato nel tuo discorso sulle armi hai in mente lo Stato Nazione. Che non esiste più è una finzione. L'Italia è in guerra da quanto, 15 anni? Ma non come Italia con il proprio esercito e i propri interessi, come parte di una "coalizione" o l'altra all'interno di piani "globali" di cui noi non sappiamo niente tranne il poco che di viene detto con la propaganda.

      Lo Stato Nazione non possiede armi perché anche il complesso industriale-militare è globalizzato. Si limita a "contribuire" con una quota del PIL all'armamento delle sopracitate "coalizioni".

      Inoltre, dato che le istituzioni dello Stato Nazione stanno facendo di tutto per togliere sovranità agli Italiani, abolendo appunto lo Stato Nazione in funzione di una entità sovra-statale e sovra-nazionale (dalla topologia e dai confini indefiniti) anche il luogo dove si prendono le decisioni sull'uso delle armi non è più il Parlamento italiano da lunghissimo tempo e mai lo sarà in futuro.

      Infine, tenere una pistola in casa nell'attesa che arrivi il male intenzionato è un concetto che mi fa ridere. Perché io non vivo barricato in casa, esco. Quindi dovrei fare come gli Israeliani, andare sempre in giro armato aspettandomi l'attentato ogni momento. Quindi ancora, dovrei avere trascorso tre anni nell'esercito e sottopormi regolarmente ai richiami della Riserva.
      Oppure dovrei fare come gli Americani che sono mediamente fenomeni da baraccone e gestiscono anche le armi con la stessa logica, per cui hanno 100 volte più omicidi che in Europa di cui il 90% non sono collegati al crimine come professione ma al citato atto inconsulto.

      La storia delle armi è un ribaltamento del cannocchiale, stai guardando dalla estremità sbagliata. Prima di cercare di portare in parlamento una maggioranza che voti una legge che mi consenta di girare armato, io vorrei una maggioranza che mi consenta di portare l'Italia fuori dal sud america o dal medio oriente e che sopratutto non porti a compimento il Piano.

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    9. Cosa intendi per "cerchiamo di non essere ipocriti nel mio blog"? Se non ti va il mio modo di argomentare posso anche smettere di scrivere commenti. Non mi piacciono gli attacchi diretti alle persone, ma solo alle loro idee. Ok?
      Ti chiedo nuovamente: nell'attesa di creare in parlamento una maggioranza che porti l'Italia "fuori dal sud america", ecc. ecc. (campa cavallo...) cosa fai davanti ad un aggressore in casa tua? Cerca di guardare in faccia alla realtà! I casi sono tre. 1) ti difendi da solo, 2) deleghi qualcun altro alla tua difesa, 3) accetti supinamente la volontà dell'intruso.
      Da come si sono messe le cose in questa società allo sbando, (nella speranza di.... bla bla bla) io preferisco difendermi da solo. Io non ti voglio obbligare ad avere un'arma in casa, ma nel contempo non voglio nessuno che mi vieti di possederla. Io, come te, cerco di cambiare l'andazzo (anche se, visto i figuri che si candidano, ho perso le speranze) ma, sic stantibus rebus, non ho alcuna intenzione di fare il vigliacco senza reagire. Potrò avere la peggio, così come la meglio: in antrambi i casi sarà per me una ragione in più per essere orgoglioso della mia azione. E così sarà anche per i miei cari. Ne sono certo.

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    10. Allora, per rispondere alla domanda:
      Come ho già accennato, la situazione per cui ti trovi il criminale dentro casa è estremamente improbabile. Perché il criminale, se non è scemo, ti aspetta quando esci o quando rincasi, nel momento in cui ti può prendere di sorpresa e sei più vulnerabile. Questo vale per chiunque viva in casa con te. E' la situazione tipica delle "rapine in villa". Capisci che quando ti trovi davanti il criminale che entra con un coltello alla gola di tua moglie o tuo figlio, magari accompagnato da due o tre amici suoi, l'ipotesi di andare a cercare la pistola è risibile.

      Nel caso improbabile in cui mi trovassi davanti un malvivente entrato da una finestra dopo essersi arrampicato lungo la grondaia, cerco di farlo scappare e questo significa non frappormi tra lui e la sua via di fuga, anzi, chiarire per quanto possibile che gliela voglio facilitare in tutti i modi, la fuga. Infatti questo criminale normalmente è motivato da una logica economica e non gli conviene la cosiddetta escalation.

      In linea generale, dato che ho una mia piccola esperienza di arti marziali, ti assicuro che l'unica condizione in cui ti conviene reagire ad una aggressione, in qualsiasi modo, è quando sei in condizione di vita o morte, tipo attacco terroristico.

      In tutti gli altri casi ti conviene facilitare l'aggressore, abbassando il più possibile il livello della violenza. Questo perché c'è una logica fondamentale nelle cose, oltre il fatto che il criminale ti prende di sorpresa di proposito e quindi parte in vantaggio, oltre il fatto che lui vive in quella maniera quindi è ulteriormente avvantaggiato, lui non ha niente da perdere e tu si e questo crea un vantaggio incolmabile dalla sua parte. Per fare un esempio banale, non c'è niente nel portafogli che vale anche solo un tuo incisivo.

      Cosa ti posso dire, secondo me hai una visione poco realistica delle cose e quindi mi auguro che non debba mai mettere in pratica i tuoi propositi.

      Veniamo alla premessa: io, te, chiunque altro qui siamo solo parole scritte su un display, non siamo "persone". Quindi, se ci pensi, il concetto di "attacco personale" è un paradosso, visto che non ci sono persone. Anche in questo caso, cioè quando qualcuno cerca di azzittirti con lo "attacco personale", si tratta solo di artifici retorici, che stringi stringi si riducono a creare confusione, rumore, che si sovrappone al messaggio.

      Nel caso in oggetto intendevo esattamente quello che ho scritto, cioè che vorrei che io, te, chiunque, evitasse di recitare una parte.

      Per esempio quando generalizzi dicendo che la faccenda delle armi e della legittima difesa riguarda "chiunque", dici una cosa insieme ovvia e inutilmente "corretta". Perché sai anche, nel momento in cui generalizzi, che in realtà i casi di cronaca non riguardano "chiunque" ma la ripetizione di una combinazione di eventi ben precisa, e la "polemica" è creata ad arte dai "media" perché non fanno mai "informazione" ma fanno "opinione". Che poi il mafioso non ti entra dalla finestra nottetempo, ti viene a trovare in ufficio, il che ci rimette nella analisi "militare" delle situazioni.

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    11. Un'altra cosa: o c'è la guerra o non c'è. La "guerra intermittente" è un paradosso. Significa, come ho già detto, che se vivi temendo di essere aggredito devi fare come in Israele dove le maestre d'asilo hanno il fucile a tracolla quando guardano i bimbi giocare in giardino. Se invece temi di essere aggredito ma per misteriose ragioni limiti la guerra a certi luoghi o certi momenti e ti "armi" solo in quei luoghi e quei momenti, delle due l'una o la tua guerra è immaginaria e quindi non ti succede niente non perché ti prepari ma perché non c'è la guerra, oppure la guerra è reale e quindi sei sicuro di essere colpito quando non sei preparato.

      Non è evidente? Non serve a niente avere la pistola in casa. Dovresti averla sempre indosso e essere sempre pronto ad usarla. Tutte le altre condizioni sono sostanzialmente equivalenti a nessuna pistola.

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    12. Lorenzo, quel che scrivi ha senso ma trascuri un particolare importante.

      Tengo il mio vecchio Opinel n. 12 (che chiamo affettuosamente "coltello da sbudello") attaccato con un sottilissimo filo di cotone a un montante del letto. So benissimo che, al di là delle vane spacconerie modello Rambo 2017, la sua funzione è quella del placebo. Epperò, se il placebo mi permette di sedare almeno in parte quell'inquietudine animale che poltrisce in un angolo del cervelletto... be', perché no? Poi, vista l'età della lama ed il suo stato, posso sempre sperare che l'eventuale aggressore muoia di tetano! :D

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    13. Non ho capito il senso del tuo commento.

      Ho descritto sopra la situazione dal punto di vista "militare". Qualsiasi fortezza ha come punto debole l'ingresso, il proverbiale "varco" al quale ti aspetta il nemico. Non solo, la fortezza è anche vulnerabile al "cavallo di troia", ovvero basta prendere chi entra o chi esce, a una distanza qualsiasi, per avere ostaggi e chiavi e rendere inutili tutte le difese.

      Viceversa, il ladro preferisce entrare in casa tua quando non c'è nessuno, proprio perché non ha interesse a trasformare il furto con destrezza in un crimine violento. Questo significa che la cosa migliore da fare nell'improbabile caso di trovare il ladro all'opera, è comportarsi come con le vespe, aprire la finestra e farle uscire.

      Non so dire sulla tua "inquietudine" ma la risposta è irrazionale per le ragioni sopra esposte. Aggiungo che è molto più probabile che tu venga aggredito fuori casa piuttosto che mentre stai dormendo nel tuo letto. Ergo, razionalmente, il coltello lo dovresti portare sempre alla cintura come si faceva nel medioevo. Ma siccome parliamo dell'irrazionale, inutili tutti questi discorsi. Conosco un tizio che va esce la sera con una cotta di maglia sotto i vestiti, per premunirsi contro un aggressore armato di coltello, vedi un po', ce n'è di tutti i colori.

      Non posso che sottolineare ancora la faccenda della guerra che o c'è e quindi c'è sempre e ovunque o non c'è, mai da nessuna parte. La guerra che c'è solo nella tua camera da letto direi che la possiamo anche accantonare.

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    14. Ah, dicevo appunto che noi dobbiamo chiedere allo Stato non la facoltà di sparare in casa nostra ma la garanzia che non ci sia la guerra (che per sua natura è ovunque).

      Oppure, se assumiamo che la guerra sia il "dato di fatto", l'unica risposta sensata è, come ho scritto, essere sempre armati e sempre pronti ad usare le armi, ovunque, perché la guerra è ovunque, non solo dentro casa nostra.

      A questo punto però c'è l'altro discorso ovvero che se tu abbini l'idea di "cittadino" odierna, ovvero il minchione asservito, all'uso ubiquo delle armi, ottieni oltre la guerra ovunque anche gli psicopatici ovunque, le due cose vanno insieme. E' il vietnam quotidiano, in avanti e all'indietro. Diventa inutile combatterla, la guerra, perché una società non sopravvive a condizioni simili.

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    15. Ecco perché il "caos sistematico" con cui le "elite apolidi" stanno organizzando il Mondo Nuovo, in realtà è controllato tramite il controllo delle masse perché rimanga sotto la soglia della "guerra". Infatti siamo qui a raccontarci del babau accanto al letto e mica pensiamo che qualcuno ti ammazzi la famiglia mentre mangia il gelato in piazza, che invece è quello che succede realmente.

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    16. Un piccolo post scriptum per chiudere la questione, almeno da parte mia.
      Il fatto stesso che, tramite i loro succubi emissari nazionali, le "elite apolidi" (come tu le chiami), NON vogliono che i cittadini siano armati, mi spinge a consolidare l'idea che lo debbano essere.
      Parafrasando il concetto espresso da Gary North (esimio economista della Scuola Austriaca) a proposito dei lingotti d'oro tenuti ad impolverarsi nei caveau quale garanzia della convertibilità della cartamoneta, dico che il benessere sociale di una nazione si misura dallo spessore della polvere che si accumula sopra le armi, private o pubbliche che siano.

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    17. Il problema è che tu immagini i "cittadini" come se fossero migliori di quello che in effetti sono. E' un concetto banale ma le "elite apolidi" esistono perché riescono a determinare nei "cittadini" un sufficiente livello di demenza e di infantilismo. Altrimenti, i "cittadini" si opporrebbero a chi li vuole ridotti a subumani asserviti.

      Siamo bloccati in un paradosso tipo "uovo-gallina".

      Infatti, quando sono esistiti i "cittadini" che, se armati, avrebbero conservato la propria libertà, concreta ed ideale? Forse solo quando la "cittadinanza" coincideva con la appartenenza ad una classe aristocratica o almeno di piccoli proprietari terrieri.

      Appena la "cittadinanza" include la "plebe", il "cittadino" non può più usare le armi consapevolmente, per se stesso, al massimo può essere inquadrato come soldato anonimo e essenzialmente robotico, meccanico, che usa le armi a beneficio di chi lo manda.

      Le "elite apoldi" sono indifferenti al fatto che i "cittadini" siano armati, a questo punto. Quello che conta è che i "cittadini" si ammazzino tra di loro nelle liti condominiali o che facciano un qualsiasi altro uso inconsulto delle armi, anche criminale. Purché rimangano inconsapevoli, incoscienti, controllati dalla propaganda e quindi non oppongano alcuna resistenza.

      Infatti come vedi ci sono più armi che abitanti negli USA, che sono il Primo Esperimento delle "elite apolidi". Armi che gli Americani rivolgono l'uno verso l'altro perché non hanno altre idee. Sono innocui per le "elite apolidi".

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  2. Sono stato tristemente profetico.
    Non che ci volesse un genio per sapere che, per le conseguenze del Piano e del "caos sistematico", l'Europa si avvia ad essere uguale se non peggio a Israele.

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    1. Peggio, perché è stato implementato un assetto ideologico/morale che inibisce anche solo il concepimento di una reazione/difesa.

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    2. Inibisce la "difesa" efficace, ovvero colpire per primi e colpire più forte. Non inibisce la "difesa" inefficace, ovvero quella della reazione tardiva.

      Quando le stragi saranno pane quotidiano anche qui, quando ammazzeranno figli, mogli, genitori dei nostri "compagni", allora daranno fuori di matto, infatti mi aspetto di rivedere alcune scende del primo Novecento.

      Fa ridere che in questi anni sia stato esplicitato l'odio e il timore che la Terza Categoria, quella dei capoccia, nutre per il "Popolo" delle altre due Categorie, quelle degli Idioti e dei Mai Cresciuti, da cui "populismo" e "sovranismo". Il ribaltamento di tutta la retorica "proletaria" e "operaista" del recente passato.

      Nella psicologia malata dei "compagni" c'è un interruttore che separa il "sociale" dal "privato", fintanto che nel loro privato si sentono tutelati dal sociale, come le aringhe nel banco, fintanto che i loro meschini conti del "dare/avere" tornano, rimangono allineati e a cuccia. Appena gli vai a toccare le loro cose, il loro mondo di sicurezze fasulle, diventano idrofobi o più precisamente hanno la reazione inconsulta che ti puoi aspettare da una mente infantile e/o minorata.

      I capoccia sanno di poterli tenere a freno riempendoli di cavolate solo fino ad un certo punto, ovvero solo finché gli effetti del Piano non li andranno a toccare nel "personale". Alle elite apolidi che tirano le fila non importa, come ho detto. Qualsiasi Presa della Bastiglia prossima ventura sarà sempre nei limiti del "caos" funzione del piano e se anche ci andasse di mezzo qualche funzionario sul loro libro paga, pazienza, morto uno scagnozzo se ne fanno dieci altri.

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    3. Bisogna sempre considerare che, come diceva Mao, ogni "proletario" sogna di diventare un "borghese". Ogni "punkabbestia" e "antifa" ambisce all'attico di Fedez e a trombare la "fashion blogger". Ogni Saviano pontifica sulle miserie umane e italiche dal suo appartamento di Mahattan. Eccetera eccetera.

      Il Mondo Nuovo promette alle masse imbesuite il rifugio di montagna con la funivia e la piscina, la musica disco e il lounge bar. Aspetta che il Mondo Nuovo traduca i "posticini di lavoretto", le "pensioncine", i "viaggi", le "vacanze" e tutte le ragioni per vivere che si celebrano alla macchinetta del caffè in "sangue e merda" e poi vedi il casino che ne risulta.

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